LINGUAGGIO NON VERBALE- RICALCO O SINTONIA

Ti è mai capitato di non capire il tuo interlocutore?

Ti √® mai sembrato sentire determinate parole ma allo stesso tempo c’era qualcosa che non vi convinceva?

Anche quando non ci esprimiamo con le parole il nostro corpo, attraverso la gestualità, comunica in continuazione e trasmette messaggi e informazioni, facilmente interpretabili dagli studiosi del linguaggio del corpo.

Il nostro corpo comunica circa il 70% delle informazioni attraverso il linguaggio del corpo non verbale.

Esempio: la vostra compagna vi dice che avrebbe piacere a conoscere i tuoi genitori; ma magari mentre lo dice incrocia le braccia e fa un passo indietro.

Cosa vuol dire?

Probabilmente anche una persona non esperta di linguaggio del corpo, ad intuito, potrebbe accorgersi che non c’√® coerenza tra ci√≤ che viene comunicato verbalmente e ci√≤ che viene comunicato con il corpo; per il semplice fatto che ne momento dell’espressione verbale la nostra compagna ha incrociato le braccia, segnale di chiusura e, facendo un passo indietro ha dato segno di allontanamento da quel preciso discorso.

Altro esempio: chiedete al vostro compagno se avesse piacere di accompagnarvi a fare shopping. Lui vi risponde di si toccandosi il naso e magari grattandosi un po’ la testa.

Cosa significa tutto ciò?

Significa che, il vostro compagno nonostante la sua risposta, toccandosi il naso e grattandosi la testa ha dato un forte segnale di rifiuto.

Ovviamente il linguaggio non verbale del corpo non trasmette solo segnali negativi o di rifiuto, ma anche segnali di apprezzamento o gradimento come ad esempio:

bagnarsi o mordesi leggermente le labbra, accarezzarsi i capelli, avvicinamento in avanti(del corpo) ecc…

Facciamo un ultimo esempio sui segnali di gradimento: state parlando con una ragazza appena conosciuta e quando le dite che ha dei begli occhi lei si bagna leggermente le labbra e si accarezza i capelli. Entrambi forti segnali di apprezzamento.

GUARDATE IL VIDEO è SPIEGATO MOLTO BENE.... RAYMOND BARD

IL LINGUAGGIO DEL CORPO - LA MENZOGNA

NON SI COMUNICA SOLO ATTRAVERSO LA VOCE MA CON TUTTO IL NOSTRO CORPO
Ti è mai capitato di non capire il tuo interlocutore?

Ti √® mai sembrato sentire determinate parole ma allo stesso tempo c’era qualcosa che non vi convinceva?

Anche quando non ci esprimiamo con le parole il nostro corpo, attraverso la gestualità, comunica in continuazione e trasmette messaggi e informazioni, facilmente interpretabili dagli studiosi del linguaggio del corpo.

Il nostro corpo comunica circa il 70% delle informazioni attraverso il linguaggio del corpo non verbale.

Esempio: la vostra compagna vi dice che avrebbe piacere a conoscere i tuoi genitori; ma magari mentre lo dice incrocia le braccia e fa un passo indietro.

Cosa vuol dire?

Probabilmente anche una persona non esperta di linguaggio del corpo, ad intuito, potrebbe accorgersi che non c’√® coerenza tra ci√≤ che viene comunicato verbalmente e ci√≤ che viene comunicato con il corpo; per il semplice fatto che ne momento dell’espressione verbale la nostra compagna ha incrociato le braccia, segnale di chiusura e, facendo un passo indietro ha dato segno di allontanamento da quel preciso discorso.

Altro esempio: chiedete al vostro compagno se avesse piacere di accompagnarvi a fare shopping. Lui vi risponde di si toccandosi il naso e magari grattandosi un po’ la testa.

Cosa significa tutto ciò?

Significa che, il vostro compagno nonostante la sua risposta, toccandosi il naso e grattandosi la testa ha dato un forte segnale di rifiuto.

Ovviamente il linguaggio non verbale del corpo non trasmette solo segnali negativi o di rifiuto, ma anche segnali di apprezzamento o gradimento come ad esempio:

bagnarsi o mordesi leggermente le labbra, accarezzarsi i capelli, avvicinamento in avanti(del corpo) ecc…

Facciamo un ultimo esempio sui segnali di gradimento: state parlando con una ragazza appena conosciuta e quando le dite che ha dei begli occhi lei si bagna leggermente le labbra e si accarezza i capelli. Entrambi forti segnali di apprezzamento.

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QUINTESSENZA POSOLOGIA

QUINTESSENZA POSOLOGIA
3 volte al giorno, lontano dai pasti, 3-5 goccie di essenza spagyrica in una zolletta di zucchero o cucchiaio di miele.


In alcune patologie √® molto utile l'associazione di due o pi√Ļ essenze spagyriche.
Pubblichiamo alcune indicazioni per le pi√Ļ comumi patologie. I rimedi riportati sono in ordine di importanza.


ACNE: lavanda, limone
ALLERGIE: melissa, menta
ANSIA: melissa, ginepro, cajeput, arancio amaro
ASMA BRONCHIALE: origano, cajeput, santoreggia, salvia
BRONCHITE: eucalipto, pino, origano, santoreggia
CEFALEA: lavanda, menta, semi caldi, salvia
CELLULITE: thuja, limone, ginepro
CONGIUNTIVITE: lavanda
DEPRESSIONE: melissa, lavanda, salvia, limone
ECZEMA: lavanda, limone, menta
EMORROIDI: cipresso
FERITE: santoreggia, eucalipto, ginepro
GASTRITE: limone, menta, semi caldi, anice stellato
IMPOTENZA: santoreggia, pino, cannella, timo
INFEZIONI: limone e aglio, lavanda, cajeput, bergamotto
INSONNIA: arancio amaro, melissa, salvia, lavanda
IPERTENSIONE ARTERIOSA: aglio, limone, lavanda, melissa
IPOTENSIONE: salvia e aglio, rosmarino, melissa, cannella
NAUSEA: melissa, menta
OBESITA': limone, thuja, ginepro
PIORREA: garofano, cipresso
PRURITO: menta, limone
PSORIASI: limone
REUMATISMI: ginepro e aglio, limone, timo, cajeput
SCIATALGIA: salvia, rosmarino
STERILITA' FEMMINILE: melissa
STERILITA' MASCHILE: salvia, pino
STIPSI: ginepro
TACHICARDIA: arancio amaro, limone, menta, lavanda
TOSSE: eucalipto, pino, timo, origano
USTIONI: eucalipto, ginepro, rosmarino
VARICI VENOSE: cipresso, limone, menta
VOMITO: melissa, anice stellato, semi caldi, limone

Microonde: cottura contronatura di raymond bard

Microonde: cottura contronatura
Nicholas Bawtree – tratto da AAM Terranuova nr. 209 settembre 2006

Nonostante i numerosi studi, si parla troppo poco dei rischi legati alla cottura con il forno a microonde. Intervista al dottor Hans U. Hertel, uno dei pochi scienziati che ha avuto il coraggio di indagare fino in fondo.
«Cucinare col forno a microonde √® veloce, semplice e conveniente»: questo l'irresistibile slogan che ha fatto in modo che un nuovo elettrodomestico entrasse nelle case di tutto il mondo. E’ possibile per√≤ che questo oggetto miracoloso si riveli un moderno cavallo di Troia, dal momento che fino ad oggi poco si √® detto sul possibili rischi legati ad una tecnologia assai controversa.
In queste pagine cercheremo di capire meglio come funziona il forno a microonde, ripercorrendo la storia delle varie ricerche condotte e dando voce ad uno dei pochi scienziati che ha avuto il coraggio di indagare fino in fondo.

Cotti per scuotimento
Il meccanismo di funzionamento del forno in questione √® abbastanza semplice: un dispositivo, chiamato magnetron, genera un campo di corrente elettrica alternata. Il ribaltamento del campo elettrico, che si ripete per pi√Ļ di 2 miliardi di volte al secondo, produce un effetto di «scuotimento» delle molecole, specialmente quelle dell'acqua, ma anche di lipidi e proteine. Questa frizione intermolecolare genera un calore che riscalda il cibo in modo completamente diverso rispetto al metodo convenzionale: dall'interno verso l'esterno.

I possibili danni delle microonde sul sistemi biologici sono conosciuti sin dalla loro prima applicazione nel radar, durante la seconda guerra mondiale: chi lavorava con questi apparecchi era infatti pi√Ļ soggetto allo sviluppo di leucemie. Scienziati tedeschi avevano gi√† fatto della ricerca negli anni '30 sugli effetti delle microonde sul sistema nervoso umano e degli animali. Questi studi portarono alla definizione di limiti di sicurezza molto severi che per√≤ non furono mai presi sul serio dagli scienziati statunitensi, tant'√® vero che quando negli anni '60 inizi√≤ a diffondersi il forno a microonde, vennero utilizzati limiti 1000 volte pi√Ļ alti. I forni a microonde furono invece vietati in Germania a partire dal '41 e in Unione Sovietica a partire dal 1976; divieto successivamente abolito dopo la Perestroika.

Negli stessi anni '70 iniziarono a comparire anche in Europa e Stati Uniti le prime ricerche che mettevano in dubbio la sicurezza dei cibi cotti a microonde. Studi istologici su broccoli e carote cotti con microonde rilevarono che la struttura molecolare dei nutrienti veniva deformata a tal punto da distruggere le pareti cellulari. Da allora fino al nostri giorni gli studi condotti sono stati diversi (vedi box) e gli aspetti pi√Ļ controversi che sono stati evidenziati riguardano:

- l'emissione di microonde dagli apparecchi;
- i rischi igienici dovuti ad una cottura non omogenea;
- la migrazione di sostanze tossiche contenute negli involucri all'interno dei cibi;
- un'alterazione anormale delle sostanze nutritive degli alimenti; - un'alterazione cancerosa del sangue in seguito al consumo di questi alimenti.

Nonostante il fatto che nei vari paesi siano stati stabiliti dei valori limite di esposizione alle microonde, nulla è stato fatto invece per ammonire l'utilizzatore sui possibili rischi evidenziati da questi studi. Questi valori limite infatti si riferiscono esclusivamente alle emissioni di microonde verso l'esterno del forno e non alla quantità di radiazioni cui sono sottoposti i cibi all'interno dei forni.

Gli effetti sul sangue
Lo studio pi√Ļ significativo sui rischi legati all'assunzione di cibi cotti a microonde rimane quello del professor Bernard Blanc dell'Universit√† di Losanna e del dottor Hans U. Hertel, uno scienziato indipendente con una lunga esperienza nell'industria alimentare e farmaceutica. Nel 1989 Blanc e Hertel proposero alla Swiss Natural Fund, insieme all'Universit√† di Losanna, una ricerca riguardante gli effetti sull’uomo del cibo cotto con microonde, ma fu rifiutata. La ricerca fu per questo ridimensionata e condotta con fondi privati.

Furono testati otto volontari, che per alcuni mesi seguirono una dieta macrobiotica e ai quali ogni 15 giorni vennero somministrati a stomaco vuoto, alimenti crudi, cotti con metodi convenzionali, scongelati o cotti in un forno a microonde.
Immediatamente prima dei pasti e poi 15 e 120 minuti dopo, avveniva prelevi di sangue.
E’ importante sottolineare che i volontari non erano a conoscenza del metodo di cottura del loro cibo e quindi √® da escludere un condizionamento psicosomatico.

Come si può osservare nel grafici, le analisi rilevarono differenze significative tra gli effetti sul sangue del cibo cotto a microonde e quelli del cibo cotto con metodi convenzionale

.


In particolare venne riscontrata una riduzione significativa dell’emoglobina e una e un aumento dell’ematocrito, dei leucociti e del colesterolo. Inoltre, furono evidenziati alterazioni della membrana cellulare.
«I cibi cotti con microonde – si legge nello studio – paragonati a quelli non irradiati, causano cambiamenti nel sangue delle persone testate, tali da indicare l'inizio di un processo patologico, proprio come nel caso di un iniziale processo canceroso». Ricorrendo alla bioluminescenza √® stato inoltre registrato il «passaggio per induzione dall’energia delle microonde dai cibi trattati al corpo umano»

Raramente una ricerca ha scatenato una simile bufera: il professor Blanc si dissociò quasi subito dalle conclusioni dello studio, temendo per la sicurezza della propria famiglia oltre che del suo posto di lavoro. Poco dopo la FEA , associazione dei rivenditori di elettrodomestici a Zurigo, denunciò il dottor Hertel, e il 19 marzo 1993 la Corte Cantonale di Berna gli vietò di divulgare le sue conclusioni, pena una sanzione di 5000 franchi svizzeri; verdetto successivamente ribadito dalla Corte federale a Losanna. Nel 1998, la Corte europea per i diritti umani di Strasburgo riconobbe in questo verdetto una grave violazione della libertà di espressione e condannò la Svizzera a un risarcimento di 40.000 franchi (un riconoscimento irrisorio rispetto alle spese processuali e ai danni economici e professionali subiti da Hertel)
Da quel momento la Corte federale stabilì che Hertel poteva sì divulgare le proprie conclusioni, ma la condizione di dichiararle non scientificamente provate.

Siamo liberi di scegliere
Da allora, un’inspiegabile cortina di silenzio √® calata sulla questione dei forni a microonde. Come sempre, quando ci sono grandi interessi in ballo, la verit√† diventa difficilissima da trovare, sommersa com'√® da fortissime pressioni che esercitano la loro influenza non solo sui mass media, ma soprattutto sul mondo scientifico e le istituzioni ad esso legate. Gli scienziati che hanno l'onest√† intellettuale e il coraggio di scagliarsi contro questa logica si contano sulla punta delle dita e nella maggior parte dei casi vengono minacciati, denunciati, diffamati e perseguitati in ogni modo possibile, come dimostra la storia di Hertel. Ma finch√© queste persone avranno modo di parlare, noi avremo modo di ascoltare.
E di scegliere.

Intervista al Dottor Hertel

Siamo andati a cercare il combattivo dottor Hertel per farci raccontare con le sue parole quali sono i rischi dell'impiego dei forni a microonde e le disavventure cui è andato incontro per aver voluto cercare la verità a qualunque costo.

Dottor Hertel, perché ha perso la causa intrapresa contro di lei dai rivenditori di elettrodomestici, quando i risultati dei suo studio sui pericoli dei cibo cotto a microonde erano così evidenti?
Non poteva andare altrimenti dal momento che il professore Michael Teuber dell'Institute for Food Science presso la Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo, che al processo rappresentava la scienza ufficiale, dichiarò che secondo una ricerca in corso presso il suo istituto, i cibi cotti a microonde non rappresentavano nessun rischio per i consumatori.

Tuttavia, i risultati di quella ricerca non sono mai stati resi pubblici. Perché?
Semplicemente perché le sue conclusioni non erano in linea con quanto dichiarato al processo. Questo vuol dire che Teuber aveva intenzionalmente mentito davanti alla corte nel nome dell'industria. Anche alla luce dei risultati finali di quella tesi, Teuber non ha mai rettificato la sua dichiarazione, e tutt'oggi neanche la corte ha corretto il proprio verdetto.

Queste cose capitano spesso quando la ricerca scientifica va contro gli interessi dei grandi gruppi economici?
Tutta la ricerca scientifica che non è in linea con gli interessi dell'industria o del settore bellico non solo non viene sostenuta, ma per quanto possibile viene soppressa. La ricerca privata, quando mostra risultati che vanno contro gli interessi dei potenti, viene diffamata e perseguitata in tutti i modi possibili. Questo succede ormai da almeno un secolo, senza che l'opinione pubblica ne sappia nulla, anche perché la gente preferisce avere fiducia nelle autorità, specialmente per quanto riguarda il mondo scientifico, e credere nell'integrità delle università e delle organizzazioni statati; non è disposta a credere nella corruzione dei governi, delle industrie e ancora meno della scienza.

Ma quali sano state le critiche alla sua ricerca sul forni a microonde?
L’industria ha definito il nostro studio non scientifico perch√© abbiamo usato solo otto persone e perch√© alcuni dei risultati ottenuti non mostravano dei cambiamenti significativi ma solo delle tendenze, comprese all'interno di limiti scientificamente accettabili. Secondo la scienza ufficiale i test devono essere ripetibili per essere scientificamente corretti e quindi hanno bisogno di risultati statisticamente significativi, condotti attraverso migliaia di test su animali. Qualunque scienziato che si rispetti dovrebbe arrivare alla conclusione che questo tipo di procedura √® dei tutto inaccettabile, quanto priva di buon senso.
Nei nostri esperimenti non volevamo mettere in pericolo i volontari che si erano offerti di fare da cavia e quindi li abbiamo sottoposti ad una singola ingestione alla volta di cibo cotto con microonde, con due settimane a disposizione per il recupero. In questo contesto, nessun cambiamento nel sangue potrebbe mai essere «significativo». Tuttavia, anche una tendenza persistente pu√≤ dare l'informazione necessaria per vedere in quale direzione questi effetti si potrebbero sviluppare.

Ci può spiegare qual è il principio di fondo che rende le microonde così pericolose?
Le microonde generate tecnologicamente sono in contraddizione con la natura e quindi tossiche: stiamo parlando di un'energia basata sul principio della corrente alternata, mentre le energie naturali si basano sulla corrente continua a impulsi. Il sole irradia la sua luce in modo continuo, creando un flusso ininterrotto di impulsi che √® in grado di portare e sostenere la vita sulla terra; le microonde invece, in seguito alle continue inversioni di polarit√†, creano un effetto di «Scuotimento» e di separazione che causano nei tessuti biologici ed anche in quelli inorganici un processo di decadimento. L’effetto di questo √® il cancro. Purtroppo le microonde hanno lo stesso effetto sul cibo, e attraverso questo sul corpo umano. Le strutture molecolari degli alimenti vengono deformate e quindi alterate nella loro forma e qualit√†. Il loro valore energetico, determinato dalla forma della loro struttura, viene alterato e questo processo rende gli alimenti tossici; mentre dal punto di vista della composizione chimica, le molecole sono le stesse e possono essere analiticamente rilevate. Per questo motivo, gli effetti della cottura di un alimento a microonde non sono evidenti nell’immediato, ma solo nel lungo periodo, per esempio con lo sviluppo di una forma cancerosa.
Anche la comunicazione senza fili, come le trasmissioni su onde corte e la telefonia cellulare, funzionano con le stesse microonde, indipendentemente dalla loro frequenza, e quindi in principio hanno gli stessi effetti dei forni. Queste microonde riscaldano, deformano e distruggono le cellule dei cervello e del corpo umano, ma anche quelle di animati e vegetali. Oggi viviamo in un immenso forno a microonde che ci sta cuocendo lentamente.

Cosa possiamo fare allora?
E’ necessario investire in tecnologie alternative ecologiche. Questo richiederebbe tuttavia che la scienza si basasse sulle leggi naturali, invece di cercare di trasformare i processi naturali a proprio piacimento come sta succedendo oggi. La natura comunica secondo il principio della corrente continua senza fare male a nessuno.



Cosa dice la ricerca

1973. P. Czerski e W. M. Leach (Usa) dimostrano che le microonde causano tumori negli animati. (1)

1975. Studi su broccoli e carote cotti a microonde rilevano la deformazione detta struttura molecolare dei nutrienti (2)

1987. Uno studio tedesco dimostra danni irreversibili all'occhio nel caso di una esposizione prolungata (3)

Fìne anni '80. Uno studio della American National Council for radiation protection evidenzia che i figli di donne che usano forni a microonde hanno una maggiore probabilità di malformazioni.

1989. Secondo uno studio condotto a Vienna, cuocere a microonde causa cambiamenti significativi delle proteine del cibo, e in particolare nel latte per neonati (4)

1990. All'Università di Leeds, si evidenzia che la cottura nei forni a microonde non è igienicamente sicura (5)

1992
- La ricerca di Blanc e Hertel, condotta con all’Universit√† di Losanna, mostra un cambiamento significativo nel sangue delle persone che consumano cibo cotto con microonde (6)
- Uno studio condotto dal pediatra John A. Kerner dell'Universit√† di Stanford in California, evidenzia che il riscaldamento del latte materno a microonde a pi√Ļ di 72 °C causa una sensibile diminuzione di tutti i fattori antiinfettivi testati (7)

1993. David Bridgman, chinesiologo con molti anni di esperienza, dichiara che «il 99,9% dei miei pazienti con varie forme di allergie si mostra motto sensibile ai cibi cotti a microonde».

1994
- Una ricerca americana dimostra che l'uso di riscaldare avanzi di cibo nel forno a microonde √® potenzialmente pericoloso in quanto la cottura non omogenea non garantisce protezione dall’insorgere di salmonella (8)
- Ricerche diverse mostrano che nel latte per neonati riscaldato a microonde si possono modificare degli aminoacidi, causando in tal modo tossicit√† o un’alterazione del valore nutrizionale (9)

1996. Una ricerca evidenzia la migrazione di particelle di pvc dagli involucri, utilizzati per coprire il cibo durante la cottura con il microonde, al cibo stesso. (10)

2000. La University of California evidenziando la migrazione dagli involucri per microonde della sostanza cancerogena dietilexiladepate in una quantità compresa tra i 200 e 500 ppm (il limite della FDA è di 0.05 ppm). Tra le sostanze migrate vengono individuate anche xenoestrogeni, sostanze legate a diminuzione di spermatozoi negli uomini e tumore al seno nelle donne (11)

pedana vibrante - potenziamento muscolare


IL POTENZIAMENTO MUSCOLARE CON LA
PEDANA VIBRANTE

Benefici della Pedana Vibrante nel Fitness e nella Preparazione Fisica/Atletica a cura di Andrea Cristofori
Gli esercizi con l'utilizzo delle pedane vibranti offrono una serie di benefici importanti che aiutano a raggiungere facilmente gli obiettivi prefissati per il fitness e il buono stato di forma fisica e per la preparazione fisica/atletica.
Questi benefici vanno da un immediato miglioramento della circolazione
sanguigna a una varietà di altri esiti misurabili, come ad es. maggiore vigore (potenziamento e tono) e flessibilità muscolare, migliore escursione e controllo motorio, migliore condizionamento e stabilità della zona centrale del corpo e
pi√Ļ rapido recupero, rigenerazione e riabilitazione.
√ą opportuno comunque rivolgersi, dopo aver effettuato un controllo medico delle proprie condizioni cliniche, sempre a personale idoneo (preparatore atletico, medico, fisioterapista …) in grado di elaborare il pi√Ļ opportuno programma d’allenamento specifico e personalizzato.
Le provate sollecitazioni del sistema neuromuscolare e di quello ormonale, causate dall'allenamento con le vibrazioni, fanno sì che tutte le varie capacità motorie, sia di carattere condizionale che coordinativo (nonché di mobilità articolare), possano migliorare i propri livelli.
I grandi atleti come anche i semplici amanti dello sport sono sempre alla ricerca di metodi migliori per allenare il corpo e il fisico ottenendo vantaggi competitivi e di performance. Per gli atleti professionisti, l'allenamento con le pedane vibranti migliora i risultati dell'allenamento convenzionale e dell'allenamento di potenza esplosiva e serve ad atleti e allenatori per accelerare i tempi di recupero e riabilitazione post-traumatica. Grazie all'ampia ricerca scientifica accademica, le squadre sportive professioniste di tutto il mondo usano sempre di pi√Ļ le pedane vibranti nell'ambito dei loro programmi di potenziamento, condizionamento, recupero muscolare e riabilitazione.
Gli esercizi con l’utilizzo della pedana vibrante sono studiati per migliorare e incrementare in misura decisiva le performance date dell'allenamento sportivo, e possono essere adottati come forma di allenamento supplementare o alternativa a quella tradizionale. Per esempio in pochi minuti, l'escursione
motoria e la stabilità aumentano, garantendo un riscaldamento ottimale prima di un allenamento o di una gara. Oltre ad essere uno strumento ideale per il pre-gara, le pedane vibranti sono un ottimo strumento per potenziare al
massimo e continuamente il proprio rendimento sportivo. Dal momento che le vibrazioni (ad alta frequenza e ampiezza) stimolano le fibre muscolari a rapida contrazione, gli atleti che usano le pedane vibranti per allenarsi riscontrano un deciso aumento della potenza esplosiva, dell'apprendimento e coordinazione motoria, della resistenza muscolare e dell'agilità in generale.
Nella relazione che regola la forza muscolare allo stimolo vibratorio risulta assai determinante la registrazione di natura elettromiografica (tramite EMG) che si viene a realizzare: l'esposizione a stimolo vibratorio corrisponde sempre ad una elevata attività mioelettrica (si nota infatti un deciso aumento dell'attività elettrica muscolare all'inizio dello stimolo vibratorio). Se consideriamo la relazione tra la forza e la velocità non si può fare a meno di parlare di potenza, e cioè del prodotto di queste due capacità (forza x velocità), visto che oltre a tutti i risultati netti di incremento di forza, si evidenziano frequentemente risultati inerenti all'aumento della velocità (testimoniate per esempio da test di salto), comprovando una enorme
correlazione con lo stimolo vibratorio di allenamento. Quindi gli studi scientifici di Bosco portarono ad assimilare l'allenamento vibratorio all'allenamento di forza esplosiva e i vari incrementi prestazionali furono addebitati ad un incremento delle sincronizzazioni delle unità motorie e al miglioramento della coordinazione dei muscoli sinergici oltre che per l'aumento dell'inibizione dei muscoli antagonisti.
Potenziamento Muscolare e Pedana Vibrante
Gli effetti benefici che provoca l’allenamento vibratorio (opportunamente
dosato e con macchine di alta qualità a vibrazione meccanica verticale) nel
potenziamento muscolare sono ormai noti e sono documentati in decine e
decine di studi scientifici internazionali.
Si parla di vibrazioni meccaniche applicate a tutto il corpo (whole body
vibration) provenienti da una speciale pedana in grado di vibrare verticalmente ad ampiezze (2 mm Low e 4 mm High) e frequenze (da 25 a 50 Hertz) ottimali
scientificamente studiate con lo scopo di accrescere ed esaltare un fenomeno (quello delle vibrazioni meccaniche appunto) con il quale il sistema biologico e fisiologico dell’uomo √® abituato a operare e a interagire in sintonia, come
risultato della sua evoluzione a contatto con l’accelerazione di gravit√†.
Lo schema seguente ci fa capire come le vibrazioni meccaniche della pedana vibrante influiscono nelle risposte e negli adattamenti del corpo umano e quali siano i sistemi funzionali, biologici e fisiologici implicati direttamente dal fenomeno vibratorio:
- Vibrazione --> Risposta del sistema neuro-muscolare --> Risposta del sistema endocrino (ormonale) --> Sollecitazione e risposta diretta
dell’apparato osteo-articolare.
La pedana vibrante √® in grado di provocare un’intensa risposta del sistema neuro-muscolare esprimibile in una potente e intensa contrazione del muscolo innescata per mezzo del meccanismo funzionale del ciclo allungamento-accorciamento per micromovimenti ripetuti. Questa contrazione, dovuta principalmente alla via riflessa spinale e denominata Riflesso Tonico da Vibrazione (Hagbarth): √® la base principale, oltre allo stimolo del sistema ormonale, dell’incremento della performance neuro-muscolare.
L’attivazione e l’attivit√† riflessa si sviluppa per mezzo di connessioni sia
monosinaptiche che polisinaptiche (Burke, Agarwal, Lebedev) registrabili tramite un progressivo incremento dell’attivazione elettromiografica dei
muscoli che pu√≤ raggiungere tranquillamente anche il 400% della contrazione muscolare prima dell’applicazione dello stimolo vibratorio.
Altri studi scientifici ed elettromiografici hanno fatto rilevare un'attivazione del 95% delle fibre muscolari sotto stimolo vibratorio.
Le ricerche e gli studi scientifici confermano effetti e benefici importanti e positivi sul potenziamento muscolare sia in acuto (immediatamente) che in cronico (stabili e a medio termine). Questi miglioramenti sono stati documentati sia in soggetti altamente allenati (atleti d’elite), sia
moderatamente allenati che in soggetti completamente sedentari.
Confrontando le metodologie tradizionali di allenamento di potenziamento muscolare con il metodo di allenamento vibratorio, si evidenzia che quest’ultimo ha una decisa e marcata attivit√† sull’incremento della forza e in
modo particolare sulle sue espressioni di velocit√† e potenza anche per il principale stimolo e attivazione delle fibre muscolari bianche (veloci e potenti di tipo II) oltre che per l’incremento ormonale endogeno del GH (ormone somatotropo della crescita) ma anche e soprattutto del Testosterone.
L’esaurimento muscolare (soprattutto e livello nervoso e non metabolico-energetico) da esercizio √® molto anticipato quando il soggetto √® sottoposto ad allenamento vibratorio in confronto ad esercizio in condizioni normali e tradizionali, ma i parametri metabolici indicano un affaticamento simile (Rittweger).
L’elettromiografia effettuata in studi e ricerche scientifiche sulle applicazioni vibratorie valutata su serie ripetute ha evidenziato un calo del picco di contrazione ma un incremento della media di frequenza della contrazione. Ci√≤ significa che vi √® una migliore efficienza neuromuscolare e un maggiore
effettivo reclutamento delle unità motorie ad alta soglia di eccitabilità, cioè fibre veloci di tipo II (McBride).
Da altri studi di illustri scienziati e fisiologi muscolari di livello internazionale, si è potuto constatare che dopo 10 minuti di esposizione alle vibrazioni (con frequenze e ampiezze opportune di vibrazioni) si ha in acuto (immediatamente) un aumento del Testosterone del 7%, del GH (ormone
somatotropo) del 460%, del 4% della Forza Esplosiva e del 7% della Potenzia media di esercizio e una riduzione del Cortisolo (ormone responsabile dello
stress e dell’aumento della glicemia) del 32% e una riduzione del rapporto EMG/W del 16% (Bosco).
Per quel che concerne gli effetti cronici (duraturi e a medio termine), gli studi scientifici a riguardo dell’allenamento vibratorio mostrano miglioramenti statisticamente significativi a partire anche da sole 10 sedute di allenamento. I miglioramenti della forza negli atleti sono situati, a seconda delle diverse prove
scientifiche effettuate, in una gamma tra il 6,7% e il 48% con particolare riferimento alla Forza Veloce, alla Forza Esplosiva e alla Forza Reattiva ma anche alla Forza Massima Dinamica e Isometrica (Bosco, Spitzempfeil, Schlumberger, Issurin, Weber).
Gli incrementi della forza nei sedentari o negli sportivi amatoriali che iniziano gli allenamenti di potenziamento con stimolo vibratorio si attestano al 16% e sono paragonabili e simili a quelli ottenuti con metodologie di allenamento
tradizionale per il potenziamento con sovraccarichi.
In conclusione si rileva come ai suddetti effetti positivi sul potenziamento si associno anche interessanti risposte allo stimolo vibratorio positive sulle capacità propriocettive, con importante miglioramento dei parametri
stabilometrici in acuto (Cardinale), sulla coordinazione intra ed extra muscolare e sulla coordinazione motoria, sulla mobilità articolare ed elasticità muscolare (Issurin) e sulla circolazione sanguigna periferica, nonché un forte stimolo rigenerante alle strutture ossee.

PEDANA VIBRANTE





LE PEDANE VIBRANTI


Il nostro corpo, durante il corso della giornata, è esposto a vibrazioni di diverso tipo che possono essere piacevoli come quelle generate mentre si balla o negative come quando si usa un martello pneumatico. Il nostro intero sistema si comporta proprio come l'orecchio: è capace di percepire suoni (vibrazioni) gradevoli o sgradevoli con effetti diversi. Da circa 25 anni numerosi studiosi americani, italiani, israeliani e russi (furono i primi in assoluto iniziando Nazarov negli anni '60) hanno analizzato gli effetti delle vibrazioni sul corpo umano e le numerose ricerche condotte hanno evidenziato la grande potenzialità delle vibrazioni in campo medico-riabilitativo, nell'ambito del fitness e del benessere generale. Dallo studio teorico degli effetti positivi delle vibrazioni sul corpo umano, si passò alla costruzione delle attuali pedane vibranti, grazie a particolari studi di ingegneria ed elettronica, tra cui spicca il lavoro apportato dal ricercatore italiano Carmelo Bosco.
Le pedane vibranti non sono affatto da confondere con la ginnastica passiva o gli elettrostimolatori: proprio i principi su cui si basano e la tecnologia sono completamente diversi. Il principio di base su cui lavor√≤ Carmelo Bosco e gli altri ricercatori fu quello della locomozione e di come esercizi di piccola durata ma di altissima intensit√† producono effetti positivi sulle strutture osteo-articolari e muscolari. Il problema √® che non tutti hanno la possibilit√† di allenarsi in maniera adeguata, vi sono sempre presenti rischi di infortuni e che con l'attuale modo di vivere si tende sempre pi√Ļ ad essere "sedentari" piuttosto che attivi. L'idea base che ha portato alla realizzazione della pedana vibrante √® stato quello di sostituire o rendere complementare (dipende dall'et√† e da una serie di condizioni del paziente) la normale attivit√† fisica, riproducendo le vibrazioni benefiche che si hanno durante la normale "locomozione". Infatti, durante qualsiasi movimento, anche una semplice camminata, al momento dell'impatto al suolo, innumerevoli vibrazioni vengono generate e trasmesse lungo tutto il corpo. Queste vibrazioni vengono trasmesse attraverso il piede, la gamba, la colonna vertebrale e il collo con enormi benefici per tutto il sistema scheletrico/muscolare, ma non solo. Non si dice, infatti, che fare movimento fa sentire meglio? Ecco anche questa generale sensazione di benessere viene riprodotta dalle vibrazioni delle pedane ed √® facilmente spiegabile con la liberazione nel nostro corpo, in modo del tutto naturale, di neuro-trasmetittori quali la serotonina e la dopamina. Da ricordare che le prime pedane vibranti vennero utilizzate nelle stazioni spaziali russe (erano proprio le pedane vibranti di Bosco ...) e proprie esse permisero agli astronauti russi (usandole solo 10 minuti al giorno) di rimanere in orbita ben 420 giorni contro i 120 giorni degli astronauti americani che dovettero rientrare a terra per gravi problemi muscolari ed ossei. Successivamente, come detto, le pedane vibranti vennero utilizzate con diversi obbiettivi in Medicina/Fisioterapia, nello Sport/Fitness, per la Bellezza/Benessere e per combattere l'Osteoporosi e l'invecchiamento del sistema osseo. Il "problema" era che in precedenza le pedane vibranti sono state utilizzate solo in centri medici specializzati o presso centri fitness di alto livello, soprattutto all'estero, con costi d'uso esorbitanti. Oggi, finalmente, le pedane vibranti sono disponibili anche al grande pubblico.
Come già, brevemente detto, la pedana vibrante può agire in diversi ambiti del nostro corpo: 1) sistema neuro-muscolare 2) circolazione 3) cartilagine 4) tessuto osseo 5) sistema ormonale 6) neuro-trasmettitori.
In Scandinavia (nazione molto rigida per quanto riguarda le normative a protezione della salute) si è dimostrato come solo dopo 2.000 ore di impiego le vibrazioni di un trapano producono problemi alle articolazioni. Le pedane normalmente vengono utilizzate 10 minuti al giorno e quindi eventuali effetti collaterali ci potrebbero essere solo dopo 32 anni di utilizzo, sulle persone in perfetto stato di salute. C'è anche da dire che l'utilizzo della pedana evita completamente movimenti bruschi e quindi eventuali possibili traumi, evenienza possibile al contrario con attività fisiche sia all'aperto che con attrezzi da palestra. Per questi motivi, la pedana vibrante può essere utilizzata con scarsi rischi per perseguire diversi obbiettivi nei seguenti campi:
1- Sport/Fitness - La pedana vibrante in ambito sportivo può essere utilizzata per i seguenti obbiettivi:
mezzo di supporto all’allenamento tradizionale
mezzo alternativo
riscaldamento o defaticamento
mezzo di recupero durante l’allenamento.
La sollecitazione prodotta dalle vibrazioni meccaniche è in grado di innalzare la contrazione muscolare fino al 30% con effetti di potenziamento muscolare e incremento delle capacità elastico reattive. Gli effetti positivi che si possono ottenere riguardano in particolare la forza esplosiva, la forza massima, la potenza, la velocità, l'elasticità e la resistenza. L'esposizione a vibrazione, inoltre, induce alla stimolazione di alcuni ormoni: da studi recenti si è osservato, in risposta a soli 10 minuti di vibrazione, un incremento significativo sia dell'ormone della crescita (GH), sia del testosterone, innalzamento che risulta parallelo all'aumento della potenza muscolare.
Famosi sono i test effettuati da Carmelo Bosco e dai suoi colleghi su alcune pallavoliste professioniste, che hanno dimostrato un incremento della potenza dei muscoli estensori delle gambe dopo una seduta di soli 10 minuti di vibrazioni attraverso l'utilizzo di questa pedana. In un successivo esperimento si √® visto, in atleti ben allenati, un incremento della potenza muscolare durante l'effettuazione di salti, dopo 10 giorni di trattamento con stimoli vibratori applicati per 10 minuti al giorno (Bibliografia: Bosco e coll. Clin Physiol 19, 2:183,187, 1999). Infine, vogliamo ricordare tra i tanti esperimenti fatti, quello effettuato sempre da Bosco e dal suo team su pugili professionisti che dopo 10 minuti di trattamento hanno mostrato un incremento statisticamente significativo della potenza muscolare dei muscoli flessori del braccio (Bibliografia: Bosco e coll. J Appl Physiol 79 :306-311, 1999). √ą da ricordare che anche gli atleti professionisti hanno un grande vantaggio dall'uso della pedana vibrante, non solo come defaticante, ma anche per il miglioramento delle proprie prestazioni senza il rischio di infortuni (rischio molto elevato quando si arriva a certi livelli di carico). Non a caso viene utilizzata, solo per citare alcuni team dei pi√Ļ famosi team sportivi, dai Chicago Bulls, Nashville Predators, Atlanta Falcons, dalla Federazione di Pallavolo Femminile Americana, da Juventus, Lazio, Roma, Inter in Italia, ecc. Per quanto riguarda il fitness, vi √® da sottolineare un aumento della resistenza allo sforzo, una maggior facilit√† al recupero e un potenziamento dell'elasticit√† degli arti inferiori. Senza dimenticare le stesse sensazioni positive che si possono provare dopo una corsa o una lunga camminata grazie alla produzione assolutamente naturale di neuro-trasmettitori quali la serotonina e la dopamina.
2 - Medicina/Fisioterapia - La ricerca sulle vibrazioni era partita propri per scopi medici, per poi allargarsi ad altri settori come lo sport, l'estetica e il benessere. Un periodo di riposo prolungato a letto o di immobilizzazione causata da infortuni o da una operazione medica, può indebolire il sistema muscolo-scheletrico tanto da limitarne le funzioni. Attraverso l'uso della pedana vibrante in diversi esperimenti, sono stati registrati risultati assolutamente positivi nella riabilitazione
fisioterapica e contro l'atrofia muscolare: proprio quei problemi tipici di chi ha subito un trauma, un infortunio o una operazione chirurgica che lo ha tenuto a letto per un lungo periodo di tempo. In generale si pu√≤ dire che la pedana vibrante pu√≤ essere utilizzata per aiutare a risolvere le seguenti patologie: atrofia e/o ipotonia muscolare, pubalgia, problemi al tendine d'Achille, patologie del ginocchio, sclerodermia, sclerosi multipla ... Studi clinici condotti su pazienti con traumi dei nervi periferici e contratture articolari hanno dimostrato l’efficacia del trattamento con vibrazione accompagnato a metodi di trazione classica (Levitskii e coll., 1997). Recentissimi esperimenti hanno evidenziato un significativo miglioramento della flessibilit√† della colonna vertebrale e dei muscoli flessori della gambe dopo trattamento vibratorio. Questo metodo, in modo inequivocabile, si √® dimostrato essere di gran lunga pi√Ļ efficace dei metodi tradizionali di stretching quali quello balistico, passivo, statico ed il PNF (Bosco e coll., 2001). Inoltre, oltre ad un vero e proprio miglioramento della situazione clinica, la stimolazione vibratoria ha fatto registrare una diminuzione della sintomatologia dolorosa nel 69% dei pazienti trattati.
3 - Estetica/Benessere - Gli effetti delle vibrazioni hanno conseguenze immediate sul metabolismo dell'individuo. Infatti, attraverso le sedute sulla panca vibrante, si √® riscontrato un aumento del metabolismo (con un miglioramento del metabolismo basale) ottenendo una maggiore combustione dei grassi e riducendo gli strati adiposi sottocutanei (agendo quindi sulla "cellulite"). Da sottolineare, dunque, il miglioramento a livello estetico che la pedana vibrante pu√≤ dare attivando la circolazione (il sangue raggiunge i capillari fino a 50 volte al secondo durante il trattamento), irrorando in tal modo maggiormente le cellule e aiutando il corpo ad espellere le tossine. Quindi, la pedana e le sue vibrazioni hanno un importante effetto linfodrenante, con una diminuzione della cellulite e un effetto sul tessuto connettivo che permette di avere una pelle pi√Ļ morbida e liscia. Per quanto riguarda la sensazione di benessere psico-fisico, le vibrazioni della pedana agiscono attraverso la liberazione nel nostro corpo, in modo del tutto naturale, di neuro-trasmetittori quali la serotonina e la dopamina che migliorano l'umore e danno proprio una sensazione di benessere generale, del tutto simile a quella che si ha dopo che si √® praticato dello sport. Inoltre, sempre a livello di benessere, vi √® anche un aumento della coordinazione, dell'equilibrio corporeo e dei riflessi in quanto le vibrazioni agiscono direttamente sulla propriocezione, ovvero il meccanismo che regola l'equilibrio e la percezione del movimento.
4 - Geriatria/Osteoporosi - Anche se gli studi rivolti all’applicazione della vibrazione per migliorare l’osteoporosi sono difficili da reperire nella letteratura internazionale, si pu√≤ pensare che queste nuove metodologie possano essere efficaci. Questa affermazione √® suffragata dal fatto che l’evidente miglioramento delle funzioni muscolari indotte dalla somministrazione di
trattamenti vibratori produce sollecitazioni efficacissime sulle funzioni biologiche delle ossa su cui i muscoli si inseriscono. Studi presentati nella famosa rivista "Nature" da Rubin, suggeriscono che la vibrazione potrebbe sostituire l’intervento farmacologico per curare e prevenire l’osteoporosi (Rubin e coll.; Nature, 441:603-604, 2001). Altre ricerche hanno riscontrato un significativo aumento della densit√† ossea. L'aumento della densit√† ossea, un aumento della resistenza muscolare e dell'equilibrio sono elementi fondamentali per migliorare sia la vita di qualsiasi persona anziana affetta da osteoporosi, sia nella prevenzione dell'osteoporosi stessa (basti pensare al minor rischio di cadute, secondario ad un miglioramento della capacit√† propriocettiva della persona). Infine occorre ricordare che, per prevenire i devastanti effetti della microgravit√†, gli astronauti sia della NASA che dell’ESA vengono allenati con le vibrazioni.
COME FUNZIONA UNA PEDANA VIBRANTE Il funzionamento è molto semplice, anche se può variare con i diversi tipi di pedane vibranti. La persona sale sulla pedana e seleziona il programma che vuole eseguire per allenare una specifica parte del corpo. A questo punto ci si pone sulla pedana in diverse posizioni, illustrate nei manuali di uso o direttamente mostrate sul display delle macchine.
Fin dai primi momenti di esercizio sulla pedana, si cominciano a sentire chiaramente gli effetti della vibrazione: i muscoli si contraggono, la frequenza cardiaca sale ed aumenta la circolazione sanguigna. Nello stesso tempo, si attivano altri "adattamenti" di lunga durata, molto pi√Ļ importanti: le strutture ossee si rinforzano, aumenta la secrezione di ormoni (GH e Testosterone), aumenta il metabolismo e il consumo di calorie, viene stimolato il sistema nervoso centrale e periferico. La sessione di lavoro dura circa 20/25 minuti. Ogni ciclo di allenamento √® composto da 1 min. di vibrazione e 1 minuto di riposo. Il protocollo consigliato √® composto di 5 cicli seguiti da 10/15 minuti di recupero e poi da altri 5 cicli. Durante l'esercizio si sentir√† "vibrare" tutto il corpo, ma NON vi sar√† nessun tipo di dolore, anzi si potr√† provare da subito una sensazione di benessere.
DOPO QUANTO TEMPO SONO "VISIBILI" I PRIMI EFFETTI DELL'ALLENAMENTO CON LA PEDANA VIBRANTE? Alcuni studi hanno mostrato che (Bosco e coll; Biology of Sport ,15,3,157-164, 1998) dopo solo 10 giorni di utilizzo, per 10 minuti al giorno, si è ottenuto un significativo aumento della forza esplosiva.
Generalmente, anche per usi non sportivi, si consiglia l'uso della pedana vibrante 3 volte alla settimana: i primi risultati saranno visibili in circa 1 mese. Il buon funzionamento di una pedana dipende da questi fattori tecnici: - frequenza di vibrazione (in Hz) - ampiezza di vibrazione (in mm) - accelerazione - durata - angoli articolari (in gradi)
In commercio si trovano molti prodotti che vengono definiti "PEDANA VIBRANTE", ma cosa giustifica una simile definizione? Perché si parla di vibrazione "verticale" o "basculante"? Cercheremo di approfondire le differenze e sciogliere possibili dubbi.
DEFINIZIONI
La "pedana vibrante" riesce, a differenza del normale esercizio fisico, a far contrarre e decontrarre le fasce muscolari senza sovraccaricare la parte muscolo-tendineo-cartilaginea e incrementa il metabolismo locale e la circolazione sanguigna. √ą risaputo che le pedane a vibrazione verticale vanno usate con attenzione sotto i 15 Hz perch√® fanno entrare in "risonanza" il corpo dell'utente (il loro range di frequenza medio √® 20-60 Hz). In pratica utilizzando in maniera non corretta queste pedane √® come essere su un martello pneumatico.
Le "pedane basculanti", viceversa, riproducono un movimento simile alla camminata. Il problema della frequenza non è presente con la pedana basculante che è utilizzata sempre sotto i 25 Hz di frequenza, anche se gli studi di Bosco e altri hanno dimostrato l'assenza di controindicazioni anche fino a 40 Hz, poiché il movimento alternato non manda mai in "risonanza" il corpo.
Gli stessi studi di Carmelo Bosco, citati nel testo, sono stati effettuati sulle pedane vibranti a movimento "sinusoidale".
Durante la locomozione, nella fase di contatto con il terreno, si genera un treno di vibrazioni che vengono trasmesse a tutto il corpo, dai piedi (15 Hz) fino alla testa (5 Hz), passando per gli arti inferiori, il rachide e il cranio. Le vibrazioni sono un forte stimolo per l'attivit√† osteoblastica ed hanno effetti rilevanti sul sistema biologico. √ą stato riferito che la potenza esplosiva del muscolo estensore della gamba durante il salto migliora dopo 10 giorni di vibrazioni applicate a tutto il corpo per 10 minuti su soggetti allenati (Bosco et al., Biologia dello Sport). [...] il livello di concentrazione sierica del testosterone e dell'ormone della
crescita ha riportato un significativo miglioramento statistico con un'applicazione di 10 minuti (1 minuto di vibrazione ed 1 minuto di riposo per 5 ripetizioni) (Bosco et al., Eur J Appl Physiol).
Le pedane basculanti pi√Ļ famose sono la Proellixe e la Galileo; quest'ultima √® la progenitrice di tutte le pedane oscillanti.
COME RICONOSCERLE
Per capire che tipo di pedana si sta acquistando, il modo migliore è quello di guardare la frequenza di funzionamento:
0 - 25 Hz = pedana di tipo basculante
30 - 50 Hz = pedana a vibrazione verticale.
Le pedane "verticali" sono pi√Ļ diffuse rispetto alle "basculanti" perch√© permettono di fare esercizi pi√Ļ complessi e sono pi√Ļ facili nel loro utilizzo. Inoltre se usate sopra i 30 Hz per periodi di durata massima di 10 minuti, 3 volte alla settimana, non producono alcun danno. I range di vibrazioni da usare sulle pedane basculanti sono i seguenti:
4 - 10 Hz = riabilitazione osteoporosi e rilassamento
10 - 14 = linfondrenaggio
14 - 25 = training e fitness
20 - 60 Hz = potenziamento muscolare sportivo.
Basti pensare che variando angoli di lavoro delle ginocchia, carico esterno (kg) e/o frequenze (da 20 a 60 Hz), intensità, tempi di recupero ecc., avremo infinite soluzioni per il potenziamento muscolare.
INDICAZIONI
Dieci minuti, 2-3 volte la settimana con la pedana oscillo vibrazionale, permettono di riacquistare il tono muscolare dopo periodi di immobilit√† dovuti ad interventi chirurgici o traumi. La riacquistata tonicit√† muscolare aiuta anche a ridurre la sintomatologia legata all'artrosi, la debolezza generale, i disturbi dell'equilibrio e l'instabilit√† dell’andatura e della locomozione. La stimolazione effettuata dalla pedana sulle ossa, aiuta a prevenire l’insorgere dell’osteoporosi e a limitarne l’evoluzione una volta che questa si sia presentata. Infine, l’azione sul tono muscolare e la possibilit√† di consumare pi√Ļ calorie permette di utilizzare la pedana vibrante, in associazione ad una dieta ipocalorica, per perdere l'eccesso di peso corporeo, incrementando il tono muscolare degli arti inferiori e dell’addome.
CONTROINDICAZIONI
gravidanza
trombosi acuta
infiammazione acuta delle parti del corpo da allenare
tumori maligni
fratture recenti nelle parti del corpo da allenare
presenza di calcoli renali e della colecisti
presenza di recenti impianti di chiodi o protesi
presenza di ernie discali cervicali o lombo-sacrali
forte emicrania
ferite e cicatrici recenti nelle zone da allenare
artrite reumatoide
epilessia
artrosi in fase dolorosa o artropatie.
Per informazioni sulle Pedane (modelli, caratteristiche ecc.)


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BENEFICI TRATTI DA STUDI MEDICI COMPRESE DOMANDE E RISPOSTE PI√Ļ FREQUENTI
- ”Migliori Prestazioni Fisiche a tutti i livelli” -
- ”Maggiore Forza Esplosiva” -
- ”Aumento della Tonicit√†, Rassodamento e Definizione Muscolare” -
- ”Migliore Circolazione Sanguigna e Ossigenazione” -
- ”Aumentata Azione Linfo-Drenante” -
- ”Netta Attenuazione degli Inestetismi della Cellulite” -
- ”Aumento del Metabolismo” -
- ”Migliore Flessibilit√†, Mobilit√† e Coordinazione” -
- ”Livelli Ormonali Ottimizzati” -
- ”Maggiore Densit√† Ossea (previene l’osteoporosi)” -
- ”Ringiovanimento del Collagene” -
- ”Perdita di Peso, Grassi e Cellulite” -
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giorno!
Come funziona l’allenamento vibratorio?
Cos'è di fatto la WBV? Per dirla in termini semplici, è l'applicazione di frequenze di vibrazione
variabili ai sistemi muscolare, scheletrico, organico, ghiandolare e nervoso dell'intero corpo. Tali
vibrazioni solitamente variano da 20 Hz a ben 60 Hz a seconda della marca e del tipo di macchina
impiegata. Le varie frequenze di vibrazione producono effetti diversi sulla funzionalità del corpo. In
generale, frequenze inferiori sono molto efficaci per l'allenamento alla resistenza, il riscaldamento
e il raffreddamento, mentre frequenze superiori sono soprattutto usate per il massaggio e
l'aumento della circolazione sanguigna nei tessuti periferici del corpo. Le vibrazioni, generate da
una piattaforma che vibra meccanicamente, sono trasmesse al corpo attraverso le sue parti
(generalmente i piedi o le mani che sono in contatto con la piattaforma o la pedana vibrante). Il
corpo automaticamente si adegua a questi stimoli meccanici rispondendo con un riflesso di
stiramento. Tale riflesso che si produce nei muscoli è di fatto un adeguamento riflessivo del
cervello. Di conseguenza, la WBV fa sì che il cervello si alleni in un modo che induce un effetto
neurorigenerante. In altre parole, il cervello ringiovanisce tornando ad uno stato di funzionalit√† pi√Ļ
sano.
Infatti la vibrazione dei muscoli stimola le terminazioni primarie del fuso muscolare, che eccita i
motoneuroni, causando la contrazione riflessiva del muscolo (definito come riflesso tonico di
vibrazione). Si tratta di una risposta neurologica.
Il modo pi√Ļ semplice per capire questo concetto √® pensare al riflesso che si ottiene dando un colpo
leggero appena sotto la rotula del ginocchio. La gamba si estende istantaneamente non appena
ricevuto questo colpo leggero.
La vibrazione migliora la sincronizzazione delle unità motorie e può avere effetti positivi sulla
risposta neurologica alla contrazione dei muscoli, permettendo un'attivazione pi√Ļ concreta dei
motori primi durante un movimento specifico e una migliore coordinazione nell'attivazione dei
relativi muscoli.
Quanto dura l’allenamento vibratorio?
Bastano 10/15 minuti di allenamento vibratorio per ogni sessione di allenamento 3 volte alla
settimana per ottenere i risultati desiderati. La maggior parte delle persone pensa che la forma
fisica dipenda dalla durata dell’allenamento, ma √® la costanza e l’intensit√† i fattori che danno i
maggiori risultati. Assumendo la varie posizioni sulla pedana vibrante potrete stimolare diversi
distretti muscolari. Quindi sarà possibile facilmente e in poco tempo in quasi ogni parte del corpo.
Ci sono differenze nella forma degli esercizi (es. piegamenti, balzi,
ecc.) svolti sulla pedana vibrante rispetto ai tradizionali esercizi per
allenare la forza?
Alcuni esercizi di fitness tradizionale vengono eseguiti allo stesso modo degli esercizi sulla pedana
vibrante. Dopotutto, i principi fisiologici e cinetici del corpo umano con cui abbiamo a che fare sono
sempre gli stessi. La parte inferiore della schiena è naturalmente curva (lordosi). Da un punto di
vista funzionale, la schiena √® pi√Ļ forte a livello della lordosi di quanto non lo sia a livello della
curvatura posteriore (cifosi). Allenandosi con la pedana vibrante, il carico che grava sulla parte
bassa della schiena è inferiore, perché manca il carico aggiunto dal peso del bilanciere.
Quali sono i motivi per i quali l’allenamento vibratorio si sta cos√¨ tanto
diffondendo?
In molti centri di fitness, ma anche nell’allenamento dello sport di alto livello (soprattutto di alcune
squadre professionistiche di calcio, basket, di football americano, ecc, ecc.) si sta sempre pi√Ļ
diffondendo l’utilizzazione di attrezzature per lo sviluppo della forza muscolare nelle quali si usano
le vibrazioni.
Da questa utilizzazione e dalle diverse ricerche medico-scientifiche effettuate èstato dimostrato e
riscontrato non solo uno sviluppo della forza in tempi pi√Ļ rapidi di quanto non avvenga con i metodi
tradizionali (esercizi a carico naturale, pesi liberi e macchine isotoniche per la muscolazione), ma
anche:
- effetti positivi sulla cellulite;
- un’azione anti-invecchiamento;
- un effetto anti-osteoporosi (per il quale √® nato l’allenamento vibratorio);
- un progressivo dimagramento, dovuto all’aumento del rilascio di ormoni prodotti naturalmente
dal corpo, che brucerebbero i grassi e aumenterebbero il metabolismo, ecc, ecc.
Il tutto in tempi molto brevi e senza particolare fatica. Ciò ne spiega la diffusione nei centri di
fitness e non solo in essi.
L'allenamento con la pedana vibrante può migliorare la flessibilità?
Si, tutti i muscoli e le articolazioni allungate durante l'allenamento vengono completamente messe
in moto. Le vibrazioni inoltre allentano le aderenze, agendo positivamente sulla flessibilità. La
ricerca ha dimostrato che gli esercizi di stretching con vibrazione aumentano notevolmente la
flessibilità rispetto agli esercizi di stretching tradizionali.
Usando la pedana vibrante in posizioni diverse è possibile allungare muscoli diversi. Gli organi del
tendine del Golgi vengono attivati durante l'allenamento favorendo un profondo rilassamento
(tendine riflesso). Un vantaggio ulteriore deriva dal fatto che i muscoli vengono allungati in
posizione attiva e funzionale, mantenendo la forza esplosiva.
Gli esercizi con la pedana vibrante devono essere svolti prima o dopo
l'allenamento cardiovascolare?
E' possibile inserire l'allenamento con la pedana vibrante in qualsiasi momento del programma di
allenamento. Alcune persone preferiscono iniziare l'allenamento con i pesi, passare poi
all'allenamento cardiovascolare e infine agli esercizi-vibranti sulla pedana. Tuttavia, è possibile
adattare il programma a seconda delle preferenze personali. Non è necessario rispettare un ordine
particolare nell'esecuzione delle diverse fasi che compongono la sessione di allenamento. Comunque
è sempre meglio seguire il programma personalizzato e professionale di un qualificato Personal
Trainer professionista.
E la cellulite? Ho sentito dire che riduce la cellulite... è vero?
Uno studio effettuato in Europa presso una clinica di medicina dermatologica ha dimostrato che
l'allenamento vibratorio può ridurre sensibilmente la comparsa della cellulite, a livello superficiale
(consigliata sempre una corretta alimentazione in abbinamento).
Attualmente sono in corso ulteriori ricerche medico-scientifiche da parte di diversi centri di
sviluppo scientifico che stanno confermando l’efficacia di questa nuova metodica estetica.
L'allenamento vibratorio rappresenta un esercizio completo?
L'allenamento vibratorio raggiunge tutti gli obiettivi di un programma di forza e tonificazione,
offrendo in pi√Ļ tutti i benefici discussi in precedenza. Tuttavia non rappresenta un sostituto
dell'esercizio cardio-vascolare abbinato ad una dieta appropriata (sempre consigliati).
E’ possibile sostituire tutto il programma fitness di allenamento con il
programma di allenamento vibratorio su pedana?
L’allenamento con la pedana vibrante offre tutti i benefici che si possono ottenere attraverso un
regolare allenamento fitness: fatta eccezione per l’ingrandimento e l’allenamento del muscolo
cardiaco, è possibile ottenere qualsiasi altro risultato, come forza muscolare, flessibilità,
coordinazione e resistenza muscolare.
Se si smette di allenarsi con la pedana vibrante dopo averne fatto un
uso regolare per diverse settimane, quanto durano i risultati ottenuti?
Come in tutti i tipi di allenamento, interrompendo la stimolazione i risultati raggiunti regrediscono
e scompaiono nel corso del tempo (infatti è fondamentale la costanza e regolarità come sempre).
Tale fenomeno naturale è causato dalla legge biologica della reversibilità. Riducendo o sospendendo
l’uso della pedana vibrante dopo una fase di allenamento regolare (3 o 4 sedute alla settimana), gli
effetti benefici scompaiono lentamente. Tuttavia, la velocità di regressione è strettamente
individuale e dipende da diversi fattori.
L’allenamento sulla pedana vibrante √® efficace?
Sulla pedana vibrante è possibile eseguire tutti i movimenti di base del corpo umano e, svolgendone
alcuni in modo dinamico, i risultati aumentano ancora maggiormente. Tali risultati possono essere
integrati nella vita di tutti i giorni. Naturalmente, se l’allenamento vibratorio fa parte di un
programma specifico di allenamento, sarà necessario i movimenti dello sport specifico in questione
in modo tale da incrementare i benefici dell’allenamento mirato e personalizzato al soggetto e agli
obiettivi. Si può migliorare la forza e la resistenza muscolare sulla pedana vibrante di un qualsiasi
gesto sportivo specifico di uno sport utilizzando un allenamento specifico sulla pedana ed
utilizzando posizioni mirate (fatevi sempre seguire da un Professionista dello sport qualificato
anche in questo tipo particolare di allenamento).
Da quanto tempo esiste l’allenamento vibratorio?
Alla fine del diciannovesimo secolo alcuni scienziati scoprirono che la vibrazione meccanica poteva
alleviare il dolore e pertanto è stata impiegata per curare dei disturbi fisici. Nel ventesimo secolo
sono state intraprese delle ricerche per capire l’influenza delle vibrazioni nella crescita e nella
struttura ossea. Poiché gli astronauti soffrivano di una significativa diminuzione della densità ossea
durante la permanenza nello spazio, si sono rese necessarie delle terapie per combattere tale
sintomo. Anche il notevole aumento della popolazione anziana ha spinto gli scienziati a ricercare un
collegamento tra l’allenamento vibratorio e la densit√† ossea: si √® scoperto che la terapia vibratoria
migliora sensibilmente la densità ossea. A metà del ventesimo secolo, la ricerca scientifica ha
dimostrato inoltre che le vibrazioni trasferite al corpo causano un riflesso da stiramento in cui i
muscoli sono contratti continuamente. Negli anni ‘70 diversi scienziati russi hanno studiato gli
effetti dell’allenamento vibratorio , riscontrando un notevole aumento della forza muscolare, della
flessibilit√†, della coordinazione e della capacit√† di recupero. Nell’occidente solo dopo la caduta
della Cortina di Ferro alcuni scienziati israeliani e italiani (C. Bosco) hanno riscoperto e sviluppato
il principio dell’allenamento vibratorio. In campo terapeutico i metodi di vibrazioni locali sono stati
usati e sono usati sia a scopo preventivo che durante il recupero o la riabilitazione a seguito di
traumi.
L’allenamento cardiovascolare va fatto sempre?
In ogni caso, con l’allenamento vibratorio non si raggiunger√† mai un adattamento del muscolo
cardiaco o ipertrofia. Nel caso di un soggetto o un’atleta che la pedana vibrante come parte della
preparazione atletica e fisica, si raccomanda di integrare anche l’allenamento cardiovascolare in
un programma completo. In tal modo, l’allenamento vibratorio funger√† da catalizzatore migliorando
enormemente l’effetto della stimolazione cardiovascolare.
La pedana vibrante migliora la circolazione in tutto il corpo o agisce
solo localmente?
Negli esercizi-massaggio la circolazione migliora principalmente a livello locale con un visibile
effetto anche anticellulite. Anche la circolazione nei muscoli aumenta notevolmente. Durante gli
esercizi che prevedono la contrazione (statica o isometrica) dei muscoli, solitamente la circolazione
diminuisce temporaneamente (vasocostrizione). Comunque allenandosi in piedi sulla pedana
vibrante, la circolazione nella pelle e nei muscoli aumenta sensibilmente. Si registrano aumenti
della circolazione sanguigna fino a 100 volte!
Quali sono i vantaggi dell’allenamento vibratorio dinamico
(effettuando il movimento assieme alle vibrazioni)?
Sulla pedana vibrante è possibile eseguire in modo statico o isometrico (senza movimento) o
dinamico (con movimento). Durante l’attivit√† quotidiana di vita e l’attivit√† sportiva utilizziamo il
nostro corpo e la maggior parte dei nostri muscoli in modo dinamico: per questa ragione gli esercizi
dinamici sono pi√Ļ efficaci da un punto di vista funzionale (pi√Ļ simile all’uso normale dei muscoli e
dei movimenti). Se la pedana vibrante è utilizzata per persone sedentarie, si può decidere di
eseguire gli esercizi in modo statico. E’ necessario comunque iniziare le prime sessioni sulla pedana
vibrante con esercizi statici in modo tale da apprendere la tecnica giusta. Si consiglia di essere
seguiti sempre da un Personal Trainer professionista e specializzato nell’allenamento vibratorio
almeno nella fase iniziale delle sedute (prime 10 sessioni).
Le regole del fitness convenzionale possono essere applicate anche
all’allenamento con la pedana vibrante?
Molte delle regole valide per l’allenamento con i pesi o macchine isotoniche (fitness) possono essere
applicate anche all’allenamento vibratorio. Tuttavia il recupero √® molto pi√Ļ veloce. Se ci si sente
bene e l’intensit√† dell’allenamento √® sta aumentata gradualmente, √® possibile usare la pedana
vibrante tutti i giorni. Raccomando di programmare la tabella degli allenamenti in modo tale da
allenare prima i gruppi muscolari pi√Ļ grandi e poi quelli pi√Ļ piccoli e di alternare i gruppi muscolare
da allenare nelle diverse sedute di allenamento.
Mia madre ha 75 anni, pu√≤ allenarsi con l’allenamento vibratorio?
Una delle prime applicazioni della pedana vibrante √® stata nella lotta contro l’osteoporosi, con
ottimi risultati. La ricerca scientifica ha rilevato una connessione diretta tra la forza muscolare e la
densità ossea. Le vibrazioni che colpiscono il corpo durante una sessione di allenamento vibratorio
su pedana stimolano enormemente il tessuto osseo (ottimo per le donne in menopausa). Usando la
pedana vibrante è possibile attivare i muscoli in modo efficace, facile, sicuro e semplice. Durante
l’allenamento vibratorio inoltre, il carico sulle articolazioni, sui legamenti e sui tendini √® molto
inferiore rispetto al normale allenamento con i pesi o attrezzature.
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ENDOCRINOLOGIA - ORMONI

Il sistema o apparato endocrino √® molto antico (gi√† presente perfino nei microrganismi unicelulari) ed √® consiste in un insieme di ghiandole e cellule distribuite in zone molto diverse del corpo. E’ costituito da tessuto endocrino, che forma le ghiandole endocrine, ovvero a secrezione interna, che producono gli ormoni. Sono presenti organi che fungono solo da produttori di ormoni, quali ghiandole endocrine (epifisi o ghiandola pineale, ipofisi o ghiandola pituitaria, tiroide, paratiroidi, surrenali ecc.), e altri che integrano la produzione di ormoni ad altre attivit√† fisiologiche (ipotalamo, timo, pancreas, stomaco, intestino, rene, ovaie, testicoli).
Cellule epiteliali (derivanti embriologicamente dal V arto branchiale) sparse prevalentemente nella tiroide (cellule parafollicolari) e presenti anche nelle paratiroidi, timo e midollare surrenale, costituiscono il sistema ultimobranchiale e secernono l'ormone calcitonina.
Nella mucosa gastroenterica e nel pancreas sono stati identicati almeno 15 tipi di cellule che producono polipeptidi ormonali che agiscono sia sulle cellule circostanti (azione paracrina) sia a distanza (azione endocrina) riversandosi nel circolo sanguineo. Si tratta di un sistema di regolazione funzionale dell'apparato digerente, denominato sistema GEP (gastro-entero-pancreatico), strettamente collegato con un complesso sistema di fibre nervose (includente il sistema nervoso metasimpatico). Si ritiene che la maggior parte di queste cellule secretrici abbiano caratteristiche APUD (cellule attive sul metabolismo delle amine, ne captano e decarbossilano i precursori), derivino dal tessuto embrionale neuroectodermico e siano distribuite anche in altre parti dell'organismo (ipofisi, ipotalamo, midollare surrenale). Queste cellule, identificate scientificamente con lettere dell'alfabeto, producono ormoni che possono fungere anche da neurotrasmettitori (neuropeptidi).
Infine anche cellule del sistema immunitario (linfociti) secernono ormoni.

La funzione dell'apparato endocrino, nel senso pi√Ļ ampio, di trasmissione delle informazioni (anche molto sofisticate). Esso pertanto completa le funzioni del sistema nervoso. A differenza del sistema nervoso, il sistema endocrino agisce, in genere, pi√Ļ lentamente (agisce di norma in un arco di tempo che va dai 30 minuti alle tre ore fino, come nel caso dell'ormone della crescita, a mesi), pi√Ļ diffusamente (tutte le cellule del corpo sono raggiungibili dai messaggi ormanli) ed √® prevalentamente efferente ossia invia pprevalentemente segnali verso la periferia.

In passato si riteneva che l’apparato endocrino fosse strutturato, in maniera gerarchica verticale, secondo pi√Ļ assi neuroendocrini, indipendenti fra loro, unenti cervello - ipofisi - ghiandole endocrine - tessuti bersaglio. Fra questi, l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA, Hypotalamus-Pituitary-Adrenal) con produzione di ormoni glucocorticoidi, cortisolo (idrocortisone) in particolare, da parte delle ghiandole surrenali (zona corticale) rappresenta l’evento fondamentale della risposta allo stress.
Le ricerche successive hanno dimostrato l'inesattezza della tradizionale immagine gerarchica degli assi endocrini. Innanzitutto, esiste un meccanismo di controllo retroattivo della cascata ormonale, feedback, che pu√≤ essere inibente (feedback negativo) e, pi√Ļ raramente, potenziante (feedback positivo). Ad esempio, i livelli degli ormoni prodotti dalla corticale del surrenali (glucorticoidi) innescano un feedback negativo a livello di ipofisi e ipotalamo. Questo segnale pu√≤ arrivare da lontano (feedback lungo) o da vicino (feedback corto e ultracorto). Inoltre, si √® scoperto che i fattori ipotalamici, per agire, non devono necessariamente passare dall’ipofisi per far sentire i loro effetti. Tipico √® il CRH (corticotropin realising hormone) che, oltre ad attivare, tramite l’ipofisi, l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), svolge un ruolo autonomo di attivazione dello stress (reazione di stress) all’interno del cervello (sistema limbico e, in particolare, amigdala).
Infine, si √® documentata l’ubiquitariet√† di ormoni tradizionalmente ritenuti peculiari di un asse. Fondamentale, a riguardo, √® la dimostrazione che il linfocita (cellula immunitaria) pu√≤ produrre CRH (corticotropin releasing hormone) e ACTH (ormone adrenocorticotropo) e, tramite i propri messaggeri (ad esempio la citochina interleuchina-1), influenzare direttamente il CRH ipotalamico (schema reazione di stress).
Pertanto, gli assi neuroendocrini non sono solo autostrade parallele che uniscono cervello-ipofisi-ghiandole endocrine-tessuti bersaglio ma, tramite scorciatoie e collegamenti laterali (definiti “feedsideward”), formano un vero e proprio network endocrino a sua volta strettamente connesso con i networks nervoso e immunitario; da cui la nascita e l'importanza della psiconeuroendocrinoimmunologia. Tutto ci√≤ da un lato configura una realt√† pi√Ļ complessa riguardo il quadro patologico, dall’altro amplia le possibilit√† terapeutiche accrescendo i punti di attacco alle varie patologie.

ALIMENTAZIONE E PSICHE

Come il cibo influenza tutto il nostro essere

L'alimentazione fornisce al nostro corpo l'energia e i "mattoni" indispensabili alla vita e non solo. Come le moderne ricerche e scoperte della psiconeuroimmunologia hanno dimostrato, vi è un collegamento stretto tra il cervello e la pancia, garantito sia dalla connessione sistema nervoso autonomo - sistema nervoso metasimpatico (nervo vago, pelvico e splancnico), descritto nel prossimo paragrafo, sia dalla contemporanea presenza, nel cervello e nel tratto gastrointestinale, dello stesso gruppo di ormoni (somatostatina, neurotensina, oppiodi ecc.).

Il sistema nervoso (SN) è uno dei principali sistemi di regolazione dell'organismo, insieme al sistema endocrino e al sistema immunitario, e ha come compito specifico quello di coordinare e regolare, in maniera molto fine, tutti gli altri organi.
Classicamente si afferma che il sistema nervoso periferico volontario √® legato alla vita di "relazione", in quanto riceve informazioni dagli organi della sensibilit√† e invia, volontariamente, le sue informazioni al sistema muscolo-scheletrico. Al contrario, il sistema vegetativo, regolato dall'ipotalamo, controlla le funzioni viscerali in maniera indipendente dalla nostra volont√†. In realt√†, oggi, questa netta separazione √® sempre pi√Ļ messa in discussione da qualificati studiosi, tra i quali, Frank Netter. Gli esperimenti che dagli anni settanta si svolgono nei laboratori occidentali, tramite lo strumento e la tecnica biofeedback, dimostrano infatti che √® possibile, in una certa misura e dopo un opportuno addestramento, controllare volontariamente funzioni vegetative.
All'interno delle pareti dell'intestino e dello stomaco è presente una rete nervosa, formata da circa cento milioni di neuroni, collegata alle fibre nervose provenienti dai due distretti del sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico). Ricerche recenti hanno potuto affermare che questa rete svolge un ruolo in gran parte indipendente dal sistema nervoso centrale (SNC). Infatti si è visto che, interrompendo le connessioni col sistema nervoso autonomo (SNA), questa continua a svolgere i propri compiti. Questa rete neurale enterica è stata così ribattezzata "sistema nervoso metasimpatico" o "sistema nervoso enterico" o "cervello enterico". Il cervello enterico è in stretto collegamento col sistema endocrino, molto diffuso all'interno della mucosa gastrointestinale (cellule APUD), e col sistema immunitario, che presenta qui un'ampia rete linfatica. Il nostro addome si presenta quindi come un importante complesso neuroendocrinoimmunitario integrato che svolge funzioni con un largo margine di autonomia ma che, al tempo stesso, subisce pesanti influenze sia dall'esterno (cibo, input visivi ecc.) sia dall'interno (emozioni, convinzioni, abitudini ecc.).
Mangiare quindi non serve solo a ricostituire le riserve energetiche e strutturali ma serve anche a influenzare i sistemi di regolazione generale dell'organismo (sistema nervoso, immunitario, endocrino), DNA incluso, come l'epigenetica ha dimostrato.
Solo questo può fornire un'idea dell'enorme importanza di una buona nutrizione, e quindi di una corretta educazione alimentare nutrizionale, per la salute psico-fisica.
Nel prossimo capitolo vedremo le implicazioni e le problematiche nutrizionali nella moderna società.

LA PEDANA VIBRANTE - ESERCIZI E BENEFICI - RAYMOND BARD

LE PEDANE VIBRANTI

Il nostro corpo, durante il corso della giornata, è esposto a vibrazioni di diverso tipo che possono essere piacevoli come quelle generate mentre si balla o negative come quando si usa un martello pneumatico. Il nostro intero sistema si comporta proprio come l'orecchio: è capace di percepire suoni (vibrazioni) gradevoli o sgradevoli con effetti diversi. Da circa 25 anni numerosi studiosi americani, italiani, israeliani e russi (furono i primi in assoluto iniziando Nazarov negli anni '60) hanno analizzato gli effetti delle vibrazioni sul corpo umano e le numerose ricerche condotte hanno evidenziato la grande potenzialità delle vibrazioni in campo medico-riabilitativo, nell'ambito del fitness e del benessere generale. Dallo studio teorico degli effetti positivi delle vibrazioni sul corpo umano, si passò alla costruzione delle attuali pedane vibranti, grazie a particolari studi di ingegneria ed elettronica, tra cui spicca il lavoro apportato dal ricercatore italiano Carmelo Bosco.
Le pedane vibranti non sono affatto da confondere con la ginnastica passiva o gli elettrostimolatori: proprio i principi su cui si basano e la tecnologia sono completamente diversi. Il principio di base su cui lavor√≤ Carmelo Bosco e gli altri ricercatori fu quello della locomozione e di come esercizi di piccola durata ma di altissima intensit√† producono effetti positivi sulle strutture osteo-articolari e muscolari. Il problema √® che non tutti hanno la possibilit√† di allenarsi in maniera adeguata, vi sono sempre presenti rischi di infortuni e che con l'attuale modo di vivere si tende sempre pi√Ļ ad essere "sedentari" piuttosto che attivi. L'idea base che ha portato alla realizzazione della pedana vibrante √® stato quello di sostituire o rendere complementare (dipende dall'et√† e da una serie di condizioni del paziente) la normale attivit√† fisica, riproducendo le vibrazioni benefiche che si hanno durante la normale "locomozione". Infatti, durante qualsiasi movimento, anche una semplice camminata, al momento dell'impatto al suolo, innumerevoli vibrazioni vengono generate e trasmesse lungo tutto il corpo. Queste vibrazioni vengono trasmesse attraverso il piede, la gamba, la colonna vertebrale e il collo con enormi benefici per tutto il sistema scheletrico/muscolare, ma non solo. Non si dice, infatti, che fare movimento fa sentire meglio? Ecco anche questa generale sensazione di benessere viene riprodotta dalle vibrazioni delle pedane ed √® facilmente spiegabile con la liberazione nel nostro corpo, in modo del tutto naturale, di neuro-trasmetittori quali la serotonina e la dopamina. Da ricordare che le prime pedane vibranti vennero utilizzate nelle stazioni spaziali russe (erano proprio le pedane vibranti di Bosco ...) e proprie esse permisero agli astronauti russi (usandole solo 10 minuti al giorno) di rimanere in orbita ben 420 giorni contro i 120 giorni degli astronauti americani che dovettero rientrare a terra per gravi problemi muscolari ed ossei. Successivamente, come detto, le pedane vibranti vennero utilizzate con diversi obbiettivi in Medicina/Fisioterapia, nello Sport/Fitness, per la Bellezza/Benessere e per combattere l'Osteoporosi e l'invecchiamento del sistema osseo. Il "problema" era che in precedenza le pedane vibranti sono state utilizzate solo in centri medici specializzati o presso centri fitness di alto livello, soprattutto all'estero, con costi d'uso esorbitanti. Oggi, finalmente, le pedane vibranti sono disponibili anche al grande pubblico.
Come già, brevemente detto, la pedana vibrante può agire in diversi ambiti del nostro corpo: 1) sistema neuro-muscolare 2) circolazione 3) cartilagine 4) tessuto osseo 5) sistema ormonale 6) neuro-trasmettitori.
In Scandinavia (nazione molto rigida per quanto riguarda le normative a protezione della salute) si è dimostrato come solo dopo 2.000 ore di impiego le vibrazioni di un trapano producono problemi alle articolazioni. Le pedane normalmente vengono utilizzate 10 minuti al giorno e quindi eventuali effetti collaterali ci potrebbero essere solo dopo 32 anni di utilizzo, sulle persone in perfetto stato di salute. C'è anche da dire che l'utilizzo della pedana evita completamente movimenti bruschi e quindi eventuali possibili traumi, evenienza possibile al contrario con attività fisiche sia all'aperto che con attrezzi da palestra. Per questi motivi, la pedana vibrante può essere utilizzata con scarsi rischi per perseguire diversi obbiettivi nei seguenti campi:
1- Sport/Fitness - La pedana vibrante in ambito sportivo può essere utilizzata per i seguenti obbiettivi:
mezzo di supporto all’allenamento tradizionale
mezzo alternativo
riscaldamento o defaticamento
mezzo di recupero durante l’allenamento.
La sollecitazione prodotta dalle vibrazioni meccaniche è in grado di innalzare la contrazione muscolare fino al 30% con effetti di potenziamento muscolare e incremento delle capacità elastico reattive. Gli effetti positivi che si possono ottenere riguardano in particolare la forza esplosiva, la forza massima, la potenza, la velocità, l'elasticità e la resistenza. L'esposizione a vibrazione, inoltre, induce alla stimolazione di alcuni ormoni: da studi recenti si è osservato, in risposta a soli 10 minuti di vibrazione, un incremento significativo sia dell'ormone della crescita (GH), sia del testosterone, innalzamento che risulta parallelo all'aumento della potenza muscolare.
Famosi sono i test effettuati da Carmelo Bosco e dai suoi colleghi su alcune pallavoliste professioniste, che hanno dimostrato un incremento della potenza dei muscoli estensori delle gambe dopo una seduta di soli 10 minuti di vibrazioni attraverso l'utilizzo di questa pedana. In un successivo esperimento si √® visto, in atleti ben allenati, un incremento della potenza muscolare durante l'effettuazione di salti, dopo 10 giorni di trattamento con stimoli vibratori applicati per 10 minuti al giorno (Bibliografia: Bosco e coll. Clin Physiol 19, 2:183,187, 1999). Infine, vogliamo ricordare tra i tanti esperimenti fatti, quello effettuato sempre da Bosco e dal suo team su pugili professionisti che dopo 10 minuti di trattamento hanno mostrato un incremento statisticamente significativo della potenza muscolare dei muscoli flessori del braccio (Bibliografia: Bosco e coll. J Appl Physiol 79 :306-311, 1999). √ą da ricordare che anche gli atleti professionisti hanno un grande vantaggio dall'uso della pedana vibrante, non solo come defaticante, ma anche per il miglioramento delle proprie prestazioni senza il rischio di infortuni (rischio molto elevato quando si arriva a certi livelli di carico). Non a caso viene utilizzata, solo per citare alcuni team dei pi√Ļ famosi team sportivi, dai Chicago Bulls, Nashville Predators, Atlanta Falcons, dalla Federazione di Pallavolo Femminile Americana, da Juventus, Lazio, Roma, Inter in Italia, ecc. Per quanto riguarda il fitness, vi √® da sottolineare un aumento della resistenza allo sforzo, una maggior facilit√† al recupero e un potenziamento dell'elasticit√† degli arti inferiori. Senza dimenticare le stesse sensazioni positive che si possono provare dopo una corsa o una lunga camminata grazie alla produzione assolutamente naturale di neuro-trasmettitori quali la serotonina e la dopamina.
2 - Medicina/Fisioterapia - La ricerca sulle vibrazioni era partita propri per scopi medici, per poi allargarsi ad altri settori come lo sport, l'estetica e il benessere. Un periodo di riposo prolungato a letto o di immobilizzazione causata da infortuni o da una operazione medica, può indebolire il sistema muscolo-scheletrico tanto da limitarne le funzioni. Attraverso l'uso della pedana vibrante in diversi esperimenti, sono stati registrati risultati assolutamente positivi nella riabilitazione
fisioterapica e contro l'atrofia muscolare: proprio quei problemi tipici di chi ha subito un trauma, un infortunio o una operazione chirurgica che lo ha tenuto a letto per un lungo periodo di tempo. In generale si pu√≤ dire che la pedana vibrante pu√≤ essere utilizzata per aiutare a risolvere le seguenti patologie: atrofia e/o ipotonia muscolare, pubalgia, problemi al tendine d'Achille, patologie del ginocchio, sclerodermia, sclerosi multipla ... Studi clinici condotti su pazienti con traumi dei nervi periferici e contratture articolari hanno dimostrato l’efficacia del trattamento con vibrazione accompagnato a metodi di trazione classica (Levitskii e coll., 1997). Recentissimi esperimenti hanno evidenziato un significativo miglioramento della flessibilit√† della colonna vertebrale e dei muscoli flessori della gambe dopo trattamento vibratorio. Questo metodo, in modo inequivocabile, si √® dimostrato essere di gran lunga pi√Ļ efficace dei metodi tradizionali di stretching quali quello balistico, passivo, statico ed il PNF (Bosco e coll., 2001). Inoltre, oltre ad un vero e proprio miglioramento della situazione clinica, la stimolazione vibratoria ha fatto registrare una diminuzione della sintomatologia dolorosa nel 69% dei pazienti trattati.
3 - Estetica/Benessere - Gli effetti delle vibrazioni hanno conseguenze immediate sul metabolismo dell'individuo. Infatti, attraverso le sedute sulla panca vibrante, si √® riscontrato un aumento del metabolismo (con un miglioramento del metabolismo basale) ottenendo una maggiore combustione dei grassi e riducendo gli strati adiposi sottocutanei (agendo quindi sulla "cellulite"). Da sottolineare, dunque, il miglioramento a livello estetico che la pedana vibrante pu√≤ dare attivando la circolazione (il sangue raggiunge i capillari fino a 50 volte al secondo durante il trattamento), irrorando in tal modo maggiormente le cellule e aiutando il corpo ad espellere le tossine. Quindi, la pedana e le sue vibrazioni hanno un importante effetto linfodrenante, con una diminuzione della cellulite e un effetto sul tessuto connettivo che permette di avere una pelle pi√Ļ morbida e liscia. Per quanto riguarda la sensazione di benessere psico-fisico, le vibrazioni della pedana agiscono attraverso la liberazione nel nostro corpo, in modo del tutto naturale, di neuro-trasmetittori quali la serotonina e la dopamina che migliorano l'umore e danno proprio una sensazione di benessere generale, del tutto simile a quella che si ha dopo che si √® praticato dello sport. Inoltre, sempre a livello di benessere, vi √® anche un aumento della coordinazione, dell'equilibrio corporeo e dei riflessi in quanto le vibrazioni agiscono direttamente sulla propriocezione, ovvero il meccanismo che regola l'equilibrio e la percezione del movimento.
4 - Geriatria/Osteoporosi - Anche se gli studi rivolti all’applicazione della vibrazione per migliorare l’osteoporosi sono difficili da reperire nella letteratura internazionale, si pu√≤ pensare che queste nuove metodologie possano essere efficaci. Questa affermazione √® suffragata dal fatto che l’evidente miglioramento delle funzioni muscolari indotte dalla somministrazione di
trattamenti vibratori produce sollecitazioni efficacissime sulle funzioni biologiche delle ossa su cui i muscoli si inseriscono. Studi presentati nella famosa rivista "Nature" da Rubin, suggeriscono che la vibrazione potrebbe sostituire l’intervento farmacologico per curare e prevenire l’osteoporosi (Rubin e coll.; Nature, 441:603-604, 2001). Altre ricerche hanno riscontrato un significativo aumento della densit√† ossea. L'aumento della densit√† ossea, un aumento della resistenza muscolare e dell'equilibrio sono elementi fondamentali per migliorare sia la vita di qualsiasi persona anziana affetta da osteoporosi, sia nella prevenzione dell'osteoporosi stessa (basti pensare al minor rischio di cadute, secondario ad un miglioramento della capacit√† propriocettiva della persona). Infine occorre ricordare che, per prevenire i devastanti effetti della microgravit√†, gli astronauti sia della NASA che dell’ESA vengono allenati con le vibrazioni.
COME FUNZIONA UNA PEDANA VIBRANTE Il funzionamento è molto semplice, anche se può variare con i diversi tipi di pedane vibranti. La persona sale sulla pedana e seleziona il programma che vuole eseguire per allenare una specifica parte del corpo. A questo punto ci si pone sulla pedana in diverse posizioni, illustrate nei manuali di uso o direttamente mostrate sul display delle macchine.
Fin dai primi momenti di esercizio sulla pedana, si cominciano a sentire chiaramente gli effetti della vibrazione: i muscoli si contraggono, la frequenza cardiaca sale ed aumenta la circolazione sanguigna. Nello stesso tempo, si attivano altri "adattamenti" di lunga durata, molto pi√Ļ importanti: le strutture ossee si rinforzano, aumenta la secrezione di ormoni (GH e Testosterone), aumenta il metabolismo e il consumo di calorie, viene stimolato il sistema nervoso centrale e periferico. La sessione di lavoro dura circa 20/25 minuti. Ogni ciclo di allenamento √® composto da 1 min. di vibrazione e 1 minuto di riposo. Il protocollo consigliato √® composto di 5 cicli seguiti da 10/15 minuti di recupero e poi da altri 5 cicli. Durante l'esercizio si sentir√† "vibrare" tutto il corpo, ma NON vi sar√† nessun tipo di dolore, anzi si potr√† provare da subito una sensazione di benessere.
DOPO QUANTO TEMPO SONO "VISIBILI" I PRIMI EFFETTI DELL'ALLENAMENTO CON LA PEDANA VIBRANTE? Alcuni studi hanno mostrato che (Bosco e coll; Biology of Sport ,15,3,157-164, 1998) dopo solo 10 giorni di utilizzo, per 10 minuti al giorno, si è ottenuto un significativo aumento della forza esplosiva.
Generalmente, anche per usi non sportivi, si consiglia l'uso della pedana vibrante 3 volte alla settimana: i primi risultati saranno visibili in circa 1 mese. Il buon funzionamento di una pedana dipende da questi fattori tecnici: - frequenza di vibrazione (in Hz) - ampiezza di vibrazione (in mm) - accelerazione - durata - angoli articolari (in gradi)
In commercio si trovano molti prodotti che vengono definiti "PEDANA VIBRANTE", ma cosa giustifica una simile definizione? Perché si parla di vibrazione "verticale" o "basculante"? Cercheremo di approfondire le differenze e sciogliere possibili dubbi.
DEFINIZIONI
La "pedana vibrante" riesce, a differenza del normale esercizio fisico, a far contrarre e decontrarre le fasce muscolari senza sovraccaricare la parte muscolo-tendineo-cartilaginea e incrementa il metabolismo locale e la circolazione sanguigna. √ą risaputo che le pedane a vibrazione verticale vanno usate con attenzione sotto i 15 Hz perch√® fanno entrare in "risonanza" il corpo dell'utente (il loro range di frequenza medio √® 20-60 Hz). In pratica utilizzando in maniera non corretta queste pedane √® come essere su un martello pneumatico.
Le "pedane basculanti", viceversa, riproducono un movimento simile alla camminata. Il problema della frequenza non è presente con la pedana basculante che è utilizzata sempre sotto i 25 Hz di frequenza, anche se gli studi di Bosco e altri hanno dimostrato l'assenza di controindicazioni anche fino a 40 Hz, poiché il movimento alternato non manda mai in "risonanza" il corpo.
Gli stessi studi di Carmelo Bosco, citati nel testo, sono stati effettuati sulle pedane vibranti a movimento "sinusoidale".
Durante la locomozione, nella fase di contatto con il terreno, si genera un treno di vibrazioni che vengono trasmesse a tutto il corpo, dai piedi (15 Hz) fino alla testa (5 Hz), passando per gli arti inferiori, il rachide e il cranio. Le vibrazioni sono un forte stimolo per l'attivit√† osteoblastica ed hanno effetti rilevanti sul sistema biologico. √ą stato riferito che la potenza esplosiva del muscolo estensore della gamba durante il salto migliora dopo 10 giorni di vibrazioni applicate a tutto il corpo per 10 minuti su soggetti allenati (Bosco et al., Biologia dello Sport). [...] il livello di concentrazione sierica del testosterone e dell'ormone della
crescita ha riportato un significativo miglioramento statistico con un'applicazione di 10 minuti (1 minuto di vibrazione ed 1 minuto di riposo per 5 ripetizioni) (Bosco et al., Eur J Appl Physiol).
Le pedane basculanti pi√Ļ famose sono la Proellixe e la Galileo; quest'ultima √® la progenitrice di tutte le pedane oscillanti.
COME RICONOSCERLE
Per capire che tipo di pedana si sta acquistando, il modo migliore è quello di guardare la frequenza di funzionamento:
0 - 25 Hz = pedana di tipo basculante
30 - 50 Hz = pedana a vibrazione verticale.
Le pedane "verticali" sono pi√Ļ diffuse rispetto alle "basculanti" perch√© permettono di fare esercizi pi√Ļ complessi e sono pi√Ļ facili nel loro utilizzo. Inoltre se usate sopra i 30 Hz per periodi di durata massima di 10 minuti, 3 volte alla settimana, non producono alcun danno. I range di vibrazioni da usare sulle pedane basculanti sono i seguenti:
4 - 10 Hz = riabilitazione osteoporosi e rilassamento
10 - 14 = linfondrenaggio
14 - 25 = training e fitness
20 - 60 Hz = potenziamento muscolare sportivo.
Basti pensare che variando angoli di lavoro delle ginocchia, carico esterno (kg) e/o frequenze (da 20 a 60 Hz), intensità, tempi di recupero ecc., avremo infinite soluzioni per il potenziamento muscolare.
INDICAZIONI
Dieci minuti, 2-3 volte la settimana con la pedana oscillo vibrazionale, permettono di riacquistare il tono muscolare dopo periodi di immobilit√† dovuti ad interventi chirurgici o traumi. La riacquistata tonicit√† muscolare aiuta anche a ridurre la sintomatologia legata all'artrosi, la debolezza generale, i disturbi dell'equilibrio e l'instabilit√† dell’andatura e della locomozione. La stimolazione effettuata dalla pedana sulle ossa, aiuta a prevenire l’insorgere dell’osteoporosi e a limitarne l’evoluzione una volta che questa si sia presentata. Infine, l’azione sul tono muscolare e la possibilit√† di consumare pi√Ļ calorie permette di utilizzare la pedana vibrante, in associazione ad una dieta ipocalorica, per perdere l'eccesso di peso corporeo, incrementando il tono muscolare degli arti inferiori e dell’addome.
CONTROINDICAZIONI
gravidanza
trombosi acuta
infiammazione acuta delle parti del corpo da allenare
tumori maligni
fratture recenti nelle parti del corpo da allenare
presenza di calcoli renali e della colecisti
presenza di recenti impianti di chiodi o protesi
presenza di ernie discali cervicali o lombo-sacrali
forte emicrania
ferite e cicatrici recenti nelle zone da allenare
artrite reumatoide
epilessia
artrosi in fase dolorosa o artropatie.
Per informazioni sulle Pedane (modelli, caratteristiche ecc.)

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