I PENSIERI POSITIVI E NEGATIVI CHE MODIFICANO LA NOSTRA REALTà

  I PENSIERI POSITIVI

 

Naturalmente i pensieri positivi hanno vibrazioni più alte e veloci rispetto ai pensieri negativi.
Quindi per cambiare la nostra vita ed usare i poteri della nostra mente basterà innalzare le nostre vibrazioni dei pensieri da negative a positive, riuscendo così ad avere un pieno controllo delle nostre azioni e della nostra realtà.
Ogni scelta, nata da un nostro pensiero determina in ogni momento la nostra realtà.
Se vogliamo crearci la nostra realtà basterà spostare la scala dei nostri pensieri da negativi(che ci bloccano) a positivi con alte vibrazioni e veloci.

Il pensiero dispone di un'immensa potenza. Esso può curare le malattie e può trasformare la mentalità ed il carattere di chiunque. Il pensiero può fare qualsiasi cosa, può operare meraviglie, fare miracoli e viaggiare a velocità inimmaginabile.

SOLO IO , Sono responsabile della mia vita

Sono responsabile della mia vita

La vita non è qualcosa che ti accade. La tua vita è il risultato di come tu rispondi alle opportunità e alle sfide che si presentano. Di fronte a qualsiasi evento, anche quelli sui quali non hai nessun controllo, tu puoi sempre decidere come reagire e come affrontarlo. Non incolpare gli altri, non prendertela con la sfortuna, la tua vita è una tua scelta.
I pensieri positivi alimentano la mia energia
Il semplice fatto di iniziare una giornata elaborando un pensiero positivo, piuttosto che indugiare sulla negatività, può fare la differenza tra successo e delusione. Focalizzati sul bicchiere mezzo pieno, senti ed espandi l’energia che scaturisce da un atteggiamento positivo.

I ritratti dei gruppi sanguigni

I ritratti dei gruppi sanguigni






 Gruppo 0: cacciatore-raccoglitore
- Dieta soprattutto carnivora, pochi farinacei.
- Predisposizione a ulcere e malattie infiammatorie per l’eccesso di produzione di acido cloridrico.
Bisogno di un esercizio fisico intenso.
- Principali cibi NO: glutine di grano, mais, girasole e lenticchie (sì se germogliati), fagioli bianchi
e rossi, patate, arachidi.
- Cibi SÌ: frutti di mare, fegato, sale iodato alle alghe.


 Gruppo A: agricoltore
- Dieta soprattutto vegetariana e cerealicola.
- Apparato digerente delicato a causa della scarsa produzione di acido cloridrico.
- Sì alla ginnastica dolce e rilassante (per es. Tai Chi).
- Principali cibi NO: grano in eccesso, patate, pomodori e melanzane, fagioli rossi, cavolo, carne
e latticini in eccesso.
- Cibi SÌ: legumi, prodotti fermentati, oli vegetali, soia e derivati.


 Gruppo B: nomade
- Dieta variegata.
- Predisposizione alle malattie autoimmuni. Sì all’esercizio fisico moderato (per es. nuoto).
- Principali cibi NO: pollo, arachidi, grano, mais e saraceno, lenticchie.
Cibi SÌ: verdure, latticini, uova, carne.


 Gruppo AB
- Dieta più variata.
- Predisposizione all’anemia.
- Principali cibi NO: semi oleosi, burro, carne rossa, grano, mais e saraceno, fagioli rossi.
- Cibi SÌ: tofu, ortaggi, pesce, latticini, alghe.


Sconsigliata a tutti i gruppi: carne di maiale.


L'evoluzione della specie umana e i gruppi sanguigni


Analizzando, inoltre, l’evoluzione dell’uomo si è andato chiarendo in questi ultimi anni che i nostri antenati avevano programmi biologici identici ma che nel tempo si sono gradatamente adattati alle diverse condizioni ambientali in cui i grandi gruppi umani trovavano la loro sistemazione..


Il tipo 0 è il gruppo più antico, il basilare, quello dei nostri antenati cacciatori. Le proteine della carne gli fornivano tutta l’energia di cui aveva bisogno. Possiede un sistema immunitario forte e reattivo.


Il tipo A appartiene al momento in cui si verificarono gli stanziamenti nell’agricoltura e nell’addomesticamento degli animali. Nasce l’agricoltore. L’alimentazione con i cereali e lo stile di vita in strutture abitative associate (uomini molto a contatto fra loro) provocò modificazioni a carico del sistema immunitario, con un suo potenziamento nei confronti di nuovi agenti estranei. Comparve l’antigene A.


Il tipo B si ebbe nei primi stanziamenti sulle zone fredde e montagnose del Pakistan e dell’India, per sfuggire al clima torrido delle savane. Nasce il nomade, il bellicoso, il pastore con l’alimentazione che privilegia gli ovini e i prodotti del latte. Compare l’antigene B, caratteristicamente più raro nell’occidente europeo.


Il tipo AB è il più recente e il più raro ma anche il più equilibrato. Eredita la tolleranza di entrambi i tipi A e B e si è quindi specializzato nella produzione di anticorpi (ad esempio il tipo AB può ricevere sangue da tutti ma può donarlo solo al tipo AB, altrimenti distruggerebbe tutti i globuli rossi dell’estraneo). Se gli anticorpi prodotti in grande numero gli consentono una difesa migliore contro le infezioni, generano anche una certa difficoltà a riconoscere sostanze estranee in possesso di antigeni A o B.
                                                                                                         Raymond Bard

EDUCAZIONE ALIMENTARE PER TE E TUO FIGLIO

ECCO ALCUNE DOMANDE CHE MERITANO UNA RISPOSTA VERA E COMPRENSIBILE

A COSA SERVE IL CIBO ?
COSA SONO LE PROTEINE,GRASSI E CARBOIDRATI? PERCHE' SI HA SEMPRE FAME ?
PERCHE' SI METTE SU' GRASSO ?
COS'è L'INSULINA ?
QUALI SONO LE REGOLE FONDAMENTALI PER SCIOGLIERE LA MASSA GRASSA ?
PERCHè ESISTE IL GRASSO LOCALIZZATO ?
PERCHè SI ACCUMULA GRASSO ANCHE QUANDO SI MANGIA POCO ?
PERCHè IL 95% DELLE DIETE NON FINZIONA ?
COS'è L'EFFETTO "YO-YO" DOPO DIETA ?
PERCHè LO STRESS INFLUISCE SUL PESO CORPOREO ?
PERCHè DOPO ANNI DI PALESTRA NON SI OTTENGONO RISULTATI ?
PERCHè MANGIARE POCO NON Fà DIMAGRIRE ?
PERCHè CI SI SENTE STANCHI E POCO CONCENTRATI ?
COME SI DIMAGRISCE VERAMENTE ?
COME SI PUò ACCELERARE IL METABOLISMO ?
COME SI RICAVA ENERGIA E BENESSERE DAL CIBO ?
SI PUò DIMAGRIRE SENZA FARE ATTIVITà FISICA ?
A COSA SERVONO LE CREME E I MASSAGGI ?
QUANTI PASTI MANGIARE AL GIORNO ?
QUANTE ORE DI ATTIVITà FISICA SERVONO PER DIMAGRIRE?
QUALI SONO I TRUCCHI PER DIMAGRIRE SENZA FATICA ?
PERCHè CHI DIGIUNA PERDE PESO E NON MASSA GRASA ?
PERCHè AFFIDARSI AD UN PERSONAL TRAINER ?
COME FANNO GLI ATTORI E  MODELLE PER STARE IN FORMA ?

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ALMENTARSI SECONDO IL PROPRIO GRUPPO SANGUIGNO - RAYMOND BARD COACH LIFE LOMBARDIA

Sembra proprio che il gruppo sanguigno influenzi la suscettibilità nei confronti delle malattie, le scelte alimentari e il tipo di attività fisica che dovrebbe essere praticata.


Provatelo su voi stessi, almeno per due settimane e il vostro corpo ne trarrà sicuramente beneficio: aumento della vitalità, perdita di peso, riduzione dei problemi digestivi e miglioramento di disturbi cronici come l'asma, il mal di testa e i bruciori di stomaco. E' sufficiente conoscere il proprio gruppo sanguigno e seguire le indicazioni, cercando di limitare il più possibile quei cibi che sembrano nuocere alla vostra salute.


Quattro sono i gruppi sanguigni: tipo A, tipo B, tipo AB e tipo 0. Le differenze riscontrabili nei diversi gruppi sono la diretta conseguenza della capacità dell'uomo di adattarsi all'ambiente circostante a partire dall'età della pietra fino ai giorni nostri. Ma procediamo per gradi.


Partiamo dal gruppo 0, il più antico. Cacciatori abili e astuti, gli uomini primitivi si spinsero sempre più lontano in cerca di carne popolando la terra. Ancora oggi il gruppo 0 è quello più diffuso. In seguito, cambiamenti di clima e mancanza di cibo modificarono la dieta dell'uomo che da carnivoro divenne onnivoro.


Il passaggio successivo riguardò infatti il gruppo A, con i primi stanziamenti, la coltivazione di cereali e un'alimentazione completamente diversa. Questo stadio evolutivo consentì un cambiamento del sistema digestivo e immunitario per tollerare e assorbire le sostanze nutritive contenute nei prodotti agricoli.


Poco presente in Italia è il gruppo sanguigno B che si sviluppò a partire da popolazioni nomadi asiatiche, si è infatti diffuso dal Giappone, alla Mongolia, alla Cina, all'India, fino agli Urali.


Resta infine il gruppo AB, il più raro e di recente formazione. Si è sviluppato dalla mescolanza del sangue di tipo A con quello di tipo B, ed è oggi presente in meno del 5 per cento della popolazione.
Vediamo nel dettaglio quali alimenti privilegiare, tenendo conto che le informazioni riportate di seguito sono indicazioni di massima che andrebbero sviluppate nel libro indicato nella bibliografia...

LO IODIO - A COSA SERVE

IODIO:
E' indispensabile per il buon funzionamento della tiroide e fa parte integrante degli ormoni tiroidei. Incide sulla crescita e sullo sviluppo mentale, influisce sul ritmo cardiaco e sulla circolazione. È uno dei regolatori dello sviluppo fisico e intellettuale e della salute in generale. La sua deficenza produce il gozzo, l'ipotiroidismo.
Durante la gravidanza il trattamento con iodio � essenziale per la prevenzione del cretinismo; la sua carenza pu� aumentare il rischio di cancro della mammella e di mastopatia fibrocistica.
Dosi consigliate: 150 mcg per gli adulti, 200 mcg durante l'allattamento, 175 mcg in gravidanza.
Fonti alimentari: Alghe e Animali marini. (da 30 a 300 microgrammi per 100 gr.), Sale marino integrale, Vegetali cresciuti in terreno ricco di jodio:, cipolle, latte.
Lo iodio � anche un potente antisettico efficace contro un grande numero di batteri. 


La OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda 150 mcg al giorno di iodio per le persone adulte.La carenza di iodio si manifesta con le frequenti sinusiti, palpitazioni, stanchezza cronica, caduta dei capelli, ipercolesterolemia, sovrappeso. In media il nostro organismo contiene 14 mg di iodio dai quali dipende la produzione del'ormone tiroxina che serve per il mantenimento del metabolismo cellulare di ogni tipo di tessuto.

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CENTRI ESTETICI CON PERSONAL TRAINER

  Sono molti i centri estetici che hanno a disposizione un Personal Trainer,  in sede o a domicilio per sedute individuali destinate a tutti coloro che vogliono ritrovare o mantenere la propria forma fisica integrando l’attività fisica al programma di trattamenti estetici, benessere e al programma alimentare personale.
I motivi per essere seguiti da un Personal Trainer sono molteplici:
- superare le “tradizionali crisi” della propria volontà davanti ad un impegno continuativo di attività fisica da svolgere da soli in casa o in palestra
- gestire l’impegno in funzione delle proprie necessità di tempo e di luogo
- avere un professionista dedicato che sviluppa un programma di fitness personalizzato che completa il percorso di cura estetica del corpo (dimagrimento/tonificazione/anticellulite) o di benessere
(tecniche posturali/massaggi decontratturanti).

Sono ormai tutti a conoscenza che senza educazione alimentare, esercizio fisico (anche minimo) ed equilibrio psicofisico i risultati sono impossibili. 
E' impossibile il benessere psico fisico duraturo senza includere queste discipline a massaggi e trattamenti vari.
 ESEMPIO DI PUBBLICITA'

INTEGRAZIONE DEI TRATTAMENTI
ESTETICI ,CON SEDUTA INDIVIDUALE 

di FITNESS e BENESSERE,
EDUCAZIONE ALIMENTARE E POSTURALE


                          Raymond Bard consulente del benessere.
 
Professione personal trainer

Personal trainer, o allenatore professionale, è una figura multidisciplinare che si occupa di curare il benessere fisico della persona, attraverso specifici programmi di allenamento. Tradizionalmente il Personal Trainer è stato il curatore della forma fisica degli atleti, orbitante all’interno del concetto di fitness, cioè miglioramento della forma fisica degli sportivi, ma oggi, le mutate esigenze di una vasta fascia di popolazione, sempre più attenta al proprio benessere psicofisico, fanno del personal trainer una figura indispensabile all’interno dei programmi fitness e benessere previsti dagli omonimi centri specializzati. La clientela che si rivolge ad un personal trainer, non è più solo composta da atleti, ma da tutti coloro che desiderano avere una perfetta e sana forma fisica per migliorare ulteriormente il proprio stato di benessere. Il personal trainer perciò opera trasversalmente tra fitness e benessere, consigliando e programmando gli esercizi fisici adatti al cliente, abbinati ad una sana alimentazione.
Il bagaglio culturale del personal trainer è multidisciplinare e comprende lo studio di varie materie, tra cui fisiologia, anatomia umana, biomeccanica, medicina dello sport, allenamento e nutrizione. Per soddisfare le esigenze del cliente, un personal trainer deve possedere anche la capacità di relazionarsi con gli altri; una solida preparazione di base, ed esperienza acquisita sul campo. Un requisito indispensabile per fidelizzare la clientela è , oltre alla preparazione, anche l’aspetto sano ed allenato. Il Personal Trainer di professione deve anzitutto testare su se stesso le conoscenze acquisite per poterle trasmettere al cliente. Altro requisito: prestare attenzione alla psiche della persona , oltre che al suo corpo. Il Personal Trainer, deve, dunque, essere anche un pò psicologo: sapersi relazionare, come dicevamo, trasmettere fiducia; essere sensibile ai bisogni emotivi del cliente, sono aspetti da non sottovalutare nell’esercizio della professione. Nel percorso formativo del personal trainer non dovrebbero mai mancare anche adeguate conoscenze di psicologia che unite alle indispensabili qualità tecniche, determineranno la buona riuscita “del mestiere”.
I guadagni e gli impegni di un personal trainer

Certamente vi starete chiedendo quanto guadagna un Personal Trainer. Considerato che la clientela è varia e non comprende solo gli atleti, diciamo che guadagna benino. Il costo di una seduta da un operatore di questo tipo varia dai 30 ai 50 euro, tutto dipende anche dalla modalità di svolgimento del lavoro. Se si opera come dipendenti; come collaboratori e consulenti esterni al centro o come titolari e soci del centro. Da segnalare che il personal trainer lavora anche nelle palestre, originario habitat ideale di questa particolare figura professionale.
La FIF ( Federazione Italiana Fitness citata poco fa) ha reso noto anche il progetto dell’apertura di palestre in franchising per i personal trainer che vogliono lavorare in proprio. Si potrà usufruire delle attrezzature in noleggio, pagando solo un canone mensile con sostituzione delle stesse dopo 2 o 5 anni, In tal modo si potranno ridurre i costi per la gestione dell’attività. Il personal trainer può lavorare anche a domicilio, in proprio, o come componente dello staff di un centro fitness o di benessere. In genere una seduta con un personal trainer a domicilio, costa di più e si aggira intorno ai 40 -80 euro iva esclusa, la cifra scende considerevolmente se la prestazione viene effettuata all’interno del centro( in genere oscilla tra i 25 e di 50 euro). Gli esperti consigliano di diffidare dei Personal Trainer che chiedono cifre troppo basse e di chiedere sempre spiegazioni se la cifra proposta è troppo esagerata.

DI BELLA E LA CURA CONTRO IL CANCRO.... SEPPELLITA DAI GIORNALI


28/10/2004
di Lorenzo Face
Un medico convinto di poter sconfiggere il cancro

La Multiterapia Di Bella è fallita. Così ha sentenziato l’Istituto Superiore di Sanità nel 1998, alla fine della fase di sperimentazione della terapia inventata dal medico siciliano, scomparso il 1° luglio 2003 all’età di 91 anni. I motivi erano chiari: non giova ai malati. A nulla è valso il tentativo del Professore di far capire che i farmaci usati nella sperimentazione erano diversi o in dosi differenti da quelli usati da lui per curare i suoi malati. E non è sbagliato dire “suoi”, poiché Di Bella quei pazienti li accoglieva nella casa di Modena dove viveva, visitandoli gratuitamente, come sempre ha fatto nella sua carriera di medico. Per non parlare dei farmaci scaduti che venivano somministrati alle “cavie” sottoposte alla sperimentazione. E di questo parliamo più avanti.

Proviamo, prima, ad indagare nella vita di Luigi Di Bella, per tentare di capire se c’è un motivo valido che ha portato a questo ostracismo da parte della sanità ufficiale.

Tutto comincia con la melatonina
All’inizio della sua carriera di clinico e ricercatore, caratteristica oggi inedita ma che sfocia in una simbiosi rigorosa che spazia tra le più svariate discipline del sapere medico, Di Bella si concentra sulla genesi e la cura delle emopatie, le malattie del sangue come la leucemia. Siamo agli inizi degli anni Sessanta, e il Professore capisce l’importanza del sistema nervoso nella composizione del sangue. Stimolando elettricamente due formazioni nervose localizzate nell’epitalamo, le piastrine aumentano da 200 a 600 mila, grazie alla secrezione della melatonina, una sostanza priva di tossicità isolata nel 1958 dallo statunitense Lerner, che per tale studio ricevette il Premio Nobel. Di Bella comprende che la causa di morte della leucemia è dovuta in particolare ad emorragie, soprattutto cerebrali, causate da un basso numero di piastrine. L’impiego di melatonina è quindi essenziale. La scoperta dell’influenza del sistema nervoso sulla composizione del sangue meriterebbe l’assegnazione del Nobel, come sostengono illustri fisiologi di quegli anni, ma il premio, che di norma viene assegnato a coloro che contribuiscono a migliorare la qualità della vita umana, non arriva.

In seguito, alla melatonina vengono accostate le vitamine E ed A e l’adenosina, sostanza indispensabile per i suoi effetti in ematologia ed in oncologia. Ogni spesa per l'acquisto della sostanza e per le ricerche viene sostenuta di tasca propria da Di Bella, che non fa e non farà mai ricorso a fondi universitari dei quali avrebbe potuto disporre a semplice richiesta.

1973: Di Bella esce allo scoperto
Il 6 dicembre 1973, Di Bella interviene a una conferenza della Società Medico Chirurgica di Bologna, comunicando la guarigione di sette casi di gravi malattie ematologiche. La notizia viene riportata dai giornali di tutto il mondo, compresi quelli italiani, con grande risalto. I potenti della medicina, però, non ci stanno. A Modena, dove Di Bella insegna da tempo, una riunione di facoltà decide di non rinnovargli l’incarico annuale. Sotto la minaccia di adire le vie legali, l’Università fa marcia indietro.

In quel periodo il Professore aveva già iniziato delle sperimentazioni per curare i tumori solidi. Nel 1977 annuncia l’uso di somatostatina e di suoi omologhi per bloccare la crescita di elementi neoplastici, ossia tumorali. La somatostatina, associata alla melatonina, a inibitori della prolattina e ACTH, un ormone proteico prodotto da cellule dell'ipofisi anteriore, porta alla completa guarigione in molti casi di metastasi cerebrali da tumore alla mammella.

Inoltre, come afferma Di Bella in un congresso a Berna nel 1980, “la bontà dei risultati consente ai pazienti di proseguire la loro vita sociale e famigliare ed una sopravvivenza significativamente più lunga” poiché “la terapia non comporta alcuna tossicità ed è ben tollerata”. In seguito afferma anche che la terapia è in grado di prevenire la formazione di metastasi.

Ricercatori di fama mondiale riconoscono la veridicità dei suoi risultati. Alla fine del 1989 si parla di una sua candidatura al Nobel, ma neanche questa volta il premio arriva. Arriva, però, un piccolo riconoscimento, che al Professore avrà fatto comunque piacere. Si tratta del “premio della bontà” per "avere sempre visitato gratuitamente i propri pazienti”, che gli viene consegnato presso la Chiesa di Villanova (Mo).

”Non morirai di questo male”
Nel febbraio 1995 esce il libro del Dottor Mauro Todisco "Non morirai di questo male - Luigi Di Bella - La storia del medico che ha aperto una nuova linea nella lotta al cancro” (Ed. Sestante), che suscita scalpore e rompe il silenzio che si vuole far calare sulla terapia.

Mentre negli Stati Uniti la melatonina viene venduta al supermercato, poiché è stata provata la sua atossicità, in Italia viene organizzata una campagna stampa che ridicolizza la sostanza. Poco dopo il Decreto Legge N. 161, reiterato dal 291, blocca la diffusione della melatonina e della terapia Di Bella. Il decreto viene ritirato quando i pazienti insorgono minacciando di denunciare il Ministero per omicidio colposo plurimo.

Nel 1997, il Professore tiene una conferenza a Roma, dove mette a disposizione di tutti i risultati delle sue ricerche e della cura di oltre ventimila pazienti.

1998: la sperimentazione ufficiale
E siamo al 1998, anno della sperimentazione ufficiale, da parte del Ministero della Sanità presieduto da Rosy Bindi, della Multiterapia Di Bella, anzi, come è stata definita dallo stesso Di Bella nel 1988, "Terapia Biologica dei Tumori". Curiosamente la sperimentazione non coinvolge il medico in prima persona. A sovrintendere la commissione di esperti è Umberto Veronesi, che prenderà il posto di Rosy Bindi nel 2000 e che, tra l’altro, nel 1999 annuncia la “scoperta” dell’efficacia del fenretinide nel trattamento dei tumori. Il fenretinide, però, non è altro che un analogo sintetico della vitamina A, parente stretto dell'acido retinoico, una delle sostanze che Di Bella utilizza fin dal 1987. I risultati della sperimentazione sono noti: la cura è un fallimento.

I dubbi di Guariniello
Non serve a nulla la denuncia del Professore che dichiara che quella non è la sua cura per la qualità e la quantità dei farmaci impiegati. Né serve l’indagine eseguita dal procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, che denuncia l’irregolarità della sperimentazione. Secondo Guariniello alcuni dei 386 malati sottoposti alla terapia sarebbero stati trattati con farmaci scaduti o deteriorati, con chissà quali effetti sulla loro salute. Lo sciroppo di retinoidi, farmaco indispensabile per la Multiterapia Di Bella, ha la durata di tre mesi, massimo quattro se viene tenuto in frigorifero. L’Istituto Superiore di Sanità questo lo sa, ma avvisa solo uno, sotto specifica richiesta di chiarimento, dei 51 ospedali d’Italia coinvolti nella sperimentazione. Quattro dirigenti dell’Istituto finiscono sotto inchiesta. I loro difensori chiedono ed ottengono dal Pg della Cassazione Nino Abbate il trasferimento dell'inchiesta a Firenze, con la curiosa motivazione che i farmaci "incriminati" sono prodotti dall’Istituto farmacologico militare fiorentino. Inutile l'opposizione di Guariniello, il quale, sentenza della Cassazione alla mano, ha ribattuto che il decreto 443 non punisce la produzione o la detenzione, ma la somministrazione di farmaci guasti, avvenuta, come accertato dalla sua indagine, a Torino e provincia. Si tratta di errori in buona fede o di condotte dolose?

Il metodo Di Bella oggi
Oggi il metodo Di Bella viene attuato da cento-centocinquanta medici in tutta Italia. Giuseppe Di Bella, figlio del Professore, dopo due anni di lavoro, nel luglio 2004 è riuscito a ottenere dallo Stato il riconoscimento di una Fondazione intitolata al padre di cui egli stesso è presidente. “Una delle finalità principali della Fondazione – ha spiegato – è quella di dare una risposta chiara, definitiva e scientificamente inattaccabile a tutti i quesiti che la sperimentazione della Multiterapia, avviata nel 1998, ha lasciato insoluti per le anomalie che l’hanno destituita di ogni significato scientifico”.

Il cammino per continuare l’opera di Di Bella ora sarà più facile. Perché, come diceva il Professore nel 1997, "Con le conoscenze che abbiamo oggi il cancro si può dominare e vincere, basta fare un salto di qualità mentale per poter guardare con occhi nuovi ai farmaci di cui già disponiamo e combinarli sapientemente adottando la buona pratica medica ed i principi di scienza e coscienza".


ECCO LA VERITA'

LA PILA AL LIMONE - ESPERIMENTO FAI DA TE

LA PILA AL LIMONE
Materiali:
- un limone
- una lamina di rame
- una lamina di zinco
- un tester
- due cavi con morsetti a coccodrillo
- un termometro o un orologio a cristalli liquidi

Rotolate il limone schiacciandolo un po', in modo da rompere una parte dei sacchetti di acido. Piantate le due lamine metalliche dentro al limone, evitando che si tocchino fra loro. Con il tester, misurate la tensione che si produce fra le lamine (figura 3). Il valore di questa tensione sarà di circa 1 volt.

A questo punto, sarebbe bello accendere una lampadina per mezzo della pila che avete appena costruito. Purtroppo, la potenza prodotta è troppo bassa. Se provaste a collegare una lampadina, la tensione della pila al limone cadrebbe immediatamente a zero. Tuttavia, se volete dimostrare che la corrente elettrica prodotta dalle pile può effettivamente far funzionare qualcosa, prendete un piccolo strumento che abbia un display a cristalli liquidi. Un orologio o un termometro vanno bene. Infatti, un display a cristalli liquidi ha un assorbimento di corrente estremamente ridotto e la vostra pila sarà in grado di farlo funzionare. Togliete dunque la pila dell'orologio o del termometro e alimentateli con la pila al limone. Vedrete tornare le cifre sul il display. Questo sistema vi permette di dimostrare la produzione di energia elettrica da parte della pila, anche se non possedete un tester.

Come funziona questa pila? Gli atomi di rame (Cu) attirano gli elettroni verso di sè con una forza maggiore di quanto non facciano gli atomi di zinco (Zn). Se mettete a contatto un pezzo di rame con un pezzo di zinco, molti elettroni passeranno dallo zinco al rame. Concentrandosi sul rame, questi elettroni tendono però a respingersi. Quando il potenziale di repulsione diventa pari a quello con il quale il rame richiama gli elettroni dallo zinco, questo trasferimento si arresta. Purtroppo non è possibile sfruttare il contatto di queste due lamine per produrre energia elettrica perchè il trasferimento di cariche si arresta immediatamente. Invece, se inserite queste due lamine in una soluzione conduttrice e le collegate esternamente con un filo metallico, le reazioni che avvengono agli elettrodi riforniscono il circuito di cariche. In questo modo, il processo di produzione di energia elettrica continua e diventa utilizzabile.

Come soluzione conduttrice, potete prendere qualsiasi elettrolita, quindi una soluzione acquosa di un acido o di una base o di un sale. La pila al limone funziona proprio perchè il succo di limone è acido. Fate prove anche con altre soluzioni conduttrici. Come sapete, anche altri frutti e ortaggi possiedono al proprio interno succhi ricchi di ioni e che sono quindi dei conduttori elettrici. Non siete quindi obbligati a utilizzare limoni per fare questo tipo di pila, ma potete fare pile con ogni frutto od ortaggio che volete.
Come ogni batteria, anche questa ha una durata limitata. Infatti, dopo poco tempo, sugli elettrodi di questa pila avvengono delle reazioni chimiche di un altro tipo che li polarizzano ed impediscono alla reazione di proseguire. La forza elettro-motrice (fem) cala e la pila non funziona più. Normalmente, quello che avviene è una produzione di idrogeno sull'elettrodo di rame e sull'elettrodo di zinco si formano dei composti di ossidazione che ostacolano il contatto tra il metallo e l'elettrolita. A questo punto, si dice che gli elettrodi sono polarizzati. Per ottenere una maggiore durata della pila e una maggiore erogazione di energia elettrica, occorre utilizzare un elettrolita più adatto. Nelle pile che si trovano in commercio, oltre agli elettroliti, vengono usate delle sostanze chimicamente affini all'idrogeno le quali, combinandosi con questo elemento, agiscono da depolarizzanti.

O CON UN POMODORO....
Orologio al pomodoro

Solfato di Zinco le sue funzioni

Lo zinco è un minerale in traccia essenziale, presente nell’organismo in quantità superiore a quella di qualsiasi altro oligoelemento al di fuori del ferro.
E’ in relazione col normale assorbimento e con l’azione delle vitamine, in particolare quelle del complesso B.
E’ un elemento costitutivo di oltre 2000 enzimi preposti alla digestione e al metabolismo ivi compresa l’anidrasi carbonica, necessaria per la respirazione dei tessuti.
Lo zinco inibisce l’attività della 5-alfa-reduttasi fino al 30%, se si associa poi piridossina (vitamina B6) e anche acido azelaico, l’efficacia aumenta.
Si può assumere anche per via sistemica lo zinco, in quanto una corretta quantità di zinco nell'organismo, pare inibire la 5-alfa-reduttasi periferica, 20 mg al giorno di zinco solfato, solo dopo carenza accertata.
Dosaggi superiori solo dopo carenza accertata.
Lo zinco è usato per ridurre la secrezione sebacea, nei processi di cicatrizzazione per lesioni interne ed esterne (aumenta la velocità di guarigione delle ferite e delle scottature), nella terapia dell'acne e della dermatite seborroica.
Solitamente si usa lo zinco solfato all’1 - 3 %.
Nel corpo umano si trova soprattutto nelle ossa, nei denti, nella pelle, nel fegato, nei muscoli e nei capelli.
Gli integratori possono essere sotto forma di solfato di zinco, acetato di zinco, gluconato di zinco, citrato di zinco, chelato di zinco, dipicolinato di zinco, aspartato di zinco e orotato di zinco.
Lo zinco orotato, tra le altre formule,  è formulato per un migliore assorbimento.
Lo zinco viene rapidamente assorbito nella parte superiore dell’intestino tenue. Viene assorbita unicamente la quantità di cui il corpo ha bisogno (40 o 50%), il resto non viene assorbito, e vengono persi circa 6 mg al giorno.
Lo zinco è depositato anche in alcune parti degli occhi, nella prostata e negli spermatozoi, nella pelle, nei capelli, nelle unghie ed è presente anche nei globuli bianchi.
Queste riserve non sono facilmente utilizzabili, per cui la dieta deve contenerne quantità sufficienti per soddisfare il fabbisogno dell’organismo.
E' indispensabile per la crescita corporea, per la riparazione dei tessuti, per una normale risposta immunitaria.
E' importante per la digestione dei carboidrati e per il metabolismo del fosforo.
Partecipa alla sintesi dell'acido nucleico che controlla la formazione di varie proteine nelle cellule, importante per l'assorbimento delle vitamine, utile nei processi di cicatrizzazione (inoltre inibisce le lipasi dei batteri, lieviti, saprofiti della pelle).
Più di duecento enzimi per essere attivi hanno bisogno dello zinco, indispensabile per la formazione delle proteine, per alcuni aspetti delle funzioni ormonali, per le funzioni cerebrali, per la vista, per il senso del gusto.
Si pensa anche che aumenti la potenza sessuale negli uomini grazie alla sua abilità di regolare il testosterone nella prostata.
Fa parte dell'enzima indispensabile per scomporre l'alcool (quindi l'alcool ne provoca la carenza).
Il fumo di sigaretta produce cadmio, un potente veleno che interferisce con la capacità del corpo di utilizzare lo zinco.
Il ferro, rame, calcio, cereali crudi e fibre nella diete possono ridurre la quantità di zinco presente nel nostro corpo, in quanto riducono la quantità di zinco assorbita dall' intestino (assumere integratori di zinco o elementi naturali che lo contengono eventualmente a stomaco vuoto, se ciò non provoca senso di nausea).
Anche la caseina, proteina del latte, ne ostacola l'assorbimento (il latte umano contiene una bassa quantità di caseina).
L'analisi chimica dei capelli può indicare se vi è un eccesso di piombo nell'organismo (veleno che interferisce come il cadmio con l'assorbimento dello zinco).
La carenza di zinco provoca disturbi gravi in ogni organismo vivente.
Un mineralogramma dei capelli può valutare la quantità di zinco del corpo.
I cibi che contengono più zinco sono quelli ad alto contenuto proteico (carni, uova), germe di grano. E ' contenuto anche nei cereali e nei legumi.
I farmaci che possono provocare un deficit di zinco sono anti MAO, corticosteroidi, diuretici ed altri.
E' quindi importante avere una buona zinchemia !
Lo zinco infine è uno degli elementi meno tossici per l'organismo umano. Comunque non si dovrebbe integrare la propria dieta con lo zinco per un periodo troppo lungo.
Un eccesso di zinco può infatti impedire l'assorbimento del ferro e del rame, è quindi utile integrare questo elemento con piccole dosi di questi due minerali se la cura si protrae nel tempo.
Relativamente frequenti sono anche le forme alimentari da carente introduzione di zinco, tipiche in pazienti alimentati parenteralmente ma anche come conseguenza di diete incongrue.
Un dosaggio dello zinco sierico dirà se si ha una zinchemia inferiore a 60 mcg/dl.
Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa) raccomanda un’assunzione quotidiana di zinco per gli adulti di 12,5 milligrammi.
I bambini sino a 1 anno dovrebbero assumerne 5 mg e da 1 a 10 anni 10 mg. I ragazzi dagli 11 anni in su dovrebbero assumerne 15 mg e le ragazze 12 mg.
Durante la gravidanza se ne dovrebbero assumere 30 mg e 15 mg durante l’allattamento. Una “buona” dieta media ne fornisce dai 10 ai 15 mg al giorno.
Lo zinco è relativamente poco tossico.
Tuttavia l’assunzione prolungata di dosaggi alti ha causato effetti collaterali.
A pazienti più anziani sono state somministrate dosi giornaliere di 660 milligrammi di solfato di zinco con effetti collaterali minimi.
Alcuni hanno avuto diarrea.
Altri sintomi dell’eccesso di zinco sono nausea, vertigini, perdita della coordinazione muscolare, sonnolenza, fastidi gastrointestinali, apatia, insufficienza renale, anemia e vomito.
Questi sono sintomi di reazioni tossiche a breve termine e se si presentano bisogna ridurre il dosaggio.
Perché queste reazioni si presentino, la dose assunta deve essere superiore ai 2 grammi.
In alcuni studi, la somministrazione prolungata di dosi alte agli uomini (150 mg al giorno) ha causato la riduzione del livello di colesterolo HDL, quello buono, mentre una dose quotidiana di 30 mg non ha dato effetti negativi né in persone attive, né in quelle sedentarie.
Nelle donne la somministrazione di 100 mg al giorno ha causato una diminuzione reversibile del livello di HDL per due settimane.
Massicce assunzioni di zinco possono causare una carenza di rame, che provoca un aumento del colesterolo LDL, fattore di rischio di cardiopatie e un metabolismo incompleto del ferro.
In caso di assunzione di grandi quantità di zinco, bisognerebbe aumentare anche l’assunzione di rame, ad eccezione delle persone colpite dal morbo di Wilson (un eccesso di rame nel sangue che causa ittero, cirrosi, tremori e disturbi comportamentali).
Anche quando si assumono dosi di zinco tra i 30 e i 50 mg, è consigliabile prendere integratori di rame.
Quando lo zinco viene integrato alla dieta, occorre ingerire anche quantità maggiori di vitamina A.
Nei casi in cui lo zinco diventa antagonista del cadmio esso ha un ruolo protettivo nei confronti dei tumori.
Quando invece lo zinco diventa antagonista del selenio, la reazione può aumentare il rischio di tumore.
L’assunzione di dosi massicce di zinco può indebolire il sistema immunitario.
Una carenza di zinco è anche causa di stanchezza, di maggiore esposizione alle infezioni e alle ferite e di diminuita prontezza mentale.
La carenza di zinco ostacola la produzione di energia, la sintesi delle proteine, la formazione del collagene e la tolleranza all’alcool.
La carenza di zinco può causare ritardo nella crescita, ritardata maturità sessuale e tempi prolungati di rimarginazione delle ferite.
Negli animali carenti di zinco la crescita tumorale è lenta - perché lo zinco è essenziale per tutti i tipi di crescita. Una carenza di zinco, rame e vanadio, può portare all’aterosclerosi e aumentare la vulnerabilità alle infezioni.
Smagliature della pelle e macchie bianche sulle unghie possono essere sintomi di una carenza di zinco.
Altri sintomi di carenza possono essere unghie e capelli fragili, mancanza di pigmento nei capelli, cicli mestruali irregolari nelle donne adolescenti, impotenza maschile giovanile e dolori alle ginocchia e all’articolazione dell’anca negli adolescenti.
L’esaurimento cronico dello zinco può predisporre le cellule del corpo al cancro.
Anche piccole carenze di zinco provocano una diminuzione dell’interesse sessuale, una minore concentrazione di spermatozoi e impotenza.
Lo zinco può contribuire ad una rapida rimarginazione delle cicatrici interne (incluse le ulcere) ed esterne o di qualsiasi danno alle arterie.
Lo zinco può aiutare a prevenire o accorciare raffreddori (se preso alla comparsa dei primi sintomi) e può migliorare la vista notturna e l’odore del corpo.
Si ritiene che la causa dell’acne vulgaris (quello degli adolescenti) sia una carenza di zinco.
Il disturbo è stato curato con successo con la somministrazione di integratori di zinco.
Lo zinco può favorire la ricrescita dei capelli nelle persone che soffrono di alopecia areata totalis (totale mancanza di peli nel corpo).
Lo zinco è efficace per la cura del diabete grazie ai suoi effetti regolatori sull’insulina nel sangue.
Si è riscontrato che l’aggiunta di zinco all’insulina prolunga il suo effetto sullo zucchero del sangue.
Un altro studio sui maiali ha mostrato che l'ossido di zinco può incentivare la crescita dei capelli attraverso l'aumento del fattore di crescita IGF1 del 50%.
Esistono in commercio alcune creme al 30% di ossido di zinco (più efficace dello zinco solfato perché apporta ioni zinco per un periodo di tempo maggiore) appositamente studiate per l'uso topico, alcune persone utilizzano questa crema 3-5 volte a settimana contro la calvizie.
E' contenuto in abbondanza nelle ostriche, in una bistecca di carne, nel formaggio e nei cereali.
Lo zinco svolge diverse importanti funzioni nell'organismo, che si possono cosi riassumere:
come fattore coenzimatico di oltre 90 metallo-enzimi interviene nella sintesi proteica, nella divisione cellulare, nel metabolismo dei glucidi, dei lipidi e degli acidi nucleici;
funzione di stabilizzazione delle membrane plasmatiche attraverso l'inibizione dell'ATPasi e della fosforilasi, del rilascio di istamina dai basofili e della perossidazione dei lipidi di membrana;
funzione di immunomodulazione a livello timico, granulocitario e linfocitario.
Il deficit di zinco dà luogo a numerosi tipi di dermopatie: lesioni peri-orifiziali squamo-pustolose, manifestazioni pseudo-seborroiche al viso e psoriasiformi al tronco ed agli arti, lesioni periungueali bolloso-pustolose, alopecia, cui possono associarsi compromissione dello stato generale, diarrea, stomatite, aumentata suscettibilità alle infezioni, alterazioni del gusto e dell'olfatto, alterazioni nella guarigione delle ferite.
Studi clinici hanno mostrato un'efficacia statisticamente significativa della terapia con zinco solfato in varie condizioni cliniche cui è sotteso un deficit dell'oligoelemento:
acrodermatite enteropatica, ritardo dell'accrescimento, ferite chirurgiche, ulcere degli arti inferiori, dermopatie in soggetti affetti da cirrosi alcoolica e da morbo di Crohn, disturbi della funzione sessuale e del gusto in pazienti affetti da insufficienza renale cronica, infertilità maschile, ulcere aftose ricorrenti del cavo orale, sindrome da deficit acuto di zinco ad espressività neuropsichiatrica.
Un deficit di zinco è stato inoltre osservato nella forma pustolosa generalizzata della psoriasi, nelle ulcere da decubito, nel pemfigoide bolloso, nell'alopecia areata, nel diabete mellito di tipo I e II, nel morbo di Crohn, nelle ustioni, dopo alcuni interventi chirurgici e nell'anemia a cellule falciformi.
La somministrazione di zinco induce un bilancio negativo del rame. Questa caratteristica costituisce la base fisiopatologica del trattamento della degenerazione epatolenticolare.
Studi recenti hanno evidenziato che il trattamento con zinco è una valida alternativa alla penicillamina nel trattamento del morbo di Wilson.

La professione di Naturopata

La professione di Naturopata

L’obiettivo primario che la naturopatia si prefigge è quello della promozione e mantenimento dello stato di salute.

Il naturopata è il professionista che in veste di educatore olistico o curatore globale, consiglia, segue, informa coloro che decidono di mantenersi in salute o recuperare lo stato di benessere globale, ricorrendo a sistemi, pratiche, metodiche, filosofie, correnti di pensiero e quant’altro sia riferito agli elementi della natura. In tal veste può essere considerato un “consigliere eccellente” ed un “educatore olistico”, ovvero un esperto nel settore delle medicine complementari, in grado di consigliare, curare o indirizzare il proprio assistito verso settori specifici, o complessi, delle “medicine non convenzionali”.

In tale operare si possono prefigurare alcune azioni di propria competenza:

*

ricorrere al sapere filosofico, pedagogico, psicologico e sociologico, per stimolare a prendere coscienza del disordine causante lo stato di malessere.
*

indicare quali percorsi sono idonei al raggiungimento delle informazioni risolutrici dello stato di disordine;
*

guidare lungo tutto l’iter terapeutico fungendo da vero tutore, consigliando i migliori atteggiamenti nell’attuare uno stile di vita sano, rinnovato e duraturo. In questo agire ricorrerà a tutti i mezzi che la natura pone a disposizione dell’uomo.

Le attività oggetto della professione di naturopata si fondano su discipline, pratiche, metodologie e tecniche generali o specifiche volte allo studio, alla ricerca, alla consulenza, all’analisi, alla valutazione empirica ed intellettuale ed all’intervento: sui fenomeni, sui processi, sulle strutture, sugli stili di vita, sugli orientamenti di valore.

La professione di naturopata si svolge attraverso la ricerca, l’analisi e le pratiche naturopatiche aventi come obiettivo il mantenimento dello stato di salute quale equilibrio dinamico psico-fisico-sociale.

Il suo operato è prevalentemente indirizzato alla prevenzione ponendosi in relazione all’assistito quale guida, consigliere, mediatore, tutore e curatore.

La professione di naturopata consiste nel consigliare e guidare l’assistito al mantenimento dello stato di salute o al suo recupero tramite il concorso del raggiungimento dell’obiettivo perseguito a livello di prevenzione primaria; tramite le dinamiche relative all’individuazione delle cause: dissonanti, alterative, e in generale entropiche; quali cause primarie o secondarie, dirette o indirette, esogene o endogene, individuali o sociali, ed ecologiche.

La professione di naturopata include le attività di: ricerca, sperimentazione, pianificazione, programmazione, progettazione, organizzazione, valutazione, formazione, didattica e consulenza nell’ambito salutistico senza abusare delle competenze proprie di quelle professioni già regolamentate.

La naturopatia si presenta come un “corpus salutistico” comprendente numerose discipline, pratiche e metodiche, il cui scopo consiste nel mantenere o recuperare lo stato di benessere psico-fisico–sociale. Ravvisare completamente ciò che ne fa parte è praticamente impossibile, considerando che nei vari paesi nella quale si è diffusa, presenta notevoli differenze, che ancor più vengono rintracciate nelle numerose scuole di formazione, per niente allineate sull’iter formativo; tali diversità sono presenti anche in Italia. Quindi la naturopatia è più un contenitore che un contenuto, possiamo definirla una “disciplina complessa ed articolata” o multidisciplinare, basti pensare che in diversi testi viene appellata quale “medicina naturopatica”.

Tanto per comprendere il significato del termine “medicina” ricorriamo quale esempio alla medicina tradizionale cinese che comprende, considera e applica un gran numero di discipline e pratiche terapeutiche, come l’agopuntura, la moxa, la coppettazione, la fitoterapia, l’alimentazione, ecc.

Ebbene la naturopatia, in scala infinitamente minore, presenta le caratteristiche di un insieme articolato e vario.

Il pensiero filosofico

La naturopatia sposa il causalismo, proprio perché permette di porre in relazione il sintomo (quale manifestazione) alla propria causa, ovvero a ciò che, per una legge naturale, sta imponendo un evento che si sta palesando gradatamente. Siccome ogni azione attiva un processo al quale si legheranno gli eventi successivi, bisogna per prima cosa intervenire sull’azione attuando una prevenzione ottimale.

La naturopatia sposa il pensiero filosofico del vitalismo, secondo il quale tutti i processi vitali sono alimentati e governati da una forza chiamata Forza vitale.

Molti naturopati affermano che la naturopatia è perfettamente aderente al pensiero olistico, tanto da rintracciare nella medicina olistica la stessa medicina naturopatica. Certo è che nella naturopatia viene totalmente rifiutato il riduzionismo, e l’organicismo, mentre l’olismo si sposa egregiamente con il pensiero naturopatico, ma affermare la totale sovrapposizione è forse troppo.

Anche tra il naturismo e la naturopatia vige uno stretto legame, tanto da poter affermare che la naturopatia sia poco alla volta emersa dal naturismo, quale processo graduale, per poter segnalare in maniera più credibile le proprie conoscenze salutistiche. Potremmo dire che i naturisti rappresentano una corrente di pensiero sorta nel periodo moderno, mentre i naturopati appartengono al periodo contemporaneo. In realtà non vi è alcuna netta linea di demarcazione tra i due; la più sostanziale diversità è che nel naturismo si rintraccia un movimento popolare, mentre nella naturopatia un insieme di discipline pedagogiche-salutistiche, o educative-sanitarie.

LA DIFFERENZA TRA UOMINI E DONNE

LA DIFFERENZA TRA UOMINI E DONNE

Da quando l’uomo e la donna si sono scoperti anatomicamente diversi tra loro, hanno sempre cercato di motivare questa differenza anche a livello psicologico o, altre volte, di renderla solo e unicamente fisica.
Se n’è parlato, fiumi di parole sono state scritte sull’argomento, ma mai si è giunti ad una conclusione definitiva.
Si parla di gentil sesso e sesso forte e l’attimo dopo di parità dei sessi, si accoglie questa possibile differenza con felicità o con indignazione: insomma le opinioni sono contrastanti, impossibili da conciliare.
E mentre dibattete e scegliete quale corrente di pensiero su questo argomento si avvicina di più alla vostra filosofia io vi propongo uno degli ultimi studi, effettuato da Louann Brizendine, sul cervello femminile. Ha pubblicato anche un libro sui suoi studi,“The female mind” (“il cervello femminile”), perfettamente riassunto in una citazione tratta proprio da questo: “Se le donne hanno una marcia in più rispetto agli uomini è merito del loro cervello. Le donne si emozionano e ricordano tutto, gli uomini parlano poco e pensano al sesso”.
Il dato più sconcertante o interessante, a seconda dei punti dei vista, è quello riguardante l’aspetto neurolinguistico: lei parla fino a tre volte più di lui, ma comunque l’uomo non l’ascolta.
Infatti secondo i dati riportati dal libro della psichiatra e neurobiologa dell’Università di Berkley in California, le donne pronunciano 20.000 parole al giorno e gli uomini solo 7.000.
Questa studiosa non fa che avvalorare la tesi secondo cui le donne siano più logorroiche, interessate dalle lunghe chiacchierate e divertite dai pettegolezzi, e aggiunge che l’uomo non solo non ascolta, ma ha realmente il chiodo fisso del sesso: infatti la mente dell’uomo evocherebbe pensieri a sfondo sessuali circa una volta al minuto, mentre il cervello femminile si limiterebbe ad una volta al giorno, perché la quantità di testosterone che raggiungerebbe il cervello della donna è dalle dieci alle cento volte inferiore.
Anche un abbraccio viene interpretato in maniera diversa da entrambi: in una donna una stretta di circa venti secondi stimola la produzione di ossitocina (“l’ormone dell’attaccamento”).


Secondo la dottoressa Brizendine la differenza è prevalentemente biologica, infatti i due cervelli sarebbero differenti sia dal punto di vista delle dimensioni (quello dell’uomo è più grande) che della densità (quello della donna ha una densità più elevata).
“Attraverso la risonanza magnetica - sostiene la Brizendine - si scopre che le donne hanno "autostrade a otto corsie" per elaborare le emozioni, mentre gli uomini solo strade di campagna».
La spiegazione è semplice: "La percentuale di neuroni nell'area cervello associata alle emozioni e alla memoria è infatti maggiore per le donne: l'11% in più”. Per questo le donne hanno maggior capacità nel ricordare e nel percepire e comprendere le emozioni! È anche vero che l’uomo è più predisposto all’autocontrollo mentre la donna alle crisi d’ansia: così che mentre il primo riesce a razionalizzare meglio le situazioni, la donna fa di piccoli inconvenienti drammi.
Il mondo scientifico non è di certo rimasto indifferente alla tesi della studiosa e le reazioni di sdegno non sono poi così poche.
La psicologa Janet Hyde (Università del Wisconsis a Madison) è convinta del fatto che gli innumerevoli studi sulle diversità tra il cervello maschile e quello femminile hanno portato all’unica conclusione che le differenze tra i due “sono statisticamente vicine allo zero”.
Si pronuncia anche la psichiatra Nancy Andreasen (Università dell’Iowa) che viene considerata un’autorità nell’ambito di questo argomento: tali differenze “sono usate solo per opprimere e soprrimere le donne”, sono prive di fondamento scientifico.
La Brizendine non si lascia intimorire e continua a sostenere la sua tesi affermando che i suoi studi come direttrice del Women’s Hormone Clinic l’hanno portata a formulare una spiegazione che, attraverso la chimica cerebrale, spiega una vasta gamma di comportamenti.

IONI POSITIVI E NEGATIVI - PH ACIDOSI TOSSINE

La maggior parte dei malati hanno un eccesso di ioni elettropositivi (tossine, radicali liberi, ecc) che contaminano le cellule, organi, sangue e secrezioni.
Il normale pH della saliva di una persona in buona salute è uguale a quello del sangue: 7,4.
Ciò significa leggermente alcalino (pH di 7,0 è neutrale.) Tuttavia, la maggior parte dei malati ha un pH compreso tra 6,0 e 7,0 (acido o neutro): maggiore è l’evoluzione della malattia e maggiore è il suo pH acido. Così, le persone in stato terminale di cancro o metastasi hanno di solito un pH acido (5.5 e 6.0).

Alimentazione e ciclo mestruale

Alimentazione e ciclo mestruale

Secondo alcuni studi, si sta sempre di più notando che l'alimentazione influisce sul ritmo dei nostri ormoni e, di conseguenza, sull'andamento del nostro ciclo mestruale, aumentando o riducendo i gonfiori e stimolando l'ovulazione.

Quindi, a seconda del tipo di flusso mestruale che abbiamo, dovremmo stare attente al menù da seguire.

Alcuni alimenti hanno la proprietà di ridurre od aumentare il flusso: per questo, le donne che hanno un flusso abbondante dovrebbero mangiare molta carne rossa, mentre coloro che hanno un flusso scarso dovrebbero integrare la propria dieta con il pesce (che aumenta la perdita di sangue) o l'uovo in associazione ad ananas o melone (mentre l'uovo associato a kiwi o pompelmo ha proprietà riducenti).

Anche la cottura dei cibi ha la sua importanza, poichè la sua azione varia a seconda di come si cucina: fritti, bollito, vapore, piastra, etc, provocano effetti differenti a livello ormonale anche con lo stesso tipo di alimento.

Vediamo insieme quali sono i cibi da integrare o da evitare a seconda dei vari problemi legati al ciclo mestruale.

Flusso abbondante

Per rallentare e contenere la perdita di sangue, sono consigliati i formaggi, tutti i frutti di colore giallo, e tutte le sostanze che migliorano la coagulazione (agrumi, kiwi, peperoni, etc).

Inoltre, è necessario reintegrare il ferro assumendo carni rosse e verdure amare.

Da evitare i cibi che fluidificano il sangue (ananas, funghi, prezzemolo, pesce, cipolle, melone, etc).

Flusso scarso

Al contrario, quando il flusso è scarso, è necessario assumere alimenti che hanno un'azione fluidificante sul sangue (pesce, cavolfiori, sedano, ananas, melone, cipolle, aglio, asparagi, etc).

Evitare gli alimenti ricchi di vitamina C, K, e calcio.

Per favorire l'ovulazione

Per stimolare l'ovulazione, è necessario assumere una quantità maggiore di proteine e di grassi vegetali (carni rosse, uovo, pesce di mare e crostacei, patate, pomodori, etc).

Evitare i formaggi.

Mestruazioni dolorose

Se il ciclo mestruale ci fa soffrire, è d'aiuto mangiare alimenti che favoriscono il rilassamento fisico e mentale (banane, camomilla, patate, zucchine, yogurt, mandorle, kiwi, salvia, etc).

Evitare il riso e tutti i vegetali che fermentano nell'intestino.

Gonfiore e ritenzione idrica

Dopo l'ovulazione, è molto comune soffrire di gonfiore e di ritenzione idrica: per favorire la diuresi è importante bere molto e puntare sui vegetali crudi e cibi ad azione diuretica (pesce, sedano, finocchi, insalata, asparagi, carni bianche, etc).

Evitare alcol e bevande gassate e zuccherate, formaggi, salumi e dolciumi.

DIAGNOSI IL COLORE DELLA LINGUA

DIAGNOSI IL COLORE DELLA LINGUA

Il colore della lingua
Rosso cupo = ulcera, infiammazione, tumore.
Bianco = difetti di circolazione, accumulo di grassi e di muco, anemia, tasso di emoglobina basso.
Giallastro e patinoso = infiammazione e secrezione eccessiva per la presenza di troppa bile; accumulo di grassi, soprattutto derivati da pollame, uova e derivati del latte.
Macchie bianche = eliminazione di latticini e derivati del latte, o di grassi e oli di derivazione animale o vegetale; funzioni digestive deficitarie.
Bluastro, violaceo = alto consumo di frutta e succhi di frutta, bibite dolci, prodotti chimici, medicine e droghe, zucchero in generale. Se sulla lingua compaiono pustole possono essere provocate da un eccesso di proteine, zuccheri o grassi, animali o vegetali. Su molti miei pazienti, parlando con loro, che spesso le pustole fanno la loro comparsa dopo l’ingestione di grosse quantità di pesce e frutta, carne e oli vegetali, formaggi e farine, uova e succhi di agrumi.

Energia orgonica e sessualità




Energia orgonica e sessualità
W. ReichL'amore, il lavoro e la conoscenza sono le fonti della nostra vita. Lasciamo anche che la governino.
Wilhelm Reich
L'Orgonomia è la scienza che studia l'energia cosmica primordiale, pre-atomica, presente ovunque nell'universo: l'energia da cui deriva tutto ciò che vive. Il suo scopritore è stato il dott. Wilhelm Reich e il termine da lui coniato deriva dai termini orgasmo e organismo. Infatti, sono stati i suoi studi sulla funzione dell'orgasmo a portarlo alla scoperta dell'energia orgonica.
L'energia orgonica è l'energia vitale cosmica, la forza creativa fondamentale. Essa si differenzia da tutte le altre energie conosciute, che derivano dalla materia e che sono pertanto definite energie secondarie: elettrica, magnetica, nucleare, ecc. La scienza classica conosce solo queste ultime forme di energia e considera l'atomo come il costituente base della natura, mentre l'Orgonomia lo considera già come il prodotto di una specifica funzione dell'energia primordiale e cioè della Superimposizione, dove due o più correnti di energia si uniscono (come esempio si consideri la figura di una galassia a spirale a due o più bracci) e da cui si genera materia. Questa lettura inserisce l'unione sessuale di due organismi, l'atto che genera la vita, nel più ampio contesto di funzioni cosmiche.
Una seconda funzione basilare dell'energia orgonica è la Pulsazione. Osservabile facilmente nell'organismo vivente (pulsazione cardiaca, respirazione, ecc.), è presente anche a tutti i livelli della natura: cosmico e atmosferico. La Terra stessa pulsa.
Specifica dell'organismo vivente è invece la terza funzione dell'energia orgonica: la Convulsione Orgastica. L'energia accumulata in eccesso dall'organismo, attraverso l'assunzione di alimenti, di liquidi, attraverso la respirazione e l'assorbimento diretto dell'energia cosmica e non completamente utilizzata per il suo normale funzionamento, si concentra nei genitali. Quando la tensione accumulata supera una certa soglia, i genitali si caricano energeticamente, e questo viene percepito come eccitazione sessuale (in termini orgonomici, l'organismo ha raggiunto il punto di luminazione).
Fin dalle prime ricerche Reich sostenne sempre che la maggior parte delle nevrosi mostrassero una particolare struttura stratificata e sviluppò in seguito l'idea che questi "strati" potessero avere una vera e propria connotazione fisica e ostacolassero il naturale fluire dell'orgone (energia) nell'organismo, alterando così il meccanismo naturale di carica/tensione e scarica/distensione. Le stratificazioni non necessariamente ostacolerebbero le funzioni genitali, ma porterebbero progressivamente all'impotenza sessuale, con la conseguente incapacità di liberare completamente l'energia in eccesso e di raggiungere una distensione completa, pur mantenendo la capacità di ottenere l'orgasmo fisico.
Secondo Reich la funzione erettile sarebbe la controparte meccanica dell'accumulo di energia orgonica, da cui la distinzione tra "orgasmo genitale" (l'eiaculazione) e "orgasmo sessuale" (la scarica di energia in eccesso). L'erezione sarebbe dovuta alla tensione meccanica prodotta dal naturale accumulo di orgone nell'organismo, per poi passare alla fase di massima tensione che si ha durante l'amplesso: la pratica dell'amplesso porterebbe l'organismo alla massima carica possibile fino al raggiungimento dell'acme sessuale, infine con l'orgasmo avverrebbe la scarica seguita dalla distensione.
La funzione dell'orgasmo, la prima e più importante scoperta di Reich, è quella appunto di scaricare completamente l'energia in eccesso e ciò avviene attraverso la convulsione orgastica. Solo attraverso questo atto si realizza la pulsazione unitaria dell'organismo e la naturale regolazione di tutte le funzioni bio-psico-emozionali.
La repressione della scarica orgastica produrrebbe l'accumulo (ovvero la mancata scarica) di una certa quantità di orgone. La parziale quantità di orgone così sfogata ricomparirebbe quindi distorta e sotto forma di pulsione secondaria ovvero una pulsione di carattere patologico. Questa a sua volta genererebbe un meccanismo causa-effetto stratificato, in cui ogni pulsione secondaria genererebbe a sua volta un'altra stratificazione per reprimerla, la quale avrebbe generato a sua volta una pulsione secondaria differente, e ogni pulsione secondaria ne avrebbe generato a sua volta di ulteriori. Una stratificazione sarebbe quindi divenuta la causa di ulteriori stratificazioni, l'insieme delle quali venne denominato "corazza caratteriale" o più semplicemente "corazza".
La "corazza caratteriale" (orgone stagnante non scaricato) andrebbe abbinata alla "corazza muscolare" (tensioni muscolari fisiche): Reich sosteneva di poter comprendere dove si trovassero le tensioni muscolari dalla postura assunta dal paziente nelle sue azioni più semplici, e di potere così individuare almeno in parte la catena di pulsioni secondarie che costituivano la corazza per poi tentare di lavorarci sopra.
Ulteriori approfondimenti sul tema li potete trovare nei documenti da scaricare (vedi link nel menu a destra) .
Si Ringraziano Franco Lucchi e Bruno Franchi per la gentile e preziosa collaborazione.



Body building Che cos’è

Body building Che cos’è



Il body building è letteralmente la “costruzione del fisico”, ossia l’intervento volto a sviluppare la massa muscolare secondo criteri di bellezza propri di questa disciplina, che prevedono un accrescimento dei muscoli decisamente superiore rispetto alla norma.
A che cosa serve

Il fine di questa trasformazione corporea non è lo sviluppo della forza fisica ma esclusivamente il raggiungimento di fini estetici, ossia la “bellezza” secondo i canoni del body building.

L’accrescimento muscolare può essere perseguito anche per fini agonistici, ossia con lo scopo di partecipare alle competizioni nazionali e internazionali organizzate dalle diverse associazioni che regolano la disciplina; in queste competizioni il body builder viene giudicato per le proporzioni, l’armonia e la simmetria che lo sviluppo muscolare ha dato al suo corpo.
Come si pratica

L’accrescimento muscolare è ottenuto praticando costantemente faticosi esercizi fisici e seguendo una dieta mirata.

Gli esercizi comportano generalmente sforzi brevi e intensi e sono svolti con carichi (come pesi, bilancieri e specifici macchinari), da spingere o sollevare.

L’allenamento si diversifica sulla base dell’entità del carico, del numero di ripetizioni dell’esercizio, dell’intensità con cui si sollecita un certo gruppo muscolare e anche della durata del tempo di risposo riservato a un determinato gruppo di muscoli in modo che possa rigenerarsi e sviluppare una massa maggiore.

La dieta è basata generalmente sul consumo di numerosi pasti nell’arco della giornata e sulla preferenza per alimenti ricchi di proteine come carne, uova, latte e pesce. Sono consumati spesso anche alimenti ricchi di carboidrati come riso e pasta per restituire all’organismo le energie spese.
Chi può praticarlo

Il body building è una disciplina che richiede un allenamento costante con il quale si cerca di portare i muscoli al massimo sforzo che possono sopportare; per questo è adatto solo a chi non ha patologie muscolari, cardiache o fisiche in generale.

È quindi sconsigliato nell’età dello sviluppo per evitare una stimolazione della muscolatura troppo consistente e un’eccessiva riduzione della massa grassa.
Controindicazioni

Per lungo tempo, e in particolare negli anni ’80, nel mondo del body building è stata tollerata l’assunzione di sostanze che favoriscono lo sviluppo della massa muscolare ma che, nelle dosi in cui spesso erano assunte, possono dare luogo a disturbi e scompensi metabolici anche gravi.

In particolare si è verificato un vasto uso di steroidi anabolizzanti che, avendo un’azione simile all’ormone maschile testosterone, incrementavano la massa muscolare.

Oggi è noto che l’abuso di queste sostanze può causare scompensi metabolici e infertilità negli uomini e fenomeni di mascolinizzazione, con irregolarità nel ciclo mestruale e riduzione del seno, nelle donne.

Educazione posturale

Educazione posturale spiegata brevemente...
Potrei scrivere per giorni interi sulla struttura semi-mobile del nostro corpo,una struttura perfetta composta da oltre 100 miliardi di cellule..


Come postura si intende la posizione del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei.

La corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitazionali con il minor dispendio energetico sia in uno stato dinamico che statico; ad essa vengono a concorrere vari fattori ( neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali).
Per quanto riguarda l'equilibrio esso va definito come il miglior rapporto tra il soggetto e l'ambiente circostante; ne deriva che il corpo, sia in statica che in dinamica, assume un equilibrio ottimale a seconda degli stimoli ambientali che riceve e del programma motorio che adotta.

La postura di un individuo è frutto del vissuto della persona stessa, determinato da stress, traumi fisici ed emotivi, posture professionali scorrette ripetute e mantenute nel tempo, respirazione scorretta, squilibri biochimici derivati da una scorretta alimentazione, ecc.. 

In base a ciò la postura dell'uomo è in costante e progressiva modificazione.

I fattori precedentemente elencati incidono a livello muscolare determinando un aumento dello stato di contrazione che si aggiunge al tono basale preesistente.

Questo permanente stato di eccitazione con il passare del tempo crea stati di accorciamento muscolare permanente, tecnicamente definiti retrazione muscolare.

La retrazione muscolare è reversibile solo attraverso tecniche di fibrolisi del tessuto connettivale che avvolge i muscoli e con applicazioni di stretching globale attivo.

Gli effetti della retrazione muscolare o contratture croniche si manifestano a livello articolare sotto forma di compressione, rotazione assiale e traslazione, determinando modificazioni della struttura scheletrica (scoliosi, iperlordosi, ipercifosi, valgismo e varismo delle ginocchia, ecc.).





Il nostro corpo come l’universo si regge in perfetto equilibrio.

 L'uomo interagisce di continuo con l'universo per mezzo di sostanze, di vibrazioni e di energie. 
Per un perfetto svolgimento dei processi vitali un individuo deve interagire con l'universo, con gli altri uomini,animali,vegetali,minerali,metalli,pietre.ecc.(solo l'insieme è il tutto). 

 Qualsiasi squilibrio fisico psichico energetico và esaminato nella sua integralità tenendo in considerazione contemporaneamente i fattori emozionali, fisici, mentali, genetici, ambientali e sociali che lo riguardano. Questo equilibrio psicoenergetico-funzionale se alterato, genera malessere,malattia,dolore,intolleranze a cibi e intollerabilità verso altre persone.
 Ogni disfunzione psico-energetica genera dei sintomi di preavviso... questi sintomi molte volte non sono riconoscibili da noi stessi, perchè sono lontani o non associabili alla parte malata o squilibrata... 

 Qualsiasi male accusate... andate a trovare la causa !!! Se curate solo il sintomo, lo squilibrio si ripresenterà più intenso e da un'altra parte del corpo. Il nostro corpo dovrà essere curato o riequilibrato livello totale, ogni cellula del nostro corpo incorpora le informazioni di tutte le altre cellule, perciò il nostro corpo non si cura pezzetto per pezzetto ma nella sua totalità !!!
 Raymond Bard.

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