Solfato di Zinco le sue funzioni

Lo zinco è un minerale in traccia essenziale, presente nell’organismo in quantità superiore a quella di qualsiasi altro oligoelemento al di fuori del ferro.
E’ in relazione col normale assorbimento e con l’azione delle vitamine, in particolare quelle del complesso B.
E’ un elemento costitutivo di oltre 2000 enzimi preposti alla digestione e al metabolismo ivi compresa l’anidrasi carbonica, necessaria per la respirazione dei tessuti.
Lo zinco inibisce l’attività della 5-alfa-reduttasi fino al 30%, se si associa poi piridossina (vitamina B6) e anche acido azelaico, l’efficacia aumenta.
Si può assumere anche per via sistemica lo zinco, in quanto una corretta quantità di zinco nell'organismo, pare inibire la 5-alfa-reduttasi periferica, 20 mg al giorno di zinco solfato, solo dopo carenza accertata.
Dosaggi superiori solo dopo carenza accertata.
Lo zinco è usato per ridurre la secrezione sebacea, nei processi di cicatrizzazione per lesioni interne ed esterne (aumenta la velocità di guarigione delle ferite e delle scottature), nella terapia dell'acne e della dermatite seborroica.
Solitamente si usa lo zinco solfato all’1 - 3 %.
Nel corpo umano si trova soprattutto nelle ossa, nei denti, nella pelle, nel fegato, nei muscoli e nei capelli.
Gli integratori possono essere sotto forma di solfato di zinco, acetato di zinco, gluconato di zinco, citrato di zinco, chelato di zinco, dipicolinato di zinco, aspartato di zinco e orotato di zinco.
Lo zinco orotato, tra le altre formule,  è formulato per un migliore assorbimento.
Lo zinco viene rapidamente assorbito nella parte superiore dell’intestino tenue. Viene assorbita unicamente la quantità di cui il corpo ha bisogno (40 o 50%), il resto non viene assorbito, e vengono persi circa 6 mg al giorno.
Lo zinco è depositato anche in alcune parti degli occhi, nella prostata e negli spermatozoi, nella pelle, nei capelli, nelle unghie ed è presente anche nei globuli bianchi.
Queste riserve non sono facilmente utilizzabili, per cui la dieta deve contenerne quantità sufficienti per soddisfare il fabbisogno dell’organismo.
E' indispensabile per la crescita corporea, per la riparazione dei tessuti, per una normale risposta immunitaria.
E' importante per la digestione dei carboidrati e per il metabolismo del fosforo.
Partecipa alla sintesi dell'acido nucleico che controlla la formazione di varie proteine nelle cellule, importante per l'assorbimento delle vitamine, utile nei processi di cicatrizzazione (inoltre inibisce le lipasi dei batteri, lieviti, saprofiti della pelle).
Più di duecento enzimi per essere attivi hanno bisogno dello zinco, indispensabile per la formazione delle proteine, per alcuni aspetti delle funzioni ormonali, per le funzioni cerebrali, per la vista, per il senso del gusto.
Si pensa anche che aumenti la potenza sessuale negli uomini grazie alla sua abilità di regolare il testosterone nella prostata.
Fa parte dell'enzima indispensabile per scomporre l'alcool (quindi l'alcool ne provoca la carenza).
Il fumo di sigaretta produce cadmio, un potente veleno che interferisce con la capacità del corpo di utilizzare lo zinco.
Il ferro, rame, calcio, cereali crudi e fibre nella diete possono ridurre la quantità di zinco presente nel nostro corpo, in quanto riducono la quantità di zinco assorbita dall' intestino (assumere integratori di zinco o elementi naturali che lo contengono eventualmente a stomaco vuoto, se ciò non provoca senso di nausea).
Anche la caseina, proteina del latte, ne ostacola l'assorbimento (il latte umano contiene una bassa quantità di caseina).
L'analisi chimica dei capelli può indicare se vi è un eccesso di piombo nell'organismo (veleno che interferisce come il cadmio con l'assorbimento dello zinco).
La carenza di zinco provoca disturbi gravi in ogni organismo vivente.
Un mineralogramma dei capelli può valutare la quantità di zinco del corpo.
I cibi che contengono più zinco sono quelli ad alto contenuto proteico (carni, uova), germe di grano. E ' contenuto anche nei cereali e nei legumi.
I farmaci che possono provocare un deficit di zinco sono anti MAO, corticosteroidi, diuretici ed altri.
E' quindi importante avere una buona zinchemia !
Lo zinco infine è uno degli elementi meno tossici per l'organismo umano. Comunque non si dovrebbe integrare la propria dieta con lo zinco per un periodo troppo lungo.
Un eccesso di zinco può infatti impedire l'assorbimento del ferro e del rame, è quindi utile integrare questo elemento con piccole dosi di questi due minerali se la cura si protrae nel tempo.
Relativamente frequenti sono anche le forme alimentari da carente introduzione di zinco, tipiche in pazienti alimentati parenteralmente ma anche come conseguenza di diete incongrue.
Un dosaggio dello zinco sierico dirà se si ha una zinchemia inferiore a 60 mcg/dl.
Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa) raccomanda un’assunzione quotidiana di zinco per gli adulti di 12,5 milligrammi.
I bambini sino a 1 anno dovrebbero assumerne 5 mg e da 1 a 10 anni 10 mg. I ragazzi dagli 11 anni in su dovrebbero assumerne 15 mg e le ragazze 12 mg.
Durante la gravidanza se ne dovrebbero assumere 30 mg e 15 mg durante l’allattamento. Una “buona” dieta media ne fornisce dai 10 ai 15 mg al giorno.
Lo zinco è relativamente poco tossico.
Tuttavia l’assunzione prolungata di dosaggi alti ha causato effetti collaterali.
A pazienti più anziani sono state somministrate dosi giornaliere di 660 milligrammi di solfato di zinco con effetti collaterali minimi.
Alcuni hanno avuto diarrea.
Altri sintomi dell’eccesso di zinco sono nausea, vertigini, perdita della coordinazione muscolare, sonnolenza, fastidi gastrointestinali, apatia, insufficienza renale, anemia e vomito.
Questi sono sintomi di reazioni tossiche a breve termine e se si presentano bisogna ridurre il dosaggio.
Perché queste reazioni si presentino, la dose assunta deve essere superiore ai 2 grammi.
In alcuni studi, la somministrazione prolungata di dosi alte agli uomini (150 mg al giorno) ha causato la riduzione del livello di colesterolo HDL, quello buono, mentre una dose quotidiana di 30 mg non ha dato effetti negativi né in persone attive, né in quelle sedentarie.
Nelle donne la somministrazione di 100 mg al giorno ha causato una diminuzione reversibile del livello di HDL per due settimane.
Massicce assunzioni di zinco possono causare una carenza di rame, che provoca un aumento del colesterolo LDL, fattore di rischio di cardiopatie e un metabolismo incompleto del ferro.
In caso di assunzione di grandi quantità di zinco, bisognerebbe aumentare anche l’assunzione di rame, ad eccezione delle persone colpite dal morbo di Wilson (un eccesso di rame nel sangue che causa ittero, cirrosi, tremori e disturbi comportamentali).
Anche quando si assumono dosi di zinco tra i 30 e i 50 mg, è consigliabile prendere integratori di rame.
Quando lo zinco viene integrato alla dieta, occorre ingerire anche quantità maggiori di vitamina A.
Nei casi in cui lo zinco diventa antagonista del cadmio esso ha un ruolo protettivo nei confronti dei tumori.
Quando invece lo zinco diventa antagonista del selenio, la reazione può aumentare il rischio di tumore.
L’assunzione di dosi massicce di zinco può indebolire il sistema immunitario.
Una carenza di zinco è anche causa di stanchezza, di maggiore esposizione alle infezioni e alle ferite e di diminuita prontezza mentale.
La carenza di zinco ostacola la produzione di energia, la sintesi delle proteine, la formazione del collagene e la tolleranza all’alcool.
La carenza di zinco può causare ritardo nella crescita, ritardata maturità sessuale e tempi prolungati di rimarginazione delle ferite.
Negli animali carenti di zinco la crescita tumorale è lenta - perché lo zinco è essenziale per tutti i tipi di crescita. Una carenza di zinco, rame e vanadio, può portare all’aterosclerosi e aumentare la vulnerabilità alle infezioni.
Smagliature della pelle e macchie bianche sulle unghie possono essere sintomi di una carenza di zinco.
Altri sintomi di carenza possono essere unghie e capelli fragili, mancanza di pigmento nei capelli, cicli mestruali irregolari nelle donne adolescenti, impotenza maschile giovanile e dolori alle ginocchia e all’articolazione dell’anca negli adolescenti.
L’esaurimento cronico dello zinco può predisporre le cellule del corpo al cancro.
Anche piccole carenze di zinco provocano una diminuzione dell’interesse sessuale, una minore concentrazione di spermatozoi e impotenza.
Lo zinco può contribuire ad una rapida rimarginazione delle cicatrici interne (incluse le ulcere) ed esterne o di qualsiasi danno alle arterie.
Lo zinco può aiutare a prevenire o accorciare raffreddori (se preso alla comparsa dei primi sintomi) e può migliorare la vista notturna e l’odore del corpo.
Si ritiene che la causa dell’acne vulgaris (quello degli adolescenti) sia una carenza di zinco.
Il disturbo è stato curato con successo con la somministrazione di integratori di zinco.
Lo zinco può favorire la ricrescita dei capelli nelle persone che soffrono di alopecia areata totalis (totale mancanza di peli nel corpo).
Lo zinco è efficace per la cura del diabete grazie ai suoi effetti regolatori sull’insulina nel sangue.
Si è riscontrato che l’aggiunta di zinco all’insulina prolunga il suo effetto sullo zucchero del sangue.
Un altro studio sui maiali ha mostrato che l'ossido di zinco può incentivare la crescita dei capelli attraverso l'aumento del fattore di crescita IGF1 del 50%.
Esistono in commercio alcune creme al 30% di ossido di zinco (più efficace dello zinco solfato perché apporta ioni zinco per un periodo di tempo maggiore) appositamente studiate per l'uso topico, alcune persone utilizzano questa crema 3-5 volte a settimana contro la calvizie.
E' contenuto in abbondanza nelle ostriche, in una bistecca di carne, nel formaggio e nei cereali.
Lo zinco svolge diverse importanti funzioni nell'organismo, che si possono cosi riassumere:
come fattore coenzimatico di oltre 90 metallo-enzimi interviene nella sintesi proteica, nella divisione cellulare, nel metabolismo dei glucidi, dei lipidi e degli acidi nucleici;
funzione di stabilizzazione delle membrane plasmatiche attraverso l'inibizione dell'ATPasi e della fosforilasi, del rilascio di istamina dai basofili e della perossidazione dei lipidi di membrana;
funzione di immunomodulazione a livello timico, granulocitario e linfocitario.
Il deficit di zinco dà luogo a numerosi tipi di dermopatie: lesioni peri-orifiziali squamo-pustolose, manifestazioni pseudo-seborroiche al viso e psoriasiformi al tronco ed agli arti, lesioni periungueali bolloso-pustolose, alopecia, cui possono associarsi compromissione dello stato generale, diarrea, stomatite, aumentata suscettibilità alle infezioni, alterazioni del gusto e dell'olfatto, alterazioni nella guarigione delle ferite.
Studi clinici hanno mostrato un'efficacia statisticamente significativa della terapia con zinco solfato in varie condizioni cliniche cui è sotteso un deficit dell'oligoelemento:
acrodermatite enteropatica, ritardo dell'accrescimento, ferite chirurgiche, ulcere degli arti inferiori, dermopatie in soggetti affetti da cirrosi alcoolica e da morbo di Crohn, disturbi della funzione sessuale e del gusto in pazienti affetti da insufficienza renale cronica, infertilità maschile, ulcere aftose ricorrenti del cavo orale, sindrome da deficit acuto di zinco ad espressività neuropsichiatrica.
Un deficit di zinco è stato inoltre osservato nella forma pustolosa generalizzata della psoriasi, nelle ulcere da decubito, nel pemfigoide bolloso, nell'alopecia areata, nel diabete mellito di tipo I e II, nel morbo di Crohn, nelle ustioni, dopo alcuni interventi chirurgici e nell'anemia a cellule falciformi.
La somministrazione di zinco induce un bilancio negativo del rame. Questa caratteristica costituisce la base fisiopatologica del trattamento della degenerazione epatolenticolare.
Studi recenti hanno evidenziato che il trattamento con zinco è una valida alternativa alla penicillamina nel trattamento del morbo di Wilson.

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