DIMAGRIRE VERAMENTE di Raymond Bard

    DIMAGRIRE VERAMENTE di Raymond Bard


Devi sapere che:

Si dimagrisce perdendo massa grassa solo se si accelera il metabolismo!!!!

Il metabolismo è l'insieme dei processi biochimici ed energetici che si svolgono all'interno del nostro organismo; tali reazioni hanno lo scopo di estrarre ed elaborare l'energia racchiusa negli alimenti, per poi destinarla al soddisfacimento delle richieste energetiche e strutturali delle cellule.
 

Se hai un metabolismo molto veloce bruci tante calorie anche quando non stai facendo nulla: ad esempio, quando sei seduto, in piedi o dormendo, pensa quando sei in movimento...

Un metabolismo lento, consuma meno cibo a scopo energetico accumulando nell'organismo i grassi non consumati.


1) Fare attività fisica per accelerare il metabolismo in particolare occorre dedicarsi ad un’attività aerobica e sollevare pesi per sviluppare massa muscolare.

2) Il muscolo brucia più calorie rispetto ai grassi, perciò più muscolo hai più calorie bruci e meno grasso avrai. Il muscolo però pesa più del grasso, perciò bisogna assolutamente ridimensionare il valore che dai alla bilancia. Ignora l’ago della bilancia in quanto potresti non diminuire subito di peso, ma visto che adesso sai il perchè concentrati a migliorare la tonicità muscolare e diminuire il rapporto di grasso.

3) Il 20-30% dell’apporto calorico giornaliero dovrebbe provenire dalle proteine. Queste non sono rappresentate solo dalla carne ma comprendono una vasta scelta di alimenti come uova, formaggi,pesce, bresaola ecc…

4) Preferire i cibi proteici perchè richiedono un dispendio maggiore di energia per essere bruciati rispetto ai carboidrati; queste proteine non vanno assunte soltanto da alimenti di origine animale, ma anche dai legumi come i fagioli o i ceci.

5) La colazione abbondante dà al tuo metabolismo una spinta , più mangi più dai un input di accelerazione metabolica. Altrimenti il messaggio che invii al tuo corpo e’ che stai morendo di fame perche’ non hai mangiato durante le ultime 8 ore  e non mangerai fino a pranzo...cosi’ per un meccanismo di auto difesa il tuo metabolismo rallenta. Al mattino si consumano il doppio delle calorie assunte e si trasformano in energia fisica e mentale.

6) Non mangiare frutta,bevande zuccherate,torte,dolci nei pasti,alzerebbero il livelli d'insulina,  ma tra i pasti come spuntino.

 7) Fai 5 o 6 pasti medi al giorno invece di mangiare tre pasti abbondanti al giorno,Questo mantiene il tuo sistema digestivo al lavoro, alza il tuo metabolismo in modo tale che le calorie vengano bruciate più velocemente. Come regola generale cerca di non lasciare più di 4 ore tra un pasto e l’altro.

8) Cerca di mangiare  cibi ricchi di fibre. La fibra à un carboidrato che necessita una grande quantità di energia per essere assimilato, ma non può essere digerito, perciò innalza il tuo metabolismo gratis. La maggior parte dei semi e delle verdure contengono grandi quantità di fibra. Ecco gli alimenti più ricchi di essa:
mais,cannella,spezie ,sedano,prezzemolo,piselli,fagioli,carote,pomodori,ecc..

9) Fare almeno tre volte a settimana allenamenti da 40 minuti.  I muscoli tonici mandano il tuo metabolismo alle stelle. Ma non bisogna fare sempre gli stessi esercizi. E' bene alternare le attività aerobiche ad esercizi di pesi (body building) Questo consentirà di aumentare i muscoli a discapito della massa grassa.

10) Eliminare lo zucchero bianco ed usare quello di canna: lo zucchero bianco infatti crea tensioni addominali e favorisce la produzione di gas con relativi processi fermentativi ed aumenta la glicemia che ostruisce i vasi.

11) Usare il tè verde , aiuta ad aumentare il metabolismo senza stressare il corpo come accade con la caffeina.

12) Non mangiare mai meno di 1200 calorie al giorno! Meno di 1200 non sono sufficienti a sostenere il metabolismo basale di nessuna persona e questo rallentera’ il metabolismo come autodifesa del nostro organismo.  Guarda tabella sotto.



13) Non credere mai chi vi dice che mangiando pochissimo o digiunando si dimagrisce !!!   la frase esatta è perdere perso per deperimento organico ,non dimagrire....  Qualsiasi malato terminale perde peso ,forza e muscoli perchè mangia poco... la massa grassa è l'ultima a sparire.... e poi la morte....

14) Crea delle situazioni per essere attivo: parcheggia la tua auto lontano dal negozio o da casa piuttosto che cercare il parcheggio piu’ vicino. Usa le scale invece dell’ascensore. Cammina velocemente invece di camminare.... la differenza è enorme.

15) Evita le bevande alcoliche l’alcool rallenta il metabolismo e aumenta l’appetito.

16) Consumare, se possibile, cibi piccanti: aiutano a bruciare i grassi e accelerano il metabolismo.

17) Non saltare mai i pasti , non digiunate , non dormire troppo poco, il nostro organismo se stressato và in allarme abbassando il metabolismo , se permane lo stress per molto tempo comincia la disgregazione muscolare, avvertita con senso di stanchezza,debolezza e perdita di peso.... (non di grasso ma di muscoli).

18) Stressatevi il meno possibile nella vita... lo stress eccessivo mette in allarme l'organismo con gli effetti citati sopra.

19 ) Cercate nella vostra zona un bravo personal trainer che vi consiglerà nel miglior modo possibile per un miglioramento psicofisico...Conosco molte persone che con sole 20 lezioni hanno cambiato la loro vita in termini di forma fisica,mentale,alimentare.

20) Non credete a tutte le fesserie che leggete sui giornali, sulle diete last minute e miracolose ....

21)Vitamine,minerali, integratori,cibi,spezie, a colazione , pre allenamento , post allenamento, ai pasti ecc...
Tutti utilissimi ma facendo il fai da tè consultando riviste( anche mediche)  ci vorebbero 6 vite intere per provarle tutte.....
Consultate un personal trainer o istruttore qualificato per farvi consigliare cosa funziona o nò... (esperienza insieme allo studio paga).


22) Non perdete tempo e fiducia
Conosco molte persone che non hanno fatto grandi progressi...... Eppure fanno diete, vanno in palestra,comprano riviste e libri,fanno massaggi e saune e alcuni sono in dieta dimagrante dal 1 gennaio del 1950  ... .... Parlado con loro si capisce che credono ancore nelle favole , alcune  del tipo :  che mangiando pochissimo si dimagrisce o allenandosi 6 volte alla settimana si ci mette in forma.... o che le cremine da 50 euro l'una, che splalmano nel corpo da anni sciolgono i grassi... o che sudare fa dimagrire....

                                                                                                                                                               Scritto e pubblicato daRaymond Bard

LA DIETA ORGASMICA DA BOSTON - DA PROVARE


L'autrice della guida è Marrena Lindberg, 39 anni di Boston, che dopo aver trovato il rimedio alle proprie insoddisfazioni è riuscita finalmente a trasformare l'orgasmo femminile da una semplice parola ad una pratica sessuale piacevole e duratura. La premessa del libro è tutto un programma, "come avere orgasmi in due settimane, anche senza averne provato mai uno prima", una promessa contenuta appunto nel libro appena scritto, una sorta di ricetta che prende appunto il nome di "Orgasmic Diet", la dieta orgasmica. Care donne insoddisfatte, è arrivato finalmente il momento di riprendersi la rivincita con se stesse e iniziare a provare infiniti piaceri, basterà leggere la guida?
Il Libro. Marrena Lindberg sostiene di aver trovato involontariamente la piacevole cura durante la guida in macchina, grazie ad un piccolo esercizio di stretching. L'autrice del libro stiracchiando il corpo stanco in auto avrebbe agito sui muscoli pelvici (quelli vaginali per trattenere la pipì, per intenderci) provando strane sensazioni piacevoli mai provate prima. La Lindberg era appena uscita da una gravidanza e da una serie di esercizi di ginnastica pelvica affiancata ad una dieta ricostituente a base di olio di fegato di merluzzo. Pensando che ci fosse un legame tra l'alimentazione e gli esercizi fisici applicati sulla vagina Marrena decide di approfondire l'argomento con diverse sperimentazioni e test vari sotto il rigoroso controllo di esperti specialisti. Il risultato è "The Orgasmic Diet".
La Dieta. La teoria di Lindberg si basa sull'equilibrio stabilito tra serotonina e dopamina, due neurotrasmettitori presenti nel nostro organismo.Per ristabilire l'equilibrio basterebbe assumere 4 grammi di Omega 3 e una tavoletta di cioccolato fondente quotidianamente. Assolutamente vietati ginseng, caffeina, nicotina e ginko biloba, erroneamente considerati miracolosi per la libido. Ovviamente state bene attenti ai dosaggi, visto che l'Omega 3 è molto costoso e con un consumo intenso di cioccolato rischiate di alimentare oltre al vostro orgasmo anche la vostra cellulite.
Esercizio Fisico. Accanto alla dieta sopra indicata, la guida raccomanda un adeguato esercizio fisico sui muscoli pelvici di almeno 20 minuti al giorno. Per praticare l'esercizio occorre il "GyneFlex", una sorta di molletta di plastica da infilare dentro la vagina e il giochino è fatto!
La dieta in questione è stata analizzata da una esperta di medicina del Times, non particolarmente attratta e colpita dall'esperienza. In conclusione infatti per un orgasmo senza precedenti occorre non fumare, non bere, fare esercizio fisico, mangiare 5 volte al giorno evitando grassi e zuccheri. Si tratta dei punti cardine di una qualsiasi dieta per stare fisicamente bene, raggiungendo al meglio il tanto desiderato orgasmo! Mente sana in corpo sano?



COMMENTO DI RAYMOND BARD:
La dieta sopra citata può funzionare!!! ma....
  Tempo fà diedi alcuni consigli ad amici, persone, attori e attrici del mondo dell' hard.... che diedero risultati eccellenti.... poco diversi da questo sopra...
Questi consigli non erano frutto di uno scocco d'intuito,ma  anni di studi e ricerche in molte discipline..
Perchè può funzionare?
1)La persona sopra citata non aveva mai avuto orgasmi o ne avrebbe avuti pochi  per motivi legati all'alimentazione e al poco movimento..
2) Sicuramente togliendo il fumo e gli eccessi di caffè qualcosa fà...
3) Sicuramente suddividere l'assunzione di cibo in 4-5 pasti al giorno eliminando cibi nocivi fà.....
4)Sicuramente l'integrazione di omega 3 , alcune vitamine,alcuni minerali,aminoacidi,piante adattogene qualcosa fanno....
5)Sicuramente 20 minuti al giorno di esercizi pelvici o esercizi di ipertrofia(body building) dall'addome in giù o camminata veloce fanno.....
6)Sicuramente gli esercizi di Kegel per l'attivazione e la stimolazione del muscolo pubococcigeo hanno un grande effetto...
7)Come alzare la dopamina senza mangiare una tavoletta di cioccolato? (ipercalorica) chiedetelo al vostro personal trainer...
                                            raymond bard            

VIVI PER I SOLDI - IL LORO VALORE - CHI LI CREA - SONO REALI ?

La soluzione?   L'Islanda si è liberata dal debito  SCOPRITE VOI COME HA FATTO !!!! BUONA RICERCA SU INTERNET

PERCHè IL DENARO RENDE SCHIAVI - CHI COMANDA IL MOND ? - IL SIGNORAGGIO

ECCO ALCUNI COMMENTI PRESI IN RETE DA PERSONE  SVEGLIE:

* Non è una bufala è un dato di fatto...non è una teoria basta ragionare per capire

*Cose già dette e risapute.....Nessuno farà mai nulla.Ne tantomeno nessuno ha l'intenzione di togliere la facoltà di stampare denaro alle banche.A tutti va bene così.La vigliaccheria ha lasciato il posto alla rassegnazione.

* IL GOVERNO ha ridotto la spesa pubblica e, anche gli altri paesi stanno seguendo questi '' tagli pubblici ''..........Il perche' di questi '' tagli pubblici '' ?????? Semplice, perche' dobbiamo un sacco di soldi alla banca centrale che precedentemente c'è li ha '' prestati ''.......E il bello è che nei TG o nei programma TV nessuno dice a chi dobbiamo questi soldi ( debito pubblico )......

* Se tutta la moneta viene creata a debito e ad interesse, e questo è un fatto, e gli interessi non vengono creati, è ovvio che non si riuscirà mai a pagarli.
Es: Se tutte le banconote da 100 euro vengono emesse al costo di 102,50, avrò sempre bisogno di un'altra banconota da 100 per pagare i 2,5 di interesse della precedente, e continuerò ad indebitarmi.

* Scippati della nostra sovranità monetaria. In TV parlano sempre di debito e deficit pubblico, ma mai nessuno che sia mai stato degno e capace di spiegare com'è nato. Altro che spesa folle. BankItalia è una S.p.A. detenuta per il 60% da Intesa San Paolo e Unicredit, ergo il nostro caro Governatore è stipendiato dalle banche. Altro che prestatore d'ultima istanza.

* E il punto è proprio questo, mi sono documentato e non poco (cerco informazioni da circa un anno) e ne so abbastanza ormai. Il signoraggio al suo stadio primario (quando bankitalia da i soldi appena stampati allo stato) aumenta il nostro debito pubblico di circa 700 milioni di euro l'anno, e non lo sto dicendo io, è stato stabilito dal TAR di lecce.

MASTURBAZIONE - LE COSE CHE NON SAPETE DI QUESTO TABU'

Masturbazione: le dodici cose che non sapete di questa pratica tabù

Masturbazione: le dodici cose che non sapete di questa pratica tabù

L'autoerotismo: tutti lo praticano, ma nessuno riesce a parlarne serenamente in pubblico o con gli amici. Il piacere sessuale individuale raccontato, qui, in dodici interessanti punti.


La masturbazione resta un argomento ancora tabù, nonostate i progressi culturali e sociali che si fanno spazio nelle società occidentali. D'altronde, l'autoerotismo è una pratica intima, di cui in molti hanno difficoltà a parlare. Oggi, però, vi proponiamo 10 curiosità sulla masturbazione che, forse, nessuno vi ha detto mai.
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  1. Il 95% degli uomini si masturba, mentre le donne solo l'89%. In calo l'autoerotismo nella coppia, che per entrambi i partner scende fino al 70%.
  2. Il 61% dei maschi di religione cristiana si masturbano e solo il 13% di essi considera normale tale pratica;
  3. Gli uomini ammettono di masturbarsi ogni giorno, mentre le donne una volta a settimana;
  4. Un film porno è guardato per circa 12 minuti;
  5. Le donne, per il 53%, si masturbano con il vibratore, strumento usato anche dal 17% degli uomini;
  6. La masturbazione è utile ad entrambi i sessi: per le donne può evitare problemi cervicali, mentre per gli uomini si riducono le malattie alla prostata;
  7. Nel mondo sono state vendute 2,5 milioni di vagine finte;
  8. Il 41% degli uomini dichiara di essere stato scoperto durante la masturbazione da altre persone, una o più volte nel corso della sua vita;
  9. Il 30% dei suicidi in giovani dai 12 ai 20 riguarda pratiche di asfissiamento autoerotico ovvero il tentativo di ridurre l'afflusso di sangue al cervello tramite strangolamento o mediante un busta di plastica in testa per aumentare il piacere dell'orgasmo;
  10. Quattro donne su dieci preferiscono la masturbazione al sesso;
  11. Secondo i Sumeri, il fiume Tigri è nato dopo all'eiaculazione del Dio Enki avvenuta proprio mediante masturbazione;
  12. I maschi del canguro si praticano da soli il sesso orale, mentre alcune femmine di porcospino stimolano la vagina con delle mazze di legno.



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ALLENARSI A CASA PROPRIA CON LE ISTRUZIONI DI UN PERSONAL TRAINER

Lo sai che puoi allenarti comodamente a casa tua con un minimo di attrezzatura ed avere ottimi risultati?

Non serve un grande spazio...
Non serve una grossa spesa...
Non servono gli attrezzi da palestra...
Non serve allenarsi 2 ore al giorno....
Non serve allenarsi oltre tre giorni a settimana...
Non serve fare fatica o grossi sacrifici.....


Come organizzarti:


1) Per prima cosa bisogna armarsi di buona volontà e motivazione
2) Contattare un personal trainer nella tua zona
3) Concordate insieme programma e frequenza di allenamento
4) Acquistate un pacchetto di numerose sedute (da 10 a 20) e non una seduta per ogni volta..... costa troppo..

Come comunciare




........ continua        lavori in corso,,,,

PER QUALE MOTIVO PERSONAGGI FAMOSI ATTORI MODELLI ATLETI MANAGER E NEGLI ULTIMI ANNI ANCHE PERSONE COMUNI SI SONO AFFIDATI A UN PERSONAL TRAINER ?

Un bravo Personal Trainer è come un angelo custode in poco tempo vi mette nella strada del benessere allontanandovi dalla disinformazione che vi farà spendere decine di migliaia di euro in alcuni anni per un problema mai risolvibile da voi ciechi consumatori e generatori di business.  

Un personal trainer può aiutare l'utente nella stesura di un allenamento il più personalizzato possibile e offre assistenza continua durante l'esecuzione degli esercizi affinché questi siano svolti nel modo migliore e non creino rischi per la salute.
Il personal trainer è un tecnico del settore fitness che deve essere qualificato da corsi universitari e da corsi organizzati da enti di formazione riguardanti il fitness. Il compito del personal trainer è di valutare lo stato di forma fisica del soggetto che lo ha contatto e di programmare una serie di allenamenti che dovranno essere divertenti, coinvolgenti e atti a raggiungere lo scopo che il cliente si  è prefissato.
 IL PERSONAL TRAINER 
TI DARA':
  • consigli su come raggiungere gli obiettivi prefissati
  • consigli alimentari
  • stimolo ad allenarsi con costanza
  • stimolo motivazionale

La pratica di un’attività sportiva non è un aspetto da sottovalutare e, ritenersi esperti, o quantomeno adeguatamente preparati, per affidarsi al fai da te può nascondere esiti assolutamente imprevisti e, spesso, controproducenti.
Sempre più palestre tendono a relegare “l’istruttore” ad un ruolo di supervisore di quanto accade in palestra, pronto a suggerire e correggere solo dei dettagli dell’allenamento o dell’esecuzione degli esercizi, affidando a più personal trainer il ruolo di seguire da vicino i fruitori del centro sportivo, di elaborare i programmi di allenamento e di valutare le condizioni personali.


Il personal trainer è una figura professionale altamente qualificata in grado di seguire passo passo l’allenamento di un soggetto e, prima ancora, di valutarne lo stato di forma ed efficienza fisica e di determinare gli obiettivi da raggiungere.

L’attività del personal trainer implica di lavorare fianco a fianco col cliente senza distrazioni, elaborando programmi di allenamento estremamente specifici e, pertanto, molto efficaci.
Durante l’intera lezione, il persona trainer, seguirà in maniera vigile l’allenamento, suggerendo le migliori modalità per ottimizzare il lavoro e accelerare il raggiungimento degli obiettivi, si incaricherà di correggere eventuali cattive esecuzioni, ma anche di controllare attentamente che il carico di allenamento, il numero delle serie e delle ripetizioni siano adeguate. 



I personal trainer più solerti anticipano le mosse del loro assistito, predisponendo le macchine con le idonee regolazioni, fornendo i manubri con il peso più adatto e poi riponendoli al loro posto, caricando adeguatamente i bilancieri e, naturalmente, assistendo tutta l’esecuzione dell’esercizio motivando il cliente.


L’attività del personal trainer inizia con una accurata valutazione antropometrica e funzionale del soggetto, con una anamnesi sullo stato di salute o cure farmacologiche in corso.
Tutti questi dati sono riportati in un’apposita scheda, archiviata a cura dello stesso personal trainer, che provvederà anche al suo costante aggiornamento.


La fase successiva è la ricerca, assieme al cliente, degli obiettivi raggiungibili fra quelli desiderati dal cliente.
Solo a questo punto verrà stilato il programma di allenamento vero e proprio, finalizzato al raggiungimento degli obiettivi individuati.

                                                                                                                    A intervalli di tempo regolari (2-3 mesi), occorrerà verificare quali effetti sono stati raggiunti con l’allenamento, provvedendo ad apportare eventuali modifiche e variazioni.
Un personal trainer non necessariamente dovrà seguire ciascun allenamento del suo cliente. Anche perché questo potrebbe essere troppo impegnativo sul piano economico. Generalmente seguirà in maniera assidua il primo periodo dell’allenamento, per poi intervenire più sporadicamente nei soli momenti in cui si dovesse rendere necessario.
  
                                 

Nella pratica, quindi, il personal trainer fornirà consigli preziosi su quelli che sono gli step necessari, oltre a definire attività e tempistiche necessarie.
 Personal Trainer letteralmente tradotto significa "Allenatore Personale". Questa "figura" così prepotentemente entrata di diritto nel settore fitness mondiale, utilizzata e conosciuta soprattutto dai V.I.P. e dalle star del mondo dello spettacolo e dello sport, e' un Professionista del Benessere a 360 gradi, che supportato da una seria ricerca medico-sportivo-scientifica, costruisce programmi mirati alle esigenze del proprio cliente rispettandone la bioindividualita'.

 La dicitura pt, significa letteralmente personal trainer, ossia allenatore personale; questa è una figura che nasce diversi anni fa ma solo negli ultimi tempi stà prepotentemente entrando di diritto nel settore del fitness moderno. Il personal trainer nasce inizialmente per soddisfare la pigrizia ed il bisogno di privacy di artisti, cantanti, attori, industriali i quali erano, e lo sono attualmente, disponibili a pagare cifre onerose per godere del supporto di una persona preparata in ambito sportivo. Attualmente però stà avvenendo una inversione di tendenza, grazie soprattutto all’abbassamento dei costi, che porta numerose palestre italiane ad avere personal trainer tra i propri servizi, attirando così l’attenzione anche della gente comune.


Il pt è diventato negli anni una figura professionistica, capace di ascoltare i bisogni ed i desideri dei clienti, sempre più attratti dall’idea di avere l’aiuto di un istruttore esperto e competente. Il suo lavoro consiste nella pianificazione degli allenamenti fatti su misura in base alle caratteristiche fisiche e strutturali dei soggetti, facendo particolare attenzione all’esecuzione degli esercizi ( biomeccanica del movimento e atto respiratorio)
CERCA UN PERSONAL TRAINER NELLA TUA CITTA'....
CERCALO CON ESPERIENZA DA ALMENO 10 ANNI.....  



 Scusate la mia amara, ma sincera verità......
Invece di seguire tutte le diete del mondo per tutta la vita, ammazzarvi in palestra, comprare cremine da 20 a 100 euro, riviste, pillole,sondini,ecc...


Non sarebbe più utile capire come funziona il nostro corpo e l'effetto delle nostre diete sul metabolismo?
Chi potrebbe aiutarvi veramente? il vostro medico?il vostro dietologo?il vostro endocrinologo o nutrizionista?
Si forse potrebbero  se avessero la pazienza di trattenervi nel loro studio per almeno 20 ore .... e se avessero studiato tutte le materie sopracitate insieme.... e se avessero qualche interesse a farlo.....
. ... O sarebbe più utile pagare un personal trainer per 6 mesi e risolvere il problema per tutta la vita....
In più quello che avrete imparato vi sarà utile per voi e famiglia per tutta la vita !!!

Questo non ditelo a chi fà business su di voi !!!! 

(e non fate il mio nome per favore)


  Siete tutti liberi di scegliere il vostro futuro e la vostra felice o infelice esistenza...

                                           Raymond Bard 



Link utili:
http://www.raymondbard.com/2013/12/come-e-dove-cercare-i-migliori.html

http://www.raymondbard.com/2013/07/raymond-bard-istruttore-fitness-per.html

http://www.raymondbard.com/2013/07/cambiare-stile-di-vita-e-una-cosa-seria.html

http://www.raymondbard.com/2013/04/lallenamento-funzionale-o-allenamento.html

http://www.raymondbard.com/2013/03/ho-creato-opere-darte-ma-ho-fallito.html

http://www.raymondbard.com/2013/02/psicologia-dello-sport-e-allenamento.html

http://www.raymondbard.com/2013/01/personal-trainer-istruttore-di-fitness.html

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LAVORATORI - MALATTIE DELL'APPARATO RESPIRATORIO - INALAZIONI DI METALLI E POLVERI

Le malattie respiratorie da lavoro sono:

  • asma
  • bronchite
  • bronchiolite
  • bronchiectasie
  • febbre da fumi metallici
  • cancro
  • fibrosi polmonare
  • asbestosi
  • mesotelioma
  • siderosi
  • silicosi
  • edema polmonare
  • polmonite interstiziale
 L’apparato respiratorio,  come nessun altro organo del corpo umano, è  a contatto diretto con l’aria atmosferica e ne subisce inevitabilmente l’influenza con danni anche gravi se il lavoratore “respira” insieme all’aria ( composta di azoto e ossigeno (21%) gli inquinanti tossici liberatisi nell’ambiente di lavoro.
Ciò non accade per gli altri organi del corpo umano.  Prendiamo ad esempio, uno per uno i principali organi:
 Il cuore: nessuna delle malattie tipiche del cuore (malattie delle coronarie con angina e  infarto, valvulopatie, miocarditi, pericarditi, aritmie…) può essere ascritta direttamente ad una qualsiasi professione.
Il rene e l’intestino e la vescica  sono ben  protetti dall’ambiente professionale e non presentano alterazioni causate direttamente dal tipo di  lavoro salvo che per le malattie da  esposizione a radiazioni X o γ od a causa di inquinanti ambientali e da stili di vita ( fumo di sigaretta).
Anche l’ipertensione o le artropatie  non sono imputabili direttamente  al tipo di lavoro ma principalmente a fattori di rischio individuali.
Solo alcuni tumori ematologici   sono di tipo professionale come le leucemie od i linfomi rilevabili  nei soggetti esposti a radiazioni.
Al contrario l’apparato respiratorio si ammala  spesso da lavoro. Perchè ciò avvenga è fondamentale il ruolo della inalazione di aria inquinata da aerosoli,
vapori, polveri, fumi e gas che provocano effetti broncopolmonari acuti e cronici.
C’è tuttavia un denominatore comune a favore di molte malattie respiratorie che interessa tutti indipendentemente dal tipo di lavoro ed è il fumo di sigarette attivo o passivo e l’inquinamento outdoor .
Lo stile di vita della popolazione è dunque un elemento fondamentale della salute respiratoria.
Molti  tipi di lavoro che producono fumi e gas  scatenano sintomi respiratori ( tosse, espettorazione, dispnea, rumori  respiratori)  ma  solo alcuni di questi possono determinare  specifiche malattie polmonari ben inquadrabili  nosologicamente.

  • Asma bronchiale occupazionale :
 Nella popolazione generale  non esposta ad ambienti di lavoro nocivi, l’asma bronchiale  colpisce dal 5 al 18 % della popolazione generale. L’asma  è più frequentemente al nord del mondo ed in Australia, nei bambini rispetto agli adulti e nei maschi rispetto alle femmine è di solito basata su fenomeni infiammatori bronchiali, che producono  essenzialmente uno spasmo, edema ed ipersecrezione mucosa  dei bronchi; tale alterazione istopatologica è alla base  della difficoltà di respiro (dispnea). Esistono 2 forme di asma bronchiale: una allergica, in cui l’allergene può agire in modo perenne o sporadico e una non allergica, determinata da fattori di varia natura spesso di natura post-infettiva od irritativi.
L’asma occupazionale è stata descritta nei lavoratori  che inalano isocianati monometrici  e prepolimerici volatili  come toluenediisocianato, esametilenediisocianato. difenilmetano disocianato e cianoacrilati, latex, glutaraldeidi e Sali di persulfato. Tali sostanze chimiche sono contenute prevalentemente  in solventi di vernici od in  miscele poliuretaniche usate per la catalisi di poliesteri nella sintesi di resine.
I lavori a rischio di causare asma occupazionale sono:

  • pittori che usano  vernici  anche spray
  • gli assemblatori di vernici e coloranti  
  • cuochi
  • operatori della sanità
  • falegnami
  • pulitori
  • lavandai
  • parrucchieri
  • carrozzieri
  • agricoltori che si espongono a muffe tipo monascus ruber e muschi o che inalano pesticidi
  • Lavoratori allo stoccaggio dei salmoni
L’asma da isocianati è diagnosticabile con il test di esposizione specifica e quindi è riproducibile in laboratorio con  la broncoprovocazione specifica e si associa ad aumento delle  IgE specifiche nel sangue ed aumento di eosinofili nel liquido di lavaggio broncoalveolare.

2. La bronchite cronica occupazionale
La tracheobronchite e bronchiolite cronica ( spesso associate a bronchiectasie, cuore polmonare cronico, insufficienza respiratoria parziale o globale) sono state descritte nei lavoratori metalmeccanici tagliatori di metalli con arco elettrico o con fiamma ossidrica od acetilenica, saldatori e tornitori .                      
  La patogenesi della malattia polmonare  si configura nel tipico “polmone del saldatore” di cui vi  è ampia letteratura internazionale.
L’esposizione lavorativa  determina la broncopneumopatia cronica   e si riferisce  ai danni polmonari derivanti dall’inalazione di fumi, vapori,gas e  polveri  ( che si formano attraverso la condensazione di vapori generati dal calore di fusione ad alta temperatura del metallo o lega da saldare)  e durante  lavori di saldatura autogena e taglio dei  metalli di lamiere, specie se zincate e delle leghe con arco elettrico e con fiamma ossidrica o ossiacetilenica.
L’esposizione lavorativa  registra i seguenti inquinanti ambientali :

  • -Ossidi metallici di ferro, cromo, manganese, zinco, rame, cadmio, berillio, mercurio, arsenico, nichel, piombo,titanio.
  • -Prodotti derivati dagli elettrodi: cristalli di silicati (Si02)e carbone, , biossido di titanio, ossidi di alluminio, Berillio, isocianati, , ammoniaca, solventi organici del tipo formaldeide, stirene, composti del fosgene, HCL, Pb, Cr.
  • -Gas di ozono, NO2, CO, CO2.
  • -Vapori di cadmio.
  • Fosgene o cloruro di carbonile (COCl2)gas tossico modestamente solubile in acqua che raggiunge senza decomporsi gli alveoli dove produce ac.cloridrico secondo la reazione COCl2+H2O= 2HCl+CO2
  • Ossidi di azoto NO, NO2, l’ipoazotide ( N204), N203, N2O5.
  • L’NO2 ed il suo dimero N204 sono 1,5 volte più pesanti dell’aria e si producono a temperature elevati pari a 3000°C e dai raggi UV. Raggiunti gli alveoli si trasformano in ac.nitroso e nitrico.
Questi lavoratori ( in particolare i  saldatori ) sono quindi  esposti ad una varietà di fumi e di gas. Il  particolato dei fumi contiene numerosi tipi di ossidi e sali di metalli e altri composti, che sono prodotti soprattutto dagli elettrodi, dal metallo d’apporto e dai flussanti. I fumi prodotti dalla saldatura di acciaio inox e altre leghe contengono composti del nichel, cromo VI e cromo III. L’ozono si forma durante la maggior parte delle saldature ad arco elettrico e le esposizioni possono risultare elevate rispetto ai limiti di soglia, specialmente nella saldatura MIG dell’alluminio. Gli ossidi d’azoto sono presenti nella saldatura ad arco elettrico (MMA) e soprattutto dove si impiegano atmosfere protettive di gas. Gli operai che saldano su metalli verniciati possono inoltre essere esposti a numerosi composti prodotti dalla pirolisi. I saldatori, specialmente nella cantieristica navale, possono  essere esposti a fibre di amianto.
(IARC, volume 49 Nickel, Chromium and Welding, 1997)
La concentrazione delle polveri  nella zona di manutenzione dei reparti di saldatura raggiunge i 21,50 mg/m3  e ciò 4 volte di più che nel centro ambiente della industria  metalmeccanica (Cl. Lavoro Pavia).
                            
Il  “polmone del saldatore”  è  malattia polmonare grave ed evolutiva e si  può complicare con  di insufficienza respiratoria acuta che porta il malcapitato al  ricovero urgente ed è spesso motivo di invalidità civile  con riduzione permanente della capacità lavorativa .
Il” polmone del saldatore” si manifesta gradualmente durante anni di scarsa o nulla sorveglianza sanitaria nell’ambiente di lavoro di metallurgia.
 Infatti come emerge  delle schede di sorveglianza sanitaria dove sono state eseguite spirometrie , spesso vengono individuati  i  seguenti tipi di    “ difetti ventilatori”: 
difetto ventilatorio OSTRUTTIVO
 difetto ventilatorio OSTRUTTIVO alle piccole vie aeree
 difetto ventilatorio MISTO prevalentemente OSTRUTTIVO
difetto ventilatorio RESTRITTIVO prevalente
difetto ventilatorio RESTRITTIVO
Tale variabilità dei difetti ventilatori conferma la molteplicità dei danni fisiopatologici che si instaurano nell’apparato respiratorio di questi lavoratori.
La sorveglianza sanitaria , quando attuata a norma di legge,è fondamentale sia  per  porre la diagnosi precoce della malattia professionale in fase iniziale ( quando è ancora reversibile e quindi guaribile) che nella caratterizzazione fisiopatologia della malattia polmonare ormai cronicizzata.
La fibrosi polmonare professionale
In questo caso nel polmone  del lavoratore si depositano polveri inerti sclerogene (pneumoconiosi) a base di silicio (silicosi) carbone (antracosi) ferro (siderosi), asbesto (asbestosi).Queste pneumoconiosi sono frutto della deposizione cronica delle polveri nel polmone. Quando si verifica una esposizione acuta si configura il quadro della febbre da fumi metallici. Questa malattia si verifica quando vengono inalati fumi o vapori contenenti ossidi metallici contenenti cadmio, ferro, manganese, nichel, selenio, stagno e l’antimonio.
I lavoratori a rischio sono:

  • Saldatori
  • Carpentieri
  • Lattonieri
  • Vetrai
  • Soffiatori del vetro.
  • Industria dei coloranti, vernici e smalti
  • Fabbricatori dei fiammiferi e dei fuochi artificiali
  • Fabbricatori delle pile
Alcune ore dopo l’esposizione si manifestano tosse stizzosa, arsura delle fauci,gola secca e sapore metallico, nausea,cefalea,febbre elevata preceduta da brividi, dolori al torace, mialgie, astenia e grave malessere generale. La sintomatologia regredisce spontaneamente dopo 24-36 ore. Le esposizioni ripetute provocano una certa tolleranza che però viene perduta dopo una breve assenza dal lavoro. Per alcuni aspetti il quadro clinico assomiglia alle alveoliti allergiche estrinseche e per il fenomeno della tolleranza , alla bissinosi ed alla “febbre del lunedì”.
Cancro

Radiazioni, asbesto, prodotti della combustione del catrame, anilina,nichel, cadmio, cromo VI, arsenico possono provocare carcinoma   broncopolmonare e pleurico( mesotelioma) ,  carcinoma delle cavità nasali e paranasali leucemie e linfomi.
I lavoratori a rischio sono:

  • muratori
  • lavoratori a contatto con fibre di asbesto
  • militari a contatto con armi radioattive
  • personale medico e paramedico  esposto a radiazioni X  e γ
  • astronauti
  • piloti aeronautici
  • cantieristi navali
  • saldatori
  • falegnami
  • calzolai e lavori di rifinitura del cuoio.
  Letteratura e legislatura a tutela dei saldatori
-Protocollo di sorveglianza sanitaria dei saldatori DPR 303/56  e D.Lgs.626/94-DECRETO 27 APRILE 2005:
ELENCO DELLE MP RESPIRATORIE causate da fumi e gas di saldatura  per le quali è  OBBLIGATORIA LA DENUNCIA,  ai sensi dell’art.139 DPR 1124/65

  • Fibrosi polmonare
  • Pneumoconiosi
  • Bronchite cronica
  • BPCO
  • Asma bronchiale
  • Bronchiectasie
  • Broncopolmonite
  • Tumori polmonari e pleurici
  • Edema polmonare

FEBBRE DA INALAZIONE DA METALLI - ZINCO - LAVORATORI








La febbre del vapore del metallo è il nome per una malattia che è causata soprattutto tramite esposizione al vapore dell'ossido dello zinco (ZnO) nel posto di lavoro. Circa 1500 - 2000 casi di febbre del vapore del metallo sono segnalati annualmente in unito Dichiarano. Ci sono probabilmente molto più di casi che quello. Alcune fonti valutano che altretanto poichè 40 per cento dei saldatori sopra l'età di 30 hanno sofferto da febbre del vapore del metallo ad un certo punto durante le loro carriere.
Una malattia professionale causata da inalazione delle particelle e dei vapori degli ossidi metallici e caratterizzata dai sintomi del malarialike.
Tuttavia, le incidenze stanno diminuendo durante gli ultimi cinquanta anni, principalmente dovuto consapevolezza dell'importanza di ventilazione adeguata.
Causa di febbre del vapore del metallo
La causa principale di questa esposizione sta respirando solitamente i vapori da saldatura, taglio, o sta brasando su metallo galvanizzato. La febbre del vapore del metallo è uno stato allergico acuto sperimentato da molti saldatori durante i loro corsi della vita professionali. Gli studi indicano che la causa più comune di sovresposizione di febbre I del vapore del metallo a zinco fumes da saldatura, bruciantesi, o da acciaio galvanizzato di brasatura.

Sintomi di febbre del vapore del metallo
MFF è una malattia auto-limitata caratterizzata da febbre, da freddi, dalla tosse, dalla dispnea, dall'emicrania, dai myalgias e dal malaise, accadente il più comunemente in 4-12 ore di esposizione a zinco, a rame, o ai vapori dell'ossido del ferro. I pazienti inoltre frequentemente si lamentano di un gusto dolce o metallico nella bocca, irritato o asciugano la gola ed il dolore di cassa.

flu-come la malattia con un gusto metallico nella bocca,
leucocytosis (alto conteggio bianco delle cellule di anima)
irritazione della gola e
asciughi la tosse;

INTOSSICAZIONE PROFESSIONALE DA ZINCO, avvelenamento provocato dallo zinco

INTOSSICAZIONE PROFESSIONALE DA ZINCO, avvelenamento provocato dallo zinco, metallo dalle molteplici applicazioni industriali (preparazione di leghe, fra cui l'ottone, produzione di coloranti, zincotipia, ecc), dotato di una modesta tossicità, che può provocare nei lavoratori a lungo esposti a tale sostanza, lesioni neurologiche e anemia ipocromica. Più marcata è la nocività dei fumi di ossido di zinco, la cui inalazione può essere causa di stato di malessere generale (con cefalea, nausea, dolori muscolari ed articolari, brividi, fenomeni irritativi delle prime vie aree), accompagnato da febbre e a volte da iperglicemia e turbe della funzionalità epatica. Al rischio di tale intossicazione sono esposti particolarmente i fonditori di metalli, per cui la sindrome è chiamata appunto febbre dei fonditori, o febbre da metalli.
I lavoratori esposti ai fumi di ossido di zinco possono manifestare intossicazioni, “febbre da vapori di metallo” e processi irritativi cutanei e polmonari acuti o cronici. Tale rischio è relativo alla durata di esposizione, dalla dose inalata, alle abitudini, allo stato fisico e alla presenza in ambiente di altri prodotti chimici. Particolari esami clinici permettono di analizzare capelli, saliva e urina per valutare la quantità di zinco presente nelle persone.

Esposizioni elevate si manifestano anche dal consumo di alimenti e di acqua potabile,(E SI CAPISCE DA SINTONI ED EFFETTI) superando livelli 10-15 volte il RDA (100 – 250 mg/die) per più giorni, infatti, può comparire anemia, spasmi allo stomaco, nausea e vomito.

ZINCOEMA ALTA - CAUSE

Un aumento della zincoemia può verificarsi nel diabete mellito, nell’ipertensione arteriosa e nel morbo di Cooley; una diminuzione in alcune anemie, nell’anoressia nervosa, nella cirrosi alcolica, nell’infarto del miocardio, nelle ustioni estese. L’intossicazione da zinco può verificarsi nei lavoratori dell’industria in seguito ad esposizione ai vapori del metallo, e si manifesta con febbre elevata, brividi, cefalea, dolori muscolari; in rari casi insorgono convulsioni. Può anche verificarsi, specie in forma cronica, in seguito ad ingestione di forti quantità di cibi acidi o di bevande conservate in recipienti zincati (ad es. il vino). Il trattamento prevede l’allontanamento dalla fonte inquinante. 
Nelle urine lo zinco si trova normalmente in concentrazioni di 400-600 mcg nelle 24 ore

ZINCO - AUTISMO: SE BASSO LO ZINCO E ALTO IL RAME


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                               ZINCO, Zn .
Studi recenti dimostrano un alto rapporto rame-zinco nel sangue in circa l'85% degli autistici
. Lo zinco è importante per la digestione, la methylazione, la risposta immunitaria e l'equilibrio dei nucleotidi. Supplementare lo zinco aiuta il bambino autistico ad accettare i cambiamenti nella dieta.
. L'assimilazione dello zinco dipende dalle condizioni gastrointestinali e dalla forma di supplementazione.

Lo zinco partecipa in molti processi fisiologici di interesse nell'autismo, dalla digestione alle funzioni immunitarie, alla methylazione, ecc.Sebbene non possiamno affermare che un deficit di zinco sia una causa per l'autismo, dobbiamo affrontare il problema perchè esso sembra con evidenza essere un fattore aggravante o contribuente per molte delle vittime di questa malattia.
La deficienza di zinco, o l'alto rame, non sono universali nell'autismo, ma nell'ultimo decennio una grande maggioranza di bambini autistici è stata trovata, da differenti medici nel mondo, avere valori sotto la norma di zinco nel sangue o nelle cellule.Le percentuali di bambini colpiti da deficienza di zinco si sono alzate notevolmente negli ultimi anni; ciò non ci stupisce in quanto siamo ormai abituati a notare importanti cambiamenti nelle caratteristiche dei bambini con autismo dagli anni '70 ad oggi. L'incidenza per esempio è passata da 3 su 10.000 a 6 per 1000. Inoltre negli anni '70 circa il 70% dei bambini mostrava anomalie dalla nascita, mentre ora assistiamo ad una regressione nel corso del primo-secondo anno di vita nell'80% dei casi. E così negli anni 70 avevamo un disturbo nell'utilizzazione dello zinco su 1 o 2 bambini su 10.000, mentre oggi siamo saliti a 50 su 10.000 che hanno eccesso di rame in relazione allo zinco, comprendendo anche alcuni soggetti con zinco assolutamente deficiente.
Perchè il rame è elevato? Walsh lo attribuisce a methylazione deficiente, ma è importante sottolineare che in presenza di infiammazioni, e specialmente con infezioni croniche (come quelle intestinali con disbiosi batterica dei nostri bambini), il rame viene redistribuito dal fegato al sangue dove i suoi livelli si rialzano. Per cui, parte del rimedio per abbassare i livelli di rame nel sangue può essere un uso appropriato di antibiotici e di antifungali e il miglioramento delle funzioni gastrointestinali (e la dieta) in modo che l'infezione intestinale e l'infiammazione vengano rimosse e la digestione migliorata.
Maldigestione e malassorbimento possono di per se stesse portare ad un incremento del rame.
Il problema del perchè lo zinco sia basso in molti bambini autistici è complesso. Una parte è, come abbiamo detto, da attribuire a maldigestione e malassorbimento che generalmente è accompagnata da debolezza enzimatica, allergie e intolleranze. Supplementi di zinco sono spesso necessari, ma non sufficienti a correggere il problema.Devono essere migliorate o normalizzate le funzioni gastrointestinali, cosa che richiede un intervento dietetico e l'uso regolare degli enzimi digestivi.Non c'è potenzialmente nessuna speranza di correggere la deficienza di zinco mentre per esempio è in corso una diarrea.
Questo significa quindi che per molti il bilanciamento del rapporto rame-zinco potrà avvenire solo dopo la dieta e quando la digestione e la trans-sulfurazione stiano funzionando adeguatamente. In alcuni casi, questo significa anche che bisogna ripulire l'organismo dai metalli tossici in eccesso (mercurio, arsenico, antimonio).Il nostro scopo è rialzare lo zinco a livelli normali nel sangue e abbassare il rame alle quantità in cui si suppone debba essere. Non vi scoraggiate se i mesi passano e ciò non avviene nonostante i trattamenti. Alla fine succederà! Se non accade la risposta non è aumentare la dose di zinco.Occorre lavorare di più con la dieta, sulle condizioni gastrointestinali e sul metabolismo.

Uso dello Zinco nell'autismo

Lo zinco può essere benefico per le persone autistiche quando introdotto nella fase iniziale dell'intervento dietetico perchè può migliorare sia l'appetito che il gusto. Lo zinco si trova nella proteina della saliva chiamata "gustin" che ha come principale ruolo proprio la sensazione del gusto.
Medici, nutrizionisti e genitori riferiscono che in genere la supplementazione dello zinco aiuta i bambini autistici ad accettare cibi nuovi.
Spesso lo zinco è incluso nei multivitaminici e nei multiminerali in quantità che sono ben tollerate ai pasti. Per alcuni bambini può essere invece considerata una supplementazione ulteriore separata per ottenere migliori risultati e questo zinco aggiuntivo dovrebbe essere somministrato lontano dai pasti o alla sera, diverse ore dopo la cena.
Si può decidere di aggiungere ulteriore zinco separato se, dopo uno o due mesi, il supplemento miscelato con il pasto non migliora il livello di zinco (nel sangue o nel globulo). grandi quantità di zinco supplementare possono abbassare l'azione digestiva del dipeptilpeptidase-IV (DPPIV), che viene inibito da quantitivi significanti di zinco. Questo è il motivo per cui sconsigliamo di dare alte dosi di zincoai pasti. Lo zinco potrà essere somministrato con snack, succhi, ecc: alcuni vanno bene se i quantitativi ad ogni pasto sono minimi (circa 10 mg). Quello che non è invece consigliabile è il somministrare con un singolo pasto 30 o 45 mg di zinco.
La bassa dose iniziale potrebbe essere di 5 mg al giorno per un bambino piccolo, anche se i supplemento più commerciali ne contengono in genere 15 mg come minimo.
Le dosi di zinco che generalmente sono efficaci sono quelle che riportiamo sotto. Il vostro medico potrebbe desiderare aumentare queste quantità, in quanto alcuni ne richiedono di più

KG mg al giorno
205 -15
307 - 20
4010 - 30
5012 - 35
6015 - 45

E' rarissimo vedere una reazione avversa alla supplementazione dello zinco; una ragione potrebbe essere una deficienza grave del rame, cosa comunque non comune nella popolazione normale e rarissima nellke persone con autismo.Se si osservano peggioramenti del comportamento in seguito a supplementazione di zinco, ciò dovrebbe essere dovuto alle sostanze che allo zinco sono combinate; per risolvere il problema provate una forma diversa, per esempio passando dal picolinato al gluconato o al citrato.
Strategie per alzare lo zinco
- Non somministrarlo ai pasti; darlo due volte al giorno tra i pasti
- Non dare lo zinco con calcio, ferro o folato.
- Non dare lo zinco con nutrienti fosforilati, come fosfatidilcolina, lipidi fosforilati e piridoxalfosfate, ecc.
- Può aiutare dare glutatione orale, se tollerata e piccole dosi di L-istidina, che serve nel trasporto dello zinco. La L-istidina trasporta però anche il rame per cui non va somministrata se si intende, oltre ad aumentare lo zinco, abbassare il rame.
ATTENZIONE: circa 1 su 150 - 250 autistici soffre di una condizione metabolica nota come istidemia/istidinuria (troppa istidina). Potete saperlo solo facendo un'analisi degli amminoacidi. NON dare istidina in presenza di istinidemia.
Se usate l'istidina con lo zinco, fatelo tra i pasti: a metà mattina o a metà pomeriggio. L'istidina di sera può provocare insonnia.
- Controllate se c'è perdita di zinco nelle urine durante i trattamenti di detossificazione che usano agenti chelanti. Alcuni chelanti (D-penicillamine ed EDTA) sono noti infatti per rimuovere lo zinco e anche altri chelatori possono avere questo effetto nelle persone autistiche in cui è anormale la biochimica del sulfuro. Possono essere quindi necessarie grandi dosi supplementari di zinco durante la terapia di detossificazione.
- Il medico può optare per lo zinco acetato, una forma con altissima biodisponibilità. Il nome commerciale è Galzin.
- Lo zinco spesso sale a livelli soddisfacenti con la supplementazione prima nel siero o nel plasma sanguigno che nelle cellule dei globuli rossi. La maggior parte dello zinco negli eritrociti è legata alla membrana delle cellule plasmatiche. Se lo zinco all'interno dei globuli rimane basso forse la membrana cellulare è deficiente in alcuni acidi grassi che dovrebbero invece esserci, o c'è qualcosa di sbagliato con il trasporto o con il legame dello zinco con le membrane. In casi come questo, in genere, il problema non è la quantità di zinco supplementata. 


Il corpo umano possiede un sistema elaborato per la gestione e la regolazione della quantità dei metalli essenziali circolanti nel sangue e depositati nelle cellule. I metalli nutrienti dalla dieta sono:
- incorporati nel sangue, se i livelli sanguigni sono impoveriti
- trasportati nelle cellule se il livello cellulare è inadeguato
- espulsi, se i livelli nel sangue o nelle cellule sono sufficienti.
Quando questo sistema regolativo non funziona correttamente, si possono sviluppare nel cervello e in altre parti del corpo dei livelli anormali di metalli essenziali. Uno dei più comuni sbilanciamenti dei metalli essenziali è l'elevazione del rame con diminuzione dello zinco.
Il rapporto tra rame e zinco è clinicamente più importante della singola concentrazione di essi. Rame e zinco sono considerati come neuro trasmettitori e si trovano in alte concentrazioni nell'ippocampo. Livelli di rame alto (zinco basso) sono associati con iperattività, deticit dell'attenzione, disturbi comportamentali e depressione. Molti pazienti con autismo hanno (in associazione ai numerosi altri sbilanciamenti) un'elevazione del livello del rame nel sangue.
Il centro Pfeiffer ha trovato che l'80% dei pazienti iperattivi e il 68% di quelli con disturbo del comportamento hanno elevati livelli di rame nel sangue. Spesso le famiglie riportano un peggioramento dell'iperattività e dei comportamenti dopo la somministrazione dei supplementi vitaminici o di cereali ricchi in rame. I sintomi possono essere provocati dal consumo di cioccolata (ricca in rame) o coloranti gialli ricchi di idrazina, che abbassano i livelli di zinco nel sangue.
Abbiamo anche notato una correlazione tra sbilanciamento rame - zinco e PMS. Gli estrogeni (sia quelli del corpo che da fonti esterne) elevano il rame e lo fanno accumulare nel sangue. Questi pazienti sono intolleranti agli estrogeni. Il trattamento per gli sbilanciament del rapporto rame-zinco comprendono:
-stimolazione della proteina MT con zinco e manganese
-uso di pyridoxine e peridoxal 5-phosphate per aumentare il metabolismo dello zinco
-supplementi di vitC e vitE per favorire l'escrezione di rame e metalli tossici dal corpo.
Molti pazienti riportano un inizio dei progressi dopo 3 mesi di terapia nutrizionale e 2-4 mesi sono necessari per la correzione di questo sbilanciamento. I progressi possono essere fortemente rallentati per le persone con gruppo sanguigno A, con malassorbimento o ipoglicemia.
I pazienti possono avere mal di testa, ronzii nelle orecchie o temporaneo peggioramento dei sintomi causato dal rame che è rilasciato rapidamente. Questi sintomi generalmente si risolvono in poche settimane con una terapia graduale.


Acetil-L-carnitina - metabolismo,muscoli,cervello

Acetil-L-carnitina

Un aiuto per i muscoli e per il cervello

del dott. Anrea Poli e della dott.ssa Claudia Valla
(Email: integratori@acef.it)

Introduzione
La L-carnitina è stata scoperta nei tessuti muscolari nel 1905. È presente come carnitina libera non esterificata e come carnitina esterificata (acil-carnitina). L'acetil-L-carnitina rappresenta la forma più semplice tra le carnitine esterificate, ovvero quella nella quale il gruppo acilico legato è composto da solo due atomi di carbonio.
In pratica, l'acetil-L-carnitina è un estere dell'aminoacido trimetilato L-carnitina, composto che gioca un ruolo di fondamentale importanza nel processo di produzione di energia a partire dai lipidi. La L-carnitina, infatti, permette il trasporto degli acidi grassi a lunga catena dal citosol cellulare ai mitocondri, ove il processo continua attraverso la beta ossidazione, il ciclo di Krebs e la fosforilazione ossidativa fino alla produzione di energia in forma di ATP. L'acetil-L-carnitina riveste un ruolo cruciale in questo complicato processo, vale a dire quello di trasportatore intermedio del gruppo acetilico tra la molecola della L-carnitina e quella del CoA.
L'acetil-L-carnitina è in grado di: facilitare l'uptake di CoA nel mitocondrio durante il processo di beta ossidazione degli acidi grassi, incrementare la produzione di acetilcolina e stimolare la sintesi dei fosfolipidi di membrana. Essendo dal punto di vista strutturale molto simile alla acetil-colina, l'acetil-L-carnitina può anche esercitare un azione colino-mimetica.
Le possibili applicazioni dell'acetil-L-carnitina sono molteplici e rivestono molti ambiti, dagli integratori energetici destinati agli sportivi, a quelli contro la depressione e per la funzionalità cerebrale. La ricerca medica ha inoltre individuato alcuni indirizzi terapeutici di tipo prettamente clinico, quali ad esempio: il morbo di Alzheimer, le neuropatie diabetiche, l'ischemia e la riperfusione cerebrale nonché il miglioramento delle facoltà cognitive degenerate in seguito ad alcolismo. In questa sede ci atterremo solamente al primo ambito, ovvero quello che maggiormente si rivolge alla prevenzione od alla cura di una sintomatologia leggera e quindi non di carattere prettamente patologico.

Metabolismo
La carnitina può essere sintetizzato nel cervello, nel fegato o nel rene ad opera dell'enzima ALC-transferasi a partire da lisina, metionina ed in presenza di vitamina C ed altre sostanze che fungono da substrato o cofattori. Il tessuto del muscolo cardiaco e di quello scheletrico rappresentano le principali sedi di stoccaggio di questa sostanza.
Il metabolismo della L-carnitina è riassunto nella figura. Come si può notare, la produzione di acetil-L-carnitina avviene a partire dalla L-carnitina e dall'acetil-CoA derivato dal processo di beta ossidazione degli acidi grassi (entranti sotto forma di acil-CoA) grazie all'intervento dell'enzima carnitina-acetiltransferasi presente nella matrice mitocondriale.
La disponibilità di L-carnitina e dei suoi esteri previene l'accumulo di quantitativi tossici di acidi grassi e acil-CoA (rispettivamente nel citoplasma e nel mitocondrio) e permette l'avviamento degli acetil-CoA alla sede mitocondriale per la produzione di energia.

Per le prestazioni sportive
I livelli di carnitina totale, di carnitina libera, di carnitina esterificata presenti nel nostro organismo possono essere misurati tramite il prelevamento di campioni di urina, plasma e tessuto (biopsie muscolari) umano. Grazie alla misurazione dei metaboliti della carnitina che accompagnano l'esercizio fisico, è stato possibile stabilire che l'allenamento intenso determina un'ingente domanda metabolica di carnitina. In tal caso l'assunzione esogena di carnitina può facilitare significativamente l'entrata degli acidi grassi nei mitocondri e la conseguente produzione di ATP.
Per garantire una continua disponibilità di energia durante l'esecuzione di un'attività fisica particolarmente intensa, possono essere assunte indistintamente sia la forma libera della L-carnitina che quella esterificata dell'acetil-L-carnitina (singolarmente od in miscela). I meccanismi che, in entrambi i casi, entrano in gioco sono riassumibili come segue:

  • Incremento dell'efficienza metabolica di utilizzazione delle molecole ad alta energia (lipidi).
  • Incremento della possibilità di bruciare grassi durante l'esecuzione dell'attività fisica.
  • Incremento dell'efficienza con la quale sono bruciati gli zuccheri.
  • Diminuzione del rapporto lattato/piruvato con relativo incremento della disponibilità energetica a livello cellulare.
  • Livelli ottimali di creatina contribuiscono a contrastare il naturale innalzamento di acetil-CoA che si verifica durante l'esercizio fisico.
  • Incremento diretto dell'attività degli enzimi che partecipano alla respirazione cellulare (più veloce produzione di energia).
  • Riduzione del dolore muscolare che può seguire un intenso esercizio fisico.
  • Riduzione dell'incremento dei battiti cardiaci durante l'istante di massima intensità dello sforzo.
  • Incremento della resistenza degli atleti durante sforzi prolungati.
  • Diminuzione della formazione di radicali liberi durante l'esercizio fisico.
Per le prestazioni intellettuali
Per la presenza del gruppo acetilico, l'acetil-L-carnitina è in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica ed è quindi più adatta della L-creatina libera ad ottimizzare la funzione cellulare nel distretto cerebrale.
In particolare, l'acetil-L-carnitina può prevenire il naturale deterioramento cellulare che può verificarsi in seguito al perduramento di situazioni di stress od all'invecchiamento. Coll'avanzare dell'età, infatti, la quantità di acetil-L-carnitina presente nel nostro cervello diminuisce. Per questa ragione, l'integrazione con tale sostanza è particolarmente indicata per le persone anziane. L'acetil-L-carnitina risulta di grande utilità anche nel caso in cui le cellule cerebrali siano state private di ossigeno per un breve lasso di tempo. È stato infatti verificato che, grazie alla somministrazione di acetil-L-carnitina, il recupero dei pazienti colpiti da ictus può essere più veloce.
Il meccanismo con il quale l'acetil-L-carnitina può prevenire il deterioramento delle cellule cerebrali ed ottimizzare la loro funzionalità coinvolge diverse modalità. L'acetil-L-carnitina, oltre ad aiutare le cellule cerebrali ad avere a propria disposizione energia prontamente disponibile, agisce anche da potente antiossidante e contribuisce ad incrementare il livello di un importante messaggero molecolare, l'acetil-colina. La disponibilità di energia è particolarmente importante per le cellule cerebrali che, come è noto, non sono sostituibili.
L'acetil-L-carnitina è inoltre in grado di diminuire la perdita di recettori cellulari che normalmente avviene coll'avanzamento dell'età. Tali recettori sono quelli che permettono la comunicazione tra diversi neuroni: ottimizzare la loro funzionalità significa dunque ottimizzare la funzionalità cerebrale. L'acetil-L-carnitina agisce anche a livello dei neurotrasmettitori, vale a dire delle molecole che partecipano dal punto di vista chimico alla trasmissione dell'impulso.
Proprio per la sua capacità di incrementare la vitalità e l'energia a livello intellettuale, l'assunzione di acetil-L-carnitina risulta indicata anche nel trattamento della depressione, soprattutto di quella che compare in età avanzata.
In alcune sperimentazioni, inoltre, l'acetil-L-carnitina si è dimostrata in grado di:

  • diminuire l'accumulo di lipofuscina, un indice di invecchiamento nel cervello;
  • aumentare il livello del fattore di crescita NGF (nerve growth factor) che costituisce un composto importante nel mantenimento della funzionalità dei neuroni. Dato che col progredire dell'età i neuroni rispondono meno alla benefica azione dell'NGF, l'azione dell'acetil-L-carnitina si manifesta coll'incrementare anche la sensibilità dei neuroni nei confronti di tale composto;
  • mantenere la guaina mielinica di rivestimanto dei nervi (importante per il mantenimento della salute e funzionalità dei nervi stessi);
  • preservare l'informazione genetica custodita negli acidi nucleici RNA e DNA;
  • aiutare le cellule cerebrali ad utilizzare fonti energetiche alternative, quali ad esempio i lipidi od i corpi chetonici. L'assunzione di acetil-L-carnitina aiuta le cellule del nostro cervello ad adattarsi a livelli minori di glucosio nel sangue quali quelli che possono verificarsi tra un pasto (ipoglicemia). In tale modo è garantito al cervello un costante ed adeguato apporto di energia;
In sintesi, possiamo affermare che l'acetil-L-carnitina:
  • mantiene i neuroni vitali ed in salute;
  • aiuta i neuroni ad inviare ed a ricevere i segnali;
  • protegge i neuroni ed i loro recettori dal danneggiamento inflitto dallo stress.
Dal momento che il cervello sovrintende a tutti i processi che regolano lo stress e l'invecchiamento, agendo positivamente in ambito cerebrale, l'acetil-L-carnitina contribuisce al mantenimento dello stato di salute globale del nostro organismo.
Dosi e tossicità
Le dosi normalmente consigliate per l'acetil-L-carnitina variano dai 250 ai 2.000-3.000 mg/die a seconda del tipo e dell'indirizzo della formulazione6. A titolo indicativo, è possibile riportare i seguenti dosaggi:

  • per il mantenimento della funzionalità intellettuale: 250-1.000 mg/die
  • contro la depressione e per il sistema immunitario: 500-2.000 mg/die
  • per la performance sportive: da sola od assieme alla L-carnitina in dosi da 500 a 2.000 mg/die.
In corrispondenza dei dosaggi più elevati e/o prolungati, in alcuni soggetti possono presentarsi sogni più vivaci. Se si stanno assumendo farmaci a base di acido valproico (es. Depakote, Depakene), ma anche fenitoina (Dilantin) potrebbe essere necessario incrementare l'utilizzo di carnitina (in questi casi è sempre opportuno consultare prima il medico).

FIGURA: Metabolismo della L-carnitina e dell'Acetil-L-carnitina.

ACETIL N-CARNITINA
Tabella riassuntiva

Proprietà, azioni, impieghi:
Miglioramento delle performance sportive ed intellettuali, aiuto per la memoria, per il sistema immunitario e per il mantenimento delle facoltà intellettive, contro la depressione, contro la sindrome da affaticamento cronico, etc.

Dose consigliata:
- Per il mantenimento della funzionalità intellettiva: 250-1.000 mg/die
- Contro la depressione e per il sistema immunitario: 500-2.000 mg/die
- Per le performance sportive: da sola od assieme alla L-carnitina in dosi da 500 a 2.000 mg/die.

Quando iniziare ad assumerla:
Per il miglioramento delle facoltà intellettive, è' consigliabile iniziare ad assumerla con l'inizio dell'età adulta (18-20 anni) in concomitanza di periodi di intenso stress fisico ed intellettuale e con maggiore regolarità dopo i 40 anni.

Possibili sinergie con:
Magnesio, acido folico, Vit B12, Zinco, Vit. E, Vit. B6, CoQ10, Ginkgo biloba, Rhodiola rosea, Rhododendro caucasico, Cardo mariano, Kawa kawa, Centella asiatica, Semi di pompelmo, Mirtillo, Valeriana.

Precauzioni per l'utilizzo:
Non è consigliabile l'utilizzo da parte dei soggetti colpiti da epilessia o da sindromi maniaco-depressive bipolari.

Possibili Effetti Collaterali:
In corrispondenza dei dosaggi più elevati e/o prolungati, in alcuni soggetti si possono presentare sogni più vivaci.

Possibili interazioni con:
Se si stanno assumendo farmaci a base di acido valproico (es. Depakote, Depakene), ma anche fenitoina (Dilantin) potrebbe essere necessario incrementare l'utilizzo di carnitina (consultare il medico)



Andrea Poli e Claudia Valla
Divisione dietetica ACEF Via Umbria 8/14 Fiorenzuola d'Arda (PC) Tel. 0523/291411 Fax 0523/291429
Le informazioni presentate in questa rubrica hanno solo scopo educativo. Si basano su studi scientifici, esperienze cliniche o usi tradizionali. I risultati riportati non avvengono necessariamente in tutti gli individui. Consultare sempre il proprio medico, dietologo o farmacista prima di intraprendere l'uso di qualsiasi integratore dietetico. Le informazioni qui riportate non vogliono avere alcun valore di prescrizione medica.

Bibliografia
1 Alternative Medicine Review - Monograph. Acetyl-L-Carnitine. Volume 4, Number 6, December 1999 available on:http://www.thorne.com/altmedrev/mono-acetyl4-6.html.
2 John H. Furlong N.D. Acetyl-L-Carnitine: Metabolism and Applications in Clinical Practice Alt Med Rev 1996;1(2):85-93.
3 Bucci L. I nutrienti come aiuti ergogeni per lo sport e per l'esercizio fisico. Sandro Ciccarelli Editore SRL., Firenze 1999, pag 48-54.
4 Crayhon R. The carnitine miracle. M. Evans and Company Inc. New York, 1999.
5 Patti F et al. Effects of L-acetil-carnitina on functional recovery of hemiplegic patients. Clinical Trials Journal 1988; 25 (Suppl 1), 87-101.
6 Bratman S. Natural Health Bible. Edited by Stepven Bratman, M.D. & David Kroll, PhD 1999, p 151-153.

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