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TRADUTTORE

LAVORATORI - MALATTIE DELL'APPARATO RESPIRATORIO - INALAZIONI DI METALLI E POLVERI

Le malattie respiratorie da lavoro sono:

  • asma
  • bronchite
  • bronchiolite
  • bronchiectasie
  • febbre da fumi metallici
  • cancro
  • fibrosi polmonare
  • asbestosi
  • mesotelioma
  • siderosi
  • silicosi
  • edema polmonare
  • polmonite interstiziale
 L’apparato respiratorio,  come nessun altro organo del corpo umano, è  a contatto diretto con l’aria atmosferica e ne subisce inevitabilmente l’influenza con danni anche gravi se il lavoratore “respira” insieme all’aria ( composta di azoto e ossigeno (21%) gli inquinanti tossici liberatisi nell’ambiente di lavoro.
Ciò non accade per gli altri organi del corpo umano.  Prendiamo ad esempio, uno per uno i principali organi:
 Il cuore: nessuna delle malattie tipiche del cuore (malattie delle coronarie con angina e  infarto, valvulopatie, miocarditi, pericarditi, aritmie…) può essere ascritta direttamente ad una qualsiasi professione.
Il rene e l’intestino e la vescica  sono ben  protetti dall’ambiente professionale e non presentano alterazioni causate direttamente dal tipo di  lavoro salvo che per le malattie da  esposizione a radiazioni X o γ od a causa di inquinanti ambientali e da stili di vita ( fumo di sigaretta).
Anche l’ipertensione o le artropatie  non sono imputabili direttamente  al tipo di lavoro ma principalmente a fattori di rischio individuali.
Solo alcuni tumori ematologici   sono di tipo professionale come le leucemie od i linfomi rilevabili  nei soggetti esposti a radiazioni.
Al contrario l’apparato respiratorio si ammala  spesso da lavoro. Perchè ciò avvenga è fondamentale il ruolo della inalazione di aria inquinata da aerosoli,
vapori, polveri, fumi e gas che provocano effetti broncopolmonari acuti e cronici.
C’è tuttavia un denominatore comune a favore di molte malattie respiratorie che interessa tutti indipendentemente dal tipo di lavoro ed è il fumo di sigarette attivo o passivo e l’inquinamento outdoor .
Lo stile di vita della popolazione è dunque un elemento fondamentale della salute respiratoria.
Molti  tipi di lavoro che producono fumi e gas  scatenano sintomi respiratori ( tosse, espettorazione, dispnea, rumori  respiratori)  ma  solo alcuni di questi possono determinare  specifiche malattie polmonari ben inquadrabili  nosologicamente.

  • Asma bronchiale occupazionale :
 Nella popolazione generale  non esposta ad ambienti di lavoro nocivi, l’asma bronchiale  colpisce dal 5 al 18 % della popolazione generale. L’asma  è più frequentemente al nord del mondo ed in Australia, nei bambini rispetto agli adulti e nei maschi rispetto alle femmine è di solito basata su fenomeni infiammatori bronchiali, che producono  essenzialmente uno spasmo, edema ed ipersecrezione mucosa  dei bronchi; tale alterazione istopatologica è alla base  della difficoltà di respiro (dispnea). Esistono 2 forme di asma bronchiale: una allergica, in cui l’allergene può agire in modo perenne o sporadico e una non allergica, determinata da fattori di varia natura spesso di natura post-infettiva od irritativi.
L’asma occupazionale è stata descritta nei lavoratori  che inalano isocianati monometrici  e prepolimerici volatili  come toluenediisocianato, esametilenediisocianato. difenilmetano disocianato e cianoacrilati, latex, glutaraldeidi e Sali di persulfato. Tali sostanze chimiche sono contenute prevalentemente  in solventi di vernici od in  miscele poliuretaniche usate per la catalisi di poliesteri nella sintesi di resine.
I lavori a rischio di causare asma occupazionale sono:

  • pittori che usano  vernici  anche spray
  • gli assemblatori di vernici e coloranti  
  • cuochi
  • operatori della sanità
  • falegnami
  • pulitori
  • lavandai
  • parrucchieri
  • carrozzieri
  • agricoltori che si espongono a muffe tipo monascus ruber e muschi o che inalano pesticidi
  • Lavoratori allo stoccaggio dei salmoni
L’asma da isocianati è diagnosticabile con il test di esposizione specifica e quindi è riproducibile in laboratorio con  la broncoprovocazione specifica e si associa ad aumento delle  IgE specifiche nel sangue ed aumento di eosinofili nel liquido di lavaggio broncoalveolare.

2. La bronchite cronica occupazionale
La tracheobronchite e bronchiolite cronica ( spesso associate a bronchiectasie, cuore polmonare cronico, insufficienza respiratoria parziale o globale) sono state descritte nei lavoratori metalmeccanici tagliatori di metalli con arco elettrico o con fiamma ossidrica od acetilenica, saldatori e tornitori .                      
  La patogenesi della malattia polmonare  si configura nel tipico “polmone del saldatore” di cui vi  è ampia letteratura internazionale.
L’esposizione lavorativa  determina la broncopneumopatia cronica   e si riferisce  ai danni polmonari derivanti dall’inalazione di fumi, vapori,gas e  polveri  ( che si formano attraverso la condensazione di vapori generati dal calore di fusione ad alta temperatura del metallo o lega da saldare)  e durante  lavori di saldatura autogena e taglio dei  metalli di lamiere, specie se zincate e delle leghe con arco elettrico e con fiamma ossidrica o ossiacetilenica.
L’esposizione lavorativa  registra i seguenti inquinanti ambientali :

  • -Ossidi metallici di ferro, cromo, manganese, zinco, rame, cadmio, berillio, mercurio, arsenico, nichel, piombo,titanio.
  • -Prodotti derivati dagli elettrodi: cristalli di silicati (Si02)e carbone, , biossido di titanio, ossidi di alluminio, Berillio, isocianati, , ammoniaca, solventi organici del tipo formaldeide, stirene, composti del fosgene, HCL, Pb, Cr.
  • -Gas di ozono, NO2, CO, CO2.
  • -Vapori di cadmio.
  • Fosgene o cloruro di carbonile (COCl2)gas tossico modestamente solubile in acqua che raggiunge senza decomporsi gli alveoli dove produce ac.cloridrico secondo la reazione COCl2+H2O= 2HCl+CO2
  • Ossidi di azoto NO, NO2, l’ipoazotide ( N204), N203, N2O5.
  • L’NO2 ed il suo dimero N204 sono 1,5 volte più pesanti dell’aria e si producono a temperature elevati pari a 3000°C e dai raggi UV. Raggiunti gli alveoli si trasformano in ac.nitroso e nitrico.
Questi lavoratori ( in particolare i  saldatori ) sono quindi  esposti ad una varietà di fumi e di gas. Il  particolato dei fumi contiene numerosi tipi di ossidi e sali di metalli e altri composti, che sono prodotti soprattutto dagli elettrodi, dal metallo d’apporto e dai flussanti. I fumi prodotti dalla saldatura di acciaio inox e altre leghe contengono composti del nichel, cromo VI e cromo III. L’ozono si forma durante la maggior parte delle saldature ad arco elettrico e le esposizioni possono risultare elevate rispetto ai limiti di soglia, specialmente nella saldatura MIG dell’alluminio. Gli ossidi d’azoto sono presenti nella saldatura ad arco elettrico (MMA) e soprattutto dove si impiegano atmosfere protettive di gas. Gli operai che saldano su metalli verniciati possono inoltre essere esposti a numerosi composti prodotti dalla pirolisi. I saldatori, specialmente nella cantieristica navale, possono  essere esposti a fibre di amianto.
(IARC, volume 49 Nickel, Chromium and Welding, 1997)
La concentrazione delle polveri  nella zona di manutenzione dei reparti di saldatura raggiunge i 21,50 mg/m3  e ciò 4 volte di più che nel centro ambiente della industria  metalmeccanica (Cl. Lavoro Pavia).
                            
Il  “polmone del saldatore”  è  malattia polmonare grave ed evolutiva e si  può complicare con  di insufficienza respiratoria acuta che porta il malcapitato al  ricovero urgente ed è spesso motivo di invalidità civile  con riduzione permanente della capacità lavorativa .
Il” polmone del saldatore” si manifesta gradualmente durante anni di scarsa o nulla sorveglianza sanitaria nell’ambiente di lavoro di metallurgia.
 Infatti come emerge  delle schede di sorveglianza sanitaria dove sono state eseguite spirometrie , spesso vengono individuati  i  seguenti tipi di    “ difetti ventilatori”: 
difetto ventilatorio OSTRUTTIVO
 difetto ventilatorio OSTRUTTIVO alle piccole vie aeree
 difetto ventilatorio MISTO prevalentemente OSTRUTTIVO
difetto ventilatorio RESTRITTIVO prevalente
difetto ventilatorio RESTRITTIVO
Tale variabilità dei difetti ventilatori conferma la molteplicità dei danni fisiopatologici che si instaurano nell’apparato respiratorio di questi lavoratori.
La sorveglianza sanitaria , quando attuata a norma di legge,è fondamentale sia  per  porre la diagnosi precoce della malattia professionale in fase iniziale ( quando è ancora reversibile e quindi guaribile) che nella caratterizzazione fisiopatologia della malattia polmonare ormai cronicizzata.
La fibrosi polmonare professionale
In questo caso nel polmone  del lavoratore si depositano polveri inerti sclerogene (pneumoconiosi) a base di silicio (silicosi) carbone (antracosi) ferro (siderosi), asbesto (asbestosi).Queste pneumoconiosi sono frutto della deposizione cronica delle polveri nel polmone. Quando si verifica una esposizione acuta si configura il quadro della febbre da fumi metallici. Questa malattia si verifica quando vengono inalati fumi o vapori contenenti ossidi metallici contenenti cadmio, ferro, manganese, nichel, selenio, stagno e l’antimonio.
I lavoratori a rischio sono:

  • Saldatori
  • Carpentieri
  • Lattonieri
  • Vetrai
  • Soffiatori del vetro.
  • Industria dei coloranti, vernici e smalti
  • Fabbricatori dei fiammiferi e dei fuochi artificiali
  • Fabbricatori delle pile
Alcune ore dopo l’esposizione si manifestano tosse stizzosa, arsura delle fauci,gola secca e sapore metallico, nausea,cefalea,febbre elevata preceduta da brividi, dolori al torace, mialgie, astenia e grave malessere generale. La sintomatologia regredisce spontaneamente dopo 24-36 ore. Le esposizioni ripetute provocano una certa tolleranza che però viene perduta dopo una breve assenza dal lavoro. Per alcuni aspetti il quadro clinico assomiglia alle alveoliti allergiche estrinseche e per il fenomeno della tolleranza , alla bissinosi ed alla “febbre del lunedì”.
Cancro

Radiazioni, asbesto, prodotti della combustione del catrame, anilina,nichel, cadmio, cromo VI, arsenico possono provocare carcinoma   broncopolmonare e pleurico( mesotelioma) ,  carcinoma delle cavità nasali e paranasali leucemie e linfomi.
I lavoratori a rischio sono:

  • muratori
  • lavoratori a contatto con fibre di asbesto
  • militari a contatto con armi radioattive
  • personale medico e paramedico  esposto a radiazioni X  e γ
  • astronauti
  • piloti aeronautici
  • cantieristi navali
  • saldatori
  • falegnami
  • calzolai e lavori di rifinitura del cuoio.
  Letteratura e legislatura a tutela dei saldatori
-Protocollo di sorveglianza sanitaria dei saldatori DPR 303/56  e D.Lgs.626/94-DECRETO 27 APRILE 2005:
ELENCO DELLE MP RESPIRATORIE causate da fumi e gas di saldatura  per le quali è  OBBLIGATORIA LA DENUNCIA,  ai sensi dell’art.139 DPR 1124/65

  • Fibrosi polmonare
  • Pneumoconiosi
  • Bronchite cronica
  • BPCO
  • Asma bronchiale
  • Bronchiectasie
  • Broncopolmonite
  • Tumori polmonari e pleurici
  • Edema polmonare

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