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Decalogo per gli infedeli Come si affronta un tradimento

Decalogo per gli infedeli
Come si affronta un tradimento

Lo dice anche Miriam Tomponzi, direttrice di un'agenzia di investigazioni: non sono le star ma le casalinghe e le manager le donne più infedeli. Risulta dai pedinamenti che gli investigatori privati hanno compiuto su commissione dei partners di queste fedifraghe signore.
Miriam Tomponzi oltre a soddisfare le richieste delle "vittime" ha anche stilato un decalogo per le "perfette traditrici", ossia dieci regole per non farsi scoprire. La più importante: "Cancellare subito dal cellulare la chiamata fatta o ricevuta" perché non c'è dubbio che il telefonino, stando ad uno strombazzatissimo caso di cronaca, tra un ex calciatore e una scoppiettante conduttrice televisiva é come una cassaforte di segreti, priva però della chiave. Chi vi entra è in grado di scoprire tutto.
E dire che "Non rintracciare il marito o la moglie se non l'amato bene, sia pure telefonicamente, nei luoghi solitamente frequentati è sempre stato il segnale di un possibile tradimento. Si riteneva, quindi, che l'avvento del cellulare consentisse ai fedifraghi di celare al meglio le loro marachelle, rendendosi sempre reperibili anche se impegnati in altre alcove. Non si è tenuto conto però degli SMS che restando incisi nel cellulare di lui o di lei, possono rivelare l'inserimento nel ménage di una terza persona.. Lasciamo stare se uno scopre il terzo uomo o la terza donna per puro caso, prendendo che so, per comodità il telefonino del coniuge o se, invece, esegue sull'altrui cellulare una vera e propria investigazione.
Ci piacerebbe sapere se gli SMS diretti da un marito o da una moglie al terzo incomodo potrebbero essere portati in Tribunale in una causa di separazione come prova del tradimento. O per non violare la privacy bisogna far silenzio sulle corna?", è la domanda che viene posta in un servizio del nuovo sito www.trovanozze.it.
Ma come si affronta un tradimento senza ispirarsi a Madame Bovary finita suicida o all'Orlando Furioso andato in escandescenze, né tantomeno a Glenn Close in "Attrazione Fatale" quando accoltella il coniglio dell'amante pentito, ma finisce ammazzata nel bagno? Innanzitutto bisogna sapere che per quanto attiene al sesso forte la propensione a intraprendere qualsiasi forma di infedeltà è, secondo i sessuologi, al minimo per un uomo nelle magnifiche ventiquattro ore che seguono l'orgasmo maschile. Insomma in quel lasso di tempo il maschio è fedele per forza.
Occorre considerare che il tempo necessario per "ricaricarsi" è di 48 ore per gli uomini sopra i 40 anni, di 72 per quelli oltre i 50 e fino ad una settimana per gli ultrasessantenni. Ci sono però alcune eccezioni: certi uomini sopra i 50 (chissà perché viene portato l'esempio di Bill Clinton) si ricaricano in meno di 24 ore. Comunque gli psicoterapeuti, nei consigli che danno ai traditi, mettono in primo piano il senso che bisogna dare alla crisi che indica la necessità di operare un cambiamento. Bisogna quindi viverla come un'occasione per evolvere, crescere, migliorare.
Se non si vuole sfasciare il rapporto, allora bisogna considerare l'infedeltà nient'altro che un incidente di percorso che non comporta necessariamente la fine di un sentimento. Niente accuse reciproche. Il tutto va sdrammatizzato. Le urla o la scena madre del tradito possono solo indurre il traditore a sbattere la porta di casa per non farsi rivedere mai più. Certamente, in molti casi, facilitano il passaggio del traditore nelle braccia del terzo incomodo.
E' bene analizzare semmai le proprie responsabilità e vedere in che cosa si è mancato visto che stando ad un sondaggio eseguito su un campione di mille persone tra i 26 e i 60 anni, avrebbe ragione Celentano con la canzone "Io non so parlar d'amore". Infatti risulta che gli uomini parlano innanzitutto di calcio (52 minuti al giorno), poi di lavoro (20 minuti) e infine di sesso.
Quanto alle donne 50 minuti della giornata sono dedicati allo shopping, poi parlano di lavoro ed infine di amore in una percentuale leggermente più alta degli uomini. Quindi se il tradito deve analizzare suoi comportamenti nei confronti del partner il traditore, dal canto suo, deve riconoscere la sua responsabilità se non vuol far scoppiare la coppia. Non deve prendere decisioni a caldo, ma aspettare che la rabbia del partner e anche la sua siano sbollite.
Provi poi a non ferire ulteriormente l'altro, accettando di mettersi in discussione. Se si è ottenuto il perdono dall'amata/o non si può far finta che non è successo nulla. Solo il tempo e la pazienza possono ristabilire al meglio un rapporto.


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