STATUTO ASSOCIAZIONE SPORTIVA E CULTURALE TOTAL WELLNESS TRAINING

STATUTO

COSTITUZIONE E SEDE:
Sarà costituita a breve l’Associazione Dilettantistica Sportiva e Culturale TOTAL WELLNESS TRAINING ,rivolta a tutte le personealle quali piace riunirsi per interessi comuni. 

LOCALITA' da daestinarsi.


Lo Statuto fà riferimento alle norme di legge in materia  D.Lgs 4/12/1997 n.469
pubblicato sulla G.U. n. 1/L del 02/01/1998.

CARATTERISTICHE E SCOPI DELL’ASSOCIAZIONE:

Art.1 L'Associazione non ha scopi di lucro: gli eventuali avanzi di gestione dell’attività associativa devono essere obbligatoriamente reinvestiti in attività sportive e culturali. Durante la vita dell'Associazione non potranno essere distributi, fondi, riserve o capitale, salvo che questo sia imposto dalla legge. L'Associazione, inoltre, garantirà la democraticità della struttura, l'elettività e gratuita' delle cariche e delle prestazioni fornite dagli associati. L'attività istituzionale ed il regolare funzionamento delle strutture dovranno essere garantiti dalle prestazioni volontarie e gratuite degli aderenti all'Associazione nel caso la complessità, l'entitá nonché la specificità dell'attività richiesta non possa essere assolta dai propri aderenti, sarà possibile assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo.
Art. 2 L'associazione ha lo scopo di sostenere, promuovere ed organizzare attività di carattere sportivo,culturale,formativo,ricreativo,d'intrattenimento L’Associazione ha inoltre lo scopo di diffondere e divulgare la cultura legata allo sport, alla natura, al benessere psico-fisico ,all’avventura, all’esplorazione, anche attraverso l’uso di pubblicazioni, stampati, siti internet, prodotti multimediali, ecc.
Tutte le suddette attività istituzionali vengono sostenute dalla presente Associazione anche attraverso l’organizzazione di eventi e manifestazioni, spedizioni, concorsi, conferenze, attività seminariali e didattiche.
L’Associazione potrà partecipare in collaborazione con altri Circoli e/o Associazioni aventi scopi analoghi nonché
partecipare ad Enti con scopi sociali umanitari e ludico-ricreativi, destinando il ricavato anche in solidarietà e per il sostegno
a progetti umanitari che di volta in volta verranno individuati dal consiglio direttivo.
Art. 3 Essa, conseguito il previsto riconoscimento ai fini sportivi e l’iscrizione al previsto registro delle
Associazioni sportive dilettantistiche, ha per finalità lo sviluppo la diffusione la coordinazione e la
propagazione delle attività sportive in generale in tutte le sue varie componenti: sportive,
amatoriali, didattiche, culturali l’Associazione promuoverà tutte le
discipline sportive legate allo sport ,al benessere psico-fisico nonché quelle ginniche. L’Associazione svolgerà tutte quelle
attività culturali, turistiche e ricreative che permetteranno a persone di qualsiasi età di aggregarsi e di
crescere in armonia e rispetto reciproco. L’Associazione potrà altresì acquistare, costruire,vendere e
gestire impianti sportivi, organizzare eventi e/o manifestazioni culturali ed intrattenimenti musicali e
ricreativi in genere, nonché gestire bar, ristoranti e comunque locali di ristoro per i propri associati. Per
il raggiungimento degli scopi l’associazione agirà con ogni mezzo di promozione ritenuto idoneo ed in
particolare mediante l’organizzazione e la partecipazione a manifestazioni, competizioni sportive,
convegni e incontri atti a sensibilizzare l’opinione pubblica alle finalità associative, nonché con lo
scopo di avvicinare il maggior numero di persone all’Associazione, verranno eventualmente effettuate in alcune occasioni iscrizioni ai nuovi soci a basso costo.
Sempre per il raggiungimento dei propri scopi l’Associazione potrà collaborare sotto qualsiasi forma
con altri organismi similari sia nazionali che esteri.

Art.4 L’associazione si propone inoltre di favorire la creazione e la gestione diretta o in
collaborazione con Enti, Consorzi, Comuni, Province o Regioni, di parchi da
destinare anche a centri di svago e del tempo libero a carattere sociale e popolare con finalità
di educazione allo sport,divertimento,gioco e cultura.
Art.5 L’associazione si impegna a garantire lo svolgimento delle assemblee dei propri  tesserati al fine di nominare il loro rappresentante con diritto di voto nelle assemblee .
Art.6 Costituiscono quindi parte integrante del presente Statuto le norme degli Statuti e dei Regolamenti
Federali nella parte relativa all’organizzazione o alla gestione delle Società affiliate.
DURATA DELL’ASSOCIAZIONE:
Art.7 La durata dell’Associazione è illimitata.
SOCI:
Art.8 Gli associati si distinguono in: fondatori,tecnici, ordinari,sostenitori
I fondatori sono quelli che hanno partecipato alla costituzione dell'associazione.
I soci tecnici sono gli istruttori,insegnanti,formatori dei corsi,essi oltre a svolgere volontariato potrebbero anche ricevere rimborsi spese e compensi dall'associazione)
I soci ordinari sono tutti gli altri associati.
Gli associati sono obbligati al versamento della quota annuale nella misura stabilita dal Consiglio Direttivo. Ove in regola con tale versamento, partecipano con pieno diritto e con voto deliberativo all'assemblea.
I soci sostenitori o sponsor: Sono Soci Sostenitori coloro che annualmente corrispondono volontariamente oltre alla quota associativa un contributo di importo superiore
ad almeno tre volte la quota stessa od eventuali contributi straordinari richiesti dall’Assemblea.
Art.9 - Gli associati cessano di appartenere all'associazione: per recesso, per decadenza, per esclusione.
QUOTA D’ISCRIZIONE
Art.10 La quota d’iscrizione sarà deliberata di anno in anno dal Consiglio Direttivo.
ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE:
Art.11 Gli Organi dell'associazione sono: L'assemblea,Il Consiglio Direttivo ,Il Presidente,il vice Presidente.
Art. 12 L’Assemblea generale dei soci è il massimo organo deliberativo dell’associazione ed è convocata in
sessioni ordinarie e straordinarie. Quando è regolarmente convocata e costituita rappresenta
l’universalità degli associati e le deliberazioni da essa legittimamente adottate obbligano tutti gli
associati, anche se non intervenuti o dissenzienti.
Art.13 La convocazione dell’assemblea ordinaria potrà essere richiesta al Consiglio direttivo da almeno la
metà più uno (può essere previsto anche che un diverso numero di associati eserciti la facoltà di
richiedere la convocazione dell’assemblea in oggetto considerando tuttavia l’eccezionalità delle
competenze attribuite a quest’ultima) degli associati in regola con il pagamento delle quote associative
all’atto della richiesta che ne propongono l’ordine del giorno. In tal caso la convocazione è atto dovuto
da parte del Consiglio direttivo. La convocazione dell’assemblea straordinaria potrà essere richiesta
anche dalla metà più uno (può essere previsto un diverso numero di amministratori, salvo quanto detto
sopra) dei componenti il consiglio direttivo.
Art.14 L’Assemblea dovrà essere convocata presso la sede dell’associazione o, comunque, in luogo idoneo
a garantire la massima partecipazione degli associati.
Art.15 Le assemblee sono presiedute dal presidente del consiglio direttivo, in caso di sua assenza o
impedimento, da una delle persone legittimamente intervenute all’assemblea ed eletta dalla
maggioranza dei presenti.
Art.16 L’assemblea nomina un segretario e, se necessario, due scrutatori. Nell’assemblea con funzione
elettiva in ordine alla designazione delle cariche sociali, è fatto divieto di nominare tra i soggetti con
funzioni di scrutatori, i candidati alle medesime cariche.
Art.17 L’assistenza del segretario non è necessaria quando il verbale dell’assemblea sia redatto da un
notaio.
Art.18 Il presidente dirige e regola le discussioni e stabilisce e regola le modalità e l’ordine delle votazioni.
Art.19 Di ogni assemblea si dovrà redigere apposito verbale firmato dal presidente della stessa, dal
segretario e, se nominati, dai due scrutatori. Copia dello stesso deve essere messo a disposizione di tutti
gli associati con le formalità ritenute più idonee dal consiglio direttivo a garantirne la massima
diffusione.
Art. 20 Diritti di partecipazione
1 - Potranno prendere parte alle assemblee ordinarie e straordinarie dell’associazione i soli soci in
regola con il versamento della quota annua e non soggetti a provvedimenti disciplinari in corso di
esecuzione. Avranno diritto di voto solo gli associati maggiorenni.
2 - Ogni socio può rappresentare in assemblea, per mezzo di delega scritta non più di un associato.
Art. 21 Compiti dell’assemblea
1 - La convocazione dell’assemblea ordinaria avverrà minimo otto giorni prima mediante affissione di
avviso nella sede dell’Associazione e contestuale comunicazione agli associati a mezzo posta ordinaria,
elettronica, fax o telegramma. Nella convocazione dell’assemblea devono essere indicati il giorno, il
luogo e l’ora dell’adunanza e l’elenco delle materie trattate.
2 - L’assemblea deve essere convocata, a cura del Consiglio Direttivo, almeno una volta l’anno entro
quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del rendiconto economico e
finanziario e per l’esame del bilancio preventivo.
3 - Spetta all’assemblea deliberare sugli indirizzi e sulle direttive generali dell’associazione nonché in
merito all’approvazione dei regolamenti sociali, per la nomina degli organi direttivi dell’associazione e
su tutti gli argomenti attinenti alla vita ed ai rapporti dell’Associazione che non rientrino nella
competenza dell’assemblea straordinaria e che siano legittimamente sottoposti al suo esame ai sensi del
precedente articolo 9, comma 2.
Art. 22 Validità assembleare
1 - L’assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza della
maggioranza assoluta (potrà anche essere richiesta la maggioranza semplice ai sensi dell’art. 21 del
Codice Civile) degli associati aventi diritto di voto e delibera validamente con voto favorevole della
maggioranza dei presenti. Ogni socio ha diritto a un voto.
2 - L’assemblea straordinaria in prima convocazione è validamente costituita quando sono presenti due
terzi degli associati aventi diritto di voto e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei
presenti.
3 - Trascorsa un’ora dalla prima convocazione tanto l’assemblea ordinaria che l’assemblea
straordinaria saranno validamente costituite qualunque sia il numero degli associati intervenuti e
delibera con il voto dei presenti.
Art. 23 Assemblea straordinaria
1 - L’assemblea straordinaria deve essere convocata dal consiglio direttivo almeno quindici giorni
prima dell’adunanza mediante affissione di avviso nella sede dell’associazione e contestuale
comunicazione agli associati a mezzo posta ordinaria elettronica, fax o telegramma. Nella
convocazione dell’assemblea devono essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza e l’elenco
delle materie da trattare.
2 – L’assemblea straordinaria delibera sulle seguenti materie: approvazione e modificazione dello
statuto sociale, atti e contratti relativi a diritti reali immobiliari, designazione e sostituzione degli organi
sociali elettivi qualora la decadenza di questi ultimi sia tale da compromettere il funzionamento e la
gestione dell’associazione, scioglimento dell’associazione e modalità di liquidazione.
Art. 24 Consiglio Direttivo
1 - Il consiglio direttivo è composto da un numero di membri che viene stabilito dall’assemblea fino ad
un massimo di …………………… eletti dall’assemblea e nel proprio ambito nomina il presidente,
vicepresidente ed il segretario con funzioni di tesoriere. Tutti gli incarichi sociali si intendono a titolo
gratuito. Il Consiglio dura in carica 4 anni ed i suoi componenti sono rieleggibili. Le deliberazioni
verranno adottate a maggioranza. In caso di parità prevarrà il voto del presidente.
2 - Possono ricoprire cariche sociali i soli soci in regola con il pagamento delle quote associative che
siano maggiorenni, non ricoprano cariche sociali in altre società o associazioni sportive dilettantistiche
nell’ambito della stessa disciplina, non abbiano riportato condanne passate in giudizio per delitti non
colposi e non siano stati assoggettati da parte del Coni o di una qualsiasi delle Federazioni sportive
nazionali ad esso aderenti a squalifiche o sospensioni per periodi complessivamente intesi non superiori
ad un anno.
3 - Il Consiglio direttivo è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei consiglieri in
carica e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
4 - In caso di parità il voto del Presidente è determinante.
5 - Le deliberazioni del consiglio, per la loro validità devono risultare da un verbale sottoscritto da chi
ha presieduto la riunione e dal segretario. Lo stesso deve essere messo a disposizione di tutti gli
associati con le formalità ritenute più idonee dal Consiglio direttivo atte a garantirne la massima
diffusione.
Art. 25 Dimissioni
1 - Nel caso che per qualsiasi ragione durante il corso dell’esercizio venissero a mancare uno o più
consiglieri che non superino la metà del consiglio, i rimanenti provvederanno alla integrazione del
consiglio con il subentro del primo candidato in ordine di votazioni, alla carica di consigliere non
eletto, a condizione che abbia riportato almeno la metà delle votazioni conseguite dall’ultimo
consigliere effettivamente eletto. Ove non vi siano candidati che abbiano tali caratteristiche, il consiglio
proseguirà carente dei suoi componenti fino alla prima assemblea utile dove si procederà alle votazioni
per surrogare i mancanti che resteranno in carica fino alla scadenza dei consiglieri sostituiti.
2 - Nel caso di dimissioni o impedimento del presidente del consiglio direttivo a svolgere i suoi
compiti, le relative funzioni saranno svolte dal vice presidente fino alla nomina del nuovo presidente
che dovrà aver luogo alla prima assemblea utile successiva.
3 - Il consiglio direttivo dovrà considerarsi decaduto e non più in carica qualora per dimissioni o per
qualsiasi altra causa venga a perdere la maggioranza dei suoi componenti, compreso il presidente. Al
verificarsi di tale evento dovrà essere convocata immediatamente e senza ritardo l’assemblea ordinaria
per la nomina del nuovo consiglio direttivo. Fino alla sua nuova costituzione e limitatamente agli affari
urgenti e alla gestione dell’amministrazione ordinaria dell’associazione, le funzioni saranno svolte dal
consiglio direttivo decaduto.
Art. 26 Convocazione Direttivo
1 - Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario, oppure se ne sia
fatta richiesta da almeno la metà dei Consiglieri, senza formalità.
Art. 27 Compiti del Consiglio Direttivo
1 - Sono compiti del Consiglio Direttivo:
a) deliberare sulle domande di ammissione dei soci.
b) redigere il bilancio preventivo e quello consuntivo da sottoporre all’assemblea;
c) fissare le date delle assemblee ordinarie dei soci da indire almeno una volta l’anno e convocare
l’assemblea straordinaria nel rispetto dei quorum di cui all’art. 8, comma 2;
d) redigere gli eventuali regolamenti interni relativi all’attività sociale da sottoporre all’approvazione
dell’assemblea degli associati;
e) adottare i provvedimenti di radiazione verso i soci qualora si dovessero rendere necessari;
f) attuare le finalità previste dallo statuto e l’attuazione delle decisioni dell’assemblea dei soci.
g) Stipulare atti e contratti relativi a diritti reali immobiliari.
h) Stipulare contratti di gestione, di locazione, di compravendita anche rateali di macchine, di forniture,
di appalto, di permute, aprire conti correnti bancari, contrarre assicurazioni varie ed in particolare
accedere a finanziamenti bancari, contrarre mutui, contratti di leasing e assumere ogni altro impegno
finanziario non previsto, formare commissioni e/o gruppi di lavoro per la gestione delle strutture
ricreative dell’associazione e commissioni sportive e comunque sono demandati al Consiglio tutti i
poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.
i) Il Presidente del Consiglio Direttivo può conferire sia ai Soci che a terzi procure speciali o “ad
negotia” per determinati atti o categorie di atti.
Art. 28 Il Presidente
1 - Il Presidente, per delega del Consiglio direttivo dirige l’Associazione e ne controlla il
funzionamento nel rispetto dell’autonomia degli altri organi sociali; ne è il legale rappresentante per
ogni evenienza.
Art. 29 Il Vice Presidente
1 - Il Vicepresidente sostituisce il Presidente in caso di sua assenza o impedimento temporaneo ed in
quelle mansioni nelle quali venga espressamente delegato.
Art. 30 Il Segretario
1 - Il Segretario dà esecuzioni alle deliberazioni del Presidente e del Consiglio Direttivo, redige i
verbali delle riunioni, attende alla corrispondenza e come tesoriere cura l’amministrazione
dell’Associazione e si incarica della tenuta dei libri contabili nonché delle riscossioni e dei pagamenti
da effettuarsi previo mandato del Consiglio Direttivo.
Art. 31 Il rendiconto
1 - Il consiglio direttivo redige il bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione
assembleare. Il bilancio consuntivo deve informare circa la complessiva situazione
economica/finanziaria dell’associazione.
2 - Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la
situazione patrimoniale ed economica/finanziaria dell’associazione, nel rispetto del principio della
trasparenza nei confronti degli associati.
3 – Insieme alla convocazione dell’assemblea ordinaria che riporta all’ordine del giorno l’approvazione
del bilancio, deve essere messo a disposizione di tutti gli associati, copia del bilancio stesso.
Art. 32 Anno sociale
1 - L’anno sociale e l’esercizio finanziario iniziano il 1 gennaio e terminano il 31 dicembre di ciascun
anno (o diverso periodo liberamente scelto dall’associazione).
Art. 33 Patrimonio
1 - I mezzi finanziari sono costituiti dalle quote associative determinate annualmente dal Consiglio
Direttivo, dai contributi di enti ed associazioni, da lasciti e donazioni, dai proventi derivanti dalle
attività organizzate dall’ Associazione.
Art. 34 Sezioni
1 – L’assemblea, nella sessione ordinaria, potrà costituire delle sezioni nei luoghi che riterrà opportuni
al fine di meglio raggiungere gli scopi sociali.
Art. 35 Clausola Compromissoria
1- Tutte le controversie insorgenti tra l’associazione ed i soci e tra i soci medesimi saranno devolute
all’esclusiva competenza di un Collegio Arbitrale costituito secondo le regole previste dalla
Federazione sportiva di appartenenza.
Art.36 - I titolari degli organi associativi decadono:
- per dimissioni;
- per revoca, quando non esplichino più l'attività associativa inerente alla loro carica, o quando siano intervenuti gravi motivi.
La revoca viene deliberata dall'assemblea degli associati, sentito il Dirigente.
Le dimissioni, o la revoca, del Presidente dell’Associazione comporta la decadenza di tutti gli organi statutari. Le dimissioni o la revoca degli altri dirigenti determina la loro sostituzione con il primo dei non eletti nell'ultima assemblea, il quale rimane in carica fino alla scadenza della durata originaria dell'organo associativo.
Art.37 L’Assemblea vota normalmente per alzata di mano; su decisione del Presidente e per
argomenti di particolare importanza la votazione può essere effettuata a scrutinio segreto. Il
Presidente inoltre in questo caso può scegliere due scrutatori fra i presenti.
MODIFICHE STATUTARIE
Art. 38 Il presente Statuto potrà essere modificato o integrato in qualsiasi momento purché le varianti,
le aggiunte o le modifiche siano sottoposte ed approvate a maggioranza semplice
dell’Assemblea dei soci appositamente convocata.
SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
Art.39 In caso di scioglimento dell’Associazione l’Assemblea designerà uno o più liquidatori
determinandone i poteri. Il netto risultante dalla liquidazione sarà devoluto secondo indicazioni
dell’Assemblea o dei liquidatori a scopi di beneficenza o di pubblica utilità, tenuto conto dei
limiti imposti dalla Legge e dal presente Statuto.
REGOLAMENTO INTERNO
Art.40 Particolari norme di funzionamento e di esecuzione de presente Statuto potranno essere
eventualmente disposte con regolamento interno da elaborarsi a cura del Consiglio Direttivo.
RINVIO
Art.41 Per tutto non è previsto dal presente Statuto si fa rinvio alle norme di Legge ed ai principi
generali dell’ordinamento giuridico italiano.

Il "segreto" della morfina "Così agisce sui neuroni del piacere"

Ricerca Usa: la sostanza libera la produzione di dopamina: questa la chiave della dipendenza
Alla base del meccanismo di assuefazione una forma di "apprendimento patologico"

Scoperto il "segreto" della morfina
"Così agisce sui neuroni del piacere"


<B>Scoperto il "segreto" della morfina<br>"Così agisce sui neuroni del piacere"</B>
ROMA - Un meccanismo che libera la produzione di dopamina, la sostanza che si genera naturalmente durante le situazioni che creano piacere: è questa la chiave che spiega l'assuefazione alle droghe, secondo una ricerca pubblicata su Nature.

I ricercatori hanno visto, studiando gli effetti della morfina sui topi, che quello che si crea nel cervello è uno squilibrio fra l'eccitazione e l'inibizione delle cellule nervose, che contribuisce ai primi stadi della dipendenza dagli oppiacei. Una sola dose è in grado di bloccare le connessioni fra neuroni, o sinapsi, quando la droga è già stata eliminata da tempo dall'organismo. Questo spiegherebbe anche la sensazione di astinenza e la ricerca "forzata" di stupefacenti, secondo gli scienziati.

Julie Kauer, che ha coordinato lo studio all'università Brown, ha studiato come la morfina agisce sul processo chiamato LTP (Long term potentiation), che sta alla base dell'apprendimento e della memoria. "La morfina provoca delle modificazioni durevoli nel cervello, bloccando meccanismi che giocano un ruolo chiave nella memoria", ha spiegato la dottoressa.

"Le sinapsi affette - spiega Kauer - sono proprio quelle fra i neuroni inibitori e quelli che regolano la dopamina. In un cervello sano, i neuroni inibitori limitano il rilascio di questa sostanza, mentre le sostanze che danno assuefazione lo aumentano".

In pratica, quindi, l'effetto di morfina e altri oppioidi è di aumentare la ricompensa che il cervello offre per gli stimoli piacevoli. "Se si rimuove il freno e le cellule della dopamina cominciano a produrne in quantità - spiega ancora la ricercatrice - questa attività, combinata con gli altri effetti sul cervello, può aumentare la vulnerabilità alla dipendenza. Il cervello, in pratica, impara a desiderare moltissimo la droga".

I ricercatori hanno individuato anche qual è la molecola precisa che la morfina "disattiva": si tratta del guanilato ciclasi, un enzima che potrà essere obiettivo per farmaci che prevengono o curano le dipendenze.

SEBASTIANO SESSA Personal trainer - siracusa - ISCRITTO ALBO TECNICI C.S.E.N. riconosciuto dal CONI

SEBASTIANO SESSA Icon_coop



Personal trainer certificato con Ente di Promozione Sportiva Riconosciuto dal CONI

IN ELENCO OPERATORI: Nutrizione, Fitness

Profilo professionale Carta Etica

  • 5 anni, 10 anni di attività Scarica il curriculum »
  • 2012 anno iscrizione Iscritto albo nazionale tecnici C.S.E.N. numero 6448
  • 2002 Perito Chimico
  • 2007 specializzazione in Diploma Nazionale istruttore fitness e body building 1°livello
  • 2007 specializzazione in Patentino tecnico C.S.E.N. (Centro Sportivo Educativo Nazionale)
  • 2007 specializzazione in Qualifica istruttore di nuoto rilasciata dalla FIN (Federazione Italiana Nuoto)
  • 2007 specializzazione in Diploma Nazionale istruttore fitness e body building 2°livello
  • 2008 specializzazione in Master in nutrizione e metodo a zona A.I.C.S. (Associazione Italiana Cultura e Sport) Actives e Wellness Point
  • 2008 specializzazione in Master in metodologie di allenamento e integrazione sportiva
  • 2009 specializzazione in Master patologie della colonna vertebrale e valutazione posturale
  • 2009 specializzazione in Attestato di partecipazione sulle basi medico scientifiche della nutrizione vegetariana test di valutazione finale punteggio (voto 37/50)
  • 2010 specializzazione in Diploma Personal Trainer e tesserino tecnico Riconosciuto dall'Ente di Promozione Sportiva del CONI
  • 2011 specializzazione in Master articolazione della spalla e del ginocchio
  • 2011 specializzazione in Attestato di partecipazione al corso di formazione analisi della composizione corporea e bioimpedenziometria
  • 2011 specializzazione in Attestato di base di riflessologia plantare
Sebastiano Sessa
Tel 3406786249
Professionisti
96100
Siracusa
Sicilia

CONOSCIAMO I GRASSI CORPOREI E IL LORO METABOLISMO- RAYMOND BARD WELLNESS COACH

CONOSCIAMO I GRASSI CORPOREI E IL LORO METABOLISMO- RAYMOND BARD WELLNESS COACH


I lipídi (detti anche grassi, dal greco lypos, grasso) sono molecole organiche, presenti in natura, raggruppate sulla base delle loro proprietà comuni di solubilità: sono insolubili in acqua (per questo si definiscono idrofobi), mentre sono solubili in solventi organici non polari, come l'etere o l'acetone.

I lipídi hanno una densità significativamente minore di quella dell'acqua (cioè galleggiano). Dal punto di vista strutturale, sono costituiti prevalentemente da atomi di carbonio e di idrogeno uniti tra loro con legami covalenti scarsamente.

I lipidi hanno un altissimo contenuto energetico e, nell'ambito dei tre gruppi di macromolecole che compongono gli elementi nutritivi per la cellula:

  • Grassi (o lipídi)
  • Zuccheri (o glucídi)
  • Proteine (o protídi)

sono quelli in grado di sviluppare durante il catabolismo, la massima quantità di energia.

Negli animali e nell'uomo, il principale utilizzo del grasso è come riserva energetica per il corpo e come isolante termico. I grassi vengono immagazzinati principalmente nel tessuto adiposo sotto forma di triglicèridi.



La funzione di lipidi nell'organismo umano

I lipidi hanno varie funzioni nell'organismo umano come elementi strutturali, funzionali e come riserve energetiche:



elemento strutturale (di costruzione):

  • di membrane cellulari in genere: fosfolipidi, colesterolo
  • di tessuti nervosi e cervellari in grandi quantità: sfingolipidi (legati a zuccheri, proteine, fosfati)
  • di tessuti lipidici strutturali come termoregolatori e assorbitori meccanici: tessuto lipidico marrone, formato maggiormente di trigliceridi

elemento funzionale come:

  • ormoni steroidei: vedi ghiandole surrenali
  • per la biosintesi di acidi biliari, colesterolo ecc. nel fegato
  • per la biosintesi di vitamina D3 in fegato e reni

riserva energetica.



Biosintesi di lipidi

La biosintesi di lipidi avviene primordialmente in fegato, tessuti lipidici, reni, polmoni e ghiandole lattiferi. I necessari acidi grassi vengono o dall'alimentazione tramite il flusso sanguino o sono sintetizzati dall'acetilcoenzima A. L'illustrazione sotto mostra i principali processi metabolici in merito.








L'illustrazione fa anche capire, perché all'uomo è possibile un'alimentazione prevalentemente proteica/carboidratica o prevalentemente proteica/lipidica come pure tutte le sfumature tra i due: l'acetilcoenzima A permette la trasformazione a vicenda tra i due.

Inoltre, tutte le sostanze caloricamente rilevanti: proteine, lipidi e zuccheri possono essere trasformati in trigliceride composto di acidi grassi e immagazzinati nel tessuto lipidico bianco come riserva calorica.



Metabolismo dei lipidi

I lipidi che sono introdotti con gli alimenti hanno una composizione variabile e sappiamo che possono essere gliceridi,steroidi, fosfolipidi, vitamine liposolubili, eccetera, ma le molecole lipidiche più abbondanti negli alimenti e che il nostro organismo sfrutta per ricavarne energia, sono soprattutto i trigliceridi.

I lipidi, a differenza dei carboidrati, passano immodificati attraverso la bocca e lo stomaco e solo quando arrivano nel duodeno (inizio dell'intestino tenue) inizia la loro digestione.



Poiché i trigliceridi sono sostanze idrofobe, il primo problema che l'organismo deve affrontare per la loro trasformazione in molecole più semplici, è quello di fare in modo che gli enzimi digestivi, dispersi in un mezzo acquoso, possano adeguatamente legarsi ad essi. Ciò è possibile in quanto i trigliceridi vengono emulsionati dai sali biliari secreti dalla bile proveniente dalla cistifellea.

La bile ha una composizione molto complessa e contiene oltre agli acidi biliari che nel duodeno si trasformano immediatamente nei rispettivi sali, anche il colesterolo, fosfolipidi, pigmenti biliari.

La funzione dei sali biliari è anche quella di neutralizzare l' acidità gastrica (pH=2) e rendere quindi attivi gli enzimi intestinali che hanno un pH ottimale intorno a 7.

Contemporaneamente, dai dotti pancreatici viene secreta la prolipasi, un proenzima che attivata a lipasi dai sali biliari e da una proteina specifica (colipasi), idrolizza i legami estere tra il glicerolo e gli acidi grassi.

L'assorbimento degli acidi grassi avviene quasi esclusivamente nel tratto dell'intestino tenue chiamato digiuno e il passaggio dentro le cellule della mucosa avviene per semplice diffusione.

I trigliceridi, a differenza di ciò che succede ai carboidrati e agli amminoacidi, non passano nei vasi sanguigni, ma vengono assorbiti dai vasi linfatici; la linfa assume un aspetto lattiginoso e viene chiamato chilo.



Classificazione degli acidi grassi

Gli acidi grassi possono essere classificati in base alla lunghezza della catena carboniosa, poiché a seconda di tale lunghezza essi prendono una strada di distribuzione ematica diversa, come:

  • Acidi grassi a catena corta con un numero di atomi di carbonio da 1 a 4.
  • Acidi grassi a catena media con un numero di atomi di carbonio da 8 a 14
  • Acidi grassi a catena lunga con un numero di atomi di carbonio da 16 a 20-24.

Gli acidi grassi possono essere, in base all'assenza o alla presenza di doppi legami nella catena carboniosa da cui dipende anche la temperatura di fusione degli acidi grassi stessi, classificati come:

  • Acidi grassi saturi se essi sono assenti.
  • Acidi grassi insaturi se essi sono presenti, monoenoici se ne è presente uno e polienoici se ne sono presenti più di uno.

Essendo essenziali certi acidi grassi insaturi, quest'ultimi si classificano anche in base alla loro appartenenza a determinati processi metabolici in:

  • omega-3 quando l'ultimo doppio legame è presente sul terzo carbonio a partire dalla fine.
  • omega-6 quando l'ultimo doppio legame è presente sul sesto carbonio a partire dalla fine.
  • omega-9 quando l'ultimo doppio legame è presente sul nono carbonio a partire dalla fine.

Funzioni organiche degli acidi grassi

Acidi grassi sono biosintetizzati nell'organismo umano a partire da grassi alimentari, grassi di deposito o lipidi endogeni (vedi Metabolismo dei lipidi).

La degradazione di acidi grassi avviene tramite beta-ossidazione in acetilcoenzima A, il quale viene utilizzato per la biosintesi di nuovi acidi grassi oppure è degradato nel ciclo di Krebs (con ossigeno) in acqua e anidride carbonica liberando energia.

Il grafico sotto dimostra i principali processi metabolici in merito. Si nota che proteine, glucidi e lipidi alimentari sono trasformabili tutti in acidi grassi organici. I lipidi organici e alimentari vengono smaltiti senza resti (tramite il ciclo dell'acido citrico) con l'uso di ossigeno in energia, acqua e anidride carbonica.








PROTIDI

I protidi sono uno dei componenti fondamentali delle cellule. La loro composizione in amminoacidi è variabile e sotto il controllo genetico per cui il loro peso molecolare può essere molto variabile e dipende dal numero e dal tipo di amminoacidi (monomeri) di cui è costituita la molecola. Se la molecola è costituita da poche unità di amminoacidi (in genere non più di 15 ÷ 20) viene definita un oligopeptide. In genere, un oligopeptide non ha una ben definita conformazione in soluzione ma, essendo piuttosto flessibile, la cambia continuamente. Un polimero più lungo si dice polipeptide. Uno o più polipeptidi costituiscono una proteina.

Per capire quante proteine si possono formare con 20 diversi tipi di amminoacidi, basta immaginare quante parole possiamo comporre con le 21 lettere dell'alfabeto. Inoltre, proteine che contengono lo stesso tipo e numero di amminoacidi possono differire dall'ordine in cui questi sono situati nella struttura della molecola. Tale aspetto è molto importante perché una minima variazione nella sequenza degli amminoacidi di una proteina (cioè nell'ordine con cui i vari tipi di amminoacidi si susseguono) può portare a variazioni nella struttura tridimensionale della macromolecola che possono rendere la proteina non funzionale.



Composizione elementare

La molecola proteica risulta costituita da atomi di carbonio, ossigeno, idrogeno e azoto; spesso contiene anche zolfo e, talvolta, fosforo e/o metalli come ferro, rame, zinco ed altri.



Gli amminoacidi 

La struttura generica degli amminoacidi ordinari è la seguente:



    R

    |

NH2-C-COOH

    |

    H

in cui R rappresenta un gruppo specifico di ogni amminoacido. In funzione delle proprietà chimiche di tale gruppo, un amminoacido viene classificato come acido, basico, idrofilo e idrofobo.

Per formale eliminazione di una molecola di acqua (dato che l'equilibrio della reazione è fortemente spostato a sinistra), il gruppo amminico di un amminoacido può legarsi al gruppo carbossilico di un altro:



H2N-CH-COOH  +  H2N-CH-COOH  -->  H2N-CH-CO-NH-CH-COOH   +   H2O

    |               |                 |        |

    R               R'                R        R'

il legame che unisce due amminoacidi, evidenziato in rosso, prende il nome di legame peptidico. Una catena di più amminoacidi legati attraverso legami peptidici prende il nome generico di polipeptide, uno o più polipeptidi, a volte accompagnati da altre molecole ausiliarie, costituiscono una proteina.

L'ingombro dei vari gruppi R che sporgono dalla catena polipetidica, l'affinità reciproca tra gruppi polari e tra gruppi apolari, l'attrazione tra gruppi basici e gruppi acidi sono alcune delle forze che concorrono a modellare la conformazione della proteina nello spazio, conformazione dalla quale dipende in modo essenziale l'attività biologica della proteina stessa.

Gli amminoacidi presenti negli organismi viventi sono numerosissimi ma solo venti di essi sono sottoposti al controllo genetico, come conseguenza dei processi evolutivi, e contenuti nelle proteine.



Funzioni

Di fondamentale importanza per tutti gli essere viventi, le proteine svolgono funzioni energetica, strutturale, immunitaria, trasporto (di ossigeno, metalli, lipidi, di membrana), di identificazione dell'identità genetica, ormonale, enzimatica, contrattile.



Classificazione

La classificazione può essere fatta in base alla composizione chimica, alla configurazione molecolare o alla solubilità. Si distinguono così proteine semplici (costituite da soli amminoacidi) e proteine coniugate (costituite da una proteina semplice e da un gruppo prostetico di natura non proteica).



PRODUZIONE DI ENERGIA

I MITOCONDRI sono organuli cellulari di probabile origine batterica come simbionti della cellula eurarioti. Tali cellule ospitano batteri che non hanno il nucleo. Noi forniamo RNA e DNA al mitocondrio il quale produce energia per noi.

L’ossidazione degli zuccheri (trasformazione in energia) avviene in due fasi:

GLICOLISI: ogni volta che l’organismo necessita di zucchero, la molecola di carbonio di 6 atomi viene divisa in due molecole di glucosio da 3 atomi. Il glucosio si trasforma in PIRUVATO. A questo punto inizia il ciclo di Krebs. Il prodotto finale è ATP  e CO2 (anidride carbonica che viene espulsa). Le piante (anche le alghe), che vivono in simbiosi con noi, trasformato l’anidride carbonica glucosio che serve a noi.








CICLO DI KREBS la produzione di energia avviene sulle creste mitocondriali. L’acido piruvico reagisce con l’acetilico enzima A che deriva dall’ossidazione dei grassi. Iniziano reazioni a catena che produce l’ATP (ADENOSINTRINFOSFATO) e poi inizia nuovamente il ciclo. Il ciclo si interrompe quando finisce il glucosio. Un eccesso di ATP produce grasso. Gli elettroni fanno il giro del ciclo e vengono captati per la produzione di ATP.

La cellula è teoricamente immortale

 

"La cellula è teoricamente immortale; è il fluido nel quale vive che si  degrada. Sostituendo questo fluido a intervalli regolari daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente."

 

Dr.  Alexis Carrel

(premio nobel per la medicina e la fisiologia)




""Tutte le morti sono dovute ad una situazione progressiva di acidità organica."
 
Dr. Cee W. Crile M.D

Il livello di acidità (pH) è uno dei più importanti per il mantenimento di un buon stato di salute.


Il ph perchè è così importante
L’importanza dell’equilibrio acido-base: la problematica acidosi.
Il livello di acidità (pH) è uno dei più importanti per il mantenimento di un buon stato di salute. I liquidi organici sono tutti leggermente alcalini, i loro valori vanno da pH 7,1 (la saliva di un uomo sano) a 8,8 (i succhi pancreatici). Il sangue necessita di un pH costante di 7,4, al di sotto del quale appaiono fenomeni di acidosi, al di sopra, di alcalosi.

SOSTANZE ACIDE = quelle che rilasciano ioni d’Idrogeno;

SOSTANZE BASICHE = quelle che legano ioni d’Idrogeno. L’organismo umano richiede energia: il cibo che mangiamo e l’ossigeno che respiriamo ci forniscono tutti i giorni l’energia per lavorare, camminare, parlare, pensare o, semplicemente, vivere. Per trasformare gli alimenti e l’ossigeno in nutrizione ed energia, l’organismo produce scorie metaboliche acide che vengono eliminate attraverso le urine, le feci, il sudore ma anche attraverso la respirazione. Molte fra queste scorie metaboliche acide vengono trasmesse agli organi escretori attraverso il sangue.
L’equilibrio acido-base.

Il sangue, leggermente alcalino, è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide. Quando queste aumentano, esse devono essere neutralizzate in altro modo. I minerali alcalinizzanti come potassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l’equilibrio acido-base nell’organismo. Quando, pur con tutti gli accorgimenti fisiologici, le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l’acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento.

In questo modo gli organi interessati allo smaltimento delle scorie metaboliche acide in eccesso si sottopongono a continui stress organici che, a lungo andare, li deteriorano.
Ecco, dunque, che risulta sempre più importante mantenere in ottima salute l’intestino, centro nevralgico che contiene oltre il 70% delle difese immunitarie, e gli altri organi-tampone (rene, sangue e polmoni), deputati a eliminare scorie metaboliche acide attraverso l’urina, il sudore e la respirazione.
Superfluo aggiungere che per via soprattutto di una scorretta alimentazione, la stragrande maggioranza degli uomini ha una prevalente propensione all’Acidosi.

Il nostro corpo, tuttavia, è in grado d’innescare innumerevoli dispositivi per bilanciare (tamponare, neutralizzare) le sostanze acide eccedenti, anche se a discapito delle scorte alcaline del nostro organismo (Sodio, Calcio, …). Sono alcalinizzanti i minerali quali il Calcio, il Ferro, il Magnesio, il Potassio, il Sodio mentre sono acidificanti il Cloro, il Fosforo, lo Zolfo.
L’importanza degli alimenti alcalinizzanti. La dieta dei paesi industrializzati, sempre più povera di alimenti alcalinizzanti, ma anche la vita sedentaria con scarsa ossigenazione dei tessuti, lo stress fisico e psichico, l’assunzione di farmaci (antinfiammatori) e una flora intestinale non equilibrata possono portare a un accumulo di scorie metaboliche acide. Anche l’alcool e il fumo aumentano sensibilmente la quantità di scorie metaboliche acide che devono essere eliminate. Infine, l’attività sportiva particolarmente intensa o stressante può generare l’accumulo di sostanze acide con conseguente formazione di acidosi tissutale. (ecco perchè la consiglio con moderazione e calibrata alla persona) Ma l’importanza di controllare l’equilibrio acido-basico attraverso l’assunzione di alimenti alcalinizzanti risulta chiara se pensiamo che nel corso della propria vita una persona mangia circa 30 tonnellate di alimenti solidi corrispondenti a circa 78.840 pasti (con “caffè + spuntini” = 105.120 pasti). Per mangiare (30 min. A pasto) impieghiamo circa 6 anni della nostra esistenza! Una dieta non corretta è quindi il primo fattore predisponente all’acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l’alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!
Gli Acidi più complicati da espellere sono quelli che ci provengono dalla
“digestione” delle proteine di derivazione animale, soprattutto l’Acido urico, quello acetico (glicidi e lipidi=dolci e grassi), l’ossalico (spinaci, cacao, …), il tannico (thè nero e caffè), il nitrico (formaggi), il lattico (eccessivo e cruento esercizio muscolare), …

La nostra dieta dovrebbe essere la primaria sorgente di rifornimento delle sostanze alcaline, dei minerali, degli oligoelementi, … utili per mantenersi e invecchiare sani.

Ma gli alimenti che rilasciano sostanze alcalinizzanti sono pochi: tutta la frutta fresca in linea generale, anche il nocciolame, tipo le mandorle, tutti i vegetali, incluse le patate con la buccia e poi poco, anzi pochissimo, altro ancora.

Diversamente, tra gli alimenti acidificanti non c’è che l’imbarazzo della scelta: tutti gli alimenti di derivazione animale, come la carne (includendo in essa anche il pesce), i formaggi, moltissima frutta secca, gli zuccheri, i dolciumi, tutti i cereali raffinati, anche quelli non (L’unico cereale alcalinizzante è il Miglio), che tuttavia hanno fibra e sostanze nutrizionali, tra cui abbondanza di minerali, quindi, da non escludere da una sana dieta, anche perché i loro acidi sono agevolmente espulsi con l’attività respiratoria.
LA SCOPERTA DELLA DOTT.SSA LYNDA FRASSETTO Nel 1996 la Dott.ssa Lynda Frassetto dell’Università della California in San Francisco ha scoperto che, con l’avanzare dell’età, dopo circa i 45 anni, perdiamo gradualmente i tamponi alcalini – i bicarbonati- nel nostro sangue. Intorno ai 90 anni perdiamo il 18 % di bicarbonati nel nostro sangue. Un quantitativo insufficiente di bicarbonati nel nostro sangue riduce la nostra capacità di gestire (neutralizzare e scaricare) gli acidi che il nostro organismo produce. Questa è la causa dell’invecchiamento. L’età di 45 anni è l’età media in cui gli esseri umani iniziano a mostrare sintomi quali diabete, ipertensione, osteoporosi e molte altre malattie degenerative. E poichè non possiamo più gestire gli acidi, li accumuliamo nel nostro corpo, sotto forma di colesterolo, acido grasso, acido urico, urato, solfato, fosfato, calcoli renali, ecc.

PH: Il fattore dimenticato della nutrizione.
Il principale impegno del corpo umano per la vita consiste nel costante bilanciamento dell’acidità e dell’alcalinità. Noi ci nutriamo per ricavare l’energia necessaria per le nostre funzioni. Dopo la cessione di energia da parte del cibo, tramite combustione con l’ossigeno, restano rifiuti acidi. Il corpo cerca di fare del suo meglio per disfarsi di questi acidi per mezzo dell’urina, della sudorazione ed espirando biossido di carbonio.
Alcuni acidi tossici non possono essere rimossi facilmente tramite i mezzi appena citati. Pertanto il corpo sottrae calcio al sistema scheletrico per neutralizzare tali eccessi di tossine acide e creare un ambiente più sicuro, provocando però una riduzione della densità ossea.

Il corpo umano è una sorprendente macchina progettata per la massima sopravvivenza. Quando una parte è danneggiata, altre parti cercano di compensarvi. Anche se ciò potrebbe determinare dei danni a lungo termine, la sua priorità è la sopravvivenza nell’immediato.
Il cibo produce continuamente rifiuti acidi che si aggiungono a quelli del metabolismo cellulare e il corpo fa del suo meglio per eliminarli. Tuttavia se non dispone di una sufficiente scorta alcalina (bicarbonati), il corpo non può disfarsi al 100% di tali acidi. Al fine di mantenere il pH sanguigno costante, il corpo adotta un abile stratagemma:
converte gli acidi liquidi in acidi solidi come colesterolo o acidi grassi. Infatti se questi acidi non sono sciolti nel sangue, il pH del sangue non si abbassa. INGEGNOSO!

Qual è il danno a lungo termine di questo processo strategico?

Il sangue si addensa e la circolazione diventa lenta a tal punto da non fornire abbastanza ossigeno e sostanze nutritive agli organi vitali, causando così qualunque tipo di malattia ed eventualmente la morte. Questo è il risultato naturale dello squilibrio acido-basico, quando propende verso l’acidità. Il corpo necessita di aiuto esterno per innalzare il livello alcalino e ristabilire l’equilibrio. Il modo piu veloce e semplice per aiutare l’organismo a ritrovare la condizione di omeostasi è attraverso i liquidi che ingeriamo.
Diamo un’occhiata al PH delle bevande più comuni:

Bevande pH


Latte 6.5
Acqua potabile 7.0
Birra 4.0-5.0
Caffè 2.5-3.5
Aranciata 3.5
Bevanda leggera 2.0-4.0
Coca Cola 2.5
Vino 2.3-3.8

Che sorpresa! Con queste bevande non possiamo aiutare il nostro organismo, nessuna ha un PH alcalino.


Come scoprire l’acidosi.
Con l’apposito “test dell’acidosi”. La valutazione del ph delle urine, ripetuta per qualche giorno 2-3 volte al giorno, con le apposite cartine pH, disponibili in farmacia con scala pH 5-8 fornisce un’indicazione importante. (il personal trainer Raymond Bard e da oltre un decennio che valute lo stress corporeo e la cattiva alimentazione dalla misurazione del ph dei suoi clienti)

Le modalità di rilevazione dovrebbero seguire lo schema qui sotto riportato e la curva che idealmente si disegna dovrebbe essere all’interno dello spazio bianco.
Curare l’acidosi. Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).Acidosi metabolica ed interazioni con il tessuto osseo
Alcuni scienziati hanno dimostrato che la dieta attuale, tipica del mondo occidentale, tende ad indebolire le strutture ossee della popolazione, soprattutto femminile. Questo incrementa il rischio di sviluppare osteoporosi, una grave patologia ossea, caratterizzata dall’indebolimento della struttura ossea con grave rischio di sviluppare fratture molto invalidanti nelle persone anziane. Diverse evidenze scientifiche mostrano correlazione tra osteoporosi, dieta sbilanciata ed acidosi metabolica: un’acidosi metabolica indotta dalla dieta è riconosciuta come un fattore fisiopatologico nello sviluppo dell’osteoporosi; esiste una correlazione lineare tra eliminazione di calcio e acidosi.

Maggiore è l’acidosi, infatti, superiore sarà la perdita di calcio dalle ossa.

La funzione dello scheletro e del tessuto osseo è molto più importante e complessa di quello che generalmente si creda: esso costituisce, ovviamente, un importante elemento strutturale dell’organismo e ne permette il movimento. Inoltre, è molto importante come tessuto di protezione per alcuni organi molto delicati e vitali: il cervello, il cuore e i polmoni. Ma le funzioni del tessuto osseo non si esauriscono qui, l’osso rappresenta anche una riserva fondamentale di minerali, a cui l’organismo attinge quando non ha altre riserve. Circa il 98% del calcio e il 75% del fosfato si trovano nelle ossa. Una di queste funzioni è proprio legata all’acidosi metabolica: quando l’organismo accumula scorie acide in eccesso che non riesce ad eliminare con i propri sistemi tampone fisiologici, l’osso interviene rilasciando bicarbonati; l’emergenza acidosi viene risolta ma il prezzo da pagare è un significativo indebolimento del tessuto osseo. E’ proprio questo continuo processo che, nel tempo, facilita l’insorgenza di patologie quali l
’osteopenia e l’osteoporosi.Con il passare degli anni, la condizione di acidosi metabolica tende ad aumentare mentre le capacità di contrastarle, da parte dell’organismo, diminuiscono. Il rene comincia a funzionare meno, gli squilibri ormonali, tipici, per esempio, della donna in menopausa, causano ulteriori problemi; l’intervento del tessuto osseo è sempre più significativo. L’acidosi tissutale e l’intervento “d’emergenza” del tessuto osseo, non però solo la terza età; una cattiva alimentazione con un alto carico acido, lo stress, l’eccessiva sedentarietà o l’intenso allenamento sportivo e l’uso protratto di farmaci, sono tutte situazioni che incrementano l’acidosi e costringono il tessuto osseo ad intervenire a tutte le età. Come ci si accorge dell’intervento del tessuto osseo? L’eccessiva presenza di calcio nelle urine è un chiaro indicatore che l’osso sta rilasciando minerali di calcio per tamponare un’acidosi in corso e si sta, quindi, indebolendo.Nei maschi, una strordinaria fonte minerale, al fine di tamponare le sostanze acide, sono i capelli. La calvizie precoce maschile (androgenica), dalla quale (basta guardarsi intorno) sono molto più colpiti gli uomini delle donne, non è ascrivibile esclusivamente al compito degli ormoni androgeni (Testosterone, Diidrotestosterone, Deidroepiandrosterone, Androstenedione), perché tale accadimento, al di fuori del fatto genetico, occorre contestualizzarlo con lo sforzo metabolico urgente da parte del nostro stesso organismo di attingere i minerali alcalinizzanti da un distretto corporeo, quale quello appunto del cuoio capelluto, alla stregua di come riferito per i muscoli e per le ossa, ma potrei aggiungere anche delle unghie, …, per tamponare proprio il preesistente, costante stato di Acidosi dei tessuti.
Alimenti alcalinizzanti. Organizzare la propria alimentazione in modo tale che gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero: frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata. Tra i cibi acidificanti troviamo la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci. Molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili e non devono assolutamente essere eliminati in quanto fonte essenziale di proteine e vitamine ed in effetti il loro apporto acidificante deve essere compensato con l’assunzione di alimenti alcalinizzanti. Un esempio: per compensare l’acidità tissutale derivante da 200 g di manzo, sarà necessario consumare 250 g di cavolo o rapa, 1,6 kg di piselli freschi e 400 g di cavolfiore.
Liquidi È necessario assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè, caffè e alcolici. Attività fisica e stile di vita. Una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica. Evitare, se possibile, situazioni che generano stress. Oggi risulta sempre più difficile rispettare questo equilibrio alimentare a causa di ritmi di vita stressanti e che spesso ci impediscono di curare la nostra dieta in modo regolare. Si consiglia in questi casi l’assunzione di integratori alcalinizzanti. Testate il vosto rischio di acidosi metabolica (fonte: www.acidosi.it) 1) Mangio frutta e verdura: raramente (0) una volta al giorno (1) più volte al giorno (2) 2) Bevo quotidianamente acque e tisane: da 1 a 2 litri (1) più di 2 litri (2) meno di un litro (0) 3) Consumo bevande alcoliche: quasi mai o solo in occasioni speciali (2) quasi quotidianamente (0) più volte in un mese (1)
4) Fino alle ore 16 ho consumato la mia razione giornaliera di alimenti:
per il 50% circa (1) per il 75% circa (2) per meno del 50% (0) 5) Mangio pietanze pronte o snack del bar: quotidianamente (0) una volta la settimana al massimo (2) 3 o 4 volte la settimana (1) 6) Suddivido i miei pasti in: 1 o 2 razioni al giorno (0) 3 o 4 razioni al giorno (1) 5 razioni al giorno (2) 7) Mangio carne o insaccati: mai, sono vegetariano (2) ogni giorno (0) non quotidianamente (1) 8) Dolci, gelato, torte e cioccolato: li mangio volentieri di tanto in tanto (1) sono un bisogno quotidiano (0) non mi attraggono (2) 9) Normalmente dormo: meno di 6 ore (0) da 6 a 7 ore (1) più di 7 ore (2) 10) Soffro di problemi digestivi: talvolta (1) spesso (0) mai (2) 11) Fumo: un pacchetto di sigarette o più al giorno (0) da 5 a 10 sigarette al giorno (1) assolutamente no (2) 12) Faccio movimento fisico ogni giorno per almeno 30 minuti all’aria aperta (fare la spesa, passeggiare, portare fuori il cane, etc):
circa una volta alla settimana (0)
circa 2 o 3 volte la settimana (1) Sì, quasi ogni giorno (2) Risultati del questionario Da 0 a 11 punti: Il vostro stile di vita attuale è tutt‘altro che equilibrato. Se non cambierete le vostre abitudini, i disturbi legati all‘acidità potrebbero pesarvi molto. Tirate il freno d‘emergenza! Fate maggiore attenzione ad una dieta con prevalenza di alimenti basici, bevete in abbondanza, muovetevi il più possibile all‘aria aperta. Da 12 a 19 punti: Nella vostra vita, al momento, non va ancora tutto bene, ma siete già sulla strada giusta per raggiungere un equilibrio duraturo. Prestate ancora maggiore attenzione ad un buon equilibrio tra attività e riposo e preoccupatevi ancora di più di un‘alimentazione sana: assumete, se possibile, una minore quantità di grassi e di proteine animali e mangiate più spesso frutta e verdura.
Da 20 a 24 punti:
Congratulazioni, proseguite così! Vivete già in buona armonia con le vostre esigenze e non dovete temere alcuna iperacidità cronica. Ma se a volte vi capita di uscire dal vostro stato d‘equilibrio fate attenzione soprattutto a consumare pasti equilibrati, ricchi di frutta e verdura. Nei consigli riportati qui di seguito troverete tutto ciò che fa bene al vostro equilibrio acido-base. I processi omeostatici dell’organismo hanno luogo solo se il pH è leggermente alcalino
Nel connettivo, le più piccole variazioni dell’omeostasi possono portare a modificazioni strutturali nella sostanza fondamentale (proteine e percentuali di acqua in stato cristallino).

Molte di queste variazioni sono da correlare al deposito di residui acidi, provenienti dal catabolismo cellulare o da reazioni di tipo infiammatorio.
In questi casi, viene modificato lo stato colloidale del distretto. Di conseguenza si altera la capacità di trasporto e di trasferimento di messaggi fisici e chimici tra il tessuto ed il resto dell’organismo, in particolare verso le strutture del SNC deputate alla regolazione dell’omeostasi (centri bulbari ed ipotalamici).

L’ambiente extra-cellulare, sensibile alle quantità di valenze acide immagazzinate durante i processi biologici, trasferisce a livello renale ed urinario queste informazioni, influenzando i valori del pH urinario.

La
Matrice Extra-cellulare, costituisce un sistema di transito nel quale avvengono gli scambi fra le
cellule metabolicamente attive ed il circolo. Come nei sistemi tampone respiratorio ed ematico, anche in questa sede, lo smaltimento dei cataboliti acidi è condizionato da un’adeguata presenza di bicarbonati. La nutrizione non sempre riesce a compensare il depauperamento delle riserve alcaline (sodio, potassio, magnesio e calcio). In questi casi si determina un’acidosi rilevabile dalle variazioni del pH dei liquidi organici (urine).La misurazione del pH urinario si effettua con strisce di pH-test (range 5,0 e 7,4) e costituisce un sistema di valutazione semplice e pratico.
Per avere un quadro dinamico, le misurazioni del pH devono essere ripetute per alcuni giorni annotando l’ora e il dato. In questa maniera si ottiene una curva personale, veramente utile all’indagine diagnostica.
Un biochimico tedesco, il Dott. Otto Warburg, scoprì la “causa” del cancro e nel 1931 ricevette il premio nobel per questo. Egli dimostrò che la causa primaria del cancro era la sostituzione dell’ossigeno, nella chimica respiratoria delle cellule normali, con la fermentazione dello zucchero. La crescita delle cellule cancerose è dunque un processo di fermentazione, che può svilupparsi solo in condizioni di carenza d’ossigeno. Da tale scoperta, i ricercatori hanno tentato di arrestare il processo di fermentazione attraverso i farmaci, le radiazioni e la chirurgia.

Nel suo libro “Acid & Alcaline”, Herman Aihara afferma che:
Se la condizione dei fluidi extracellulari, specialmente nel sangue, diventa acida, la nostra condizione fisica sperimenterà in primo luogo spossatezza, predisposizione a prendere raffreddori, ecc.

Quando questi fluidi si fanno più acidi, si avvertiranno dolori e malesseri come emicrania, dolori al torace, allo stomaco, ecc. Secondo Keiichi Morishita, nel suo “Hidden truth of Cancer” (“La verità nascosta sul cancro”), se il sangue sviluppa una condizione di maggiore acidità, allora il nostro corpo depositerà queste sostanze acide in eccesso in una qualsiasi area del corpo al fine di mantenere il sangue in una condizione alcalina.
Se persiste questa tendenza, in quelle aree aumenta l’acidità e alcune cellule muoiono; in seguito, queste cellule morte si convertono, a loro volta, in rifiuti acidi. Altre cellule, tuttavia, non muoiono e sono in grado di adattarsi a questo tipo di ambiente. In altre parole, invece di morire, come succede normalmente in un ambiente acido, queste cellule sopravvivono, convertendosi in cellule anormali, conosciute come cellule maligne.

Esse non sono connesse con il cervello, né con la memoria del codice genetico del nostro DNA. Pertanto le cellule maligne crescono in maniera indefinita e senza ordine. Questo è il cancro.

La causa di qualsiasi cancro è una
mancanza di ossigeno provocata dall’acidificazione. Integrare la dieta aiuta a prevenire il cancro, e si pensa che possa essere d’aiuto nei primi stadi del cancro, sebbene probabilmente ci sia un punto di non ritorno. Tuttavia, poiché le cellule sane sono alcaline e quelle maligne acide, il consumo di alcalinizzanti non apporta alcun danno alle prime, mentre può distruggere le seconde. Vale la pensa provarci.



SINTOMI ASSOCIATI AD ACIDOSI METABOLICA
 

  • Stanchezza cronica
  • Disturbi del sonno
  • Sonnolenza
  • Dolori muscolari e articolari
  • Scarsa concentrazione
  • Irritabilità
  • Disbiosi
  • Candidosi
  • Cellulite
  • Ritenzione idrica
  • Osteoporosi
  • Crampi muscolari e acido lattico
  • Aumentata sensibilità alle allergie
  • Infiammazioni frequenti.

    Disturbi causati dall’acidità del corpo


    • Acidità di stomaco
    • Stitichezza
    • Elevato colesterolo
    • Disturbi cardiovascolari
    • Grasso corporeo
    • Cellulite
    • Difficoltà digestiva
    • Dolori e infiammazioni
    • Stress e nervosismo
    • Rughe
    • Osteoporosi..
       
       
      L'acqua e i suoi minerali
       Alcune acque sono particolarmente ricche di minerali. In questi casi, nell'etichetta, può essere specificata una particolare dicitura per sottolineare le sue caratteristiche:
      "contenente bicarbonato" HCO3 (il tenore di bicarbonato è superiore a 600 mg/L): è indicata nell'ipersecrezione gastrica (acidità di stomaco) e nelle patologie renali. Il bicarbonato la rende particolarmente utile per chi pratica sport, in quanto questa sostanza è in grado di tamponare l'acido lattico (vedi: Bicarbonato e sport).
       
       L'acqua "magnesiaca" Mg++ (se il tenore di magnesio è superiore a 50 mg/L): svolge prevalentemente un'azione purgativa, ma trova indicazioni anche nella prevenzione dell'arteriosclerosi, poiché favorisce la dilatazione delle arterie. Può essere utile anche nell'alimentazione degli sportivi per prevenire i crampi.
       
       
      "acidula" (il tenore di anidride carbonica libera è superiore a 250 mg/L): facilita la digestione. L'anidride carbonica presente nelle acque gassate aumenta l'acidità dell'acqua. Da sottolineare, però, che le nostre diete sono già sufficientemente ricche di sostanze acide e non è normalmente necessaria alcuna integrazione.
      "sodica" (il tenore di sodio è superiore a 200 mg/L): influenza positivamente l'eccitabilità neuro-muscolare ed è pertanto indicata per gli sportivi, soprattutto durante i mesi estivi quando si perdono notevoli quantità di liquidi con la sudorazione (ricordiamo che un calo eccessivo dei valori di sodio nel sangue ha causato la morte di alcuni sportivi). Le acque minerali sodiche sono controindicate per chi soffre di ipertensione.
      "acqua a basso contenuto di sodio" (il tenore di sodio è inferiore a 20 mg/L): indicata per le diete povere di sodio e per combattere ipertensione e ritenzione idrica.

      Per gli sportivi:

      Mediominerale, con un buon patrimonio di calcio, ferro, sodio, cloro e bicarbonato.

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