La Fibromialgia , Encefalomielite ,cfs , Sclerosi multipla e altre sono malattie multifattoriali. .. Il nostro corpo è unico... anche se si studiano singolarmente gli apparati dividendo le discipline....



 La Fibromialgia , Encefalomielite  ,cfs , Sclerosi multipla e altre 

sono malattie multifattoriali.
..
 Il nostro corpo √® unico... anche se si studiano singolarmente gli 

apparati dividendo le discipline.... 

Ognuno vede il problema solo dai

 suoi studi settoriali.... 

Solo se si uniscono le forze e le conoscenze si

 arriva alla causa della causa.... 

Trovata quella si trova la cura.... non 

parlo di cura molecolare brevettata da qualche multinazionale del 

farmaco per fare dei bei  profitti.....

Ma... cura naturale... 

La cura al 99,8% 

delle volte √® naturale.... l'intelligenza Creativa l'ha messa a 

disposizione di tutti.... basta trovarla... senza farsi sviare dalla 

medicina del comodo... Questa è una mia opinione....

                                                            Raymond Bard
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NICHEL E MANGANESE EFFETTI NEGATIVI PER I LAVORATORI

MANGANESE
I lavoratori dell’industria frequentemente esposti alla polvere di manganese possono assorbire nelle vie respiratorie una quantit√† tale del metallo da dar luogo a sintomi di intossicazione. Un accumulo eccessivo di manganese nei tessuti pu√≤ manifestarsi con debolezza, difficolt√† psicologiche e motorie, instabilit√†, anoressia, apatia, crampi alle gambe, emicranie, astenia, cambiamenti polmonari, difficolt√† di locuzione, spasmi e rigidit√† muscolari, espressione assente, impotenza, morbo di Parkinson e malattie virali.
La somministrazione di manganese a pazienti anziani affetti da schizofrenia, per abbassare il livello di rame, pu√≤ causare un aumento della pressione arteriosa. L’assunzione di zinco normalizzer√† la pressione. L’aminoacido L-dopa √® stato utilizzato per la cura delle intossicazioni da manganese.


NICHEL
  Il nichel √® tossico per gli esseri umani se assunto a livelli troppo elevati. Si possono riscontrare livelli eccessivamente alti di nichel nelle persone colpite da infarto al miocardio, ictus, cancro all’utero, ustioni e tossiemia gravidica. Sono comuni le allergie ad alcuni orecchini che contengono leghe di nichel usati per forare i lobi delle orecchie. I dentisti utilizzano spesso ferri a base di leghe di nichel per i loro interventi chirurgici.
La tossicit√† del nichel aumenta quando il minerale si combina con ossido di carbonio creando il nichel carbonile. Questo elemento viene ottenuto nel corso di diversi processi di lavorazione industriale. E’ anche un componente del fumo delle sigarette. Alcune ricerche effettuate sui ratti hanno mostrato che la quantit√† di nichel responsabile del cancro ai polmoni pu√≤ essere ottenuta fumando 15 sigarette al giorno per la durata di un anno.
Negli animali l’avvelenamento da nichel si manifesta con gonfiore agli arti ed esaurimento dei grassi e dell’ossigeno nel fegato. Il nichel si accumula nel fegato, nelle ossa e nell’aorta. Tra i sintomi dell’avvelenamento da nichel ricordiamo emicrania, vertigini, nausea, vomito, problemi respiratori, interferenza con gli enzimi nei ciclo di Krebs, eruzioni cutanee, dolori al torace e tosse.
L’analisi del capello permette di individuare eventuali intossicazioni da nichel.

Lo zinco √® un minerale in traccia essenziale, presente nell’organismo in quantit√† superiore a quella di qualsiasi altro oligoelemento al di fuori del ferro.

LO ZINCO

Descrizione

        Lo zinco √® un minerale in traccia essenziale, presente nell’organismo in quantit√† superiore a quella di qualsiasi altro oligoelemento al di fuori del ferro. Lo zinco √® presente in tutti i tessuti. Gli integratori possono essere sotto forma di solfato di zinco, acetato di zinco, gluconato di zinco, citrato di zinco, chelato di zinco, dipicolinato di zinco, aspartato di zinco e orotato di zinco. Il corpo umano contiene approssimativamente dai 2 ai 3 grammi di zinco. Il sangue ne contiene circa 900 microgrammi per 100 millilitri.
Lo zinco è conosciuto per le sue proprietà protettive nei confronti delle malattie e del sistema immunitario. Partecipa al ciclo di Krebs e alla produzione di energia. Recentemente è stato scoperto che lo zinco ferma la progressiva diminuzione della vista negli anziani. Si pensa anche che aumenti la potenza sessuale negli uomini grazie alla sua abilità di regolare il testosterone nella prostata.

        Lo zinco assolve svariate funzioni. E’ in relazione col normale assorbimento e con l’azione delle vitamine, in particolare quelle del complesso B. E’ un elemento costitutivo di oltre 2000 enzimi preposti alla digestione e al metabolismo ivi compresa l’anidrasi carbonica, necessaria per la respirazione dei tessuti. Alcuni di questi enzimi hanno un ruolo nella disintossicazione dall’alcool, nel metabolismo osseo, nella digestione delle proteine, nella sintesi dell’RNA, nel trasporto degli elettroni, e nella produzione di energia aerobica e anaerobica.
Lo zinco √® un componente dell’insulina, e fa parte dell’enzima necessario alla scomposizione dell’alcool. Svolge anche un ruolo importante nella digestione dei carboidrati e nel metabolismo del fosforo. Inoltre √® importante nella sintesi del DNA, la sostanza fondamentale dell’esistenza che trasporta tutti i caratteri ereditari e dirige le attivit√† di ogni cellula. Lo zinco √® fondamentale per le papille gustative e per il funzionamento delle ghiandole sebacee della pelle (sono quindi conosciute le sue propriet√† per la cura dell’eritema da pannolino e per l’acne) ed √® importante per la rimarginazione delle ustioni e delle ferite.

        L’impoverimento dei terreni e la lavorazione degli alimenti fanno diminuire la percentuale di zinco negli alimenti che consumiamo. Le migliori fonti di tutti gli oligoelementi nel giusto equilibrio sono i cibi naturali che non hanno subito processi di lavorazione. Diete ricche di proteine, prodotti a base di cereali integrali, lievito di birra, crusca, germe di grano e semi di zucca sono di solito ricchi di zinco.
Assimilazione ed immagazzinamento
Lo zinco viene rapidamente assorbito nella parte superiore dell’intestino tenue. Viene assorbita unicamente la quantit√† di cui il corpo ha bisogno (40 o 50%), il resto non viene assorbito, e vengono persi circa 6 mg al giorno. L’assorbimento √® minore quando vengono assunte alte dosi di calcio. Lo zinco, il cadmio, l’argento e il rame condividono e sono in competizione per gli stessi siti di assorbimento nell’intestino tenue. Un eccesso di fibre non permette l’utilizzazione dello zinco perch√© si combinano al minerale e lo trasportano prima che venga accettato nei siti di assorbimento.

        La via principale per l’eliminazione √® il tratto gastrointestinale attraverso le feci, solo una minima parte viene persa con le urine. Le riserve maggiori di zinco sono il fegato, il pancreas, i reni, le ossa e i muscoli volontari. Lo zinco √® depositato anche in alcune parti degli occhi, nella prostata e negli spermatozoi, nella pelle, nei capelli, nelle unghie ed √® presente anche nei globuli bianchi. Queste riserve non sono facilmente utilizzabili, per cui la dieta deve contenerne quantit√† sufficienti per soddisfare il fabbisogno dell’organismo. Una malattia genetica rara, l’acrodermatite enteropatica, impedisce l’assorbimento dello zinco.
L’assunzione di grandi quantit√† di calcio e acido fitico, presenti in alcuni cereali, pu√≤ impedire l’assorbimento di zinco. Se l’assunzione di calcio e acido fitico √® alta, bisogna aumentare il consumo di zinco. Il latte materno favorisce l’assorbimento dello zinco da parte di un intestino infantile, mentre i latti gi√† pronti con l’aggiunta di zinco sono meno assorbibili.

Dosaggio e tossicità

        Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa) raccomanda un’assunzione quotidiana di zinco per gli adulti di 12,5 milligrammi. I bambini sino a 1 anno dovrebbero assumerne 5 mg e da 1 a 10 anni 10 mg. I ragazzi dagli 11 anni in su dovrebbero assumerne 15 mg e le ragazze 12 mg. Durante la gravidanza se ne dovrebbero assumere 30 mg e 15 mg durante l’allattamento. Una “buona” dieta media ne fornisce dai 10 ai 15 mg al giorno.
Lo zinco √® relativamente poco tossico. Tuttavia l’assunzione prolungata di dosaggi alti ha causato effetti collaterali. A pazienti pi√Ļ anziani sono state somministrate dosi giornaliere di 660 milligrammi di solfato di zinco con effetti collaterali minimi. Alcuni hanno avuto diarrea. Altri sintomi dell’eccesso di zinco sono nausea, vertigini, perdita della coordinazione muscolare, sonnolenza, fastidi gastrointestinali, apatia, insufficienza renale, anemia e vomito. Questi sono sintomi di reazioni tossiche a breve termine e se si presentano bisogna ridurre il dosaggio.

        Perch√© queste reazioni si presentino, la dose assunta deve essere superiore ai 2 grammi. In alcuni studi, la somministrazione prolungata di dosi alte agli uomini (150 mg al giorno) ha causato la riduzione del livello di colesterolo HDL, quello buono, mentre una dose quotidiana di 30 mg non ha dato effetti negativi n√© in persone attive, n√© in quelle sedentarie. Nelle donne la somministrazione di 100 mg al giorno ha causato una diminuzione reversibile del livello di HDL per due settimane. Massicce assunzioni di zinco possono causare una carenza di rame, che provoca un aumento del colesterolo LDL, fattore di rischio di cardiopatie e un metabolismo incompleto del ferro. In caso di assunzione di grandi quantit√† di zinco, bisognerebbe aumentare anche l’assunzione di rame, ad eccezione delle persone colpite dal morbo di Wilson (un eccesso di rame nel sangue che causa ittero, cirrosi, tremori e disturbi comportamentali). Anche quando si assumono dosi di zinco tra i 30 e i 50 mg, √® consigliabile prendere integratori di rame.

        Quando lo zinco viene integrato alla dieta, occorre ingerire anche quantit√† maggiori di vitamina A. Nei casi in cui lo zinco diventa antagonista del cadmio esso ha un ruolo protettivo nei confronti dei tumori. Quando invece lo zinco diventa antagonista del selenio, la reazione pu√≤ aumentare il rischio di tumore. L’assunzione di dosi massicce di zinco pu√≤ indebolire il sistema immunitario.
I contenitori galvanizzati usati per la conservazione degli alimenti permettono il passaggio di particelle di zinco nel cibo. L’inalazione di ossido di zinco pu√≤ causare sintomi come febbre, salivazione, cefalea e tosse.

Effetti da carenza e sintomi

        La causa pi√Ļ comune della carenza di zinco √® una dieta squilibrata, (ad alto contenuto di cereali e a basso contenuto di proteine) bench√© altri fattori possano concorrere. Per esempio, il consumo di alcool pu√≤ causare una carenza in quanto spinge fuori lo zinco depositato nel fegato e lo elimina attraverso le urine. Le persone che rischiano una carenza di zinco sono i bambini in et√† prescolare, gli atleti e gli anziani che ne assumono meno del 50% del loro fabbisogno (e che sono anche soggetti a tutte le altre carenze che si manifestano con l’invecchiamento). Tra le altre persone a rischio troviamo le persone ricoverate in ospedale e la fascia di popolazione a basso reddito. Anche nei malati di AIDS e nelle persone colpite da tumori esofagei e broncogenici, sono stati scoperti bassi livelli di zinco nel sangue. In Medio Oriente dove la dieta tradizionale √® ricca di diverse variet√† di cereali e povera di proteine, la carenza √® molto comune. La geofagia (un disturbo che consiste nel mangiare terra e sporcizia e che causa una malattia chiamata pica) e la parassitosi intestinale, contribuiscono alla creazione di una carenza a causa dello scarso assorbimento. Le temperature alte della zona favoriscono la sudorazione, che aumenta l’eliminazione di zinco aggravandone la carenza. La carenza grave √® rara; tuttavia √® possibile che ci sia una carenza di zinco marginale in alcuni gruppi di popolazione medio orientale.

        Una carenza di zinco √® anche causa di stanchezza, di maggiore esposizione alle infezioni e alle ferite e di diminuita prontezza mentale. La carenza di zinco ostacola la produzione di energia, la sintesi delle proteine, la formazione del collagene e la tolleranza all’alcool. I livelli di zinco sono bassi in presenza di infezioni croniche, malattie renali, cardiopatie, alcuni tumori maligni, carenza di proteine e alimentazione endovenosa.
La carenza di zinco pu√≤ causare ritardo nella crescita, ritardata maturit√† sessuale e tempi prolungati di rimarginazione delle ferite. Negli animali carenti di zinco la crescita tumorale √® lenta - perch√© lo zinco √® essenziale per tutti i tipi di crescita. Una carenza di zinco, rame e vanadio, pu√≤ portare all’aterosclerosi e aumentare la vulnerabilit√† alle infezioni. Smagliature della pelle e macchie bianche sulle unghie possono essere sintomi di una carenza di zinco. Altri sintomi di carenza possono essere unghie e capelli fragili, mancanza di pigmento nei capelli, cicli mestruali irregolari nelle donne adolescenti, impotenza maschile giovanile e dolori alle ginocchia e all’articolazione dell’anca negli adolescenti. L’esaurimento cronico dello zinco pu√≤ predisporre le cellule del corpo al cancro.

        Il cadmio, un minerale tossico, ha un ruolo importante nelle carenze di zinco. Assunzioni elevate di cadmio accentuano i segni di una carenza di zinco e il cadmio si deposita nell’organismo in assenza di zinco. Questo crea una situazione dannosa che pu√≤ essere capovolta aumentando il consumo di zinco. Anche gli agenti chelanti, usati per eliminare l’eccesso di rame dal corpo portano via lo zinco che deve essere poi sostituito.
La carenza di zinco causa nanismo negli esseri umani. Tale carenza apporta anche cambiamenti dannosi nella misura e struttura della prostata, che contiene pi√Ļ zinco di qualsiasi altra parte del corpo umano. Nei casi di disturbi alla prostata, in particolare il cancro alla prostata, i livelli di zinco nella ghiandola scendono. Alcuni tipi di sintomi di carenza sono reversibili, come per esempio la degenerazione della ghiandola prostatica, della vescicola seminale e dello sperma, mentre la degenerazione testicolare non lo √®. Anche piccole carenze di zinco provocano una diminuzione dell’interesse sessuale, una minore concentrazione di spermatozoi e impotenza.

        James A. Halstead e J. Cecil Smith Jr. dello Trace Element Research Laboratory, Washington, D.C., hanno condotto interessanti studi sullo zinco. Essi hanno riscontrato bassi tassi di zinco nel plasma sanguigno di persone affette da cirrosi alcolica, altri tipi di malattie del fegato, ulcere, attacchi cardiaci, mongolismo e fibrosi cistica. Anche le donne incinte e quelle che prendevano contraccettivi orali presentavano bassi tassi di zinco nel loro plasma sanguigno. La nausea tipica della gravidanza pu√≤ essere un segno di bassi livelli di zinco e vitamina B6. I ratti in gravidanza con carenze di zinco presentavano un’alta percentuale di aborti o di piccoli malati alla nascita. Parte di questa progenie era anche ritardata mentalmente o presentava forti ritardi nell’apprendimento. Gli animali carenti mostravano difficolt√† di apprendimento e comportamento aggressivo. La carenza di zinco provoca anche aborto spontaneo e minore crescita fetale. Gli organi influenzati sono il cervello, lo scheletro, gli occhi, il cuore, il tratto gastrointestinale e i tessuti polmonari. Gli effetti della carenza sono maggiori duranti la crescita.

        Un’eccessiva eliminazione di zinco si manifesta nella leucemia e nella malattia di Hodgkin, ma di questo fenomeno non si conoscono le cause. Una carenza di zinco viene caratterizzata da stanchezza insolita che pu√≤ causare una perdita della normale sensibilit√† del gusto, scarso appetito, maggiore incidenza di infezioni e crescita inferiore ai livelli ottimali. L’alterazione del metabolismo dello zinco nella malattia di Crohn, la dialisi renale, la fibrosi cistica, le ustioni e l’uso della penicillamina possono causare diversi cambiamenti del gusto all’interno della bocca. Il paziente che presenta una deficienza di zinco ha problemi di circolazione e tendenza agli svenimenti; per questo motivo devono essere prese particolari precauzioni in caso di anestesia e di operazioni chirurgiche. Queste persone possono essere inclini agli shock e a emorragie.

Effetti benefici nelle malattie

        Lo zinco potrebbe avere un ruolo nella protezione dal cancro e favorisce la cicatrizzazione delle ulcere gastriche. L’assunzione di integratori di zinco mantiene sano il sistema immunitario e sar√† di giovamento nel processo di invecchiamento. I linfociti T-helper, che combattono le infezioni, aumentano con l’assunzione dello zinco, fattore particolarmente interessante per i malati di AIDS. Lo zinco ha la capacit√† di fermare una malattia degli occhi chiamata degenerazione maculare, che causa cecit√† irreversibile negli anziani. Lo zinco aiuta a eliminare i depositi di colesterolo ed √® stato usato con successo nel trattamento dell’aterosclerosi.

        Lo zinco pu√≤ contribuire ad una rapida rimarginazione delle cicatrici interne (incluse le ulcere) ed esterne o di qualsiasi danno alle arterie. Lo zinco aiuta ad alleviare i sintomi dell’artrite reumatoide (vedi artrite nella Parte V). Il morbo di Wilson viene curato meglio con lo zinco rispetto alla penicillamina, perch√© il minerale non √® tossico. Lo zinco pu√≤ aiutare a prevenire o accorciare raffreddori (se preso alla comparsa dei primi sintomi) e pu√≤ migliorare la vista notturna e l’odore del corpo. Si ritiene che la causa dell’acne vulgaris (quello degli adolescenti) sia una carenza di zinco. Il disturbo √® stato curato con successo con la somministrazione di integratori di zinco. Lo zinco pu√≤ favorire la ricrescita dei capelli nelle persone che soffrono di alopecia areata totalis (totale mancanza di peli nel corpo). Anche gli anziani che hanno disturbi del gusto possono trarre giovamento dall’assunzione di zinco, anche se le cause di questo disturbo possono essere molteplici.

        Lo zinco d√† risultati positivi nella prevenzione e nel trattamento della sterilit√†. Favorisce anche lo sviluppo e la maturit√† degli organi sessuali. Sono state raccomandate alte dosi di zinco per la prevenzione e il trattamento dell’ingrossamento della prostata.
La somministrazione di zinco pu√≤ dare sollievo a quei pazienti affetti da morbo di Hodgkin e da leucemia. Viene anche usato nel trattamento della cirrosi epatica e dell’alcolismo. Lo zinco √® efficace per la cura del diabete grazie ai suoi effetti regolatori sull’insulina nel sangue. Si √® riscontrato che l’aggiunta di zinco all’insulina prolunga il suo effetto sullo zucchero del sangue. Un pancreas diabetico contiene solo circa la met√† dello zinco di un pancreas sano (vedi diabete nella Parte V).

LO ZINCO PUO’ ESSERE EFFICACE NELLA CURA DELLE SEGUENTI MALATTIE:



Organi Malattie
Articolazioni Artrite reumatoide
Bocca Gusto
Cervello/Sistema nervoso Alcolismo

Schizofrenia
Cuore Arteriosclerosi

Aterosclerosi
Fegato Cirrosi
Ghiandole Prostatite
Occhi Cecità notturna

Degenerazione maculare
Pelle Acne

Acne vulgaris

Bruciature

Dermatite

Eczema

Ferite
Sangue/Apparato circolatorio Alto livello di colesterolo

Arteriosclerosi

Aterosclerosi

Diabete

Leucemia

Morbo di Hodgkin
Sistema riproduttivo Attività sessuale ritardata

Immaturità degli organi sessuali

Impotenza

Mestruazioni

Prostatite

Sterilità
Generale Alcolismo

Gravidanza

Mancanza di peli sul corpo

Odori corporei

Raffreddore comune

Sistema immunitario debole

Ritardi della crescita

Ulcerazioni

I lavoratori dell’industria frequentemente esposti alla polvere di manganese

 I lavoratori dell’industria frequentemente esposti alla polvere di manganese possono assorbire nelle vie respiratorie una quantit√† tale del metallo da dar luogo a sintomi di intossicazione. Un accumulo eccessivo di manganese nei tessuti pu√≤ manifestarsi con debolezza, difficolt√† psicologiche e motorie, instabilit√†, anoressia, apatia, crampi alle gambe, emicranie, astenia, cambiamenti polmonari, difficolt√† di locuzione, spasmi e rigidit√† muscolari, espressione assente, impotenza, morbo di Parkinson e malattie virali.
La somministrazione di manganese a pazienti anziani affetti da schizofrenia, per abbassare il livello di rame, pu√≤ causare un aumento della pressione arteriosa. L’assunzione di zinco normalizzer√† la pressione. L’aminoacido L-dopa √® stato utilizzato per la cura delle intossicazioni da manganese.

IL MANGANESE effetti e malattie

IL MANGANESE effetti e malattie
Descrizione

        Oggi sappiamo che l’oligoelemento manganese svolge un ruolo molto importante come antiossidante prevenendo la formazione di forme tossiche di ossigeno. Si ritiene che possa avere un ruolo nel processo degenerativo di invecchiamento. Il manganese agisce come attivatore di numerosi enzimi necessari per l’utilizzazione della colina, della biotina, della tiamina e dell’acido ascorbico. Il manganese √® un catalizzatore nella sintesi degli acidi grassi, del colesterolo e dei mucopolisaccaridi. Partecipa anche alla produzione delle proteine, dei carboidrati e dei grassi ed √® necessario per la regolazione dello zucchero nel sangue. Tra le funzioni del manganese troviamo il benessere del sistema nervoso e del cervello, il mantenimento della produzione degli ormoni sessuali, il normale sviluppo dello scheletro, il buon funzionamento del sistema immunitario e la formazione del sangue. Il manganese √® importante nella cura dell’anemia da carenza di ferro, e per l’utilizzazione della tiamina e della vitamina E. Il manganese √® un elemento importante per la produzione del latte materno, la formazione dell’urea e del collagene. E’ fondamentale per la formazione della tiroxina, un componente della tiroide. La protrombina e la vitamina K si formano con l’aiuto del manganese.

        Il manganese √® presente in piccole dosi nelle ossa, nell’ipofisi, nel pancreas, nella mucosa intestinale, nel fegato e in altri tessuti. Solo piccole quantit√† vengono immagazzinate in una sola volta con dosi massime che vanno dai 10 ai 20 mg. Il magnesio pu√≤ espletare alcune funzioni al suo posto aiutando cos√¨ a conservare sempre delle riserve minime del minerale nell’organismo.
Tra gli alimenti pi√Ļ ricchi di manganese ricordiamo i cereali integrali, l’avocado, le alghe, il tuorlo d’uovo, la frutta secca, i semi, i legumi, i mirtilli, l’ananas, gli spinaci, i piselli secchi e le verdure verdi. Il contenuto varia in relazione alla quantit√† di minerale presente nel suolo. Una parte di manganese viene persa nel processo di raffinazione e macinatura degli alimenti.

Assimilazione ed immagazzinamento

        Il manganese viene assorbito mentre transita nell’intestino tenue. Circa il 40% del manganese ingerito viene assorbito dal corpo. Una persona normale elimina giornalmente quattro milligrammi di manganese. Tale quantit√† deve essere sostituita.
L’assunzione di grandi quantit√† di calcio e fosforo nella dieta ne diminuiscono il tasso di assorbimento. L’eliminazione del manganese avviene attraverso le feci, per la maggior parte sotto forma del complesso di colina della bile. Il corpo di un individuo adulto contiene soltanto dai 10 ai 20 milligrammi di manganese che si concentra soprattutto nei reni, nelle ossa, nel fegato, nel pancreas e nella ghiandola pituitaria.

Dosaggio e tossicità

        Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa) consiglia una assunzione quotidiana di manganese che pu√≤ variare dai 2 ai 5 milligrammi per gli adulti. Per quanto riguarda i bambini le dosi consigliate sono le seguenti: da 1 a 3 anni, da 1 a 1,5 mg, dai 4 ai 6 anni da 1,5 a 2 mg; dai 7 ai 10 anni, dai 2 ai 3 mg. I neonati sino ai 6 mesi dovrebbero assumerne dai 0,3 ai 0,6 mg, e dai 6 mesi a 1 anno, dai 0,6 a 1 mg. Una dieta media ne contiene circa 4 milligrammi.
L’assunzione di quantit√† elevate di calcio e fosforo aumenter√† il fabbisogno di manganese. Dosaggi estremamente alti di manganese portano ad una riduzione nell’immagazzinamento e l’uso del ferro, e possono causare anemia da carenza di ferro. Questo disturbo √® curabile con l’aggiunta di ferro alla dieta.

        I lavoratori dell’industria frequentemente esposti alla polvere di manganese possono assorbire nelle vie respiratorie una quantit√† tale del metallo da dar luogo a sintomi di intossicazione. Un accumulo eccessivo di manganese nei tessuti pu√≤ manifestarsi con debolezza, difficolt√† psicologiche e motorie, instabilit√†, anoressia, apatia, crampi alle gambe, emicranie, astenia, cambiamenti polmonari, difficolt√† di locuzione, spasmi e rigidit√† muscolari, espressione assente, impotenza, morbo di Parkinson e malattie virali.
La somministrazione di manganese a pazienti anziani affetti da schizofrenia, per abbassare il livello di rame, pu√≤ causare un aumento della pressione arteriosa. L’assunzione di zinco normalizzer√† la pressione. L’aminoacido L-dopa √® stato utilizzato per la cura delle intossicazioni da manganese.

Effetti da carenza e sintomi

        Una carenza di manganese pu√≤ compromettere la tolleranza al glucosio, che si manifesta con l’incapacit√† di eliminare gli eccessi di zucchero nel sangue attraverso l’ossidazione e/o il deposito, causando il diabete. Bassi livelli di manganese possono causare l’aterosclerosi ed essere un fattore scatenante di attacchi negli epilettici. La discinesia tardiva, una malattia neuromuscolare, pu√≤ essere curata con la somministrazione di manganese e vitamine del complesso B. L’atassia, una deficienza nel coordinamento muscolare, √® stata collegata ad una inadeguata assunzione di manganese. Le carenze possono portare anche alla paralisi, alle convulsioni e alla cecit√† e sordit√† dei bambini. Vertigini, ronzii nelle orecchie e perdita dell’udito possono manifestarsi negli adulti. In alcuni test effettuati su cavie in gravidanza, gli animali carenti di manganese, mostravano una minor produzione di latte materno e i piccoli avevano un minor tasso di sopravvivenza. Avevano anche problemi di equilibrio a causa dello scarso sviluppo dell’orecchio interno, convulsioni e attacchi di tipo epilettico. Nei pulcini si notava anche uno scarso accrescimento con zampe e colonna vertebrale pi√Ļ corta.

Effetti benefici nelle malattie

        Il manganese √® necessario per il processo riproduttivo a causa del suo ruolo nella sintesi del colesterolo, un precursore degli steroidi sessuali. Il manganese viene usato anche nella cura della miastenia grave (perdita della coordinazione e della forza muscolare). Alcuni studi condotti indicano che il manganese pu√≤ essere utilizzato nel trattamento della sclerosi multipla. Il manganese ha dato risultati positivi nella cura dell’osteoartrite. Alcuni studi sugli animali hanno mostrato che il manganese pu√≤ essere efficace nel trattamento del diabete. Combinato con le vitamine B, il manganese ha aiutato bambini e adulti affetti da grave debolezza stimolando la trasmissione degli impulsi tra nervi e muscoli. La stessa combinazione di sostanze nutritive produce un’intensa sensazione di benessere.
Molti schizofrenici hanno livelli di rame troppo elevati. Il manganese, come lo zinco, aiuta l’eliminazione del rame dal corpo.

IL MANGANESE PUO’ ESSERE EFFICACE NELLA CURA DELLE SEGUENTI MALATTIE:


OrganiMalattie
Cervello/Sistema nervosoDepressione
Discinesia tardiva
Disturbi neuromuscolari
Epilessia
Sclerosi multipla
Schizofrenia
Vertigini
OrecchieRonzii alle orecchie
Perdita dell’udito
MuscoliCoordinazione muscolare
Debolezza
Miastenia grave
Ghiandole sessualiSteroidi
Polmoni/Apparato respiratorioAllergie
Asma
Sangue/Apparato circolatorioDiabete
GeneraleAtassia
Osteoartrite
Stanchezza

La sofferenza - il cambiamento


L’accumulo di acido solfidrico sarebbe la causa di danni al cervello e ai vasi sanguigni tipici dell'encefalopatia etilmalonica

Acido solfidrico nell’encefalopatia etilmalonica

L’accumulo di acido solfidrico sarebbe la causa di danni al cervello e ai vasi sanguigni tipici dell'encefalopatia etilmalonica, grave e fatale malattia metabolica ereditaria che colpisce fin dalla primissima infanzia, specialmente nell'area mediterranea e nella penisola arabica.

La scoperta, pubblicata su Nature Medicine, è stata fatta da Valeria Tiranti e Massimo Zeviani, Ricercatori del Centro per lo Studio delle Malattie Mitocondriali Pediatriche dell'Istituto Neurologico Besta di Milano.

Il lavoro rappresenta un passo avanti molto importante nello studio di questa rara patologia dei mitocondri - le centrali energetiche delle cellule.

Benché l'encefalopatia etilmalonica fosse nota alla comunità scientifica fin dai primi anni Novanta, infatti, non era ancora chiaro perché i bambini si ammalassero. Il primo indizio chiave è stato trovato nel 2004, proprio grazie al gruppo di Massimo Zeviani, che ha individuato il gene difettoso: ETHE1.

Oggi, utilizzando anche un modello animale della malattia ( un topo geneticamente modificato privo del gene ETHE1 ) lo stesso gruppo di Ricercatori ha messo a segno un altro punto, comprendendo la funzione della proteina prodotta da questo gene. Si tratta di una sorta di spazzino molecolare che ripulisce le cellule dall'acido solfidrico, il gas dal tipico odore di uova marce prodotto da diversi tessuti umani, come ad esempio la flora batterica intestinale, durante le attività metaboliche.

In assenza della proteina ETHE1, questo meccanismo di pulizia viene a mancare: l'acido solfidrico si accumula così nei tessuti, cervello in primis, danneggiandoli.

Per avere un'idea della tossicit√† di questo gas, basti pensare che √® velenoso quanto il cianuro o il monossido di carbonio. Tra i sintomi tipici dell’encefalopatia etilmalonica ci sono un danno neurologico progressivo, diarrea cronica, petecchie sulla pelle e insufficienza motoria con tetraparesi spastica.

Il risultato apre prospettive concrete per disegnare una possibile strategia terapeutica per questa rara malattia, di cui oggi si conoscono circa 60 famiglie affette ( ma probabilmente si tratta di una sottostima, viste le difficoltà nella diagnosi ).

I Ricercatori sono infatti già al lavoro per capire se riducendo la quantità di acido solfidrico si possano migliorare le condizioni di vita dei piccoli pazienti e aumentarne la sopravvivenza, che attualmente è di pochi anni.

Intervenendo sulla dieta e sulla composizione della flora batterica intestinale si potrebbe ad esempio provare a ridurre la fonte principale di produzione del gas. Un'altra strategia potrebbe essere quella di intervenire con un trapianto di midollo osseo sul sistema reticolo-endoteliale, quella particolare porzione del sistema immunitario che ha il compito di eliminare le sostanze tossiche dall'organismo. ( Xagena_2009 )



Attenzione  i lavoratori esposti all'inalazione sono altamente a rischio....  L'acido solforico pu√≤ causare  per malattie rare o difficili da individuare...

Fonte: Telethon, 2009

Link: Biomedicina.net

Link: MedicinaNews.it 
http://www.xagena.it/news/e-biomedicina_it_news/cd55fe95fc4bdee8b6699e7e3ba3ecde.html 

Elenco delle malattie professionali - Sei sicuro di arrivare alla pensione ? tutelati

 Elenco delle malattie professionali 

 
pneumoconiosi non sclerogena, 
anemia emolitica, tracheobronchite, 
dermatite irritativa da contatto, 
rinite, perforazione setto nasale,
epatopatia cronica, 
cheratosi palmare plantare, 
polineuropatia periferica, 
tumori del polmone, 
tumori del fegato,
tumori della cute,
granulomatosi polmonare,
berilliosi,
dermatite 
allergica da contatto, 
granulomi cutanei, 
ulcere cutanee, 
rinite atrofica, 
enfisema, 
nefropatia, 
osteomalacia, 
ulcere e perforazioni del setto nasale, 
dermatite ulcerativa, 
dermatite allergica da contatto, 
asma bronchiale, 
tumore delle cavit√† nasali, 
tumore dei seni paranasali, 
parkinsonismo manganico, 
psichicosondrome organica, 
tremore,
atassia, 
diplopia, 
polineuropatia periferica, 
gengivostomatite, 
asma bronchiale, 
cheratocongiuntivite, 
orletto gengiviale di burton, 
gastroduodenite, colica saturnina, 
encefalopatia, bronchite irritativa, 
granulomatosi polmonare, stannosi, 
alopacia, fibrosi polmonare,
 pneumoconiosi benigna, 
 febbre da fumi metallici, 
acne, bromismo, 
osteofluorosi, 
turbe cardiache del ritmo e della conduzioni, 
asbestosi, 
silicosi, 
edema polmonare tardivo, 
carcinoma,  
malattie da agenti chimici, 
malattie da agenti fisici, 
malattie da agenti biologici, 
malattie dell’apparato respiratorio, 
malattie della pelle, tumori professionali,  
malattie psichiche e psicosomatiche da disfunzioni dell’organizzazione del lavoro

Siamo tutti uguali - non esistono padroni e porci - svegliatevi


L'Incantatore di Pensieri - Libro I pensieri inutili hanno l’abilit√† di insinuarsi nella nostra mente come vere e proprie serpi fastidiose. Un metodo di pensiero consapevole riduce la spirale di domande, dubbi, mezze risposte e ci permette di guarire dal “vizio di pensare”.



Informazioni aggiuntive

Descrizione di L'Incantatore di Pensieri - Libro

I pensieri inutili hanno l’abilit√† di insinuarsi nella nostra mente come vere e proprie serpi fastidiose. Un metodo di pensiero consapevole riduce la spirale di domande, dubbi, mezze risposte e ci permette di guarire dal “vizio di pensare”.
Ryunosuke Koike √® un giovane monaco buddhista e un vero e proprio “incantatore di pensieri”. Il suo metodo rende la mente pi√Ļ leggera, libera dalle informazioni superflue, capace di utilizzare i cinque sensi in modo davvero cosciente e di dominare emozioni e passioni.
Il nuovo buddhismo di Koike √® un vero e proprio “modo per allenare la mente” fondato sulla capacit√† di autodisciplina tipica della cultura orientale.
Cambia mentalità in modo leggero,
efficace e stimolante, elimina i pensieri di troppo,
aumenta la tua energia e creatività!


Anteprima - L'Incantatore di Pensieri - Libro di Ryunosuke Koike

L'esercizio per regolamentare la mente e per "pensare in modo retto"
Fino a questo punto ho illustrato come, a forza di "pensare", le persone diventano ignoranti. Ovviamente ciò non significa che "non si debba pensare".
Nella pratica buddista esiste il cosiddetto "Ottuplice Sentiero". Si tratta delle otto strade seguite dagli uomini per mettere in pratica uno stile di vita retto.
Per raggiungerlo, le fasi da seguire sono le seguenti:
  • Prima fase: autoimporsi delle regole ed edificare un cuore che non vacilla.
    Shoshiyui (Retta Intenzione: regolamentare il contenuto del proprio pensiero).
    Shogo (Retta Parola: regolamentare le proprie parole).
    Shogo (Retta Azione: regolamentare le proprie azioni).
    Shomyo (Retta Sussistenza: regolamentare il proprio modo di vivere).

Indice

Prefazione
Capitolo 1 - Una malattia che si chiama "pensiero"
  • L'isolamento cerebrale fa diminuire la capacit√† di concentrazione
  • I tre grandi stati d'animo dell'uomo: "Collera", "Avidit√†" e "Stupidit√†"
  • L'esercizio per regolamentare la mente e per "pensare in modo retto"
  • Costante check preventivo anticrimine della mente attraverso i sensori della consapevolezza
  • Soddisfare la mente attraverso un uso consapevole dei sensi.
Capitolo 2 - I modi per controllare il corpo e la mente
2.1 Parlare 
  • Fare proprie le basi di un modo corretto di parlare a partire dall'osservazione del proprio tono di voce
  • Lo stato d'animo della "Presunzione" fa rispondere in modo avventato
  • Training per abbandonare i pensieri negativi
  • Insieme alle scuse proporre rimedi concreti
  • Giustificarsi per il proprio tornaconto non fa che danneggiare gli altri
  • Giustificarsi in buona fede cura le ferite altrui
  • L'illusione cerebrale, vantaggi e svantaggi nel lungo e nel breve termine
  • Parlare male degli altri ha l'effetto d'inquinare la mente
  • Accumulare bugie fa diventare stupidi!?
  • Non forzare gli altri a parlare di cose inutili
  • Nel Giappone attuale dire grazie √® una malattia diffusa che ha un cattivo effetto sulla mente
  • Anche nel ringraziare occorrono variazioni di ritmo e repertorio
  • Rubrica 1 – Respirare
2.2 Ascoltare
  • Per non subire il "lavaggio del cervello" da parte dei suoni, occorre essere consapevoli
  • "L'esercizio per ascoltare la fugacit√† delle cose" affina la consapevolezza
  • Se si presta orecchio al mondo, questo pu√≤ cambiare
  • A fondamento della comunicazione c'√® l'individuazione dei suoni che veicolano la sofferenza dell'interlocutore
  • Quando si √® rimproverati dall'interlocutore, far nascere un senso di sollievo per individuare le sue sofferenze
  • L'esercizio per fermare le informazioni al loro ingresso prima che la mente possa manipolarle
  • Rubrica 2 – Odorare

2.3 Vedere
  • Una vista caratterizzata da forti stimoli sviluppa pi√Ļ facilmente gli stati d'animo
  • Il fraintendimento che nasce dal pensare che nonostante si stia soffrendo l'altra persona sia indifferente
  • Non riportare all'ego nei particolari i risultati dell'osservazione
  • Provare a concentrarsi imitando la tecnica del Buddha dagli occhi semichiusi
  • Essere sempre consapevoli della propria espressione
  • Rubrica 3 – Ridere
2.4 Scrivere/Leggere
  • Il desiderio di approvazione genera denaro
  • Pi√Ļ li si cerca pi√Ļ gli stati d'animo proliferano
  • L'anonimato delle bacheche on line amplifica la "Spudoratezza"
  • Anche nello scambio di e-mail non stuzzicare l'ego vicendevolmente
  • Provare a cogliere i propri stati d'animo attraverso l'atto di scrivere
  • Rubrica 4 – Pianificare
2.5 Mangiare
  • Pi√Ļ si pensa che qualcosa non si debba fare, pi√Ļ il cervello inspiegabilmente ci spinge a farla
  • Conoscere la quantit√† appropriata di cibo attraverso l'esercizio del "sapere quando basta"
  • Lezione per mangiare senza pensare Prima parte: porre la propria consapevolezza in modo perspicace
  • su ogni singolo gesto
  • Lezione per mangiare senza pensare Seconda parte: prestare attenzione ai movimenti della lingua
  • Rubrica 5 – Cucinare
2.6 Buttare
  • L'idea di aver paura di perdere qualcosa affatica la mente
  • Non disfarsi delle cose alimenta il territorio dell' "Ignoranza"
  • Per disaffezionarsi agli oggetti esercitarsi a "buttare"
  • Liberarsi del denaro che ipertrofizza l'ego
  • Rubrica 6 – Comprare
  • Rubrica 7 – Aspettare
2.7 Toccare
  • Quando non ci si riesce a concentrare, provare a prestare attenzione alle sensazioni tattili
  • Provare a non agire d'impilso nella situazione "siccome prude mi gratto"
  • Rubrica 8 – Riposare/Divertirsi/Fuggire
2.8 Educare
  • Evitare di lanciare come attacchi i propri consigli
  • Non lasciarsi manovrare dalla brama di imporre le proprie opinioni sugli altri
  • Contenere entro i limiti commiserazione e preoccupazione
  • Educare una sobria Gentilezza Amorevole invece di forti passioni
  • Se non si rispettano le regole, la mente richiama le energie negative
  • Crescere i bambini essendo aperti nei loro confronti e senza renderli marionette
  • nelle mani dei grandi
  • Anche tra uomo e donna l'amore cresce a opera della "persuasione"
  • Coloro che "si arrendono" hanno la verit√† in pugno
  • Rubrica 9 - Dormire


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NICHEL - MALATTIE PROFESSIONALI DA METALLI

NICHEL - MALATTIE PROFESSIONALI DA METALLI
 
Metallo la cui essenzialit√† non √® dimostrata nell’uomo.
Il composto pi√Ļ interessante da un punto di vista industriale e biologico √® il nichel-tetracarbonile che gi√† a temperatura ambiente ha la propriet√† di emettere vapori.
Utilizzi e fonti di esposizione
- operazioni di estrazione
- preparazione di acciai speciali, ed acciai inossidabili
- preparazione di leghe
- fabbricazione di magneti, di batterie
- come mordente in tintoria
- come catalizzatore
- nel cracking del petrolio
Tossicocinetica

Il nichel metallico viene assorbito in maniera ridotta per via respiratoria e digestiva; il nichel-tetracarbonile, invece, è assorbito prontamente per via respiratoria.
Nel sangue in parte è presente nel globulo rosso; ed in parte si ritrova nel siero in forma legata (ad una alfa2-macroglobulina e ad una albumina).
L’eliminazione avviene prevalentemente per via fecale, in minima parte per via renale.
Manifestazioni cliniche
Il nichel-tetracarbonile può produrre effetti sistemici, con comparsa di polmonite interstiziale diffusa, dalla quale può residuare insufficienza respiratoria irreversibile.
Il nichel metallico possiede invece una ridotta tossicità sistemica, ma è responsabile di:
- effetti irritanti
- effetti sensibilizzanti (dermatosi allergica), con manifestazioni a tipo eczematoso
La IARC classifica come cancerogeni umani il nichel e i suoi composti, pur affermando che l’evenienza di carcinogenicit√† per l’uomo deriva dagli studi sui processi di raffinazione (nel quale √® utilizzato il nichel-tetracarbonile); gli effetti cancerogeni hanno una localizzazione prevalente naso-paranasale, e polmonare.
Prevenzione medica
Il monitoraggio biologico si basa sul dosaggio del nichel urinario e del nichel plasmatico, come indicatori di esposizione recente, entrambi non correntemente applicati.
Gli accertamenti consigliati sono i tests allergologici (patch-tes al nichel), l’esame dermatologico, la rinoscopia, i tests di funzionalit√† respiratoria.

MANGANESE ESPOSIZIONE E MALATTIE PROFESSIONALI

MANGANESE ESPOSIZIONE E MALATTIE PROFESSIONALI
 
E’ un metallo essenziale per l’uomo, attivando alcuni sistemi enzimatici e rappresentando un coenzima di alcune chinasi ed idrolasi.
Utilizzi e fonti di esposizione
- estrazione, frantumazione e polverizzazione dei minerali di Mn
- nell’industria metallurgica per la produzione di leghe (ferro-leghe)
- saldatura ad arco
- produzione di batterie a secco (biossido di manganese)
- produzione ed uso di vernici e pigmenti
- industria del vetro e della ceramica
- produzione di fiammiferi
- reagenti di laboratorio

Tossicocinetica
La via di assorbimento principale è quella respiratoria; nel sangue è presente in prevalenza nel globulo rosso legato stabilmente, nel siero è veicolato dalla transferrina.
Viene quindi distribuito ai vari parenchimi, in particolare fegato, reni, cervello, polmone; si fissa per una buona quota alle ossa.
L’escrezione avviene prevalentemente per via fecale ed in una piccola parte per via renale.
Manifestazioni cliniche
Nelle forme acute:
- azione piretogena (febbre da fumi metallici)
- affezioni dell’apparato respiratorio (bronchite acuta, polmonite insensibile alla chemioantibioticoterapia)
Nelle forme croniche:
L’organo critico √® il sistema nervoso centrale con iniziali disturbi psichiatrici (follia o demenza manganica, psicosi allucinatoria), e successivo perdita della mimica facciale, difficolt√† della parola, diminuzione dei riflessi posturali, rigidit√†, tremori pi√Ļ frequentemente intenzionali (parkinsonismo manganico).
Prevenzione medica
Il monitoraggio biologico si può basare sul dosaggio urinario ed ematica del manganese, non correntemente applicato per la non definita correlazione con i livelli di esposizione.
Ulteriori accertamenti consigliati: l’esame neurologico, i test psicometrici, i tests di funzionalit√† respiratoria e Rx torace.

ANTIMONIO - MALATTIE PROFESSIONALI

ANTIMONIO - MALATTIE PROFESSIONALI
 
Metalloide bianco argentato, cattivo conduttore di calore ed elettricità; si incontra in natura in una ottantina di minerali, specie solfuri, solfosali ed ossidi, ma si estrae prevalentemente da un unico minerale, l'antimonite o stibina (Sb2S3).
Utilizzi e fonti di esposizione
I composti pi√Ļ impiegati nell'industria sono gli ossidi (triossido, pentossido), ed i solfuri (sesqui e pentasolfuro, ossisolfuro, solfato):
- estrazione e raffinazione dell'antimonio
- industria metallurgica per la preparazione di leghe di elevata durezza (per caratteri di stampa, elettrodi, metalli antifrizione, accumulatori, saldature e per parti metalliche che devono sostenere alte temperature)
- industria della gomma, nel processo di vulcanizzazione
- in tintoria, come mordente
- industria del vetro e della ceramica
- fabbrica di fuochi artificiali
Molto dannoso è l'idrogeno antimoniale (SbH3), che si produce generalmente per ragioni accidentali e dà luogo ad intossicazioni acute riferibili ad infortuni piuttosto che a malattie

professionali. Ciò può verificarsi durante il trattamento a vapore di composti dell'antimonio, durante il trattamento per via umida di scorie contaminate da antimonio, in caso di reazioni dell'idrogeno nascente con l'antimonio e i suoi composti Iad es. durante la sostituzione di batterie all'antimonio).
Tossicocinetica
Le vie di introduzione dei composti di Sb possono essere quella inalatoria e digestiva. L'eliminazione √® rapida con le urine o feci a seconda della natura del composto (i composti trivalenti pi√Ļ facilmente attraverso le feci, quelli pentavalenti attraverso la via renale).
L'accumulo di Sb trivalente avviene soprattutto nel fegato e nella ghiandola tiroide; la forma trivalente di lega facilmente agli eritrociti, mentre quella pentavalente √® di pi√Ļ facile riscontro nel plasma.
Manifestazioni cliniche
L'antimonio possiede un effetto emetico per irritazione locale e per azione centrale; applicato localmente è caustico.
Gli organi pi√Ļ interessati sono il cuore (con disturbi di frequenza e ritmo), fegato (con disturbi degenerativi e comparsa di ittero), polmoni (manifestazioni pneumoniche), pelle (eruzioni papulose, vescicolari e pustolose).
Nella forma acuta si può osservare:
- aritmia, talvolta accompagnata da bradicardia, a volte fibrillazione atriale.
- insufficienza funzionale epatica, talvolta ittero nelle forme semiacute
- polmonite reattiva (polmonite chimica acuta)
Nelle forma cronica si può osservare:
- irritabilità, affaticamento, dolori agli arti inferiori, perdita dell'appetito, cefalea, disturbi all'apparato gastro-enterico.
- segni di infiammazione a tipo laringitico, tracheitico e bronchitico
- disturbi del ritmo, ed alterazioni elettrocardiografiche (> onda P, < onda T), nelle forme pi√Ļ avanzate pi√Ļ frequenti e gravi segni degenerativi a carico del miocardio
- cute irritata, con manifestazioni eczematiformi e dermatitiche
- facili manifestazioni anemiche
Prevenzione medica
Gli accertamenti consigliati sono: Rx torace, tests di funzionalità respiratoria, elettrocardiogramma, esame dermatologico ed esame delle mucose orali e congiuntivali.

ALLUMINIO MALATTIA DA ESPOSIZIONE PROFESSIONALE

ALLUMINIO MALATTIA DA ESPOSIZIONE PROFESSIONALE 

Metallo bianco, buon conduttore di calore e di elettricità, molto diffuso in natura, viene estratto industrialmente prevalentemente dalla bauxite.
L'affinit√† dell'alluminio per l'ossigeno √® tale che esso si ricopre rapidamente di una patina protettrice di ossido di alluminio (AL2O3), o allumina che ne impedisce un’ulteriore corrosione.
La bauxite contiene oltre l'ossido di alluminio anche ossido ferrico e silice; dopo essere state allontanate tali impurit√† si procede a un processo di decomposizione elettrolitica allo stato fuso (che comporta, tra l’altro, la presenza di criolite contenente fluoro).
Utilizzi e fonti di esposizione
- edilizia (serramenti, infissi)
- costruzioni di carrozzerie per veicoli e vagoni ferroviari, aeromobili, sovrastrutture di navi
- mediante alluminio e sequiossido di ferro si procede alla saldatura cosiddetta alluminotermica, per unire parti metalliche di una certa consistenza, quali rotaie
- utensili
- linee di trasporto dell'energia
- nell'industria chimica come riduttore
- materiale per imballaggio
- produzione di leghe
- lo smeriglio è una forma di ossido di alluminio utilizzata nella pulitura dei metalli. Il corindone come abrasivo
- il solfato di alluminio è utilizzato come mordente nell'industria tessile e per la concia delle pelli
- alcuni silicati sono utilizzati nelle industrie ceramiche
- produzione di fuochi di artificio
- operazioni di recupero dei rottami
Tossicocinetica
La maggior parte di alluminio nel compartimento ematico risulta legato con una proteina sierica, la transferrina. I principali siti di deposito sono l'osso e il polmone, ma in piccola parte si accumula anche nei muscoli, reni, fegato, etc.
L'alluminio attraversa il tubo digerente senza assorbimento; viene emesso con le feci, come composto insolubile derivante dalla sua combinazione con i fosfati alimentari.
Altra via di eliminazione principale è il rene, giustificando l'accumulo del metallo con interessamento della funzione renale.
Manifestazioni cliniche

Alterazioni della funzione digestiva e del sistema nervoso sono state riscontrate nell'uomo; sembra sia la formazione di cloruro di alluminio, per combinazione del metallo con il succo gastrico, a provocare precipitazioni proteiche nella mucosa dello stomaco con conseguenze patologiche.
Rari sono i casi conosciuti di intossicazione acuta.
Nelle forme professionali sono possibili accessi di "metal fume fever", specie per inalazione di vapori di ossido di Al.
E’ descritta una pneumoconiosi da alluminio, con manifestazioni di fibrosi polmonare (dispnea, tosse, segni di reattivit√† pleurica); mentre una forma di insufficienza respiratoria cronica, da inalazione di ossido di alluminio, √® conosciuta come "malattia di Shaver".
Prevenzione medica
Si possono utilizzare l’alluminio ematico e l’alluminio urinario; quest’ultimo indicatore √® pi√Ļ sensibile della concentrazione sierica. La concentrazione di alluminio nelle urine di fine turno √® la pi√Ļ indicativa per una esposizione corrente.
La concentrazione del metallo nel siero e nelle urine è determinata dall'intensità dell'esposizione corrente e dalla quantità accumulata nell'organismo, ma la relazione tra questi parametri è altamente dipendente dall'integrità della funzione renale.

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