Lo zinco è un minerale in traccia essenziale, presente nell’organismo in quantità superiore a quella di qualsiasi altro oligoelemento al di fuori del ferro.

LO ZINCO

Descrizione

        Lo zinco è un minerale in traccia essenziale, presente nell’organismo in quantità superiore a quella di qualsiasi altro oligoelemento al di fuori del ferro. Lo zinco è presente in tutti i tessuti. Gli integratori possono essere sotto forma di solfato di zinco, acetato di zinco, gluconato di zinco, citrato di zinco, chelato di zinco, dipicolinato di zinco, aspartato di zinco e orotato di zinco. Il corpo umano contiene approssimativamente dai 2 ai 3 grammi di zinco. Il sangue ne contiene circa 900 microgrammi per 100 millilitri.
Lo zinco è conosciuto per le sue proprietà protettive nei confronti delle malattie e del sistema immunitario. Partecipa al ciclo di Krebs e alla produzione di energia. Recentemente è stato scoperto che lo zinco ferma la progressiva diminuzione della vista negli anziani. Si pensa anche che aumenti la potenza sessuale negli uomini grazie alla sua abilità di regolare il testosterone nella prostata.

        Lo zinco assolve svariate funzioni. E’ in relazione col normale assorbimento e con l’azione delle vitamine, in particolare quelle del complesso B. E’ un elemento costitutivo di oltre 2000 enzimi preposti alla digestione e al metabolismo ivi compresa l’anidrasi carbonica, necessaria per la respirazione dei tessuti. Alcuni di questi enzimi hanno un ruolo nella disintossicazione dall’alcool, nel metabolismo osseo, nella digestione delle proteine, nella sintesi dell’RNA, nel trasporto degli elettroni, e nella produzione di energia aerobica e anaerobica.
Lo zinco è un componente dell’insulina, e fa parte dell’enzima necessario alla scomposizione dell’alcool. Svolge anche un ruolo importante nella digestione dei carboidrati e nel metabolismo del fosforo. Inoltre è importante nella sintesi del DNA, la sostanza fondamentale dell’esistenza che trasporta tutti i caratteri ereditari e dirige le attività di ogni cellula. Lo zinco è fondamentale per le papille gustative e per il funzionamento delle ghiandole sebacee della pelle (sono quindi conosciute le sue proprietà per la cura dell’eritema da pannolino e per l’acne) ed è importante per la rimarginazione delle ustioni e delle ferite.

        L’impoverimento dei terreni e la lavorazione degli alimenti fanno diminuire la percentuale di zinco negli alimenti che consumiamo. Le migliori fonti di tutti gli oligoelementi nel giusto equilibrio sono i cibi naturali che non hanno subito processi di lavorazione. Diete ricche di proteine, prodotti a base di cereali integrali, lievito di birra, crusca, germe di grano e semi di zucca sono di solito ricchi di zinco.
Assimilazione ed immagazzinamento
Lo zinco viene rapidamente assorbito nella parte superiore dell’intestino tenue. Viene assorbita unicamente la quantità di cui il corpo ha bisogno (40 o 50%), il resto non viene assorbito, e vengono persi circa 6 mg al giorno. L’assorbimento è minore quando vengono assunte alte dosi di calcio. Lo zinco, il cadmio, l’argento e il rame condividono e sono in competizione per gli stessi siti di assorbimento nell’intestino tenue. Un eccesso di fibre non permette l’utilizzazione dello zinco perché si combinano al minerale e lo trasportano prima che venga accettato nei siti di assorbimento.

        La via principale per l’eliminazione è il tratto gastrointestinale attraverso le feci, solo una minima parte viene persa con le urine. Le riserve maggiori di zinco sono il fegato, il pancreas, i reni, le ossa e i muscoli volontari. Lo zinco è depositato anche in alcune parti degli occhi, nella prostata e negli spermatozoi, nella pelle, nei capelli, nelle unghie ed è presente anche nei globuli bianchi. Queste riserve non sono facilmente utilizzabili, per cui la dieta deve contenerne quantità sufficienti per soddisfare il fabbisogno dell’organismo. Una malattia genetica rara, l’acrodermatite enteropatica, impedisce l’assorbimento dello zinco.
L’assunzione di grandi quantità di calcio e acido fitico, presenti in alcuni cereali, può impedire l’assorbimento di zinco. Se l’assunzione di calcio e acido fitico è alta, bisogna aumentare il consumo di zinco. Il latte materno favorisce l’assorbimento dello zinco da parte di un intestino infantile, mentre i latti già pronti con l’aggiunta di zinco sono meno assorbibili.

Dosaggio e tossicità

        Il Consiglio Nazionale di Ricerca (Usa) raccomanda un’assunzione quotidiana di zinco per gli adulti di 12,5 milligrammi. I bambini sino a 1 anno dovrebbero assumerne 5 mg e da 1 a 10 anni 10 mg. I ragazzi dagli 11 anni in su dovrebbero assumerne 15 mg e le ragazze 12 mg. Durante la gravidanza se ne dovrebbero assumere 30 mg e 15 mg durante l’allattamento. Una “buona” dieta media ne fornisce dai 10 ai 15 mg al giorno.
Lo zinco è relativamente poco tossico. Tuttavia l’assunzione prolungata di dosaggi alti ha causato effetti collaterali. A pazienti più anziani sono state somministrate dosi giornaliere di 660 milligrammi di solfato di zinco con effetti collaterali minimi. Alcuni hanno avuto diarrea. Altri sintomi dell’eccesso di zinco sono nausea, vertigini, perdita della coordinazione muscolare, sonnolenza, fastidi gastrointestinali, apatia, insufficienza renale, anemia e vomito. Questi sono sintomi di reazioni tossiche a breve termine e se si presentano bisogna ridurre il dosaggio.

        Perché queste reazioni si presentino, la dose assunta deve essere superiore ai 2 grammi. In alcuni studi, la somministrazione prolungata di dosi alte agli uomini (150 mg al giorno) ha causato la riduzione del livello di colesterolo HDL, quello buono, mentre una dose quotidiana di 30 mg non ha dato effetti negativi né in persone attive, né in quelle sedentarie. Nelle donne la somministrazione di 100 mg al giorno ha causato una diminuzione reversibile del livello di HDL per due settimane. Massicce assunzioni di zinco possono causare una carenza di rame, che provoca un aumento del colesterolo LDL, fattore di rischio di cardiopatie e un metabolismo incompleto del ferro. In caso di assunzione di grandi quantità di zinco, bisognerebbe aumentare anche l’assunzione di rame, ad eccezione delle persone colpite dal morbo di Wilson (un eccesso di rame nel sangue che causa ittero, cirrosi, tremori e disturbi comportamentali). Anche quando si assumono dosi di zinco tra i 30 e i 50 mg, è consigliabile prendere integratori di rame.

        Quando lo zinco viene integrato alla dieta, occorre ingerire anche quantità maggiori di vitamina A. Nei casi in cui lo zinco diventa antagonista del cadmio esso ha un ruolo protettivo nei confronti dei tumori. Quando invece lo zinco diventa antagonista del selenio, la reazione può aumentare il rischio di tumore. L’assunzione di dosi massicce di zinco può indebolire il sistema immunitario.
I contenitori galvanizzati usati per la conservazione degli alimenti permettono il passaggio di particelle di zinco nel cibo. L’inalazione di ossido di zinco può causare sintomi come febbre, salivazione, cefalea e tosse.

Effetti da carenza e sintomi

        La causa più comune della carenza di zinco è una dieta squilibrata, (ad alto contenuto di cereali e a basso contenuto di proteine) benché altri fattori possano concorrere. Per esempio, il consumo di alcool può causare una carenza in quanto spinge fuori lo zinco depositato nel fegato e lo elimina attraverso le urine. Le persone che rischiano una carenza di zinco sono i bambini in età prescolare, gli atleti e gli anziani che ne assumono meno del 50% del loro fabbisogno (e che sono anche soggetti a tutte le altre carenze che si manifestano con l’invecchiamento). Tra le altre persone a rischio troviamo le persone ricoverate in ospedale e la fascia di popolazione a basso reddito. Anche nei malati di AIDS e nelle persone colpite da tumori esofagei e broncogenici, sono stati scoperti bassi livelli di zinco nel sangue. In Medio Oriente dove la dieta tradizionale è ricca di diverse varietà di cereali e povera di proteine, la carenza è molto comune. La geofagia (un disturbo che consiste nel mangiare terra e sporcizia e che causa una malattia chiamata pica) e la parassitosi intestinale, contribuiscono alla creazione di una carenza a causa dello scarso assorbimento. Le temperature alte della zona favoriscono la sudorazione, che aumenta l’eliminazione di zinco aggravandone la carenza. La carenza grave è rara; tuttavia è possibile che ci sia una carenza di zinco marginale in alcuni gruppi di popolazione medio orientale.

        Una carenza di zinco è anche causa di stanchezza, di maggiore esposizione alle infezioni e alle ferite e di diminuita prontezza mentale. La carenza di zinco ostacola la produzione di energia, la sintesi delle proteine, la formazione del collagene e la tolleranza all’alcool. I livelli di zinco sono bassi in presenza di infezioni croniche, malattie renali, cardiopatie, alcuni tumori maligni, carenza di proteine e alimentazione endovenosa.
La carenza di zinco può causare ritardo nella crescita, ritardata maturità sessuale e tempi prolungati di rimarginazione delle ferite. Negli animali carenti di zinco la crescita tumorale è lenta - perché lo zinco è essenziale per tutti i tipi di crescita. Una carenza di zinco, rame e vanadio, può portare all’aterosclerosi e aumentare la vulnerabilità alle infezioni. Smagliature della pelle e macchie bianche sulle unghie possono essere sintomi di una carenza di zinco. Altri sintomi di carenza possono essere unghie e capelli fragili, mancanza di pigmento nei capelli, cicli mestruali irregolari nelle donne adolescenti, impotenza maschile giovanile e dolori alle ginocchia e all’articolazione dell’anca negli adolescenti. L’esaurimento cronico dello zinco può predisporre le cellule del corpo al cancro.

        Il cadmio, un minerale tossico, ha un ruolo importante nelle carenze di zinco. Assunzioni elevate di cadmio accentuano i segni di una carenza di zinco e il cadmio si deposita nell’organismo in assenza di zinco. Questo crea una situazione dannosa che può essere capovolta aumentando il consumo di zinco. Anche gli agenti chelanti, usati per eliminare l’eccesso di rame dal corpo portano via lo zinco che deve essere poi sostituito.
La carenza di zinco causa nanismo negli esseri umani. Tale carenza apporta anche cambiamenti dannosi nella misura e struttura della prostata, che contiene più zinco di qualsiasi altra parte del corpo umano. Nei casi di disturbi alla prostata, in particolare il cancro alla prostata, i livelli di zinco nella ghiandola scendono. Alcuni tipi di sintomi di carenza sono reversibili, come per esempio la degenerazione della ghiandola prostatica, della vescicola seminale e dello sperma, mentre la degenerazione testicolare non lo è. Anche piccole carenze di zinco provocano una diminuzione dell’interesse sessuale, una minore concentrazione di spermatozoi e impotenza.

        James A. Halstead e J. Cecil Smith Jr. dello Trace Element Research Laboratory, Washington, D.C., hanno condotto interessanti studi sullo zinco. Essi hanno riscontrato bassi tassi di zinco nel plasma sanguigno di persone affette da cirrosi alcolica, altri tipi di malattie del fegato, ulcere, attacchi cardiaci, mongolismo e fibrosi cistica. Anche le donne incinte e quelle che prendevano contraccettivi orali presentavano bassi tassi di zinco nel loro plasma sanguigno. La nausea tipica della gravidanza può essere un segno di bassi livelli di zinco e vitamina B6. I ratti in gravidanza con carenze di zinco presentavano un’alta percentuale di aborti o di piccoli malati alla nascita. Parte di questa progenie era anche ritardata mentalmente o presentava forti ritardi nell’apprendimento. Gli animali carenti mostravano difficoltà di apprendimento e comportamento aggressivo. La carenza di zinco provoca anche aborto spontaneo e minore crescita fetale. Gli organi influenzati sono il cervello, lo scheletro, gli occhi, il cuore, il tratto gastrointestinale e i tessuti polmonari. Gli effetti della carenza sono maggiori duranti la crescita.

        Un’eccessiva eliminazione di zinco si manifesta nella leucemia e nella malattia di Hodgkin, ma di questo fenomeno non si conoscono le cause. Una carenza di zinco viene caratterizzata da stanchezza insolita che può causare una perdita della normale sensibilità del gusto, scarso appetito, maggiore incidenza di infezioni e crescita inferiore ai livelli ottimali. L’alterazione del metabolismo dello zinco nella malattia di Crohn, la dialisi renale, la fibrosi cistica, le ustioni e l’uso della penicillamina possono causare diversi cambiamenti del gusto all’interno della bocca. Il paziente che presenta una deficienza di zinco ha problemi di circolazione e tendenza agli svenimenti; per questo motivo devono essere prese particolari precauzioni in caso di anestesia e di operazioni chirurgiche. Queste persone possono essere inclini agli shock e a emorragie.

Effetti benefici nelle malattie

        Lo zinco potrebbe avere un ruolo nella protezione dal cancro e favorisce la cicatrizzazione delle ulcere gastriche. L’assunzione di integratori di zinco mantiene sano il sistema immunitario e sarà di giovamento nel processo di invecchiamento. I linfociti T-helper, che combattono le infezioni, aumentano con l’assunzione dello zinco, fattore particolarmente interessante per i malati di AIDS. Lo zinco ha la capacità di fermare una malattia degli occhi chiamata degenerazione maculare, che causa cecità irreversibile negli anziani. Lo zinco aiuta a eliminare i depositi di colesterolo ed è stato usato con successo nel trattamento dell’aterosclerosi.

        Lo zinco può contribuire ad una rapida rimarginazione delle cicatrici interne (incluse le ulcere) ed esterne o di qualsiasi danno alle arterie. Lo zinco aiuta ad alleviare i sintomi dell’artrite reumatoide (vedi artrite nella Parte V). Il morbo di Wilson viene curato meglio con lo zinco rispetto alla penicillamina, perché il minerale non è tossico. Lo zinco può aiutare a prevenire o accorciare raffreddori (se preso alla comparsa dei primi sintomi) e può migliorare la vista notturna e l’odore del corpo. Si ritiene che la causa dell’acne vulgaris (quello degli adolescenti) sia una carenza di zinco. Il disturbo è stato curato con successo con la somministrazione di integratori di zinco. Lo zinco può favorire la ricrescita dei capelli nelle persone che soffrono di alopecia areata totalis (totale mancanza di peli nel corpo). Anche gli anziani che hanno disturbi del gusto possono trarre giovamento dall’assunzione di zinco, anche se le cause di questo disturbo possono essere molteplici.

        Lo zinco dà risultati positivi nella prevenzione e nel trattamento della sterilità. Favorisce anche lo sviluppo e la maturità degli organi sessuali. Sono state raccomandate alte dosi di zinco per la prevenzione e il trattamento dell’ingrossamento della prostata.
La somministrazione di zinco può dare sollievo a quei pazienti affetti da morbo di Hodgkin e da leucemia. Viene anche usato nel trattamento della cirrosi epatica e dell’alcolismo. Lo zinco è efficace per la cura del diabete grazie ai suoi effetti regolatori sull’insulina nel sangue. Si è riscontrato che l’aggiunta di zinco all’insulina prolunga il suo effetto sullo zucchero del sangue. Un pancreas diabetico contiene solo circa la metà dello zinco di un pancreas sano (vedi diabete nella Parte V).

LO ZINCO PUO’ ESSERE EFFICACE NELLA CURA DELLE SEGUENTI MALATTIE:



Organi Malattie
Articolazioni Artrite reumatoide
Bocca Gusto
Cervello/Sistema nervoso Alcolismo

Schizofrenia
Cuore Arteriosclerosi

Aterosclerosi
Fegato Cirrosi
Ghiandole Prostatite
Occhi Cecità notturna

Degenerazione maculare
Pelle Acne

Acne vulgaris

Bruciature

Dermatite

Eczema

Ferite
Sangue/Apparato circolatorio Alto livello di colesterolo

Arteriosclerosi

Aterosclerosi

Diabete

Leucemia

Morbo di Hodgkin
Sistema riproduttivo Attività sessuale ritardata

Immaturità degli organi sessuali

Impotenza

Mestruazioni

Prostatite

Sterilità
Generale Alcolismo

Gravidanza

Mancanza di peli sul corpo

Odori corporei

Raffreddore comune

Sistema immunitario debole

Ritardi della crescita

Ulcerazioni

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