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Sintomi della stanchezza cronica - Sindrome dell’Affaticamento Cronico o Encefalomielite Mialgica

Sintomi della stanchezza cronicaSindrome dell’Affaticamento Cronico o Encefalomielite Mialgica


1. Spossatezza: il paziente deve avere un grado significativo di spossatezza fisica e mentale di
nuova insorgenza, inspiegabile, persistente o ricorrente, che riduca sostanzialmente il livello di
attività.

2. Malessere e/o Spossatezza post-sforzo: E’ presente una inappropriata perdita di resistenza
fisica e mentale, una rapida affaticabilità muscolare e cognitiva, malessere e/o fatica e/o dolore
dopo l’esercizio e una tendenza al peggioramento dei sintomi che fanno parte del gruppo di sintomi
del paziente. Si riscontra un periodo patologicamente lento di recupero- in genere di 24 ore o più.

3. Disfunzione del sonno*: sono presenti sonno non ristoratore o disturbi nella quantità o nel ritmo del sonno come ritmi ribaltati o caotici.

4. Dolore*: è presente un livello significativo di mialgia. Il dolore può presentarsi nei muscoli e/o nelle articolazioni ed è spesso di natura diffusa e migrante. Spesso si hanno cefalee significative di
nuova tipologia, qualità o gravità.

5. Manifestazioni Neurologiche/cognitive: dovrebbero essere presenti Due o più delle seguenti difficoltà: confusione, riduzione della concentrazione e del consolidamento della memoria a breve
termine, disorientamento, difficoltà con il processo di elaborazione delle informazioni, del recupero e la catalogazione delle parole e disturbi percettivi e sensoriali- per esempio instabilità spaziale e disorientamento e incapacità di messa a fuoco visiva. Sono comuni atassia, debolezza
muscolare e fascicolazioni. Si possono verificare fenomeni di sovraccarico[1]: cognitivo, sensoriali- per esempio fotofobia e ipersensibilità al rumore- e/o sovraccarico emotivo, che possono portare a periodi di “crash” [2] e/ o ad ansia.

6. Almeno UN sintomo di DUE delle seguenti categorie:
a) manifestazioni autonomiche: intolleranza ortostatica- ipotensione neuronale mediata (NHM);
sindrome di tachicardia posturale ortostatica (POTS); ipotensione posturale ritardata; capogiro presincope;
pallore estremo; nausea e sindrome dell’intestino irritabile; disfunzione della frequenza
urinaria e disfunzione vescicale; palpitazioni con o senza aritmie cardiache; dispnea da sforzo.
b) manifestazioni neuroendocrine: perdita della stabilità termica- temperatura corporea anomala
e marcata fluttuazione diurna, episodi di sudorazione, sensazione ricorrente di febbre e estremità
fredde; intolleranza a caldo e freddo estremi; marcati cambiamenti di peso – anoressia o appetito
anomalo; perdita dell’adattabilità e peggioramento dei sintomi con lo stress.
c) manifestazioni immunitarie: linfoadenopatia, mal di gola ricorrente, sintomi simil-influenzali
ricorrenti, malessere generale, nuove sensibilità a cibi, farmaci e/o agenti chimici.
7. la malattia persiste da almeno sei mesi. Generalmente ha una insorgenza certa, **
nonostante possa essere graduale. Una diagnosi preliminare può essere fatta prima dei sei mesi.
Tre mesi sono sufficienti per i bambini.
Per essere inclusi, i sintomi devono aver avuto inizio o esser stati significativamente alterati
dopo l’insorgenza della malattia. E’ improbabile che un paziente possa soffrire di tutti i
sintomi dei punti 5 e 6. I disturbi tendono a formare grappoli di sintomi che possono fluttare
e cambiare nel tempo. I bambini spesso hanno numerosi sintomi prominenti ma il grado di
severità rende a variare di giorno in giorno.

*C’è un piccolo numero di pazienti che non presenta alcun dolore o disfunzione del sonno,
ma non viene soddisfatta nessun’altra diagnosi eccetto quella di ME/CFS. Una diagnosi di
ME/CFS può essere effettuata quando questo gruppo ha una insorgenza di tipo infettivo.
**Alcuni pazienti non sono stati in salute per altre ragioni prima dell’insorgenza della
ME/CFS e manca dunque un fattore scatenante determinabile e/o hanno una più graduale o
insidiosa insorgenza.
Esclusioni: Escludere processi patologici attivi che spieghino la maggior parte dei principali
sintomi di spossatezza, disturbi del sonno, dolore e disfunzione cognitiva. E’ essenziale escludere
certe malattie, che sarebbe tragico non riconoscere: malattia di Addison, Sindrome di Cushing,
ipotiroidismo, ipertiroidismo, carenza di ferro, altre forme di anemia curabili, sindrome da eccesso
di ferro, diabete mellito e tumore. E’ essenziale anche escludere disordini del sonno curabili come
la sindrome da resistenza delle alte vie aeree e apnea ostruttiva o apnea centrale del sonno;
disordini reumatologici come artrite reumatoide, lupus, polimiosite e polimialgia reumatica;
disordini immunitari come l’AIDS; disordini neurologici come la sclerosi multipla (MS), il morbo
di Parkinson, miastenia gravis e carenza di vitamina B12; malattie infettive come la tubercolosi,
l’epatite cronica, la malattia di Lyme etc; disordini psichiatrici primari e abuso di sostanze.
L’esclusione di altre diagnosi, che non possono essere ragionevolmente escluse a causa
dell’anamnesi del paziente e dell’esame clinico, viene effettuata mediante i test di laboratorio e i
test per immagini. Se una condizione medica potenzialmente equivocabile è sotto controllo, allora
può essere fatta la diagnosi di ME/CFS se il paziente soddisfa comunque i criteri.
Condizioni co-morbide [coesistenti e collegate]: Sindrome Firbomialgica (FMS), Sindrome del
dolore miofasciale (MPS), Sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare (TMJ), Sindrome
dell’Intestino Irritabile (IBS), Cistite interstiziale, Sindrome della vescica irritabile, Fenomeno di
Raynaud, Prolasso della valvola mitralica, depressione, Emicrania, Allergie, Sensibilità Chimica
Multipla (MCS), tiroidite di Hashimoto, Sindrome Sicca, etc. Tali condizioni co-morbide possono
essere riscontrate in concomitanza alla ME/CFS, Altre, come l’IBS, possono precedere lo sviluppo
della ME/CFS di molti anni, ma allora sono associate ad essa. Lo stesso vale per le emicranie e la
depressione. La loro associazione può essere meno stretta che tra i sintomi interni alla sindrome.
La ME/CFS e la FMS sono spesso strettamente connesse e possono essere considerate “sindromi
sovrapponibili”.
Fatica cronica idiopatica: se il paziente ha una fatica prolungata ( di sei mesi o più) inspiegabile
ma non ha sintomi sufficienti per soddisfare i criteri per la ME/CFS, dovrebbe ricevere una
diagnosi di fatica cronica idiopatica.
Carruthers BM, Jain AK, De Meirleir KL, Peterson DL, Klimas NG, Lerner AM, Bested AC, Flor-
Henry P, Joshi P, Powles ACP, Sherkey JA, van de Sande MI. MYALGIC
ENCEPHALOMYELITIS / CHRONIC FATIGUE SYNDROME: Clinical Working Case
Definition, Diagnostic and Treatment Protocols. Journal of Chronic Fatigue Syndrome 11(1):7-
116, 2003. © Copyright 2003, Haworth Press Inc., Journal of Chronic Fatigue Syndrome, 10 Alice
Street, Binghamton, NY 13904-1480, USA, 
http://www.mefmaction.net )

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