L'energia elettromagnetica cerebrale -delta, theta, alfa e beta

L'energia elettromagnetica cerebrale
Nel cervello vi sono circa cento miliardi di neuroni, e ogni neurone è connesso con altri neuroni attraverso alcune migliaia di dendriti (prolungamenti del suo corpo) che creano migliaia di contatti sinaptici. Ogni volta che un neurone entra in attività per trasmettere o ricevere un segnale psichico, provoca il rilascio di mediatori chimici tra le sinapsi. La velocità di trasmissione dei dati è compresa tra i 60 e i 130 metri al secondo (pari a 360 Km. all'ora) e produce una debole scarica elettrica a bassissimo voltaggio elettrico (microvolt) e bassissima frequenza (Hertz). L'energia elettromagnetica di un singolo neurone è troppo debole per essere rilevata da uno strumento sulla cute esterna della testa; ma l’attività cerebrale coinvolge continuamente miliardi di neuroni che producono un'onda elettromagnetica sinergica, che, essendo molto più forte delle singole onde, riesce ad attraversare la teca cranica e può essere rilevata sulla cute esterna dai sensibili elettrodi dell’elettroencefalografo. Quando la persona vive stati di integrità psicofisica l'attività cerebrale si sincronizza e produce onde encefalografiche proporzionalmente coerenti.
Le quattro onde cerebrali: delta, theta, alfa e beta
I primi studi relativi all’attività elettromagnetica del cervello risalgono a Richard Caton (1875) e al russo Danilewsky (1876), ma solo nel 1925 Hans Berger registrò il primo tracciato elettroencefalografico o elettroencefalogramma (EEG), captando e amplificando i segnali elettrici da differenti punti dalla cute cranica. Nel 1929 apparve il suo primo lavoro di elettroencefalografia clinica, che contribuì grandemente alla diagnosi dell’epilessia e delle lesioni cerebrali.
Il tracciato delle variazioni elettromagnetiche viene normalmente registrato da un poligrafo su una striscia di carta. Possono essere riconosciuti quattro tipi di onde EEG: le delta, le theta, le alfa e le beta, come si può osservare nella fig. *. Le caratteristiche di queste quattro bande sono particolarmente interessanti.
Delta: (da 0.5 a 4 Hz.) Sono le onde più lente; vengono rilevate negli stati più profondi del sonno non REM e sono state associate anche a stati profondi di meditazione. E' la banda dell’inconscio profondo. La tensione dei muscoli produce onde su questa stessa gamma di frequenza per cui, nei quadri normali, un eccesso di delta e theta spesso significa solamente un artefatto da tensione muscolare, comunque indicativo di stress.
Theta: (da 4 a 7 Hz.) Sono le onde del sonno con sogni (sonno REM) in cui il corpo e gli occhi si muovono. REM deriva dell’inglese Rapid Eyes Movements, rapidi movimenti oculari. È la banda dell’inconscio onirico, delle immaginazioni e delle emozioni profonde. I soggetti in sonno theta vedono immagini ma non le ricordano da svegli se non per caso o dopo adeguato training. È una banda molto interessante e studiata negli ultimi anni in quanto associata agli "stati ipnagogici", quando siamo a cavallo tra sonno e veglia e le immagini iniziano a scaturire liberamente dalla nostra mente inconscia o subconscia. Nella banda theta appaiono anche i picchi d’onda tipici dell’epilessia. Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che questa forma patologica sia dovuta ad emozioni e creatività represse che non trovano una via fluida di espressione cosciente.
Alfa: (da 8 a 13 Hz.) È la banda che si manifesta chiudendo gli occhi o quando siamo in situazione di benessere psicofisico. È la banda del preconscio o della coscienza a riposo. La banda alfa inizialmente è stata fortemente associata alla meditazione, ma negli ultimi anni differenti lavori scientifici hanno in gran parte ridimensionato questa associazione. Nelle nostre ricerche abbiamo associato le onde alfa a stati di benessere e di piacere di vivere, e quindi, a livello psicosomatico, con il cuore e le emozioni affettive.
Beta: (da 14 a 35 Hz.) È la banda che caratterizza l’attività di pensiero superiore o corticale, l’attenzione focalizzata, la risoluzione di problemi. È la banda della coscienza di veglia. È normalmente più espansa nelle persone intellettuali, mentali e che, nei rapporti e nel lavoro, usano soprattutto la sfera razionale.

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