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Intossicazione da metalli pesanti - Storia di un malato di Sclerosi Multipla tutti devono sapere


Intossicazione da metalli pesanti

 

Intossicazione da metalli pesanti e Sclerosi Multipla: una storia a lieto fine!

Matteo Dall’Osso…questo è il nome di un ingegnere di 31 anni che definirei speciale!
Perché speciale? Perché è riuscito a combattere e a vincere una vera e propria guerra contro la Sclerosi Multipla e contro un establishment medico miope e mediocre, grazie al suo amore per la vita, alla sua diligenza, alla sua perseveranza, alla sua forza di volontà e alla sua voglia di verità e di conoscenza!
Ma vediamo un pò più da vicino la sua storia, che vi invito comunque ad approfondire leggendo fino in fondo il suo straordinario ed interessantissimo e-book dal titolo “Vinciamo noi, la mia storia contro la Sclerosi Multipla”, scaricabile gratuitamente all’indirizzo www.matteodallosso.org.
La storia di Matteo ha inizio nel 
997, quando emergono i primi sintomi di una malattia molto grave.
Nel 
998 gli viene diagnosticata una terribile malattia: la Sclerosi Multipla.
Da qui cominciano le peripezie di Matteo, i suoi problemi, le sue sofferenze, i suoi studi, le sue ricerche, il tutto condito con una costante onnipresente: la voglia di vincere!
Le prime cure che gli vengono prescritte sono a base di CortisoneeAzatioprina.
Dopo la laurea (24 anni) ottiene una borsa di studio europea (Marie Curie) per lavorare in un centro di ricerca in Germania e così si mette in contatto con lo stesso dottore che Report (Rai3), condotto dalla giornalista Milena Gabanelli, intervistò l’anno prima, così si sottopose a cure dentali per la rimozione di ben  amalgame (ricche di mercurio) e 1 dente devitalizzato. Al termine di ciò sembra rinato.
Ma purtroppo l’apparente rinascita dura poco.
E così tra sofferenze e lavoro arriva il 2006, quando Matteo scopre, sempre in Germania, che nel suo corpo è assente un allelo, cioè una parte di gene, del Glutatione, il principale detossificante / antiossidante del corpo.
A questo punto, tornato in Italia, Matteo cerca di parlare con tutti i dottori di quello che gli era capitato in Germania, ma nessuno gli da ascolto. L’arroganza dell’establishment medica è troppa per dare ascolto ad un “povero” ingegnere di nome Matteo.
Il passo successivo è l’ozonoterapia, ma i risultati sono scarsi. Matteo si sente sempre peggio. Intanto a maggio 2006 inizia un nuovo lavoro. Velocemente la fatica e le difficoltà diventano sempre maggiori.
A fine luglio viene ricoverarono in ospedale, prima a Bologna poi a Milano (San Raffaele) ove un “luminare” del settore, nonché primario,soprannominato “il sovrano” dagli stessi dottori dell’ospedale, non gli lascia scampo. Gli dice chiaramente che i danni che Matteo ha riportato non potevano essere più recuperati! Parole pesanti, parole che non si dimenticano, parole che rimangono impresse e scolpite nella mente di chi le ascolta!
Matteo non riesce più a camminare, a muovere la mano sinistra, vede molto male e non
riesce quasi più a parlare. La diagnosi è: “Sclerosi Multipla Secondariamente Progressiva”.
La cura del “luminare” è la seguente: 0 flebo di cortisone e terapia di immunosoppressore (il chemioterapico più potente, il Mitoxantrone) in quella occasione somministrarono la prima.
A questo punto Matteo incontra un dottore speciale, il dottor Guido Zanella, ((http://www.studio-duranti.it/index.php?module=htmlpages&func=display&pid=48 - che segue le linee guida dell’associazione statunitense ACAM, http://www.acamnet.org/- American College for Advancement in Medicine ) e continua così con le sue scoperte. In particolare scopre cosa sia l’EDTA (etilendiamminotetraacetico) e cosa voglia dire “intossicazione da metalli pesanti”.
Grazie a questa scoperta decide quindi di non voler più fare le flebo di immunosoppressore. Lo dice ai suoi genitori ma quest’ultimi, ancora scossi dalle parole del primario, che lo definì non più in grado di intendere e volere, portano Matteo davanti ai carabinieri intimandogli di denunciarlo per infermità mentale.
Matteo viene, quindi, obbligato a fare la flebo. A questo punto decide di andar via di casa e se ne va a vivere da solo mantenendosi col suo lavoro che con tanta fatica e coraggio è riuscito a mantenere.
Quindi, cercando di riassumere, Matteo arriva a scoprire che la mancanza di un allelo (una parte del gene) del Glutatione è il responsabile della sua elevata intossicazione ai metalli pesanti, in particolare alluminio, sempre più presente nell’ambiente in cui viviamo.
Ciò è in contrasto con quanto ritengono i dottori di scuola classica, i quali sono convinti che la mancanza dell’allelo Glutatione o in generale una carenza di questo enzima abbia una rilevanza poco apprezzabile. Infatti, sempre secondo tali dottori, è provato che circa il 30% della popolazione ha questa stessa carenza, e quindi, non essendo il 30% della popolazione malata di sclerosi multipla, questa non può esserne la causa. Matteo, invece, da credito ad altri studi scientifici, tra cui “Elevated urinary excretion of aluminium and iron in multiple sclerosis”, e ritiene perciò che questa carenza di Glutatione, e quindi l’intossicazione da
Alluminio e da altri metalli pesanti, sia una condizione necessaria, cioè che tutte le persone affette da sclerosi multipla siano così gravemente intossicate.
L’intossicazione da alluminio, inoltre, è una concausa di molte altre patologie come ad esempio la colite ulcerosa o la MCS, (Sensibilità Chimica Multipla). Secondo Matteo, quindi, c’è la ragionevole certezza di supporre che l’intossicazione ai metalli pesanti sia una condizione necessaria di gran parte delle patologie curate attualmente attraverso farmaci cortisonici.
La successiva scoperta è che l’unico esame veritiero per sapere se si è intossicati dai metalli pesanti è l’esame differenziale delle urinedopo aver effettuato una flebo chelante (EDTA).
Una volta che l’EDTA è in circolo grazie alla flebo, esso si lega prima con
certi metalli e poi, quando questi metalli si riducono, l’EDTA lega gli altri metalli con
minore affinità. In particolare essa va a legare prima l’Alluminio, poi ilCadmio, poi il Piombo, fino ad arrivare al Mercurio. Da ciò si deduce che se e quando farete l’esame esso vi indicherà un tasso di alluminio molto alto, ma il tasso di cadmio, piombo e mercurio molto più bassi, non vuol dire che questi ultimi non li avete nel corpo, ma significa solo che l’EDTA ha iniziato a legare a partire dal metallo con maggiore affinità.
L’ultima parte del corpo a rilasciare i metalli è il sistema nervoso centrale, poiché esso non lo fa per contatto, ma solo per diffusione,poiché l’EDTA non è in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica, e quindi un processo molto più lento.
Matteo scopre inoltre che l’esame risonanza magnetica con mezzo di contrasto, utilizzato per evidenziare le eventuali lesioni in fase attiva, è causa degli stessi sintomi della malattia sclerosi multipla, in quanto intossica l’organismo di Gadolinio, metallo pesante nonché tossico per l’organismo.
L’ulteriore scoperta è che per evitare nuove intossicazioni egli deve sopperire alla sua lacuna genetica integrando la sua alimentazione con le seguenti sostanze:
  • pastiglie di Ultrathione 1000 che contengono 4 volte il livello di Glutatione di una semplice flebo;
  • gocce di Cellfood che consentono una riossigenazione dei tessuti e delle cellule del corpo. Non ha controindicazioni a differenza dell’ozonoterapia;
  • assunzione di vitamina B12, mediante lo spray Methyl B12, in grado di favorire la rigenerazione dei neuroni,impedire la demielinizzazione e favorire la rimielinizzazione.
Grazie a tutte queste scoperte e alle cure che sono conseguite ad esse, Matteo è riuscito a vincere la sua guerra contro la Sclerosi Multipla!!
Al conclusione del libro Matteo dice:
Proprio perché ho incasellato una fortunata serie di eventi eccezionali, vi chiedo con tutta la mia
anima e cuore di non fare finta di niente! Ora conoscete anche voi la mia verità!
Io ci sono! Sono qui!
Il mio indirizzo di posta è matteodallosso@gmail.com.
Questi invece sono due forum aperti alle vostre domande.
Forum italiano: http://groups.google.it/group/matteodallosso-italiano
Purtroppo viviamo in un mondo che spesso non accoglie di buon grado le persone originali e appassionate, le persone che si oppongono allo status quo, agli establishment consolidati, le persone che rappresentano una sfida, che ispirano, le persone integre, sincere ed oneste. Tali persone vengono spesso considerate eretiche, vengono derise e a volte pure denunciate!
Quella dell’iconoclasta è una figura che non è mai stata accolta a braccia aperte in nessuna epoca. Basta rileggersi la storia degli ultimi anni, infatti, per rendersi conto delle innumerevoli esempi di individui che sono stati attaccati o perseguitati semplicemente perché hanno osato pensare da soli e hanno provato a condividere i loro pensieri con gli altri.
Solo per fare qualche nome, basta ricordare Confucio, filosofo cinese rifiutato dai suoi maestri politici e i cui libri furono bruciati.
Socrate, considerato dall’oracolo di Delfi l’uomo più saggio del mondo, accusato di corrompere i giovani di Atene e arrestato e condannato a morte con l’accusa di essere un malfattore e “una persona che mostra curiosità, che cerca dentro le cose sotto la terra e sopra il cielo e che insegna tutto questo agli altri”.
Galileo, il matematico e scienziato italiano del XVII secolo, ebbe enormi problemi con l’onnipotente Chiesa cattolica perché osò sostenere le teorie di Copernico ed ebbe l’audacia di affermare che i pianeti girano intorno al sole.
E poi Paracelso, un medico che si fece nemici in tutta Europa per aver cercato di rivoluzionare la medicina nel XVI secolo. Questo personaggio è stato il personaggio più influente in campo medico dopo Ippocrate, ma l’establishment lo considerava un sobillatore.
Ignaz Semmelweiss, l’ostetrico austriaco che aveva capito che la febbre puerperale era causata dalle sporche abitudini dei medici, venne ostracizzato dalla classe medica per aver osato criticare le procedure. Henry David Thoreau, validissimo e saggio filosofo, venne imprigionato perché rimase fedele ai suoi ideali.
La lista è ancora lunga ma mi fermo qui per non appesantire troppo questo post il cui scopo vuol essere solo quello di mettere in luce la straordinaria storia di Matteo.
Josè Martì diceva: “L’ignoranza uccide i popoli. Bisogna uccidere l’ignoranza
Arthur Schopenhauer diceva: All truth passes through three stages. First, it is ridiculed. Second, it is violently opposed. Third, it is accepted as being self-evident.”

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