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TRADUTTORE

Quelli che la terra la comprano in società - acquisto collettivo dei terreni per spalmare i costi - Altruismo Eco-sostenibilità cambiare vita -


Quelli che la terra la comprano in società

L’agricoltura in tempo di crisi: acquisto collettivo dei terreni per spalmare i costi, dare lavoro a giovani agricoltori e redistribuire gli utili fra i soci. E’ l’idea dei Gat che lanciano un progetto per ottimizzare forza lavoro e parco macchine

La crisi aguzza l’ingegno: e così dai Gas – Gruppi di acquisto solidali , concepiti per il risparmio delle famiglie nell’acquisto della spesa settimanale, si è passati qualche anno fa, ai Gat – Gruppi acquisto terreni. Un’esperienza imprenditoriale che vale la pena di esser raccontata come esempio di risposta organizzata alla congiuntura economica negativa.
L’idea dei Gat. nasce qualche anno fa dalla mente di un gruppo di professionisti del Nord Italia, per rispondere al difficile accesso alla terra, soprattutto da parte dei giovani: oggi  questi gruppi si contano ancora sulla punta delle dita, ma di fondo hanno delle idee imprenditoriali interessanti, che fanno ben sperare per  il futuro.
La formula è semplice: il Gat nasce con l’intento di mettere insieme, attraverso l’acquisto di quote di una Società agricola a responsabilità limitata, agricoltori e in genere persone che hanno voglia o necessità di investire sulla terra. Fatte 100 le quote (di circa 11.000 euro l’una), al massimo se ne possono acquisire 4. In questo modo anche agricoltori che non hanno la possibilità di accedere all’acquisto del bene terra per ragioni economiche, possono trovare un appoggio in persone provenienti da altri settori.
E’ chiaro che a lavorare direttamente sul fondo saranno di base gli agricoltori, che hanno la competenza per farlo. A partire dal quarto anno, c’è sostanzialmente una redistribuzione degli utili, sicuramente vantaggiosa: la distribuzione degli utili nel Gat sarà sempre assoggettata ad imposta sostitutiva del 12,50% a titolo definitivo. In parole povere, se ogni socio riceve 1.000 euro di utili, 125 euro è l’imposta sostitutiva che verrà trattenuta e versata dalla società. In conclusione, quindi, il socio riceverà 875 euro netti per ogni 1000 euro di utile, e non sarà obbligato a presentare alcunchè nella dichiarazione.
A fare da collante, una filosofia di base figlia della sensibilità che ilconsumatore sta mostrando nei confronti dell’acquisto diretto (la “matrice” dell’idea viene infatti mutuata dall’esperienza dei gruppi di acquisto solidale) e del biologico, altra caratteristica fondante di chi fa parte del Gat.  Insomma, una “alleanza” fra agricoltori e cittadini.
Può essere in prospettiva una delle soluzioni per giovani agricoltori che, come è noto, hanno fra i problemi principali quello dell’accesso alla terra. E uno di questi l’abbiamo incontrato: Emanuele Carissimi, del Gat di Scansano, in provincia di Grosseto. Per dare un’idea numerica, il Gat di Scansano, il più avviato, ha circa 60 ha collinari (acquisiti con un investimento di 1.150.000 euro, compresa la ristrutturazione degli edifici rutali), fra arboricoltura,  olivi, orti e piante medicinali, seminativo e frutteti, oltre a un agriturismo e un sentiero didattico.
“A lavorare qui siamo tre coppie di giovani - spiega Carissimi -. Non avremmo mai potuto acquistare tanto terreno, e questa formula ci è piaciuta subito: basti pensare che noi abbiamo acquistato una quota per coppia. E siamo qui a lavorare, a fare il lavoro che abbiamo sempre sognato. E’ chiaro che lo stipendio per noi che lavoriamo qui è molto basso, ma obiettivamente anche le spese generali sono completamente ammortizzate: casa, energia, alimentazione fra tutte. Gli utili che riusciremo a creare li ridistribuiremo fra i soci, noi compresi quindi”.
Ma non c’è solo la molla economica, che resta comunque il motore dell’iniziativa. “Crediamo anche - continua - nella grande utilità socio-ambientale del biologico, e sperimentiamo con successo tecniche come quella della permacoltura, che sfrutta l’autofertilità del terreno”.
Fatti i primi passi, ora  è già in cantiere un’altra iniziativa per ampliare il perimetro dell’attività.
“Al nostro Gat Le Piane - racconta Emanuele - vogliamo affiancarne altri due, in fase di costituzione:  il Gat Le Ginestre e il Gat Selvapiana, in tutto altri 50-55 ha. Insieme, daremo vita ad un progetto di ottimizzazione della forza lavoro e del parco macchine: un escavatore cingolato, su questi terreni, ci sarebbe molto utile, ma non possiamo acquistarlo da soli. Così, invece, ce la faremo. Del resto è evidente come un grande numero di macchine agricole  possa essere condiviso, non essendo utilizzate con continuità nella propria azienda”.
Il nuovo progetto sta partendo proprio ora, ed è aperto naturalmente ai potenziali investitori. Per informazioni si può visitare il sito del GAT di Scansano, www.gatscansano.it, o la loro pagina Facebook.
Andrea Festuccia

Ambiente Italia – RAI 3 – 22 gennaio 2011
Buongiorno Regione – Lombardia – RAI 3 – 15 marzo 2011

IL TIRRENO
( 05 Dicembre 2011)

Quando la terra unisce etica e profitto

Dalla Lombardia a Scansano l’esperienza del Gruppo acquisto terreni
Aziende agricole “bio”, delle quali ciascuno può comprare una quota
GROSSETO. Si chiama Gat ed è una nuova realtà di fi­nanza etica che, dopo il man­tovano, sta prendendo piede anche in Maremma. Le tre lettere che compongono la si­gla stanno per Gruppo Acqui­sto Terreni, un acronimo che ricorda i Gas, gruppi ac­quisto solidale, nati anch’es­si nella pianura padana.
La linea dei gruppi di ac­quisto è semplice: investire, tramite decine e decine di singole quote, su terreni agri­coli creando aziende a re­sponsabilità limitata che col­tivano e vendono prodotti biologici, rivalutano l’am­biente, lo salvaguardano dal­la cementificazione e condivi­dono sani valori. Col passare dei mesi sono stati in molti ad aggiungersi a quella che, all’inizio, era poco più di una scommessa. Oggi sono oltre 120 i soci delle due aziende agricole presenti in Italia, più di 50 quelli che hanno in­vestito nella struttura im­mersa in oltre 60 ettari di ver­de sulle colline di Scansano. Emanuele Carissimi è un componente del direttivo Gat, e presidente del gruppo attivo in Maremma. Durante un incontro di presentazione ci ha parlato meglio di questa realtà.
Presidente, perché sce­gliere di aderire a un grup­po di acquisto terreni?
«E un ottimo investimen­to, sicuro. A differenza del mattone non è affatto in ca­lo. Magari le case si svaluta­no, queste aziende no. Ed il rischio di fallimento è prati­camente nullo visto che le spese sono quasi vicine allo zero. È una soluzione alter­nativa alla Borsa. Un nuovo modo di fare economia, soli­dale e sostenibile».
Quanto costa acquistare una quota?
«Undicimila e cinquecento euro».
Possono esistere soci di maggioranza?
«Praticamente no e comun­que sarebbe una maggioran­za molto relativa: per regola­mento non è infatti consenti­to l’acquisto di oltre quattro quote su cento».
Che destinazione hanno terreni acquistati? Cosa volete coltivare e alleva­re?
«Vi è una parte dedicata agli ospiti, un agriturismo in­somma, con dodici posti letto divisi in tre bilocali. Abbia­mo centocinquanta olivi e molte verdure da orto. Per adesso alleviamo api, capre, galline e più in qua ci piace­rebbe allargare il tutto verso suini di cinta senese».
Insomma c’è da guada­gnarci?
«Diciamo che per prima co­sa puntiamo a limitare al massimo le spese grazie a un’autosufficienza energetica e, in seguito, alimentare: ab­biamo già un pozzo e l’acces­so a due fonti, presto poi in­stalleremo impianti di solare sia termico che fotovoltaico. Infine utilizziamo molto la le­gna del nostro bosco. Se ab­batti i costi aumenti, di con­seguenza, i ricavi. Abbiamo calcolato che, superati i pri­mi tre anni che consideria­mo come start up, avremo già i primi dividendi che sti­miamo intorno ai trecento euro. Non è molto, ma l’inve­stimento è certo».
Quante persone lavora­no a Scansano?
«Sei, tre coppie di giovani che amano la natura».
Esiste una possibilità di recesso dal gruppo?
«Sì, ma con delle cadenze minime precise per evitare speculazioni e non smontare il progetto. Vi è comunque molta flessibilità».
Perché avete scelto la Maremma?
«Perché è una terra splen­dida. Quando vedemmo l’of­ferta del terreno a Scansano pensammo che valeva perlo­meno un viaggio. Visto il tut­to di persona poi, era ancora più bello. Ci convinse subi­to».
Chi fosse interessato al Gat, a chi deve rivolgersi?
«Per ottenere ogni genere di risposta basta andare sul sito Internet www.gatscansa­no.it, esiste un modulo infor­mativo assolutamente non vincolante».
Maurizio Bernardini

LA GAZZETTA DI MODENA
( 08 Luglio 2011)

«Mirandola addio, fondiamo un “Gat”»

Coppia si trasferisce in Toscana e fonda un Gruppo Acquisto Terreni: colture bio per conto di 100 soci

di Elisa Pederzoli
MIRANDOLA. Mollare tutto e andare via, per una nuova vita. Capita a tutti di pensarlo, ma pochi sono quelli che hanno il coraggio di farlo. Emanuele Carissimi, mirandolese 39enne, e la compagna Emanuela Borghi, sono tra quei pochi: domenica vanno a vivere in Toscana e si dedicheranno alla terra, per un progetto speciale, di agricoltura biologica, ma non solo. Il loro progetto si chiama Gat, “Gruppo Acquisto Terreni” Scansano. Lasciano via Nocedella a Mirandola per trasferirsi in Maremma, assieme ad altre due coppie di Vicenza e di Bergamo.
Emanuele, partiamo da lei.
«Ho un diploma di perito agrario e una laurea in Scienze Naturali, ma è nel campo dell’informatica che ho sempre lavorato, fondando due società che mi hanno garantito la tranquillità economica. Il mio pallino, però, è sempre stata la terra. Dieci anni fa mi sono trasferito a Mirandola, zona di origine di mia madre, per dedicarmi alla coltivazione biologica. Ma è stata una delusione confrontarmi con un mondo che fatica a pensare che si può coltivare in modo diverso».
E’ da questo che è nato il bisogno di fondare il Gat?
«Con Emanuela volevamo ampliare la nostra idea e quanto stiamo facendo a Mirandola. Ho deciso di lasciare le mie due società. Ma non è un progetto improvvisato, sono quattro anni che ci stiamo studiando. Non vogliamo diventare ricchi, ma cambiare vita, per consumare meno e avere una sicurezza alimentare: produrremo e venderemo tutto noi, sapendo cosa mangiamo».
Spieghi che cos’è un Gat.
«Significa gruppo di acquisto terreni. In zona, c’è n’è un esempio a Quistello. Si forma un gruppo di soci per l’acquisto di una tenuta e i soci hanno due vantaggi: possono fare un investimento sicuro, perché il valore dei terreni aumenta ogni anno dell’1 o 2%, molto più di quanto ti dà una banca. Inoltre, è un investimento etico: quello che produciamo e destiniamo alla vendita è biologico e migliora l’ambiente. Ai soci vanno i dividendi sugli utili dal quarto anno, circa il 3% della quota investita. Ma avranno anche diritto di prelazione su un prodotto di qualità e per trascorrere periodi di vacanza nell’agriturismo».
«Abbiamo trovato un’azienda agricola con il casale vicino a Scansano, in provincia di Grosseto. Sono 60 ettari di terreni e servivano 1.150.000 euro per acquisto e ristrutturazione. Il progetto è molto più impegnativo di quello che avevamo pensato, ma a noi si sono aggiunte altre due coppie: Andrea Zuccon con Juliana e Marco Castelli con Rossella. Grazie al Gat il nostro sogno è possibile».
Servono soldi e soci…
«Sono 100 quote da 11.500 euro l’una. Ogni socio non ne può acquistare più di quattro, così che non ci sia qualcuno a prevalere. La risposta è stata positiva, superando anche le aspettative. Ne abbiamo già trovati 75: molti di questi nel Modenese, ma sono sparsi in tutta Italia. A metà marzo è nata la società, una srl agricola, per l’acquisto della tenuta e il 20 giugno il rogitoto. Da lunedì scorso una coppia è già là. Noi ci trasferiamo domenica
Cosa offrirete a Scansano?.
«Puntiamo a raggiungere l’autosufficienza energetica nel primo anno e quella alimentare tra il secondo e il terzo. Coltiveremo a orticole un ettaro di terreno e impianteremo un frutteto con 200 piante. Poi, circa un ettaro sarà destinato alla produzione di frutti rossi, piante aromatiche e officinali. Manterremo la produzione di miele e alleveremo animali da cortile. Ma abbiamo previsto anche la promozione di un Centro di educazione ambientale e fattoria didattica».
Come vi immaginate tra qualche anno?
«Felici. Come qualcuno che è riuscito a fare quello che voleva e che ha fatto la propria parte per tentare di cambiare il mondo. Non ci spaventa dover lavorare in senso fisico. E nemmeno tutto il resto».
Info: www.gatscansano.it.

IL TIRRENO
( 21 Maggio 2011)

Nascono i Gat, gruppi di acquisto terreni, un’alternativa alla borsa: qui si può investire in aziende agricole

Gruppo di acquisto terreni: anzichè investire i propri risparmi in Borsa viene offerta la possibilità di diventare socio di nuove aziende agricole, attraverso l’acquisto di quote azionarie.E’ il caso del Gat di Scansano, dove l’investimento di 1 milione 150mila euro per rilevare una vecchia azienda da 61 ettari, e riconvertirla a permacoltura, è stato suddiviso fra 100 quote di capitale da 11500 euro ciascuna, acquistabili fino a un massimo di quattro.
( Aprile 2011)

I GAT: GRUPPO ACQUISTO TERRENI

Nascono a Mantova e Scansano i primi due Gruppi Acquisto Terreni d’Italia (in acronimo G.A.T.). Questi Progetti consistono nell’acquisto di una tenuta agricola a scopo di investimento da parte di piccoli investitori. Il primo gruppo ad essersi costituito sotto forma di società agricola, nel 2009, è il GAT in provincia di Mantova.
Con una partecipazione di 40 soci, si è riusciti a raccogliere un capitale sufficiente per l’acquisto del terreno di Quistello. Nel business plan del progetto è prevista l’adesione di nuovi soci per aumentare la quota di investimenti destinati all’agricoltura biologica.
Constatando la buona riuscita dell’iniziativa, un altro gruppo ha seguito l’esempio lombardo, il GAT di Scansano, in provincia di Grosseto.
Anche in questo caso si tratta di comprare in gruppo un’azienda agricola e renderla produttiva utilizzando metodi biologici e naturali al fine di ottenere prodotti qualitativamente migliori nel pieno rispetto dell’ambiente. Ai benefici del riavvicinamento alla terra, iniziative del genere associano sempre di più la possibilità di una rendita economica adeguata ed una sicura rivalutazione del capitale.
Per informazioni: www.gruppoacquistoterreni.it www.gatscansano.it
Manuel Venuti
( in data 09/04/2011)

G.A.T. Gruppo Acquisto Terreni Scansano

Il progetto GAT (Gruppo Acquisto Terreni) Scansano è una nuova realtà di finanza etica, un nuovo modo di fare economia solidale e sostenibile. Si cerca di divulgare il progetto per portare a conoscenza questa nuova idea di preservare il territorio, e anche i risparmi delle persone che contribuiscono a salvare una fetta di territorio dalla cementificazione.

L’obiettivo è comperare in gruppo un’azienda agricola e renderla produttiva utilizzando metodi biologici e naturali al fine di ottenere prodotti qualitativamente migliori nel pieno rispetto dell’ambiente. Per integrare la resa economica è previsto lo sviluppo agrituristico e l’attuazione del progetto di Centro di Educazione Ambientale. Stiamo cercando di costituire un Gruppo Acquisto Terreni per comperare un’azienda agricola vicino a Scansano (Grosseto) con lo scopo di valorizzarla sia dal punto di vista etico che ambientale. L’iniziativa rientra nel progetto di espansione GAT, che ha già visto una sua prima realizzazione a Quistello, in Provincia di Mantova.
In fase di avvio dell’azienda si porranno in essere le condizioni per raggiungere l’autosufficienza energetica (primo anno) e quella alimentare (secondo/terzo anno) in maniera da minimizzare i costi base e di conseguenza ottimizzare le rese. Per rendere produttiva e di conseguente redditizia l’azienda G.A.T. ® Scansano si è pensato di iniziare a coltivare ad orticole circa un ettaro di terreno. Nello stesso ettaro si impianterà anche un frutteto di circa 200 piante. Questo sistema permetterà di ottimizzare l’irrigazione e di avere maggiore e diversa produzione a parità di terreno. Questa porzione verrà individuata nelle vicinanze dell’abitazione principale. Circa un ettaro di terreno verrà utilizzato per la produzione di frutti rossi e la coltivazione di piante aromatiche e officinali. Circa un ettaro sarà l’estensione dell’uliveto. Eventuale integrazione dell’esistente. Le porzioni di seminativo più distanti dalle abitazione saranno prima ripristinate e poi utilizzate per prati/pascoli. Le altre porzioni di terreno non boschivo saranno mantenute a seminativo. Saranno privilegiate le varietà invernali eliminando quindi l’irrigazione. Alternanza e coincidenza di cerealicole e leguminose.
Le produzioni in eccesso verranno utilizzate per la conservazione con vari metodi a seconda delle varietà (sott’olio, sott’aceto, marmellate e conserve). Verrà mantenuta e incentivata la produzione di miele utilizzando nel migliore dei modi la distribuzione sulla proprietà, evitando quando possibile concentrazioni eccessive di arnie. Inizialmente solo per il consumo interno verranno allevati animali da cortile. Verranno valutate forme di allevamento allo stato brado ed estensive a seconda delle rese e dei contributi, oltre alla possibilità di utilizzare aree altrimenti improduttive (a livello teorico) come i boschi. Un esempio è l’allevamento della cinta senese che da diritto anche a contributi in Toscana. In previsione futura si punta all’impianto di noceto e noccioleto per ottimizzare la resa economica, ottenendo reddito anche nel periodo della crescita con le produzioni. Per elevare ulteriormente la resa è stata ipotizzato l’impianto di piante micorizzate con tartufo. Anche la raccolta dei funghi spontanei nel bosco può essere preso in considerazione per il ritorno economico. Sarà sicuramente impiantata della vite, inizialmente solo per la produzione interna sia di vino che di frutta. Ipotesi di produzione anche per la vendita saranno prese in considerazione ma solo in caso di produzioni limitate.
Come integrazione al reddito da produzione verrà effettuato servizio di agriturismo con modalità di alloggio e ristorazione libera (cucina comune). Si prevede di ricorrere all’utilizzo di Yurta (o simili) per aumentare la capacità ricettiva. Si prevede inoltre la promozione di un Centro di educazione ambientale/fattoria didattica per utilizzare le risorse già presenti. Per ora solo in stadio di ipotesi l’organizzazione di trekking a cavallo e a piedi attività giàpresenti in loco, ma di cui preferiamo prima approfondire le dinamiche. Ulteriore ipotesi legata alla capacità produttiva è quella di sfruttare i mercati contadini (molto sviluppati in regione) o di creare un punto vendita in paese, in aggiunta alla collaborazione di GAS presenti in zona. Per maggiori informazioni visitate i siti www.gatscansano.it e www.gruppoacquistoterreni.it.
di Tommaso Tautonico
( in data 03/02/2011)

Gat, un terreno in comune

Una nuova strategia nel settore dell’economia solidale e sostenibile
GATLa famiglia della finanza etica si allarga e inventa un nuovo modo di fare economia solidale e sostenibile. Immaginiamo di voler acquistare in gruppo un’azienda agricola e renderla produttiva grazie a metodi biologici e naturali che ci permettono di ottenere prodotti qualitativamente migliori e soprattutto nel pieno rispetto dell’ambiente. Il nome di questa operazione è Gruppo di Acquisto Terreni, in sigla Gat (www.gruppoacquistoterreni.it), una sfida lanciata alle banche italiane dopo i tanti episodi che hanno lasciato a bocca asciutta migliaia di risparmiatori. Dopo la parentesi di Parmalat, Cirio e Argentina, l’idea è stata quella di investire il proprio capitale nel bene rifugio per eccellenza, la terra, dedicandosi a un’attività economica pulita sul piano ecologico ed etico.
A ispirare i due ideatori – l’avvocato Rosanna Montecchi e il commercialista Gianluca Marocci – sono stati i gruppi di acquisto solidale (www.retegas.org), cioè quei “pool” di persone che decidono di incontrarsi per acquistare insieme prodotti alimentari o di uso comune, solitamente di produzione biologica o eco-compatibile, rispettosi dell’ambiente e dei lavoratori. La differenza sta nel fatto che per aderire ai Gat bisogna unire i propri risparmi con quelli degli altri associati, entrando a far parte di una società a responsabilità limitata (srl) gestita da un normale consiglio di amministrazione formato dai soci.
Le caratteristiche del progetto. Un Gat permette a un certo numero di risparmiatori di mettersi insieme per acquistare un fondo o terreno agricolo di una certa consistenza a un prezzo per ettaro in linea con il mercato. “La misura del fondo permette una gestione che sarebbe impossibile con un piccolo appezzamento – sottolinea Montecchi – e in più la forma societaria della srl agricola consente di superare le problematiche di ordine fiscale garantendo l’investimento del risparmiatore”.
Come aderire. Attualmente, in Italia, è possibile aderire ai Gat partecipando a due progetti già avviati: il primo appezzamento si trova a Mantova (dove si sta valutando anche l’installazione di un impianto fotovoltaico) e il secondo a Scansano, in provincia di Grosseto (www.gatscansano.it). “Il nostro proposito è quello di rispettare le tipicità territoriali, per cui differenziamo le destinazioni produttive a seconda di dove acquistiamo – specifica Montecchi – Il terreno padano è più vocato ai cereali, per cui lo scorso anno a Mantova abbiamo seminato due tipi di frumento, duro e tenero, mentre a Scansano l’ipotesi produttiva prevede una ripartizione tra area boschiva per la raccolta dei funghi spontanei, pascoli e uliveti”.
La struttura del progetto prevede un investimento complessivo di 1 milione di euro, che viene ripartito in cento quote. Ogni partecipante può acquistarne da un minimo di una a un massimo di quattro: facendo due calcoli, un investimento minimo di 10 mila euro fino a 40 mila. “Questo per evitare un numero eccessivo di soci, ma anche la tirannia di pochi – spiega Montecchi – assicurando uguaglianza a tutti gli aderenti. Ovviamente si tratta di un modello base, adattabile alle singole situazioni: ad esempio, a Mantova sono ancora disponibili alcune quote da 12 mila euro”.
L’iniziativa sta ricevendo richieste da molte regioni, per cui l’intenzione è quella di diffondere l’iniziativa su tutto il territorio. In piedi c’è già la collaborazione con l’Associazione dei Comuni virtuosi (www.comunivirtuosi.org) di Monsano, in provincia di Ancona, che ha preso contatto con gli ideatori del Gat e ha proposto un’ipotesi variegata, che comprende un’impresa basata sulla coltivazione naturale, la rivalutazione ambientale, la creazione di un centro di educazione ambientale e agriturismo naturale: una struttura che permetta di vendere i prodotti senza intermediari, in modo da ottimizzare i margini, e superare lo scoglio economico grazie allo spirito di partecipazione.
Paola Rinaldi
( in data 24/03/2011)

Gruppi di acquisto terreni: per investire nel biologico!

Gruppi di acquisto terreni: cosa sono, e cosa c’entrano col biologico?
Acquistare in modo critico e consapevole è una scelta di molti, rivolgersi per i propri acquisti direttamente ai produttori (contadini e piccoli allevatori, spesso biologici) è una tendenza in deciso aumento e lo testimonia la crescita nel nostro paese dei Gruppi di Acquisto Solidali.
Adesso, a fianco ai G.A.S., sta nascendo una nuova realtà, spinta da motivazioni simili, ovvero dalla volontà di investire il proprio denaro in modo consapevole, modificando nel contempo il proprio stile di vita: sono i G.A.T. ovvero i gruppi di acquisto terreni. L’obiettivo? Acquistare in società un terreno e trasformarlo in azienda agricola biologica da gestire insieme, con l’intento di investire nel biologico.
Tutto è cominciato nel 2009, a Mantova, quando 40 soci hanno deciso di unirsi per l’acquisto di un terreno, a Quistello, in cui realizzare un’azienda agricola biologica. Un modo, insomma, per investire il proprio denaro in qualcosa di quantomai ‘solido’ e una risposta verde alla crisi economica in corso. L’operazione è andata a buon fine ed è stata di esempio per altre realtà, tanto che, adesso si sta costituendo un nuovo gruppo di acquisto, questa volta in Toscana.
A Scansano, provincia di Grosseto, si sta costituendo un nuovo gruppo di acquisto terreni. Anche in questo caso si cercano soci per l’acquisto di un’azienda agricola, con l’obiettivo di valorizzarla dal punto di vista etico e ambientale.
Volete saperne di più? Andate sul sito di Gat Scansano.
Alice Cervia
Mensile TerraNuova
( marzo 2011 )

La nuova frontiera dei gruppi d’acquisto: il GAT

Si tratta di acquistare collettivamente una proprietà agricola per sostenere i pionieri dell’agricoltura naturale e assicurarsi anche una sana alimentazione.

Il Gruppo d’Acquisto Terreni è una strategia economica che coniuga esigenze di diversa natura: permette ad aspiranti agricoltori di avviare un’attività evitando d’indebitarsi con istituti di credito; sostiene progetti di agricoltura naturale e biologica; favorisce la filiera corta e permette ai soci di fare un investimento da cui è possibile ricavare utili, e che consente loro di avere una conoscenza diretta dei prodotti alimentari che finiranno sulle proprie tavole.
La progettazione di questo sistema si deve al commercialista Gianluca Marocci e all’avvocato Rosanna Montecchi. I due hanno guidato la prima esperienza italiana di GAT, che si è costituita società agricola nel novembre 2009 ed ha acquistato un terreno a Quistello, in provincia di Mantova.
La novità è circolata col passaparola, fino ad arrivare alle orecchie di una giovane coppia di neo-agricoltori, quasi del tutto scoraggiata rispetto alle possibilità di realizzare il proprio sogno: vivere la terra secondo i principi della permacultura e dell’agricoltura naturale. Immediato è stato il contatto con i progettisti del GAT. Insieme hanno poi definito gli estremi del progetto GAT Scansano. Questo prevede una suddivisione economica in cento quote necessarie all’acquisto del terreno, dei relativi immobili e la messa in produzione dei terreni.
L’obbiettivo è creare un’azienda agricola autosufficiente dal punto di vista energetico, basata sull’agricoltura naturale, con annesso un centro di educazione ambientale, un sentiero didattico finanziato dall’Unione Europea ed un agriturismo con punto vendita diretto. Il GAT Scansano risulterà essere una Società Agricola Srl composta da un minimo di 51 soci investitori.
I 60 ettari di terreno dove sorgerà l’azienda sono ubicati nella campagna grossetana, a 7 Km da Murci, a mezz’ora dalle terme di Saturnia, e comprendono: 25 ettari di bosco, 35 di seminativo, un piccolo uliveto, un orto e frutteto, due fonti di acqua potabile ed un laghetto per l’irrigazione.
( in data 08/02/2011 )

A Scansano nasce il G.A.T., Gruppo Acquisto Terreni

8 Febbraio 2011
Le crisi, come quella che stiamo vivendo (non solo economica, ma anche ambientale, sociale, occupazionale, etc.), preludono sovente ad un cambiamento. La parola stessa ci indica, infatti, il momento di rottura e di difficoltà che precede la decisione. Qualcuno, però, riesce a viverla come una opportunità, di scelta e di cambiamento, appunto.
Osservando il modo in cui l’attuale crisi globale stava interessando e condizionando la nostra esistenza abbiamo cercato una risposta che coniugasse convenientemente il desiderio di una scelta “ecologica” e la necessità di migliorare la qualità della nostra vita.
Inizialmente, nel nostro piccolo, abbiamo rivolto l’attenzione all’aspetto ambientale. Abbiamo messo a frutto le nostre competenze in campo agricolo, studi superiori e laurea, ed approfondito le nostre conoscenze sui sistemi di coltivazione “alternativi” (permacultura, orto sinergico, coltivazione naturale, etc.), sperimentando e mettendo in pratica le nostre capacità nei piccoli spazi a disposizione.
Verificate la potenzialità e l’attuabilità del know-how acquisito, si è fatto strada in noi il desiderio di un radicale cambiamento del nostro stile di vita; i nostri sforzi, tuttavia, pur rivelatisi un’ottima soluzione ‘ecologica’, non rispondevano ancora in modo soddisfacente alle nostre necessità ‘economiche e sociali’.
Sotto il profilo finanziario, infatti, i fondi a nostra disposizione non erano sufficienti per ampliare il ‘sistema’ e dal punto di vista sociale volevamo aumentare la partecipazione e la condivisione, sviluppare cioè una sorta di ‘aggregazione’.
Come fare? La soluzione, come spesso accade, è arrivata per caso. Grazie ad alcuni amici abbiamo saputo della nascita del G.A.T. Gruppo Acquisto Terreni e dell’iniziativa già in opera in provincia di Mantova.
Abbiamo preso contatto con gli ideatori del progetto ed abbiamo proposto loro la nostra ipotesi: un’impresa basata sulla coltivazione naturale, la rivalutazione ambientale, la creazione di un Centro di Educazione Ambientale e Agriturismo naturale, che preveda la possibilità di vendere i prodotti senza intermediari, in modo da ottimizzare i margini, e che permetta un buon livello di autosufficienza, sia alimentare sia energetica, al fine di contenere i costi a questo punto abbiamo sottoposto alla loro attenzione il terreno più adatto.
Risultato: la quadratura del cerchio. Il progetto G.A.T. prevede la suddivisione dell’impegno economico per l’acquisto e la messa in produzione dell’azienda in 100 quote e la creazione di una Società agricola S.r.l. composta da almeno 51 soci. Questo permette di superare lo scoglio economico utilizzando lo spirito di partecipazione e di aggregazione dei soci.
È nato così il progetto ‘G.A.T. Scansano’, che coniuga etica, ambiente ed economia, tutelando il patrimonio investito e prospettando utili per i soci investitori. L’iniziativa è già in fase attuativa e sono aperte le sottoscrizioni per le rimanenti quote societarie.
GAT Scansano
mail: info@gatscansano.it
( in data 05/02/2011 )

A Scansano la “fattoria dei sogni”

Tre soci (non toscani) punteranno su agriturismo, orti e una scuola

SCANSANO. Lo hanno chiamato Gruppo d’Acquisto Terreni di Scansano, i tre soci che a fine marzo daranno vita al loro sogno imprenditoriale. Il loro obiettivo è quasi centrato. Comprare in gruppo un’azienda agricola e renderla produttiva, utilizzando metodi biologici e naturali. «Per ottenere prodotti qualitativamente migliori nel pieno rispetto dell’ambiente». È il messaggio lanciato dai tre soci, nessuno dei quali è toscano, direttamente sul loro sito internet www.gatscansano.it Il referente, Emanuele Carissimi, è modenese, perito agrario e dottore in scienze naturali. Dalle ssue parti ha iniziato una produzione orticola in piccolo, ma adesso è l’ora di esportare il modello altrove. «Stiamo per concretizzare tutto – spiega Carissimi – e prima di imbarcarci in questa avventura abbiamo pensato di fare un incontro in città a Grosseto per illustrare il nostro progetto (probabilmente si terrà il giorno 26, sede ancora da definire e da rendere nota). La nostra idea è creare un’alternativa produttiva e commerciale che sia legata al mondo agricolo. Puntiamo sul naturale e sul biologico, eliminando la filiera lunga». La scelta di Scansano è presto spiegata. «Cercavamo un ambiente sano, per la qualità dell’aria e del suolo – spiega il referente del nascituro Gat – un posto ideale per riprodurre quello che già sto provando a fare con i miei test di coltivazione all’aperto qui vicino a Modena». Insomma, una sorta di gruppo d’acquisto solidale applicata ad un’azienda agricola con certificazione biologica. Che già esiste: si chiama Le Piane, in località Murci a Scansano, a due passi dall’impianto eolico. Sessanta ettari di terreno in cui proseguire nell’attività di agriturismo già portata avanti dai proprietari che stanno lasciando. Aggiungendo però iniziative collaterali all’aperto come il trekking a cavallo, le autoproduzioni, con orticultura e frutticultura e anche la grande novità del centro di educazione ambientale. «Si tratta di una fattoria didattica – aggiunge Carissimi – in cui ci piacerebbe insegnare alle scuole e ai ragazzi la cultura della produzione e del consumo etico. Un posto fantastico all’aria aperta dove venire a visitare l’agriturismo, i campi e le autoproduzioni». Produzione che saranno quelle adatte al tereno scansanese: frutti rossi, insalate, cavoli, varietà locali. Ma anche prodotti antichi da riscoprire «Tipo le pesche piatte di cui non si sente più parlare o anche tipologie di mele alternative». Per ora, le tre coppie di soci (oltre a quella di Carissimi ce n’è una veneta e una di Bergamo) stanno definendo le quote per entrare in società. Un’investimento pro capite di 11.500 euro. «L’iniziativa rientra nel progetto di espansione Gat, che ha già visto una sua prima realizzazione a Quistello, in provincia di Mantova. Questa sarebbe la seconda esperienza del genere in tutta Italia».
di Matteo Baccellini
ECO DI BERGAMO
( in data 04/02/2011 )
«Molliamo tutto per una vita contadina»
Nasce il Gruppo acquisto terreni. Bergamaschi pronti a traslocare. Cercano soci. Forum a Nembro.
Nembro
LAURA ARNOLDI
Cambiare vita, abbandonare i ritmi frenetici della città e tornare a coltivare la terra rispettandone i ritmi naturali: se molti provano questo desiderio, pochi sono coloro che riescono a trasformarlo in realtà. Tra questi pochi fortunati, o coraggiosi che dir si voglia, ci sono tre giovani coppie che stanno promuovendo il progetto «Gat Scansano». Il gruppo arriva proprio domani a Nembro, dove si è tenuto anche il forum dei Gruppi d’acquisto solidale (Gas). Sarà l’occasione, seguita da un’assemblea a Bolgare, per scoprire cosa sta dietro a questo sogno, che è collegato anche a opportunità di «investimento» sostenibile.
Gruppo d’acquisto
«Gat» sta per Gruppo acquisto terreni. Scansano è il luogo in provincia di Grosseto dove è situato il podere da 60 ettari che i sei giovani, tre dei quali bergamaschi, stanno acquistando. Per la valenza sociale e biologica si richiama la logica dei Gas. Il progetto è innovativo, secondo in tutta Italia, dopo quello realizzato a Quistello (Mantova). L’idea alla base del Gat è semplice: tramite la partecipazione di più persone, si arriva ad acquistare terreni agricoli e case coloniche per renderle produttive – utilizzando metodi biologici e naturali – con lo scopo di ottenere prodotti di qualità migliori, nel rispetto dell’ambiente. Emanuele Carissimi, 38 anni originario di Bergamo, trapiantato da alcuni anni a Mirandola (Modena), è uno dei promotori. Laurea in scienze naturali, ha un’attività come consulente informatico che sta via via abbandonando per diventare agricoltore a tempo pieno.
«Attualmente stiamo cercando investitori, persone che aderiscano al progetto e acquistino una quota dell’azienda che sarà srl». Ogni quota ammonta a 11.500 euro, se ne possono possedere al massimo quattro. Carissimi spiega: «L’investimento va visto a lungo termine poiché in fase di avvio si punterà all’autosufficienza energetica e a quella alimentare (entro il terzo anno) in maniera da minimizzare i costi base e di conseguenza ottimizzare le rese. A partire dal quarto anno la produzione comincerà a rendere degli utili».
C’è anche l’allevamento.
Il progetto prevede la diversificazione della produzione e, nel tempo, l’introduzione dell’allevamento di animali e l’avvio di un agriturismo. Marco Castelli, originario di Verdello, e Rossella Pasqualetti, di Presezzo, sono sposati da sette anni e abitano a Chignolo d’Isola. La perdita del lavoro ha alimentato il sogno di andare a vivere in campagna. «Quando ho perso il lavoro, ho cominciato ad ingegnarmi per risparmiare – racconta Rossella– facendo il pane in casa per esempio. Da tempo abbiamo un nostro orto, ci interessiamo a coltivazioni naturali. Vogliamo diventare contadini, ma i costi per un terreno e una casa sono eccessivi per due sole persone».
Hanno studiato il progetto con Marco e la sua compagna Emanuela. Le due coppie, insieme a una terza di Vicenza, hanno pianificato il «Gat» (sul sito web ad hoc c’è il business plan).
Conclude Carissimi: «Entro l’anno dobbiamo concludere l’acquisto del terreno. Ci auguriamo di trovare sostenitori». Gli incontri come quello di domani servono proprio a promuoversi.
Le assemblee «Gat»
E in serata si sbarca a Bolgare
Un Gruppo d’acquisto terreni (Gat) è un progetto che permette a un numero determinato di risparmiatori di unirsi per acquistare un fondo agricolo a prezzi di mercato. L’ampiezza del fondo consente una gestione professionale che sarebbe impossibile con un piccolo appezzamento, mentre la forma societaria è un mezzo per superare le problematiche di ordine fiscale e per garantire l’investimento del risparmiatore. Per spiegare che cosa sia nel dettaglio il Gat e quali le caratteristiche del progetto di Scansano in provincia sono stati organizzati due appuntamenti per la giornata del 5 febbraio: a Nembro (Sala civica Polifunzionale Bonorandi in via Ronchetti) alle 16 e a Bolgare (Salone del centro giovanile dell’oratorio) alle 20,45.
Agli incontri prenderanno parte i cofondatori del Gat, l’avvocato Rosanna Montecchi e il commercialista Gianluca Marocci, che illustreranno le caratteristiche economico- finanziarie del piano Scansano, mentre Emanuele Carissimi, esperto in agricoltura sostenibile, fornirà dettagli tecnici. Ai due incontri informativi saranno presenti anche Marco Castelli e Rossella Pasqualetti che potranno raccontare ai presenti la loro scelta di partecipare al progetto di Scansano. «L’aspetto curioso di questi incontri che si stanno svolgendo non solo nella Bergamasca è che incontriamo molte persone disposte a lasciare tutto e venire a lavorare con noi. In realtà stiamo cercando possibili sostenitori economici, per un vantaggioso investimento in un terreno agricolo », puntualizza Carissimi.
GIORNALE DI VICENZA
( in data 31/01/2011 )
SOVIZZO. Venerdì
Un gruppo che acquista terreni in Toscana.
Partecipare all’acquisto di un terreno in Maremma, nel paese del famoso Morellino, per avviarvi un’azienda biologica e naturale.
La proposta arriva dal Gruppo Acquisto Terreni “Scansano” e sarà illustrata venerdì prossimo alle 20.45, nella casa della dottrina della chiesa di Sovizzo. Una presentazione completa se è vero che all’incontro interverranno ad illustrare la parte economico-finanziaria l’avvocato Rosanna Montecchi ed il commercialista Gianluca Marocci, cofondatori del GAT, mentre l’aspetto naturalistico ed agricolo sarà affidato ad Emanuele Carissimi, che relazionerà tutti gli aspetti.
Pubblicizzata con un manifesto apparso anche in alcune zone di Vicenza, l’iniziativa è richiamata nel sito dell’associazione ed è definita come un investimento etico ed economico, con tanto di relazione descrittiva, business plan e fotografie.
Una curiosità: un analogo incontro si è già svolto a Mapello, nel bergamasco, agli inizi di gennaio, sempre in una struttura religiosa. Magari non sarà la terra promessa ma solo terra da coltivare, ma chi l’ha detto che il futuro non possa ricominciare anche così? A venerdì prossimo tutte le risposte.
R.L.
ECO DI BERGAMO
Mapello,agricoltura biologica
Serata sul progetto Scansano
Si parla di bioagricoltura stasera a Mapello
Stasera alle 20.45,all’oratorio di Mapello,incontro organizzato dal “Gruppo acquisto terreni Scansano” che prevede l’acquisto di un’azienda agricola con l’obiettivo di renderla produttiva utilizzando metodi biologici e naturali. Per integrare la resa economica è previsto lo sviluppo agrituristico e l’attuazione di un centro di educazione ambientale. Per realizzare questo progetto occorre comperare un’azienda agricola vicino a Scansano (Grosseto) con lo scopo di valorizzarla sia dal punto di vista etico che ambientale con l’appoggio del Gruppo acquisto terreni attivo in provincia di Mantova. L’azienda agricola individuata ne Grossetano è un casale di oltre 300 metri quadri con sessanta ettari di terreni collinari. Per saperne di più: www.gatscansano.it.
( in data 04/01/2011 )
Mapello: Agricoltori cercasi – Incontro sul progetto “Gruppo Acquisto Terreni” .
Acquistare un terreno e vivere con i frutti della terra coltivati con metodi biologici. E’ un progetto ambizioso che prevede una scelta radicale e contemporaneamente “naturale”. Per anni è stato il sogno, ora in fase di realizzazione, di Marco e Rossella, una giovane coppia di Chignolo d’Isola con una grande passione per la coltivazione.
Insieme ad altre due coppie, sulla scia del primo progetto di espansione GAT ideato nel mantovano, stanno infatti pensando di acquistare un’azienda agricola vicino a Scansano, in Toscana, luogo di produzione del famoso vino “Morellino”. Il casale dove le tre coppie condivideranno la loro vita e il loro lavoro è costituito da circa trecento metri quadri, il quale con il tempo potrebbe ospitare sempre più investitori che a differenza degli acquirenti tradizionali non dovranno impegnare grosse cifre.
Il cosiddetto GAT – Gruppo Acquisto Terreno consente infatti tramite la partecipazione di più persone di poter acquistare terreni agricoli e case coloniche ed renderle produttive utilizzando esclusivamente metodi biologici ed interamente naturali con lo scopo di ottenere prodotti qualitativamente migliori e nel pieno rispetto dell’ambiente.
Un GAT permette ad un numero determinato di risparmiatori di mettersi insieme per acquistare un fondo o terreno agricolo di una certa consistenza ad un prezzo per ettaro in linea con il mercato. La misura del fondo, inoltre, permette una gestione professionale che sarebbe impossibile con un piccolo appezzamento e la forma societaria consente di superare le problematiche di ordine fiscale e di garantire l’investimento del risparmiatore.
Il G.A.T. si pone i seguenti obiettivi economici ed etici:
1. difesa del valore dell’investimento
2. incremento patrimoniale
3. ricavo di eventuale reddito dalla produzione agricola
4. condivisione di valori
5. incentivazione della coltivazione biologica
6. avvicinamento dell’agricoltura alla platea cittadina
7. disintermediazione tra produttore e consumatore (filiera corta)
Per avere maggiori informazioni riguardo questo progetto è possibile visitare il sitowww.gatscansano.it oppure partecipare all’incontro conoscitivo che si terrà venerdì 7 gennaio 2011 presso l’oratorio di Mapello, a partire dalle ore 20.45.
( in data 02/01/2011 )
COLTIVARE PER UN MONDO MIGLIORE

Quante volte sarà capitato di sognare di avere un appezzamento di terreno dove vivere in armonia con i ritmi della natura e respirare a pieni polmoni il profumo della campagna: immergersi con tutti e cinque i sensi in un ambiente rurale per fuggire dalla grigia quotidianità.
Se per molti è solo una distrazione per il week end, allora è bene sapere che ci sono anche persone che investono tutti i risparmi della propria vita nell’agricoltura sostenibile perché la considerano un modello di vita alternativo a quello del grande commercio, della grande produzione, e dei prodotti che viaggiano per decine di migliaia di chilometri prima di arrivare sulle nostre tavole. Già da qualche anno si è avviata la tendenza di un ritorno nelle campagne: accantonare per sempre i ritmi dettati dalle sveglie, dai cartellini da timbrare, dai semafori o dagli orari dei mezzi.
Lo scopo per chi investe in questo genere di impresa (ma anche per i consumatori finali) è tornare ai ritmi della natura e lavorare per migliorare la propria salute e la qualità dell’ambiente. Può sembrare un’ utopia o forse sembra tale perché siamo troppo abituati ad una certa normalità consumistica. Oppure più prosaicamente è una di quelle utopie che in termini economici prendono il nome di “business plan”.
Lo chiediamo ai promotori di un progetto per un’ azienda agricola in tutto e per tutto biologica: Emanuele Carissimi e la sua compagna Emanuela Borghi(http://naturaema.blogspot.com/2010/11/gat-gruppo-acquisto-terreni-scansano.html) presto lasceranno la pianura modenese per trasferirsi su un fondo agricolo di 60 ettari tra le colline che circondano Scansano (GR), un piccolo comune inerpicato sulle colline dell’entroterra maremmano e che conta 4.600 abitanti.
Emanuele Carissimi e Emanuela Borghi
Sono alle prime fasi dell’insediamento: sul fatto di cambiare vita possono far leva sul proprio entusiasmo e spirito di intraprendenza. Ben più ardua è la lotta contro la burocrazia, la fiscalità, le banche e tutti quei cavilli di cui il nostro paese è tra i primi produttori mondiali. Per fortuna però a rendere meno irto il percorso iniziale (in tempo di crisi per giunta) è stata la conoscenza dei GAT: Gruppo di Acquisto Terreni.http://progettogat.blogspot.com/
In questa intervista Emanuele ci racconta in cosa consiste il progetto aziendale (visitabile anche al sito www.gatscansano.it) e quanto sia stata determinante la presenza di questa forma di acquisto solidale.
Qual è la vostra filosofia di impresa ?
L’ ispirazione è venuta dalla passione per la natura. Siamo convinti che per migliorare il nostro modo di vivere sia necessario creare una sinergia tra economia e natura: una sinergia che abbiamo perso con l’attuale sistema economico basato sullo sfruttamento intensivo delle risorse naturali. Per fare questo abbiamo acquistato un podere con 60 ettari di terreno sulle colline attorno a Scansano. L’ attuazione del progetto prevede prima di tutto l’autosufficienza dal punto di vista alimentare ed energetico: effettueremo la riconversione energetica degli edifici con l’impiego della tecnologia legata al fotovoltaico, il solare termico, le cucine solari, e non ultima la legna. Anche l’acqua potremo approvvigionarla direttamente dalle fonti, e prevediamo un riutilizzo dell’acqua piovana e dei nostri scarti per il compost.
Dal punto di vista ecologico significa fare emissioni zero; dal punto di vista economico permette un netto abbattimento delle spese e il surplus produttivo si trasforma in guadagno. Dopo questa fase inizieremo le attività con l’esterno: quali corsi di educazione ambientale con le scuole e corsi per i privati in materia di agricoltura naturale. Ci sarà una forma di ospitalità tipo bed & breakfast o vitto e alloggio in cambio di lavoro come avviene nelle realtà anglosassoni delle WOOFF (www.wwoof.org/), e in sinergia con i GASwww.retegas.org/ (gruppi di acquisto solidali) e i mercati contadini la produzione e vendita di prodotti biologici e legna.
Gruppo Acquisto Terreni
Quante persone avete coinvolto in questo progetto ?
Ad essere operativi sul posto saremo oltre alla mia compagna altre due coppie: tutti provenienti da regioni diverse. Buona parte della realizzazione di questo progetto dipenderà dalla cooperazione con il GAT, ovvero gruppo acquisto terreni legato a progetti di agricoltura etica e sostenibile.
Come siete entrati in contatto con i GAT e soprattutto qual’ è la sua formula ?
Il GAT lo abbiamo conosciuto grazie ad un amico, ed è stata la nostra fortuna perchè con capitale privato non saremmo riusciti a partire in questi tempi di ristrettezza. Il GAT nasce da due fondatori Rosanna Montecchi avvocato e Gianluca Marocci commercialista entrambi di Mantova. Hanno creato il GAT: un marchio registrato. Una volta entrati nella società si usa il loro metodo e la loro etica. La formula è questa: presuppone l’acquisto di terreno da parte di un gruppo di persone che crea una azienda agricola, ci dividiamo le quote per non pagare i tassi di interesse delle banche, si ottiene una fiscalità più vantaggiosa, una maggior sicurezza immobiliare e bassissimi rischi legati al capitale. Sintetizzando si potrebbe dire che i rischi sono minimizzati dal fatto che l’investimento permette di avere una controparte immobiliare che annulla il rischio di perdite.
Adesso l’ impegno è quello di trovare nuove adesioni. In genere vengono vendute 100 quote con minimo di 51 soci 11.500 euro… e dal quarto anno c’è un dividendo. Si tratta di una formula collaudata con tanti esempi di attività avviate e produttive.
Gruppo Acquisto Terreni
Perché avete deciso di farlo così lontano dalla terra in cui abitate ?
Sono necessari dei parametri ambientali che la pianura modenese non offre più a causa dello sconsiderato sfruttamento del territorio degli ultimi anni. Servirebbe troppo tempo per ricreare un habitat naturale come quello richiesto, inoltre mancano certe caratteristiche morfologiche come il bosco naturale, il pascolo, le fonti acquifere, una bassa antropizzazione, e livelli di inquinamento al di sotto della norma. Purtroppo la pianura padana è una delle quattro regioni più inquinate del mondo e continuano a cementificarla in maniera sempre più dissennata.
Il fenomeno del ritorno nelle campagne è in costante diffusione, ma l’agricoltura non è più quella di una volta e soprattutto in un progetto come il vostro ci vorranno anche determinate competenze scientifiche. Si tratta dunque di un progetto di elite o è alla portata di tutti?
La conoscenza scientifica aiuta ma non è indispensabile la laurea: si impara molto da internet e ancor di più dalle esperienze degli altri. Ancora più indispensabile è lo spirito cooperativo: la partecipazione dei soci e degli acquirenti, insomma il fare sistema. Un altro aspetto positivo del GAT è proprio quello di fare rete, sensibilizzare e coinvolgere gli interessati in modo da avere sempre un tornaconto in termini economici ma soprattutto ambientali.
Come prevedete che sarà la vostra giornata tipo?
Lavorativa tutto il giorno ma con più calma, e per coprire i vari fabbisogni a seconda delle stagioni. Non ci saranno ruoli fissi ma un costante impegno per rendere operativa l’attività.
Gruppo Acquisto Terreni
Che cosa avranno di particolare i vostri prodotti ?
Saranno prodotti che provengono da un modo nuovo di rapportarsi con la natura. Riduciamo al minimo l’impiego di macchinari ed è assolutamente assente la chimica o qualsiasi altro apporto esterno: sarà tutto realizzato in un ciclo chiuso naturale che inizia e finisce dentro al nostro perimetro di campo. Abbiamo 20 ettari di bosco, 20 ettari di coltivabile e 20 ettari di pascolo: sono uno in interazione con l’altro. Partiremo dal foraggio da pascolo e dalla coltivazione di erba per creare un compost che ci assicurerà la fertilità del terreno. Per la difesa della piante utilizzeremo metodi interamente naturali: diversificazione delle colture, rotazione e altri sistemi che tengono lontani malattie e parassiti secondo le leggi di natura. I nostri punti di forza saranno la varietà, il recupero delle specie autoctone che rischiano di sparire per effetto della globalizzazione, la coltivazione di piante rare ed officinali.
Il terreno verrà ottimizzato con la paglia: protegge le coltivazioni dagli agenti atmosferici e ne impedisce il dilavamento.
Al vostro posto sarebbero in molti a mettere mano alla motosega e trasformare la parte boschiva in agricola, voi invece che uso ne farete?
Il bosco è forse la parte più importante. Esercita prima di tutto una protezione ambientale dal vento e dalla naturale erosione. A questo si aggiunge un preziosissimo valore produttivo: la legna per il nostro riscaldamento in primis, e a seguire tutte le coltivazioni boschive come funghi, tartufi e il miele. Inoltre nel bosco prevediamo anche un piccolo allevamento di maiali selvatici. Senza contare che nell’ecosistema la vicinanza del bosco contribuisce in modo determinante alla qualità dell’ ambiente circostante.
A cura di Raffele Ganzerli
IL RESTO DEL CARLINO MODENA
( in data 14/12/2010 )
LA STORIA UNA COPPIA DI MIRANDOLESI HA ACQUISTATO LA QUOTA DI UNA FATTORIA PER FARE AGRITURISMO E COLTURE BIOLOGICHE
«Informatica addio, ce ne andiamo a fare i contadini in Maremma»
—MIRANDOLA—
CAMBIAR VITA? Si può. Emanuele Carissimi, 38 anni, una laurea in scienze naturali, un lavoro da consulente informatico, ha deciso assieme alla fidanzata Emanuela di lasciare Mirandola per la Toscana. Assieme ad altre tre coppie, infatti, ha costituito un Gruppo Acquisto Terreni (i cosidetti GAT) e sottoscritto una quota per acquistare una azienda agricola a Scansano (www.gatscansano.it), nella Maremma grossetana. «Lo scopo _ racconta _ è di valorizzarla dal punto di vista etico e ambientale e di renderla produttiva utilizzando metodi biologici e naturali al fine di ottenere prodotti qualitativamente migliori nel rispetto dell’ambiente. Un progetto, il nostro _ racconta _ che si basa appunto sull’esperienza del GAT, nato e attivo in provincia di Mantova, e scoperto da noi quest’anno».
Ma cosa sono i GAT (www.gruppoacquistoterreni.it) che consentono a molti giovani e non di cambiar vita? Nati dall’idea di due professionisti mantovani, l’avvocato Rosanna Montecchi e il commercialista Gianluca Marocci – non a caso la prima azienda agricola del settore si trova nel Mantovano, a Quistello – i Gruppi di acquisto consentono la partecipazione di più persone nell’acquisto di terreni agricoli e case coloniche.
DAI GAT AI GAS, ovvero i gruppi di acquisto solidale, che consentono al cliente di acquistare prodotti a basso costo direttamente dall’azienda agricola e che sono il naturale sbocco di vendita dei prodotti dei GAT. L’unico scoglio per raggiungere tutti i risultati, e sono tanti nel caso della casa colonica nel Grossetano, è il raggiungimento delle cento quote necessarie. «Per integrare la resa economica _ spiega Emanuele _ è previsto lo sviluppo di un agriturismo e l’attuazione di un Centro di Educazione Ambientale. Prima si riescono ad assegnare le cento quote _ sottolinea _ prima si potranno realizzare tutti i progetti.
Intanto però _ spiega Emanuele _ speriamo di trasferirci presto a Le Piane, l’azienda agricola a una trentina di minuti dalle terme di Saturnia, io e la mia compagna e le altre due coppie che hanno deciso di fare il nostro stesso percorso: Marco e Rossella di Bergamo, Andrea e Iuliana di Vicenza».
Il casale, dove le tre coppie condivideranno molti spazi comuni, è di circa trecento metri quadri, con annesso il forno per il pane, un magazzino, due stalle, una per ovini, l’altra per cavalli, il fienile, un laghetto per l’irrigazione, un frutteto, boschi, oliveti… Insomma una sorta di paradiso terrestre che potrebbe, nel corso del tempo, ospitare sempre più investitori che di fatto, a differenza dell’unico acquirente tradizionale, non devono impegnare cifre a più zeri. Quanto al risultato, «vista l’esperienza positiva di Quistello _ commentano Emanuele e la fidanzata _ è quasi scontato».
Viviana Bruschi
( in data 07/12/2010 )
Il “nuovo mondo” del Gat (Gruppo Acquisto Terreni) di Scansano
Claudio Passiatore
LIVORNO. Cambiare il “sistema” dal basso con una scelta radicale e allo stesso tempo “naturale”. Secondo un gruppo di 3 coppie di giovani è possibile farlo. Il progetto è ambizioso, ma anche molto chiaro: comprare un terreno nella bellissima campagna di Scansano attraverso un Gruppo di acquisto e vivere con i frutti della terra coltivati secondo metodi biologici. Un progetto al quale possono partecipare, con le 100 quote messe a disposizione, 51 soci. Emanuele Carissimi, 38 anni, di Bergamo, è uno dei promotori. Spiega così a greenreport.it il senso dell’iniziativa: «Osservando il modo in cui l’attuale crisi globale stava interessando e condizionando la nostra esistenza, la mia compagna ed io abbiamo cercato una risposta che coniugasse il desiderio di una scelta “ecologica” e la necessità di migliorare la qualità della nostra vita», racconta Emanuele.
«Inizialmente, nel nostro piccolo, abbiamo rivolto l’attenzione all’aspetto ambientale. Abbiamo messo a frutto le nostre competenze in campo agricolo, studi superiori e laurea, ed approfondito le nostre conoscenze sui sistemi di coltivazione “alternativi” (permacultura, orto sinergico, coltivazione naturale, etc.), sperimentando e mettendo in pratica le nostre capacità nei piccoli spazi a disposizione. Verificate la potenzialità e l’attuabilità del know-how acquisito, si è fatto strada in noi il desiderio di un radicale cambiamento del nostro stile di vita; i nostri sforzi, tuttavia, pur rivelatisi un’ottima soluzione “ecologica”, non rispondevano ancora in modo soddisfacente alle nostre necessità”economiche e sociali». Sotto il profilo finanziario, infatti, i fondi a nostra disposizione non erano sufficienti per ampliare il “sistema” e dal punto di vista sociale volevamo aumentare la partecipazione e la condivisione, sviluppare cioè una sorta di “aggregazione».
Ecco allora che nasce l’idea di ripercorrere l’esperienza del Gruppo acquisto Terreni e dell’iniziativa già in opera in provincia di Mantova. A loro, Emanuele, chiede un aiuto per realizzare un sogno: la creazione di un centro di educazione ambientale e agriturismo naturale, che preveda la possibilità di vendere i prodotti senza intermediari, in modo da ottimizzare i margini, e che permetta un buon livello di autosufficienza, sia alimentare sia energetica, al fine di contenere i costi.
Per mettere il pratica la “piccola rivoluzione” è prevista la suddivisione dell’impegno economico per l’acquisto e la messa in produzione dell’azienda in 100 quote, e la creazione di una Società agricola S.r.l. composta da almeno 51 soci. Questo dovrebbe permettere di superare lo scoglio economico utilizzando lo spirito di partecipazione e di aggregazione dei soci. E’ nato così il progetto “G.a.t di Scansano”, che secondo Emanuele dovrebbe coniugare etica, ambiente ed economia, tutelando il patrimonio investito e prospettando utili per i soci investitori. L’iniziativa è già in fase attuativa e sono aperte le sottoscrizioni per le rimanenti quote societarie.
( in data 03/12/2010 )

A Scansano nasce il G.A.T.: Gruppo Acquisto Terreni!

La quadratura del cerchio
Le crisi, come quella che stiamo vivendo (non solo economica, ma anche ambientale, sociale, occupazionale, etc.), preludono sovente ad un cambiamento; la parola stessa ci indica, infatti, il momento di rottura e di difficoltà che precede la decisione. Qualcuno, però, riesce a viverla come una opportunità, di scelta e di cambiamento, appunto.
Osservando il modo in cui l’attuale crisi globale stava interessando e condizionando la nostra esistenza, racconta Emanuele, la mia compagna ed io abbiamo cercato una risposta che coniugasse convenientemente il desiderio di una scelta “ecologica” e la necessità di migliorare la qualità della nostra vita.
Inizialmente, nel nostro piccolo, abbiamo rivolto l’attenzione all’aspetto ambientale. Abbiamo messo a frutto le nostre competenze in campo agricolo, studi superiori e laurea, ed approfondito le nostre conoscenze sui sistemi di coltivazione “alternativi” (permacultura, orto sinergico, coltivazione naturale, etc.), sperimentando e mettendo in pratica le nostre capacità nei piccoli spazi a disposizione.
Verificate la potenzialità e l’attuabilità del know-how acquisito, si è fatto strada in noi il desiderio di un radicale cambiamento del nostro stile di vita; i nostri sforzi, tuttavia, pur rivelatisi un’ottima soluzione “ecologica”, non rispondevano ancora in modo soddisfacente alle nostre necessità “economiche e sociali”.
Sotto il profilo finanziario, infatti, i fondi a nostra disposizione non erano sufficienti per ampliare il “sistema” e dal punto di vista sociale volevamo aumentare la partecipazione e la condivisione, sviluppare cioè una sorta di “aggregazione”.
Come fare? La soluzione, come spesso accade, è arrivata per caso. Grazie ad alcuni amici abbiamo saputo della nascita del G.A.T. Gruppo Acquisto Terreni e dell’iniziativa già in opera in provincia di Mantova.
Abbiamo preso contatto con gli ideatori del progetto ed abbiamo proposto loro la nostra ipotesi: un’impresa basata sulla coltivazione naturale, la rivalutazione ambientale, la creazione di un Centro di Educazione Ambientale e Agriturismo naturale, che preveda la possibilità di vendere i prodotti senza intermediari, in modo da ottimizzare i margini, e che permetta un buon livello di autosufficienza, sia alimentare sia energetica, al fine di contenere i costi a questo punto abbiamo sottoposto alla loro attenzione il terreno più adatto.
Risultato: la quadratura del cerchio. Il progetto G.A.T. prevede la suddivisione dell’impegno economico per l’acquisto e la messa in produzione dell’azienda in 100 quote e la creazione di una Società agricola S.r.l. composta da almeno 51 soci. Questo permette di superare lo scoglio economico utilizzando lo spirito di partecipazione e di aggregazione dei soci.
E’ nato così il progetto “G.A.T. Scansano”, che coniuga etica, ambiente ed economia, tutelando il patrimonio investito e prospettando utili per i soci investitori. L’iniziativa è già in fase attuativa e sono aperte le sottoscrizioni per le rimanenti quote societarie.

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