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Boswellia sacra - problemi degenerativi alle articolazioni - infiammazioni locali - miglioramento delle capacità motorie



Boswellia (Boswellia spp.)

Tratto da:http://www.erbe-officinali.com/boswellia.html

DESCRIZIONE BOTANICA
Denominazione botanica:  Boswellia serrata Roxb.
Famiglia: Burseracee
Sinonimi: sanscrito - Shallaki; Indù - Salai, Salai guggal (gommoresina di Boswellia)
Tempo balsamico: novembre-giugno
Parti usate: gommoresina ottenuta per incisione della corteccia -

Indicazioni della boswellia- problemi degenerativi alle articolazioni
- infiammazioni locali
- miglioramento delle capacità motorie

Descrizione
Il genere Boswellia della famiglia delle Burseracee è diviso in una quindicina di specie.
È originario del Golfo Persico nell’Oceano Indiano. Alcune specie di Boswellia sono utilizzate per produrre l'incenso impiegato in diverse funzioni religiose, tra cui quelle della chiesa cattolica che la utilizza miscelata ad altre piante, ma tra tutte le specie la più usata è Boswellia sacra.
Altre specie sono utilizzate nella medicina tradizionale e ayurvedica.
Boswellia sacra cresce nel Sud dell'Arabia (sultanato dell'Oman e nello Yemen), ed è la specie più conosciuta e più diffusa. Due specie importanti crescono in Somalia, la Boswellia carterii, che è chiamata localmente "moxor", e Boswellia frereana o "jagcaar", che è quella più preziosa e più costosa. Boswellia serrata invece è coltivata in India dove la sua resina, di qualità variabile è chiamata "salate guggul". La Boswellia è coltivata in numerosi paesi come l' Etiopia, l' Eritrea, il Sudan e il Kenia.
Quest'albero a foglie caduche di un'altezza dai due agli otto metri presenta solitamente uno o più tronchi. La corteccia ha una struttura che ricorda la carta e si sfoglia facilmente. Le foglie composte sono raccolte in ciuffi al termine dei rami. I piccoli fiori di un bianco giallastro si presentano in racemi, e cioè i fiori sono collegati tra loro ed attaccati su di un lungo asse.
Il frutto è una capsula di circa un centimetro di lunghezza. I giovani rami sono coperti di una specie di peluria. Quest'albero tollera le situazioni molto esposte, è spesso appeso sulle pendenze rocciose e nei burroni, fino ad un'altitudine di 1200 metri. Preferisce il suolo calcareo. Solo l'albero maschile produce una resina derivata da un'essudazione naturale o da un’incisione, che viene raccolta con un coltello a due lame. Una lama serve ad intaccare la corteccia e l'altra a raccogliere la resina che cola sul tronco. La migliore resina è raccolta in autunno, a seguito di incisioni praticate in estate e produce ciò che viene chiamato incenso bianco per opposizione all'incenso rosso, raccolto in primavera dopo incisioni nel corso dell'inverno. È da questa gomma oleoresinosa che si estrae con distillazione al vapore acqueo a pressione bassa l'olio essenziale di Boswella carterii, chiamata generalmente olio essenziale d'incenso o Oliban.
USO POPOLARE
Sebbene la boswellia sia nota per l'incenso che ne viene estratto, alcuni studi hanno dimostrato che un integratozione di Boswellia serrata ha proprietà benefiche per le articolazioni.
Queste azioni agirebbero attraverso diversi meccanismi, tutti dovuti agli acidi boswellici, principio attivo della pianta.
Gli acidi boswellici hanno manifestato capacità di bloccare la migrazione dei leucociti polimorfonucleati, attraverso l' inibizione della produzione o del rilascio di fattori chemotattici in grado di richiamarli verso il luogo dell'infiammazione.
I polimorfonucleati si rendono attivi localmente liberando elastasi, un enzima proteolitico che si è dimostrato responsabile della distruzione del collagene e dei tessuti che sono coinvolti nel processo infiammatorio.
L'attività stessa dell'elastasi e di altre idroglicolasi vengono inibite dagli acidi boswellici con una globale prevenzione nella degenerazione articolare.
Gli acidi boswellici si sono dimostrati anche capaci di inibire selettivamente la 5-lipossigenasi bloccando così la sintesi dei leucotrieni che sono mediatori chimici del processo flogistico in diverse situazioni infiammatorie. Non presentano gli effetti collaterali gastrolesivi tipici dei salicilati.
Incenso
L'incenso a base di Boswellia è utilizzato da migliaia di anni in diverse cerimonie religiose.
Gli Egiziani, i Romani, i Greci, gli Assiri e altri popoli se ne servirono come medicina, prodotto cosmetico oltre che a produrre l'incenso.
All’olio essenziale si riconoscono varie proprietà, in particolare l'incentivazione delle difese dell'organismo, l’effetto tonificante, energizzante, espettorante (ha un ruolo nella prevenzione delle ipersecrezioni, proprietà utile in caso di bronchite, di sinusite o di asma).
Titolata in acido boswellico, la pianta ha un effetto anti-infiammatorio che contribuisce ad attenuare i dolori muscolari ed articolari. L'olio essenziale di Boswellia carterii ha anche un'attività anti-elastasica molto interessante sulla pelle impedendo la rottura delle fibre elastiche e prevenendo i danni creati dai raggi UVB. I soggetti nervosi, ansiosi e tesi trovano sollievo respirando l’essenza di Boswellia perché permette loro di rilassarsi ed equilibrare le loro funzioni biologiche.
L'olio essenziale d'incenso avrebbe un effetto sulla ghiandola pineale o epifisi che controlla i ritmi biologici (tra l'altro permette il coordinamento dei ritmi tra il giorno e la notte).
Questa ghiandola situata nel cervello è anche chiamata “il terzo occhio atrofizzato”.
Questi effetti sono conosciuti fin dall'antichità. Dioscoride scriveva nel 1°sec. che la Boswellia rende pazzi. Nel Talmud (religione ebrea), la resina di Boswellia è citata come pozione che veniva messa nel vino e data ai prigionieri condannati a morte per stordire i sensi.
 In Etiopia, dove la Boswellia cresce naturalmente, si utilizza come medicinale tranquillante, sedativo e ansiolitico. In passato serviva a trattare i reumatismi e a curare le ferite, questo emerge in particolare da scritti di Hippocrate e Dioscoride. Nel Medioevo c’era anche chi se ne serviva contro la tosse, il vomito, la dissenteria e per un certo numero di malattie della pelle.
Nella medicina tradizionale indiana, l'Ayurveda, Boswellia è utilizzata da secoli contro la tosse, i dolori articolari, la diarrea e la “pazzia”. Nella medicina moderna, Boswellia è utilizzata per trattare l'asma, i reumatismi ed alcuni disordini intestinali.
EVIDENZE SCIENTIFICHE
La composizione degli oli essenziali differisce in gran parte in funzione del clima, della posizione geografica e dalla modalità di raccolta della resina. L' olio d'incenso era già conosciuto nel secolo XVI° nelle farmacie sotto il nome di "oleum thuris". Nel 1788, Johann Ernst Baer ne fa il primo studio chimico. I costituenti chimici vengono studiati nel 1840 da J. Stenhouse. Ma è a partire dagli anni 1930 che vengono intrapresi studi più dettagliati. Più tardi, negli anni 60-70, altri studi chimici più specifici vengono a completare le conoscenze sui componenti di questa pianta e si suoi oli.
L' olio di Boswellia sacra contiene una forte proporzione di monoterpeni (95%) cui E-ß-ocimene ed limonene sono le costituenti principali. Il resto è composto da sesquiterpeni.
Altri studi mostrano che l' a-pinène è la costituente principale, ci sono probabilmente forti variazioni dovute ai fattori esterni già citati.
La Boswellia carterii è la specie il cui olio è stato più studiato. La sua resina è chiamata " Eritrea", e l' olio è costituito al 60% d' acetato d' octyle. Si riporta anche la presenza di numerosi diterpeni.
L'incensole acetato presente nel Boswellia carterii ha dimostrato possedere un forte potenziale ansiolitico e antidepressivo, oltre alla sua attività anti-infiammatoria. Si tratta di un potente attivatore del recettore TRPV3 del Sistema Nervoso Centrale.
Anche l’olio essenziale di Boswellia serrata è stato a lungo studiato. Viene chiamato anche "Aden". Il componente principale è l' a-pinène che rappresenta circa il 45% dell' olio. I  Menon e Kar dell’Indian Institute of Science riportano che l' estratto di resina di Boswellia serrata ha un'attività analgesica e calmante sui ratti, benché i componenti responsabili di questo effetto non abbiano potuto essere isolati.
Il Sallaki è una preparazione fitofarmaceutica indiana (Ayurveda) fatta con acidi boswellici estratti del Boswellia serrata per trattare i problemi infiammatori. La Boswellia frereana ha una composizione tipicamente monoterpenoide il cui il p-Cymene è il componente più abbondante dell' olio.
CONSIGLI DI PRUDENZAÈ molto probabile che i fumi inalati durante le cerimonie religiose, in particolare da parte del capo della cerimonia, siano sufficienti a produrre effetti psicoattivi e partecipare all' esaltazione spirituale di questi momenti. Per questo motivo si consiglia un uso sotto controllo medico; inoltre esiste uno studio che dimostra che la combustione dell'incenso libera HAP (idrocarburi aromatici policiclici) che sono cancerogeni.

Incenso (Boswellia Sacra)


Tipologia: RESINA
L'Incenso viene estratto mediante incisione dalle piante Boswellia e precisamenteBoswellia PapyriferaBoswellia Sacra o Carteri, Boswellia Serrata. Quest'ultima tipologia si trova principalmente in India e zone limitrofe, ed è la meno pregiata. La Boswellia Papyrifera cresce principalmente in Etiopia, la Boswellia Sacra o Carteri è originaria dello Yemen, Oman e parte della Somalia. Queste due varietà di incensi presentano molte similitudini e l'unica piccola differenza tra le due riguarda il profumo della Boswellia Sacra che risulta maggiormente secco e meno citrato. L'Incenso è la resina comunemente bruciata nelle Chiese Cristiane durante le funzioni religiose. E' un valido supporto per qualsiasi tipo di consacrazione e purificazione, propizia la meditazione stimolando la volontà e le facoltà psichiche. 

Altro....
più noto con il semplice termine di "Incenso" è la resina bruciata comunemente durante i rituali sacri (è per es. anche quella bruciata nelle chiese cristiane durante la messa, famoso sempre in ques'ambito il dono dei 3 re magi nella mitologia cristiana rappresentato da oro, franchincenso e mirra) e bruciata come offerta agli Dei. Il suo profumo caratteristico riporta immediatamente i pensieri a qualcosa di Sacro, un po' per l'inevitabile associazione con i luoghi di culto, ma soprattutto per una sensazione di legame con qualcosa di più elevato che non è facile spiegare.

Fin dall'antichità  utilizzato in rituali e cerimonie sacre è un validissimo supporto per qualsiasi tipo di consacrazione e purificazione grazie alle sue incomparabili virt๠magiche. Propizia ogni tipo di meditazione o pratica stimolando la volontà  e le facoltà  psichiche. Facilita le visioni, aiuta la divinazione, la meditazione. Per le sue qualità  universali può sostituire degnamente qualsiasi altra resina o composto vegetale.
Avendo un ottimo potere purificante, si brucia per allontanare le energie negative, purificare lo spazio sacro, spazza via letteralmente  tutte le negatività ;  inoltre aiuta la meditazione, le visioni durante la divinazione, nei lavori per attrarre la buona fortuna e per onorare le divinità  pagane.. Può sostituire qualsiasi incenso, di qualunque influenza. Propizia ogni sorta di incantesimo. Il franchincenso (ossia franco, vero incenso) è utilizzato durante qualsiasi tipo di cerimonie e riti sacri che scandiscono la vita di una persona pagana (Primo Rito del bimbo che è nato, Rito di Pubertà , matrimoni, funerali), durante le celebrazioni di festival stagionali, degli Esbat, delle cerimonie di accoglienza in una congrega, dei riti di iniziazione ecc... Inoltre è messo come ingrediente nei sacchetti per la fortuna e la protezione. PRODOTTO NATURALE. Confezione da 30 grammi.
Informazioni generali: L'incenso viene estratto mediante incisione dalle piante della specie Boswellia. Le tipologie da cui viene estratta la resina sono Boswellia Papyrifera, Boswellia Sacra o Carteri, Boswellia Serrata. L'ultima si trova principalmente in india e zone limitrofe, l'incenso estratto da questa varietà  è quello di qualità  inferiore. Le altre due specie si trovano in Africa e Medio Oriente, per la precisione: Boswellia Papyrifera principalmente cresce in Etiopia; e Boswellia Sacra o Carteri è originaria dello Yemen, Oman e parte della Somalia. Queste due varietà  presentano molte similitudini e la maggior parte dell'incenso in commercio appartiene ad una di queste due specie. Tradizionalmente l'incenso estratto dalla Boswellia Sacra o Carteri dovrebbe essere quello con la qualità  migliore, in realtà  le resine delle due specie sono praticamente uguali e spesso la qualità  della Boswellia Papyrifera è uguale o superiore a qualla della Boswellia Sacra. Da un punto di vista di profumo l'incenso di Boswellia sacra ha un odore leggermente più secco e meno limonato anche se a parità  di qualità  la fragranza è del tutto simile.

Modo d'uso: Si accende il bordo del carboncino con un fiammifero o un accendino, si mette sul braciere o in un  posto apposito  si attende che arroventi completamente (facilitando soffiandoci un pò sopra),  dopo che  si è acceso completamente (tutta la superficie del carboncino) si pone l'incenso da bruciare. Non eccedere mai con le dosi di incenso. Quando si esaurisce è possibile aggiungere altro incenso visto che il carboncino rimane rovente a lungo.
Lascia consumare il carboncino completamente e lascialo raffreddare nell'incensiere. Se per qualche motivo vuoi spegnerlo prima,  (prendendolo con una pinza per evitare di ustionarti) devi immergerlo in un contenitore di acqua fredda.
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