Metalli pesanti e malattie neurologiche - Accumulo progressivo cellulare

metalli pesanti e malattie neurologiche - Accumulo progressivo cellulare

Uno dei molteplici problemi legati alla nostra società “moderna” e tecnologicamente evoluta è il fatto che il nostro ambiente è impregnato di metalli pesanti (arsenico, piombo, nickel, alluminio, mercurio,cadmio ed altri)- a nostra insaputa. 

La contaminazione da metalli pesanti ha un carattere 
permanente.
I metalli pesanti in quanto elementi non sono degradabili
contrariamente ad un inquinante organico che 
prima o poi viene ossidato a COe H2O
Le attività antropiche hanno fortemente accelerato il
ciclo dei metalli pesanti, producendo in pochi decenni
l’equivalente di molti secoli di emissioni naturali

Purtroppo non c’è via di scampo; si trovano ovunque: nell’aria (tubi di scappamento, industrie), a volte nelle pentole, pile, cosmetici, deodoranti, vaccini, otturazioni dentarie, alimenti, e a volte anche nell’acqua potabile.

Nel contemplare l’organismo umano è opportuno tenere presente che la fisiologia dell’uomo odierno è tutt’ora quasi invariata rispetto a quella dei nostri antenati di migliaia di anni fa, ed anche oggi non disponiamo di meccanismi di difesa in grado di proteggerci efficacemente contro i metalli pesanti; ne vengono eliminate quantità infinitesimali, e alcuni organismi li eliminano più efficacemente mentre in altri l’accumulo è più rapido.
 L’accumulo è progressivo nei tessuti e negli organi, a livello intracellulare, con effetti nocivi. Come se ciò non bastasse, quando oltre ai metalli pesanti sono presenti altre tossine, vi è un potenziamento reciproco, con un incremento notevole del livello di tossicità in generale.
La medicina allopatica da secoli descrive e tratta intossicazioni acute da metalli pesanti (l’esempio più noto è l’intossicazione da piombo, della quale si parlava già ai tempi degli antichi Romani), senza rendersi conto invece dei danni causati da un accumulo lieve ma cronico e costante dei medesimi. Due statistiche interessanti:
1. Nelle ossa degli scheletri di persone morte negli ultimi cinquanta anni il livello di piombo presente, rispetto a quello contenuto negli scheletri di persone morte nell’era preindustriale, è superiore di 500 volte.
2. Se si prelevasse un’otturazione dei denti a base di amalgama, che molti di noi hanno in bocca e la si gettasse in un lago, vi sarebbe, per eccesso di mercurio, un divieto di pesca, nuoto ed immersione nel lago in base alla legislazione di molti Stati.
Gradualmente iniziano ad emergere determinate statistiche: qualche anno fa, il Lancet (una rivista tra le più autorevoli in campo medico-scientifico) ha pubblicato uno studio che dimostrava una correlazione tra il morbo di Alzheimer ed un accumulo di alluminio nell’organismo. 
Altri studi invece dimostrano un collegamento tra la Sclerosi Multipla, l’Autismo e la presenza di mercurio, altri il nesso tra cadmio, piombo e SLA, altri infine l’effetto nocivo dei metalli pesanti sul sistema immunitario. Le cellule del cervello, data la loro importanza, godono di una particolare protezione, costituita dalla barriera emato-encefalica, che trattiene, non lasciandoli passare, molti veleni e sostanze nocive; la protezione non è però assoluta. C
osì ad esempio le molecole di mercurio sono talmente piccole che a quanto pare riescono ad attraversare la barriera: l’antica espressione popolare inglese “mad as a hatter” (matto come un cappellaio) deriva dal fatto che secoli fa chi confezionava i cappelli veniva a contatto con notevoli quantità di mercurio e dopo un po’ spesso dava segni di squilibrio mentale. Vi sono poi delle sostanze che indeboliscono e rendono la barriera più facilmente attraversabile, come ad esempio l’acido citrico ( di cui sono ad es. ricche le bibite come la Coca-Cola e la Fanta, per di più contenute in lattine d’alluminio che viene sciolto dall’acido!)
SINTOMATOLOGIA E REAZIONE DELL’ORGANISMO
La diagnosi di un accumulo tossico di metalli pesanti non è semplice; ci vuole un medico esperto ed informato. 
I sintomi a livello clinico sono generalmente molto vaghi: stanchezza, astenia, cefalea, depressione, nausea, disturbi intestinali, dolori addominali… Spesso uno di questi sintomi viene classificato e trattato con i farmaci consueti. Ad esempio, ci sono stati casi di “depressioni refrattarie a trattamenti farmacologici” causate da un accumulo di metalli pesanti; oppure casi di “gastrite” trattati per anni con “antiacidi” (che spesso contengono alluminio). Inoltre, paradossalmente, gli eccipienti di numerosi farmaci contengono metalli pesanti.
Ogni essere umano è un individuo unico: questo implica che la patogenesi della malattia in ognuno è un caso a sé. Per questo motivo, le manifestazioni e/o le malattie causate da un’intossicazione da metalli pesanti variano da persona a persona. Descrivo 3 casi dal mio studio:
1. Paziente affetto da asma allergico. Livelli altissimi di alluminio e nickel (contatti con questi metalli sul posto di lavoro).
2. Paziente in apparente buona salute; poco tempo dopo l’estrazione di otturazioni dentarie all’amalgama, comparsa di affezione cardiaca, deterioramento della vista, malessere generale. Livelli altissimi di mercurio. (Durante le estrazioni di otturazioni all’amalgama, se non sono fatte da dentisti molto esperti che seguono le necessarie precauzioni, possono essere rilasciate nell’organismo elevate quantità di mercurio.
3. Paziente affetto da Sclerosi Multipla in stadio avanzato. Comparsa dei primi sintomi qualche mese dopo una vaccinazione. Livelli altissimi di mercurio; fino ad alcuni anni fa il mercurio era contenuto, come conservante, in numerosi vaccini e molti hanno messo in relazione il grande aumento dell’autismo tra i bambini con l’accumulo di mercurio causato dalla serie di vaccinazioni consecutive alle quali è sottoposto nei primi mesi di vita il fragile organismo dei neonati. La dr. Amy Yasko, in America, ha un calendario d’appuntamenti pieno fino al 2010 perché, a quanto pare, sarebbe riuscita a risolvere tutti i casi di autismo da lei trattati con una particolare forma di disintossicazione dal mercurio.

Pochi potenti hanno sempre sfruttato furbescamente le masse di ignoranti seminando "PAURA E NECESSITA'....

..... La storia la scrivono i vincitori
scrivendola dal loro punto di vista...
Morale di tutte le favole:
Pochi potenti hanno sempre sfruttato
furbescamente le masse di ignoranti
seminando "PAURA E NECESSITA'....
Oggi ormai chi è sveglio ha capito che
creando PAURA e NECESSITA'
fai  fare a chiunque qualsiasi bassezza
immorale e innaturale!!!
I vostri padroni questo lo sanno....








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Malattia di Pompe - Troppe riserve di glicogeno nei muscoli

Malattia di Pompe 
Troppe riserve di  glicogeno nei muscoli

La Malattia di Pompe appartiene alla famiglia delle malattie rare da accumulo lisosomiale ed è caratterizzata dal mancato smaltimento del glicogeno, la riserva energetica dei muscoli.

La Malattia Pompe viene inserita nel gruppo delle malattie da accumulo lisosomiale.

Inoltre, dato che interessa i muscoli, viene anche definita una malattia 

neuromuscolare.

La Malattia di Pompe (nota anche come deficit di Maltasi acida o Glicogenosi di Tipo II) è una
patologia muscolare rara di origine genetica, che colpisce bambini ed adulti. La Glicogenosi di tipo II è
una malattia ereditaria a trasmissione autosomica recessiva. Si stima che nella popolazione generale la
Glicogenosi di Tipo II colpisca 1 individuo su 40.000 nati vivi.

 Glicogenosi: disordini del metabolismo del glicogeno o del glucosio che si esprimono clinicamente con dolore, contratture e mioglobinuria ad insorgenza dopo un esercizio intenso e con incremento dei carboidrati
A causa del difetto di un enzima, il glicogeno si accumula e danneggia il cuore, i muscoli di gambe e braccia e quelli della respirazione. I bambini colpiti dalla malattia sono caratterizzati principalmente da ipotonia muscolare e ingrossamento del cuore e la morte in genere interviene entro il primo anno di vita per insufficienza cardiaca. I malati che superano i due anni sono invece costretti in carrozzina e, nei casi più gravi, devono usare un supporto meccanico per respirare.
Chi è a rischio
La Malattia di Pompe è una patologia genetica a trasmissione autosomica recessiva che si trasmette da genitore a figlio. Il bambino eredita da ciascun genitore due copie del gene difettoso. Quando entrambi i genitori sono portatori del gene difettoso, esiste una percentuale del 25% che il bambino sviluppi la malattia.
Le terapie  
Attualmente esiste un’unica terapia con autorizzazione al commercio, è la terapia enzimatica sostitutiva con Myozym (alglucosidasi alfa), la prima ed unica disponibile per il trattamento della malattia.
L’enzima sostitutivo viene prodotto biotecnologicamente e somministrato per via endovenosa. La terapia enzimatica sostitutiva con GAA umano ricombinante prolunga in modo significativo la sopravvivenza del bambino affetto dalla forma classica, riduce significativamente la cardiomiopatia ed è stato dimostrato che risulta più efficace se somministrata in uno stadio iniziale della malattia. Nella Malattia di Pompe ad esordio tardivo, la terapia enzimatica sostitutiva si è dimostrata efficace nel rallentare la progressione della malattia.

Il primo sintomo è spesso la debolezza degli arti inferiori, che provoca un’andatura 

traballante o barcollante. I pazienti possono manifestare dolori muscolari ed essere

 soggetti a frequenti cadute. I bambini più grandi possono essere spesso soggetti allo 

sviluppo di una curvatura anomala della colonna vertebrale (lordosi, cifosi o scoliosi) che 

permane fino all’età adulta. La Malattia di Pompe interessa uno dei muscoli più importanti

 utilizzati per la respirazione, il diaframma. Questo muscolo si trova proprio sotto i 

polmoni e il cuore, e separa il torace dall’addome. Con il progressivo indebolimento del 

diaframma, la respirazione diventa più difficile, soprattutto durante il sonno. Ne 

conseguono mal di testa mattutini e sonnolenza diurna. I bambini affetti dalla Malattia di 

Pompe possono avere difficoltà a stare al pari dei loro coetanei quando svolgono attività 

fisiche. Gli adulti possono stancarsi facilmente e rimanere senza fiato dopo aver svolto 

attività fisiche oppure aver salito le scale. Alcuni soffrono di dolore alla parte bassa della 

schiena. L’ingrossamento del cuore o del fegato si nota raramente in questa forma tardiva

 della malattia. È importante ricordare che la malattia progredisce più o meno 

rapidamente in ogni paziente e che alcuni bambini e adulti presentano sintomi meno 

gravi rispetto ad altri.

DIFETTI DEL METABOLISMO DEL GLIOCOGENO E DEL GLUCOSIO
                   Tab.1

Deficit dell’enzima deramiticamente
 (glicogenesi tipo III)
-          Processo LGS ad esordio giovanile
-          Debolezza muscolare peggiorata dell’esercizio
-          Cardiomiopatia
-          Ipoglicemia ed epatomegalia dell’infanzia
-          Disturbi della crescita
-          Ipertrofia muscolare


Malattia di McArdlès
(glicogenosi tipo V)
-          Dopore scatenato dell’esercizio
-          Debolezza muscolare
-          Contratture muscolari
-          Mioglobinuria
-          Second wind
-          Progressiva LGS ad esordio dell’età adulta (media entità)
-          Insufficienza renale
Deficit di : Fosfogliceratokinasi
                  Fosfogliceramutasi
                  Lattato Deidrogenasi
-          debolezza muscolare
-          Mioglobinuria

Deficit di Maltasi acida dell’adulto
-          Progressiva LGS ad esordio nell’età adulta
-          Insufficienza respiratoria
-          Aritmia cardiaca
-          Anormalità vascolari celebrali



Deficit di Fosfofruttokinasi
-          Dolore scatenato dall’esercizio
-          Debolezza muscolare
-          Contratture muscolari
-          Mioglobinuria
-          Progressiva LGS ad esordio nell’età adulta
-          Anemia emolitica
-          Insufficienza renale
-          Ittero
-          Gotta (iperucemia)




DIFETTI  DEL  METABOLISMO  DEI  LIPIDI
                   Tab.2
Difetto della b- ossidativi
-          Ipotomia
-          Ipostenia generalizzata
-          Cardiomiopatia
-          Ipoglicemia senza chetoacidosi
-          Episodi simil-Reye riccorrenti
-          Morte improvvisa infantile
-          Epatomegalia
Deficit di carnicina  Palmitoiyl-Transferaei
-          Intolleranza all’esercizio esacerbato del digiuno
-          Mioglobinuria
-          Dolore
-          LGS dopo ripetute crisi (media entità)
-          Insufficienza renale
Deficit Sistemico-Secondario di Carnicina
-          LGS
-          Debolezza muscolare
-          Cardiomiopatie
-          Episodi ricorrenti simil-Reye
-          Epatomegalia
Deficit primario di Carnitina
-          Progressiva LGS
-          Improvvise esacerbazioni del deficit scenico
-          Debolezza muscolare
-          Cardiomiopatia
-          Mioglobinuria
Deficit di Mioadenilato Deaminasi
-          Debolezza muscolare
-          Mialgie e crampi
Ipertermia Maligna
-          Rigidità durante le crisi
-          Ipertermia durante le crisi
-          Crisi comozionali
-          Raramente atrofia o ipetrofia
Miopatie Endocrina
-          Debolezza muscolare
-          Progressiva LGS
-          Paralisi periodica
-          Rabdomiolisi
-          Mialgia, crampi, rigidità
-          Miodema
-          Oftalmoplegia
-          Contratture muscolari
-          Cardiomiopatia
Miopatie indotte da farmaci ed agenti tossici
-          LGS associata a dolore
-          LGS non associata a dolore
-          Paralisi ipokaliemica
-          Sindrome miastemica
-          Miotonia
Miopatie indotte da alcool
-          Miopatie acute dolorose
-          Rabdomiliosi subacuta
-          Neuropatia periferica
-          Miotonia
Paralisi periodiche primarie
-          Paralisi periodica
-          Progressive LGS
-          Aritmia cardiaca
-          Miotonia
Deficit di G6PD
-          Mioglobinuria
-          Anemia emolitica


DIFETTI DEL METABOLISMO DEI CARBOIDRATI

DIFETTO DEL METABOLISMO DEI LIPIDI


PRINCIPALI INDAGINI


-          dosaggio di lattato, privato, ammonio dopo esercizio iscchemico
-          Biopsia muscolare
-          Dosaggio enzimatico su muscolo sangue e fibroplasti
-          31p RMN spettroscopia
-          Accumulo di glicogeno nei leucociti (deficit di maltasi)

-          Dosaggio degli acidi organici e delle acilcarnitene urinaria
-          Dosaggio di acidi grassi liberi, lattato, piruvato, acido urico, corpi che tonici, glucosio, creatinkinasi dopo digiuno prolungato e/o esercizio aerobica
-          Dosaggio della carnicina su sangue e muscolo
-          Dosaggio enzimatico su muscolo, fibroblasti, fegato
  





Distinguiamo quindi due gruppi di miopatie:
1    miopatie che si manifestano a causa di disordini della produzione di energia a livello del muscolo scheletrico, correlabili a un preciso difetto metabolico che non permette il rifornimento di lipidi o carboidrati al muscolo, oppure blocca l’utilizzazione dei substrati durante l’esercizio fisico.
      Miopatie correlate a patologie della tiroide, delle paratiroidi, dell’ipofisi e delle ghiandole surrenali, a patologie acquisite di natura tossica/farmacologica.

Le Glicogenosi - Guida per i pazienti e i famigliari
 
Le Glicogenosi, come tutti gli errori congeniti del metabolismo, sono malattie rare e poco note anche alla classe medica. Le Glicogenosi sono inoltre un gruppo di malattie con aspetti clinici, prognostici e terapeutici diversificati che hanno dato origine a centri con competenze specifiche solo per alcune di esse.
 
Se hai appena saputo che tu o tuo figlio o un parente o un amico è affetto da Glicogenosi è probabile che sia la prima volta che senti questo nome e che non trovi facilmente le risposte a tutte le domande che ti si affacciano alla mente.

Gli attuali mezzi documentazione scientifica (stampa, Internet, etc) sono una fonte importante di informazioni che, non essendo personalizzate, possono tuttavia creare ansia e preoccupazione talvolta ingiustificate.
Questo opuscolo, nato da una lunga attività in questo settore del metabolismo, ha lo scopo di aiutare il paziente ed i familiari ad affrontare le Glicogenosi in collaborazione con il medico curante e gli specialisti.
 
L’Associazione Italiana Glicogenosi promuove la collaborazione e l’aggiornamento tra quanti si occupano di queste malattie e svolge un sostegno rilevante ai pazienti e ai familiari per soddisfare i diversi bisogni medici, culturali, sociali.
 
 
Qui di seguito è scaricabile il documento in formato PDF realizzato dalla
Prof.ssa Rosanna GATTI - Istituto G. Gaslini Genova – Quarto. 

Glicogenosi - Tipo II malattia di Pompe
GSD tipo II - Malattia di Pompe
Descrizione
La Malattia di Pompe o Glicogenosi di tipo II  è una patologia neuromuscolare rara, cronica, che colpisce circa 10.000 individui  tra neonati, bambini e adulti nel mondo e circa 300 persone stimate in Italia. La Malattia di Pompe appartiene alla famiglia delle malattie rare da accumulo lisosomiale ed è caratterizzata dal mancato smaltimento del glicogeno, la riserva energetica dei muscoli.
A causa del difetto di un enzima, il glicogeno si accumula e danneggia il cuore, i muscoli di gambe e braccia e quelli della respirazione.

Le cause
La Malattia di Pompe è causata da un deficit dell’enzima lisosomialealfa-glucosidasi acida (GAA), responsabile della degradazione del glicogeno, polimero del glucosio che ne rappresenta la fonte di deposito e riserva nei muscoli. I Pazienti affetti da malattia di Pompe possono non avere del tutto o in parte l’enzima GAA: ciò determina un accumulo eccessivo di glicogeno nelle cellule del corpo, in particolare nei muscoli, e di conseguenza il loro progressivo indebolimento.

Come si presenta
La Malattia di Pompe ha una presentazione clinica complessa ed eterogenea e in base all’età d’esordio, si riconoscono in:
·      forma classica “infantile”, si manifesta subito dopo la nascita. Il quadro clinico è caratterizzato da cardiomiopatia ipertrofica, cardiomegalia, insufficienza cardio-respiratoria, e ritardo nell’acquisizione o regressione delle tappe motorie. I bambini affetti da Malattia di Pompe presentano un’ipotonia grave e progressiva.
·      forma a esordio tardivo “adulto”, che può manifestarsi a qualsiasi età dopo il primo anno di vita, è caratterizzata da una progressione lenta e da esiti meno sfavorevoli di quelli della forma infantile. Questa forma colpisce prevalentemente i muscoli e risparmia generalmente il cuore. Il graduale indebolimento muscolare e i problemi respiratori sono i sintomi principali: i pazienti perdono la capacità di deambulare autonomamente, mentre dal punto di vista respiratorio si realizza un deterioramento progressivo della capacità ventilatoria che, se cronica, necessita il ricorso a una ventilazione assistita o alla tracheostomia.

Come si trasmette
La Malattia di Pompe è una patologia genetica a trasmissione autosomica recessiva che si trasmette da genitore a figlio. Il bambino eredita da ciascun genitore due copie del gene difettoso. Quando entrambi i genitori sono portatori del gene difettoso, esiste una percentuale del 25% che il bambino sviluppi la malattia. La patologia si riscontra in uomini e donne nella stessa misura e in ogni gruppo etnico.

La diagnosi
La Malattia di Pompe può essere difficile da diagnosticare, poiché molti dei suoi sintomi sono simili a quelli di altre malattie. Inoltre, per la rarità di casi in cui si presenta, può facilmente non essere riconosciuta o erroneamente diagnosticata. La forma infantile della Malattia di Pompe è generalmente più semplice da diagnosticare a causa della sua gravità.
La conferma della diagnosi avviene attraverso un saggio biochimico di misurazione dell’attività enzimatica della GAA. Nei bambini affetti dalla forma classica della malattia, l’attività della GAA è praticamente assente, mentre nella forma tardiva si riscontrano diversi livelli di attività residua. Il saggio è generalmente condotto nei linfociti, in colture di fibroblasti cutanei e in biopsie muscolari.

Di recente è stata introdotta la possibilità di fare diagnosi di Malattia di Pompe su goccia di sangue essiccata su filtri di carta bibula (Dried Blood Spot). Questo apre la strada all’implementazione dello screening neonatale per la Malattia di Pompe: una diagnosi tempestiva è, infatti, di fondamentale importanza, sia per la gravità della patologia sopratutto nella sua forma classica, sia per la presenza di una terapia in grado di modificarne la storia naturale.
Esistono infine due test di screening prenatale che possono essere eseguiti precocemente in gravidanza (se il bambino è chiaramente a rischio per la malattia) per scoprire se il feto è affetto dalla Malattia di Pompe. Il prelievo dei villi coriali viene effettuato entro la 12° settimana di gravidanza. Questo test prevede il prelievo di un piccolo campione di tessuto della placenta e l’analisi delle cellule per individuare la presenza o meno dell’enzima GAA.
L’amniocentesi viene effettuata intorno alla 15° settimana di gravidanza e consente di verificare l’attività enzimatica ed effettuare un’analisi del DNA, testando le cellule prelevate dal liquido amniotico.
 
Le terapie
Attualmente esiste un’unica terapia con autorizzazione al commercio, è la terapia enzimatica sostitutiva con Myozyme (alglucosidasi alfa), la prima ed unica disponibile per il trattamento della malattia.
L’enzima sostitutivo viene prodotto biotecnologicamente e somministrato per via endovenosa. La terapia enzimatica sostitutiva con GAA umano ricombinante prolunga in modo significativo la sopravvivenza di chi è affetto dalla forma classica, riduce significativamente la cardiomiopatia ed è stato dimostrato che risulta più efficace se somministrata in uno stadio iniziale della malattia. Nella Malattia di Pompe ad esordio tardivo, la terapia enzimatica sostitutiva si è dimostrata efficace nel rallentare la progressione della malattia.

L'acqua Ciò che serve all'uomo per vivere in salute è già in natura... IL nostro creatore ha pensato a tutto... Nulla si deve inventare o cercare... L'uomo disinformato e stupido è attratto da nuove pubblicità e consigli per gli acquisti...

L'acqua 

Ciò che serve all'uomo per vivere in salute è già in natura...

IL nostro creatore ha pensato a tutto...

Nulla si deve inventare o cercare...

L'uomo disinformato e stupido è attratto da nuove pubblicità e consigli per gli acquisti...

Raymond Bard Life Training

    

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Mentre molti di noi tentano invano di ristabilire la propria salute ingoiando ogni giorno mucchi di pastiglie, gli studiosi sono sempre più propensi a credere che esista un mezzo molto più efficace ed accessibile. Lo si può permettere ogni persona in quanto ce l’ha a casa. Si tratta dell’acqua, la sostanza fondamentale senza la quale non esisterebbe la vita sulla Terra. 

Da molti anni laboratori di tutto il mondo conducono esperimenti stupefacenti per la modifica della struttura dell’acqua. È stato scoperto che proprio dalla sua struttura dipendono le proprietà che l’acqua trasmette in seguito all’ organismo vivente.
Per conoscere le peculiarità della cura con l’acqua strutturata “La Voce della Russia” si è rivolta alla terapeuta Anna Jakovleva che già da alcuni anni cura efficacemente i suoi pazienti con l’aiuto di questo metodo:
La struttura variabile dell’acqua Ã¨ molto più importante della sua composizione chimica costante. Ciò consente di conferire all’acqua queste o quelle proprietà necessarie. È noto che la struttura dell’acqua cambia sotto l’effetto della musica e delle parole. Così, quando viene suonata musica classica, quando vengono pronuciate preghiere, mantra o semplicemente parole di gratitudine, le molecole dell’acqua possono curarci. Al contrario, le bestemmie, le parole che umiliano e ingiuriano l’uomo influiscono sull’ acqua in modo che comincia a distruggere la salute umana.
Ecco un fatto sorprendente: l’acqua è suscettibile a ciò che pensiamo e, qual che più conta, diciamo. In presenza di pensieri positivi e del senso di gratitudine emanato dall’uomo l‘acqua Ã¨ capace di operare miracoli e curare persino le malattie più gravi. Non a caso i nostri antenati leggevano preghiere prima di ogni refezione. È venuto infatti fuori che, oltre al significato sacrale, questo rito ha anche un significato pratico. Non solo, ma bisogna ricordare che noi stessi consistiamo prevalentemente di acqua e che la nostra acqua “interna” reagisce anche ai nostri ragionamenti, visto che la nostra salute è, in sostanza, il risultato dei nostri pensieri.
Ciò è descritto dettagliatamente nel libro “I Messaggi dell’Acqua” dello scrittore giapponese Masaru Emoto. Il libro è uscito nel 1999 ed ha suscitato subito chiassose reazioni nel mondo scientifico. Masaru Emorto dimostra che l’acqua modifica in modo determinato la propria struttura sotto l’effetto di varie emozioni umane. A titolo di prova vi sono pubblicate foto dei cristalli dell’acqua congelati subito dopo essere stati sottoposti all’azione della musica classica e delle parole che portavano messaggi positivi e foto di quei cristalli che hanno “ascoltato” hard rock e parole offensive. Nel primo caso i cristalli erano bellissimi ed avevano una forma perfetta. Nel secondo caso rappresentavano frammenti rotti e non strutturati.
Racconta Anna Jakovleva:
Tre anni fa ho deciso di svolgere un piccolo esperimento con i miei pazienti per accertare l’effetto prodotto dall’acqua strutturata sulla salute umana. All’inizio molti partecipanti erano scettici, il che, del resto, non stupisce. Per interessarvi possibilmente il più grande numero di persone e per dimostrare che il metodo funzionasse ho deciso di realizzare un esperimento sulle piante. Avevamo tre viole che in quel momento erano nella fase di riposo e non fiorivano.
Abbiamo cominciato ad annaffiare la prima viola con acqua caricata di musica classica, prevalentemente di arie di Puccini e Verdi, in quanto amo molto l’opera italiana. La seconda viola è stata annaffiata con acqua che ha “ascoltato” la cronaca criminale trasmessa in tv. La terza viola è stata irrorata con acqua normale. Due settimane dopo abbiamo già ottenuto i primi risultati. La prima viola è fiorita, la seconda ha perso alcune fogle ed è cominciata a marcire, la terza non ha mostrato nessun cambiamento significativo. Un mese dopo la seconda viola è, putroppo, morta, mentre la prima fioriva rigogliosamente. La terza viola è rimasta così come era all’inizio dell’esperimento. Molti miei pazienti hanno avuto quindi modo di vedere con i propri occhi che l’acqua è capace di influire sugli organismi viventi ed hanno deciso di provare su di sé tale metodica. Come risultato, la maggior parte di loro ha cominciato a sentirsi molto meglio.
È possibile sostituire la somministrazione di farmaci con un bicchiere di acqua “viva”, cioè strutturata? Che cos’è: un vero miracolo o l’effetto placebo? Che ciascuno decida per sé in che cosa credere. Ma durante la colazione, per ogni evenienza, dite “grazie” alla vostra acqua. Semplicemente per provare. Forse funzionerà.
 
Di Alyona Rakitina
Fonte:http://italian.ruvr.ru/2013_10_28/Quali-malattie-si-curano-con-l-acqua/

Come recuperare liquidità da un immobile- Vendere L'usufrutto o la nuda proprietà



 Con questi tempi di crisi dove nessuno riesce a comprare o affittare ....
a qualcuno è venuto in mente di adoperare strumenti di business poco conosciuti alle persone normali ma adoperati da sempre da audaci capitalisti.


Oggi è molto difficile accedere a un mutuo e anche se si riesce non si sa mai se si riuscirà mai a finire di pagarlo senza imprevisti.
Oggi la banca presta al massimo l'80% del valore della loro perizia e perciò bisogna avere in mano circa il 20-30 % in mano per poter accedere al mutuo più le spese di istruttoria e assicurazione bancaria e atto notarile.  
Oggi qualcuno  bypassa le banche....  
 Il venditore e l'acquirente si mettono d'accordo.
Il venditore di un immobile per abbassare il più possibile il prezzo di una proprietà invenduta vende il suo usufrutto tenendosi la nuda proprietà.
L'usufrutto può essere a vita (dell'acquirente) o decennale,ventennale,trentennale e cosi via...
Per esempio un usufrutto decennale e circa il 25% del valore complessivo dell'immobile.
Allo scadere con accordo tra le parti si può rinnovare estendere o comprare anche la nuda proprietà.

Non dimenticatevi mai che ogni proprietà è costituita da usufrutto e nuda proprietà 

Secondo quanto descritto nel Codice Civile, all’articolo 981, l’usufrutto Ã¨ un diritto a godere della cosa altrui, fermo restando l’obbligo di rispettarne la destinazione economica.


 

I diritti dell’usufruttuario

Ha il diritto di fare suoi i frutti naturali e civili  (art. 984 c.c.)

Può cedere il suo diritto  ( art. 980 c.c.) ma solo se non è vietato dal titolo costitutivo
può locare il bene o accendervi ipoteca. 
Quando si possiede il diritto di usufrutto di un immobile, esistono una serie di diritti garantite dal Codice Civile. Innanzitutto l’usufruttuario può affittare, cedere o mettere una ipoteca sull’immobile, in quanto è in pieno possesso del bene in questione.

doveri dell’usufruttuario

 Nell'ambito degli obblighi gravanti sull'usufruttuario secondo l'art. 1004 c.c. vi rientrano le spese per la manutenzione ordinaria, la custodia e l'amministrazione del bene.
Molto più consistenti dei diritti sono i doveri legati all’usufrutto della casa. Innanzitutto, per quanto riguarda le imposte legate al possesso del bene immobile, è necessario pagare le spese per la manutenzione ordinaria e tutte le imposte sul reddito, compresi canoni e rendite fondiarie.
Durante il periodo in cui si gode della casa, il proprietario deve utilizzare il bene nel migliore dei modi, fin dall’inizio, facendo dunque un inventario e prestare garanzia sullo stesso.
In caso di spese straordinarie previste dal condominio o da altri istituti per la manutenzione della casa, il proprietario dell’usufrutto deve garantirne il pagamento.
Inoltre, al termine degli anni previsti dal contratto di usufrutto, il beneficiario deve restituire l’immobile a chi ne detiene la nuda proprietà.
VENDITA DELLA NUDA PROPRIETÀ CON RISERVA DI USUFRUTTO 
Vendere la nuda proprietà significa vendere il proprio immobile, mantenendo per sé l’usufrutto ossia il diritto di viverci per tutta la vita. A seguito della morte del venditore (usufruttuario), l’acquirente diventa pieno proprietario dell’abitazione.   I compratori solitamente sono soggetti che non hanno bisogno dell’immobile nell’immediato, ma desiderano investire i propri soldi o donare in futuro l’immobile ai propri figli. - 
A chi è consigliato: 
- a chi ha più di 60 anni e vuole garantirsi la possibilità di rimanere nella propria casa, ma godere del ricavato della vendita per integrare il proprio reddito; 
- a chi, raggiunta una certa età, non ha eredi; 
- a chi un urgente bisogno di denaro liquido. 

Tabella per il calcolo del valore dell'usufrutto
Si prende il valore dell'intera proprietà dell'immobile (supponiamo euro 100.000) e lo si moltiplica per il tasso di interesse legale (dal 1-1-2012 è del 2,50%), si ottiene così la rendita annua Euro 100.000 X 2,50% = euro 2.500. La rendita annua viene poi moltiplicata per il valore della tabella corrispondente all'età anagrafica di colui che cede la nuda proprietà (supponiamo che abbia 61 anni) Euro 2.500 X 17,75 = Euro 44.375 (valore dell'usufrutto) e per differenza Euro 55.625 valore della nuda proprietà (100.000 - 44.375 = 55.625). 
Anni
usufruttuario
Coefficiente di
moltiplicazione
Anni
usufruttuario
Coefficiente di
moltiplicazione
da 0 a 2031,75da 64 a 6616,00
da 21 a 3030,00da 67 a 6914,25
da 31 a 4028,25da 70 a 7212,50
da 41 a 4526,50da 73 a 7510,75
da 46 a 5024,75da 76 a 789,00
da 51 a 5323,00da 79 a 827,25
da 54 a 5621,25da 83 a 865,50
da 57 a 6019,50da 87 a 923,75
da 61 a 6317,75da 93 a 992,00

Vendere la nuda proprietà per ricavare denaro per godersi gli ultimi anni della vita o estinguere dei debiti
Ecco come spogliarsi della nuda proprietà per assicurarsi un introito, mantenendo la possibilità di continuare a godere dell'abitazione.
Oppure per il compratore acquistare la nuda proprietà per concludere un buon investimento immobiliare di medio-lungo periodo con un esborso inferiore rispetto a quello per l’acquisto completo o un'investimento per il futuro dei propri figli.
Sono queste le due facce contrapposte della stessa operazione.
Il meccanismo si basa sul fatto che la piena proprietà di un immobile è suddivisa in due parti distinte, nuda proprietà ed usufrutto, ognuna delle quali può essere oggetto di distinti accordi contrattuali e concede determinati diritti al titolare.
In sostanza, chi compra la nuda proprietà lascia l'immobile nella disponibilità di chi lo vende per un numero di anni, o per tutta la vita (concedendo un diritto di usufrutto), in cambio di uno sconto sul prezzo di vendita.
L'operazione può quindi diventare un buon punto di incontro tra le esigenze di un investitore a medio-lungo termine e, per esempio, le persone di una certa età che possono, in tal modo, assicurarsi una certa somma di denaro per il resto della vita pur senza privarsi del godimento dell'immobile in cui vivono.
E ciò anche considerando che il pagamento del prezzo può essere concordato nella concessione di una rendita.
La vendita della nuda proprietà permette infatti di ottenere un forte sconto sulle imposte normalmente dovute in caso di acquisti immobiliari.
Infatti, la base imponibile (registro ipotecario e catastale) dell'operazione è data dal solo valore della nuda proprietà dell'immobile, che è significativamente ridotto rispetto al valore della piena proprietà in più questo tipo di vendita concede all'acquirente di godere degli sconti previsti per l'acquisto della prima casa.
Alcuni esempi:
Domanda:Ho una casa e non riesco più a pagare il mutuo
Risposta: Vendi la nuda proprietà ed estingui il mutuo, prima che la prende la banca.

D: Non riesco a vendere  il mio appartamento
R: A un prezzo basso puoi vendere la nuda proprietà e abitarci ancora dentro o vendere l'usufrutto a tempo determinato.

D: non mi fido ad affittare un mio appartamento
R: Vendi l'usufrutto per 10 anni o 15 anni, prendi i soldi in anticipo e chi ci vive paga un terzo di quello che avrebbe pagato in affitti mensili.

D: Non ho eredi e alla mia morte non voglio lasciare la casa ad estranei
R: Se sei anziano vendi la nuda proprietà e con il denaro ricavato goditi la vita o fai beneficenza o regalali a chi vuoi....

D:Voglio fare un investimento sicuro e nel frattempo aiutare qualcuno
R: Acquista la nuda proprietà per te o per i tuoi figli da una persona anziana magari sola e senza una pensione decente. (cosi gli cambierai il tenore di vita dei suoi ultimi anni)

D: non ho casa dormo in auto o nessuno mi affitta una casa...
R: Vendi l'auto e con il ricavato compra l'usufrutto di una piccola casa anche per pochi anni, ricordati che le spese di uso e di proprietà tipo imu sono a tuo carico.






Tabella usufrutto a tempo determinato

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