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La Terapia chelante EDTA acido EtilenDiamminoTetra cetico, una molecola in grado di chelare (agganciare, imprigionare) i metalli pesanti, inattivarli ed espellerli con le urine.


La Terapia chelante EDTA  acido EtilenDiamminoTetra cetico,  una molecola in grado di chelare (agganciare, imprigionare) i metalli pesanti, inattivarli ed espellerli con le urine.

Ho trovato su internet dopo una lunga ricerca un articolo veramente interessante:
Tratto: http://www.poliziotti.it/public/polsmf/index.php?topic=13125.70;wap2



pacotom:
C'è chi vive con le malattie e chi campa SULLE malattie. Stipendifici e centri di potere e malaffare, che si ammantano pure con l'aureola dei benefattori!
bope:
L’unico esame in grado di evidenziare l’intossicazione da metalli pesanti (questa pare essere una costante nelle Sclerosi Multiple degenerative) è l’esame differenziale delle urine e non il Mineralogramma, perché se si avesse un difetto genetico (altra costante nelle Sclerosi Multiple) di un allelo dell’ L-Glutatione, ossia se ci mancasse una porzione di questo gene, non riusciremmo a espellere l’intossicazione dei metalli pesanti (Alluminio, Piombo, Cadmio, Mercurio) che si andrebbero ad accumulare inizialmente sui tessuti e sulle cellule, poi, una volta che questi fossero stati saturati, quelli come l’Alluminio e il Mercurio, molecole piccolissime in grado di oltrepassare la barriera emato-encefalica, andrebbero a depositarsi sulle guaine mieliniche degli assoni delle cellule nervose, causando quelle sonore demielinizzazioni con tutte le devastanti conseguenze che certi racconti, a partire da quello di Matteo Dall’Osso, hanno ben riferito.

L’esame differenziale delle urine viene eseguito sia prima sia dopo aver fatto una flebo a base di un agente chelante chiamato EDTA (acido EtilenDiamminoTetra cetico), una molecola in grado di chelare (agganciare, imprigionare) i metalli pesanti, inattivarli ed espellerli con le urine.

Per cui ci sta che i valori delle urine, che prima della flebo con EDTA risultavano normali, dopo la somministrazione del chelante risultino molto elevati, in riferimento a quel metallo con cui l’EDTA ha maggiore affinità, e quindi, dopo il Calcio, l’Alluminio.

Come vi dicevo il mineralogramma del capello, per chi ha una carenza di L-Glutatione a livello genetico o enzimatico, potrebbe falsare l’esito, perché il corpo non può espellere il metallo, nemmeno attraverso i capelli.

L’EDTA è una straordinaria molecola che ha un differente grado di affinità ai metalli tossici pesanti ed è selettiva.

Ciò significa che una volta in circolo essa va a legarsi prima con certi metalli affini, poi, quando questi si riducono, con quelli di minor affinità, con un preciso ordine: Alluminio, Cadmio, Piombo, Mercurio.

Inoltre, se l’esame delle urine dopo terapia chelante indica un tasso di Alluminio molto alto, ma il tasso di Cadmio, Piombo e Mercurio sono molto bassi, ciò significa esclusivamente che l’EDTA ha cominciato a legare l’Alluminio (con cui ha maggiore affinità) ma che anche gli altri sono presenti e verranno fuori quando sarà il loro turno di chelazione.

Dato che i metalli tossici pesanti si depositano su tutti gli organi del corpo, soprattutto sui tessuti molli, anche sul cervello, la disintossicazione con la molecola di EDTA si attua dapprima per contatto coi metalli tossici depositatisi sui tessuti e sugli organi interni (secondo la successione detta precedentemente), ossia l’EDTA aggancia (chela, lega) i metalli coi quali viene in contatto (cominciando da quello con cui ha maggiore affinità) e li veicola nelle urine, favorendone l’espulsione.

Detta molecola, tuttavia, non può chelare per contatto i metalli che sono causa di intossicazione sul sistema nervoso centrale, perché non può oltrepassare la barriera ematoencefalica.

Può, però, farlo per diffusione: una volta cioè che i tessuti e gli organi interni sono sati ripuliti e il livello di tossicità si è declassato, ecco che per un processo osmotico i metalli si spostano dall’interno del cervello, ove la concentrazione è maggiore, verso l’esterno, in modo da assumere un’omogenea distribuzione per tutto l’organismo.

Dopo le prime 10 flebo, il livello di disintossicazione in un soggetto mediamente intossicato risulta quasi completamente sparito; potrebbero occorrere un 30-40 flebo, per disintossicarsi completamente e, in caso di Sclerosi Multipla, riavviare il processo di guarigione, se reversibile, con tanto di rimielinizzazione delle guaine degli assoni delle cellule nervose.

Per meglio precisare, si creano 2 fasi.

Nella 1^ fase, c’è il contatto diretto con l’EDTA che, trasportato dal sangue, detossifica tessuti e organi del corpo coi quali viene a contatto.

Nella 2^ fase, il contatto avviene per diffusione, perché l’EDTA, come del resto tutti i chelanti, non riesce a oltrepassare la barriera emato-encefalica, per cui non può entrare nel cervello attraverso il sangue per agganciare i metalli tossici.

Ma, dopo un certo numero di flebo, i metalli escono per diffusione dai tesuti in cui sono presenti verso quelli già ripuliti e a quel punto, fantastico!!!, l’EDTA può chelarli.

Le 2 fasi si alternano tra di loro, ossia quando la tossicità del corpo è bassa, i metalli presenti nel cervello, per osmosi, si spostano da dentro a fuori, in modo da mantenere una distribuzione uniforme in tutto il corpo.

Superfluo ribadire che una volta fuori dal cervello, i metalli vengono chelati dall’EDTA per contatto e così via, processo questo che si ripete più volte fino a raggiungere una concentrazione degli stessi uniforme e trascurabile, anche se non nulla.

Durante queste fasi molti o quasi tutti i disturbi dovrebbero sparire.

In malattie come il Parkinson, la Sclerosi Multipla e Laterale Amiotrofica, l’Alzheimer si riscontrano valori di Alluminio piuttosto significativi.

L’Alluminio è in grado di oltrepassare la barriera ematoencefalica, si va ad accumulare in varie zone del Cervello e interferisce con la sintesi e la liberazione dei neurotrasmettitori encefalici quali la Dopamina, l’Acetilcolina, la Colina, ... arrecanti impedimento nell’articolazione della parola (fonazione), incapacità a orientarsi e coordinarsi, instabilità emotiva, epilessia, allucinazioni sia visive sia uditive, disturbi della memoria e dell’apprendimento, vertigini, tremori, azione di calcio-antagonista che conduce alla fragilità endoscheletrica o a ripercussioni sull’apparato digerente con ulcere, spasmi dell’esofago, appendicite, diarrea, stitichezza, colite ulcerosa, emorroidi e prurito anale.

Sapete, per es., che i farmaci dei dializzati hanno dosi tali di Alluminio che sono in grado di provocare una progressiva demenza con tremori, convulsioni, psicosi, danni della parola e comportamentali (encefalopatia da dialisi)?-roba da matti!

Aggiungo, inoltre, quanto non sia conveniente sottoporsi a Risonanza Magnetica, perché il mezzo di contrasto usato per analizzare eventuali lesioni attive di malattia a livello cerebrale è il Gadolinio, un metallo della famiglia dei Lantanidi che riesce ad attraversare la barriera ematoencefalica solo nel caso vi siano delle demielinizzazioni a livello encefalico.

Iniettato per endovena, si deposita sul tessuto con alterazioni ed emette un’elevata profondità di segnale.

Bene, data la sua tossicità per l’organismo, lo si lega con l’Acido Dietilen-Triamino-Pentacetico (DPTA), un chelante che veicola il Gadolinio nelle urine affinché venga espulso.

Tuttavia, oltrepassando la barriera ematoencefalica in presenza di demielinizzazioni, il Gadolinio non può più essere chelato per contatto diretto, ma solo per diffusione.

Il primo sintomo d'intossicazione da Gadolinio è la caduta dei capelli.

Come dire, il Gadolinio è al contempo in grado di mostrare le aree con lesioni attive e di essere, ma pensate un po’, la causa delle stesse.

Dunque, totale sfiducia verso le R.M. (Risonanze Magnetiche).

Comunque, l’EDTA, per diffusione, arriverà a chelare anche il Gadolinio, in grado di intossicare, saturandolo, il nostro corpo.

La Medicina Ufficiale ritiene che l’assenza o l’insufficienza dell’allele L-Glutatione non possa essere la causa che genera la Sclerosi Multipla dato che un 30% d’individui possiede tale problema, mentre gli effettivi affètti dalla patologia sono ben al di sotto di tale percentuale.

Le cose non stanno affatto così.

La mancanza o l’insufficienza di L-Glutatione e l’intossicazione da Alluminio sono invece una costante indispensabile in tutti, e dico tutti, i soggetti colpiti da Sclerosi Multipla, così per come concludono anche alcuni lavori scientifici, fra i quali “Elevated Urinary Escretion Of Aluminium And Iron Multiple Sclerosis”, nonché le molte evidenze certificate di certuni di mia conoscenza che hanno questa malattia.

E poi, se è pur vero che non il 30% sia affètto dalla S.M., tuttavia, la tossicità da Alluminio e da altri metalli pesanti è molto diffusa e presente in diverse altre patologie conclamate in base all’organo colpito e che tutte le patologie trattate col Cortisone abbiano come indispensabile costante tale tossicità, come pure quelle delle quali non se ne conosce la causa, le quali regrediscono, dopo la detossificazione dai metalli pesanti, attraverso la terapia con EDTA.

Nel praticare la terapia con EDTA, non si corre alcun rischio se è seguita da un medico che si attiene alle direttive ACAM, neanche per la Tetania che, come si sa, subentra se il Calcio cala al di sotto dei 7 mg/dl.

Coloro che si sono fatti togliere amalgami dentali, che avevano da molti anni nella cavità buccale, farebbero bene a tenere ciò nella dovuta considerazione.

Ecco, un autorevole medico che pratica la Terapia chelante.

Sante Guido Zanella nasce a Bologna il 24 febbraio 1964.

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna.

Medico Oculista dal 1996.

Figlio di chirurgo con cui ha praticato come aiuto numerosi interventi di chirurgia generale.

Si occupa attualmente di Oftalmologia (Chirurgia Refrattiva) e collabora dal 1991 con il Dr. Franco Verzella pioniere dell’Oculistica e della Medicina Funzionale in Italia.

Dal 1996 in collaborazione con Colleghi statunitensi inizia a praticare in Italia la Terapia Chelante; attualmente ha praticato oltre 1000 infusioni.

Spesso negli Stati Uniti per aggiornamento si interessa di Nutrizione, Longevità & Detossificazione.

Iscritto alla SITEC (Società Italiana di Terapia Chelante) dal 1997.

Zone Consultant dal 2004.

Contatti

Dr. Sante Guido Zanella Via San Nicolò 3/d – 40126 Bologna saguza@tiscali.it
Telefono: 051-255494

La lista di attesa è lunghissima, lo so per certo, e i trattamenti possono essere da un minimo di 10 a un massimo di 30, 1 ogni 7 giorni, almeno all'inizio.

Una volta ultimata la terapia, vengono prescritte tutte le regole alimentari e integrative di mantenimento.

Il Calcio è l’elemento con cui l’EDTA ha maggiore affinità, per cui sarà il primo a essere chelato (agganciato), ossia sarà bloccato il Calcio (ionico) e rimosso attraverso l’organismo stesso per lo più mediante le urine.

Non sottovalutate che i disturbi nel metabolismo del Calcio arrecano guai seri al sistema cardio-vascolare-circolatorio, riducendo il lume delle arterie.

Gli ingenti depositi di Calcio producono placche fibro-lipidiche a carico della tunica intima arteriosa, con tanto di riduzione del lume delle arterie (arteriosclerosi).

Le cellule non ben irrorate a causa della riduzione del diametro vasale conducono a un susseguirsi di eventi degenerativi, con un’alterazione proprio del metabolismo del Calcio.

La chelazione rimuove tutto il Calcio in eccesso e tutti i metalli tossici accumulatisi sull’intima delle arterie o sulle cellule, sui tessuti, sugli organi.

Nel corso del trattamento, occorre effettuare controlli ematochimici, sottoporsi a controlli e consulenze (fisiatriche, ortopediche, ...) di tipo specialistico, effettuare la visita del fondo oculare, il doppler (visualizzazione anatomico-funzionale dei vasi sanguigni e del cuore), l’ECG, la spirometria (funzionalità polmonare), la flussimetria (valutazione dell’irrorazione sanguigna nei vari distretti).

Leggete questo.

Informazioni per il paziente

Benvenuto nel trattamento con la Terapia Chelante, questo spazio è dedicato a chi come te si avvicina per la prima volta a tale trattamento.

NORME INFORMATIVE

Prima di iniziare la Terapia Chelante è opportuno sapere alcune informazioni di carattere generale e specifico circa le finalità ed i benefici derivanti da questo trattamento.

La Terapia Chelante si avvale dell'uso per via endovena per infusione di EDTA (acido etile diammino tetracetico), di calcio, vitamine del gruppo B, elettroliti come il magnesio, il potassio ed altri a secondo della necessità specifica del caso.

Questa terapia non è stata, ancora, ufficialmente approvata nel nostro paese per la cura specifica delle malattie cardiovascolari.

L'uso dell'EDTA per infusione, è universalmente e scientificamente riconosciuto per la cura delle intossicazioni da piombo da digitale e nella ipercalcemia.

In questi casi l'uso dell'EDTA risulta essere la terapia di elezione.
La prima volta che fu usata questa terapia fu nel 1950 per la cura specifica di lavoratori intossicati da piombo.

Si rilevo statisticamente che molti di questi lavoratori precedentemente affetti da angina di petto (dolore retrosternale di origine cardiovascolare) riscontrarono un certo beneficio anche della malattia vascolare.

Poiché il fatto clinico aveva rilievo scientificamente significativo, molti studiosi del settore cominciarono ad intraprendere questo trattamento per la cura e la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Pertanto, al fine di esprimere sereno consenso circa l'accettazione di questo trattamento si spiegheranno di seguito i principi e la natura del trattamento stesso.

L'EDTA è una sostanza chimica che rimuove i metalli indesiderabili, attraverso la chelazione (legame elettrochimico) dai liquidi o tessuti con i quali viene a contatto.

Alcuni metalli, quali il piombo, il mercurio ed il cadmio risultano essere tossici per l'organismo se i loro livelli eccedono la norma.

Sul principio che tutti i metalli, se in eccesso, risultano essere tossici per la salute dell'individuo, si basa la Terapia Chelante.

Infatti l'EDTA normalizza la distribuzione di molti elementi metallici nell'organismo, riduce il metabolismo del calcio e del colesterolo mediante l'eliminazione dei loro cataboliti (prodotti chimici finali) che risultano essere la causa della loro tossicità per il danno che consegue alle membrane cellulari, con un rischio terapeutico accettabile.

La Terapia Chelante è applicata al fine di ridurre i sintomi da indurimento delle arterie, meglio conosciuta come arteriosclerosi.

Questa malattia risulta essere causata da molteplici fattori, tra i quali appunti, l'accumulo abnorme di elementi metallici.

L'arteriosclerosi risulta, poi, essere a sua volta la causa principale degli accidenti vascolari: infarto del miocardio, ischemia cerebrale, insufficienza vascolare periferica.

Le alternative alla Terapia Chelante possono essere di seguito raggruppate:

• con FINALITA' PREVENTIVE - modifica dello stile di vita; modifica dell'alimentazione; modifica dell'attività fisica; allontanamento dalle fonti d'inquinamento ambientale o da stress psico-fisico;

• con FINALITA' TERAPEUTICHE nei casi di stenosi arteriosa (restringimento del lume vasale) - medica: attraverso l'uso di preparati antiaggreganti piastrinici, antitrombotici, vasoattivi; chirurgica:
attraverso l'intervento di by-pass o ristrutturazione con guaina sintetica del lume vasale colpito della stenosi (angioplastica+stent).

A tutt'oggi in tutto il mondo, U.S.A. in testa, sono state effettuate più di 1.000.000 di infusioni con EDTA.

La Terapia Chelante è il trattamento di scelta per la rimozione dei metalli tossici e per la prevenzione dei danni da radicali liberi da loro provocato.

Questo trattamento è una delle migliori possibilità per il rallentamento del processo di invecchiamento.

COME SI EFFETTUA IL TRATTAMENTO

Durante il trattamento è possibile leggere o fare conversazione, o se si preferisce dormicchiare, stando comodamente seduti in poltrona.

E' preferibile non scrivere durante la somministrazione E.V., soprattutto con il braccio interessato dalla flebo che deve rimanere immobile, pur muovendosi nella stanza; l'importante è che la bottiglia della flebo sia sempre ad un livello superiore della testa e il braccio con l'ago verso il basso.

E' importante prima di iniziare il trattamento fare un breve, ma ricco pasto, oppure se ciò non fosse possibile portarsi un sostanzioso spuntino.

Durante il trattamento è comunque consigliabile mangiare qualcosa.

La Terapia Chelante non è completamente efficace nei fumatori: è indispensabile diminuire il fumo o ancor meglio smettere.

Ad ogni seduta ti verranno fatte delle domande sulle tue condizioni generali, sulla tua dieta, sugli integratori, sugli esercizi fisici, etc., se avessi dei problemi con gli integratori che stai assumendo o vuoi porre delle domande su di essi, è importante portare con se l'elenco degli integratori, in modo che il medico possa rispondere ai tuoi quesiti.

La Terapia Chelante va effettuata 1 o 2 volte la settimana, raramente più frequentemente, a meno che non ci sia una gangrena degli arti inferiori o un'angina severa.

In realtà, è più utile in vista del risultato finale prolungare la durata della terapia.

Questo permette di poter insegnare al paziente a cambiare le abitudini alimentari, cosa difficoltosa per la maggior parte dei pazienti.

Tali correzioni richiedono anche un follow-up a lungo termine.

Un ciclo di terapia consiste abitualmente in 20 - 30 infusioni, alle quali seguiranno «richiami» mensili.

In taluni casi necessitano ulteriori cicli di «richiamo».

L'appuntamento per il trattamento va preso di volta in volta, ma se ciò non fosse possibile è indispensabile prenotarsi almeno 48 ore prima, affinché si possa garantirle il tempo per la seduta.

E' indispensabile avvisare immediatamente qualora foste impossibilitati a rispettare un appuntamento; inoltre per qualsiasi problema insorga durante il trattamento, bisogna informare l'infermiera che vi assiste.

Spuntini, pillole, coperte sono a disposizione dei pazienti.

Se hai brividi di freddo, influenza, problemi intestinali o qualsiasi altra infezione è importante dirlo prima di iniziare il trattamento, il medico ti dirà se è necessario rimandare l'appuntamento.

E questo.

CENTRI DI TERAPIA CHELANTE OPERATIVI IN ITALIA

PIEMONTE

DOTT. VINCENZO SIMONETTI
VIA LAMARMORA, 43 TORINO
0115805696

DOTT. PIERPAOLO LONGHIN
VIA DEI MILLE,34 TORINO
3383638041
VIA AVIGLIANA, 80 ALMESE TO

LOMBARDIA

DOTT. GINO CALETTI
VIA F.BARACCA,10 SOMMALOMBARDO VA
3478761185

PROF. MARIA ELENA FERRERO
mariaelena.ferrero@unimi.it
MILANO

DOTT. ENRICO BERTAGGIA
VIA l. ALAMANNI, 5 MILANO
0256810077 3294002363

DOTT. MARCELLO CALI‘VIA SCRAMPO,19 MILANO
024981495

VENETO-FRIULI

DOTT. MARIO CASAROTTO
POLIAMBULATORIO EUGANEA MEDICA
VIA COLOMBO,13
ALBIGNASEGO PD
3389820681

DOTT.SSA CARLA CENTA
POLIAMBULATORIO GIOTTO
PADOVA 049661961
VIA MAZZINI, 2 SACILE UD
3484422412
VIA MARPINATI, 8 VERONA
045532655

EMILIA ROMAGNA

DOTT. SANTE ZANELLA
VIA SAN NICOLÒ 3 /D BOLOGNA
3398809692

DOTT. ANTONIO GENTILE
MEDICAL AGE
RSM GUALDACCIOLO
0549911395

TOSCANA

DOTT. PAOLO GIORDO
VIA CORREGGIO,13 GROSSETO
056425354

MARCHE

PROF. MAURO MARIO MARIANI
CENTRO MEDICO SAN SILVESTRO
info@mmmariani.com
VIA SALARIA N.110 CASTORANO AP
0736814868 3450145676

LAZIO

PROF. MAURO MARIO MARIANI
VIA BALDO DEGLI UBALDI, 111
ROMA
3406736417
info@mmmariani.com

DOTT.BASILIO PAPA
CLINICA ADDOMINALE
VIALE AFRICA, 32 ROMA
0654992128 3385961093

DOTT. MAURIZIO MARCHETTI
VIA FIRENZE, 47 ROMA
064741735

PROF. PAOLO SANTORO
VIA FIRENZE, 47 ROMA
064741735

PROF. SANDRO MANDOLESI
VIA SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA 25 ROMA
064873984
VIA BOLOGNA, 14 GAETA LT
0771741427

DOTT. MAURIZIO DI NITTO
VIA VITRUVIO 89 FORMIA LT
077122733

PUGLIA

PROF. I. ALDO GALEANDRO
LUNGOMARE V.EMANUELE,15 TARANTO
0994594705

SARDEGNA

DOTT.MARIA ANTONIETTA PALOMBA
VIA MARCONI, 19 ALGHERO
079981515

SICILIA

PROF. MICHELE BALLO
VIA RUGGERO VII, 55 PALERMO
091580301

DOTT. SALVATORE MAMMANA
VIA CHIESA DEI MARINAI,12 MESSINA
09044053
VIA FRANCESCO FUSCO,44 CATANIA
3282759689
dago113:
Bope, qual'è la fonte?
bope:

--- Citazione da: dago113 -  04 Marzo 2012, 12:07:05 ---Bope, qual'è la fonte?

--- Termina citazione ---

http://www.alleanzadellasalute.info/forum/Medicina-Ortomolecolare/4855-Sulla-Terapia-chelante-con-EDTA.html
segnalo anche la storia di questa persona http://www.matteodallosso.org








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