TRADUTTORE

Dolore cronico muscolo scheletrico - miorilassanti come soluzione (Malattie del sistema nervoso centrale e periferico)

Dolore cronico muscolo scheletrico e miorilassanti come soluzione 
(Malattie del sistema nervoso centrale e periferico)
Quando una persona colta geniale  sensibile  vitale altruista  che cade in malattia.. .... Non smette mai di cercare la soluzione al  problema.... per sè  e per gli altri....                                                                Raymond Bard 

Proprietà farmacologiche dei miorilassanti
I miorilassanti vengono correntemente definiti soprattutto in base al loro meccanismo d’azione: ossia ad azione centrale (che agiscono direttamente sul Sistema Nervoso Centrale); ad azione periferica (che agiscono direttamente sul Sistema Nervoso Periferico), o ad azione diretta (che agiscono direttamente sul muscolo stesso) (Tab. I).
Per spiegare il meccanismo d’azione dei miorilassanti occorre ricordare breve-mente la fisiopatologia della contrat-tura muscolare (Fig. 1). In seguito allo stimolo iniziale (es. trauma) vengono liberati nel muscolo i mediatori della flogosi che stimolano gli algorecettori i quali inviano impulsi eccitatori alla sostanza reticolare del tronco encefalico, la quale stimola i motoneuroni gamma che innervano i fusi neuromuscolari e sono in grado di indurre la contrattura muscolare attraverso l’attivazione dei motoneuroni alfa.



Meccanismo d’azione
Per spiegare il meccanismo d’azione dei miorilassanti occorre ricordare breve-mente la fisiopatologia della contrat-tura muscolare (Fig. 1). In seguito allo stimolo iniziale (es. trauma) vengono liberati nel muscolo i mediatori della flogosi che stimolano gli algorecettori i quali inviano impulsi eccitatori alla sostanza reticolare del tronco encefalico, la quale stimola i motoneuroni gamma che innervano i fusi neuromuscolari e sono in grado di indurre la contrattura muscolare attraverso l’attivazione dei motoneuroni alfa.




Nei casi di cervicalgia o di lombalgia, il dolore è per lo più dovuto ad una compressione meccanica di una radice nervosa ad opera di una protrusione discale, di un’ernia discale o di una stenosi lombare, che provoca uno stato d’infiammazione localizzato che determina a sua volta la contrazione della muscolatura paravertebrale. Si instaura così un circolo vizioso in cui la contrattura muscolare, aumentando la compressione meccanica, determina il mantenimento della sintomatologia.
I miorilassanti in questi casi, in assenza di altri danni osteoarticolari documentabili tramite imaging, riescono a determinare un’attenuazione significativa della sintomatologia (dolore, rigidità, affaticamento) perché è la contrattura muscolare ad avere un ruolo principale nel mantenere l’infiammazione. Di contro, ad esempio gli anti-infiammatori, largamente utilizzati in queste patologie, riescono certamente a contenere segni e sintomi come il gonfiore o il dolore, tipiche evidenze del processo infiammatorio, ma non riescono a contrastare la contrattura muscolare. Si può ovviamente associare un farmaco anti-infiammatorio a un miorilassante, per un determinato e limitato periodo di tempo, per ottenere un’azione sinergica, soprattutto nel tentativo di ottenere una remissione più rapida del dolore nelle fasi acute. In generale, in questi casi, specie nelle patologie di natura cronica, i pazienti traggono giovamento da un’azione combinata tra miorilassanti e terapia fisica riabilitativa.







l paziente sportivoL’aumento dei praticanti sport ha portato all’aumento d’incidenza di lesioni muscolo-tendinee. La maggior parte di queste lesioni è dovuta a sovraccarico funzionale, per carichi di lavoro troppo elevati o per un periodo di recupero non adeguato. In questi casi si possono verificare crampi, stiramenti, strappi muscolari, e patologie tendinee acute o croniche. L’uso di miorilassanti è richiesto in tutte queste condizioni di solito in associazione a terapia fisica riabilitativa.
In queste patologie muscolari da traumi sportivi, la diminuzione della contrazione muscolare ad opera dei farmaci miorilassanti permette anche una riduzione dei tempi di riparazione dei tessuti muscolari lesionati. In questo contesto, va ricordato ad esempio che in particolare l’eperisone cloridrato agisce non solo come miorilassante sulla muscolatura scheletrica, ma anche contrastando la compressione dei vasi sanguigni sul muscolo contratto, tramite un’azione emodinamica. Con conseguente miglioramento dell’efficienza dei processi riparativi, e un’attenuazione del dolore.

Utilizzo dei miorilassanti nel paziente reumatologico
Quando si pensa alla terapia delle malattie reumatiche in genere vengono in mente i principali reumatismi infiammatori (artrite reumatoide, spondiloartriti, connettiviti) nei quali il trattamento della sintomatologia dolorosa correlata alla flogosi si avvale dell’utilizzo di FANS, corticosteroidi, analgesici, immunosoppressori. Nella pratica ambulatoriale quotidiana, ci si trova in realtà molto spesso di fronte a pazienti affetti da forme dolorose, persistenti o recidivanti, nelle quali il dolore è correlato non tanto a un processo infiammatorio, ma piuttosto ad altri meccanismi (dolore meccanico da sovraccarico articolare, dolore neuropatico, dolore muscolo-tensivo).
Nelle condizioni in cui è presente, lo spasmo muscolare può aumentare la percezione dolorosa, innescando così un circolo vizioso che può anche incrementare l’attività del sistema neurovegetativo che a sua volta aumenta la sensibilità dei nocicettori periferici (circolo vizioso: dolore-contrattura-dolore).
Il dolore persistente, associato a limitazione di movimento, può a sua volta indurre alterazioni metaboliche muscolari che possono rapidamente condurre ad ipotonia ed ipotrofia. La ridotta ossigenazione del tessuto muscolare correlata alla contrattura persistente comporta poi un aumento ulteriore del dolore e una scarsa resistenza allo sforzo.
In queste patologie, oltre al paracetamolo e agli analgesici ad azione centrale, di fondamentale importanza risultano essere i farmaci adiuvanti (antidepressivi, miorilassanti, anticonvulsivanti, ipnotici, ansiolitici), che contribuiscono alla riduzione della sintomatologia dolorosa attraverso svariati meccanismi. I miorilassanti possono aiutare a ridurre la tensione, sia in presenza che in assenza di un evidente spasmo muscolare, in ragione del loro meccanismo d’azione che può giustificare una diretta efficacia sulle vie del dolore.
La patologia reumatica che meglio di ogni altra può essere portata come esempio di tali meccanismi è rappresentata dalla sindrome fibromialgica (SFM). Tale patologia si riscontra nel 30% circa dei pazienti che si rivolgono all’ambulatorio di reumatologia. Generalmente si tratta di pazienti di età media (40-50 anni) e sesso femminile che spesso lamentano, oltre al dolore cronico diffuso, altri sintomi associati, quali astenia, insonnia, rigidità mattutina, cefalea, crampi agli arti inferiori, tachicardia, sindrome vertiginosa, colon irritabile. È inoltre frequente la presenza di ansia e depressione in comorbidità, che insorgono più frequentemente dopo l’esordio del dolore (depressione reattiva).
Nel paziente con queste caratteristiche, i miorilassanti s’inseriscono nel percorso terapeutico grazie alla loro capacità di sbloccare il circolo vizioso dolore-contrattura- dolore, per la loro azione favorente il sonno e per la capacità di ridurre la rigidità mattutina.

In base a questo tipo di razionale sono state pubblicate nel 2005 le linee guida dell’American Pain Society per il trattamento della SFM. Le raccomandazioni relative alla terapia farmacologica sono semplici e molto chiare: il primo intervento farmacologico deve essere rappresentato da un miorilassante ad azione centrale (es. ciclobenzaprina da 10 a 30 mg al momento di coricarsi); per la gestione del dolore deve essere utilizzato il tramadolo (50-100 mg 2 o 3 volte al dì) da solo o in combinazione con paracetamolo; in caso di risposta insufficiente si potrà associare per la terapia del dolore un inibitore del riassorbimento della 5HT da solo oppure in associazione ai triciclici; non sono indicati né i FANS né i corticosteroidi. Nelle più recenti linee guida dell’Europen League Against Rheumatism (EULAR) per il trattamento della SFM, pubblicate nel 2008, sono state aggiunte le indicazioni al trattamento con duloxetina e milnacipran (inibitori duali della ricaptazione di 5HT e noradrenalina), pregabalin e pramipexolo.
È necessario sottolineare che nei pazienti con dolore muscolo-scheletrico cronico, come nel caso della SFM, la terapia con miorilassanti e farmaci ad azione analgesica centrale (siano essi antidepressivi o anticonvulsivanti) deve essere protratta a lungo e deve essere somministrata in modo continuativo in quanto il trattamento a cicli intermittenti potrebbe comportare un progressivo aumento nel tempo dell’entità del dolore. La sospensione dopo un lungo periodo di trattamento (anni) di farmaci inibitori del riassorbimento di 5HT e noradrenalina, può comportare la risoluzione completa o perlomeno parziale della sindrome dolorosa per la nota possibilità di questi farmaci di indurre una aumentata espressione dei recettori post-sinaptici (fenomeno definito “upregulation”) di tali neurotrasmettitori.
Nella SFM così come in altre condizioni caratterizzate da dolore cronico, tali interventi terapeutici devono quindi essere considerati a tutti gli effetti come vere e proprie terapie causali e non solo sintomatiche, in quanto interagiscono direttamente con i meccanismi di malattia e sono in grado di modificarli in modo stabile. Il fattore limitante questo tipo di approccio terapeutico è sostanzialmente correlato ai frequenti effetti collaterali comuni alla maggior parte dei farmaci che agiscono a livello centrale; eperisone cloridrato, a parità di efficacia, sembra superare tale limite. Una prima esperienza clinica personale su una piccola casistica di pazienti affetti da SFM ha confermato, infatti, che eperisone cloridrato possiede in forma significativamente ridotta gli effetti collaterali degli altri miorilassanti ad azione centrale (un unico dropout per epigastralgie), risulta efficace nel ridurre il punteggio del dolore e la conta dei tender points e migliora la qualità del sonno (dati non pubblicati).




Eperisone cloridrato - Expose - Myonal

Indicazione
Spasticita' in corso di sclerosi a placche e spasticita' nelle malattie del midollo spinale di natura infettiva, degenerativa, traumatica oneoplastica. Spasticita' di origine cerebrale. Contratture muscolari secondarie a patologie osteoartromuscolari (artrosi cervicale, periartrite scapolo-omerale, lombosciatalgia, mialgie in genere).
Scheda descrizione farmaco

Un miorilassante di ultima generazione è l'eperisone cloridrato, messo in commercio in Italia nel 2009: è classificato come miorilassante ad azione centrale, ma di fatto può essere considerato un miorilassante polivalente, che agisce attraverso una serie di azioni tra loro sinergiche:
  • inibisce la scarica spontanea dei gamma motoneuroni spinali, intervenendo direttamente sui meccanismi preposti alla regolazione del tono muscolare;
  • determina un aumento del flusso ematico nelle aree che presentano ipertono muscolare;
  • esercita un'attività analgesica grazie alla sua azione di antagonista della Sostanza P a livello spinale.
Indicazioni registrate: Spasticità in corso di sclerosi a placche e spasticità delle malattie del midollo spinale di natura infettiva, degenerativa, traumatica o neoplastica. Spasticità di origine centrale. Contratture muscolari secondarie a patologie osteoartromuscolari (artrosi cervicale, periartrite scapolo-omerale, lombosciatalgia, mialgie in genere).     
Classe C del PTN 
Proprietà farmacologicheL'eperisone è un miorilassante centrale, già disponibile da tempo in molti paesi asiatici, registrato dall'AIFA con procedura nazionale.
L'azione inibitoria sul riflesso spinale si esplica principalmente attraverso una riduzione della eccitabilità dei motoneuroni spinali (tramite un blocco presinaptico del rilascio di neurotrasmettitori) e un'azione di blocco dei canali del calcio e del sodio voltaggio-dipendenti1,2
Somministrato per via orale, l'eperisone raggiunge livelli plasmatici di picco dopo 1,6-2 ore, con una emivita di 1,5 ore2. Viene trasformato a livello epatico in vari metaboliti inattivi che sono eliminati per ¾ con  le urine e ¼ con le feci.
Negli anziani, nei pazienti con cirrosi epatica o insufficienza renale l'emivita plasmatica aumenta in misura rilevante (rispettivamente a 2,5 e 6,6 ore) ed è necessario ridurre proporzionalmente la dose2.

Efficacia clinicaSpondilosi cervicaleI primi (pochi e frammentari) dati clinici sull'eperisone risalgono al 1999. Stando alle conclusioni di uno studio randomizzato, in doppio cieco, verso placebo, di cui non si conosce la durata, l'eperisone (50 mg 3 volte al giorno) avrebbe prodotto un chiaro beneficio sintomatologico in termini di riduzione del dolore cervicale, lombare e brachiale in 156 pazienti con spondilosi cervicale3.
LombalgiaIn uno studio randomizzato in doppio cieco, doppio simulato, condotto su 160 pazienti con lombalgia acuta, nei tre controlli previsti il giorno 3, 7 e 12, eperisone (100 mg per 3/die) e tiocolchicoside (8 mg per 2/die) si sono dimostrati simili sia nell'efficacia analgesica (misurata con una scala analogica visiva) che nell'attività miorilassante (determinata sulla base dei risultati ottenuti in esercizi di flessione e distensione lombare e nella manovra di Lasegue)4. Il tiocolchicoside non rappresenta, però, un termine di confronto attendibile; come livello di evidenza, le indicazioni internazionali basate sul rating di efficacia lo classificano IIIB, vale a dire "non raccomandato".
Un altro studio randomizzato, in doppio cieco, ha confrontato due dosi di eperisone (50 e 100 mg per 3/die) col diazepam (5 mg per 3/die) in 90 pazienti affetti da mal di schiena di recente insorgenza (< 48 ore) valutati presso un reparto di ortopedia5. Dopo 7 giorni di trattamento, l'eperisone 300 mg/die è risultato superiore all'eperisone 150 mg/die in tutte le misure di esito adottate (dolore a riposo, dolore alla palpazione, contrattura muscolare, capacità di lavoro, mobilità lombare), mentre differenze statisticamente significative col diazepam sono state osservate solo nel miglioramento della capacità di lavoro. 
In uno studio comparativo in doppio cieco, 74 pazienti maschi con dolore alla schiena cronico (da almeno 6 mesi) sono stati randomizzati all'eperisone (dose non precisata), alla terapia di Mckenzie (tecnica di manipolazione) o alla sola fisioterapia (controllo)6. Dopo 4 settimane, l'incremento del flusso ematico a livello muscolare rilevato strumentalmente dagli autori nel gruppo trattato con eperisone non si è tradotto in un vantaggio terapeutico rilevante: il farmaco ha migliorato il dolore (misurato con una scala analogica visiva e altri criteri non validati) rispetto al controllo, ma meno efficacemente rispetto alla terapia di Mckenzie. 
Spasticità Uno studio randomizzato, in doppio cieco, della durata di 6 settimane, ha confrontato l'eperisone (300 mg/die) col baclofene (60 mg/die) in 80 pazienti con spasticità da danno neurologico di grado moderato-grave7. I due farmaci si sono equivalsi nel migliorare i riflessi, la funzionalità degli arti inferiori, i parametri elettromiografici e nel ridurre il tono muscolare. 
L'eperisone (dose non indicata) è risultato equivalente alla fisioterapia nel ridurre la spasticità post-ictus e nel migliorare il tono muscolare in 26 pazienti arruolati in un piccolo studio randomizzato (in aperto) della durata di 3 settimane8. Le informazioni sulla efficacia dell'eperisone nella spasticità associata a malattie del midollo spinale di natura infettiva sono aneddotiche e si riferiscono a 3 pazienti su 6 con mielopatia causata da infezione da retrovirus umano T-linfotropico (HTLV-1)/paraparesi tropicale spastica trattati con successo col farmaco9.  
Effetti indesideratiGli eventi avversi con una incidenza superiore al 10% segnalati nel corso degli studi clinici e nella sorveglianza post-marketing su oltre 12.000 pazienti sono stati a carico del sistema nervoso (sonnolenza, insonnia, cefalea, confusione mentale), del tratto gastrointestinale (anoressia, nausea, vomito, dispepsia, mal di stomaco, dolori addominali, diarrea, stipsi), della cute (eruzioni) e di tipo  sistemico (astenia e affaticamento)2,10. Le reazioni cutanee possono variare dall'eritema fisso non pigmentato11, all'eritema generalizzato12, alle pustole13. Sono state segnalate anche dermopatie gravi come la sindrome oculo-muco-cutanea (sindrome di Steven-Johnson) e la necrolisi tossica epidermica (sindrome di Lyell)2. In presenza di sintomi come febbre, eritema, vescicole, prurito, congestione oculare o stomatite, il trattamento deve essere interrotto2.
Altri effetti indesiderati frequenti (1%-10%) sono stati capogiri, vertigini, modificazioni dell'umore, tremore agli arti, ipoestesia; rigidità muscolare e ipotonia; incontinenza e ritenzione urinaria; prurito, iperidrosi; palpitazioni; stomatite, gonfiore addominale; vampate di calore; edema e sete, aumento delle transaminasi epatiche e della fosfatasi alcalina2.  
Dal momento che possono manifestarsi shock e reazioni anafilattoidi, la scheda tecnica raccomanda di mantenere sotto stretto controllo i pazienti, al fine di individuare per tempo la comparsa di sintomi quali arrossamento, prurito, orticaria, edema del volto, dispnea, che impongono la sospensione del trattamento2.
In letteratura viene riportato il caso di una intossicazione accidentale di eperisone in età pediatrica: una bambina di 18 mesi, dopo l'assunzione di 2 compresse (100 mg) di farmaco, ha manifestato perdita di coscienza, convulsioni, apnea e tachicardia ventricolare14.
Nello studio di confronto diretto, l'eperisone è risultato meglio tollerato del diazepam; il diazepam si è reso più frequentemente responsabile di sonnolenza, mentre l'eperisone ha causato più spesso dolore epigastrico5. Nello studio comparativo con baclofene non sono emerse differenze significative tra i due farmaci in termini di incidenza e tipo di effetti indesiderati7.   
Gravidanza
Nell'animale non è stato evidenziato alcun effetto teratogeno, ma la scheda tecnica controindica l'impiego dell'eperisone in gravidanza2.
Dosaggio: Spasticità (300 mg al giorno). Patologie osteoartromuscolari (150-300 mg al giorno).
CostiIl costo/die di un trattamento con eperisone varia da 0,80 a 1,6 euro (a totale carico del paziente). Un analogo trattamento con diazepam (da 2 mg a 5 mg 3 volte al giorno), anch'esso a carico del paziente, ha un costo che va da 0,62 a 1,04 euro. Il trattamento con baclofene (Lioresal), prescrivibile a carico del SSN (50-100 mg al giorno), ha un costo giornaliero oscillante da 0,57 a 1,14 euro. 

http://www.informazionisuifarmaci.it/database/fcr/sids.nsf/pagine/7CB8A34E9F58E330C125765E00530659?OpenDocument
L'eperisone è un miorilassante centrale in uso da anni nei paesi asiatici, registrato con procedura nazionale nel trattamento della spasticità di varia natura. Si tratta di un farmaco poco e male documentato che non presenta vantaggi di sorta rispetto a diazepam o a baclofene. Il profilo degli effetti indesiderati ricalca più o meno quello del baclofene, con l'aggravante del rischio di shock e reazioni anafilattoidi.  


Fibromomialgia


per i pazienti affetti da fibromialgia: in questi pazienti, che non rispondono né ai FANS, né ai cortisonici, i miorilassanti possono aiutare a sbloccare il circolo vizioso illustrato in precedenza, per la loro azione favorente il sonno (spesso disturbato nei fibromialgici) e per la capacità di ridurre la rigidità mattutina. Le linee guida, redatte nel 2005, dell'American Pain Society, consigliano per i pazienti fibromialgici l'assunzione di un miorilassante ad azione centrale (per esempio ciclobenzaprina da 10 a 30 mg prima di coricarsi), e tramadolo per la gestione del dolore (50-100 mg 2 o 3 volte al dì), eventualmente in combinazione con paracetamolo.

Eperisone , tizanidina, Tramadolo nel trattamento del dolore lombosacrale 
Esistono molte terapie per il trattamento del dolore lombosacrale (LBP) cronico compreso l’uso di miorilassanti e analgesici.  Uno studio italiano pubblicato suMinerva medica ha voluto confrontare l’efficacia e la tollerabilità di eperisone e tizanidina in associazione con tramadolo nel trattamento del dolore lombosacrale. 

Sessanta pazienti affetti da dolore cronico lombosacrale associato a contratture dei muscoli paravertebrali sono stati randomizzati in due gruppi: Gruppo E (30 pazienti) trattati con eperiso¬ne; Gruppo T (30 pazienti) trattati con tizanidina. Entrambi i gruppi hanno ricevuto tramadolo retard 100 mg / giorno. VAS a riposo e sotto sforzo sono stati utilizzati per valutare i pazienti al basale (T0) e dopo 5 (T5), 10 (T10), 15 (T15) e 30 (T30) giorni di trattamento. Il Summed Pain Intensity Difference (SPID), la percentuale SPID (SPID%) e il Total Pain Relief (TOTPAR), a riposo (-r) e sotto sforzo (-e) sono stati calcolati. 

In entrambi i gruppi una riduzione sta¬tisticamente significativa della VAS a riposo e sotto sforzo è stata osservata durante il trattamento; riduzioni analoghe si sono verificate in entrambi i gruppi ad ogni timepoint analizzato. SPID, SPID% e TOTPAR, sia a riposo che sotto sforzo sono risultati simili in entrambi i gruppi. Una differenza significativa tra i gruppi si è verificata nell’incidenza della sonnolenza: 16,6% per il Gruppo E contro il 43,3% per il del Gruppo T. Il trattamento è stato interrotto a causa di eventi avversi in 5 pazienti del gruppo E e in 9 pazienti del gruppo T, senza differenza stati¬sticamente significativa. 

Entrambe le associazioni farmacologiche assunte per un mese hanno dimostrato essere efficaci nel trattamento del dolore lombosacrale associato a contratture, sia a riposo che sotto sforzo. La combinazione eperisone - tramadolo, riducendo i casi di sospensione dalla terapia e consentendo una migliore aderenza al trattamento, può essere considerata una valida opzione per il trattamento del dolore lombosacrale (LBP) cronico.

L'eperisone cloridrato è un miorilassante polivalente che presenta un meccanismo completamente nuovo per il trattamento della spasticità, della contrattura muscolare e del dolore ad essa associato. Il suo effetto si esplica attraverso una serie di azioni tra loro sinergiche: inibizione della scarica spontanea dei gamma motoneuroni spinali, intervenendo direttamente sui meccanismi preposti alla regolazione del tono muscolare; aumento del flusso ematico nelle aree che presentano ipertono muscolare mediante un'azione sui canali del calcio voltaggio-dipendente e sulla calmodulina a livello delle cellule muscolari lisce; attività analgesica grazie alla sua azione di antagonista della Sostanza P a livello spinale.

Minerva Medica 2008 Agosto;99(4):347-52

Esperienza clinica con l’eperisone nella terapia della lombalgia acuta

Beltrame A. 1, Grangiè S. 2, Guerra L. 3
1 Division of Orthopedics and Traumatology Legnago General Hospital, Legnago, Verona, Italy
2 Division of Orthopedics and Traumatology Hospital Piccole Figlie, Parma, Italy
3 Medical Service Alfa Wassermann, Bologna, Italy
Obiettivo. La lombalgia è principalmente causata da una contrattura muscolare e consiste in un accorciamento muscolare persistente e involontario. Tuttavia, tale contrattura può anche costituire la conseguenza della lombalgia, sostenendo così un circolo vizioso. Gli obiettivi di una terapia farmacologica della lombalgia acuta sono, pertanto, non solo il controllo del dolore, ma anche la riduzione dello spasmo muscolare e dell’infiammazione, poiché la nocicezione spesso deriva dallo spasmo muscolare e dalla flogosi secondaria. Sebbene revisioni sistematiche abbiano dimostrato che i miorilassanti sono efficaci nel trattamento della lombalgia non specifica, l’uso di questi farmaci è spesso limitato dai loro effetti indesiderati sul sistema nervoso centrale (SNC), come la sonnolenza. In questo studio, sono stati pertanto valutati gli effetti dell’eperisone, un nuovo agente miorilassante privo di effetti avversi sul SNC.
Metodi. Sono stati inclusi nello studio un totale di 100 pazienti (38 di sesso maschile e 62 di sesso femminile) con lombalgia acuta e contrattura moderata dei muscoli spinali insorta da meno di 48 ore. Dopo una visita clinica, questi pazienti sono stati trattati con eperisone 50 mg ogni 8 ore per 10 giorni consecutivi e quindi rivisitati tre giorni dopo la fine del trattamento.
Risultati. Solo 4 pazienti (4%) hanno dovuto sospendere il trattamento per lo sviluppo di reazioni gastroenteriche di grado minore. La somministrazione di eperisone ha determinato una pronta riduzione del dolore sia spontaneo che provocato, oltre che una progressiva decontrattura dei muscoli spinali, come suggerito da una riduzione della resistenza ai movimenti passivi, della rigidità antalgica e della distanza mano-pavimento.
Conclusioni. L’eperisone è pertanto un agente miorilassante con un meccanismo d’azione lievemente diverso da quello di altri farmaci della stessa classe. In aggiunta all`inibizione dei riflessi mono- e multisinaptici nel midollo spinale e nelle strutture sopra-spinali, l’eperisone regola il rifornimento ematico ai muscoli scheletrici. Questa azione è rilevante, poiché la contrattura muscolare può comprimere i vasi sanguigni di piccolo calibro e indurre un quadro ischemico, determinando così il rilascio di composti nocicettivi. Inoltre, è rilevante che l`eperisone è privo di effetti sfavorevoli sul SNC.


Bibliografia
  • Baclofene. Riassunto delle Caratteristiche di Prodotto Lioresal.
  • Beebe FA, Barkin RL, Barkin S. A clinical and pharmacologic review of skeletal muscle relaxants for musculoskeletal conditions. Am J Ther 2005;12:151-71.
  • Buckhardt CS, Goldenberg D, Crofford
    L, et al. Guideline for the management of fibromyalgia syndrome pain in adults and children. Glenview, IL: American Pain Society (APS) 2005.
  • Carville SF, Arendt-Nielsen S, Bliddal H, et al. EULAR evidencebased recommendations for the management of fibromyalgia syndrome. Ann Rheum Dis 2008;67:536-41.
  • Eperisone. Riassunto delle Caratteristiche di Prodotto Expose.
  • Dantrolene. Riassunto delle Caratteristiche di Prodotto Dantrium.
  • Diazepam. Martindale. The Complete Drug Reference. “Diazepam”, 2009 ed.
  • Katz WA. Use of nonopioid analgesics and adjunctive agents in the management of pain in rheumatic diseases. Curr Opin Rheumatol 2002;14:63-71.
  • Pericé VR, Boronat RE, Bosch FF. Myorelaxant effects of eperisone and diazepam in the treatment of acute spinal muscle contracture: a comparative study. J Anaesth Clin Pharmacol 2008;24:285-90.
  • See S, Ginzburg R. Choosing a skeletal muscle relaxant. Am Fam Physician 2008;78:365-70.
  • Tiocolchicoside. Martindale. The Complete Drug Reference. “Tiocolchicoside”, 2009 ed.
  • Tizanidina. Riassunto delle Caratteristiche di Prodotto Sirdalud.



http://www.progettoasco.it/miorilassanti-i-miorilassanti-caratteristiche-e-applicazioni-cliniche-2/#.U8Inp5R_uSo




http://www.cibo360.it/cibo_salute/farmaci/miorilassanti.htm




http://www.pharmastar.it/index.html?cat=24&id=8514






http://www.minervamedica.it/it/riviste/minerva-medica/articolo.php?cod=R10Y2008N04A0347



Clicca su post più vecchi

Clicca          su       post più vecchi

FORMAZIONE - LEARNING - Scegli in cosa vuoi essere il migliore

Corso Marketing Management Generale

OCCASIONE LAST MINUTE SOLO PER GLI ISCRITTI A QUESTO BLOG

OGGI SCONTI

I post + cliccati della settimana

Collaborare

Collaborare

Dona a chi impiega il suo tempo per gli altri con amore e altruismo. dona per alimentare il bene.

ATTENZIONE A TUTTI I SITI INTERNET

COMPRESO QUESTO...
ATTENZIONE Le informazioni contenute in questo sito(anche se selezionate con attenzione) come in tantissimi altri siti internet,sono di carattere informativo e generico, pertanto devono solamente essere usate a scopo didattico e NON per diagnosi su se stessi o su terzi, NON per scopi terapeutici, NON per automedicazione. In NESSUN CASO le informazioni presenti in questo sito si sostituiscono al parere di un medico. Pertanto si esortano i visitatori a rivolgersi IN OGNI CASO al proprio medico per avere dei pareri seri e professionali sul proprio stato di salute e sulle eventuali terapie da adottare. I gestori del sito non si assumono responsabilità per danni, di qualsiasi natura, che l'utente, attingendo le informazioni da questo sito, potrebbe causare a se stesso a o terzi, derivanti da uso improprio o illecito delle informazioni riportate in questo sito, o da errori e imprecisioni relativi al loro contenuto, o da libere interpretazioni, o da qualsiasi azione che l'utente del sito possa intraprendere autonomamente e disgiuntamente dalle indicazioni del proprio medico curante.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post.Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.
Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.