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TENS ELETTROSTIMOLATORI ALLEATI PER LA NOSTRA SALUTE E BENESSERE




ELETTROSTIMOLATORI  TENS - EMS 


SOLLIEVO DAL DOLORE: 
Elimina il dolore con gli straordinari impulsi
delle 
correnti TENS che, stimolando dolcemente il tuo corpo,
ti fanno ritrovare salute, benessere, ed un rinnovato piacere di vivere.



Le TENS furono sviluppate circa 250 anni fa. Nel 1745 il fisico tedesco Kratnsten pubblicò il primo libro sulla terapia d' elettrostimolazione. Jallabert e Maratof Francia descrissero come l'elettrostimolazione influenzasse la contrazione muscolare e come potesse essere applicata in presenza di paralisi motoria e sensoriale del sistema nervoso. 

Nel 1831 la tecnica di faradizzazione di Faraday fu annunciata come un efficace trattamento della paralisi motoria. L'utilizzo su larga scala dell'elettrostimolazione arrivò comunque nel 1840 quando il Guys' Hospital di Londra la impiegò sistematicamente. 

Nel 1902 il francese Ludec progettò uno stimolatore di corrente diretta intermittente, che fondò le basi per la moderna terapia di corrente diretta intermittente a bassa frequenza. L'apparecchiatura di Ludec era però voluminosa, difficile datrasportare e produceva forti e fastidiose stimolazioni. 
La sua efficacia fu in ogni caso riconosciuta e il suo utilizzo diventò comune nel trattamento di malattie acute e croniche nel periodo fra il 1920 e il 1940, periodo in cui non era disponibile nessun'altra efficace terapia.
Gli apparecchi d'elettrostimolazione raggiunsero un notevole sviluppo nel periodo del dopoguerra grazie al rapido sviluppo della tecnologia elettronica e delle ricerche nel campo della fisiologia elettrica. 
Oggi sono disponibili una quantità d'elettrostimolatori con frequenze intermittenti ed una vasta scelta di parametri come la forma d'onda, l'ampiezza d'impulso ed i tempi di riposo. Lo sviluppo di queste unità ha di conseguenza accelerato la domanda di terapie fondate sull'elettrostimolazione. 


Tipi d'elettrostimolazioni
a. Classificazione in base al tipo di flusso elettrico
La terapia d'elettrostimolazione può essere classificata in:
(1) Terapia di Galvanizzazione che utilizza una corrente diretta continua, 
(2) Terapia di corrente ad impulsi che utilizza un flusso di corrente intermittente
(3) Faradizzatzione che utilizza un particolare tipo di corrente alternata

Le TENS utilizzano principalmente una corrente ad impulsi. In questa terapia sono coinvolte parecchie forme d'onda
La maggior parte delle frequenze utilizzate nelle TENS hanno una frequenza inferiore a 150 Hz. Recentemente è stata comunque utilizzata una frequenza speciale a 4.000 Hz per una terapia a corrente interferenziale. In questa tecnica vengono applicati 2 canali a 4000 e 4100 Hz per produrre una corrente interferenziale di bassa frequenza (1 Hz a 100 Hz) nel corpo.
Solitamente correnti ad impulso con frequenze inferiori a 1.200 Hz sono considerate elettrostimolazioni a bassa frequenza.
Ogni impulso elettrico di stimolazione muscolare, si caratterizza per: frequenza dell'onda: misurata in Hz (hertz)
larghezza dell'onda: misurata in µsec (microsecondi)
intensità: misurata in mA (milliampere)
I muscoli sono composti da una combinazione delle seguenti fibre:
fibre veloci tipo II b e II m ( fibre bianche) consentono le contrazioni rapide-resistenti, a metabolismo ossidativo glicolitico
fibre veloci tipo II a ( fibre bianche) consentono contrazioni esplosive e con metabolismo anaerobico
fibre lente tipo I (fibre rosse) resistenti, a metabolismo aerobico

I diversi programmi si differenziano per valore di frequenza in quanto le diverse fibre muscolari reagiscono diversamente a seconda della frequenza degli impulsi:
Muscoli Fibre Frequenza Ampiezza d’impulso Tempo di lavoro
Muscoli Bianchi
Muscoli Rossi
Muscoli Misti
Muscoli degenerati Tipo II b e II M
Tipo I a
Tipo I a e II a
80-120 Hz
25-50 Hz
60-80 Hz
25 - 40 Hz 200 - 350 µSec
200 - 350 µSec
200 - 350 µSec
250 - 300 µSec 0.5 - 5.5 µSec
10 - 20 µSec
5.5 - 10 µSec
15 - 30 µSec

 Principi sugli effetti biomedici

In generale le TENS provocano la contrazione ed il rilassamento dei muscoli promuovendo così il flusso del sangue e dei linfociti. Questo processo, che permette l'eliminazione delle sostanze dolorogeniche, favorisce la diminuzione del dolore in nevralgie, artriti reumatoidi, dolori lombari, ecc. Le TENS facilitano anche il recupero di un muscolo affaticato attraverso la promozione del sistema circolatorio, sono quindi efficaci in presenza di paralisi motoria e sensoriale del sistema nervoso causata da sclerosi cerebrale ed encephalorrhagia. In aggiunta le TENS sono state studiate per essere efficaci nella regolazione del sistema nervoso autonomo. 

Diminuzione del dolore
a. Teoria del Gate control
Le TENS sono conosciute da oltre 150 anni per il loro effetto sedativo. Il meccanismo per il quale questo tipo d'elettrostimolazione riuscisse ad alleviare il dolore non fu mai analizzato. 
Nel 1965, Meizack e Wall formularono una rivoluzionaria ipotesi per spiegare questo meccanismo sedativo: la teoria del Gate Control. 
Essa spiega il meccanismo di trasmissione del dolore nel corno posteriore del midollo spinale sulla base del fatto che il dolore è una risposta alla stimolazione sensoriale.
Il corno posteriore della spina dorsale contiene un'area composta da una sostanza gelatinosa (SG), che contiene varie fibre nervose. Le fibre A trasmettono la sensazione di dolore, le fibre A e C trasmettono il dolore primitivo. Secondo le ipotesi, ripetute stimolazioni ridurrebbero la trasmissione del dolore ai neuroni secondari per mezzo di un meccanismo di gate. 
L'esistenza del gate è comunque messa in dubbio da parecchi ricercatori.

b. Secrezione d'endorfina
La teoria del gate control fu preziosa per spiegare il meccanismo per il quale le TENS producono effetti sedativi, ma ha anche causato la necessità di avere altri tipi di risposte. 
E' necessario stimolare le fibre nervose larghe per chiudere il gate della trasmissione del dolore. E stato stabilito, attraverso esperimenti, che onde rettangolari di circa 100Hz, onde trapezoidali o onde burst sono l'elettrostimolazioni più idonee per stimolare queste fibre nervose. E' così che la teoria non spiegò perché le più efficaci elettrostimolazioni utilizzate nella tradizionale elettro-agopuntura sviluppata in Cina, oscillino da 1 a 4 Hz. 
La scoperta di una sostanza sedativa generata dal corpo umano risolse questo dubbio. Nel 1973 Terenius trovò che una piccolissima quantità di una sostanza sedativa (tipo peptide) viene prodotta dal cervello animale l'Enkepalina. 
Successivamente, altri ricercatori scoprirono attraverso esperimenti sugli animali, che il cervello produceva parecchie sostanze sedative di questo tipo. Fu scoperto poi che queste stesse sostanze chiamate endorfine, vengono prodotte anche dal cervello umano..
La secrezione di endorfina è incrementata da appropriate elettrostimolazioni, per esempio l'elettro-agopuntura. .Esperimenti effettuati in Cina e in altri paesi hanno dimostrato che il trattamento più efficace è quello di applicare un'elettrostimolazione inferiore ai 10 Hz fra gli arti.
c. Differenti effetti sedativi in relazione alla frequenza
Le TENS tendono a mostrare differenti effetti sedativi secondo la frequenza utilizzata.

(1) Un effetto sedativo è ottenuto principalmente dal gate control con un range di frequenza che oscilla da 50 a 125 Hz. L'effetto è immediato, ma non di lunga durata. Il dolore spesso si ripresenta dopo la terapia. 
(2) Con un range di frequenza da 1 a 7 Hz, la secrezione di endorfina aumenta in modo graduale di conseguenza, la terapia richiede tempi più lunghi ma l'effetto di riduzione del dolore dura nel tempo

Effetti sulla paralisi motoria
a. Utilizzo delle TENS come coadiuvante della riabilitazione
Nessuna teoria è in grado di spiegare perché le TENS abbiano effetti sulla paralisi motoria. In ogni caso i risultati ottenuti attraverso applicazioni cliniche di questa tecnica non possono essere ignorati. Questi effetti positivi sono comunque giustificati dal fatto che l'endorfina influenza il movimento (sistema motorio extrapiramidale) promuovendo così la circolazione che migliora di conseguenza la parte lesa. 
Si possono ottenere risultati in presenza di paralisi nervosa periferica se il danno al nervo è parziale o se esiste una reinnervazione del sistema nervoso motorio. Naturalmente non è possibile avere risultati nel caso in cui il nervo non sia connesso. 
Le TENSsono risultate efficaci in presenza di danno al sistema nervoso centrale. Questo è dovuto al fatto che le TENS stimolano il sistema nervoso motorio ed inducono il muscolo alla contrazione ed al rilassamento. Le TENS se propriamente utilizzate possono essere definite un efficace coadiuvante della riabilitazione.
Di regola vengono utilizzate frequenze da 1 a 10 Hz. In caso di paralisi spastiche avanzate è meglio trattare con intensità più deboli dal momento che l'intensità consueta può incrementare la spasticità.

TENS e l'adattamento alla stimolazione
Quando una corrente elettrica a frequenza ed a forma d'onda costante viene applicata sul corpo in maniera continua, la contrazione e il rilassamento del muscolo diminuiscono gradualmente. Questo è il risultato di un incremento della soglia del sistema nervoso motorio o muscolo dovuto all'assuefazione. 
Un fenomeno chiamato adattamento. 
Per prevenire il fenomeno di adattamento e meglio alternare ritmicamente le frequenze e le forme d'onda. Alcuni dei moderni elettrostimolatori sono stati studiati per avere in automatico cambiamenti di frequenza e forma d'onda grazie all'inserimento di un microprocessore. 
Regolazione del sistema nervoso autonomo
Come già menzionato, l'endorfina è relazionata ai fenomeni dell'emozione, della secrezione, della regolazione della temperatura corporea, della digestione e della sedazione. 
Alcuni esperimenti effettuati in Giappone sugli effetti delle TENS riguardo al sistema nervoso autonomo, hanno evidenziato che gli effetti variano a seconda della parte stimolata e della frequenza utilizzata. Questo è dovuto al fatto che il sistema nervoso autonomo viene attivato dalla promozione della secrezione di endorfina per mezzo della stimolazione di tipo TENS fornita dal cervello. 

(1) Le TENS applicate all'estremità del corpo, esercitano un effetto sul sistema nervoso simpatico. Utilizzando frequenze da 1 a 7 Hz, la funzione del sistema nervoso simpatico viene limitata mentre stimolazioni intorno alle 100 Hz tendono ad aumentarla. 
E' quindi efficace applicare stimolazioni da 1 a 7 Hz all' estremità, soprattutto sotto la pianta del piede per il trattamento dell'ipertensione. Applicazioni di circa 100 Hz all'estremità delle mani o dei piedi possono essere utili nella prevenzione di attacchi d'asma bronchiale. 

(2) Le TENS applicate al tronco condizionano la funzione del sistema nervoso parasimpatico Stimolazioni da 1 a 7 Hz ne limitano le funzioni mentre frequenze intorno ai 100 Hz le stimolano.
Quindi stimolazioni intorno ai 7 Hz di frequenza applicate all'addome sono raccomandate per diarrea cronica. Costipazione e colon ipersensibile, costipazione atonica o inappetenza, possono essere trattate in maniera efficace con stimolazioni attorno ai 100 Hz.

3. Effetti collaterali e controindicazioni

Effetti collaterali 
Le TENS producono pochissimi effetti collaterali. Possono comunque presentarsi occasionalmente nella zona dove vengono applicati gli elettrodi arrossamenti o reazioni allergiche. Questi fastidi possono essere evitati utilizzando apparecchiature TENS affidabili e applicando gli elettrodi in maniera corretta utilizzando un gel di alta qualità. 
Alcuni dei moderni elettrostimolatori sono stati studiati per generare correnti bifasiche con intervalli costanti in modo da rendere praticamente nulle le possibilità di scottature, dal momento che un'applicazione di corrente unidirezionale per un periodo di tempo lungo può provocare questo tipo di inconveniente

Controindicazioni
Le TENS sono controindicate per:
- Malattie acute
- Febbre oltre i 38° 
- Tumori maligni
- Patologie cardiache
- Tumori agli organi della digestione
- Donne in gravidanza
- Bambini al di sotto dei 12 anni 
- Pazienti la cui diagnosi non sia ben certa

In cosa è efficace l'elettrostimolazione?
L'elettrostimolazione è una tecnica terapica che fu usata per moti anni per trattare patologie che comportano una perdita di forza muscolare.
L'applicazione dell'elettrostimolazione in quei casi non solo manteneva il funzionamento del tessuto muscolare, ma causava anche un aumento della forza del muscolo trattato. Da lì all'impiego nel mondo dello sport, il passo fu molto breve.
Attualmente si utilizza efficacemente per migliorare il trofismo muscolare in presenza di quelle patologie che ne compromettono la funzione, sia che si tratti di neuropatologie, come emiplegie, sia che si tratti di patologie post-traumatiche, come dopo un intervento al menisco o al legamento crociato anteriore (LCA).
Cos'è l'elettrostimolazione?
L'elettrostimolazione è un metodo di trattamento e prevenzione di lesioni e di miglioramento delle prestazioni atletiche negli sportivi.
È un mezzo che, attraverso una quantità molto piccola di energia elettrica, come quella prodotta ed usata dal cervello, produce una contrazione efficace nel muscolo, con lo stesso risultato di una contrazione generata dal sistema nervoso vero e proprio.
L'elettrostimolazione ci offre altre possibilità: modulando frequenza, durata dell'impulso ed intensità riusciremo a stimolare fibre veloci, lente o intermedie, effetto che non possiamo raggiungere fisiologicamente in modo volontario.
Grazie a ciò, abbiamo a nostra disposizione un metodo che assicura ottimi risultati al fisioterapista, all'atleta e all'allenatore sportivo.
Cos'è un elettrostimolatore?
Un elettrostimolatore è un apparato che produce differenti tipi di correnti elettriche: a seconda della regolazione delle variabili d'intensità, frequenza, tipo, durata dell'impulso, tempo di latenza, possiamo ottenere differenti risultati. Possiamo produrre l'effetto di un massaggio rilassante per calmare il dolore, sviluppare la forza e la massa muscolare o far lavorare uno specifico tipo di fibre muscolari, migliorare la velocità o la resistenza.
Perché gli elettrostimolatori sono poco usati nel mondo dello sport?
Anche se sono molto utili e la loro efficacia è già stata ampiamente dimostrata da diversi studi scientifici, l'elettrostimolazione non si è ancora diffusa come pratica comune nello sport.
Se ciò accade a livello professionistico, non accade allo stesso modo a livello amatoriale.
Una delle possibili cause potrebbe essere l'immagine di macchina miracolosa diffusa dai mezzi di comunicazione, che la dipingono come capace di donarci una muscolatura gigantesca quasi senza alcuno sforzo, in quindici minuti al giorno e in pochissimi giorni di utilizzo. Probabilmente queste affermazioni così poco credibili finiscono per screditare l'immagine dell'elettrostimolatore, soprattutto agli occhi di chi, criticamente, è cosciente che i risultati si ottengono con tempo e sforzi.
Di fatto, l'elettrostimolazione non scappa a questa regola generale e sono necessari tempo e una buona programmazione per ottenere risultati per altro molto validi se si usa correttamente questa tecnologia.
Ci sono molti tipi di elettrostimolatori? Qual'è il tipo che serve a me?
Si, ne esistono molti tipi diversi.
In passato il criterio di produzione era la specializzazione: esistevano apparati per il TENS, macchine per l'uso dell'elettrostimolazione in trattamenti estetici (cellulite, glutei...) e macchine specifiche per lo sport. Adesso esistono kit che riuniscono tutte le possibilità d'uso, per cui perché non comprarne uno che mi serva quasi per tutto?
Che tipo di correnti utilizza un elettrostimolatore?
Un elettrostimolatore moderno deve usare correnti bifasiche simmetriche, affinché non si rischino bruciature chimiche causate dalla polarità, come avveniva con altri tipi di corrente usata nel passato.
La corrente bifasica simmetrica genera un impulso polarizzando negativamente un elettrodo di una coppia e positivamente l'altro e invertendo subito dopo la polarità, spostando il polo negativo nell'elettrodo che prima era polarizzato positivamente e così via. Questo è il mezzo con cui si evitano gli spiacevoli effetti della polarità fissa.
Conviene ricordarlo quando in una pubblicità vediamo spiegare nelle immagini la posizione degli elettrodi, dicendo che in un uno va il polo positivo e in un altro quello negativo, perché non si riferiscono al tipo di correnti moderne che, lo ripetiamo, invertono costantemente la polarità per evitare bruciature chimiche sulla pelle.
L'elettrostimolazione ha controindicazioni?
Di fatto, le uniche controindicazioni sono relative all'elettrostimolazione a basse frequenze.
Ogni apparato è accompagnato da un manuale d'istruzioni dove il fabbricante riporta dettagliatamente le controindicazioni specifiche di quella macchina.
Ricordiamo brevemente alcune delle più importanti:
  • Non usare durante la gravidanza nella zona dell'addome o vicino ad esso.
  • Pazienti portatori di pacemaker.
  • Bambini.
  • Tromboflebite attiva e trombosi.
  • In concomitanza con processi febbrili.
  • Non usare in caso di emorragie e in prossimità di ferite.
  • Pazienti che soffrono di epilessia, ipersensibilità o patologie tumorali.
La lista è più lunga, qui ci siamo limitati a descrivere le più importanti.
In ogni caso consigliamo sempre di attenersi a quanto riportato nel manuale delle istruzioni.
Cosa può apportare l'elettrostimolazione allo sportivo?
L'elettrostimolazione è un nuovo mezzo per migliorare le prestazioni atletiche, grazie alla possibilità di adattare il tipo di corrente usata alle specifiche necessità di ogni singolo individuo e ad ogni specifica fase della preparazione atletica o del processo di riabilitazione.
Ci permette di lavorare sulle fibre veloci, su quelle lente o su quelle intermedie a nostra discrezione, migliorando la forza esplosiva, la velocità o la resistenza grazie a programmi specifici e tutto ciò senza il rischio di lesioni sportive.
Non solo, ma in caso di lesioni, ci permette di continuare ad allenare in casa la muscolatura non danneggiata dalla lesione.
I grossi carichi di lavoro che possiamo usare allenandoci con l'ENM comportano uno stress psicologico praticamente nullo.
Migliora la microcircolazione e facilita il rilassamento.
L'elettrostimolazione è un metodo naturale?
L'elettrostimolazione stimola elettricamente il tessuto nervoso motorio e questo trasmette l'impulso al muscolo, generando una contrazione fisiologica: è il nervo il vero responsabile della contrazione.
Normalmente, è il cervello che genera l'impulso elettrico, questo poi arriva al midollo osseo che lo trasmette al nervo motore che genera la contrazione.
La differenza sta quindi nel fatto che in un caso l'impulso è originato dal cervello, mentre nell'altro è l'elettrostimolatore a generarlo; in entrambi i casi, l'impulso che arriva al muscolo è trasmesso dal nervo motore.
Riassumendo, se per naturale ci riferiamo ad un processo che sia al 100% a carico del nostro corpo, allora no, l'elettrostimolazione non è naturale, mentre se consideriamo che la contrazione è prodotta in ultima istanza dal nervo motore, allora si, si tratta di un metodo naturale.
Allo stesso modo per cui, se dovessimo considerare naturale un prodotto che proviene al 100% dalla natura, senza alcun intervento meccanico e/o umano, non ne rimarrebbe neanche uno che possiamo definire tale.
Per cosa si può usare l'elettrostimolazione?
Essenzialmente è applicabile a tre campi: come terapia del dolore o di qualsiasi altra patologia muscolo-scheletrica, per trattamenti estetici per ottenere un aspetto fisico migliore per conseguenza della lipolisi e dell'aumento del tono ottenuto con programmi specifici e, infine, nello sport per incrementare forza-resistenza, forza-velocità e forza esplosiva, migliorando così la performance atletica in generale.
È utile combinare l'elettrostimolazione con i metodi classici?
È il modo in cui l'elettrostimolazione raggiunge il massimo delle sue potenzialità.
Allenandoci in modo classico e contemporaneamente con un buon elettrostimolatore, potremo aumentare il livello di carico sia spaziale che temporale, possiamo reclutare un maggior numero di fibre ed in meno tempo con un elettrostimolatore, cosa che non potremmo fare con l'allenamento classico, che invece è imprescindibile per un'altra ragione ovvero perché ci permette di trasferire la forza e le qualità fisiche acquisite all'abilità e al gesto tecnico.
Quali sono i vantaggi principali di un elettrostimolatore?
Se dobbiamo risaltarne una fra tutte, allora si tratta della seguente: il risparmio di tempo; possiamo realizzare un'intensa sessione di lavoro muscolare stando comodamente seduti a casa nostra.
Inoltre gli apparati moderni sono molto leggeri, facili da usare, efficaci nello sviluppo della forza e la maggioranza include programmi di riabilitazione, per la circolazione e di massaggio, che contribuiscono ad un rapido adattamento allo sforzo e con un bassissimo livello di stress psicologico.
Per quanto bisogna allenarsi con un elettrostimolatore?
Consigliamo di allenarsi per circa un' ora al giorno, con un programma che preveda 6 sessioni settimanali, con un lavoro bilanciato tra la parte superiore e quella inferiore del corpo.
Ad esempio allenare lunedì, mercoledì e venerdì la parte superiore e martedì, giovedì e sabato quella inferiore, come raccomandazione generale.
Tuttavia, in relazione all'allenamento di uno sport in concreto, è meglio farsi seguire e consigliare da uno specialista che ci aiuti ad adattare il nostro allenamento alla nostra specialità.
Nel caso in cui il nostro specialista ce lo raccomandi, potremo aumentare il tempo d'allenamento ed anche il numero di sessioni, sempre tenendo presente che non bisogna mai arrivare al punto di sentirsi sovraccaricati.

FORME D’ONDA O NUMERO DI PROGRAMMI?
Molti apparecchi in commercio propongono un numero apparentemente enorme di programmi, con una spesa irrisoria. È bene chiarire che il numero di programmi non deve essere scambiato con il numero di nomi o di trattamenti. Alcune case fanno leva sulla scarsa conoscenza del consumatore e scambiano programmi e trattamenti. Lo stesso programma TENS CONVENZIONALE, per esempio, può essere applicato fino a 50 parti del corpo, ma si tratta sempre dello stesso programma con medesima finalità. Allora 1 programma e 50 applicazioni.
I programmi sono differenti quando sono differenti una o più delle seguenti variabili:
larghezza dell’impulso, frequenza di stimolazione, durata della stimolazione. La tens convenzionale per esempio lavora tra 70 e 150 Hz, con una larghezza massima di 50/70 microsec per un tempo di almeno 40 minuti. La tens endorfinica lavora tra 1 e 4 Hz, con una larghezza massima di 250/300 microsec per un tempo di almeno 20 minuti. Gli obiettivi sono diversi: nel primo caso un abbattimento del dolore immediato e poco duraturo, nel secondo caso una riduzione del dolore ritardata e più duratura.

È solo un esempio per chiarire che gli elettrostimolatori non sono tutti uguali: è determinante, per il buon esito del trattamento, utilizzare apparecchi ben programmati (da professionisti) ed in grado di erogare non un alto numero di programmi teorici ma una serie di forme d’onda adatte al raggiungimento degli obiettivi.
POSIZIONE DEGLI ELETTRODI
Generalmente, tutti gli elettrostimolatori sono accompagnati da un manuale per la corretta collocazione degli elettrodi, contenente alcune utili norme generali; ciò nonostante, qui ci soffermeremo ancora un po' sull'argomento, in particolare in relazione alle diverse applicazioni Tens.












TRATTO PARZIALMENTE DA: 
http://www.efisioterapia.net/tienda/it/elettrostimolatori_e_tens-sc-6.html
http://www.globuscorporation.com/medicalprofessional/ita/le-basi-delle-tens-1809.asp

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