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TRADUTTORE

BOSWELLIA per disturbi degenerativi delle articolazioni, ridotte capacità motorie mattutine, dolori muscolari, reumatismi, artrosi, infiammazione dei tessuti molli come tendiniti, miositi, fibromialgia.


La Boswellia serrata ha molteplici applicazioni in quanto ha azione rinfrescante, nutriente, deostruente sui tessuti del corpo.
Per questo può essere di supporto in tutte le situazioni infiammatorie, in particolare quelle articolari ridonando elasticità e mobilità, ma anche della pelle arrossate e della mucosa intestinale.
La sua azione di depurazione dalle tossine depositate a livello delle mucose permette di essere un importante coadiuvante nella celiachiamorbo di Crohn.



Tra i vari rimedi naturali per il benessere dell’organismo, la Boswellia è conosciuta e utilizzata in campo ayurvedico per le sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche. Quali sono le caratteristiche di questa pianta e quali, invece, le avvertenze di somministazione?
Con il termine Boswellia si indicano un gruppo di piante – oltre 19 specie differenti – appartenenti alla famiglia delle Burseraceae. Diffuse prevalentemente in Africa e in India, agli scopi di cura la varietà più gettonata è quella della Boswellia serrata, un arbusto ramificato tipico del climi asciutti, dalle caratteristiche gemme e dal profumo particolarmente intenso. Si fa normalmente ricorso alla resina gommosa che sgorga dalla pianta tagliandone la corteccia, le cui proprietà benefiche sembrano trovare conferma anche in ambito scientifico.

Proprietà

Boswellia, resina
Olibanum, Boswellia serrata via Shutterstock
Come già accennato, della Boswellia viene utilizzata la gommoresina che l’albero essuda dalla corteccia. Definita oleoresina, questa sostanza viene normalmente raccolta per la produzione di incensi dalla fragranza molto intensa, ma anche per il trattamento di diversi disturbi transitori grazie alle sue specifiche capacità antinfiammatorie e di contrasto ai batteri. Tali funzioni sono dovute alla ricca presenza di saponine, ma soprattutto di acidi triterpenici, quali il caratteristico acido beta-boswellico.
Gli studi clinici effettuati nel corso degli anni sembrano confermare l’attività dell’estratto che, pur dimostrando un effetto antinfiammatorio, non causa conseguenze a livello gastrico come normalmente accade per i farmaci della medesima categoria. Dalle applicazioni più disparate, dalla somministrazione topica per la salute della pelle al trattamento dell’artrosi, l’assunzione può però avere effetti collaterali anche gravi. Per questo motivo, prima di iniziare un percorso di automedicazione, si deve consultare il medico curante, soppesando quindi rischi e benefici nonché le eventuali interazioni con altri medicinali in corso d’assunzione.

Usi comuni

Gomma di boswellia
Olibanum, Boswellia serrata via Shutterstock
Oltre al già citato incenso, la Boswellia viene normalmente impiegata sia per uso topico che sistemico. Le dosi variano a seconda del disturbo da trattare così come dalle specifiche caratteristiche del soggetto, di conseguenza ci si affidi a medico ederborista per comprendere quale sia l’assunzione più compatibile con il proprio organismo. Di seguito, gli impieghi generali più diffusi.
  • Pelle: la Boswellia è spesso impiegata in trattamenti cosmetici ed estetici, poiché la sua azione antisettica potrebbe contenere disturbi come l’acnee la dermatite seborroica, ma anche arrossamenti dovuti agli sbalzi di temperatura e a rari episodi di orticaria. In questi casi, l’applicazione è ovviamente topica;
  • Vie respiratorie: la ricchezza diacidi triterpenici limita la proliferazione di batteri e altri agenti esterni, quindi il rimedio può essere indicato per trattare le patologie transitorie delle vie respiratorie – come tosse e raffreddore – tipiche della stagione fredda;
  • Sistema immunitario: gli effetti della pianta si manifesterebbero anche a livello di sistema immunitario, soprattutto per contrastare alcune malattie autoimmuni come il Morbo di Chron e l’asma, ma anche per i reumatismi e le artrosi;
  • Tumori: secondo alcuni test clinici preliminari, la pianta limiterebbe la riproduzione di alcune cellule tumorali, ma il preciso meccanismo di questa azione sembra non essere ancora del tutto noto. Saranno infatti necessari ulteriori test di conferma per capire le stesse doti possano essere replicate nell’organismo umano, quindi i pazienti non abbandonino le classiche indicazioni farmacologiche per rincorrere una speranza al momento tutt’altro che confermata
Disponibile sia in incenso che in olio, la Boswellia viene distribuita anche sotto forma di integratori in compresse, ricchi degli acidi poc’anzi citati.

Effetti collaterali e controindicazioni

Fatta eccezione per i soggetti ipersensibili, la Boswellia non sembra manifestare effetti collaterali gravi e diffusi nella popolazione. Pur non ledendo stomaco, a differenza di altri medicinali della stessa categoria, il rimedio non dovrebbe essere mai assunto in concomitanza con FANS e farmaci a base di cortisone: ne potrebbe aumentare gli effetti, anche in modo pericoloso. Come più volte sottolineato, perciò, la scelta del rimedio va sempre concordata con lo specialista di fiducia, così da allontanare il rischio di indesiderate sorprese.
http://www.greenstyle.it/boswellia-indicazioni-terapeutiche-avvertenze-101367.html
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Possibilità di impiego:
Prof. Pier Paolo Mussa - Università di Torino
"Nella medicina popolare, l'estratto di Boswellia serrata è descritto come un rimedio dotato di potente attività antiinfiammatoria e con proprietà antiartritiche. Queste proprietà sono state ampiamente confermate in tempi più recenti da numerosi studi. La Boswellia possiede anche una buona azione antidolorifica e antipiterica".


Ai corretti dosaggi, la Boswellia può essere utilizzata:
Osteoartriti, bursiti, artriti (studi nell'uomo)
In seguito a trattamento con Boswellia si possono osservare diversi benefici: riduzione del gonfiore articolare, aumento della mobilità, miglioramento della qualità di vita nelle patologie osteartritiche.


Stati infiammatori (studi sui topi)
Gli acidi boswellici ostacolano il funzionamento di un enzima capace di stimolare la produzione di sostanze che facilitano i processi infiammatori. Inoltre, sono in grado di inibire le elastasi, enzimi fortemente distruttivi che attaccano e distruggono il tessuto elastico dei tessuti nei quali è in corso un processo infiammatorio. (studi in vitro)
Solo i principi attivi farmacologici hanno proprietà antinfiammatorie più potenti di quelel degli acidi boswellici. (studi in topi e ratti)
Si ipotizza che gli acidi boswellici intervengano nel sito dell'infiammazione inibendo la proliferazione dei tessuti e la distruzione del tessuto connettivo. Questo meccanismo specifico rende la Boswellia un'efficace alternativa alle molecole sintetiche nei trattamenti antinfiammatori, soprattutto se prolungati, o negli stati cronici, per l'assenza di effetti collaterali.(studi in topi e ratti)


Effetti positivi nel cane
Uno studio condotto su 24 cani che soffrivano di osteoartrite alle giunture o alla spina dorsale, trattati con un estratto diBoswellia al 50% di acidi terpenici alla dose di 400 mg/10 kg p.v./die per 6 settimane, ha evidenziato una buona o ottima riuscita nel 70% dei casi a 2-6 settimane di trattamento.

http://www.informasalus.it/it/articoli/boswellia-serrata.php
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Proprietà della boswellia

Dal tronco e dai rametti della boswellia si estrae una gommoresina ricca in acidi boswelliciacidi tetraciclici e polisaccaridi in grado di svolgere una potente azioneantinfiammatoria e analgesica su diverse patologie del sistema osteoarticolare. Questa azione si manifesta attraverso una riduzione del dolore e del gonfiore, e il miglioramento delle motilità delle articolazioni.  
Questi principi attivi infatti, ostacolano l'azione di un enzima (5-lipossigenasi) responsabile della produzione di sostanze che facilitano i processi infiammatori. Inoltre, sono in grado di inibire le elastasi, enzimi fortemente distruttivi, che attaccano e deteriorano la parte elastica dei tessuti nei quali è in corso un processo infiammatorio; e di impedire l'infiltrazione dei leucociti polimorfonucleati, che contribuiscono alla distruzione del tessuto connettivo
Per questa azione antinfiammatoria, la boswellia è impiegata con successo nel trattamento dell'artrite, dell'osteoartrite e dell'artrite reumatoidesenza presentare gli effetti collaterali sulla mucosa grastrica dei farmaci dall'azione simile, impiegati tradizionalmente nella cura di questi disturbi.
Il suo utilizzo è consigliato nel trattamento di infiammazioni localidisturbi degenerativi delle articolazioni, ridotte capacità motorie mattutine, dolori muscolarireumatismi, artrosi, infiammazione dei tessuti molli come tendinitimiositifibromialgia.
Per uso esterno si può trovare come ingrediente di pomate e unguenti da spalmare sulle articolazioni doloranti. 

Modalità d'uso

800- mg estratto secco in compresse o capsule lontano dai pasti, distribuito su 2 o 3 assunzioni giornaliere 
Tintura madre 30-40 gc da assumere 2 volte al giorno lontano dai pasti.
Normalmente la letteratura consiglia di proseguire l'assunzione per alcuni giorni dopo la scomparsa del dolore.
Esiste anche l'olio essenziale di boswellia, noto come olio essenziale di incenso, che è antisettico e antireumatico, utile anche in caso di tosse, raffreddore e per riequilibrare il sistema nervoso. 

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Artrite

Controindicazioni

Non sono note controindicazioni nell'utilizzo della Boswellia,  né sono conosciute interazioni con altri farmaci. Tuttavia, l'assunzione può portare in alcuni rari casi degli effetti collaterali quali: 
  • eruzioni cutanee,
  • nausea,
  • diarrea.

Descrizione della pianta

Albero ramificato solitamente non supera i 4-6 metri di altezza, con una chioma ampia e un grosso tronco molto ramificato, dallacorteccia color cenere, che si sfalda in sottili scaglie di aspetto cartaceo. Le grandi foglie composte sono caduche, in quanto la pianta va a riposo nel periodo più caldo e arido, perdendo le foglie e sospendendo le funzioni vitali, per cui si dice che va in "estivazione". I piccoli fiori profumati color bianco-crema sono riuniti in infiorescenze a grappolo dette racemi; il frutto è una piccola drupa trìgona contenente tre semi cuoriformi. 
La resina si ottiene dall'incisione della corteccia, che provoca come risposta la produzione di questa sostanza da parte dell'albero. A contatto con l'aria, la resina indurisce lentamente formando delle perle, dette "lacrime", che conservano il colorebianco crema e la trasparenza tipica delle resine. Ciascuna pianta può produrre fino a un chilogrammo di resina all'anno, e può essere sfruttata per non più di 6-7 anni consecutivi. 

L'habitat della boswellia

Originario dell'India e del Pakistan, cresce in Africa orientale, lungo le coste del Mar Rosso, in SomaliaAbissinia ed Etiopia, nell'Arabia meridionale, in particolare Oman e Yemen. Questa specie preferisce il terreno asciutto delle colline dai suoli calcarei, ma è molto resistente alla siccità e al gelo e tollera situazioni estreme. Cresce anche sulle pendici rocciose, sospesa sui burroni, e la si può trovare fino a 1200 metri di altitudine. 

Cenni storici

Il nome Boswellia è una denominazione attribuita dal botanico inglese William Roxburgh (1751-1815), medico e botanico, autore della prima Flora Indica, ad un genere di piante che annovera numerose specie, alcune molto rinomate fin dall'antichità, poiché forniscono le resine aromatiche note col nome di incenso
L'incenso propriamente detto è definito anche Frankincense, cioè incenso franco (schietto, vero), per distinguerlo dalle altresostanze resinose balsamiche, come mirrabenzoinogalbanostorace. Fin dall'antichità era noto l'uso di queste resine aromatiche per scopi curativi, per fumigazioni disinfettanti dell'ambiente, o per culti pagani nell'area Mediterranea e Mesopotamica, finché divennero il simbolo dell'offerta in tutte le forme cerimoniali di culto religioso.
La boswellia viene utilizzata da sempre nella medicina ayurvedica nei trattamenti per il diabete, per la febbre e alcune patologia cardiovascolari, dermatologiche e neurologiche. 
 http://www.cure-naturali.it/boswellia/3170

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BOSWELLIA 

HABITAT: originaria delle regioni subtropicali dell'Africa e dell'Arabia saudita.
PARTE USATA: la resina.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in acidi boswellici min. 4%, come emerge dai dati della letteratura scientifica. Un estratto molto consigliabile è quello contenente il 65% di acidi boswellici. La sua dose giornaliera va da 7 a 11 mg. per kgdi peso corporeo, suddivisi in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti.
COMPOSIZIONE CHIMICA: è una pianta ricca di oleoresine, che sono miscele di resine e di oli essenziali. La frazione resinosa è composta principalmente da triterpeni. Si ritrova anche una certa quantità di gomme e di gommoresine.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHEAzione anti-infiammatoria: gli acidi boswellici esercitano un'inibizione selettiva su un enzima capace di stimolare la produzione di sostanze endogene che facilitano i processi infiammatori, con conseguente riduzione dei loro livelli nel sangue. 
Inoltre questa pianta sembra anche in grado di inibire le elastasi, enzimi capaci di attaccare e distruggere le proteine notoriamente distruttivi, che attaccano e distruggono il tessuto elastico dei tessuti dove è presente un fatto infiammatorio. 
Sono stati fatti alcuni studi clinici per valutare l'efficacia di questa pianta in pazienti con osteoartrite. Essi ricevevano l’estratto secco di Boswellia titolato al 65% in acidi boswellici per bocca per 3 mesi, mentre la valutazione dell'efficacia era affidata in parte alla compilazione di un questionario sintomatologico da parte dei pazienti stessi e in parte ai risultati di alcuni tests specifici per la malattia artrosica. Inoltre venivano effettuati alcuni altri esami quali la VES ed opportune valutazioni radiologiche. I risultati finali evidenziavano un netto miglioramento dei sintomi dolorosi, con un significativo progresso anche dei risultati dei test specifici. Gli esami radiologici invece non evidenziavano variazioni significative prima e dopo la fine della sperimentazione, mentre gli effetti collaterali registrati sono stati di lieve entità e non tali da richiedere la sospensione del trattamento. 
Azione sull'intestino: è stato fatto uno studio clinico su un gruppo di pazienti con rettocolite ulcerosa di media gravità, ai quali veniva somministrata per bocca una dose di 350 mg al giorno di estratto secco di boswellia titolato al 65% in acidi boswellici per 6 settimane. La valutazione era fatta su una serie di esami eseguiti sia prima della terapia sia al termine della stessa. Un gruppo di pazienti con la stessa patologia che riceveva per bocca 1g. al giorno di sulfalazina serviva come controllo. Al termine della sperimentazione il miglioramento dei parametri esaminati era in media dell'82% con la boswellia e del 75% con la sulfalazina.
Azione sull'apparato respiratorio: è stato fatto uno studio clinico su 40 pazienti di entrambi i sessi con asma bronchiale, cui venivano somministrati per bocca 900 mg al giorno di estratto secco di boswellia titolato al 65% in acidi boswellici o un placebo per un periodo di 6 settimane. Nel gruppo trattato con la boswellia vi è stato un miglioramento clinicamente evidente, confermato anche dal miglioramento di una serie di esami, nel 70% dei soggetti, mentre nel gruppo di controllo i risultati positivi si avevano solo nel 27% dei soggetti.
  • Azione prevalente: anti-infiammatoria e antidolorifica.
  • Altre azioni: antiallergica.
  • Indicazioni principali: infezioni acute delle prime vie aeree, stati febbrili e dolorosi in genere, malattie artroreumatiche, piccola traumatologia sportiva, dolori mestruali, cefalea lieve o moderata, specialmente di tipo muscolotensivo.
EFFETTI COLLATERALI: rari casi di reazioni allergiche cutanee.
CONTROINDICAZIONI: nessuna conosciuta.
INTERAZIONI CON FARMACI: non note.
DATI TOSSICOLOGICI: nel ratto non sono stati osservati effetti negativi sul feto né sugli apparati cardiovascolare, gastrointestinale e respiratorio e neppure sul sistema nervoso. La dose letale nel ratto per bocca è superiore di almeno 100 volte a quella consigliata più sopra.
Gli acidi boswellici somministrati per bocca alla dose di 500 mg per kg di peso al giorno per 6 giorni consecutivi ai ratti a digiuno hanno dimostrato di non danneggiare in alcun modo lo stomaco. Non ci sono dati sul suo uso in gravidanza e durante l’allattamento. Può essere usata in età pediatrica a partire dai 4 anni di età.
BIBLIOGRAFIA.
  1. Kapil A. et al. Anticomplementary activity of boswellic acids--an inhibitor of C3-convertase of the classical complement pathway. Int. J. Immunopharmacol 14, 1139-1143, 1992.
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  4. Singh G.B. et al. Pharmacology of an extract of salai guggal ex-Boswellia serrata, a new non-steroidal anti-inflammatory agent. Agents Actions 18, 407-412, 1986.
  5. Sander O. et al. [Is H15 (resin extract of Boswellia serrata, "incense") a useful supplement to established drug therapy of chronic polyarthritis? Results of a double-blind pilot study] Z. Rheumatol., 57, 11-16, 1998.
  6. Duwiejua M. et al. Anti-inflammatory activity of resins from some species of the plant family Burseraceae. Planta Med., 59, 12-16, 1993.
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  8. Schweizer S. et al. Workup-dependent formation of 5-lipoxygenase inhibitory boswellic acid analogues. J. Nat. Prod. 63, 1058-1061, 2000.
  9. Gupta I. et al. Effects of gum resin of Boswellia serrata in patients with chronic colitis. Planta Med. 67, 391-395, 2001.
  10. Ammon H.P. Boswellia serrata. A review. Wien Med Wochenschr 152, 373-378, 2002
  11. Kimmatkar N. et al. Efficacy and tolerability of Boswellia serrata extract in treatment of osteoarthritis of knee--a randomized double blind placebo controlled trial. Phytomedicine 10(1):3-7, 2003.
 http://www.fitoterapia.in/piante_officinali/boswellia.html
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