Visualizzazione post con etichetta ALLENAMENTO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ALLENAMENTO. Mostra tutti i post

05 marzo 2013

Studiare per diventare somari - la verità sugli studenti



 Studiare per diventare somari - la verità

Serve un super Curriculum 

informazioni convenzionali. 

Sono quelle  informazioni che il  sistema di educazione convenzionale ci impone come presentazione di un individuo .. (ecco perchè il mondo va così bene)
Tutti però sappiamo che non rispecchiano a fondo ciò che è veramente un l'individuo ...   
Molte volte le informazioni sono fasulle, basate su  meritocrazie istituzionali , raccomandazioni e anche di meriti conquistati in cambio di denaro.

 Esse non tengono conto delle vere potenzialità di un individuo, del suo vissuto, delle sue doti e di quello che "è veramente" e sa fare .. 

I titoli di studio non rispecchiano "La Genialità" o la Creatività ...  
La genialità non si compra e non si quantifica con un titolo di studio....  Studiare e capire sono due cose molto diverse...

( Ecco cosa non fa comodo divulgare... Lo studio del cervello umano ci insegna che: "Per studiare cioè imparare a memoria per poi ripetere a pappagallo servono  mediamente un sinapsi neurale da 50 a  100.000 neuroni al secondo".)

Mentre , per studiare e capire con logica ,  comporta un'enorme iperattività dei neuroni ,(capacità di una persone iperattiva per brevissimi periodi) 

cioè nel frattempo  che si sta studiando il cervello crea  associazioni di ricordi vissuti , sentimenti , emozioni, e  milioni di collegamenti logici con altre materie già studiate....  in questo modo si attivano  delle trasmissione neurale di  sinapsi intorno ai  100.000 neuroni al secondo... 
La differenza è enorme !!!
L'immenso interscambio elettrochimico tra questi neuroni  crea nell'individuo  " Il vero bagaglio culturale, (direi la consapevolezza)  in poche parole....  ciò che legge ,ascolta e osserva gli  gli apre un nuovo mondo.....  migliaia di domande conscie e subconsce .....  quelle domande rimarranno nel suo database come delle cartelle in un computer e riempite con altre sottocartelle in futuro ... 
Con ciò nulla sparisce nel tempo,(non parliamo di memoria a pappagallo)  anzi nello stesso momento prolifereranno all'infinito  facendo nascere idee e teorie geniali  ... 

Adesso i perspicaci avranno capito che sia per lo studio che per la comprensione o consapevolezza di ciò che impariamo ci vogliono diverse doti genetiche...

E che possiamo rinchiudere solo un vero somare in una stanza per cinque ore, a studiare a memoria per farlo diventare un  multi laureato domani..Ma un Genio mai !!!

Avete mai chiesto a uno scienziato quanto ossigeno e glucosio consuma un cervello attivo o passivo ?

La differenza è enorme....  Vi posso assicurare che smuovere 100.000 neuroni al secondo non è come muoverne  150.    Ecco perchè il ragazzo iperattivo dopo mezz'ora di studio gli scoppia il cervello...

Esempio: Un ferrari e una fiat con 50 euro di benzina nel serbatoio.... chi dei due fà  più strada ?  chi tiene acceso per più tempo il motore prima di finire il carburante?


La legge della dualità  o della compensazione ci insegna che è impossibile possedere i due opposti contemporaneamente...

Avrete capito anche perche il vostro bambino o ragazzo vivace non riesce a concentrarsi nello studio... per troppo tempo...

Quando vi diranno che è iperattivo .... rispondete se s'anno cosa vuol dire...
e se s'anno che l'iperattività non è solo fisica ma anche celebrale....

Cioè una mostruosa sinapsi celebrale non può mantenere costante l'attenzione per ore... per una quantità  enorme di informazioni che provengono dall'esterno..


Forse adesso il vostro cervello  .... vi chiederà...   Ma una persona geniale, superdotata di un'enorme capacità celebrale riuscirebbe a studiare a pappagallo per ore ?  senza porsi milioni di domande ? e senza farsi distrarre dall'ambiente esterno?  e magari sforzarsi a capire ciò che non ritiene giusto ?


Questo vi farà capire di non forzare mai i vostri ragazzi a fare ciò per cui non sono predisposti geneticamente ... e invece far leva sulle loro immense possibilità si successo, per quello che s'anno fare meglio degli altri....


Non pretendo che nessuno capisca proprio adesso ....


Non cambierò certo io secoli di false convinzioni e false verità ...
Certo sono secoli che il potere occulto  spinge ad educare robot e non figli...

In un modo fatto di poteri servono soldati e robot.... nessuno vuole l'arrivo di altri Messia....

Ma ciò che ho scritto vi avrà sicuramente elettrizzato e svegliato qualcosa che da domani creerà nuove strade verso il sapere...

Raymond Bard Ricercatore scientifico Libero.

28 febbraio 2013

Psicologia dello sport e allenamento della mente - Mental training


Psicologia dello sport e allenamento della mente -  Mental training



L'aspetto psicologico è determinante per un atleta.

 Le tecniche di mental training possono aiutare l'atleta e possono essere un valido aiuto.

 In che modo?


Nelle attività sportive e motorie l'allenamento è il fulcro per il raggiungimento di ogni target che ci si prefigga.
Psicologia dello sport e allenamento della menteSpesso, alla parola allenamento si associa solo l'attività fisica ripetuta con regolarità, costanza e metodo. Ma lo sport non è solo il rendimento del corpo, anzi, si raggiunge la prestazione massimale solo quando mente e corpo sono coordinati, sono tutt'uno. È necessario che corpo e mente vadano di pari passo in un percorso di miglioramento della performance. Se, infatti, è vero che ogni sport e attività fisica richiedono un corpo che funzioni al meglio e che sia abituato (allenato) a rispondere in maniera adeguata agli stimoli allenanti, è anche vero che ogni sport e ogni attività motoria richiedono spiccate capacità di concentrarsi, di gestire le proprie emozioni, di evitare le distrazioni, di tollerare la frustrazione e l'ansia, di riprendersi da una sconfitta e di saper gestire il momento decisivo.
Ad allenare queste ultime funzioni, interviene, con le sue metodologie e i suoi strumenti, la Psicologia dello sport, che si occupa proprio dei processi e delle conseguenze mentali dell'attivita' fisica e sportiva svolta in contesti competitivi, educativi, ricreativi, preventivi o riabilitativi.
L'esordio ufficiale della Psicologia dello Sport in Italia risale al primo Congresso Mondiale sulla Psicologia dello Sport che si svolse nel 1965 a Roma grazie all'impegno del Prof. Ferruccio Antonelli. Nel resto del mondo la sua evoluzione e crescita ha proseguito soprattutto negli USA e nell'Europa del nord.
La Psicologia dello Sport, da sempre, si propone come disciplina che analizza i processi mentali e gli effetti della pratica sportiva direttamente sulla persona, con l'obiettivo di migliorare la strada verso il conseguimento del benessere e della salute per favorire l'incremento della prestazione sportiva.

Le tecniche del Mental Training

Gli strumenti principali utilizzati da questa disciplina sono riconducibili principalmente alle strategie di tipo cognitivo-comportamentale, tra le quali, le più usate sono il goal-setting, le tecniche di imagery e self-talk, le metodiche di autoregolazione dell'arousal, allenamento della concentrazione e gestione dello stress.
La sistematizzazione di queste e di molte altre tecniche, costruisce un vero e proprio programma di allenamento della mente dell'atleta, che impara progressivamente a conoscere sé stesso ed a gestire ed ottimizzare tutte le sue abilità e caratteristiche. In questo senso si definiscono il mental training e lo sport coaching, che rappresentano un vero e proprio allenamento mentale che aiuta l'atleta a potenziare le proprie capacità, nell'assoluto rispetto dell'integrità psicofisica.
Le strategie cognitivo-comportamentali, sviluppate negli anni 70 e tuttora ampiamente utilizzate, mirano a far acquisire all'atleta le abilità di controllare e comprendere i propri processi mentali ed emotivi, partendo dal presupposto che la gestione o la modifica dei processi cognitivi e degli stati emotivi negativi può contribuire al miglioramento della prestazione. Per realizzare i suoi obiettivi, il Mental training interviene sulle funzioni psicologiche determinanti la pratica motoria basandosi sull'elenco delle abilità mentali di base individuate da Martens, nel 1988:

Controllo Arousal (controllo dell'attivazione)

Con il termine arousal è indicata in psicofisiologia l'intensità dell'attivazione fisiologica e comportamentale dell'organismo. Quando l'organismo deve effettuare una prestazione deve attivarsi, cioè mettere in moto una serie di processi caratteristici dello stato di arousal quali l'aumento della vigilanza e dell'attenzione, l'attività dei muscoli che si preparano allo sforzo ed il cuore e i polmoni che si preparano al dispendio di energia. E' di fondamentale importanza per un atleta saper raggiungere e mantenere il livello ottimale di attivazione psicofisiologica richiesto dalla performance, allenandosi con delle semplici tecniche di attivazione o disattivazione secondo le esigenze.

Self-talk (monologo interiore)

Formulare obiettivi e inserirli in una narrazione interna che escluda l'intervento di pensieri intrusivi e distraenti.

Goal-Setting (formulazione degli obiettivi)

Molte volte gli insuccessi di un atleta sono dovuti ad un'inadeguata scala degli obiettivi da perseguire durante il periodo di allenamento, e questa scarsa capacità di pianificare degli specifici standard di abilità da raggiungere in un compito può compromettere l'esito della stagione agonistica. Il Mental Training aiuta l'atleta a scomporre i grandi obiettivi in sub-obiettivi a breve, medio e lungo termine, sufficientemente difficili (e quindi allenanti) ma raggiungibili, mirati al miglioramento graduale della prestazione più che al risultato (spesso imprevedibile).

Gestione Stress (gestione delle emozioni sotto stress)

Lo stato di stress si verifica quando l'atleta percepisce una discrepanza tra la richiesta ambientale (sfida) e le risorse che egli percepisce di avere a disposizione per affrontare la sfida (livello di abilità). Quando le risorse sembrano non bastare l'atleta metterà in gioco strategie di coping non adeguate che non gli permetteranno di superare la sfida. Anche l'allenatore può essere sottoposto a stress ed essere iper o ipo - attivato come i suoi atleti; si renderà quindi necessario adottare delle strategie per abbassare o incrementare il livello di attivazione dell'allenatore e degli atleti per permettere una analisi coerente e veritiera delle richieste stressanti e delle competenze in possesso degli sportivi. Fra le tecniche di gestione dello stress annoveriamo lo Stress Inoculation Training, la desensibilizzazione sistematica (EMDR: eye movement desensibilization and reprocessing) e la ristrutturazione cognitiva.

Abilità attentive (anticipazione e concentrazione)

Con il costrutto di Attenzione, in verità, vengono individuate molte componenti del funzionamento cognitivo. Tra queste alcune tra quelle maggiormente coinvolte e determinanti la performance dell'atleta sono: capacità di anticipazione, capacità di elaborazione dei dati da parte del sistema nervoso, capacità di filtrare le informazioni per trattenere solo quelle rilevanti, capacità di gestione delle emozioni, capacità di restringere ed allargare il focus dell'attenzione, capacità di dirigere l'attenzione all'interno ed all'esterno di sé. La concentrazione, in estrema sintesi, è la capacità di focalizzare l'attenzione su un compito per un determinato periodo di tempo, senza che essa venga distolta da fattori distraenti interni (ad es. pensieri negativi) ed esterni (ad es. il rumore della folla). In questo caso si parla di Focusing. Trattando delle abilità attentive non può essere tralasciato, inoltre, il concetto di "preparazione all'azione" (Holender, 1980) ben distinto dalla concentrazione. Il concetto di anticipazione e gli studi che lo hanno riguardato sostengono che lo scopo di un'azione determina la struttura dell'atto motorio. Qualunque azione motoria è anticipata dalla preparazione cognitiva. Questa competenza anticipatoria è una delle tante capacità che fanno parte dello stile attentivo di una persona.

Imagery (capacità di creare e controllare immagini mentali)

Gli atleti vengono progressivamente allenati alla rappresentazione mentale della propria performance,aiutandosi con stimoli immaginativi che coinvolgono tutti i sensi (sinestesia) e favorendo in questo modo un coinvolgimento emotivo e cognitivo. La capacità di visualizzare comprende alcune attività applicabili allo sport, fra cui l'osservazione di altri atleti in azione (dal vivo o videoregistrati) seguita dalla ripetizione immaginata delle sequenze motorie (allenamento ideomotorio); il passo successivo consisterà nell'esecuzione pratica da parte dell'atleta del movimento prima osservato e poi visualizzato. Allenare la propria capacità immaginativa ha anche un forte valore di allenamento delle capacità di attenzione e concentrazione che trova la sua declinazione nel miglioramento della selettività corticale, come evidenziato da Goleman (2003), infatti l'attenzione funzionante ai suoi migliori stansard "implica piccole aree chiaramente demarcate di eccitamento corticale, circondate da aree di inibizione. Quando si verifica una sbavatura nella demarcazione del cervello di eccitazione e inibizione, c'è un passaggio di eccitazione alle aree cerebrali irrilevanti per il compito del momento. La specificità corticale ben regolata, d'altra parte, caratterizza un funzionamento da svegli ben riposati che permette la flessibilità nell'affrontare le domande ambientali con risposte abili e funzionali. La flessibilità neurologica che sottostà al meccanismo dell'attenzione focalizzata permette all'attivazione cognitiva e neurale di cambiare a seconda delle richieste situazionali fluttuanti".
La tecnica dell'Imagery, preceduta sempre da una breve seduta di rilassamento, viene anche utilizzata prima della gara come momento di concentrazione e di visualizzazione del percorso.

Rilassamento

Le tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno o il Rilassamento Progressivo di Jacobson, vengono utilizzate per prendere consapevolezza della tensione muscolare a riposo e in attività (Inventario corporeo), per gestire situazioni ansiogene o stressanti, sono preparatorie a qualsiasi attività immaginativa e rappresentano già, esse stesse un primo passaggio di allenamento delle competenze attentive. Inoltre, nello specifico la tecnica del Training Autogeno, ha il potenziale di funzionare come Metafora che permette di sperimentare quanto, una giusta focalizzazione sulla performance aiuta ad ottenere il risultato che ci si prefigge.

Incremento della motivazione e dell'autostima

L'acquisizione di fiducia in sè è la vera chiave della motivazione: se l'atleta ha fiducia in sè e in quello che è in grado di fare non solo è motivato, ma accresce le sue probabilità di avere successo. Fino a quando l'atleta cercherà solo nell'ambiente esterno di soddisfare i suoi bisogni di sicurezza, stima ed approvazione, la vittoria gli sfuggirà, poichè il suo senso di identità personale sarà dipendente da fattori esterni di cui avrà bisogno. In questo caso in Psicologia di parla di locus of control: un soggetto con locus of control esterno tenderà ad attribuire le cause di tutto ciò che gli accade all'ambiente fuori da sé; al contrario un soggetto con locus of control esterno tenderà ad attribuire la causa di tutto ciò che gli accade a sé stesso. In entrambe i casi l'intervento del Mental Trainer sarà focalizzato a riportare il sentimento dell'atleta in una direzione di self efficacy equilibrata, arrivando alla comprensione che ciò che mi accade è determinato da cause esterne ed interne che si intrecciano dialetticamente. Il vero miglioramento della performance sta nell'avere una buona competenza di analisi e attenzione, che permetta di far individuare tutte le componenti che causano un evento dipendenti da me e saperle migliorare.

Gestione dell'ansia pre-agonistica

La prevenzione ed il trattamento dell'ansia costituiscono uno dei principali problemi e dei maggiori obiettivi della medicina e della psicologia dello sport. L'ansia preagonistica è legata all'imminenza di una competizione particolarmente impegnativa e temuta. Le tecniche di gestione dell'ansia pre-agonistica meggiormente usate sono ad esempio il rilassamento e la desensibilizzazione sistematica, da apprendere sotto la guida dello psicologo dello sport e da esercitare poi autonomamente e regolarmente.

Quando ci si rivolge alle tecniche di Mental Training?

L'allenamento mentale dell'atleta è, quindi, una componente essenziale dell'allenamento sportivo. Senza dubbio si può affermare che un atleta che alleni solo la parte fisica delle sue competenze di performance raggiungerà risultati parziali. Questo il presupposto che fa del Mental Training un pilastro irrinunciabile dell'allenamento motorio dell'atleta che vuole realmente migliorare la sua performance. Esiste una casistica che evidenzia come al Mental Trainer si rivolgano di solito l'allenatore di un Club o di una squadra, lo staff dirigenziale e il singolo atleta, professionista o non. Holm, Beckwith, Ehde e Tinius (1996), hanno dimostrato come un programma comprendente self-talk, imagery e goal-setting, proposto a tennisti di college universitari, contribuisse a determinare una significativa riduzione dell'ansia competitiva. Altri autori, utilizzando programmi di allenamento mentale in diverse discipline sportive, hanno ugualmente riscontrato riduzione dell'ansia e miglioramento della fiducia (Daw e Burton, 1994; Maynard, Smith e Warwick-Evans, 1995; Murphy e Woolfolk, 1987; Weinberg, Seabourne e Jackson, 1981).
Le motivazioni più frequenti per cui è richiesto il Mental Training sono relative ad una posizione in classifica non soddisfacente, difficoltà di attenzione e concentrazione, alla riabilitazione psicofisica del disabile, a rilevanti e controproducenti sintomi riconducibili ad ansia e stress, a problemi di relazione con l'allenatore, o di burn out, di depressione o sintomi psicosomatici dell'atleta, alla vigilia di un importante avvenimento sportivo o ad un semplice desiderio di completare l'allenamento fisico con l'allenamento mentale. Il compito del mental training, in tutti questi casi, è sostenere l'individuo e il gruppo nella gestione delle richieste situazionali dell'attività sportiva, aiutandolo a fronteggiare i problemi sfruttando il proprio bagaglio di conoscenze che possono contribuire al miglioramento della performance e della promozione del benessere e della fitness integrata della persona.
Ultimo aggiornamento dell'articolo: 
I professionisti del fitness

30 gennaio 2013

Personal Trainer - Istruttore di Fitness e Benessere privato - Perchè ?

 Personal Trainer - Istruttore di Fitness e Benessere privato - Perchè?

Non buttare via il tuo tempo ,senza risultati e fatica inutile .... Potresti abbandonare per sempre!! Ecco perchè farsi seguire da un Personal Trainer

Non buttare via il tuo tempo .....
 Senza risultati e fatica inutile .... 
Potresti abbandonare per sempre!! 

Ecco perchè farsi seguire da un Personal Trainer.


Disponibili  in base al tuo tempo libero e le tue esigenze, concordando e pianificano le sessioni di allenamento.


 Il Personal Trainer ti aiuterà  a raggiungere i tuoi  obiettivi desiderati, aiutandoti nel tuo percorso verso un benessere a 360°.
 
Ecco le 12 ragioni per farsi seguire da un Personal Trainer


  • Motivazione. Il Personal Trainer può avere diverse facce, può essere non solo un coach, ma anche un educatore, un confidente, un modello da seguire, la maggior fonte di incoraggiamento e motivazion
  • Costanza. Trovi difficile seguire il tuo programma? Pianificare appuntamenti regolari con un PT ti aiuta ad eliminare ogni scusa per non allenarti
    1. Sicurezza. Il PT ti mostrerà come allenarti correttamente, in assoluta sicurezza (escludendo gli esercizi per te inadatti e da evitare) e come utilizzare al meglio le attrezzature,evitando incidenti e infortuni a breve e a lungo termine.
    2. Programma Individuale. Ad ognuno il proprio programma, non è detto che ciò che funziona per un individuo, funziona per tutti gli altri. Ogni persona ha un apparato osteo-articolare,muscolare,sistema nervoso,equilibrio ormonale e recupero, diverso da ogni altro...
    3. Allenamento efficace. Nessuno ha tempo da sprecare in una routine di allenamento inefficace ed improduttiva. Il tuo PT ti aiuterà a massimizzare il tuo tempo per raggiungere i tuoi obiettivi il più velocemente possibile.
    4. Supervisione. Hai bisogno di qualcuno che ti osservi mentre fai gli esercizi? Che ti dia un feedback sul tuo modo di correre? Il tuo PT serve proprio a questo: ad osservare, ad assisterti, e, se necessario a correggerti,spiegandoti cosa fai e perchè lo fai...
    5. Preparazione sportiva: Vuoi battere il tuo miglior amico in una partita di tennis,calcio,nuoto,corsa,bici? Il tuo PT è in grado di prepararti atleticamente per ogni prestazione sportiva.
    6. Riabilitazione. Un PT in base alle sue conoscenze ed esperienze è in grado di preparare un programma di riabilitazione post-traumatica(magari in collaborazione di un medico fisiatra)  o uno di riequilibrio muscolare per evitare incidenti futuri.
    7. Allenamenti speciali. Numerose ricerche testimoniano che anche gli individui con problemi particolari possono migliorare la propria condizione attraverso l'allenamento. Molti PT sono in grado di far allenare efficacemente e in tutta sicurezza chi soffre di osteoporosi, diabete, asma e problemi cardiaci.
    8. Autostima. E' un dato di fatto, chi si sente in forma appare in forma, e vice versa. Il tuo PT non solo ti farà raggiungere gli obiettivi, ma ti aiuterà a settarne sempre di più ambiziosi mettendoti in condizione di vincere nuove sfide.
    9. Benessere e futuro. Il Personal trainer dopo un certo numero di sedute ti avrà educato sul benessere nella sua totalità, Sarai capace di continuare anche da solo e insegnare ai tuoi cari ciò che hai imparato e messo in pratica...
    10. Gratitudine. Nessuno mai dimentica il proprio Personal Trainer. Il bravo PT è colui che cambia non solo l'aspetto fisico e motorio, ma vi cambia la vita totalmente...  Non ha prezzo in denaro ciò che colui fà.....       

    29 ottobre 2012

    GLICOGENOSI - SI MANGIA SEMPRE, DATO CHE IL CORPO NON SCOMPONE IL GLICOGENO IN GLUCOSI, STANCHEZZA CRONICA, DOLORI MUSCOLARI


    Le glicogenosi sono un gruppo di malattie metaboliche rare che colpiscono un bambino su 100.000 nati, e può manifestarsi  anche in età avanzata.

    Sintomi
    Le diverse forme di glicogenosi sono accomunate sul piano clinico dal fatto di presentare sintomi a carico dell'apparato muscolare (affaticabilità, ipotonia, ipotrofia, dolore ecc.) soprattutto durante l'esercizio fisico prolungato ma, talora, anche nella normale vita quotidiana. Accanto ai sintomi muscolari, se ne descrivono molti altri, a seconda degli organi danneggiati in quel tipo specifico di glicogenosi: sintomi da insufficienza cardiaca, epatica, respiratoria ecc.
     Sono dovute alla carenza o al deficit funzionale di uno degli enzimi coinvolti nel metabolismo del glicogeno, il polisaccaride che funge da deposito e da riserva per le molecole di glucosio, che l'organismo utilizza prontamente in caso di bisogno di energia. 

    Un accumulo di glicogeno nei tessuti (fegatomuscolirenecervello) provoca gravi alterazioni organiche. Le persone affette da glicogenosi, non potendo utilizzare i propri depositi di zuccheri, sono costrette a mangiare continuamente sia di giorno che di notte per evitare di cadere in ipoglicemia, con possibile insorgenza di convulsioni e coma, pertanto richiedono una continua e attenta sorveglianza.
    I difetti enzimatici alla base delle glicogenosi sono causati da errori del genoma, che si trasmettono per via ereditaria come fenotipo autosomico recessivo, tranne il tipo VIII, che si eredita come fenotipo recessivo legato al cromosoma X.
    Attualmente si conoscono 8 forme di glicogenosi:
    • GSD tipo I: è una forma severa che colpisce 1/centomila abitanti, l'enzima mancante è il G6P-fosfatasi presente solo nel fegato; i soggetti affetti da questa patologia non possono resistere al digiuno, andando incontro velocemente ad una crisi ipoglicemica. il G6P-fosfatasi è l'unico enzima in grado di convertire il glicogeno in glucoso, è l'unico enzima del glicogeno all'interno del reticolo endoplasmatico, è presente solo nel fegato e in piccole percentuali nel rene, idrolizza anche il carbamil fosfato e il pirofosfato, si forma nel citosol e un trasportatore lo veicola al RE. Tuttavia in alcune glicogenosi di tipo I il G6P-fosfatasi può essere presente ma viene a mancare il trasportatore di questo che lo veicola al RE. I sintomi che caratterizzano questo tipo di glicogenosi sono: ipoglicemia a digiuno, epatomegalia (dovuta ad un aumento del glicogeno nel fegato), ritardata crescita nell'adolescenza, iperlipidemia con possibile steatosi, aumento dei corpi chetonici e un aumento degli acidi grassi in circolo (perché l'ipoglicemia induce iperinsulinemia). Esistono forme diverse di glicogenosi di tipo I:
      • Ia dove è assente l'unità catalitica di G6P-fosfatasi;
      • IaSP dove manca una proteina che stabilizza l'enzima;
      • Ib manca il trasportatore per il RE;
      • Ic manca il trasportatore di Pi e PP;
      • Id manca il trasportatore del glucoso dal citosol al reticolo.
    • GSD tipo II: l'enzima mancante è l'alpha1-4glucosidasi, questo enzima non è specifico per il glicogeno ma idrolizza anche i legami del maltoso (disaccaride costituito da due molecole di glucoso con legame alpha1-4glucosidico) e tutti gli altri materiali aventi questo tipo di legame. l'accumulo si presenta a carico di tutti i tessuti ma soprattutto a livello del fegato e del muscolo scheletrico. Non si riscontrano alterazioni dell'omeostasi glicemica. Esiste una forma infantile severa caratterizzata da cardiomegalia, ipotonia muscolare ed epatomegalia, in questo caso il decesso del paziente si riscontrerà entro i primi 2-3 anni di vita.
    • GSD tipo III: riproduce anche se in forma più lieve i sintomi di quella di tipo I. L'enzima mancante è l'enzima deramificante, quindi il glicogeno riesce ad essere degradato solo parzialmente e il quantitativo di glucoso liberato sarà ridotto. Si instaura un aumento di glicogeno epatico e muscolare, caratterizzato da numerose ramificazioni e catene laterali molto corte. È necessario seguire una dieta controllata.
    • GSD tipo IV: è tra le più rare di tutte le glicogenosi, l'enzima mancante è l'enzima ramificante (glucosil4-6transferasi), l'assenza i questo comporta una sintesi anomala di glicogeno con scarse ramificazioni e quindi poco solubile. Le manifestazioni cliniche sono: epatomegalia, cirrosi con ipertensione portale, ipotono muscolare e morte nei primi 2-3 anni di vita. È una patologia multi sistemica, quindi, il trapianto di fegato a lungo termine non è ancora noto.
    • GSD tipo V: deficit di fosforilasi muscolaremalattia di McArdle si manifesta in individui nella seconda-terza decade, in soggetti che presentano una storia di mioglobinuria, dolori e crampi muscolari.
    X-Linked: con un deficit dell'attività fosforil.chinasica del fegato;
    Autosomica: o con deficit dell'attività fosforil-chinasica a carico di fegato e muscolo o con deficit dell'attività fosforilasica del fegato.
    • GSD tipo VII: deficit di fosfofruttochinasi muscolaremalattia di Tarui, il compito di questo enzima è quello di convertire il F6P in F1,6BP. È un enzima chiave nella regolazione della glicolisi. Manifestazioni cliniche sono: affaticamento muscolare e intolleranza all'esercizio fisico.
    • GSD tipo VIII: caratterizzata dalla presenza dell'enzima fosforilasi epatica ma in forma inattiva. Manifestazioni cliniche sono: epatomegalia presente dalla prima infanzia e progressiva cerebropatia degenerativa.
    I tipi I, II, III sono le forme più frequenti, coprendo più del 90% dei casi. I soggetti affetti da glicogenosi devono alimentarsi almeno due volte durante la notte. Ciò comporta un sonno non sereno né per loro né per i loro genitori o chi gli sta accanto. Per ovviare a ciò può essere utilizzata la nutrizione enterale notturna, che consente al piccolo di riposare serenamente. Ciò richiede l'applicazione di un sondino naso-gastrico, cioè un tubicino che attraverso la narice raggiunge lo stomaco del paziente. Il sondino va poi collegato con un raccordo a una pompa che spinge per tutta la notte una miscela di latti speciali, evitando in questo modo l'ipoglicemia.

    Terapia 

    Per curare la glicogenosi bisognerebbe correggere il difetto enzimatico della persona affetta da questa malattia. 

    Terapia consigliataRallentare l'attività fisica e adottare una dieta iperproteica.

    Collegamenti esterni 

    L'Associazione Italiana Glicogenosi (A.I.G.), con sede ad Assago (Milano), sta cercando di reperire dei fondi per la ricerca anche grazie all'aiuto di alcuni benefattori.

    09 ottobre 2012

    STRETCHING DEI LOMBARI - KAMA FITNESS

    Difficoltà: Appagamento:
    Partner in posizione supina. Piegale le gambe e tienile unite. Appoggia le mani sulle sue ginocchia e spingile verso il busto fi no a farle sentire una leggera tensione nella zona lombare, mantieni per 30 secondi. Rilascia poi spingi di nuovo fi no a farle sentire uno stiramento maggiore.

    STRETCHING DEI LOMBARI

    http://www.kama-fitness.com/

    DORSALI REMATORE CON BILANCIERE - KAMA FITNESS


    DORSALI

    REMATORE CON BILANCIERE

    Difficoltà: Appagamento:
    Disponiti in piedi tenendo un bilanciere con una presa oltre le spalle. Palmi rivolti verso di te, piedi paralleli all’altezza delle spalle, gambe leggermente fl esse. Piega il busto quasi parallelo al pavimento tenendo la schiena diritta. Inspirando distendi le braccia verso il basso ed espirando solleva il bilanciere fi no a fargli toccare lo sterno. Riabbassalo poi in posizione iniziale.

    http://www.kama-fitness.com/


    PETTORALI SU SWISS BALL - KAMA FITNESS


    PETTORALI  SU SWISS BALL

    Difficoltà: Appagamento:
    Distenditi su una swiss ball tenendo la testa e la schiena ben appoggiate. Addominali contratti e piedi ben posizionati a terra. Impugna due manubri e tieni le braccia distese sopra il petto. Inspirando abbassa i manubri ai lati del petto fi no a sentire un completo stiramento. Espirando riporta i manubri in posizione iniziale seguendo una linea convergente ideale.
    http://www.kama-fitness.com/

    CURLS di bicipiti kama fitness


    CURLS   bicipiti

    Difficoltà: Appagamento:
    Posizionati in ginocchio con l’addome contratto e il busto eretto. Esegui le fl essioni delle braccia contraendo il bicipite quando il braccio è fl esso e controllando bene la discesa a braccia distese. Dalla posizione di massima accosciata contrai le cosce e i glutei sollevando il sedere poi scendi lentamente in posizione iniziale.
    http://www.kama-fitness.com/



    ADDOMINALI SOLLEVAMENTO DELLE GAMBE kama fitness

    ADDOMINALI

    SOLLEVAMENTO DELLE GAMBE

    Difficoltà: Appagamento: Distenditi supina sul pavimento e ancorati con le mani al tuo partner. Mantieni le gambe e i piedi distesi e sollevali più in alto che puoi. Il partner li spingerà verso il basso. Controlla la discesa e ritorna in posizione iniziale prima che i talloni arrivino a terra. Inspira quandoabbassi le gambe, espira quando le sollevi.

    http://www.kama-fitness.com/

    29 settembre 2012

    Dimagrire velocemente senza farmaci con i guggulsteroni e un allenamento personalizzato




    Chi desidera ottenere una maggiore definizione muscolare non deve rivolgersi solo a prodotti realizzati in laboratorio, ma può anche scegliere integratori naturali come i guggulsteroni. Questa sostanza vegetale viene ricavata dalla resina di un albero, il commiphora mukul, che cresce in India, Asia ed Africa.
    I guggulsteroni, ottenuti dall’incisione del tronco, sono utili per tutti coloro che desiderano avere un fisico più tonico e tenere sotto controllo il peso. Questi integratori agiscono stimolando la ghiandola tiroidea diretta responsabile del metabolismo

    L’utilizzo principale, però, sopratutto nel mondo del fitness, è per favorire il dimagrimento. L’assunzione di guggulsteroni, solitamente compresa tra 75 e 180 milligrammi al giorno preferibilmente ai pasti, abbinata ad una dieta ipocalorica ed all’attività fisica calibrata alla persona (personalizzata da un buon preparatore fisico)  permette di ottenere buoni risultati in qualche settimana.
    (digitare su google "raymond bard")


    Commiphora mukul è una pianta tropicale spinosa, molto utilizzata in India, dove nel 1987 ha ottenuto, l'ancor valida, autorizzazione alla vendita come prodotto ipolipidemizzante (utile per abbassare i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi). Incidendone la corteccia alla base del tronco, lascia trasudare una resina, volgarmente chiamata gomma guggul, che ne costituisce la droga. Con un processo analogo, operato su una pianta -Commiphora molmol-  appartenente alla stessa famiglia, si ottiene la mirra.
    Commiphora mukul Tra i cultori della medicina alternativa, la gomma guggul è considerata un ottimo rimedio per riequilibrare i valori dei lipidi plasmatici ed in modo particolare del colesterolo LDL (o "cattivo").
    La droga, utilizzata in Occidente con il nome di gomma guggul, è il risultato di una serie di estrazioni chimiche atte a concentrarne i princìpi attivi ricercati e ad allontanarne quelli responsabili degli effetti indesiderati.

    Gli estratti standardizzati contengono una sostanza detta guggulipide, a sua volta costituito da composti steroidei chiamati guggulsteroni (gugglsterone E e gugglsterone Z).
    Non è ancora chiaro l'esatto meccanismo d'azione tramite cui il guggulipide esplicherebbe la propria attività ipocolesterolemizzante ed ipolipidemizzante. Tra le varie ipotesi avanzate vi è anche una possibile azione stimolante a livello della ghiandola tiroide, che ne giustificherebbe l'impiego come riducente del grasso corporeo (la Commiphora mukul è ingrediente comune di molti supplementi dimagranti atti ad elevare il metabolismo). Allo stesso modo, mancano certezze sulla reale efficacia ipocolesterolemizzante del guggul.
    Nel corso di varie indagini cliniche, molte delle quali condotte nel suo territorio di origine (India), il guggul si è dimostrato efficace nel ridurre i valori di colesterolo totale, trigliceridi e LDL, aumentando nel contempo la frazione HDL (colesterolo buono). Sono inoltre emerse evidenze su una sua possibile azione antiaterogena e fibrinolitica, utile nella prevenzione dei gravi eventi cardiovascolari riconducibili alla formazione di trombi ed ateromi (angina, infarto, ictus, claudicatio intermittens, trombosi venosa profonda ecc.).


    Dosaggi: l'azione terapeutica del guggul è stata valutata in diversi studi clinici mediante somministrazione di compresse da 500 mg, contenenti 25 mg di guggulsteroni, da assumersi 3 volte al giorno per un totale di 1500 mg/die. Nel sopracitato studio di Szapary e coll., si sono raggiunti dosaggi di 2 grammi/die, senza ottenere alcun effetto benefico.


    Effetti collaterali: sono in genere lievi e limitati alla comparsa di rush cutanei (arrossamenti, pruriti) nei primi giorni di trattamento in pazienti ipersensibili agli estratti. Sono inoltre possibili reazioni indesiderate a livello gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea, eruttazione, singhiozzo), accompagnate a cefalea ed apprensione.

    Si possono verificare mal di testa, eruzioni cutanee, sensibilità delle pelle e singhiozzo, ma si tratta di disturbi di lieve entità e che, comunque, possono essere ridotti con l’utilizzo della forma raffinata e purificata di guggulsteroni disponibile in commercio.
    L’utilizzo di questo integratore naturale è sconsigliato a chi invece soffre di particolari patologie alla tiroide o durante la gravidanza e allattamento. Bisogna prestare attenzione, inoltre, se si assumono farmaci per la fluidificazione del sangue. Per ogni informazione, però, è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia.


    22 giugno 2012

    ATTIVITA' FISICA - NON SPACCARE SE POI NON SAI PIU' RICOSTRUIRE..


    ALLENATI MA RISPETTA I TEMPI DI RECUPERO - RAYMOND TRAINING


    SINTOMI DEL SUPER ALLENAMENTO


    CAUSE DEL SUPER ALLENAMENTO


    Attività fisica - Non spaccare se poi non sai più ricostruire - Raymond Bart Training


    Perchè le donne odiano fare attività fisica per dimagrire - raymond bard


     Perchè dici questo ?

    Le tue prime esperienze sono state positive ?

    Chi ti ha dato le indicazione per farla ?

    Sai che l'attività fisica può essere costruttiva e distruttiva ?

    Conosci bene il tuo corpo e come funziona?

    Le tue fonti di conoscenza sono giornali, riviste, pubblicità, telenovelas , dicerie da parrucchIera? 

    Chi guadagna dall'ignoranza collettiva?

    Quanto hai speso in una vita per raggiungere la tua forma fisica? 
    ...e quanto spenderai per mantenerla ?


    Clicca su post più vecchi

    Clicca          su       post più vecchi

    VEDI TUTTO IN VERSIONE WEB

    VEDI TUTTO IN VERSIONE WEB

    INTEGRATORI

    BENESSERE

    Macrolibrarsi

    Scrivi a Raymond Bard @: raymondbard@hotmail.it

    Nome

    Email *

    Messaggio *

    POST PIÙ POLOLARI DEGLI ULTIMI 7 GIORNI