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29 agosto 2014

Klamath le microalghe miracolose dimenticate dall'uomo - proprietà antinfiammatorie antitumorali immunomodulanti psico neuro protettori


Le microalghe del lago Klamath sono, tra le alghe verdi-azzurre commestibili, le uniche a crescereselvatiche in un lago tra i più incontaminati e ricchi di depositi minerali vulcanici che esistano oggi sul pianeta. Le alghe verdi azzurre sono alla base di tutta la catena alimentare e vitale, essendo in realtà cianobatteri, cioè i più primordiali e fondamentali fotosintetizzatori, responsabili ancora oggi dell'80% dell'ossigeno del pianeta. Hanno dunque una densità e completezza nutrizionaleeccezionale, che nel caso dell alghe Klamath è resa assolutamente unica dalle condizioni ideali in cui cresce: acqua pura, 300 giorni di sole l'anno, continuo rifornimento di materiali di origine vulcanica, inverni freddi che ne stimolano la produzione di importantissimi acidi grassi essenziali.
Queste microalghe hanno una dotazione completa di vitaminemineraliaminoacidi liberi e in catena proteica, enzimipigmentiacidi grassi essenziali, e tutto ciò nella forma maggiormente biodisponibile, e in una sinergia che conferisce a queste microalghe evidenti proprietà nutriterapiche. Le Cascade Mountains, all'interno delle quali si trova il lago Klamath, sono un parco naturale protetto dal governo U.S.A. La raccolta delle alghe è attentissima e perfettamente regolamentata.
Una straordinaria fonte di energia naturale

La Klamath è considerata la 'regina' delle microalghe verdi-azzurre perché è l'unica specie commestibile per l'uomo che cresce spontanea e rappresenta oggi il cibo selvatico più ricco enutriente tra tutti quelli conosciuti. Le alghe si riproducono con un ritmo di crescita esponenziale elevatissimo quadruplicandosi ogni quindici minuti e il 99% (meno dell'1% viene raccolto) di esse ricade sul fondo fertilizzandolo ulteriormente. Il lago produce oltre 10 milioni di tonnellate di Klamath ogni estate.

La verde-azzurra del lago Klamath, per secoli utilizzata dalla tribù degli indiani locali dal nome omonimo, è non solo il cibo più completo oggi conosciuto, ma, grazie alla parete cellulare morbida che consente di rilasciare e rendere biodisponibili tutti i nutrienti nel nostro organismo, anche il più assimilabile in assoluto.


Vitamine
La Klamath si contraddistingue soprattutto per l’elevato contenuto di vitamine del gruppo B, e soprattutto della sempre più rara ed essenziale B12. i Inoltre, la Klamath è un’ottima fonte di vitamina K, essenziale per le ossa. A differenza di altre microalghe come la spirulina, il suo spettro vitaminico è completo, e include anche la vit.C  
Minerali e oligoelementi.  
Le Klamath sono l’unica fonte nutrizionale contenente lo spettro completo dei minerali e oligoelementi necessari all’organismo umano in una forma sinergica e perfettamente assimilabile.
Aminoacidi 
Le Klamath contengono dal 60% al 70% di proteine nobili. E’ l’unico cibo conosciuto a possedere ben 20 aminoacidi. In particolare, la proporzione degli aminoacidi essenziali è praticamente identica a quella ritenuta ottimale per il corpo umano, che le rende perfettamente assimilabili sotto il profilo proteico. ii  
Acidi grassi essenziali  
La Klamath è tra le fonti vegetali più ricche di Omega-3 e Omega-6, nella proporzione ritenuta ottimale dai nutrizionisti (2-1), ed è capace di di normalizzare il metabolismo dei grassi. iii  
Caroteni, ficocianine, clorofilla, cianoficine  
Ricchissima di pigmenti antiossidanti, tra cui spiccano le potentissime ficocianine, la Klamath fornisce, oltre ai più importanti antiossidanti endogeni (SOD e glutatione), il più alto contenuto di betacarotene fra tutti i cibi conosciuti, perfettamente assimilabile perché presente nelle forme cis e trans in maniera bilanciata. iii Cosa ancora più importante, il betacarotene nella Klamath è parte dell’intero corredo dei carotenoidi (alpha, gamma, etc.), ed è ormai ampiamente dimostrato che solo l’insieme dei carotenoidi esplica una potente azione antiossidante, laddove il betacarotene da solo svolge addirittura un ruolo ossidante. iv  
Assimilabilità 
La Klamath è perfettamente assimilabile non solo per la sinergia calibrata e bilanciata di tutti i suoi nutrienti, ma anche per la sua membrana cellulare, formata da una lipoglicoproteina simile al glicogeno umano, che il nostro organismo assimila immediatamente come fonte di energia immediata.  

Valori nutrizionali

Ricerche e studi  

Non è solo l’eccezionale profilo nutrizionale a conferire a queste microalghe evidenti proprietà nutriterapiche, ma anche l’abbondante presenza in esse di specifiche molecole (ficocianine, clorofilla, cianoficine, specifici polisaccaridi, etc.) immunomodulanti, antinfiammatorie, antiossidanti ed ematopoietiche. Dopo quasi venti anni di diffusione tramite il passaparola di consumatori soddisfatti, da alcuni anni si è finalmente cominciato a realizzare importanti studi accademici sulle loro proprietà, e si possono già delineare alcune aree privilegiate in cui l’azione della Klamath risulta particolarmente marcata. In uno studio condotto da un comitato composto da 5 medici indipendenti, incluso un medico legale, sono stati vagliati migliaia di casi in cui pazienti affetti dalle più svariate patologie rivendicavano straordinari effetti di guarigione. Il comitato ha selezionato solo i circa 300 casi che rientravano entro rigidi parametri diagnostici e clinici (precisa diagnosi medica iniziale, fallimento riconosciuto del successivo trattamento medico, svolgimento del programma a base di alghe Klamath effettuato sotto continuo controllo medico). Lo studio ha così evidenziato 8 aree in cui la Klamath ha dimostrato una chiara azione di guarigione: asma, allergie, stati infiammatori, sindrome della stanchezza cronica, insufficienze immunitarie, diabete, depressione, problematiche neurologiche. v Altri studi più specifici hanno valutato le seguenti aree:  
Area immunitaria
  • In due studi successivi presso l’Università di Montreal, si è visto che entro 2 ore dall’assunzione di appena 1.5 gr. di Klamath si produce una migrazione del 40% dei leucociti NK (cellule natural killer) dai linfonodi al sangue, e poi dal sangue verso organi e tessuti, mentre il restante 60% aumenta il numero di adesioni. L’azione però è di carattere indiretto, e i ricercatori speculano che si produca tramite il canale comunicativo intestino/cervello. Questo è importante, in quanto definisce la Klamath come immunomodulatore anziché come immunistimolante. vi
  • Sempre nello studio di Montreal, i ricercatori hanno verificato la capacità della Klamath di ridurre l’azione eccessiva delle cellule polimorfonucleate (PMN), e dunque di abbassare la produzione di radicali liberi e il livello di infiammazione generale dell’organismo. vii
  • Un altro importante studio in corso di pubblicazione ha dimostrato la capacità della Klamath di stimolare l’attività dei macrofagi, soprattutto grazie al suo contenuto di un nuovo e specifico polisaccaride che, una volta isolato, ha mostrato un’attività dieci volte maggiore dei ben noti lipopolisaccaridi (LPS). viii 
Area tumorale 
L’azione anti-tumorale delle Klamath è ovviamente direttamente legata alla sua azione immunoregolatrice. In questo senso, la Klamath costituisce un ottimo sostegno nutrizionale immunitario a qualsiasi strategia di prevenzione e di cura dei tumori. Più specificamente:
  • Uno studio in vitro ha messo in luce che la Klamath possiede proprietà antimutageniche. ix
  • Uno studio eseguito dall’equipe della dr.ssa Jensen, che ne sta preparando il relativo manoscritto, ha dimostrato come grazie al suo alto contenuto di ficocianine la Klamath sia in grado di produrre l’apoptosi di alcuni tipi di cellule tumorali. x
  • Le ficocianine, di cui la Klamath è ricca (15% del peso a secco), hanno dimostrato di inibire selettivamente l’enzima COX-2, ma non il COX-1. Si tratta di un risultato molto promettente in quanto la presenza eccessiva di COX-2 è tipica di vari tipi di tumore al seno, e la sua riduzione sembra in grado di bloccare l’angiogenesi e di rallentare la crescita tumorale. xi 
Area anti-infiammatoria 
La Klamath è una delle fonti più ricche di antiossidanti. Soli 2 gr. di Klamath contengono circa il 50% dello RDA giornaliero di betacarotene, corredato da numerosi altri carotenoidi, tra cui alpha-carotene, gamma-carotene, zeaxantina, astaxantina, luteina e licopene. La sinergia di questi antiossidanti con altre vitamine (C,E) e minerali (selenio, zinco, manganese, etc.), tutti presenti nella Klamath, sarebbe di per sé sufficiente a svolgere una significativa azione antinfiammatoria. Ma le Klamath, come altre verdi-azzurre anche se in concentrazioni più elevate, è ricca di ficocianine, le cui proprietà antinfiammatorie sono state evidenziate da diversi studi:
  • Le ficocianine sono dei potenti antagonisti dei radicali liberi xii , e svolgono una significativa azione epatoprotettiva. xiii
  • Le ficocianine hanno dimostrato di inibire l’infiammazione auricolare xiv , e di prevenire la colite indotta da acido acetico nei topi. xv Questi studi hanno messo in risalto come l’azione antinfiammatoria delle ficocianine si esplichi attraverso l’inibizione del leucotriene B4, coinvolto in numerosi processi infiammatori, sia generali che specifici.
  • In uno specifico studio sulla Klamath, è stato dimostrata la capacità di questa microalga, grazie al suo contenuto di Omega 3 e ala sua capacità di aumentarne i livelli organici, di ridurre i livelli plasmatici di acido arachidonico, precursore delle principali prostaglandine e leucotrieni infiammatori. xvi Mentre l’azione antinfiammatoria per mezzo delle ficocianine è propria anche di altre verdiazzurre, questa azione antinfiammatoria è specifica della Klamath (altre verdi-azzurre come la Spirulina sono prive di Omega 3).  
Area antivirale  
Le verdi-azzurre in generale sono ricche di sostanze antivirali, come messo in luce da diversi studi su diversi tipi di microalghe. Anche se non esiste ancora nessuno studio specifico in questo campo sulle Klamath, esiste una ampia casistica empirica con importanti risultati su patologie che vanno dall’herpes alle varie forme di epatite. Va comunque detto che la potente azione immunoregolatrice della Klamath, così come il suo contenuto in molecole immunostimolanti (polisaccaridi, ficocianine, etc.), mettono il sistema immunitario in condizione di far fronte adeguatamente alle più diverse problematiche virali. Più specificamente, la Klamath contiene diversi tipi di polisaccaridi, tra cui eteropolisaccaridi e lipopolisaccaridi, la cui azione antivirale per via immunomodulante è stata ripetutamente provata; e altre macromolecole, come i sulfonoglicolipidi e i fosfoglicolipidi, che sono attualmente studiati per la loro azione immunomodulante e antivirale.  
Area metabolica 
1. Metabolismo dei grassi. In uno studio svolto presso la prestigiosa Harvard Medical School, si è dimostrata la capacità della Klamath di normalizzare il metabolismo degli acidi grassi, riducendo al contempo colesterolo cattivo e trigliceridi. Diversi gruppi di cavie sono stati sottoposti a una dieta integrata con olio di soia, una dieta priva di acidi grassi polinsaturi, e ad una dieta priva di polinsaturi ma integrata con Klamath. La dieta a base di Klamath, pur contenendo la Klamath solo circa un 5% di acidi grassi, ha prodotto nel giro di un mese i risultati migliori, come: massimo aumento degli EPA e DHA, consistente riduzione dell’acido arachidonico, e una diminuzione di colesterolo e trigliceridi anche del 75%! xvii 2. Crescita muscolare e organica. Uno studio svolto sempre presso la Harvard Medical School ha testato gli effetti della Klamath sulla crescita delle cavie in rapporto ad un gruppo di controllo sottoposto alla stessa dieta ma senza l’aggiunta di Klamath. Il gruppo di cavie alla cui dieta è stato aggiunto solo lo 0,05% di Klamath ha avuto un tasso di crescita generale superiore del 16% rispetto al gruppo di controllo! Questo risultato è tanto più significativo in quanto simili studi effettuati con quantità ben più elevate di spirulina (fino al 73% della dieta) non avevano prodotto alcun risultato. In particolare, lo studio ha mostrato come la Klamath aumenti la capacità di assimilazione delle proteine. xviii 3. Normalizzazione del metabolismo glicemico. In uno studio sugli effetti della Klamath in rapporto agli enzimi digestivi endogeni, si è riscontrato che essa inibisce gli enzimi intestinali sucrasi e mal-5 tasi in maniera dose-dipendente, contribuendo così alla riduzione dei livelli di glucosio nel plasma. xix Questo risultato è stato ulteriormente confermato da uno studio nel quale si è visto che la Klamath accresce i livelli dell’enzima pancreatico alpha-amilasi, ed è noto che l’aumento di tale enzima tende a ridurre i livelli glicemici. 4. Permeabilità intestinale. Presso l’Università del New Mexico, si è dimostrata la capacità della Klamath di restaurare la normale permeabilità intestinale dopo un solo mese. Si tratta di un risultato estremamente importante perché la permeabilità intestinale compromessa è praticamente concausa di tutte le patologie. xx 
Area neurologica  
  • Esiste una lunga casistica sugli effetti altamente positivi della Klamath sulla malattia di Alzheimer e altre malattie neurodegenerative come il Parkinson e la sclerosi multipla. Il dr. Gabriel Cousins, nel corso degli anni ’80, eseguì una serie di esperimenti, i cui risultati, estremamente positivi sull’Alzheimer, sono riportati in un articolo da lui pubblicato sul Journal of Orthomolecular Medicine (Vol.VIII, n.1&2, 1985).
  • Questi dati clinici sono stati recentemente se pur indirettamente confermati, in uno studio svolto presso l’Università del New Mexico, nel quale si è dimostrata la capacità della Klamath di contribuire a curare i traumi cerebrali moderati in sole 6 settimane, con un tasso di successo del 95%, contro il 70% in 6 mesi delle terapie farmacologiche standard. xxi 
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- Antiossidante e antietà: grazie all’elevatissima presenza di acidi grassi Omega 3, enzimi, clorofilla e beta-carotene, l’ alga Klamath frena l’azione invecchiante dei radicali liberi e mantiene giovani i tessuti.
- Dimagrante: la Klamath smorza la fame nervosa tipica della primavera. Inoltre, favorisce una corretta evacuazione, un efficace drenaggio dei liquidi e previene i cali energetici di cui in genere si soffre quando si segue una dieta dimagrante. Infine, grazie all’elevato contenuto di vanadio organico, potente modulatore del metabolismo degli zuccheri e dei grassi, già dopo un mese d’assunzione il peso si può ridurre di 2-3 chili.
- Energetica: i sali minerali e gli oligoelementi che contiene quest’ alga stimolano la funzionalità del sistema immunitario e combattono la stanchezza.
- Ricostituente: utilizzata per 1-2 mesi al cambio di stagione, la Klamath migliora la concentrazione, la memoria e la resistenza fisica.
- Saziante: la Klamath contiene fenilalanina e feniletilammina, molecole che agiscono sul cervello modulando l’appetito.
- Tonica: l’ alga Klamath è ricca di proteine vegetali e di aminoacidi ramificati, indispensabili per il rafforzamento dei muscoli.
Quando e come usarla           
L’estratto di alga Klamath, anche a bassi dosaggi, riduce del 50% l’azione delle prostaglandine cox2, causa degli stati infiammatori dell’organismo. Il consumo di Klamathpuò anche contribuire a ridurre il colesterolo e i livelli di trigliceridi nel sangue. Infine, laKlamath è un ottimo integratore alimentare: la nostra dieta quotidiana, infatti, è sempre più basata su cibi raffinati e devitalizzati, e causa di un indebolimento della nostra capacità di risposta agli agenti patogeni; integrare la dieta con l’ alga Klamath è utile per restare in forze e in salute.
Che cosa trovi in commercio
Puoi consumare la microalga raccolta nel momento di massima fioritura e potenza vibrazionale ed essiccata, in fiocchi o in tavolette. Esiste anche la Klamath arricchita con estratto di ficocianine, la parte dell' alga più ricca di antiossidanti e molecole naturali, come la feniletilammina, che stimolano l'attività cerebrale. L’alga fresca, diluita appena raccolta nel succo di mela biologico concentrato, dal sapore gradevole che piace anche ai bimbi.
La Klamath è consigliata:
  • Per carenze nutrizionali
  • In caso di alimentazione irregolare e inadeguata
  • Processi degenerativi legati alla dieta e vita moderna
  • Eccessivi livelli di ossidazione, infiammazione
  • Carenza di vitamina B12
  • Aumento dell'assimilazione e metabolismo proteico
  • Dismetabolismi glicemici - eccesso omocisteina
  • Dismetabolismi lipidici
  • Rischio cardiovascolare
  • Stress, stanchezza, irritabilità
  • sostegno al sistema immunitario
  • Sostegno energetico
  • Potenziamento tono muscolare
  • Carenze alimentari
  • alimentazione irregolare e inadeguata
  • processi degenerativi legati alla dieta e vita moderna
  • eccessivi livelli di ossidazione, infiammazione
  • carenza di vitamine B12
  • aumento dell’assimilazione e metabolismo proteico
  • dismetablismi glicemici eccesso omocisteina
  • dismetabolismi lipidici
  • rischio cardiovascolare
  • stress, stanchezza, irritabilità
  • potenziamento tono muscolare
  • Rinforza le difese immunitarie
  • Infezioni croniche
  • Impedisce la moltiplicazione dei virus
  • Aumenta la resistenza ai fenomeni radianti
  • Lotta contro i radicali liberi
  • Mantiene e nutre le articolazioni
  • Migliora la qualità della pelle, delle unghie e dei capelli
  • Migliora la performance intellettuale, l’attività mentale, la concentrazione e la memoria
  • Diminuisce lo stress fisico ed intellettuale
  • Aumenta e migliora l’energia a lungo termine
Dosaggio

ll dosaggio consigliato per gli adulti è 1 grammo se si tratta di polvere. Il momento migliore per prendere le alghe è la a mattina a stomaco vuoto. Alcune persone preferiscono dividere la dose, la metà al mattino, la metà al pomeriggio. Si raccomanda di non utilizzare le alghe di la notte.

NOTE

i La B12 della Spirulina non è assimilabile a causa della presenza in essa di omologhi della vera B12 che ne bloccano l’assimilazione come riconoscono gli stessi promotori della spirulina (R.Henrikson, Spirulina, Tecniche Nuove, 1998, pp.30-31).
ii La Klamath contiene anche elevate quantità di aminoacidi liberi, che l’organismo assimila con estrema facilità e che sono precursori dei neuropeptidi, i veri motori dell’attività cerebrale e neurologica generale. Vedi K.Abrams, Le Alghe per la Salute, Tecniche Nuove, 1999, cap.
iii Secondo Abrams, il fatto che la Klamath, a differenza della spirulina, possegga un significativo corredo di acidi grassi essenziali, consente all’alga di accumulare una più ampia gamma di carotenoidi (ben 15 nella Klamath!), il che renderebbe il potere antiossidante della Klamath superiore a quello della spirulina nonostante il loro contenuto di betacarotene si equivalga. K. Abrams, Le Alghe per la Salute, p.174.
iv Come è noto, I famosi studi CARET e PHS, promossi dallo statunitense National Cancer Institute e pubblicati dal New England Journal of Medicine nel1996, sono stati probabilmente i più ampi e lunghi studi umani mai realizzati allo scopo di testare l’attività anti-tumorale del becarotene sintetico. Tali studi hanno mostrato come il betacarotene sintetico, e lo stesso betacrotene naturale ma isolato, lungi dallo svolgere un’azione antiossidante, agiscono come fattori ossidativi e pro-tumorali. A partire da quel momento, è diventato chiaro che per ottenere una potente azione antiossidante e preventiva dei tumori è necessario assumere il betacarotene in entrambe le sue forme cis e trans, cioè come si trova nel suo stato naturale, e soprattutto nella sua naturale sinergia con altri carotenoidi. Vedi Mayne S.T., et al., Beta-carotene, carotenoids and disease prevention in humans, in FASEB J., 10(7): 690-701 (1996); Pryor W.A., et al., Beta-carotene: from biochemistry to clinical trials, in Nutr Rev., 58(2 Pt 1): 39-53 (2000).
v Krylov et al. (2001), Retrospective Epidemiological Study using Medical Records to Determine which Diseases are improved by Aphanizomenon flos aquae
vi Manoukian R., et al., Effects of the blue green algae Aphanizomenon Flos Aquae on human natural killer cells, in Savage, L., ed., Phytoceuticals, IBC Library Series, 1998, 233-241. Gitte J. Jensen, et al., Consumption of Aphanizomenon Flos Aquae Has Rapid Effects on the Circulation and Function of Immune Cells in Humans, in Journal of American Nutraceutical Association (JANA), Vol.2, n°3, Jan. 2000, pp. 50-58.
vii Gitte J. Jensen, et al., Consumption of Aphanizomenon Flos Aquae Has Rapid Effects on the Circulation and Function of Immune Cells in Humans, in JANA, Vol.2, n°3, Jan. 2000, pp. 50-58.
viii Pugh N., et al., Isolation of three high molecular weight polysaccharides with potent immunostimolatory activity from Spirulina Platensis, Aphanizomenon Flos Aquae and Chlorella pyrenoidosa, in Planta Medica (in press).
ix L’aggiunta di alghe Klamath al medium del test almeno 2 ore prima di introdurvi il mutagenico Nitrovin ne ha inibito l’azione mutagenico. Lahitova N., et al., Antimutagenic properties of fresh water blue green algae, in Folia Microbiol (Praha), 39(4), 1994, pp.301-3.
x Citato in Jensen, G.S. et al., Blue Green Algae as an Immuno-Enhancer and Biomodulator, in JANA, Vol. 3, n°4, Winter 2001, pp.24-30, p.28.
xi Reddy C.M., et al., Selective Inhibition of cyclooxygenase-2 by C-phycocyanin, in Biochem Biophys Res Commun. 2000; 277(3): 599-603.
xii Bhat V.B., et al., C-phycyanin: a potent peroxyl radical scavenger in vivo and in vitro, in Biochem Biophys Res Commun., 2000; 275(1):20-25.
xiii Vadiraja B.B., et al., Hepatoprotective effects of C-phycocyanin: protection for carbon tetrachloride and R-(+)- pulegone-mediated hepatotoxicity in rats, in Biochem Biophys Res Commun., 1998; 249(2):428-31.
xiv Romay C., et al., Phycocyanin extract reduces leukotriene B4levels in arachidonic induced mouse-ear inflammation test, in J Pharm Pharmacol. 1999¸51(5):641-42.
xv Gonzales R., et al., Anti-inflammatory activity of phycocyanin extract in acetic acid –induced colitis in rats, in Pharmacol Res. 1999;39(1): 55-59.
xvi Rafail I. Kushak, et al., Favorable Effects of Blue Green Algae Aphanizomenon Flos Aquae on Rat Plasma Lipid,,in Journal of the American Nutraceutical Association, Vol.2, n°3, Jan 2000, pp.59-65.
xvii Rafail I. Kushak, et al., Favorable Effects of Blue Green Algae Aphanizomenon Flos Aquae on Rat Plasma Lipid,,in Journal of the American Nutraceutical Association, Vol.2, n°3, Jan 2000, pp.59-65.
xviii Kushak R.I., et al., The Effect of Blue-Green Algae Aphanizomenon Flos Aquae on Nutrient Assimilation in Rats, in Journal of American Nutraceutical Association, Vol.3, n°4, Winter 2001, pp. 35-39.
xix Kushak, R., et al., Effect of algae Aphanizomenon Flos Aquae on digestive enzyme activity and polyunsaturated fatty acids level in blood plasma, in Gastroenterology, 1999, 116:A559.
xx Lo studio, che ha coinvolto ben 90 soggetti, è citato in C. Drapeau, N.Solomon, in Optimal Health Journal, August 1998.
xxi Valencia A., Walker J., A multi-axial treatment paradigm for mild traumatic brain injury to achieve reparative functional metaplasticity, 3d World Congress on Brain Injury, IBIA, Quebec City, June 1999. Questo studio è stato presentato al 3° World Congress on Brain Injury, ed è pubblicato nei relativi Atti. 





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Un video supportato da dati scientifici e test effettuati su decine di migliaia di persone e in anni di studi, che hanno una grande rilevanza anche per la risoluzione di problemi molto gravi, cui sta andando incontro il nostro eco-sistema.

“Insieme possiamo ancora salvare e il pianeta, ma prima dobbiamo salvare noi stessi”.

                                              Guarda il video:


18 agosto 2014

L' adiponectina Obesità e vitamina D

L'adiponectina è un ormone proteico che modula alcuni processi metabolici, inclusa la regolazione del glucosio e il catabolismo degli acidi grassi.
L'adiponectina è secreta unicamente dal tessuto adiposo nel flusso sanguigno ed è molto abbondante nel plasma sanguigno in funzione di altri ormoni. 
I livelli di presenza dell'ormone sono inversamente collegati con la percentuale di grasso nel corpo degli adulti, gli obesi, infatti, producono livelli più bassi di questo ormone rispetto a individui normopeso.mentre non è ancora stata chiarita un'analoga associazione nei bambini. 
L'adiponectina promuove l'ossidazione degli acidi grassi nei muscoli, ne riduce l'apporto al fegato e il contenuto di trigliceridi e diminuisce la produzione di glucosio a livello epatico.
I suoi recettori sono AdipoR1 e AdipoR2 che si trovano particolarmente nel muscolo e nel fegato. I recettori per l'adiponectina legando questo ormone inviano segnali a valle che attivano la AMPK (protein chinasi attivata da AMP, che non va confusa con la proteina chinasi A: PKA) che a sua volta fosforila l'Acetil-CoA carbossilasi, diminuendo la sintesi degli acidi grassi.
Dal 2009 la proteina è oggetto di studio nell'ambito di ricerche volte alla comprensione dei disturbi cardiovascolari.
Oggi un nuovo studio pubblicato su PLoS One dai ricercatori dell'Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” apre nuove prospettive per la cura del problema, dimostrando che, almeno in età pediatrica, l'adiponectina, una molecola prodotta dal tessuto adiposo, è direttamente coinvolta nel problema e che l'assunzione di vitamina D è in grado di regolarne la produzione.
L'esatto rapporto che intercorre tra obesità e carenza di vitamina D non è ancora stato chiarito. Entrambi i problemi sono associati ad altre problematiche di salute, come l'ipertensione, il diabete e la resistenza all'insulina, la steatosi epatica e la sindrome metabolica. Inoltre un deficit di vitamina D sembra essere coinvolto in danni agli organi a lungo termine.
Gillian E. Walker ha identificato 53 proteine plasmatiche con differente espressione nei soggetti obesi deficitari di vitamina D rispetto a coloro che presentavano adeguati livelli di vitamina D
Tra queste, è stata riconosciuta l’adiponectina, una adipochina prodotta dal tessuto adiposo: l’adiponectina si è confermata ridotta nei soggetti con deficit di vitamina D, con miglioramento dopo supplementazione per 12 mesi. È stato, inoltre, rilevato un effetto diretto della vitamina D sulla sintesi di adiponectina a livello delle cellule adipose, dimostrando come essa ne promuova la produzione in cellule del tessuto grasso cresciute in coltura.
Questa scoperta potrebbe aprire la strada non solo ad una maggiore comprensione del ruolo della carenza di vitamina D nell'obesità, ma anche dell'eventuale effetto protettivo dell'assunzione di vitamina D in età pediatrica dai danni causati dall'infiammazione associata alle forme di obesità che colpiscono i bambini.

18 giugno 2014

Zeolite lo spazzino dell'organismo elimina tossine,metalli pesanti e pesticidi

Zeolite lo spazzino dell'organismo elimina tossine,metalli pesanti e  pesticidi 

Dalla zeolite giunge un rimedio naturale per proteggere e disintossicare i nostri organi dalle tossine che invadono quotidianamente il nostro corpo, combattere i radicali liberi, espellere i metalli pesanti ed altre sostanze dannose come i radionuclidi e lo ione ammonio.
La zeolite, infatti, soprannominata “lo spazzino dell’organismo” possiede la grande capacità di assorbire tossine, metalli pesanti, pesticidi .
La zeolite mantiene la salute, la migliora o la ristabilisce in casi di malattia. [Übersicht Hecht und Hecht-Savoley 2007, 2010].

Una volta entrata nel nostro organismo e arrivata nel tratto gastro-intestinale non solo non è tossica ma non viene neppure assorbita, svolge infatti il suo lavoro all’interno dell’intestino, grazie ad un reazione chimica. La zeolite possiede una struttura cristallina a carica negativa e quindi assorbe i cationi, ovvero le sostanze che hanno carica positiva, tra queste appunto metalli pesanti, nitrosamine e ammonio. 
Ottime potenzialità ha poi la zeolite nel preservare l’organismo dai danni dei radicali liberi grazie alle sue doti antiossidanti ed inoltre, grazie alla riduzione di ioni ammonio all’interno del corpo, assumere zeolite favorisce la concentrazione, diminuisce il senso di stanchezza, aumenta la resistenza fisica e riduce l’acido lattico. Ecco perché spesso la assumono gli sportivi.
Struttura chimica
Le zeoliti sono minerali di origine vulcanica che si sono formati milioni di anni fa dall'incontro di lava incandescente e acqua di mare. Hanno una struttura cristallina regolare e microporosa caratterizzati da una enorme quantità di volumi vuoti interni ai cristalli.
Questi minerali presentano una intelaiatura strutturale a base di alluminosilicato con cationi intrappolati all'interno di cavità a "tunnel" o a "gabbia": sono griglie cristalline composte da silicio (SiO4) e alluminio (AlO4). In queste griglie compatte di SiO4-AlO4, che sono a forma di rete, si trovano i cationi per esempio di  calcio, magnesio, sodio e potassio in unione all’acqua cristallina (non libera H2O).
Il nome “zeolite” deriva dalle parole greche “zeo” = “bollire” e “lithos” = “pietra”, pertanto significa pietra che bolle e deriva dal fatto che, quando viene scaldata, libera acqua senza modificare la struttura dell’alluminosilicato e sembra che bolla. 
Esistono più di 100 tipi diversi di zeolite, che possono essere raggruppate in quelle a struttura fibrosa, lamellare e cristallina sferica. A causa delle sue particolari proprietà, la Clinoptilnolite, i cui cristalli hanno struttura lamellare, ha dimostrato negli anni di essere la più adatta per l’uso nella medicina umana e veterinaria. In Giappone le zeoliti sono state approvate come additivi alimentari fin dal 1996;  39 brevetti relativi all’applicazione delle zeoliti nell’uomo sono stati registrati in tutto il mondo dal 1986. 
La clinoptilolite  ha una struttura cristallina costituita da due tetraedri di SiO4 ed AlO4 legati mediante ponti ossigeno che genera ampi spazi liberi e canali nei quali possono essere accolti cationi e molecole relativamente grandi (Mumpton, 1983).
Le cariche negative delle unità alluminato e silicato sono neutralizzate dalla presenza di cationi quali calcio, magnesio, sodio, potassio ed in alcuni casi ferro.
Questi ioni possono essere facilmente sostituiti da altre sostanze quali metalli pesanti o ione ammonio (Semmens, 1983). Tale possibilità viene definita capacità di scambio cationico e rappresenta una delle caratteristiche preminenti della clinoptilolite.
Inoltre la sua caratteristica struttura elettronica e le cariche negative presenti in essa la rendono particolarmente attiva nel neutralizzare i radicali liberi e nell'adsorbimento di tossine (funzione di setaccio molecolare).
Storia
I giapponesi impiegarono la zeolite nelle vittime da radiazioni durante le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki.
I russi sono stati fra i primi a sfruttare la capacità della zeolite di attrarre e trattenere gli ioni positivi, come i metalli pesanti e gli isotopi radioattivi: nel 1986, a Chernobyl, tonnellate di zeolite furono utilizzate per erigere barriere e per bonificare i terreni contaminati. In quell'occasione la clinoptilolite fu utilizzata anche per decontaminare le acque, e furono preparati biscotti e cioccolate alla zeolite da dare ai bambini colpiti dalle radiazioni per proteggerli dalle loro terribili conseguenze.
Il 15.04.11 i media comunicarono che anche a Fukushima si impiegò la zeolite, sia per protezione dalle radiazioni atomiche che per filtrare le acque.
In Giappone è da molto tempo usata come additivo alimentare e in Russia viene anche inserita nei concimi per l'agricoltura e nei mangimi animali con lo scopo di rafforzare il sistema immunitario degli animali da allevamento, regolare il metabolismo, prevenire l'infezione gastro-intestinale. Il risultato è una prole sana, una crescita sana, una buona salute generale. Essi hanno anche dimostrato in un gran numero di studi su animali un'aumento della fertilità e la nascita di progenie sana.
In Austria, il professor Wolfgang Toma dell'Ospedale di Villach, utilizza la zeolite in oncologia allo scopo di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia tradizionale.
In aggiunta alle numerose applicazioni industriali delle zeoliti (filtri per emodialisi, trattamento di acque potabili e  di scarico, decalcificazione  delle acque, ecc.) un brevetto è stato registrato in Giappone nel 1992 che dichiara che la zeolite, se addizionata a prodotti farmaceutici o cosmetici, aumenta gli effetti medici e cosmetici. Il brevetto riferisce inoltre che gli alimenti dimostrano maggiori capacità nutrizionali se addizionati di zeolite. Inoltre, è stata osservata una minore incidenza delle indigestioni. Tutto ciò è dovuto al fatto che l’ammoniaca, le  tossine batteriche e le sostanze tossiche prodotte nella digestione delle proteine, grazie alla zeolite, vengono rimosse per adsorbimento con effetti positivi sulla digestione. Quando la zeolite viene utilizzata in prodotti cosmeticiaiuta a liberare la pelle dalle tossine batteriche e dalle sostanze presenti su di essastimola inoltre la rigenerazione della pelle con un eccellente risultato da un punto di vista cosmetico. Anche l’azione farmacologia dei medicinali può essere incrementata per aggiunta di zeolite.
Funzionamento
Le zeoliti attualmente stanno suscitando tanto interesse in quanto la loro rigorosa struttura cristallina è composta da minuscoli canali diretti in tutte le direzioni che hanno una carica negativa e quindi consente l'assorbimento di numerose tossine che essendo perlopiù caricate positivamente (infatti i metalli pesanti sono cationi), vengono attirate dalla zeolite e intrappolate nei canali cristallini. Poiché la zeolite non viene assorbita dall'apparato gastro-intestinale, essa viene espulsa con le feci insieme a tutte le sostanze nocive che ha incontrato nel suo percorso.
Questo vale anche per le sostanze tossiche che si trovano già all'interno del corpo che vengono richiamate dentro il lume intestinale, come attirate da una calamita, con il risultato di una efficace disintossicazione sistemica.
L’influenza sull’intero organismo deriva quindi dall' equilibrio esistente fra questo e l’intestino.
A causa degli equilibri osmotici tra parete intestinale e il resto dell'organismo, più si sottraggono sostanze dall'intestino più l'organismo invia nel lume intestinale le stesse sostanze che ha accumulato a livello sistemico. La zeolite, quindi, attraverso il richiamo nel lume gastro-intestinale sottrae dall'intero organismo sostanze tossiche di varia natura. Queste sostanze sono presenti spesso nell'ambiente e possono venire a contatto con l'organismo diventando cause o concause di diverse disfunzioni fisiologiche, attraverso l'alterazione degli equilibri metabolici.
Inoltre nel processo di disintossicazione non vengono per nulla appesantiti i reni, cosa che invece accadrebbe con altre terapie.
Proprietà
I prodotti composti di zeolite clinoptilolite attivata, classificati come dispositivi medici, hanno la seguente classificazione codificata in EU:sostanze ad uso orale adatte ad assorbire/chelare e rimuovere sostanze dannose e tossiche nel tratto gasto-intestinale ( es. metalli pesanti, nitrosamine, ammonio, micotossine, cationi (radioattivi), pesticidi) riducendone l'assorbimento nel corpo. Funzionano anche come anti-ossidanti catturando radicali liberi e riducendo la formazione di ROS ( reactive oxygen species ).
La zeolite ha eccellenti proprietà di assorbimento, radioprotezione, decontaminazione, disintossicazione e disinfezione nel corpo umano , ma anche il vantaggio di introdurre in scambio ionico,  in modo selettivo ma senza pericoli di sovradosaggio,de i minerali necessari alla vita degli esseri umani.
Questo minerale, nel suo viaggio lungo il canale digestivo assorbe sostanze nocive come: metalli pesanti, radionuclidi, sostanze chimiche provenienti dai cibi e dalle medicine, virus, batteri, funghi e loro tossine, tossine fermentative che derivano da una alimentazione scorretta e da una flora batterica in disequilibrio ed eccessi di acidità nell’organismo.
Ma non solo: la zeolite rilascia nell’organismo degli oligoelementi e minerali di cui esso necessita. Il corpo cosi viene disintossicato, de-acidificato e snellito e contemporaneamente rimineralizzato: i suoi depositi di minerali vengono di nuovo riempiti. Infatti la sua struttura cristallina contiene cationi quali  calcio, magnesio, sodio, potassio ed altri oltre a molecole di acqua.
Ad ora nella zeolite si son riscontrati almeno 34 minerali , che spesso sono presenti sono in tracce,  come necessita del resto un corpo vitale e altamente sviluppato.
Ancor più importante è che fegato e reni vengono alleggeriti, perché molte tossine vengono già “afferrate” nel canale digestivo e non raggiungono quindi la circolazione. Si possono notare anchebenefici nel sonno: nel prendere sonno e nel dormire.
Per questo “alleggerimento” ringrazieranno anche i tessuti connettivi (depositi di scorie) : si fa pulizia e questo beneficia anche le cellule.
La zeolite stimola anche la funzione intestinale, pulisce l’intestino e di conseguenza la flora batterica e influenza positivamente l’aspetto della pelle e la tolleranza ai cibi. 
Le zeoliti sono in grado di assorbire composti a basso peso molecolare (ad esempio idrocarburi, biossido di zolfo, ed ossidi di azoto) oltre che micotossine. Esse agiscono come setacci molecolari ed adsorbono gas e sostanze disciolte di determinate dimensioni, e quindi anche tutto lo smog che involontariamente ci "mangiamo".
La zeolite struttura microporosa costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine metalli pesantidannosi alla salute, come anche radicali liberinitrosamineione ammoniomicotossinepesticidi e cationi radioattivi.
Risulta essere cosi una sostanza sia detossificante che antiossidante, oltre che assorbente, che viene eliminata con le feci dopo aver svolto la sua azione nel tratto gastro-intestinale.
Metalli Pesanti
I metalli tossici vengono da molti definiti come “killer subdoli” poiché si sostituiscono nell’organismo ai minerali necessari per la vita, alterando funzioni e strutture biologiche. 
Il piombo sostituisce il calcio nel cervello, il cadmio sostituisce lo zinco e l’alluminio sostituisce il magnesio. La sostituzione permette ai sistemi enzimatici, vitali per la nostra salute, di continuare a funzionare, ma non di funzionare esattamente come prima. Il metallo incorporato causa infatti una o più alterazioni fisiologiche. Le reazioni non avvengono esattamente come prima, ma trovano una via alternativa, danno vita ad una variante che inevitabilmente determina delle conseguenze negative per l’equilibrio generale. L’organismo può rimediare a questa varianti se avvengono per un periodo limitato di tempo, tuttavia se perdurano abbastanza a lungo, non è più possibile porvi rimedio. Per questa ragione è opportuno seguire periodicamente un programma di disintossicazione. Per approfondire su dove sono e quali sono gli effetti leggi il Dossier sui Metalli Pesanti.
Numerosi studi mostrano come la zeolite è l'unica sostanza inorganica caratterizzata da un'alta capacità di scambio totale (0.64 - 0.98 mol/Kg), in grado di cedere i cationi liberi ( Na+, K+, Ca2+, Mg2+) e legare al loro posto i metalli pesanti, ioni ammonio, radioisotopi o altri cationi (Cd2+, NH4 +, Fe2+, Pb2+, Cu2+, Cs+, Sr2+). Questo è l'ordine di preferenza dei metalli attirati in u ntest eseguito: Pb2+>Cd2+> Cs+> Cu2+> Co2+> Cr3+> Zn2+> Ni2+>Hg2+.
Radicali Liberi
Inoltre, l’accumulo di metalli pesanti induce la formazione di Radicali Liberi (i metalli pesanti distruggono i legami molecolari e liberano Radicali Liberi), molecole chimiche estremamente pericolose per le nostre cellule tanto da essere soprannominate “killer cellulari”, responsabili dell'insorgenza o dell'aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.
Normalmente, queste i radicali liberi sono rapidamente rimossi prima che possano causare disfunzioni cellulari ed eventualmente morte della cellula. Lo stress ossidativo e la manzanza di antiossidanti induce i radicali liberi a colpire i principali componenti cellulari come lipidi, proteine, carboidrati e DNA. Questo fenomeno è stato associato strettamente a una serie di patologie umane come malattie cardiovascolari, diabete, cancro e malattie neurodegenerative [Halliwell and Cross (1994); Bray (1999); Forsberg et al. (2001)].
Un'alimentazione sbagliata, una vita sedentaria, un'eccessiva esposizione al sole e agli agenti inquinanti e, soprattutto, il fumo di sigaretta, sono responsabili di questo eccesso che è chiamato, in linguaggio tecnico, stress ossidativo. 
Uno studio effettuato in vivo su topi da Sverko V. et al. (2002) aveva evidenziato l'attività antiossidante della ZeoliteClinoptilolite Attivata mentre il Dr. Wolfgang Thoma e la Dr.ssa Claudia Gunzer dell'Ospedale Privato Villach (2002) hanno sviluppato una ricerca clinica con lo scopo di analizzarne la sua azione nell'organismo umano. Tutti i soggetti hanno dimostrato una concentrazione di idroperossidi più bassa nel sangue analizzata mediante il metodo F.R.A.S. (Free Radical Analytical System).
Data la presenza dei radicali liberi in molte patologie il Dr. Thoma ha svolto una successiva ricerca relativa all'osservazione clinica sull'uso della Zeolite Clinoptilolite Attivata un periodo di 15 mesi su numerosi soggetti affetti da una vasta gamma di malattie che andavano dai tumori maligni di differente origine (carcinoma del colon, carcinoma dei bronchi, mastocarcinoma, tumori delle ovaie, carcinoma pancreatico, carcinoma epatocellulare) a poliartrite cronica, coliti ulcerative, sclerosi multipla, infezioni persistenti (es: sinusiti) dermatiti, epatiti, cirrosi epatica e per applicazione topica nelle ulcere crurali, acne o anchebolle da scottature.
Nell'arco di 7 giorni la vitalità, le condizioni generali e l'appetito della maggior parte dei pazienti (circa il 70%) erano nettamente migliorate.
COME UTILIZZARLA
Per quanto riguarda la zeolite in polvere, come prevenzione si può prendere la punta di 1 cucchiaino 2 volte al giorno prima dei pasti, mentre se si vuole fare una disintossicazione dai metalli pesanti la posologia consigliata è di 1 cucchiaino (5 grammi) mezz’ora prima di ogni pasto principale. Se si assume in capsule, solitamente la dose consigliata è di 3 al giorno. L’unica accortezza da avere quando si assume zeolite è quella di bere molta acqua, dato infatti il potere assorbente di questo minerale la possibile controindicazione è quella di iniziare ad avere problemi di stitichezza.
Radionuclidi
La terra possiede una radioattività naturale dovuta alle radiazioni che si sprigionano dalle rocce della crosta terrestre e dalle radiazioni che provengono dallo spazio.
Negli ultimi decenni, le esplosioni nucleari, i test atomici, i disastri di Chernobyl e Fukushima e le radiazioni prodotte dalle apparechiature mediche e industriali hanno contribuito ad aumentare la radioattività naturale portandola a livelli pericolosi per i viventi e per l'ambiente.
La nube radioattiva ha raggiunto anche l'Europa, e il pericolo legato al cibo globalizzato rischia di diventare realtà, soprattutto dopo che le autorità giapponesi hanno alzato il livello di gravità del disastro nucleare di Fukushima al apri di quello di Chernobyl. Per approfondire leggi il DOSSIER su Fukushima.
L’effetto radioprotettivo della zeolite clinoptilinte, è stato descritto da numerosi ricercatori, per esempio il fatto che vengano catturati 90Str, 137Cs, 60Ca, 45Ca, 51Cr ed altri radionucleidi nei pori delle griglie cristalline della zeolite clinoptilite (Paveliè und Hadžija 2003; Mumpton 1978; Mercer und Ames 1978; Novgorodtzev et al. 2010; Misaelides et al. 2010].
L’aggiunta della zeolite clinoptilite nel mangime dei polli ( 2,5 %, 5 % e 10 % di proporzione nel mangime) ha eliminato il Cesio 137 da tutti gli organi che sono stati sottoposti al test (fegato, reni e muscolatura) . Valcke, Mizik e Vitoriviè  hanno osservato effetti decontaminanti della zeolite clinoptilite con una pplicazione preventive nelle 24 ore dopo l’irradiazione in ratti marroni.
Ione Ammonio
Uno degli esempi di utilizzo della zeolite, che dà risultati immediatamente visibili, è quello negli sportivi, specialmente in quelli che fanno un'attività estenuante come la maratona o le gare di ciclismo. Durante una gara massacrante come una maratona, oltre alla produzione di acido lattico che disturba la prestazione, l'organismo produce anche ammoniaca, che è tossica per il cervello ed è responsabile di molte delle crisi di fatica che chi ha provato questi sport ben conosce.
Inoltre dalla metabolizzazione delle proteine si producono composti ammonici derivanti dalla deaminazione degli aminoacidi che in parte vengono eliminati come urea ma che, se prodotti in quantità eccessiva, possono accumularsi e provocare una vera e propria intossicazione a livello del sistema nervoso centrale provocando confusione e sbandamento, come può avvenire per attività sportive che comportano uno sforzo molto intenso e prolungato, ad esempio nella maratona. 
L'accumulo di ammoniaca a livello cerebrale comporta una modificazione del flusso sanguigno cerebrale e del metabolismo dalle strutture corticali a quelle subcorticali. Inoltre lo ione ammonio ha una diretta influenza sul sistema di di trasmissione del segnale eccitante/inibente attraverso meccanismi diversi che coinvolgono l'estrusione di cloruri e la funzione dei recettori post-sinaptici.
Nell'ambito dell'attività di scambio cationico della Zeolite Clinoptilolite Attivata  particolarmente rilevante risulta quella relativa allo ione ammonio (1,2 - 1,5 mol/Kg) rendendola particolarmente utile per la diminuzione dei livelli ematici di ammoniaca.
Tutto ciò determina una miglior resistenza allo sforzo con conseguente aumento delle prestazioni sia fisiche che mentali. Pertanto risulta evidente che la possibilità di eliminare l’eccesso di ammoniaca in circolo crea i presupposti per un miglior rendimento del sistema nervoso centrale accompagnato da una maggiore lucidità durante la competizione.
Tossine
Mappa delle Tossine
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L'eliminazione dall'organismo umano delle sostanze tossiche generate dal metabolismo e ancora di più di quelle che quotidianamente vengono immesse dall'esterno attraverso la respirazione, il contatto con la cute, i cibi o gli stessi farmaci, responsabili dell'insorgenza di varie patologie è quello che si propone la nuova medicina rigenerativa.
Questa strada consentirebbe di prevenirle ristabilendo l'omeostasi dell'organismo, una volta eliminate le cause dei danni, rigenerando così la funzionalità degli organi e ritardando anche l'invecchiamento. Le maggiori difficoltà incontrate sono legate però alla necessità di dover utilizzare rimedi di natura diversa per le singole patologie.
Molti prodotti di origine naturale, ad esempio vitamine o sostanze antiossidanti contro i radicali liberi, chelanti di metalli o adsorbenti di tossine, sono attualmente disponibili in commercio, ma una terapia preventiva contro tutte le sostanze tossiche dovrebbe prevedere l'utilizzazione contemporanea di detti mezzi terapeutici. Inoltre non tutti questi prodotti sono innocui e ben tollerati da tutti i soggetti; le stesse vitamine E ed A, ad esempio, è stato dimostrato che, se somministrate in alte dosi, possono risultare tossiche.
Una nuova strada è stata aperta da studi sull'uso di sostanze polifunzionali di origine minerale costituite da particelle attive, ma non assorbibili, di zeolite clinoptililoite in grado di interagire nell'intestino con gli equilibri presenti nell'organismo, svolgendo così un'azione selettiva di eliminazione delle sostanze tossiche ("spazzino") attraverso le feci, senza modificare i componenti fisiologici.
Modo d'uso
3 volte al giorno 30 minuti prima dei pasti principali e prima di andare a letto.
Zeolite non attivata: Vanno messi tre cucchiani (non di metallo) in un bicchiere d'acqua, lasciar riposare qualche ora (può anche prepararla la sera prima) e bere solo l'acqua in superficie. Poi rimettere l'acqua e usare la polvere rimasta sul fondo per le altre 3 assunzioni della giornata (coprendo il bicchiere con un tovagliolo o un piatto per impedire alla polvere di entrare).
Zeolite attivata: un cucchiaino in un bicchiere d'acqua, bere tutto il contenuto.
Se volete acquistare la Zeolite Clinoptilolite (Normale o Attivata), di cui ne esistono molte qualità,  potete contattarmi e riceverete maggiori informazioni.

Zeolite Clinoptilolite Attivata

Per attivazione si intende in genere l'applicazione di un procedimento chimico, chimico-fisico o fisico a un materiale perché possa reagire più facilmente. Nel caso di particolari solidi caratterizzati dalla capacità di legare sostanze tossiche sulla loro superficie come il carbone, si cerca di incrementarne la porosità o di aumentarne la superficie attraverso la diminuzione delle dimensioni delle particelle.
Ciò consente di avere a disposizione un maggior numero di canali capaci di legare le sostanze tossiche. Recentemente è stato messo a punto un particolare processo di micronizzazione della zeolite clinoptilolite, oggetto di brevetto, realizzato sottoponendo il minerale ad un processo di collisione delle particelle fra di loro in mulini appositamente realizzati e brevettati, in modo che esse non venissero inquinate dai metalli.
Il risultato è l'aumento del numero di particelle con dimensioni ridotte, un incremento della loro superficie ed un'attivazione strutturale che consente loro di legare più velocemente e più stabilmente tossine, radicali e metalli, incrementandone l'attività. Infatti, partendo da una dimensione di circa 3 m2/g di Zeolite Clinoptilolite, dopo l'attivazione si raggiungono persino i 1000 m2/g.
In mulini particolari costituiti da dischi controrotanti ad altissima velocità le particelle di zeolite clinoptilolite vengono accelerate e fatte collidere fra di loro. Questo genera una micronizzazione molto spinta con enorme aumento della superlicie di contatto e di cariche negative superficiali.
Recenti studi sull’utilizzazione della zeolite clinoptilolite attivata hanno evidenziato la sua azione positiva sul sistema circolatorio, sulla pressione arteriosa, sul recupero dopo l’infarto o ancora sul sistema digestivo, sull’iperacidità gastrica e sulle ulcere duodenali.
L’azione della zeolite è stata anche studiata sui reumatismi, sulla cura delle infezioni renali e sul trattamento delle patologie dermatologiche presenti nei pazienti affetti da diabete, mentre altre osservazioni riguardavano l’applicazione diretta della polvere e numerose affezioni della pelle.

Zeolite Clinoptilotite: Nuovo adiuvante nella terapia anti-cancro

Esistono diverse ricerche scientifiche che dimostrano l'effetto anticancro e antiossidativo della zeolite clinoptiololite micronizzata. Per approfondire potete consultare direttamente il sito della National Institutes of Health National Center for Biotechnology Information e cercare "clinoptilolite".
Di seguito vi propongo due studi, con riferimento al testo originale, che dimostrano l'efficacia della zeolite.
1) Testo originale della ricerca: truecancerfacts.com/images/cancerstudy.pdf
Ricercatori: PaveliĿ K, Hadzija M, Bedrica L, PaveliĿ J, DikiĿ I, KatiĿ M, Kralj M, Bosnar MH, KapitanoviĿ S, Poljak-Blazi M, Krizanac S, StojkoviĿ R, Jurin M, SubotiĿ B, ColiĿ M.
La zeolite clinoptilolite applicata a topi e cani affetti da una varietà di tipi di tumore ha portato ad un miglioramento dello stato di salute generale, il prolungamento della durata della vita, e riduzione della dimensione dei tumori.
L'applicazione locale di clinoptilolite al cancro della pelle di cani ha efficacemente ridotto la formazione e la crescita tumorale. Inoltre, gli studi tossicologici su topi e ratti hanno dimostrato che il trattamento non ha effetti negativi. 
Le caratteristiche peculiari della zeolite clinoptilolite attivata sono costituite dalla capacità di legare, a livello intestinale, radicali liberi, metalli pesanti, ione ammonio e tossine, allontanandole dall’organismo, attività descritte nella definizione stilata dal Nomenclatore Europeo dei dispositivi medici.
Una combinazione con entità variabili dei quattro tipi di sostanze tossiche prima riportate è stata rilevata nei tumori nei quali esse possono svolgere la funzione di responsabili diretti nella loro insorgenza odi adiuvanti nella loro induzione, come dimostrato da numerose ricerche.
Materiali di silice naturali, compresi la zeolite  clinoptilotite, rivelano molteplici attività biologiche, e sono già impiegate con  successo come vaccino-adiuvante e per il trattamento della diarrea. In questo articolo si  elaziona in merito ad una nuova applicazione della clinoptilotite in polvere come potenziale adiuvante nella  terapia antitumorale. Trattamenti alla clinoptilotite di  topi e cani, affetti da una molteplicità di tumori, hanno portato ad un miglioramento dello stato di salute generale, ad un prolungamento della durata della vita e ad una diminuzione della massa tumorale. L’applicazione locale di clinoptilotite in caso di carcinoma nei cani ha portato ad una riduzione della formazione del tumore e della  sua crescita. Inoltre  studi tossicologici sui topi e sui ratti hanno dimostrato che il trattamento non comporta effetti negativi.
Studi in vitro della coltura dei tessuti hanno  dimostrato che la clinoptilotite tritata finemente comporta
- Inibizione della proteina chinasi B (c-Akt) 
- Provoca l’espressione di p21WAF1/CIP1 e p27KIP1-proteine inibitrici - tumore 
- Blocca la crescita cellulare di molteplici linee-cellulari tumorali
I dati dimostrano che un trattamento alla clinoptilotite potrebbe influire sulla crescita del tumore, indebolendo i segnali vitali delle cellule tumorali e provocando la soppressione dei geni tumorali delle cellule trattate.
Gli effetti collaterali generati dalla radiooterapia sono legati all’elevata energia che viene assorbita dalle cellule circostanti la massa tumorale con formazione di radicali liberi che comportano un incremento dello stress ossidativo e dalla reazione infiammatoria locale, anche a livello del derma, che modifica la fisiologia cellulare.La capacità adiuvante della zeolite nella terapia antitumorale, chemio e radio, può essere quindi attribuita alla sua partecipazione alla sintesi proteica, alla capacità di contribuire alla costruzione del tessuto connettivo, all’azione adsorbente, al controllo del metabolismo del calcio nelle cellule da parte del silicio presente nella sua struttura ed infine all’azione antiossidante.

2) Testo originale della ricerca: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16368551
Effetto della clinoptilolite sui materiali cellulari e i conseguenti effetti sulle cellule tumorali in vitro
Ricercatori: Katic M, Bosnjak B, Gall-Troselj K, Dikic I, Pavelic K.
La Clinoptilolite è una zeolite naturale nontossica con proprietà di uno scambiatore ionico e adsorbente. Studi precedenti hanno dimostrato che clinoptilolite potrebbe essere un coadiuvante nella terapia del cancro. Lo scopo di questo studio era quello di definire gli effetti della clinoptilolite nei mezzi cellulari sulla vitalità delle cellule e l'attività delle proteine â¿¿â¿¿chiave che regolano la sopravvivenza cellulare, la divisione cellulare e la risposta allo stress. Il numero di cellule vitali, sintesi di DNA e l'attività di EGF-R, PKB / Akt e NF? B è stata ridotta, mentre l'apoptosi è stata aumentata in cellule che sono state coltivate in terreno con supplemneted clinoptilolite. Questi risultati potrebbero essere dovuti a adsorbimento di alcuni componenti del siero, come FEG, da parte della clinoptilolite. Nel materiale trattato senza siero il ruolo predominante della clinoptilolite è quello di scambio cationico, influenzando i livelli di calcio e i percorsi di comunicazione dipendenti dal calcio. Questi risultati sono in linea con altri dati che confermano una maggiore apoptosi in cellule incubate nel materiale trattato. Insieme, i dati presentati qui dimostrano che la clinoptilolite influenza il microambiente cellulare attraverso meccanismi che dipendono dalle caratteristiche di adsorbimento e di scambio ionico di questo materiale.

Applicazioni dermatologiche

La pelle rappresenta una barriera protettiva dell’organismo nei confronti degli agenti atmosferici ed è caratterizzata da una bassissima permeabilità ai composti elettricamente carichi ed all’acqua mentre può essere attaccata da solventi e composti scarsamente carichi e quindi elettricamente neutri (es solventi organici come la trielina o creme costituite da una base di acidi grassi).
Proprio a causa di queste sue caratteristiche può subire attacchi da batteri che possono entrare nei suoi pori e da molte sostanze presenti nell’atmosfera quali polveri, metalli, sostanze acide, oltre che dalle radiazioni solari che possono dare origine ad eritemi, vere e proprie infiammazioni della pelle, dovute alla reazione dell’organismo che tenta di difendersi dall’acquisizione dell’elevata energia rilasciata dalle radiazioni stesse e che genera la formazione di radicali liberi che possono danneggiare la funzionalità delle cellule del derma. Si possono quindi avere infezioni della pelle come l’acne, gli eczemi e patologie fungine o infiammazioni con eritema.
La pelle può rappresentare anche una zona di accumulo di sostanze tossiche presenti nell’organismo come avviene nelle dermatiti generate da allergia da nichel dovute all’ingresso nell’organismo di piccole quantità del metallo rilasciato da monili a contatto con la pelle (es. orecchini e tutti gli oggetti che attraversano lo strato cutaneo nel piercing) che si accumulano in essa dando un eritema dovuto alla tossicità del metallo. Inoltre si possono verificare infezioni virali dell’organismo nelle quali i virus si localizzano a livello del derma in vicinanza delle terminazioni nervose, come nel caso deIl’Herpes zoster o fuoco di S. Antonio. Infine è stato dimostrato che vi è una diretta interazione tra le modificazioni della funzionalità intestinale e la presenza di acne.
Nella letteratura russa si trovano numerosi testi relativi all’impiego della zeolite clinoptilolite naturale nell’ambito della dermatologia: i pazienti curati con zeolite sommnistrata sia per via interna che in modo topico sulla cute sono guariti più in fretta e in un numero maggiore rispetto a quelli trattati con le terapie classiche. Fonte: K. Hecht, E. Hecht-Savoley: Klinoptilolith - Zeolith Siliziummineralien und Gesundheit. Spurbuch Verlag, 2008

La Zeolite contiene Silicio: L'Elemento Fondamentale alla Vita

Traduzione e sintesi da una informativa del prof Karl Hecht, medico e professore di neurofisiologia ed emerito professore di fisiologia e patologia clinica alla università di Humboldt (Berlino). Articolo integrale in tedesco http://www.zeolith.org/Stellungnahme.pdf
Cosa fa nel corpo umano la zeolite?
- Assorbe
- scambia ioni remineralizzando l'organismo
- funziona da catalizzatore
- autoregola l’organismo
- introduce biossido di silicio SiO2 (silice), che è’ un minerale arcaico di tutti gli esseri viventi.

Il silicio come è noto è il secondo elemento più diffuso – dopo l’ossigeno- su questo pianeta. Il SiO2, che in natura non si trova solo nella zeolite clinoptilolite, ma anche nell’argilla ed in alcune piante (per esempio nel bamboo, nelle ortiche e nelle conifere), è il mezzo curativo e cosmetico più antico della umanità 
Il gruppo di ricerca russo intorno a M. G. Voronkov, nel 1975 pubblicò (in lingua tedesca) un libro: “ Il silicio e la vita” (Silizium und Leben), in cui vengono riportate ben oltre 5.000 fonti di letteratura scientifica.

La ricercatrice sul silicio, l’americana E. M. Carlisle pubblicò, tra il 1970e 1986, molti risultati scientifici. Nel 1986 la Ciba-Foundation diede luogo ad un simposio sul tema, di cui si pubblicò un volume.
Il silicio è l’elemento base della vita, senza l’SiO2 non sono possibili processi vitali, crescita e bioelettricità. Esseri viventi con carenza di silicio invecchiano e si ammalano in fretta.
Tra le funzioni fisiologiche principali dell’SiO2, troviamo:
• regolazione del metabolismo (funzione autopilota)
• eliminazione delle sostanze nocive dall’organismo (Detossificazione)
• regolazione della attività intestinale e quindi anche del riassorbimento dei principi attivi
• rafforzamento del sistema immunitario aspecifico nella matrice extracellulare
• allontanamento dei radicali liberi = azioni antiossidante
• accelerazione nella guarigione delle ferite
• effetto antiinfiammatorio
• rigenerazione delle membrane cellulare e dei mitocondri
• idratazione dei tessuti
• disinfezione
• effetto anti-aging (anti-invecchiamento)
• regolazione della funzione emolitica
• contro la distruzione delle isole pancreatiche causa aggressivi macrofagi
• azione antivirale e antibatterica
• effetto antimicotico

Da tempi immemorabili l’SiO2 viene definito minerale di bellezza e ringiovanimento, poiché ferma il processo di invecchiamento e può mantenere lisci capelli e pelle

Che succede quando prendiamo la zeolite?

Quando la zeolite raggiunge il tratto digestivo, questo è più o meno quel che succede:
- uno scambio di cationi contro i metalli pesanti e le tossine
- aumento generale dell’assorbimento
- detox generale grazie al processo fisico di superficie della zeolite naturale
- migliore riassorbimento delle sostanze che si trovano nel canale digestivo
-  rilascio di liquido cristallino grazie alla guaina idratante della griglia cristallina della zeolite clinoptilolite naturale
- costituzione dell’idrossido di alluminio e del silicato di magnesio-alluminio, che vengono utilizzati come regolazione dell’equilibrio acido-basico nell’intestino 

Il prof Hecht in un articolo riportato da Raum & Zeit del 2008 (nr 152) dice che lui (84 anni allora) e la moglie (73) da oltre 8 anni prendono 5-10 gr di zeolite al giorno. Il risultato è che non hanno più infezioni e hanno maggiori prestazioni mentali e fisiche.

ZEOLITE E DIGESTIONE

Nell’apparato digerente il tratto gastrointestinale rappresenta il sito di maggiore produzione di radicali liberi, composti contenenti un atomo caratterizzato dalla presenza di un elettrone non impegnato nella formazione di un legame e quindi molto reattivi.
L’ossidazione del tessuto muscolare (derivante dalla carne ingerita) nell’ambiente acido dello stomaco da parte della metamioglobina (Met-Mb) può provocare la formazione di quantità significative di radicali liberi.
La Met-Mb è presente nei tessuti muscolari e trasporta l’ossigeno alle fibre consentendone la contrazione.
Tenendo conto che la perossidazione lipidica gastrica (un processo, dovuto ai "o" “perossili”, che danneggia le cellule attraverso la distruzione dei lipidi di membra) rappresenta un fattore di influenza dello stress ossidativo (presenza di un eccesso di radicali liberi nell’organismo) derivante dalla nutrizione, risultano molto interessanti sostanze in grado di neutralizzarlo già all’atto della formazione.
In una recente ricerca è stata studiata la capacità della Zeolite clinoptilolite attivata di neutralizzare i radicali liberi prodotti dalla digestione delle proteine presenti nella carne a livello gastrico ed è stata evidenziata una sua notevole attività che si esplica attraverso due meccanismi contemporanei:
- neutralizzazione dei radicali liberi
- capacità di legare alcuni metalli in grado di catalizzarne la produzione durante la digestione (es. ioni rame Cu ), oltre alla Met-Mb che contiene un atomo di ferro in grado di agire come ossidante.
L’azione della Zeolite clinoptilolite attivata si esplica quindi rallentando e riducendo lo sviluppo della perossidazione lipidica e quindi interviene durante la produzione dei radicali liberi nella digestione. Somministrata dopo un pasto di carne non solo diminuisce la perossidazione lipidica gastrica ma lega anche i metalli che vengono rilasciati nell’intestino, in grado di catalizzare la produzione di radicali liberi oltre alla Met-Mb, prolungando notevolmente l’effetto antiossidante.

Zeolite e Spirulina nelle Allergie da Polline

Il prof. Karl Hecht è nato il 15.02.1924, è Professore Emerito di Fisiologia clinica e sperimentale presso l'Università Charitè, Humboldt di Berlino. I suoi campi di lavoro sono lo Stress, il Sonno, l'Ambiente e la Medicina Aerospaziale. Ha al suo attivo più di 800 pubblicazioni scientifiche, 42 Libri, 29 brevetti. Relatore di 172 tesi di Laurea. E' membro effettivo e membro onorario di molte Accademie Internazionali e di molte Associazioni di medicina e scienza.

Ha sperimentato per lungo tempo l'associazione di zeolite cIinoptilolite attivata e spirulina per la cura delle allergie da polline mettendo a punto un protocollo riportato qui di seguito:

Unire 2,5 grammi di zeolite clinoptilolite in polvere e 2,5 grammi di spirulina platensis in polvere (o compresse).
Mettere le polveri in un bicchiere di acqua e bere due volte al dì a distanza di 12 ore. (nel caso di compresse di spirulina assumerle insieme alla polvere di zeolite sospesa in acqua). L'assunzione totale è di 5 grammi di zeolite e 5 grammi di spirulina al giorno. Al di sotto dei 14 anni: 1,5 grammi di zeolite con 1,5 grammi di spirulina in un bicchiere d'acqua due volte al giorno (nel caso di comprese di spirulina assumerle insieme alla povere di zeolite sospesa in acqua). Non c'è sperimentazione su soggetti sotto i 4 anni. Il prof Recht consiglia di bere molto durante il protocollo.
Durata complessiva 40 giorni. Per approfondire sulla Spirulina leggiCome disintossicarsi dai Metalli Pesanti

ANCORA SULLA ZEOLITE

I russi sono stati fra i primi a sfruttare la capacità della zeolite di attrarre e trattenere gli ioni positivi, come i metalli pesanti e gli isotopi radioattivi: nel 1986, a Chernobyl, tonnellate di zeolite furono utilizzate per erigere barriere e per bonificare i terreni contaminati. In quell'occasione la clinoptilolite fu utilizzata anche per decontaminare le acque, e furono preparati biscotti e cioccolate alla zeolite da dare ai bambini colpiti dalle radiazioni per proteggerli dalle loro terribili conseguenze.
La zeolite è anche in grado di ridurre i radicali liberi in eccesso, chiamato stress ossidativo, responsabili dell'insorgenza o dell'aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.
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La clinoptilolite è una zeolite di origine naturale formata dalla conversione di materiali vulcanici vetrosi in struttura cristallina nelle acque dei laghi o dei mari milioni di anni fa ed è la più ricercata ed ampiamente utilizzata.
Quando i nostri corpi sono “occupati” da sostanze nocive i minerali essenziali benefici come magnesio, calcio, ferro, potassio provenienti dai cibi possono non raggiungere le loro destinazioni nell’organismo e quindi compaiono i sintomi di mancanza di sali minerali importanti per il corretto funzionamento delle attività cellulari e soprattutto questi metalli pesanti, sostanze radioattive (presenti nell'aria o cibi a casa di disastri nucleari come Fukushima oppure dovuti alla presenza di scorie radioattive depositate nel sottosuolo) e quant'altro danneggiano il nostro intelligente ma delicato corpo.
Le zeoliti attualmente stanno suscitando tanto interesse in quanto la loro rigorosa struttura cristallina è composta da minuscoli canali diretti in tutte le direzioni che hanno una carica negativa e quindi consente l'assorbimento di numerose tossine che essendo perlopiù caricate positivamente, vengono attirate dalla zeolite e intrappolate nei canali cristallini. Poichè la zeolite non viene assorbita dall'apparato gatro-intestinale, essa viene espulsa con le feci insieme a tutta la robaccia che ha incontrato nel suo percorso.
Questo vale anche per le sostanze tossiche che si trovano già all'interno del corpo che vengono richiamate dentro il lume intestinale, come attirate da una calamita, con il risultato di una efficace disintossicazione sistemica.
Questo minerale, nel suo viaggio lungo il canale digestivo assorbe sostanze nocive come: metalli pesanti, radionuclidi, sostanze chimiche provenienti dai cibi e dalle medicine, virus, batteri, funghi e loro tossine, tossine fermentative che derivano da una alimentazione scorretta e da una flora batterica in disequilibrio ed eccessi di acidità nell’organismo.
Ma non solo: la zeolite rilascia nell’organismo degli oligoelementi e minerali di cui esso necessita. Il corpo cosi viene disintossicato, de-acidificato e snellito e contemporaneamente rimineralizzato: i suoi depositi di minerali vengono di nuovo riempiti. Infatti la sua struttura cristallina contiene cationi quali  calcio, magnesio, sodio, potassio ed altri oltre a molecole di acqua.
Ancor più importante è che fegato e reni vengono alleggeriti, perché molte tossine vengono già “afferrate” nel canale digestivo e non raggiungono quindi la circolazione. Si possono notare anche benefici nel sonno: nel prendere sonno e nel dormire.
Per questo “alleggerimento” ringrazieranno anche i tessuti connettivi (depositi di scorie) : si fa pulizia e questo beneficia anche le cellule.
La Zeolite stimola anche la funzione intestinale, pulisce l’intestino e di conseguenza la flora batterica e influenza positivamente l’aspetto della pelle e la tolleranza ai cibi.
Uno degli esempi di utilizzo della zeolite, che dà risultati immediatamente visibili, è quello negli sportivi, specialmente in quelli che fanno un'attività estenuante come la maratona o le gare di ciclismo. Durante una gara massacrante come una maratona, oltre alla produzione di acido lattico che disturba la prestazione, l'organismo produce anche ammoniaca, che è tossica per il cervello ed è responsabile di molte delle crisi di fatica che chi ha provato questi sport ben conosce.
L'uso della zeolite limita parecchio gli effetti negativi delle crisi di fatica riducendo la quantità di ammoniaca che intossica il cervello. Adesso i lettori si domanderanno se questa zeolite è la panacea, ossia il mitico farmaco universale ricercato fin dai tempi antichi. Sicuramente no, anche se gli studi in corso potrebbero riservare nuove sorprese. Siccome gli effetti di questa sostanza sono reali e non ci sono controindicazioni al suo uso, la zeolite può essere assunta anche dalle persone sane, perché rappresenta un ottimo fattore di prevenzione delle malattie
Come accennato sopra questo minerale è altresì tra quegli elementi efficaci per combattere e neutralizzare i radicali liberi. Un'alimentazione sbagliata, una vita sedentaria, un'eccessiva esposizione al sole e agli agenti inquinanti e, soprattutto, il fumo di sigaretta, sono responsabili di questo eccesso che è chiamato, in linguaggio tecnico, stress ossidativo.
Risulta essere cosi una sostanza sia detossificante che antiossidante, oltre che assorbente, che viene eliminta con le feci dopo aver svolto la sua azione nel tratto gastro-intestinale.
La zeolite contiene quasi tutti gli elementi della tavola periodica e quindi oltre ad espellere le tossine reintegra gli elementi essenziali per il nostro organismo attraverso un intelligente scambio ionico in cui fornisce ciò ci cui l'organismo è carente e toglie ciò che ha in eccesso apportando quindi notevoli e numerosi benefici:
- aumento delle prestazioni fisiche e mentali
- aumento della motivazione
- alleggerimento dell’umore
- migliore gestione dello stress
- aumento delle difese immunitarie
- sostegno delle risorse di autoguarigione dato l’apporto all’autoregolazione
Ecco quindi le proprietà della Zeolite Clinoptilolite:
- E' un "magnete" molto forte per i metalli pesanti e sostanze radioattive facilitando la loro rimozione dal corpo;
-Agisce come una spugna per le tossine, attirandole nei suoi numerosi canali e la rimozione dal corpo attraverso le feci;
- Promuove il processo di disintossificazione a livello epatico;
- Migliora il sistema immunitario e la resistenza del corpo allo stress;
- Normalizza il metabolismo dei lipidi, proteine ⿿⿿e carboidrati grazie alla sua proprietà catalitica;
- Stimola la funzione riproduttiva;
- Ottimizza il funzionamento del sistema endocrino;
- Impedisce il restringimento dei vasi sanguigni;
- Promuove un aumento della superficie di reazioni biochimiche nell'intestino, migliorando così l'apporto di sostanze nutritive (vitamine, minerali, amminoacidi);
- Promuove la regolarità dei movimenti intestinali, contribuendo così al suo stato di salute generale;
- Aiuta a prevenire l'anemia;
- Promuove la rimozione dei radicali liberi dal corpo;
- Agisce come un'assorbente e detergente per le cellule del corpo aiutando quindi a stabilire e mantenere la salute a livello cellulare;
- Aiuta a mantenere sane le membrane delle cellule, riducendo così la probabilità di formazioni tumorali maligni.
Un gruppo di ricercatori ha pubblicato un articolo in cui dimostrano gli effetti positivi dell'uso della zeolite nel trattamento della cura del cancro: La zeolite clinoptilolite applicata a topi e cani affetti da una varietà di tipi di tumore ha portato ad un miglioramento dello stato di salute generale, il prolungamento della durata della vita, e riduzione della dimensione dei tumori. L'applicazione locale di clinoptilolite al cancro della pelle di cani ha efficacemente ridotto la formazione e la crescita tumorale. Inoltre, gli studi tossicologici su topi e ratti hanno dimostrato che il trattamento non ha effetti negativi.
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Zeolite Clinoptilotite: Nuovo adiuvante nella terapia anti-cancro

Le caratteristiche peculiari della zeolite clinoptilolite attivata sono costituite dalla capacità di legare, a livello intestinale, radicali liberi, metalli pesanti, ione ammonio e tossine, allontanandole dall’organismo, attività descritte nella definizione stilata dal Nomenclatore Europeo dei dispositivi medici.
Una combinazione con entità variabili dei quattro tipi di sostanze tossiche prima riportate è stata rilevata nei tumori nei quali esse possono svolgere la funzione di responsabili diretti nella loro insorgenza odi adiuvanti nella loro induzione, come dimostrato da numerose ricerche.
Materiali di silice naturali, compresi la zeolite  clinoptilotite, rivelano molteplici attività biologiche, e sono già impiegate con  successo come vaccino-adiuvante e per il trattamento della diarrea. In questo articolo si  elaziona in merito ad una nuova applicazione della clinoptilotite in polvere come potenziale adiuvante nella  terapia antitumorale. Trattamenti alla clinoptilotite di  topi e cani, affetti da una molteplicità di tumori, hanno portato ad un miglioramento dello stato di salute generale, ad un prolungamento della durata della vita e ad una diminuzione della massa tumorale. L’applicazione locale di clinoptilotite in caso di carcinoma nei cani ha portato ad una riduzione della formazione del tumore e della  sua crescita. Inoltre  studi tossicologici sui topi e sui ratti hanno dimostrato che il trattamento non comporta effetti negativi.
Studi in vitro della coltura dei tessuti hanno  dimostrato che la clinoptilotite tritata finemente comporta
- Inibizione della proteina chinasi B (c-Akt)
- Provoca l’espressione di p21WAF1/CIP1 e p27KIP1-proteine inibitrici - tumore
- Blocca la crescita cellulare di molteplici linee-cellulari tumorali
I dati dimostrano che un trattamento alla clinoptilotite potrebbe influire sulla crescita del tumore, indebolendo i segnali vitali delle cellule tumorali e provocando la soppressione dei geni tumorali delle cellule trattate.
Gli effetti collaterali generati dalla radiooterapia sono legati all’elevata energia che viene assorbita dalle cellule circostanti la massa tumorale con formazione di radicali liberi che comportano un incremento dello stress ossidativo e dalla reazione infiammatoria locale, anche a livello del derma, che modifica la fisiologia cellulare. La capacità adiuvante della zeolite nella terapia antitumorale, chemio e radio, può essere quindi attribuita alla sua partecipazione alla sintesi proteica, alla capacità di contribuire alla costruzione del tessuto connettivo, all’azione adsorbente, al controllo del metabolismo del calcio nelle cellule da parte del silicio presente nella sua struttura ed infine all’azione antiossidante.
M. Colic Al, K. Pavelic, Journal of Molecular Medicine 78, 333—336, (2000)
K. Pavelic et al. Molecular Medicine 78: 708-720 (2001)
K. Hecht, E. Hecht-Savoley, Natur-Mineralien, Regulation und Gesundheit. Schibri-Verlag, Berlin! Milow (2005)
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Bibliografia

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