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19 aprile 2013

Riprendiamo il controllo del nostro corpo - La postura e la sua funzionalità- Articolo di Raymond Bard

La postura e la sua funzionalità.

Il nostro corpo non è altro che un insieme di cellule viventi autonome comunicanti (cioè dotate di vita propria, metabolismo)
Certamente questo sistema o comunità cellulare funziona bene solo se c'è sintonia  e un  perfetto equilibrio di forze ed energie.
Il corpo umano si potrebbe paragonare a un paesino  abitato da tante persone (cellule) che collaborano insieme per una vita sana e felice, dove ognuno esegue un proprio compito a favore di tutta la comunità.  

Al principio della vita i sistemi viventi passarono da monocellulari ai più sofisticati   sistemi multicellulari per il semplice motivo di potersi spostare in ambienti più adatti alla comunità cellulare.
Così per esigenze evolutive alcune cellule diventarono delle strutture rigide e semi-rigide per avvolgere,proteggere,contenere,organizzare e mobilitare l'insieme cellulare.

Come in un piccolo eco-villaggio gruppi di cellule si sono evolute formando diversi apparati;  L'apparato respiratorio, l'apparato digerente e altri apparati di distribuzione...

In questo articolo parlerò dell'apparato locomotore e della sua struttura multifunzione.
Non dimentichiamo che la nostra struttura corporea non solo ci rende mobili e belli, ma serve anche a contenere, proteggere e  sorreggere i vari apparati e organi vitali.

La nostra struttura è molto simile a quella di un edificio.


Immaginate se in un edificio non ci sia equilibrio e simmetria o se decidessimo di modificare la struttura esistente in modo anomalo.
Immaginate oltretutto, di avere un edificio mobile con i pilatri e le pareti vive che si muovono.

Con questi esempi vi ho fatto capire l' importanza della nostra complessa struttura corporea e le sue funzioni vitali.

Cos'è la Postura ?

La postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio,  per muoversi con il minor dispendio energetico; ad essa vengono a concorrere vari fattori interni ed esterni. 
(neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali).

La nostra struttura corporea è formata da 206 ossa legate tra loro da oltre 500 muscoli, questi ultimi servono a modellare il corpo e alla postura.

Certamente i fasci muscolari hanno un ruolo importantissimo per la nostra struttura, cioè ogni muscolo contraendosi o rilassandosi ha un'influenza sui segmenti ossei a cui è inserito.
La nostra struttura è  un elaborato sistema di leve.


La postura di un individuo è frutto del vissuto della persona stessa nell'ambiente in cui vive,  determinato anche da stress, traumi fisici ed emotivi,  posture professionali scorrette ripetute e mantenute nel tempo,  respirazione scorretta, squilibri biochimici derivati da una scorretta alimentazione, ecc..


La postura è l' espressione delle esperienze personali di ogni individuo e riflette il suo modo di essere nella vita quotidiana. 
Del resto è risaputo che la componente emotiva influenza negativamente la postura. Le emozioni negative ci schiacciano come se portassimo un peso sulle spalle, mentre quelle positive ci aprono e ci distendono.





La postura è il nostro personale modo di stare e di muoverci nello spazio circostante. E’ in continua evoluzione e soggetta ad influenze interne ed esterne.


Interne o emozionali: Cioè la nostra personalità, il nostro vissuto. 
Ad esempio, una persona timida ed introversa avrà un atteggiamento in chiusura (spalle arrotolate e cadenti, capo in avanti ecc.).
Esterne o ambientali:  Il tipo di attività lavorativa, lo sport praticato, traumi, lesioni ecc.

Il movimento rivela chi e come siamo
Vi è una stretta connessione tra emozioni e atteggiamento posturale. 
Per esempio nella PNL (programmazione neuro linguistica) si studiano i movimenti corporei in relazione alla stato emozionale  interpretando  i  altri soggetti : gesti, espressioni,  modi in cui gestiscono  gli spazi , movimenti corporei e posture.


Un problema fisico o psichico può costringerci  a contrarre in modo anomalo alcuni distretti muscolari e di conseguenza modificare il nostro apparato scheletrico  in termini di movimento e postura, causando prima infiammazioni e poi a lungo andare un danno  strutturale  di tipo osteoarticolare e  neurologico.

La ginnastica posturale  permette di riportare alla nostra consapevolezza parti del corpo bloccate, eliminando le tensioni muscolari, imparando movimenti e posture più naturali e funzionali possibili.

La migliore postura si traduce in un riequilibrio delle tensioni muscolari, in maggiore elasticità e flessibilità, soprattutto a livello della colonna, con benefici ed effetti sul nostro assetto affettivo.



La ginnastica posturale,offre un efficace strumento di prevenzione e di intervento sulle più diverse problematiche che si evidenziano nella colonna vertebrale e dunque sulla postura della persona. 

La sedentarietà,  le scorrette posture durante le ore di lavoro, la debolezza e/o la rigidità dei gruppi muscolari, il poco tempo dedicato alla cura del corpo, alla prevenzione e al benessere, sono fattori che alterano lo stato di salute e la serenità dell’individuo. 

Per molti anni l'uomo ha costruito  immense strutture, migliorandole progressivamente, 
dimenticandosi  la  propria meravigliosa struttura....  
Il proprio corpo e il suo contenuto.

Oggi è diventato un'obbligo pensare a noi stessi e dedicare del tempo ad una disciplina che si prende cura della  nostra globalità,  lavorando sulla consapevolezza del proprio corpo e della respirazione, sulla corretta posizione da assumere e mantenere nelle attività quotidiane, diventa una priorità e un buon metodo per mantenere e migliorare la nostra salute.


Le alterazioni morfologiche o posturali  non sono legate a cause muscolari bensì all'adozione di errati schemi motori associati al S.N.C., si ripercuotono sia sulla statica che sulla dinamica del corpo e vacillano tra normalità e patologia.
Sono causate da esperienze psicomotorie carenti o da deficit nel processo di maturazione dei centri di controllo neuromuscolare (il soggetto non conosce o non sa servirsi del proprio corpo). 

Ne è un esempio quando il soggetto è rigido, maldestro, lento a muoversi, ha difficoltà nell'orientarsi e nell'adattarsi nello spazio, i suoi movimenti sono scoordinati ed imprecisi, assume posizioni scorrette.

Per queste difficoltà il trattamento consiste nell'educazione 

posturale, cioè  una ginnastica  fatta di  movimenti che favoriscano 

l'allungamento di alcuni distretti muscolari contratti ,  la percezione 

della propria rappresentazione corporea nello spazio e  il corretto 

uso del nostro corpo nella vita di ogni giorno.

Si consiglia di affidarsi ad un esperto,questi esercizi dovranno 

essere eseguiti dopo una preparazione di riscaldamento, 

gradualmente, in assenza di particolari patologie , con la giusta 

respirazione, ecc.ecc.



Alcune immagini:






Raymond Bard Personal Trainer



Forse Potrebbe interessarvi anche L'ALLENAMENTO FUNZIONALE:
Tratto parzialmente da:
http://www.raymondbard.com/2013/04/lallenamento-funzionale-o-allenamento.html


L'Allenamento Funzionale o Allenamento Naturale o Integrale,  secondo il Personal Trainer Raymond Bard

Oggi "la teoria del tutto" è ovunque, dalla fisica quantistica all'alimentazione integrale, dalla biologia alla fisiologia ecc.

Ma oggi parleremo solo di ginnastica o attività motoria, dopo oltre 20 anni di studi nelle multi discipline riguardanti il corpo la psiche e le energie posso permettermi di creare delle mie teorie...

Oltre 20 anni fa, cominciai a fare culturismo (oggi si chiama body building) a quel tempo cominciai a leggere tantissimi libri di cultura fisica e dopo pochissimo tempo capì che il vero allenamento in termini di qualità e  risultati era quello eseguito con manubri , bilanceri e a corpo libero ....
Negli anni ho visto una  crescita pazzesca di nuovi attrezzi nelle palestre e di nuovi studi e teorie sull' isolamento muscolare.

Certamente una grande palestra piena di nuove macchine, belle, comode e magari computerizzate ...  certo tutto questo fa  molta scena... e invoglia a cominciare ad allenarsi.

La macchina o l'attrezzo  consente solo al vostro corpo di muoversi attraverso un piano di movimento reclutando solo pochi muscoli, tendini e legamenti facendoli diventare sempre più forti, ma poi in una situazione di vita reale vi è un grande squilibrio.  (i grandi muscoli diventano più forti e i piccoli muscoli di sostegno rimangono deboli). 

Ma dietro a tutto questo c'è sempre il business del Dio denaro, e dove c'è business c'è informazione distorta o deviata...  (come dico sempre io.. "la verità sta nella semplicità)


Quello che mi fa riflettere molto è la nascita di migliaia di teorie e strategie di allenamenti per dimagrire per tonificare per massa per forza per resistenza per rovinarsi la vita e per disperdere energie inutilmente....

Cos'è l'allenamento funzionale ?

L'allenamento funzionale è un'allenamento naturale, cioè un'insieme di movimenti multi articolari eseguiti usando tutti i muscoli del corpo...  
Ricordate l'uomo primitivo? 
Ecco il nostro corpo è predisposto per vivere in natura...  Non seduto in una sedia per otto ore o lavorare davanti un macchinario per altrettante ore eseguendo sempre gli stessi movimenti.

Adesso riuscite a capire per quale motivo molti di voi hanno  problemini di squilibri e tensioni muscolari che poi diventano di tipo infiammatorio e degenerano...

L'allenamento funzionale serve a far lavorare in perfetta sintonia e armonia tutto il corpo, in movimenti  naturali e sicuri, oltre a   formare il vostro equilibrio, la forza e la flessibilità, molto utili nella vostra vita di tutti i giorni.


Immaginate di sollevare una borsa da terra, prendere o spostare  un'oggetto pesante da uno scaffale o spingere un divano , quanti muscoli usate? 
Usate tutti i muscoli del corpo in simbiosi tra loro con contrazioni  muscolari proporzionali tra loro in un perfetto equilibrio energetico e funzionale....

Con questo capirete a cosa serve fare un esercizio di isolamento muscolare? dato che poi nessun muscolo lavora da solo? 
 L'allenamento funzionale è l'allenamento che fanno i soldati, gli agenti di polizia e molte altre organizzazioni che vogliono allenare i propri uomini in modo integrale aumentando le performance sia a livello di forza, resistenza, scatto, equilibrio, riflessi ecc. usando tutti e 3 i sistemi energetici del nostro organismo, imparando a metabolizzare in modo attento e veloce l'energia proveniente dal dal cibo.

L'allenamento funzionale si effettua  solitamente in grandi spazi o ancora meglio all'aperto "in mezzo alla natura"  perciò parchi,boschi,spiagge,foreste ecc.  magari in una bella giornata di sole insieme ad amici.

Si consiglia di affidarsi a bravi istruttori o personal trainer per un corretto svolgimento degli esercizi evitando inutili infortuni e perdite di tempo improvvisandovi esperti.

Raymond Bard Personal Trainer del Benessere
Consulenza gratuita in tutta italia



Raymond Bard è anche Istruttore Specializzato di Allenamento Funzionale e Ginnastica Posturale. riconosciuto dalla FIEFS e dalla AICS (Enti riconosciuti dal CONI




03 aprile 2013

L'Allenamento Funzionale o Allenamento Naturale o Integrale, secondo il Personal Trainer Raymond Bard

L'Allenamento Funzionale o Allenamento Naturale o Integrale,  secondo il Personal Trainer Raymond Bard

Oggi "la teoria del tutto" è ovunque, dalla fisica quantistica all'alimentazione integrale, dalla biologia alla fisiologia ecc.

Ma oggi parleremo solo di ginnastica o attività motoria, dopo oltre 20 anni di studi nelle multi discipline riguardanti il corpo la psiche e le energie posso permettermi di creare delle mie teorie...

Oltre 20 anni fa, cominciai a fare culturismo (oggi si chiama body building) a quel tempo cominciai a leggere tantissimi libri di cultura fisica e dopo pochissimo tempo capì che il vero allenamento in termini di qualità e  risultati era quello eseguito con manubri , bilanceri e a corpo libero ....
Negli anni ho visto una  crescita pazzesca di nuovi attrezzi nelle palestre e di nuovi studi e teorie sull' isolamento muscolare.

Certamente una grande palestra piena di nuove macchine, belle, comode e magari computerizzate ...  certo tutto questo fa  molta scena... e invoglia a cominciare ad allenarsi.

La macchina o l'attrezzo  consente solo al vostro corpo di muoversi attraverso un piano di movimento reclutando solo pochi muscoli, tendini e legamenti facendoli diventare sempre più forti, ma poi in una situazione di vita reale vi è un grande squilibrio.  (i grandi muscoli diventano più forti e i piccoli muscoli di sostegno rimangono deboli). 

Ma dietro a tutto questo c'è sempre il business del Dio denaro, e dove c'è business c'è informazione distorta o deviata...  (come dico sempre io.. "la verità sta nella semplicità)


Quello che mi fa riflettere molto è la nascita di migliaia di teorie e strategie di allenamenti per dimagrire per tonificare per massa per forza per resistenza per rovinarsi la vita e per disperdere energie inutilmente....

Cos'è l'allenamento funzionale ?

L'allenamento funzionale è un'allenamento naturale, cioè un'insieme di movimenti multi articolari eseguiti usando tutti i muscoli del corpo...  
Ricordate l'uomo primitivo? 
Ecco il nostro corpo è predisposto per vivere in natura...  Non seduto in una sedia per otto ore o lavorare davanti un macchinario per altrettante ore eseguendo sempre gli stessi movimenti.

Adesso riuscite a capire per quale motivo molti di voi hanno  problemini di squilibri e tensioni muscolari che poi diventano di tipo infiammatorio e degenerano...

L'allenamento funzionale serve a far lavorare in perfetta sintonia e armonia tutto il corpo, in movimenti  naturali e sicuri, oltre a   formare il vostro equilibrio, la forza e la flessibilità, molto utili nella vostra vita di tutti i giorni.


Immaginate di sollevare una borsa da terra, prendere o spostare  un'oggetto pesante da uno scaffale o spingere un divano , quanti muscoli usate? 
Usate tutti i muscoli del corpo in simbiosi tra loro con contrazioni  muscolari proporzionali tra loro in un perfetto equilibrio energetico e funzionale....

Con questo capirete a cosa serve fare un esercizio di isolamento muscolare? dato che poi nessun muscolo lavora da solo? 
 L'allenamento funzionale è l'allenamento che fanno i soldati, gli agenti di polizia e molte altre organizzazioni che vogliono allenare i propri uomini in modo integrale aumentando le performance sia a livello di forza, resistenza, scatto, equilibrio, riflessi ecc. usando tutti e 3 i sistemi energetici del nostro organismo, imparando a metabolizzare in modo attento e veloce l'energia proveniente dal dal cibo.

L'allenamento funzionale si effettua  solitamente in grandi spazi o ancora meglio all'aperto "in mezzo alla natura"  perciò parchi,boschi,spiagge,foreste ecc.  magari in una bella giornata di sole insieme ad amici.

Si consiglia di affidarsi a bravi istruttori o personal trainer per un corretto svolgimento degli esercizi evitando inutili infortuni e perdite di tempo improvvisandovi esperti.

Raymond Bard Personal Trainer del Benessere
Consulenza gratuita in tutta italia



Raymond Bard è anche Istruttore di Allenamento Funzionale. riconosciuto dalla FIEFS e dalla AICS (Enti riconosciuti dal CONI


Ecco alcuni esempi di esercizi.....
Adesso non avete più la scusa di non poter andare in palestra.
























Consiglio il libro del Dott. Sacchi















  


28 marzo 2013

Ho creato opere d'arte ma ho fallito - oggi accetto chi vuole cambiare vita e realtà - Raymond Bard


Costruire  giorno dopo giorno un bellissimo corpo ... scolpito e funzionale .....  e poi dopo anni ......    il crollo !!!!!

La mancanza di stimoli non esiste !!!    il corpo ama  stare bene ...
La colpa è della mentalità artificiale che ci hanno iniettato !!!

Siamo troppo occupati a correre ....  correre e correre verso il profitto a tutti i costi e verso la ricerca di quello che non abbiamo....

Avere un corpo sano fuori e dentro è uno stile di vita....  

Non un angolino della vostra vita ... dove con una magia siete belli e funzionali...

Io come Personal Trainer Vecchio e stanco di osservare pasticci... Mi rifiuto di allenare chi non è veramente motivato  a cambiare vita !!!!
Raymond Bard

28 febbraio 2013

Psicologia dello sport e allenamento della mente - Mental training


Psicologia dello sport e allenamento della mente -  Mental training



L'aspetto psicologico è determinante per un atleta.

 Le tecniche di mental training possono aiutare l'atleta e possono essere un valido aiuto.

 In che modo?


Nelle attività sportive e motorie l'allenamento è il fulcro per il raggiungimento di ogni target che ci si prefigga.
Psicologia dello sport e allenamento della menteSpesso, alla parola allenamento si associa solo l'attività fisica ripetuta con regolarità, costanza e metodo. Ma lo sport non è solo il rendimento del corpo, anzi, si raggiunge la prestazione massimale solo quando mente e corpo sono coordinati, sono tutt'uno. È necessario che corpo e mente vadano di pari passo in un percorso di miglioramento della performance. Se, infatti, è vero che ogni sport e attività fisica richiedono un corpo che funzioni al meglio e che sia abituato (allenato) a rispondere in maniera adeguata agli stimoli allenanti, è anche vero che ogni sport e ogni attività motoria richiedono spiccate capacità di concentrarsi, di gestire le proprie emozioni, di evitare le distrazioni, di tollerare la frustrazione e l'ansia, di riprendersi da una sconfitta e di saper gestire il momento decisivo.
Ad allenare queste ultime funzioni, interviene, con le sue metodologie e i suoi strumenti, la Psicologia dello sport, che si occupa proprio dei processi e delle conseguenze mentali dell'attivita' fisica e sportiva svolta in contesti competitivi, educativi, ricreativi, preventivi o riabilitativi.
L'esordio ufficiale della Psicologia dello Sport in Italia risale al primo Congresso Mondiale sulla Psicologia dello Sport che si svolse nel 1965 a Roma grazie all'impegno del Prof. Ferruccio Antonelli. Nel resto del mondo la sua evoluzione e crescita ha proseguito soprattutto negli USA e nell'Europa del nord.
La Psicologia dello Sport, da sempre, si propone come disciplina che analizza i processi mentali e gli effetti della pratica sportiva direttamente sulla persona, con l'obiettivo di migliorare la strada verso il conseguimento del benessere e della salute per favorire l'incremento della prestazione sportiva.

Le tecniche del Mental Training

Gli strumenti principali utilizzati da questa disciplina sono riconducibili principalmente alle strategie di tipo cognitivo-comportamentale, tra le quali, le più usate sono il goal-setting, le tecniche di imagery e self-talk, le metodiche di autoregolazione dell'arousal, allenamento della concentrazione e gestione dello stress.
La sistematizzazione di queste e di molte altre tecniche, costruisce un vero e proprio programma di allenamento della mente dell'atleta, che impara progressivamente a conoscere sé stesso ed a gestire ed ottimizzare tutte le sue abilità e caratteristiche. In questo senso si definiscono il mental training e lo sport coaching, che rappresentano un vero e proprio allenamento mentale che aiuta l'atleta a potenziare le proprie capacità, nell'assoluto rispetto dell'integrità psicofisica.
Le strategie cognitivo-comportamentali, sviluppate negli anni 70 e tuttora ampiamente utilizzate, mirano a far acquisire all'atleta le abilità di controllare e comprendere i propri processi mentali ed emotivi, partendo dal presupposto che la gestione o la modifica dei processi cognitivi e degli stati emotivi negativi può contribuire al miglioramento della prestazione. Per realizzare i suoi obiettivi, il Mental training interviene sulle funzioni psicologiche determinanti la pratica motoria basandosi sull'elenco delle abilità mentali di base individuate da Martens, nel 1988:

Controllo Arousal (controllo dell'attivazione)

Con il termine arousal è indicata in psicofisiologia l'intensità dell'attivazione fisiologica e comportamentale dell'organismo. Quando l'organismo deve effettuare una prestazione deve attivarsi, cioè mettere in moto una serie di processi caratteristici dello stato di arousal quali l'aumento della vigilanza e dell'attenzione, l'attività dei muscoli che si preparano allo sforzo ed il cuore e i polmoni che si preparano al dispendio di energia. E' di fondamentale importanza per un atleta saper raggiungere e mantenere il livello ottimale di attivazione psicofisiologica richiesto dalla performance, allenandosi con delle semplici tecniche di attivazione o disattivazione secondo le esigenze.

Self-talk (monologo interiore)

Formulare obiettivi e inserirli in una narrazione interna che escluda l'intervento di pensieri intrusivi e distraenti.

Goal-Setting (formulazione degli obiettivi)

Molte volte gli insuccessi di un atleta sono dovuti ad un'inadeguata scala degli obiettivi da perseguire durante il periodo di allenamento, e questa scarsa capacità di pianificare degli specifici standard di abilità da raggiungere in un compito può compromettere l'esito della stagione agonistica. Il Mental Training aiuta l'atleta a scomporre i grandi obiettivi in sub-obiettivi a breve, medio e lungo termine, sufficientemente difficili (e quindi allenanti) ma raggiungibili, mirati al miglioramento graduale della prestazione più che al risultato (spesso imprevedibile).

Gestione Stress (gestione delle emozioni sotto stress)

Lo stato di stress si verifica quando l'atleta percepisce una discrepanza tra la richiesta ambientale (sfida) e le risorse che egli percepisce di avere a disposizione per affrontare la sfida (livello di abilità). Quando le risorse sembrano non bastare l'atleta metterà in gioco strategie di coping non adeguate che non gli permetteranno di superare la sfida. Anche l'allenatore può essere sottoposto a stress ed essere iper o ipo - attivato come i suoi atleti; si renderà quindi necessario adottare delle strategie per abbassare o incrementare il livello di attivazione dell'allenatore e degli atleti per permettere una analisi coerente e veritiera delle richieste stressanti e delle competenze in possesso degli sportivi. Fra le tecniche di gestione dello stress annoveriamo lo Stress Inoculation Training, la desensibilizzazione sistematica (EMDR: eye movement desensibilization and reprocessing) e la ristrutturazione cognitiva.

Abilità attentive (anticipazione e concentrazione)

Con il costrutto di Attenzione, in verità, vengono individuate molte componenti del funzionamento cognitivo. Tra queste alcune tra quelle maggiormente coinvolte e determinanti la performance dell'atleta sono: capacità di anticipazione, capacità di elaborazione dei dati da parte del sistema nervoso, capacità di filtrare le informazioni per trattenere solo quelle rilevanti, capacità di gestione delle emozioni, capacità di restringere ed allargare il focus dell'attenzione, capacità di dirigere l'attenzione all'interno ed all'esterno di sé. La concentrazione, in estrema sintesi, è la capacità di focalizzare l'attenzione su un compito per un determinato periodo di tempo, senza che essa venga distolta da fattori distraenti interni (ad es. pensieri negativi) ed esterni (ad es. il rumore della folla). In questo caso si parla di Focusing. Trattando delle abilità attentive non può essere tralasciato, inoltre, il concetto di "preparazione all'azione" (Holender, 1980) ben distinto dalla concentrazione. Il concetto di anticipazione e gli studi che lo hanno riguardato sostengono che lo scopo di un'azione determina la struttura dell'atto motorio. Qualunque azione motoria è anticipata dalla preparazione cognitiva. Questa competenza anticipatoria è una delle tante capacità che fanno parte dello stile attentivo di una persona.

Imagery (capacità di creare e controllare immagini mentali)

Gli atleti vengono progressivamente allenati alla rappresentazione mentale della propria performance,aiutandosi con stimoli immaginativi che coinvolgono tutti i sensi (sinestesia) e favorendo in questo modo un coinvolgimento emotivo e cognitivo. La capacità di visualizzare comprende alcune attività applicabili allo sport, fra cui l'osservazione di altri atleti in azione (dal vivo o videoregistrati) seguita dalla ripetizione immaginata delle sequenze motorie (allenamento ideomotorio); il passo successivo consisterà nell'esecuzione pratica da parte dell'atleta del movimento prima osservato e poi visualizzato. Allenare la propria capacità immaginativa ha anche un forte valore di allenamento delle capacità di attenzione e concentrazione che trova la sua declinazione nel miglioramento della selettività corticale, come evidenziato da Goleman (2003), infatti l'attenzione funzionante ai suoi migliori stansard "implica piccole aree chiaramente demarcate di eccitamento corticale, circondate da aree di inibizione. Quando si verifica una sbavatura nella demarcazione del cervello di eccitazione e inibizione, c'è un passaggio di eccitazione alle aree cerebrali irrilevanti per il compito del momento. La specificità corticale ben regolata, d'altra parte, caratterizza un funzionamento da svegli ben riposati che permette la flessibilità nell'affrontare le domande ambientali con risposte abili e funzionali. La flessibilità neurologica che sottostà al meccanismo dell'attenzione focalizzata permette all'attivazione cognitiva e neurale di cambiare a seconda delle richieste situazionali fluttuanti".
La tecnica dell'Imagery, preceduta sempre da una breve seduta di rilassamento, viene anche utilizzata prima della gara come momento di concentrazione e di visualizzazione del percorso.

Rilassamento

Le tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno o il Rilassamento Progressivo di Jacobson, vengono utilizzate per prendere consapevolezza della tensione muscolare a riposo e in attività (Inventario corporeo), per gestire situazioni ansiogene o stressanti, sono preparatorie a qualsiasi attività immaginativa e rappresentano già, esse stesse un primo passaggio di allenamento delle competenze attentive. Inoltre, nello specifico la tecnica del Training Autogeno, ha il potenziale di funzionare come Metafora che permette di sperimentare quanto, una giusta focalizzazione sulla performance aiuta ad ottenere il risultato che ci si prefigge.

Incremento della motivazione e dell'autostima

L'acquisizione di fiducia in sè è la vera chiave della motivazione: se l'atleta ha fiducia in sè e in quello che è in grado di fare non solo è motivato, ma accresce le sue probabilità di avere successo. Fino a quando l'atleta cercherà solo nell'ambiente esterno di soddisfare i suoi bisogni di sicurezza, stima ed approvazione, la vittoria gli sfuggirà, poichè il suo senso di identità personale sarà dipendente da fattori esterni di cui avrà bisogno. In questo caso in Psicologia di parla di locus of control: un soggetto con locus of control esterno tenderà ad attribuire le cause di tutto ciò che gli accade all'ambiente fuori da sé; al contrario un soggetto con locus of control esterno tenderà ad attribuire la causa di tutto ciò che gli accade a sé stesso. In entrambe i casi l'intervento del Mental Trainer sarà focalizzato a riportare il sentimento dell'atleta in una direzione di self efficacy equilibrata, arrivando alla comprensione che ciò che mi accade è determinato da cause esterne ed interne che si intrecciano dialetticamente. Il vero miglioramento della performance sta nell'avere una buona competenza di analisi e attenzione, che permetta di far individuare tutte le componenti che causano un evento dipendenti da me e saperle migliorare.

Gestione dell'ansia pre-agonistica

La prevenzione ed il trattamento dell'ansia costituiscono uno dei principali problemi e dei maggiori obiettivi della medicina e della psicologia dello sport. L'ansia preagonistica è legata all'imminenza di una competizione particolarmente impegnativa e temuta. Le tecniche di gestione dell'ansia pre-agonistica meggiormente usate sono ad esempio il rilassamento e la desensibilizzazione sistematica, da apprendere sotto la guida dello psicologo dello sport e da esercitare poi autonomamente e regolarmente.

Quando ci si rivolge alle tecniche di Mental Training?

L'allenamento mentale dell'atleta è, quindi, una componente essenziale dell'allenamento sportivo. Senza dubbio si può affermare che un atleta che alleni solo la parte fisica delle sue competenze di performance raggiungerà risultati parziali. Questo il presupposto che fa del Mental Training un pilastro irrinunciabile dell'allenamento motorio dell'atleta che vuole realmente migliorare la sua performance. Esiste una casistica che evidenzia come al Mental Trainer si rivolgano di solito l'allenatore di un Club o di una squadra, lo staff dirigenziale e il singolo atleta, professionista o non. Holm, Beckwith, Ehde e Tinius (1996), hanno dimostrato come un programma comprendente self-talk, imagery e goal-setting, proposto a tennisti di college universitari, contribuisse a determinare una significativa riduzione dell'ansia competitiva. Altri autori, utilizzando programmi di allenamento mentale in diverse discipline sportive, hanno ugualmente riscontrato riduzione dell'ansia e miglioramento della fiducia (Daw e Burton, 1994; Maynard, Smith e Warwick-Evans, 1995; Murphy e Woolfolk, 1987; Weinberg, Seabourne e Jackson, 1981).
Le motivazioni più frequenti per cui è richiesto il Mental Training sono relative ad una posizione in classifica non soddisfacente, difficoltà di attenzione e concentrazione, alla riabilitazione psicofisica del disabile, a rilevanti e controproducenti sintomi riconducibili ad ansia e stress, a problemi di relazione con l'allenatore, o di burn out, di depressione o sintomi psicosomatici dell'atleta, alla vigilia di un importante avvenimento sportivo o ad un semplice desiderio di completare l'allenamento fisico con l'allenamento mentale. Il compito del mental training, in tutti questi casi, è sostenere l'individuo e il gruppo nella gestione delle richieste situazionali dell'attività sportiva, aiutandolo a fronteggiare i problemi sfruttando il proprio bagaglio di conoscenze che possono contribuire al miglioramento della performance e della promozione del benessere e della fitness integrata della persona.
Ultimo aggiornamento dell'articolo: 
I professionisti del fitness

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