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09 febbraio 2015

Chi creò il mondo l'universo l'uomo non si dimenticò di nulla


Chi creò il mondo l'universo l'uomo non si dimenticò di nulla !!!

Nel mondo c'è un ordine naturale 
di farmacie, poiché tutti i prati 
e i pascoli, tutte le montagne e 
colline sono farmacie.

Paracelso (medico alchemico astronomo)

clicca quì



26 agosto 2014

Azione depurativa per le vie biliari e urinarie, fegato e reni. Soluzione Schoum

La Soluzione Schoum è un rimedio utilizzato da lungo tempo per curare una lunga lista di disturbi delle vie biliari e urinarie, ma non solo. 

Sovente viene assunto non solo come antispastico, ma anche come soluzione depurativa dopo un periodo in cui si è abusato della buona tavola. 

A trarre i maggiori benefici sono fegato e reni, ma tutto l'apparato digerente sembra trovare sollievo con l'assunzione di questo rimedio naturale.


La Soluzione Schoum è un medicinale di automedicazione, quindi da banco. Si presenta come una soluzione di color giallo acceso e va assunto come un normale sciroppo e con abbondante acqua. La Soluzione Schoum è composta da principi attivi a base di erbe curative, fumaria, onide e piscida.
  • La fumaria officinalis è una pianta dalle grandi proprietà, sfregandola tra le dita produce un odore come di fumo o fuliggine. Ha grande utilizzo come rimedio per disfunzioni epatiche, è infatti una pianta coleretica, che stimola la secrezione di bile regolandola in caso di eccessiva o scarsa produzione. Ha anche una blanda azione diuretica.
  • L'ononide spinosa è una pianta suffruticosa, spinosa, di cui vengono utilizzate soprattutto le spine. Le sue qualità sono riconosciute fin dai tempi antichi, tra cui ottime proprietà diuretiche. Indicata per il trattamento di cistiti, calcoli e affezioni varie dell'apparato urinario.
  • La piscida era utilizzata dagli indiani americani come veleno per pesci. Per gli uomini non è considerata velenosa, se non in grandi quantità. Trova utilizzo come sedativo e calmante di stati dolorosi di varia natura, soprattutto nevralgica.
La Soluzione Schoum per uso orale contiene quindi queste tre piante in soluzione idroalcolica, più glicerolo, e una quantità di alcool etilico superiore a 100 mg. 

Questo rimedio naturale trova ampio utilizzo nel trattamento di tutti quegli stati dolorosi o infiammatori che affliggono le vie biliari e urinarie, quini fegato e reni. 

Non ha proprietà antibiotiche né disinfettanti, ma ha un forte potere depurativo. Si può dunque utilizzare se si avverte mal di stomaco, bruciore alle vie urinarie, se si soffre di calcoli o si ha della renella. Diminuisce lo stato doloroso, grazie al potere sedativo della piscida, e depura in profondità l'organismo, ecco perché spesso viene assunta dopo eccessi a tavola.

Come assumerla:

Sebbene non abbia controindicazioni, è consigliabile assumere la quantità indicata sul foglietto illustrativo. Gli adulti possono assumere 2 cucchiai di Soluzione Schoum 4-6 volte al giorno, i bambini un cucchiaio 1-2 volte al giorno. Fortemente sconsigliata a chi segue una terapia per l'alcolismo, poiché contiene un'elevata quantità di alcool.

17 giugno 2014

Rigidità e infiammazione muscolare cronica Fibromialgia Sindrome da stanchezza cronica Stress Lavoro correlato Discopatie da usura da lavoro (causata o accentuata da metalli tossici nel corpo - ossa,muscoli,cartilagine,nervi, legamenti) Sensibilità chimica multipla Vittima di ingiustizie (lavoro,organi di vigilanza e previdenza) L'industria farmaceutica ringrazia...

Giugno 2014 - I 3 farmaci in basso cura omeopatica
Per:
Rigidità e infiammazione muscolare cronica
Fibromialgia
Sindrome da stanchezza cronica
Stress Lavoro correlato
Discopatie da usura da lavoro
(causata o accentuata da metalli tossici nel corpo - ossa,muscoli,cartilagine,nervi, legamenti)
Sensibilità chimica multipla
Vittima di ingiustizie (lavoro,organi di vigilanza e previdenza)
L'industria farmaceutica ringrazia... 
Ogni problema individuale genera business....
Ogni business ha i suoi meccanismi...

Più una persona brancola nel labirinto della salute o della guarigione e più crea business...
Basterebbe togliere la causa del problema... ma togliendo quella, poi chi ci guadagna?
Il mondo del lavoro nel mondo e specialmente in italia è la causa di tutti i mali...  è la causa delle cause...  é assurdo pensare (per chi ragiona) che un essere umano debba lavorare metà vita per sopravvivere e sottostare a una vita artificiale fatta di continui stress per alimentare le tasche dei padroni...

Scusate se vi voglio svegliare dall'ipnosi di massa...
pensate pensate pensate alla causa della causa ... 

Nb: consultate sempre un medico prima di assumere farmaci...
Secondo la filosofia occidentale un medico costosissimo che sicuramente è il migliore... o meglio una decina di medici per risolvere prima il problema...
Auguri

Il benessere totale secondo Raymond Bard

Tutto l’Universo si regge in perfetto equilibrio.

 L'uomo interagisce di continuo con l'universo per mezzo di sostanze, di vibrazioni e di energie. 

Per un perfetto svolgimento dei processi vitali un individuo deve interagire con l'universo, con gli altri uomini e con ogni essere vivente animato e inanimato cioè animali, vegetali, minerali, metalli, pietre.ecc. (solo l'insieme è il tutto). 

 Qualsiasi squilibrio fisico psichico energetico va esaminato nella sua integralità tenendo in considerazione contemporaneamente i fattori emozionali, fisici, mentali, genetici, ambientali e sociali che lo riguardano. 

Questo equilibrio energetico-funzionale se alterato, genera malessere, malattia, dolore, intolleranze a cibi, sostanze e poi intollerabilità verso la vita e gli altri individui.

 Ogni disfunzione psico-energetica genera dei sintomi di preavviso...
 Questi segnali o sintomi molte volte non sono riconoscibili da noi stessi,  perchè a volte  male interpretati o molte volte il sintomo non si trova dove risiede la causa del problema.

 Qualsiasi male accusate...
 Andate a cercare la causa della causa !!! 
Cercate .. Cercate... Cercate... ponetevi sempre domande e datevi innumerevoli risposte....
Leggete molti libri e documentatevi.... Anche se solo l'1% della conoscenza universale è scritta sui libri...
Interpellate anche l'intuito...(la vostra vocina che tempo fà vi avvisava... e voi non avete ascoltato per colpa di una mente troppo razionale e matematica... schiava di automatismi e vecchi schemi mentali...

Se curate solo il sintomo, non risolvete nulla....
Lo squilibrio si ripresenterà più intenso e il sintomo  da un'altra parte del corpo.
 Il nostro corpo dovrà essere curato o riequilibrato a  livello totale, ogni cellula del nostro corpo incorpora le informazioni di tutte le altre cellule.(DNA)

 Perciò il nostro corpo non si cura pezzetto per pezzetto ma nella sua totalità !!!
Se il corpo aumenta la sua massa grassa c'è un motivo...
Se siete sempre affamati c'è un motivo
Se vi sentite stanchi o esauriti c'è un motivo
Se il vostro cervello usa più energia del resto del corpo c'è un motivo..

Non pensate di risolvere  tutti gli squilibri di una vita malsana nei due mesi prima dell'estate e poi ritornare a rifare gli stessi sbagli...

BISOGNA AGIRE SULLO STILE DI VITA...


24 aprile 2014

Terapia Chelante EDTA Quando il liquido brucia dentro le vene - Perchè solo ad alcuni?





Buongiorno cari amici Ieri 23 aprile 2014 ho fatto la mia prima flebo di EDTA a Monza (terapia chelante) per espellere i miei metalli in eccesso nel mio corpo.
(a chi è curioso gli mostro il mio incredibile  mineralogramma del capello )

Guardando la flebo sono riuscito a leggere Sodio Cloruro 0,9%  e contenuto 500 ml  

La seduta chelante è durata oltre 2 ore.

Dopo  10 minuti  ho cominciato a sentire un bruciore dal braccio destro fino a metà collo e metà dello sterno  e un dolore tipo puntura di aghi lungo la vena  del braccio destro fino alla spalla destra.
A circa metà flebo il bruciore è diventato veramente insopportabile e dato che la dottoressa mi aveva detto che era improbabile tutto questo gran dolore, pensavo fosse colpa della mia fibromialgia o una mia questione di sensibilità o percezione del dolore, Comunque dato che sapevo che non sarei morto ho cercato di resistere in tutti i modi possibili (anche con tecniche di visualizzazione e mental training).

A  3/4 di flebo non ce lo fatta più dal dolore, allora la dottoressa ha staccato l'ago dal braccio destro e lo ha messo in quello sinistro.
Ho dovuto resistere ancora un'altra mezzora..
La dottoressa mi ha detto che sono pochissimi quelli che hanno i miei sintomi  tra cui chi è molto intossicato o chi ha la sclerosi multipla, tra l'altro la flebo è stata infusa nel corpo molto lentamente.




Qualcuno di voi ha avuto la mia stessa esperienza con la prima flebo ?

E la seconda volta com'è andata?

Ho rivolto la stessa domanda nel grande forum di cfsitalia spero che qualcuno mi risponda.






02 marzo 2014

RICONOSCIMENTO DELLA FIBROMIALGIA TRA LE MALATTIE INVALIDANTI, al più presto - Firma la petizione


RICONOSCIMENTO DELLA FIBROMIALGIA TRA LE MALATTIE INVALIDANTI, al più presto!!!

MOLTE DONNE ed uomini, IN ITALIA SONO MALATE/i DI FIBROMIALGIA, UNA MALATTIA CRONICA DEGENERATIVA, CHE NEI PAESI NORDICI DELL'EUROPA E IN AMERICA è STUDIATA ED INSERITA IN UN PROGRAMMA DI RICERCA DELLA CURA , POICHè ATTUALMENTE NON ESISTE CURA, è UNA MALATTIA MOLTO DOLOROSA CHE COLPISCE MUSCOLI E TENDINI, LIMITANDONE I MOVIMENTI , COLPISCE ANCHE IL SISTEMA DI MODULAZIONE DEL DOLORE E QUINDI NE DERIVA UNA DEPRESSIONE NERVOSA A CAUSA DELLE LIMITAZIONI E DEI FREQUENTI BLOCCHI E CRAMPI NOTTURNI DA CUI INSONNIA PERSISTENTE.
VORREI CHE L'INPS DESSE UN PUNTEGGIO DI INVALIDITà .
IL MOTIVO PER CUI NON VOGLIONO RICONOSCERLA è PERCHè NON ESISTE UN ESAME STRUMENTALE O UNA ANALISI CHE DIMOSTRI OBIETTIVITà DI DIAGNOSI. MA PERCHè IN EUROPA ED IN AMERICA LA RICONOSCONO ED AIUTANO LE PERSONE CON PROTOCOLLI DI ASSISTENZA'?
ABBIAMO O STIAMO PERDENDO IL LAVORO PER TROPPI SINTOMI CHE CI IMPEDISCONO UNA BUONA QUALITà DELLA VITA.
PER FAVORE AIUTATE LE DONNE E GLI UOMINI  FIBROMIALGICI.
COPIATE LA LEGGE CHE C'è IN TRENTINO , PER FAVORE.
PANTALONE MORENA
A NOME DI TUTTI I DUE MILIONI DI PAZIENTI IN ITALIA
A:
ministro sanità Beatrice Lorenzin, ministero della salute
INPS, UFFICIO STAMPA RESPONSABILE ENRICO BARBIERI
On.Erminia Mazzoni, Commissione delle petizioni Parlamento Europeo 
ALLA CORTESE ATTENZIONE DI MINISTRO Riconfermato della Salute, Beatrice Lorenzin
Oggetto: RICONOSCIMENTO DELLA FIBROMIALGIA TRA LE MALATTIE INVALALIDANTI.
Questo quello che i malati di fibromialgia chiedeno:
PROGETTO FIBRO

1- RENDERE OBBLIGATORIO UNO O PIù CORSI DI AGGIORNAMENTO AI MEDICI DI BASE SU FIBROMIALGIA.

2- ISTITUIRE PROTOCOLLI DIAGNOSTICI MULTUDISCIPLINARI PER I SOSPETTI CASI DI FMS

3- ISTITUIRE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE PROTOCOLLI DI ASSISTENZA E SOLLIEVO DEI SINTOMI ALLE PAZIENTI CON DIAGNOSI ACCERTATA DI FIBROMIALGIA

4- LE CURE E LE VISITE DEVONO ESSERE A CARICO DEL SSN

5- I MEDICI DI BASE DEVONO ADOPERARSI NELL'ASCOLTO DEI SINTOMI E FARE ESAMI PER DIAGNOSI DIFFERENZIALE, ONDE ESCLUDERE ALTRE MALATTIE.

6- DONNE IN ETà SCOLASTICA O LAVORATIVE DEVONO AVERE PERCORSI FACILITATI, ASSISTITI E MIRATI, AL RECUPERO DI UNA SOCIALITà E QUALITà DELLA VITA.

7- FINANZIARE LA RICERCA, e studio epidemiologico.
cordialissimi saluti e complimenti per la conferma dell'incarico.
Firma della promotrice
Morena Pantalone 
Firma la petizione:

http://www.change.org/it/petizioni/non-si-possono-lasciare-2-milioni-di-persone-in-et%C3%A0-lavorativa-invalide-e-senza-assistenza-senza-lavoro-la-costituzione-italiana-lo-sancisce?share_id=QUynBtESpG&utm_campaign=friend_inviter_chat&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&utm_term=permissions_dialog_true











Altri link informativi:
EuroparlRequestFormPetition@europarl.europa.eu

http://www.fibromialgici.org/?cat=4

http://www.guidonia.net/blogs/disposizioni-per-il-riconoscimento-della-fibromialgia-come-malattia-invalidante/

http://vivibene.org/fibromialgia-malattia-invisibile/

http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/03/13/news/malata-cronica-ma-non-per-lo-stato-1.3285873

18 febbraio 2014

Lavoro - Ammalarsi per molto stress psico -fisico

Stress Lavoro Correlato


Non è normale lavorare oltre l'orario di lavoro, non è normale avere carichi di lavoro eccessivi o doversi recare in un ambiente lavorativo stressante, lo dice la legge.

L'azienda ha l'obbligo di garantire un contesto di lavoro sereno, altrimenti abbiamo diritto ad un risarcimento in denaro, per lo "stress lavoro correlato". Di quanti soldi stiamo parlando?

Quali sono i sintomi dello stress lavoro correlato, come riconoscerlo e quale via possiamo intraprendere al fine di tutelarci e ottenere il denaro che ci spetta?

Quante delle aziende in cui ognuno di noi, ogni giorno, spreca la sua vita, applica realmente soluzioni per evitare lo stress da lavoro correlato? E' più probabile invece che ci vengano imposti ritmi di lavoro assurdi, al fine di arricchire i vertici aziendali, nella più totale noncuranza dello stato di salute dei lavoratori. Quello che accade poi, è che, mentre noi ci ammaliamo di stress, per portare a casa pochi soldi, chi sta sopra di noi agisce snobbando quest'obbligo, nel nome del denaro, della follia produttiva e del più totale menefreghismo nei confronti della salute delle persone.


La Legge Sullo Stress Lavoro Correlato

Lo - stress lavoro correlato - viene disciplinato della legislazione italiana, tramite un'ampia e precisa normativa, che chiarisce bene gli obblighi che l'azienda ha nei confronti del lavoratore.

La prima legge, che risale al 1994 (D lgs 626/94) definiva sostanzialmente le condizioni di presenza o assenza del rischio sul posto di lavoro, poi nel 2002 (articolo 4 del D lgs) il decreto legislativo è stato modificato e furono incluse tutte le tipologie di rischio, così, nel 2008 (n.81/2008), anche il rischio legato allo stress lavoro correlato viene incluso.

Leggendo i primi 3 articoli di legge, scopriamo che ogni azienda, in tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, è tenuta a:

a) La valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza, compreso lo stress lavoro correlato.

b) La programmazione della prevenzione.

c) L'eliminazione dei rischi.

In parole povere quindi, non solo ad ogni azienda è vietato porre sotto stress il lavoratore con carichi di lavoro insopportabili o richiedendo straordinari, ma deve anche attuare una prevenzione costate, al fine di evitare che si manifestino casi di stress lavoro correlato.

Qualora il lavoratore, a causa di condizioni di lavoro non conformi alla legge (art. 2087), manifesti sintomi da stress lavoro correlato, ha diritto ad essere risarcito del danno subito, con una somma in denaro che dipende da diversi fattori.

E' importante specificare subito che, secondo recenti sentenze, anche se (per esempio) gli straordinari o il carico di lavoro eccessivo, erano stati preventivamente concordati con il datore di lavoro, i soldi del risarcimento ci spettano comunque, proprio perché la prevenzione del rischio, prescinde dalle decisioni e dagli accordi tra lavoratori.

Quanti casi di Stress Lavoro Correlato in Italia?

A partire dal 2011 l'INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) ha stabilito che i casi accertanti di denuncia per stress lavoro correlato, sono oltre 500, a fronte di circa 4000 domande presentate, e nel dettaglio:

Al 64% dei casi è stato riconosciuta un'indennità in denaro;
Al 9 % una rendita fissa nel tempo;
Al 27% un indennizzo per inabilità temporanea al lavoro;

In realtà le denunce sono molto inferiori ai casi reali, lo rivelano una serie di questionari anonimi sottoposti ad un largo campione di lavoratori, che ha portato alla luce un fenomeno ben più vasto, dimostrando come si tratti solo del 30% del totale, delle potenziali situazioni di "stress lavoro correlato".

La difficoltà nel determinare la reale vastità di questo fenomeno, deriva sia dal fatto che lo stress non rientra nel panorama delle classiche malattie professionali, sia dal timore, da parte del lavoratore, di entrare in conflitto con l'impresa, per una condizione alla quale spesso si da poca importanza o si ritiene dipenda più da una debolezza personale, che da condizioni lavorative disumane.


Quanti Soldi ci Spettano per lo Stress Lavoro Correlato

L'INAIL stabilisce gli indennizzi che spettano ai lavoratori che subiscono danni da stress sul posto di lavoro e, nello specifico:

Un indennizzo in capitale per il danno biologico, cioè inteso come danno alla salute ed all'integrità fisica della persona.
Una rendita fissa derivante sia dal danno biologico, che dalle conseguenze che questo ha sulla vita privata della persona e sulla sua possibilità di continuare a lavorare.
Che somma ci spetta per lo stress arrecato?
L'ammontare della somma in denaro dipende naturalmente dal grado di stress che la situazione lavorativa arreca, le sentenze in merito sono varie, si va da poche migliaia di euro per i casi più lievi, a risarcimenti di anche 250.000 euro per le situazioni di comprovata negligenza da parte del datore di lavoro, con evidente conseguenze sulle condizioni psicologiche del lavoratore, e nette ripercussioni sulla vita famigliare.

Leggi su Google anche: Quanti Soldi Spettano dalla Disoccupazione

Come Agire per Denunciare lo Stress Lavorativo

Prima di tutto va chiarito che non è sempre necessario muoversi per via legali, anche perché i tempi, in questo caso, potrebbero dilatarsi enormemente; può infatti essere inoltrato un semplice documento all'ufficio personale, nel quale si denuncia la condizione di stress lavoro correlato, in cui si versa. L'azienda, in questo caso, potrebbe optare per un indennizzo in denaro al lavoratore, al fine di evitare di andare per vie legali, soprattutto se la faccenda rischia di trovare eco sulla stampa locale.
In questo caso la denuncia deve essere trasparente e comprensibile, devono essere riportati fatti e date verificabili, vanno accuratamente evitate opinioni confuse o sfoghi emotivi. Il documento deve essere redatto come una sequenza precisa e chiara di episodi e situazioni che incentivano lo stress sul posto di lavoro.
Le vie legali spesso comportano un notevole dispendio di energie e di tempo, in questo caso il modo più efficace di agire è quello di affidarsi ad un avvocato del lavoro, e vanno rispettate alcune regole:

Scegliere sempre un avvocato del lavoro, che abbia già avuto esperienza in casi simili.
Evitare assolutamente gli studi che possono essere, in qualche modo, collegati con l'azienda o coi datori di lavoro.
Accertarsi continuamente che il nostro caso di stress lavoro correlato, venga seguito con serietà e dedizione, verificando sempre il lavoro svolto dall'avvocato. Mai fidarsi ciecamente del suo operato.
Decidere, prima di iniziare il percorso legale, gli obiettivi da raggiungere, cioè il tipo di risarcimento a cui s'intende mirare e quale margine di contrattazione è accettabile.
Stabilire anticipatamente la cadenza degli incontri con il legale stesso.
Fornire al legale tutto il materiale raccolto in ordine cronologico.

Stress Lavoro Correlato: Con la Crisi Aumenterà

Con la recente crisi economica, i tagli che alcune aziende hanno dovuto effettuare, rischiano di aumentare il carico di lavoro, cui sono soggetti i dipendenti che hanno invece mantenuto la propria posizione. E' molto facile infatti che, in periodo di crisi, si cerchi di mantenere il personale sottodimensionato, in modo da dover affrontare meno spese.

Complice l'incertezza in cui viviamo, le persone sono più propense a sopportare condizioni lavorative inaccettabili, proprio per la paura di perdere il posto di lavoro. La pressione a cui i lavoratori sono sottoposti, mista ad un carico di lavoro esagerato, aumenta vertiginosamente la possibilità che si verifichino casi di stress lavoro correlato.

Contemporaneamente, i tagli alla sanità pubblica e la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie (giunto ormai ai minimi storici), incidono pesantemente sulla possibilità di curarsi da eventuali patologie derivanti da stress lavoro correlato, rendendo la situazione ancora più critica.

 Segni o sintomi di stress da lavoro possono essere fisici, psicologici e comportamentali.

I sintomi fisici includono:
Fatica
Tensione muscolare
Mal di testa
Palpitazioni cardiache
Disturbi del sonno, come l'insonnia
Disturbi gastrointestinali, come diarrea o costipazione
Disturbi dermatologici.
I sintomi psicologici sono:
depressione
Ansia
Scoraggiamento
Irritabilità
Pessimismo
Sensazioni di essere sopraffatti e incapaci di far fronte agli impegni
Difficoltà cognitive, come la ridotta capacità di concentrarsi o prendere decisioni.

I sintomi comportamentali comprendono:
Un aumento dei giorni di malattia e assenteismo
Aggressività
La diminuzione della creatività e delll'iniziativa
Un calo nelle prestazioni di lavoro
Problemi con le relazioni interpersonali
Sbalzi d'umore e irritabilità
Diminuzione della tolleranza alla frustrazione e impazienza
Disinteresse
Isolamento.

Quali sono i principali fattori di stress legati al lavoro?
Tutti i seguenti problemi sono stati identificati come potenziali fattori di stress nei luoghi di lavoro. Un approccio di gestione del rischio identificherà quali esistono nel vostro luogo di lavoro e ciò che li provoca. Essi includono:
Organizzazione della cultura
Pratiche di cattiva gestione
Contenuto del lavoro e richieste
Ambiente di lavoro fisico
Le relazioni sul posto di lavoro
Gestione del cambiamento
Mancanza di sostegno
Conflitto di ruolo
Trauma.

Le cause di stress lavoro-correlato
Alcuni dei fattori che comunemente causano stress da lavoro sono:
Lunghe ore di lavoro
Pesante carico di lavoro
I cambiamenti all'interno dell'organizzazione
Tempi stretti
Modifiche ai premi e ai bonus
Precarietà del lavoro
Mancanza di autonomia
Lavoro noioso
Competenze insufficienti per il lavoro
Supervisione eccessiva
Ambiente di lavoro inadeguato
La mancanza di risorse adeguate
Mancanza di attrezzature
Poche opportunità promozionali
Molestia
Discriminazione
Scarsa qualità del rapporto con i colleghi o con i capi

Motivi di stress negli ambienti lavorativi

Ambiente e Attrezzature: Condizioni fisiche di lavoro (illuminazione, rumore, clima, ecc.), problemi inerenti l’affidabilità, la disponibilità, l’idoneità, la manutenzione, l’obsolescenza o la riparazione di strutture ed attrezzature di lavoro, condizioni di sicurezza rispetto ai vari rischi esistenti;
Disegno del compito lavorativo: Lavoro ripetitivo, lavoro frammentato, mancata definizione di competenze e conoscenze necessarie a svolgere il lavoro, sottoutilizzo delle competenze individuali mancata conoscenza di scopi e processi;
Carico e ritmo di lavoro: Sovraccarico o sottocarico di lavoro, mancanza di controllo sul ritmo, tempo insufficiente per eseguire il compito, scadenze pressanti;
Orario di Lavoro: Lavoro a turni, orari di lavoro rigidi, imprevedibili, eccessivamente lunghi o che alterano i ritmi sociali, assenza di pause.
Contesto lavorativo
Organizzazione del lavoro: carenze di comunicazione, bassi livelli di sostegno per la risoluzione di problemi e lo sviluppo personale, mancanza di definizione degli obiettivi organizzativi;
Rapporti interpersonali: Isolamento fisico o sociale, rapporti limitati con i superiori, leadership non efficace, conflitti interpersonali, mancanza di supporto sociale;
Ruolo nell’organizzazione: Ambiguità e conflitto di ruolo, responsabilità non definite, scarso valore sociale attribuito al lavoro;
Sviluppo di carriera: Incertezza o blocco della carriera,bassa retribuzione, precarietà dell’impiego;
Controllo e Libertà decisionale: Partecipazione ridotta al processo decisionale, carenza di controllo sul lavoro (il controllo, specie nella forma di partecipazione rappresenta anche una questione organizzativa e contestuale di più ampio respiro);
Interfaccia Casa-Lavoro: Richieste contrastanti tra casa e lavoro, straordinario eccessivo, feie non godute, scarso appoggio in ambito domestico, problemi di doppia carriera, difficoltà di conciliazione tra vita privata e vita lavorativa.

31 ottobre 2013

Malattia di Pompe - Troppe riserve di glicogeno nei muscoli

Malattia di Pompe 
Troppe riserve di  glicogeno nei muscoli

La Malattia di Pompe appartiene alla famiglia delle malattie rare da accumulo lisosomiale ed è caratterizzata dal mancato smaltimento del glicogeno, la riserva energetica dei muscoli.

La Malattia Pompe viene inserita nel gruppo delle malattie da accumulo lisosomiale.

Inoltre, dato che interessa i muscoli, viene anche definita una malattia 

neuromuscolare.

La Malattia di Pompe (nota anche come deficit di Maltasi acida o Glicogenosi di Tipo II) è una
patologia muscolare rara di origine genetica, che colpisce bambini ed adulti. La Glicogenosi di tipo II è
una malattia ereditaria a trasmissione autosomica recessiva. Si stima che nella popolazione generale la
Glicogenosi di Tipo II colpisca 1 individuo su 40.000 nati vivi.

 Glicogenosi: disordini del metabolismo del glicogeno o del glucosio che si esprimono clinicamente con dolore, contratture e mioglobinuria ad insorgenza dopo un esercizio intenso e con incremento dei carboidrati
A causa del difetto di un enzima, il glicogeno si accumula e danneggia il cuore, i muscoli di gambe e braccia e quelli della respirazione. I bambini colpiti dalla malattia sono caratterizzati principalmente da ipotonia muscolare e ingrossamento del cuore e la morte in genere interviene entro il primo anno di vita per insufficienza cardiaca. I malati che superano i due anni sono invece costretti in carrozzina e, nei casi più gravi, devono usare un supporto meccanico per respirare.
Chi è a rischio
La Malattia di Pompe è una patologia genetica a trasmissione autosomica recessiva che si trasmette da genitore a figlio. Il bambino eredita da ciascun genitore due copie del gene difettoso. Quando entrambi i genitori sono portatori del gene difettoso, esiste una percentuale del 25% che il bambino sviluppi la malattia.
Le terapie  
Attualmente esiste un’unica terapia con autorizzazione al commercio, è la terapia enzimatica sostitutiva con Myozym (alglucosidasi alfa), la prima ed unica disponibile per il trattamento della malattia.
L’enzima sostitutivo viene prodotto biotecnologicamente e somministrato per via endovenosa. La terapia enzimatica sostitutiva con GAA umano ricombinante prolunga in modo significativo la sopravvivenza del bambino affetto dalla forma classica, riduce significativamente la cardiomiopatia ed è stato dimostrato che risulta più efficace se somministrata in uno stadio iniziale della malattia. Nella Malattia di Pompe ad esordio tardivo, la terapia enzimatica sostitutiva si è dimostrata efficace nel rallentare la progressione della malattia.

Il primo sintomo è spesso la debolezza degli arti inferiori, che provoca un’andatura 

traballante o barcollante. I pazienti possono manifestare dolori muscolari ed essere

 soggetti a frequenti cadute. I bambini più grandi possono essere spesso soggetti allo 

sviluppo di una curvatura anomala della colonna vertebrale (lordosi, cifosi o scoliosi) che 

permane fino all’età adulta. La Malattia di Pompe interessa uno dei muscoli più importanti

 utilizzati per la respirazione, il diaframma. Questo muscolo si trova proprio sotto i 

polmoni e il cuore, e separa il torace dall’addome. Con il progressivo indebolimento del 

diaframma, la respirazione diventa più difficile, soprattutto durante il sonno. Ne 

conseguono mal di testa mattutini e sonnolenza diurna. I bambini affetti dalla Malattia di 

Pompe possono avere difficoltà a stare al pari dei loro coetanei quando svolgono attività 

fisiche. Gli adulti possono stancarsi facilmente e rimanere senza fiato dopo aver svolto 

attività fisiche oppure aver salito le scale. Alcuni soffrono di dolore alla parte bassa della 

schiena. L’ingrossamento del cuore o del fegato si nota raramente in questa forma tardiva

 della malattia. È importante ricordare che la malattia progredisce più o meno 

rapidamente in ogni paziente e che alcuni bambini e adulti presentano sintomi meno 

gravi rispetto ad altri.

DIFETTI DEL METABOLISMO DEL GLIOCOGENO E DEL GLUCOSIO
                   Tab.1

Deficit dell’enzima deramiticamente
 (glicogenesi tipo III)
-          Processo LGS ad esordio giovanile
-          Debolezza muscolare peggiorata dell’esercizio
-          Cardiomiopatia
-          Ipoglicemia ed epatomegalia dell’infanzia
-          Disturbi della crescita
-          Ipertrofia muscolare


Malattia di McArdlès
(glicogenosi tipo V)
-          Dopore scatenato dell’esercizio
-          Debolezza muscolare
-          Contratture muscolari
-          Mioglobinuria
-          Second wind
-          Progressiva LGS ad esordio dell’età adulta (media entità)
-          Insufficienza renale
Deficit di : Fosfogliceratokinasi
                  Fosfogliceramutasi
                  Lattato Deidrogenasi
-          debolezza muscolare
-          Mioglobinuria

Deficit di Maltasi acida dell’adulto
-          Progressiva LGS ad esordio nell’età adulta
-          Insufficienza respiratoria
-          Aritmia cardiaca
-          Anormalità vascolari celebrali



Deficit di Fosfofruttokinasi
-          Dolore scatenato dall’esercizio
-          Debolezza muscolare
-          Contratture muscolari
-          Mioglobinuria
-          Progressiva LGS ad esordio nell’età adulta
-          Anemia emolitica
-          Insufficienza renale
-          Ittero
-          Gotta (iperucemia)




DIFETTI  DEL  METABOLISMO  DEI  LIPIDI
                   Tab.2
Difetto della b- ossidativi
-          Ipotomia
-          Ipostenia generalizzata
-          Cardiomiopatia
-          Ipoglicemia senza chetoacidosi
-          Episodi simil-Reye riccorrenti
-          Morte improvvisa infantile
-          Epatomegalia
Deficit di carnicina  Palmitoiyl-Transferaei
-          Intolleranza all’esercizio esacerbato del digiuno
-          Mioglobinuria
-          Dolore
-          LGS dopo ripetute crisi (media entità)
-          Insufficienza renale
Deficit Sistemico-Secondario di Carnicina
-          LGS
-          Debolezza muscolare
-          Cardiomiopatie
-          Episodi ricorrenti simil-Reye
-          Epatomegalia
Deficit primario di Carnitina
-          Progressiva LGS
-          Improvvise esacerbazioni del deficit scenico
-          Debolezza muscolare
-          Cardiomiopatia
-          Mioglobinuria
Deficit di Mioadenilato Deaminasi
-          Debolezza muscolare
-          Mialgie e crampi
Ipertermia Maligna
-          Rigidità durante le crisi
-          Ipertermia durante le crisi
-          Crisi comozionali
-          Raramente atrofia o ipetrofia
Miopatie Endocrina
-          Debolezza muscolare
-          Progressiva LGS
-          Paralisi periodica
-          Rabdomiolisi
-          Mialgia, crampi, rigidità
-          Miodema
-          Oftalmoplegia
-          Contratture muscolari
-          Cardiomiopatia
Miopatie indotte da farmaci ed agenti tossici
-          LGS associata a dolore
-          LGS non associata a dolore
-          Paralisi ipokaliemica
-          Sindrome miastemica
-          Miotonia
Miopatie indotte da alcool
-          Miopatie acute dolorose
-          Rabdomiliosi subacuta
-          Neuropatia periferica
-          Miotonia
Paralisi periodiche primarie
-          Paralisi periodica
-          Progressive LGS
-          Aritmia cardiaca
-          Miotonia
Deficit di G6PD
-          Mioglobinuria
-          Anemia emolitica


DIFETTI DEL METABOLISMO DEI CARBOIDRATI

DIFETTO DEL METABOLISMO DEI LIPIDI


PRINCIPALI INDAGINI


-          dosaggio di lattato, privato, ammonio dopo esercizio iscchemico
-          Biopsia muscolare
-          Dosaggio enzimatico su muscolo sangue e fibroplasti
-          31p RMN spettroscopia
-          Accumulo di glicogeno nei leucociti (deficit di maltasi)

-          Dosaggio degli acidi organici e delle acilcarnitene urinaria
-          Dosaggio di acidi grassi liberi, lattato, piruvato, acido urico, corpi che tonici, glucosio, creatinkinasi dopo digiuno prolungato e/o esercizio aerobica
-          Dosaggio della carnicina su sangue e muscolo
-          Dosaggio enzimatico su muscolo, fibroblasti, fegato
  





Distinguiamo quindi due gruppi di miopatie:
1    miopatie che si manifestano a causa di disordini della produzione di energia a livello del muscolo scheletrico, correlabili a un preciso difetto metabolico che non permette il rifornimento di lipidi o carboidrati al muscolo, oppure blocca l’utilizzazione dei substrati durante l’esercizio fisico.
      Miopatie correlate a patologie della tiroide, delle paratiroidi, dell’ipofisi e delle ghiandole surrenali, a patologie acquisite di natura tossica/farmacologica.

Le Glicogenosi - Guida per i pazienti e i famigliari
 
Le Glicogenosi, come tutti gli errori congeniti del metabolismo, sono malattie rare e poco note anche alla classe medica. Le Glicogenosi sono inoltre un gruppo di malattie con aspetti clinici, prognostici e terapeutici diversificati che hanno dato origine a centri con competenze specifiche solo per alcune di esse.
 
Se hai appena saputo che tu o tuo figlio o un parente o un amico è affetto da Glicogenosi è probabile che sia la prima volta che senti questo nome e che non trovi facilmente le risposte a tutte le domande che ti si affacciano alla mente.

Gli attuali mezzi documentazione scientifica (stampa, Internet, etc) sono una fonte importante di informazioni che, non essendo personalizzate, possono tuttavia creare ansia e preoccupazione talvolta ingiustificate.
Questo opuscolo, nato da una lunga attività in questo settore del metabolismo, ha lo scopo di aiutare il paziente ed i familiari ad affrontare le Glicogenosi in collaborazione con il medico curante e gli specialisti.
 
L’Associazione Italiana Glicogenosi promuove la collaborazione e l’aggiornamento tra quanti si occupano di queste malattie e svolge un sostegno rilevante ai pazienti e ai familiari per soddisfare i diversi bisogni medici, culturali, sociali.
 
 
Qui di seguito è scaricabile il documento in formato PDF realizzato dalla
Prof.ssa Rosanna GATTI - Istituto G. Gaslini Genova – Quarto. 

Glicogenosi - Tipo II malattia di Pompe
GSD tipo II - Malattia di Pompe
Descrizione
La Malattia di Pompe o Glicogenosi di tipo II  è una patologia neuromuscolare rara, cronica, che colpisce circa 10.000 individui  tra neonati, bambini e adulti nel mondo e circa 300 persone stimate in Italia. La Malattia di Pompe appartiene alla famiglia delle malattie rare da accumulo lisosomiale ed è caratterizzata dal mancato smaltimento del glicogeno, la riserva energetica dei muscoli.
A causa del difetto di un enzima, il glicogeno si accumula e danneggia il cuore, i muscoli di gambe e braccia e quelli della respirazione.

Le cause
La Malattia di Pompe è causata da un deficit dell’enzima lisosomialealfa-glucosidasi acida (GAA), responsabile della degradazione del glicogeno, polimero del glucosio che ne rappresenta la fonte di deposito e riserva nei muscoli. I Pazienti affetti da malattia di Pompe possono non avere del tutto o in parte l’enzima GAA: ciò determina un accumulo eccessivo di glicogeno nelle cellule del corpo, in particolare nei muscoli, e di conseguenza il loro progressivo indebolimento.

Come si presenta
La Malattia di Pompe ha una presentazione clinica complessa ed eterogenea e in base all’età d’esordio, si riconoscono in:
·      forma classica “infantile”, si manifesta subito dopo la nascita. Il quadro clinico è caratterizzato da cardiomiopatia ipertrofica, cardiomegalia, insufficienza cardio-respiratoria, e ritardo nell’acquisizione o regressione delle tappe motorie. I bambini affetti da Malattia di Pompe presentano un’ipotonia grave e progressiva.
·      forma a esordio tardivo “adulto”, che può manifestarsi a qualsiasi età dopo il primo anno di vita, è caratterizzata da una progressione lenta e da esiti meno sfavorevoli di quelli della forma infantile. Questa forma colpisce prevalentemente i muscoli e risparmia generalmente il cuore. Il graduale indebolimento muscolare e i problemi respiratori sono i sintomi principali: i pazienti perdono la capacità di deambulare autonomamente, mentre dal punto di vista respiratorio si realizza un deterioramento progressivo della capacità ventilatoria che, se cronica, necessita il ricorso a una ventilazione assistita o alla tracheostomia.

Come si trasmette
La Malattia di Pompe è una patologia genetica a trasmissione autosomica recessiva che si trasmette da genitore a figlio. Il bambino eredita da ciascun genitore due copie del gene difettoso. Quando entrambi i genitori sono portatori del gene difettoso, esiste una percentuale del 25% che il bambino sviluppi la malattia. La patologia si riscontra in uomini e donne nella stessa misura e in ogni gruppo etnico.

La diagnosi
La Malattia di Pompe può essere difficile da diagnosticare, poiché molti dei suoi sintomi sono simili a quelli di altre malattie. Inoltre, per la rarità di casi in cui si presenta, può facilmente non essere riconosciuta o erroneamente diagnosticata. La forma infantile della Malattia di Pompe è generalmente più semplice da diagnosticare a causa della sua gravità.
La conferma della diagnosi avviene attraverso un saggio biochimico di misurazione dell’attività enzimatica della GAA. Nei bambini affetti dalla forma classica della malattia, l’attività della GAA è praticamente assente, mentre nella forma tardiva si riscontrano diversi livelli di attività residua. Il saggio è generalmente condotto nei linfociti, in colture di fibroblasti cutanei e in biopsie muscolari.

Di recente è stata introdotta la possibilità di fare diagnosi di Malattia di Pompe su goccia di sangue essiccata su filtri di carta bibula (Dried Blood Spot). Questo apre la strada all’implementazione dello screening neonatale per la Malattia di Pompe: una diagnosi tempestiva è, infatti, di fondamentale importanza, sia per la gravità della patologia sopratutto nella sua forma classica, sia per la presenza di una terapia in grado di modificarne la storia naturale.
Esistono infine due test di screening prenatale che possono essere eseguiti precocemente in gravidanza (se il bambino è chiaramente a rischio per la malattia) per scoprire se il feto è affetto dalla Malattia di Pompe. Il prelievo dei villi coriali viene effettuato entro la 12° settimana di gravidanza. Questo test prevede il prelievo di un piccolo campione di tessuto della placenta e l’analisi delle cellule per individuare la presenza o meno dell’enzima GAA.
L’amniocentesi viene effettuata intorno alla 15° settimana di gravidanza e consente di verificare l’attività enzimatica ed effettuare un’analisi del DNA, testando le cellule prelevate dal liquido amniotico.
 
Le terapie
Attualmente esiste un’unica terapia con autorizzazione al commercio, è la terapia enzimatica sostitutiva con Myozyme (alglucosidasi alfa), la prima ed unica disponibile per il trattamento della malattia.
L’enzima sostitutivo viene prodotto biotecnologicamente e somministrato per via endovenosa. La terapia enzimatica sostitutiva con GAA umano ricombinante prolunga in modo significativo la sopravvivenza di chi è affetto dalla forma classica, riduce significativamente la cardiomiopatia ed è stato dimostrato che risulta più efficace se somministrata in uno stadio iniziale della malattia. Nella Malattia di Pompe ad esordio tardivo, la terapia enzimatica sostitutiva si è dimostrata efficace nel rallentare la progressione della malattia.

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