Visualizzazione post con etichetta NOTIZIE - CRONACA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta NOTIZIE - CRONACA. Mostra tutti i post

26 aprile 2013

FINALMENTE IN VENETO LA SENSIBILITÁ CHIMICA MULTIPLA È RICONOSCIUTA COME PATOLOGIA RARA!

APPROVAZIONE STORICA: FINALMENTE IN VENETO LA SENSIBILITÁ CHIMICA MULTIPLA È RICONOSCIUTA COME PATOLOGIA RARA!

Con un emendamento al PdL (Progetto di legge) 199 proposto dal cons. Pettenò e approvato ieri all'unanimità dal Consiglio regionale, anche il Veneto riconoscerà la sensibilità chimica multipla come patologia rara. Si tratta di un successo storico, in quanto la nostra Regione, d'ora in poi, sarà tra le pochissime a riconoscere questa grave patologia.
Solo lo scorso 13 novembre,Claudio Fiori promotore della raccolta firme, Andrea Bezze Ref. ANFISC onlus, avevano consegnato in Consiglio regionale le 2.856 firme raccolte nella nostra Regione dal Comitato per il riconoscimento delle malattie rare sensibilità chimica multipla (MCS), fibromialgia (FM), sindrome fatica cronica (CFS/ME) e elettrosensibilità(EHS) alla presenza del presidente del Consiglio Ruffato, del presidente della commissione sanità Padrin e del consigliere Pettenò. Queste sono patologie principalmente correlate alle attività industriali e all'inquinamento. Nei casi più gravi portano disturbi e dolori che possono portare all'invalidità, alla perdita del lavoro e all'isolamento dalla vita sociale. Non rientrano purtroppo nei livelli essenziali di assistenza e, quindi, chi ne soffre fatica terribilmente ad avere a disposizione medici, cure, farmaci ed esenzioni.
In Veneto sono migliaia le persone che ne soffrono: per questo abbiamo sempre ritenuto indispensabile che anche nella nostra Regione venissero finalmente garantite alle persone colpite cura e assistenza . 
La battaglia della Federazione della Sinistra va avanti oramai da tempo: un anno fa il Consiglio regionale aveva approvato un ordine del giorno dello stesso Pettenò che impegnava la Giunta ad ottenere dal Ministero l'esenzione dai ticket diagnostici e terapeutici per le patologie in questione e successivamente era stato approvato un ulteriore ordine del giorno presentato dai colleghi del Partito Democratico. 
Finalmente, con l'emendamento approvato ieri, la Regione finalmente riconosce tale patologia e si dettano le prime linee operative. Entro sessanta giorni infatti la Giunta dovrà individuare la sede del centro di riferimento e gli ulteriori presidi per la cura della sensibilità chimica multipla, la loro dotazione organica e le risorse per il loro funzionamento e i criteri per l'esenzione da ticket per la diagnosi della sensibilità chimica multipla e le terapie per la cura della stessa.
Ora la battaglia si sposta in sede di bilancio 2013: la Federazione della Sinistra ha già presentato un emendamento per dotare questa normativa delle prime ed adeguate risorse per una rapida e concreta attuazione di questo riconoscimento storico e auspichiamo che tutto il Consiglio lo approvi. 

Gruppo consiliare Federazione della Sinistra Veneta - PRC Sinistra Europea

Tratto da: http://www.cfsitalia.it/public/CFSForum/index.php?/topic/5694-approvazione-storica-finalmente-in-veneto-la-sensibilita-chimica-multipla-e-riconosciuta-come-patologia-rara/

Rapporti dell’ispettorato del lavoro che stabiliscono il nesso di causalità tra esposizioni chimiche e malattia.


Rapporti dell’ispettorato del lavoro che stabiliscono il nesso di causalità tra esposizioni chimiche e malattia.

Tratto da:http://win.infoamica.it/articolo.asp?a=11&sa=35&art=776

RESOCONTO DELL’INCONTRO DEL 13 MAGGIO 2011 ALLA SEDE CENTRALE DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS) DI GINEVRA

04.06.2011

Erano presenti:
Dr.ssa María Neira, Direttorice del Dipartimento di Ambiente e Salute Pubblica.
Dr.ssa Annette Prüss-Ustün. Capo Ufficio del Dipartimento di Ambiente e Salute Pubblica.
Dr. Ivan D. Ivanov. Dipartimento di Medicina del Lavoro, Salute Pubblica e Ambiente.
Dr. T. Bedirhan Üstün. Coordinatore: Classificazione, Terminologia e Standards del Dipartimento di Statistiche della Salute e Informazione.
Ms. Nada Osseiran. Responsabile della Comunicazione del Dipartimento di Ambiente e Salute Pubblica.
Prof.ssa Anunciación Lafuente. Docente di Tossicologia all’Università di Vigo e Vice Presidente dell’Associazione Spagnola di Tossicologia (AETOX).
Dr. Julián Márquez. Neurologo Clinico e Neurofisiologo specializzato in Sensibilità Chimica Multipla ed Elettrosensibilità.
Mrs. Isabel Daniel. Infermiera specializzata in neurofisiologia.
Mr. Jaume Cortés. Membro del gruppo di Avvocati Ronda, avvocato specializzato in legislazione del lavoro e di malattie ambientali (MCS e ES), membro della Commissione Nazionale (spagnola) per il riconoscimento della Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla.
Ms. Sonia Ortiga, avvocato specializzato in materia ambientale.
Ms. Francesca Romana Orlando, Vice Presidente dell’Associazione italiana A.M.I.C.A.
Mrs. Francisca Gutiérrez,  Presidente dell’Associazione spagnola ASQUIFYDE e membro della Commissione Nazionale  (spagnola) per il riconoscimento della Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla.
Jaume Cortés apre l’intervento elencando alcune domande basilari sul problema della Sensibilità Chimica Multipla (MCS) e la Elettrosensibilità (ES)
a) MCS ed Elettrosensibilità sono problemi di salute reali.
b) Ci sono evidenze che confermano questo assunto:
- diagnosi mediche
- rapporti dell’ispettorato del lavoro che stabiliscono il nesso di causalità tra esposizioni chimiche e malattia.
- studi scientifici che ne confermano l’esistenza
- queste malattie sono state riconosciute dal Parlamento Europeo, il materiale è presente nel dossier presentato oggi
- ci sono in Spagna 200 sentenze di tribunale a supporto di questa evidenza
- in Spagna stiamo per ottenere ad un “risarcimento” economico per i pazienti
c) Chiediamo di includere queste malattie nella Classificazione Internazione dell’OMS per le  Malattie (ICD), perché la mancanza del codice per queste patologie nell’ICD rende più difficile il riconoscimento legale
E’ intervenuto, poi, il dr.Julian Marquez, spiegando che uno dei problemi riscontati dai pazienti è la scarsa comprensione da parte dei medici poiché queste malattie sono poco conosciute o del tutto sconosciute.

Per quanto riguarda lo scatenamento della MCS, in una percentuale molto alta di casi la causa è legata agli insetticidi organofosfati. In molti pazienti non c’è un (classico) avvelenamento, perché non mostrano le condizioni che corrispondono ad un avvelenamento. Le manifestazioni cliniche iniziano con l’esposizione e spariscono o migliorano quando i pazienti evitano l’origine tossica.
La MCS è una malattia multisistemica e in circa il 90% dei casi colpisce il sistema nervoso. Si riscontra, infatti, un disordine neurocognitivo importante con sintomi quali: mal di testa, parestesie, debolezza muscolare, confusione; tutti questi sono accompagnati da disturbi multisistemici, respiratori, cardiovascolari, ormonali, ecc. Nelle donne si manifestano disturbi del ciclo mestruale e, in una percentuale considerevole, un abbassamento della libido.
Il dr. Marquez ricorda che l’Intolleranza Ambientale è riconosciuta dalla stessa OMS quando afferma che una piccola dose di una sostanza non è solo fastidiosa, ma può causare problemi clinici: irritazione, bruciori, mal di testa, ecc.
Le reazioni avverse alle sostanze chimiche o alle radiazioni elettromagnetiche variano, a seconda del paziente, per durata ed anche per tipo di manifestazioni. Quando il paziente si espone nuovamente, i sintomi di solito peggiorano o ne compaiono di nuovi.
Le diagnosi, sia per la MCS che per la ES, si basano sulla storia clinica. Nel caso della MCS si può usare un test che aiuta il clinico, cioè il questionario QEESI, attraverso il quale si cerca poi di oggettivare i sintomi del paziente.
Queste diagnosi, comunque, richiedono un protocollo che segua un percorso di esami, un completo esame neurologico, sia centrale che periferico, un esame neurofisiologico (EEG, potenziali evocati visivi, potenziali evocati acustici cerebrali, potenziali somestesici e cognitivi P.300), studi di neuroimmagini (specialmente risonanza magnetica del cranio, pituitaria e la SPECT), studi analitici specifici, studi ormonali, ecc.
E’ inoltre, molto interessante sottoporre il paziente ad uno studio Neuropsicologico condotto da personale esperto per la ricerca di disfunzioni frontali, fronto-temporali, ecc. così come valutare lo stato neurpsicologico.
L’andamento di queste patologie (MCS e ES) è cronico e la situazione del paziente si acuisce se vive in un ambiente tossico (come avviene per esempio vicino all’industria chimica di Tarragona) o se sono esposti a radiazioni elettromagnetiche: emissioni nelle vicinanze, antenne di telefonia mobile, ecc. Il paziente deve evitare esposizioni ripetute.
E’ fondamentale che il paziente abbia un centro di riferimento dove poter ricevere una diagnosi, per sciogliere dubbi e avere consigli ed aiuto sociale e lavorativo e, dove possa tenere sotto controllo la situazione medica a scadenze regolari.
Visto il poco tempo a disposizione, la dr.ssa Neira lascia la parola al dr. Uestuen, coordinatore dell’ICS del Dipartimento Statistiche dell’OMS.
Fin dal 1948, l’OMS è responsabile della classificazione internazionale delle malattie e ogni 10 anni effettua una revisione di questa classificazione. Ora l’OMS sta lavorando sulla prossima revisione che dovrebbe essere completata nel 2015.
L’OMS è consapevole della relazione che esiste tra certe malattie e i problemi ambientali. Al momento c’è un forte dibattito sull’inclusione/esclusione di tali malattie e l’OMS riconosce le controversie che si stanno generando.
Le revisioni dell’ICD del 2010 sono state effettuate da un gruppo di esperti. Fra il 2001 e il 2009, infatti, le revisioni annuali erano svolte da un gruppo di esperti alla presenza dei Ministri della Salute degli Stati Membri. Questo modello è stato molto criticato perché solo i delegati nazionali potevano partecipare e le proposte non corrispondevano ai bisogni reali (della popolazione). Abbiamo rivisto la metodologia di lavoro, rispettando i bisogni e permettendo la partecipazione al pubblico tramite una piattaforma virtuale.
L’ ICD è uno strumento di evidenza scientifica, che segue una metodologia molto specifica sugli studi scientifici presentati. Devono essere forniti molti requisiti: causalità, eziologia, test diagnostici, ecc.
La Dr.ssa Neira interviene per spiegare che la documentazione presentata dalla Commissione dei Rappresentanti (cioè, la nostra delegazione) deve seguire questa metodologia.

La Dr.ssa Lafuente, vista la sua esperienza scientifica, sostiene che esiste una letteratura scientifica a supporto dell’inserimento di entrambe le malattie nell’ICD.
Il Dr. Uestuen spiega che le revisioni devono essere fatte da gruppi e da esperti scientifici. Innanzitutto, bisogna conoscere cosa sono le malattie ambientali e se sono malattie professionali e, secondariamente, bisogna quantificare il livello di morbilità.
Francisca Gutiérrez chiede al Dr. Uestuen come possa succedere che alcuni paesi come la Germania, il Giappone, l’Austria e il Lussemburgo abbiano riconosciuto la MCS nel loro ICD, ma altri paesi no. Questo genera una situazione di disuguaglianza tra pazienti nei diversi paesi.
Il Dr. Uestuen spiega che l’ICD è lo steso a livello mondiale, nonostante alcuni Paesi, nell’esercizio della loro sovranità, possono effettuarne delle modifiche.
Il Dr.Uestuen ha dichiarato che il 16 maggio 2011 verrà pubblicata sul sito dell’OMS una bozza molto generica della nuova revisione. Nel 2015, durante l’Assemblea Mondiale della Sanità, annunceranno i risultati definitivi.
Durante l’aggiornamento, ci sarà un dibattito scientifico su dove inserire questo tipo di malattie. Si tratta di un problema complesso, perché spesso non si trova accordo riguardo la specificità medica e su dove classificare concretamente una patologia, specialmente nel caso della MCS e della ES, perché sono malattie multisistemiche.
La bozza della classificazione sarà aperta e trasparente e si potranno trovare informazioni sul sito dell’OMS.

La Dr.ssa Neira crede che sarà interessante per i gruppi con queste patologie (MCS e ES) essere in contatto tra di loro, così come quelli sviluppati in relazione a R.E.A.CH. (R.E.A.CH. è la regolamentazione dell’Unione Europa di “Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle Sostanze Chimiche”, entrata in vigore il primo giugno 2007, che ha razionalizzato e stimolato la legge quadro successiva sulle sostanze chimiche nell’Unione Europea).
Sia Francisca Gutiérrez che Francesca R. Orlando intervengono per spiegare alla Dr. Neira di essere completamente d’accordo sul fatto che ci sono evidenze scientifiche palesi sulle origini organiche di queste patologie e che solo attraverso queste evidenze si potranno trovare appropriate soluzioni; aggiungono anche che è molto utile lavorare sulla prevenzione, perché si tratta di due patologie prevenibili.
Francisca Gutierréz riferisce alla Dr.ssa Neira i messaggi delle associazioni dei pazienti sull’aumento del numero di malati giovani, inclusi bambini: alcuni anche con problemi nell’ambiente scolastico. La signora Gutierréz spiega che questo problema è connesso con la prevalenza del genere in queste malattie, le funzioni riproduttive femminili e la trasmissione del carico delle sostanze tossiche che la madre ha accumulato durante la sua vita e specialmente le esposizioni durante la gravidanza e l’allattamento.
Francesca R. Orlando chiede ai dirigenti dell’OMS se esiste una posizione dell’OMS sulla MCS e la Dr.ssa Neira e il Dr. Uestuen rispondono che, per quanto ne sanno, non esiste alcun documento nei loro rispettivi dipartimenti.
Ciò sembra molto importante per quei paesi dove il riconoscimento della MCS si è fermato per una “presunta” posizione dell’IPCS-OMS sull’adozione della definizione di “Intolleranza Ambientale Idiopatica” o “IEI” che scaturisce da un workshop di Berlino del 1996.
La Dr.ssa Neira propone che le associazione interessate stabiliscano un contatto con i vari gruppi di lavoro dell’OMS che stanno lavorando sull’ICD 11 in tutto il mondo.

La Dr.ssa Lafuente ribadisce ai rappresentanti dell’OMS che i pazienti con MCS e ES sono persone ipersensibili perché reagiscono a dosi molto basse di sostanze xenobiotiche alle quali la maggior parte della popolazione non reagisce. Ovvero, nella rappresentazione grafica della relazione dose-risposta, questi pazienti si trovano nel lato più a sinistra della curva di Gauss.
Francisca Gutierréz precisa, rivolgendosi alla Dr.ssa Neira, che quanto spiegato dalla Dr.ssa Lafuente non significa che c’è un numero basso di persone ammalate ma semmai il contrario. Riscontriamo un alto numero di persone già diagnosticate e il 12 e il 15% della popolazione riferisce qualche disturbo in presenza di sostanze chimiche. Nella ES, le persone malate rappresentano dal 3 al 6% della popolazione, ma questo numero sta aumentando continuamente.
La Dr.ssa Maria Neira, che si è dimostrata molto gentile ed è rimasta più del tempo previsto, ha accompagnato la delegazione fuori dall’edificio prima di partecipare ad un nuovo incontro.
Il Comitato di Rappresentanti è grato alla Dr.ss Neira e ai suoi collaboratori per la loro cortesia e attenzione vista l’importanza dell’argomento.
ALCUNE CONCLUSIONI DEL COMITATO DEI RAPPRESENTATI
1. – Le regole per aggiornare l’ICD sono cambiate. Prima, solo i delegati nazionali dei Ministeri della Salute dei paesi membri potevano partecipare. Ora, c’è una maggiore apertura: è possibile partecipare allo sviluppo del nuovo codice attraverso la piattaforma virtuale, che può essere positivo. Possiamo organizzarci per partecipare, per entrambe le patologie, tramite i gruppi di lavoro nel mondo della “WHO Campaign 2011” in modo coordinato e con criteri concordati.
2. – Crediamo che ci siano sufficienti studi scientifici per dimostrare l’esistenza della MCS e della ES, così da assegnare un codice di accesso (ICD) come già avviene in altri Paesi che già ce l’hanno; non dovrebbe essere così problematico. Dobbiamo raccogliere le informazioni in accordo con la metodologia dell’OMS per essere valutati positivamente.
3. – Forse l’aspetto più delicato è il fatto che la MCS e la ES sono malattie multisistemiche e possano essere inserite in diversi capitoli della classificazione (specializzazioni mediche), sebbene non dobbiamo dimenticare la grande importanza dei sintomi neurologici. Dobbiamo stabilire un nuovo paradigma medico che risponda ad alcune domande riferite alle malattie emergenti, inclusa la loro classificazione nell’ICD.
4. – l’OMS sa che queste malattie esistono.
5. – nell’OMS l’emergenza di queste patologie ha generato una controversia, ma l’apertura e il cambiamento di metodologia di lavoro per l’uscita dell’ICD nel calendario 2015 e la possibile partecipazione dei gruppi di lavoro apre nuove possibilità per il riconoscimento.
6. – ogni Paese può riconoscere queste malattie ed includerle nel loro IC, indipendentemente dall’OMS, visto che secondo l’OMS i Paesi hanno sovranità in questa materia.

08 marzo 2013

La verità su Beppe Grillo - è indubbiamente un individuo "Geniale e costruttivo"

Beppe Grillo è indubbiamente un individuo "Geniale e costruttivo"...

E' il primo uomo " indaco" nelle storia dei tempi ad emergere...

Egli è il portavoce del serbatoio cosmico....

Non guardatelo nel suo involucro di carne e ossa...
Non giudicatelo con pregiudizi maturati da convinzioni errate...
Beppe grillo cambierà non solo l'Italia ma il mondo.
Certamente gli Uomini Robot http://www.raymondbard.com/search?q=uomini+robot (le sentinelle del sistema) non saranno d'accordo con me.

Adesso mi devo fermare qui... Non posso aggiungere altro...
Diventerebbe incomprensibile per molti...

Nb: Capisco che l'essere umano ciò che non comprende fa' finta di non vederlo o lo dimentica... se non sapete cose il serbatoio cosmico e cosa sono i bambini indaco .... forse e meglio andare ad indagare..... o no?

Raymond Bard 
Ricercatore Scientifico Italiano libero e senza Padroni.



03 marzo 2013

Tutti i segreti dello sbadigliare impossibile non saperlo


Tutti i segreti dello sbadigliare...  Impossibile non saperlo...


Parecchi studi recenti si sono avvalsi di tecniche di neuroimmagine per dimostrare che lo sbadiglio suscita una specifica attività neurale nelle aree direttamente coinvolte nella produzione della consapevolezza sociale e nella formazione di vissuti empatici. Una di queste aree è il precuneo, una minuscola struttura nascosta tra le pieghe del lobo parietale. Secondo i ricercatori dell’Institute of Neurology di Londra, il precuneo sembra svolgere un ruolo centrale nei processi riguardanti la coscienza, l’introspezione e il recupero mnestico. Il precuneo è inoltre stimolato dalla respirazione yoga, il che ci aiuta a comprendere perché diverse forme di meditazione contribuiscono a un aumento del senso di autoconsapevolezza. È oltretutto una delle aree più fortemente colpite dalle patologie legate all’invecchiamento e dai problemi da deficit dell’attenzione. È dunque possibile che sbadigliare deliberatamente possa rafforzare questa parte importante del nostro cervello.
È per queste ragioni che ritengo che lo sbadiglio dovrebbe essere integrato nei programmi di riduzione dello stress, nei training cognitivi e di rafforzamento della memoria, in psicoterapia e nelle pratiche spirituali contemplative. Inoltre, siccome il precuneo è stato recentemente associato con il sistema cerebrale dei neuroni-specchio (che ci permette di risuonare con le emozioni e i comportamenti altrui), sbadigliare potrebbe addirittura aiutarci a migliorare le nostre competenze sociali, la compassione e la comunicazione efficace con gli altri.
Perché insisto così tanto? Perché se vi chiedessi di interrompere immediatamente la lettura di questo articolo e di sbadigliare 10 volte per sperimentare questa favolosa tecnica, probabilmente non lo fareste. Anche ai seminari, dopo aver illustrato le prove schiaccianti dei suoi effetti positivi, quando chiedo ai partecipanti di sbadigliare, la metà non lo fa. È necessario insistere affinché sperimentino i suoi immediati effetti rilassanti. Nella nostra società sbadigliare è ritenuto un gesto sgarbato, idea ci viene trasmessa fin da piccoli.
Quando ero un giovane studente di medicina, sono stato “beccato” a sbadigliare dal mio professore, il quale mi ha rimproverato duramente. Disse che era inopportuno apparire stanco di fronte ai pazienti, anche se in realtà mi trovavo in un atrio, ben lontano dalla stanza del paziente. Effettivamente gli sbadigli aumentano quando siamo stanchi, e forse questo è un modo carino del cervello per dirci che abbiamo bisogno di un buon sonno ristoratore.
Allo stesso tempo, però, anche l’esposizione alla luce ci fa sbadigliare, il che suggerisce che è parte del processo di risveglio.
Sbadigliare non solo ci rilassa, ma ci conduce anche rapidamente verso uno stato di accentuata consapevolezza cognitiva. Gli studenti sbadigliano in classe non perché l’insegnante è noioso (anche se stare concentrati sul suo eloquio monotono vi farà certamente sbadigliare), ma perché libera i loro cervelli dalla sonnolenza, aiutandoli così a stare concentrati su concetti e idee importanti. Sbadigliare regola la coscienza e il senso di sé e aiuta a diventare più introspettivi. Ovviamente se vi capita di trovarvi intrappolati in un’aula con un insegnante apatico, noioso e monotono, qualche sbadiglio vi aiuterà a rimanere svegli.
Sbadigliare vi permetterà di rilassarvi e indurrà in voi uno stato di vigilanza più velocemente di qualunque tecnica di meditazione che io conosca, e, dal momento che è molto contagioso, è particolarmente facile da insegnare in contesti di gruppo. Una delle mie ex allieve utilizzava lo sbadiglio per riportare all’ordine il suo polemico consiglio di amministrazione in meno di 60 secondi. Perché? Perché sbadigliare aiuta le persone a sincronizzare il proprio comportamento con quello degli altri.
Lo sbadiglio, come meccanismo che favorisce la vigilanza, inizia entro le 20 settimane dal concepimento. Aiuta a regolare i ritmi circadiani dei neonati, il che conferma il coinvolgimento dello sbadiglio nella regolazione del ciclo sonno-veglia. Poiché i ritmi circadiani si sballano quando il normale ciclo sonno-veglia di una persona viene disturbato, sbadigliare potrebbe aiutare i festaioli nottambuli a resettare l’orologio interno del loro cervello. Sbadigliare potrebbe inoltre scongiurare gli effetti del jet-lag e attenuare il malessere causato dalle elevate altitudini.
Qual è dunque il meccanismo cerebrale che rende lo sbadiglio uno strumento essenziale? Oltre all’attivazione del precuneo, regola la temperatura e il metabolismo del cervello. È necessaria molta energia neurale per rimanere coscientemente vigili e man mano che saliamo nella scala evolutiva, i nostri cervelli diventano sempre meno efficienti da un punto di vista energetico. Lo sbadiglio si è evoluto probabilmente come un modo per calmare il cervello troppo attivo dei mammiferi, specialmente nelle aree frontali. Alcuni hanno addirittura sostenuto che si trattasse di una primitiva forma di empatia. La maggior parte dei vertebrati sbadiglia, ma è contagioso solamente per uomini, grandi primati, macachi e scimpanzé. In effetti è così contagioso per noi umani che basta leggere la parola per ritrovarsi a sbadigliare.
I cani sbadigliano prima dell’attacco, gli atleti olimpici sbadigliano prima della prestazione, i pesci sbadigliano prima di cambiare attività. Prove scientifiche dimostrano addirittura che sbadigliare aiuta i militari a svolgere i loro incarichi con maggiore accuratezza e facilità. Di fatto sbadigliare potrebbe essere uno dei meccanismi più importanti nei mammiferi per la regolazione dei comportamenti legati alla sopravvivenza. Se vogliamo dunque conservare un cervello in ottima salute, sbadigliare è essenziale. È vero che l’eccessivo sbadigliare può essere un segno di un sottostante disturbo neurologico (come emicrania, sclerosi multipla, ictus, o reazioni da farmaci). Tuttavia io e altri ricercatori sospettiamo che sbadigliare in questi casi possa essere un tentativo del cervello di eliminare i sintomi correggendo il funzionamento neurale.
Sono molti i neurotrasmettitori coinvolti nell’esperienza dello sbadiglio, inclusa la dopamina, che attiva la produzione di ossitocina nell’ipotalamo e nell’ippocampo, aree essenziali per il recupero mnestico, il controllo volontario e la regolazione della temperatura. Questi neurotrasmettitori regolano il piacere, il desiderio e i legami tra gli individui, quindi se volete migliorare la vostra intimità e le vostre relazioni con gli altri, sbadigliate con loro. Altri neurotrasmettitori e molecole coinvolti nello sbadiglio sono l’acetilcolina, il monossido di azoto, il glutammato, il GABA, la serotonina, l’ACTH (ormone adrenocorticotropo), l’MSH (ormone melanotropo), gli ormoni sessuali e gli oppioidi endogeni. Di fatto è molto difficile trovare un’altra attività che influenzi così positivamente tutte queste funzioni cerebrali.
Il mio consiglio è semplice. Sbadigliate ogni volta che potete: quando vi alzate, quando affrontate un difficile problema sul lavoro, quando vi preparate per andare a dormire, e ogni qualvolta vi sentiate arrabbiati, preoccupati o stressati. Sbadigliate prima di un discorso importante, prima di un esame, e anche mentre meditate o pregate, poiché intensificherà la vostra esperienza spirituale.
Sbadigliare volontariamente richiede un po’ di allenamento e disciplina per superare le inibizioni sociali inconsce, ma le persone spesso avanzano altre tre scuse per non sbadigliare: “Non mi va”, “Non mi sento stanco” e, la mia preferita, “Non sono capace”. Tutti sono capaci. Prima di ottenere uno sbadiglio profondo, dovrete farne sei o sette per finta. Provate subito e scoprirete che attorno al quinto falso sbadiglio, comincerà ad emergerne uno vero. Ma non fermatevi qui perché verso il decimo, dodicesimo, sentirete la forza di questo piccolo ma affascinante trucco. È possibile che i vostri occhi comincino a lacrimare e che il naso coli, ma vi sentirete totalmente presenti, incredibilmente rilassati e decisamente vigili. Niente male per qualcosa che possiamo fare in meno di un minuto. E se vi scoprirete incapaci di smettere di sbadigliare – ho visto persone sbadigliare per mezzora – vi renderete conto di quale importante squisitezza neurologica vi siate per lungo tempo negati.
Alcuni sostengono che sbadigliamo quando il nostro cervello ha bisogno di più azione.
Uno degli effetti più evidenti che uno sbadiglio ha su di noi è proprio di cercare di svegliarci.
Perché sbadigliamo quando siamo stanchi? È il nostro cervello che ravviva alcune sue aree che si sono un po’ rallentate per mancanza di sonno.
Le scansioni del cervello rivelano che un solo sbadiglio riesce ad attivare, a livello neurologico, l’area del cervello chiamata precuneus. E la corteccia cerebrale insieme al precuneus è adibita a gestire i ricordi di noi stessi e le percezioni che abbiamo di noi. Le due funzioni lavorano in armonia tra loro. Pertanto, l’attivazione del precuneus sembra serva anche per la memorizzazione dei ricordi che abbiamo accumulato nell’arco del giorno.
D’altronde, molti dei nostri sogni, come abbiamo visto qualche tempo fa, non sono altro che una riproduzione di tante attività che abbiamo compiuto durante la giornata.
Unendo tutto ciò all’aspettativa di dormire,  potrebbe benissimo essere un metodo adottato dal nostro cervello per preparare il corpo ad entrare in una fase di sonno.
Così ci spieghiamo perchè uno sbadiglio precorre l’esperienza del dormire.
Un’altra ipotesi sul significato di sbadigliare è che serva a rilassarci.
Se ci prendessimo il tempo, anche ora, di eseguire dieci sbadigli di fila, subito dopo, ci sentiremmo immediatamente meglio.
È per questo lo sbadiglio è contagioso?
Nessuno ha ancora dato una risposta scientifica ed attendibile al riguardo, ma, di fatto,  spesso anche solo sentire parlare di sbadigli ci induce a sbadigliare.
Una curiosità è che lo sbadiglio è solo contagioso tra gli esseri umani e le scimmie.
Si dice, poi, che sbadigliare ci serve per essere più vigili.
È un’affermazione indiscutibile quando lo sbadiglio è reale, dato che è un modo per ossigenare maggiormente il nostro cervello e, quindi, per  ravvivarlo.
Per alcuni, i due obiettivi dello sbadigliare, ossia di rilassarci e di ravvivare il cervello, non si escludono reciprocamente, ma anzi si compensano.
È stato osservato scientificamente che sbadigliando aumenta la nostra attenzione.
Tutti abbiamo notato che quando ci stiamo annoiando ci concediamo uno o due sbadigli. Questo per rimanere svegli, naturalmente, ma anche per focalizzarci di più sull’attività che stiamo svolgendo.
Altri ancora sostengono che sbadigliare sia un ottimo modo per meditare, dal momento che la meditazione, a sua volta, ci serve ad aumentare la nostra attenzione.
Lo sbadiglio regola la temperatura del cervello. Pertanto, se siamo delle teste calde (fisicamente parlando), una buona soluzione per stare meglio è di sbadigliare un paio di volte.
Ma sbadigliare può anche contribuire a facilitare il funzionamento stesso del nostro cervello.
Il corpo (come le macchine) brucia energia ed è più efficiente quando opera ad una temperatura leggermente più fredda rispetto all’ambiente circostante.
Uno sbadiglio, dando più ossigeno al cervello, può, dunque, rendere i nostri ragionamenti ed i nostri pensieri più rapidi e brillanti così da risparmiare tempo per altro.
L’ossitocina è una sostanza collegata agli sbadigli. Essa viene sintetizzata dalle donne nel periodo immediatamente precedente e durante il parto in quanto aiuta ad indurre il travaglio.
Così, se siamo incinta e vogliamo avere un parto naturale, possiamo scordarci medicinali o altre sostanze chimiche e sbadigliare un paio di volte durante il parto stesso.
Sbadigliare può anche aumentare o diminuire i nostri meccanismi di difesa.
Sempre l’ossitocina regola le nostre reazioni aggressive o di fuga. E, la socializzazione, come lo sbadigliare ci induce a produrre ossitocina. Ne consegue che le persone socievoli hanno meno probabilità di essere violente ed, invece, imparano a sintonizzarsi sugli altri. Sbadigliare può aiutarci anche in questo.
Poi è interessante proprio il fatto che, come abbiamo accennato prima, lo sbadiglio sia contagioso.
Quindi alcuni sostengono che i gruppi di sbadiglio possano essere un ottimo modo per iniziare una terapia di gruppo.
Un’altra proprietà dello sbadigliare è che può aiutarci a controllare le emozioni.
La dopamina serve al cervello per controllare i movimenti del corpo e la ghiandola pituitaria. Quest’ultima governa tutte le altre ghiandole ormonali nel corpo. Allora se ci sentiamo un po’ troppo in balia dei nostri ormoni, proviamo a sbadigliare, così ci calmiamo.
Ed, ancora, tenendo presente il potere di comunicazione non verbale dello sbadiglio non possiamo trascurarne alcuni effetti collaterali.
Per esempio possiamo usarlo per fermare o per disinnescare una discussione.
Sbadigliare può anche aumentare la sensazione di vicinanza, in modo che possiamo dire con certezza che le coppie che sbadigliano insieme, sono più sintonizzate.
Da ultimo, sbadigliare aumenta le nostre esperienze spirituali.
Così gli esperti consigliano di includere almeno uno sbadiglio mentre preghiamo o meditiamo.
Concludendo, sbadigliare sembra possa essere un metodo per vivere in modo più intenso la nostra quotidianità.
l primo sbadiglio avviene intorno ai 5 mesi di vita intrauterina, aiuta a regolare i ritmi circadiani dei neonati e la regolazione della veglia e del sonno. 
Ma non solo, numerose sostanze neurochimiche sono coinvolte nel meccanismo dello sbadiglio, tra cui la dopamina che attiva la produzione dell'ossitocina nell'ipotalamo e l'ipocampo, settori fondamentali per il richiamo della memoria, controllo volontario e regolazione della temperatura. Questi neurotrasmettitori regolano il piacere, la sensualità, il legame intimo tra due persone, quindi se volete migliorare la vostra intimità, SBADIGLIATE INSIEME !!! Altre sostanze neurochimiche e molecole coinvolte nello sbadiglio sono: acetilcolina, l'ossido d'azoto, glutammato, GABA, serotonina, ACTH, ormoni sessuali e peptidi derivati dall'oppio. Ecco perché dopo aver sbadigliato più volte uno si sente bene e più energico. 
E' difficile trovare un'altra attività che sviluppi tante sostanze positive per il funzionamento del cervello. 
La maggior parte dei vertebrati sbadiglia ma è contagioso solo tra gli esseri umani, grandi scimmie, macachi e scimpanzé ... dite la verità, non state già sbadigliando ? A me è successo per N volte, non vi dico il numero per non spaventarvi  
ma mi sono trovata alla fine più presente a me stessa e a quello che stavo facendo, più consapevole, la vista più luminosa ed i colori più brillanti !!! 
In effetti, sbadigliare porta questi benefici, secondo gli studi scientifici, attiva delle aree del cervello che sono direttamente coinvolte nella creazione della consapevolezza sociale e dei sentimenti di empatia. 
Ultimamente sbadigliare è stato introdotto nei programmi di riduzione dello stress, negli esercizi fisici, nell'allenamento della memoria, nella psicoterapia, nella terapia della voce, come un mezzo efficace per ridurre l'ansia da prestazione, etc. 
Quindi avanti, non abbiate vergogna, sbadigliate tutte le volte che avete un problema da risolvere, quando siete in preda alla rabbia, allo stress, quando dovete tenere un discorso davanti al pubblico... sbadigliate più volte al giorno, all'inizio anche forzatamente, poi vedrete che arriveranno anche gli sbadigli veri !!! 
Quante volte avete sbadigliato leggendo ? 
Va bene, se vi vergognate non lo voglio sapere ... però ricordate che è così semplice ma porta molti benefici ! 
Buona serata 




18 dicembre 2012

21 DICEMBRE 2012 La profezia maya e il Codice di Dresda - NEW


21 DICEMBRE 2012 La profezia maya e il Codice di Dresda

 Tratto da:http://2012ladistruzione.blogspot.it/2009/11/la-profezia-maya-e-il-codice-di-dresda.html

Sappiamo poco di come i Maya immaginassero la fine del mondo. Gran parte della colpa è da imputarsi alla distruzione operata dagli invasori spagnoli, bramosi di affermare la loro identità culturale e la loro supremazia, e di cancellare, desiderio condiviso da molti invasori, ogni traccia che fosse altro da sé. Un'altra parte della colpa è da imputarsi al fatto che i Grandi Maya erano già scomparsi da secoli nel momento dell'invasione. E poi, naturalmente, c'è il contributo del tempo, che molto cancella ma che molto straordinariamente traghetta e consegna.
Quello che sappiamo per certo è che i Maya conferivano una grande importanza alla fine di ogni età.
La loro cosmologia prevedeva 5 grandi ere cosmiche, ognuna della durata di 5125 anni. Ogni era ha visto l'ascesa, lo sviluppo e il declino di una diversa razza.
Quattro ere sono già trascorse, concludendosi in grandi cataclismi: l'era dell'Acqua, l'era dell'Aria, l'era del Fuoco, l'era della Terra.
La quinta, l'era dell'Oro, quella in cui vivevano i Maya e quella nella quale viviamo e vivremo noi, ancora per pochissimo tempo, è l'ultima era di 5125 anni: è iniziata nel3113 a.C. e terminerà nel 2012 d.C.

Per fine del mondo, i Maya quindi intendono la fine della quinta era.
La loro.
La nostra.
Il Lungo Computo ci dice che l'età dell'Oro terminerà al volgere del baktun 12, nel giorno del solstizio d'inverno, quando il Sole sarà allineato con il centro della Via Lattea, un evento molto raro che si verifica ogni 25.625 anni.
Ogni cinque ere del mondo.
Contemporaneamente, in quello stesso giorno, si verificherà un altro evento rarissimo, che si ripete ogni 25.920 anni: la Terra terminerà un giro precessionale completo intorno al suo asse, nel giorno in cui l'età dell'Oro volgerà al suo termine.
Che cosa succederà allora? Grandi cataclismi segneranno la fine della quinta era come avevano già in passato segnato la fine delle ere precedenti?

La risposta sembra essere nel Codice di Dresda, uno dei quattro codici maya sopravvissuti alla furia distruttiva spagnola.
In esso troviamo delle immagini emblematiche: dalle fauci di un drago fuoriescono zampilli d'acqua, una vecchia dea manda sulla Terra un'inondazione; la Terra è al buio, l'oscurità vince la luce.

In questi anni le acque dei nostri ghiacciai si stanno sciogliendo a ritmi preoccupanti e poi ancora il grande tsunami del 26 dicembre 2004 in Indonesia e la catastrofe di New Orleans del 2005, quando l'uragano Katrina ha distrutto migliaia di case e provocato centinaia di morti.
Il 21 dicembre del 2012 l'età dell'Oro si chiuderà sotto la violenza di una serie di inondazioni?
Siamo solo all'inizio dei mutamenti climatici che porteranno a degli sconvolgimenti su scala planetaria?
E' forse questa la profezia dei Maya?
I Maya hanno definito gli ultimi 20 anni del Lungo Computo "il tempo del non tempo", un periodo nel quale non è né giorno né notte, nel quale l'odio e la paura prevalgono. E fin qua si potrebbe in qualche modo essere d'accordo con loro.
Eppure la fine di questa era rappresentava per loro anche una possibilità, una possibilità di rinascita perché ogni ciclo che finisce lascia spazio al successivo.
E' importante a questo punto stabilire un ulteriore parallelismo: il nostro calendario, il calendario gregoriano, ha come punto di riferimento la venuta al mondo di un grande uomo, Gesù, la cui nascita segna l'anno zero; il calendario maya regola il suo andamento prendendo come suo parametro l'universo, qualcosa che trascende l'uomo ma che lo contiene anche. Ciò che è catastrofico nella visione del singolo può non esserlo in una visione più ampia.
Per comprendere la profezia maya in modo corretto è necessario portarsi dentro questa prospettiva.

Narra il Popol Vuh che la linea nera della Via Lattea rappresenta l'entrata dell'aldilà. Ed è esattamente con quella zona della galassia che il Sole e la Terra si allineeranno il 21 dicembre 2012.
Questo raro allineamento, che abbiamo visto essere tanto importante per i Maya al punto da fissarne la data e scolpirne la memoria perché attraversasse il lungo e faticoso cammino dei secoli, è fondamentale come è fondamentale tutto ciò che appartiene alle nostre più profonde radici.
Irrinunciabile come il ricordo di una casa lontana.
E così, lentamente, quella che ci è apparsa finora come una meravigliosa ma inspiegabile ossessione, comincia ad assumere contorni definiti.

14 dicembre 2012

Signore e signori, ecco la soluzione alla Crisi, non siate pecore! - 5 MINUTI PER LEGGERE LI AVETE?


Signore e signori, ecco la soluzione alla Crisi, non siate pecore!

5   MINUTI    PER    LEGGERE   LI AVETE?

Pubblicato il 20 giugno 2012
9
TRATTO DA:http://buenobuonogood.wordpress.com/2012/06/20/la-crisi-e-la-sua-soluzione-al-di-fuori-della-spazzatura-e-dei-vizi-dei-lunatici/
prometheus

Fa pena pensare ai problemi che la società occidentale sente di dover affrontare come priorità in quest’epoca.
Tanta crisi per altrettanta gente senza idea di cosa significhi vivere. Tanta paura. Tanto malessere apportato da tutte le cose che circondano l’uomo moderno. Prodotti, televisione, pubblicità ed altri nuovi prodotti, che sostituiscono quotidianamente quelli che si consumano, che si distruggono e quelli che consumiamo e distruggiamo.
Spazzatura prodotta da lunatici con smanie di potere.
Siamo in crisi ma la crisi non è né economica né finanziaria né commerciale. Il crollo dell’euro, del dollaro e dello yen è solo la conseguenza di un’altra crisi, quella dell’uomo. Di quest’uomo moderno che si è ritrovato di fronte alle conseguenze dei propri errori ed allo sfacelo di ciò che credeva potesse risolvere. I problemi, il mondo li risolve da sé e l’omuncolo moderno, che si crede artefice della soluzione, è, invece, solo un ulteriore problema, oggi e fintantoché continuerà a comportarsi come sta facendo, tirando la pietra e nascondendo la mano, rubando, mentendo, ammazzando ed autodistruggendosi solo per il piacere di non fare niente di utile e buono.
Creare una sorta di regole super-partes che gestissero le relazioni tra gli uomini è stato un aborto. L’uomo ha partorito il denaro, un crimine efferato. Il crimine che ha ucciso più che qualsiasi atomica e qualsiasi veleno. Il denaro. Il denaro non è nient’altro che carta e metallo. L’uomo l’ha costruito e continua a farlo e, così ironicamente, ora si ritrova a piangere e disperarsi per non averne abbastanza. Tutto è di una stupidità così assurda.
Se il problema fosse solo finanziario, basterebbe stampare più soldi e distribuirli. La crisi di cui vi parlano e di cui parlate non è nient’altro che il riflesso della fine di un sistema di fare che non è mai stato utile al mondo. Il sistema occidentale non è mai stato degno di chiamarsi sistema, è stato un capriccio, un gioco perverso, che ha arricchito di esuberanza i potenti, fino a farli ubriacare e vomitare, ormai, anche loro, assuefatti da tanto potere e da tanto di tutto. Guardate in faccia un politico o un banchiere e ditemi cosa vedete. Volere sempre ed ancora di più è il paradigma di questi uomini inetti, che hanno voluto raggiungere i propri obiettivi attraverso l’esaltazione del vizio, della violenza e del sopruso. E dietro di loro, una mandria peggiore delle pecore, povere bestie, militari e servi ubbidienti che hanno agito sempre con ignavia e sottomissione, senza sapere, come i loro stessi padroni, cosa stessero facendo e di cosa stessero parlando.
Perché siamo tutti solo e semplicemente uomini in cerca di un motivo per vivere e non serve nient’altro che buon senso. Niente soldi e niente prodotti di plastica. Nessun ordine imposto, nessuna regola che non sia quella naturale, che sapremmo tutti rispettare, se solo sapessimo vivere da uomini.
Oggigiorno la maggior parte degli uomini è in crisi esistenziale e non mi sorprende. Non sorprende neanche a chi sempre ha gufato il “sistema” e chi ha sempre avuto quell’occhio ben aperto nel mezzo della fronte, che gli ha fatto vedere quello che possiamo chiamare “verità” o, semplicemente senso.
Il senso della vita è stato e continua ad essere il grande sconosciuto dell’uomo. E proprio oggi, quando tutto il superfluo si sta rompendo, qualcuno in più sta cominciando a capire, a pensare e a vedere.
Come una pianta rompe con il suo stelo la terra dura del deserto, così la coscienza ed il risveglio dell’uomo nella sua ricerca di senso sta rompendo l’asfalto e gli scrigni di re e regine si stanno trasformando in scatole di carta e metallo stampati.
Nel cammino di un’ipotetica evoluzione, possiamo dire d’essere al principio, ad un nuovo principio, se volete, che sta ridefinendo tutto e tutti. La crisi diventa così una piacevole sensazione di stare a guardare come tutto l’inutile si sta distruggendo, per far nascere una nuova pianta di fagiolo che, forse capiremo, non è necessario scalare, bensì osservare, in silenzio e reverenza, capendo, una volta per tutte, il perché siamo al mondo e cosa dobbiamo fare, tutti, uno per l’altro e non uno contro l’altro, non alcuni per se stessi e tutti gli altri schiavizzati o lobotomizzati.
Quando e solo quando la pigrizia e gli altri “peccati” o vizi capitali saranno sgretolati con le nostre stesse mani, solo allora saremo degni di vivere e non avremo paura.
Parlare di crisi finanziaria è quindi una perdita di tempo e continuare a cercarne una soluzione, un’idiozia, una pericolosa idiozia, che ha già fatto troppe, troppe vittime, troppe morti e troppi morti viventi, che si aggirano per le città con gli orologi al polso, in sella a moto a benzina o dentro scatole di ferro, che ogni giorno si sfasciano contro un muro, nel nome del denaro e di un travisato senso del sacrificio e dell’impegno.
Smettetela di parlare di questa crisi ed affrontate la vostra personale crisi con coscienza. Vogliatevi bene.

Il futuro segreto dell'italia - Bilderberg , Monti e Mario Draghi


I piani segreti del Bilderberg e Mario Draghi per l’Italia del futuro



Pubblicato il 13 dicembre 2012
2
Tratto da:http://buenobuonogood.wordpress.com/2012/12/13/italia-disintegrata-dagli-interessi-privati-i-piani-di-mario-draghi-per-la-nostra-penisola/
Mario Draghi

“Italia: diretta da un primo ministro non eletto, devastata da una crisi economica, una disoccupazione endemica ed un aumento dei suicidi, è entrata nella spirale della morte”.Comincia cosí questo speciale di approfondimento sulla situazione politico-economica e sociale del nostro Paese, presentata da Daniel Estulin nel suo programma “Desde la sombra” (di cui ve ne consiglio vivamente la visione – link a fondo articolo, ndr).
Venticinque minuti in cui la situazione italiana è spiegata meglio di qualsiasi altro editoriale, programma, giornale o salotto televisivo nostrano, dove non si fa altro che addormentare lo spettatore, con una saga infinita di luoghi comuni e giri di parole, espressione di una volontà d’esprimersi repressa dalla censura dei contenuti e dalla continua ricerca di una  forma che non infastidisca uno o l’altro politico di turno. Pura ipocrisia, paura ed omertà.
In quest’epoca in cui tornano in auge Berlusconi, le sue puttane e le sue puttanate e tutti si lamentano di Monti e di quello che ha fatto al povero Belpaese, trovate per favore venti minuti per seguire questo programma e scoprirete, se già non lo immaginate, quale sarà il futuro della nostra cara vecchia penisola.
Ci sono tre punti fondamentali che vengono argomentati da Estulin e dall’invitato al programma, l’economista dell’Istituto Schiller, Claudio Celani:
  • Mario Monti è stato eletto per sopprimere la democrazia parlamentare in Italia. Monti è una marionetta dell’oligarchia finanziaria internazionale, il cui obiettivo è creare un governo mondiale con il profilo di un’impresa finanziaria, quella che Daniel chiama“Impresa Mondiale Spa”. Il modo in cui Monti è arrivato al potere in Italia è stato il colpo di Stato, lo sappiamo bene tutti (spero, ndr), un colpo di stato silenzioso, senza alzate di voce allamonti vecchia maniera ma mascherato da un concetto di necessità di un governo tecnico a cui l’Italia doveva assolutamente ricorrere (senza interpellare i cittadini, ovviamenete, ma solo rassicurandoli a colpo avvenuto, dicendo “è per il nostro bene”, ndr) per ristabilire l’equilibrio politico-economico in seno ad una crisi economica globale. Insomma, una presa per il culo nei confronti di tutto il popolo italiano, che, senza più diritto a votare e dopo aver vissuto (forse neanche tutti consciamente, ndr) e capito com’è facile calpestare il concetto di democrazia anche in un Paese “Grande” come l’Italia, è arrivato a sperare che il nonnetto Mario, dalla faccia di persona affabile ed affidabile, potesse fare qualcosa di meglio di Berlusconi.
  • Mario Monti (leggete Mario Monti, leggete Berlusconi, leggete quello che volete ma abbiate chiaro che il Primo Ministro Italiano di oggi non ha nessun potere decisionale perché è solo il semplice attuatore delle decisioni prese dai magnati della finanza mondiale, ndr) è soggetto alle decisioni di Mario Draghi, che riveste un ruolo ben più importante per l’Italia. Draghi conosce bene il concetto di Impresa Mondiale Spa e sta facendo di tutto affinchè i piani dell’oligarchia finanziaria si realizzino. Mario Draghi ha definito i piani di sviluppo della transizione al nuovo governo mondiale con i magnati delle grandi banche della Gran Bretagna, durante una riunione a bordo dello britanniayacht reale inglese “Britannia”, il 2 giugno 1992: durante questa riunione si discusse su come creare un mercato finanziario in Italia mediante la privatizzazione dell’industria italiana. Nel corso del programma di Estulin si ribadisce come a Draghi non importi poi più di tanto della situazione interna italiana, perchè le priorità di una nazione sono scese in secondo piano rispetto all’evoluzione del piano strategico della creazione di un unico governo di controllo finanziario mondiale. Dal 1992, quindi, è cominciato un cammino che ci ha portati alla situazione drammatica che viviamo oggi, quando ci ritroviamo ad accettare un colpo di stato perché ci hanno detto che non è un colpo di stato, quando facciamo quello che ci dicono e quando siamo contenti se abbiamo qualche soldo in più o disperati se non ce l’abbiamo, quando pensiamo alla Germania ed agli Stati Uniti come potenze di riferimento o guardiamo la Gracia o la Spagna, per tirarci sù di morale, senza capire che l’Italia è nella stessa situazione, nelle mani degli stessi criminali in giacca e cravatta che stanno applicando politiche d’austerità criminale. Queste sono persone a cui, in fin dei conti, non gliene importa poi molto dell’Italia, “trattiamo con un’elité i cui membri non si considerano italiani, pensano di avere un’identità che nei tempi antichi si sarebbe chiamata cosmopolita, non sentono la minima identificazione con la cultura italiana, odiano il popolo italiano e preferiscono parlare in inglese piuttosto che italiano”.
  • Mario Monti, Mario Draghi e tutta la compagnia dell’oligarchia finanziaria europea è ossessionata con il modello bollo-altiero-spinelli1utopico pubblicato dal 1944 dal gruppo che circondava Altiero Spinelli, il fondatore del Movimento Federalista Europeo. Secondo Spinelli, come scrive nel suo Manifesto, le Nazioni-Stato provocano guerre in maniera intrinseca e per questo motivo, per mantenere la pace, bisognerebbe distruggere le Nazioni-Stato e costruire degli Stati Uniti d’Europa. Questa è l’ideologia che sta alla base delle decisioni prese oggigiorno nei piani alti dell’Unione Europea: un unico Stato Europeo con un governo oligarchico privato. 
  • L’Italia è un Paese forte. Abbiamo un’industria di prima linea a livello mondiale (siamo anche tra i migliori produttri d’armi del mondo, settore che da sempre fa guadagnare bene, ndr) ma i capoccia della finanza internazionale vogliono che l’Italia rinunci un poco alla volta al 50% della sua produzione, in nome della globalizzazione, per agevolare la transizione al nuovo assetto geopolitico mondiale. “Questo significherebbe il completo collasso sia economico che sociale del Paese” . Estulin e Celani parlano chiaro: se l’Italia uscisse dall’euro, se solo ne avesse almeno l’intenzione, potrebbe risorgere e farsi addirittura portavoce, grazie alla sua eccellenza in ambito indutriale e manufatturiero, di una nuova ripresa e sviluppo del mercato dell’intero bacino Mediterraneo, dagli Stati del sud d’Europa al Nordafrica. Ma questo non accadrà fintantoché chi decide le sorti dell’Italia,  non gliene importa poi un granché del bene dell’Italia perché è più attento a soddisfare i bisogni di un progetto finanziario mondiale globale. E se noi siamo d’accordo o no con questo progetto, non importa: zitti, lavorare, divertirsi e se vi lamentate, manganellate.
A conclusione del programma Estulin avverte che il futuro dell’Italia è nero. Siamo i figli di una nazione forte e per tanto protetta ma allo stesso tempo tradita dagli stessi governanti, interessati di pìù a quello che si ostinano a chiamare un bene maggiore ma che non è nient’altro che la realizzazione degli interessi privati di un’oligarchgia finanziaria a cui non importa un bel niente dei diritti dell’uomo e dei popoli e che stanno portando avanti, sulla nostra pelle, una politica egemonica mondiale, “per creare un governo mondiale, come un Impero, con la differenza che non avrà l’aspetto degli antichi imperi, non ci sarà una nazione dominante come per esempio nell’Impero Britannico ma ci sarà un Impero dominato e governato dagli interessi finanziari privati. L’obiettivo ultimo è controllare le risorse naturali del pianeta ed uccidere gran parte della popolazione mondiale, per poter mantenere il dominio ed il controllo di tali risorse”.
Video da non perdere!!
Su facebook:
CLICCA QUI'

19 novembre 2012

Encefalomielite mialgica (ME) Per essere messo a disposizione anche dei medici di base, i primi soggetti ad entrate in contatto con una potenziale diagnosi.


E’ più appropriato parlare di ME. Le linee guida si rivolgono soprattutto al medico di base
La definizione di sindrome da fatica cronica non è più valida. Lo sostiene un gruppo internazionale di medici, ricercatori, e pazienti, i quali affermano che è più appropriato parlare di encefalomielite mialgica (ME). Gli autori, provenienti da 13 diversi Paesi, sono giunti all’elaborazione dei Criteri Internazionali di Consenso sulla ME prodotti senza alcuna sponsorizzazione.
Il documento è stato elaborato per sviluppare dei criteri diagnostici oggettivi fondati sulle attuali conoscenze della malattia, stabilendo un insieme di criteri clinici selettivi che identifichino i pazienti che presentano un esaurimento neuroimmune con un livello patologico della soglia di affaticamento. Ciò potrà consentire ai pazienti una diagnosi migliore e la raccolta di dati coerenti e misurabili, che contribuiranno allo sviluppo di biomarcatori diagnostici e all’approfondimento del meccanismo e dell’eziologia della ME.
L’International Consensus Document pubblicato sul Journal of Internal Medicine a luglio, è stato ora tradotto in spagnolo, norvegese, olandese, francese e tedesco e anche in italiano, per essere messo a disposizione anche dei medici di base, i primi soggetti ad entrate in contatto con una potenziale diagnosi.
La ricerca e l’esperienza clinica – si legge nel documento - hanno dimostrato che l’encefalomielite mialgica (ME)indica una fisiopatologia sottostante alla sindrome da fatica cronica così come la conosciamo. La ME corrisponde al codice ICD G93.3 della classificazione internazionale delle malattie dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Si tratta di una malattia complessa che coinvolge una profonda deregolazione del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario, la disfunzione di trasporto e del metabolismo cellulare, e alcune anomalie cardiovascolari. La fisiopatologia sottostante produce alterazioni misurabili nella funzione fisica e cognitiva e fornisce una base per la comprensione della sintomatologia.

I criteri diagnostici preesistenti sono stati utilizzati come punto di partenza, ma sono stati modificati in maniera sostanziale. I nuovi criteri, supportati da uno studio effettuato su oltre 2.500 pazienti individuano ora in maniera univoca i sintomi della ME e sono corredati da note operative e tabelle che possano servire da guida per il riconoscimento e l’interpretazione contestuale dei sintomi stessi. Ad esempio non sarà più necessario attendere 6 mesi prima di diagnosticare la ME, con grande giovamento dei pazienti che potranno vedere ridotta la gravità e l’impatto della malattia grazie a una terapia tempestiva.

Il documento prevede anche i controlli sulla predisposizione genetica, le anomalie da aumento dello stresso ossidativo, le alterazioni immunitarie e ormonali. Il gruppo lavorerà inoltre a una scala internazionale dei sintomi, per attribuire un punteggio quantitativo per ogni strumento diagnostico e per ogni fattore sintomatico misurabile.
Queste linee guida sono stati progettate specificamente per essere utilizzate anche dal medico di base, nella speranza di migliorare la diagnosi rapida e trattamento di prima linea per i fornitori di cure mediche, con particolare attenzione alla diagnosi dei pazienti pediatrici.

10 novembre 2012

“I soldi non ci servono più” è la dichiarazione d’indipendenza dell’era contemporanea.


 “I soldi non ci servono più” è la dichiarazione d’indipendenza dell’era contemporanea.


consumismo

“Bisogna cercare di spiegare perché il mondo attuale, che è orribile, non è nient’altro che un momento nel lungo evolversi della storia, che la speranza è sempre stata una delle forze diominanti delle rivoluzioni e delle insurrezioni e di come tuttavia sento la speranza come mia concezione di ciò che verrà” [Jean-Paul Sartre]
“I soldi non ci servono più” è la dichiarazione d’indipendenza dell’era contemporanea. È il risultato del riconoscimento del fallimento del sistema economico e politico che si è sviluppato nel corso degli ultimi decenni, che ha disatteso tutte le promesse fatte ai cittadini e che oggi sta, lentamente ma definitivamente, morendo.
In Europa, Spagna, Italia, Inghilterra, Francia, Germania, Grecia, Portogallo sono tutte nazioni in crisi, stanno vivendo un processo di rottura e cambiamento con quello che, fino a qualche mese fa, era il sogno americano di ognuna di queste nazioni, quel progetto di benessere propagandato dai politici, quel sistema che tanto volevano far apparire forte e sicuro.
Sono cominciate le rivoluzioni. Dal Medio Oriente, all’Africa, all’Europa, presto toccherà anche agli Stati Uniti d’America. I popoli che hanno vissuto in maniera più violenta gli abusi di potere ed i soprusi della classe politica mondiale, sono insorti per primi e hanno segnato l’inizio di una nuova Era per tutta l’umanità.
Da queste rivolte, sta rinascendo la coscienza di tutti i cittadini del mondo, la consapevolezza che il sistema politico è servo di un malefico sistema finanziario che, a sua volta, non è nient’altro che un perfido gioco per adulti, un gioco da tavola in cui si crea e si muove denaro, solo per giustificare l’unico vero obiettivo da raggiungere: il potere, il potere di fare quello che si vuole e come lo si vuole, il potere di fare le leggi e dell’essere legittimati di decidere sulla vita degli altri uomini, senza dare valore a parole come morale, etica, rispetto o condivisione.
Il denaro è la vera piaga dell’uomo, la più grave e violenta di tutti i tempi ed è ciò che dovrà venir estirpato, se si vorrà salvaguardare e preservare la vita su questo pianeta. Estirpare il denaro significa realizzare un ulteriore, importantissimo, passo del processo evolutivo, significa rendere realtà ciò che solo pensavamo fosse un sogno, una favola, un desiderio irrealizzabile: la fine del mandato del denaro.
Il sistema finanziario sta già morendo, attraverso i suoi sudditi ha cominciato a scalpitare, gridare, far forza come non mai, mostrare il peggio di sé, senza accontentare con mezze misure e sorrisi, arrabbiandosi ed agitandosi… ma sta solo tentando di contrastare un destino a cui non potrà sottrarsi.
L’umanità sta maturando e presto potrà vivere senza denaro, strapperemo le banconote e metteremo le monete nei musei. Anche se in molti non ne siamo ancora consapevoli o convinti, il giorno in cui non ci sarà più bisogno del denaro è vicino. Magari è questione di mesi, anni o decenni (se sopravviveremo, ndr) ma questo è il futuro: la morte del denaro e delle banche. Quando avverrà, in quel giorno così beato, l’umanità avrà raggiunto il più alto livello di evoluzione e sviluppo di questo tempo.
Attualmente stiamo vivendo il periodo più turbolento di questo cammino evolutivo, le carte del nemico non sono mai state così scoperte e tutti, anche i più scettici San Tommaso, possono vedere e comprendere chiaramente che il benessere collettivo non è mai stato l’obiettivo del sistema politico-economico d’Occidente o d’Oriente ed il falso benessere propagandato attraverso i consumi e  le promesse sono sempre stati specchi per le allodole.
In questi giorni, le allodole si stanno ricordando di saper volare e d’essere creature libere e semplicemente si stanno riprendendo questo loro diritto: il mondo è loro, nessuno le potrà più ingabbiare. I cittadini stanno scendendo in piazza con l’intenzione di restarci fino a che non sarà più necessario protestare per la difesa dei diritti fondamentali delle persone, in nessun angolo del mondo.
L’ora delle battaglie più grandi è già cominciata, ne siamo testimoni e partecipanti, in decine di Paesi si sta già lottando con i denti contro il sistema finanziario, il subdolo nemico che ha creato quello che è il nazismo dei giorni nostri, il sistema consumista.
“Il nazismo è stato vinto grazie al sacrificio dei nostri fratelli e delle nostre sorelle della Resistenza e delle Nazioni Unite contro le barbarie del fascismo – scrive Stéphane Hessel, diplomatico francese e co-redattore della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 – però questa minaccia non è svanita del tutto e la nostra collera rispetto la ingiustizia continua intatta. Appelliamo ad una insurrezione pacifica contro i mezzi di comunicazione di massa, che non propongono altro orizzonte ai giovani che il consuimo di massa, il disprezzo verso i più deboli e verso la cultura, l’amnesia generalizzata e la competizione ad oltranza di tutti contro tutti. La prima decade del XXI secolo è stato un periodo di retrocesso […]. Il potere del denaro non era mai stato così grande, insolente, egoista con tutti, dai suoi propri servi fino alle sfere più alte dello Stato. Le banche, privatizzate, si preoccupano prima di tutto dei loro dividendi e degli altissimi stipendi dei loro dirigenti, però non dell’interesse generale. Non era mai stata così importante la distanza tra i più poveri ed i più ricchi, ne così incoraggiata la competitività e la corsa per il denaro. Attualmente in Europa ed in tutto il mondo, banchieri e uomini di finanza, gli indiscutibili colpevoli della crisi, si sono messi in salvo e continuano a vivere come sempre, senza grandi perdite. In cambio, le loro vittime non hanno recuperato il lavoro, né quello che era il loro livello di benestare” [fonte: ¡Indignaos!, Stéphene Hessel, 2011].
È vergognoso continuare a tollerare la situazione attuale: mentre metà mondo muore di fame e l’altra metà si ribella in piazza contro i politici e l’economia internazionale, i politici, i re, i principi ed  i banchieri godono da soli delle ricchezze di tutti. Queste persone sono quelle che decidono se la polizia deve sparare sulla folla, quelli che decidono quanti soldi pagare il tuo contributo alla costruzione del loro impero industriale, quelli che ti salassano e ti frustano a suon di tasse e ti prendono in giro con le promesse, quelle che uccidono l’ambiente e ne vanno orgogliosi, quelli che giocano a fare i re e le regine, quelli che hanno trovato nel consumo di massa il modo di farti addormentare contento, con l’ultimo modello di I-pod tra le mani, per non farti sentire il bisogno di scendere in piazza, per farti sentire realizzato, completo ed al passo coi tempi.
Svegliati, ebete!
Matteo Vitiello
Tratto da:http://buenobuonogood.wordpress.com/2011/06/28/i-soldi-non-ci-servono-piu/

Clicca su post più vecchi

Clicca          su       post più vecchi

VITAMINA C e ZINCO tutto quello che pochi sanno

  CERCA LE MIE PUBBLICAZIONI A RIGUARDO  DAL 2010 A OGGI  https://www.google.com/search?q=vitamina+C+Raymond+Bard&gs_ivs=1 Vitamina C Pu...

Macrolibrarsi

Scrivi a Raymond Bard @: raymondbard@hotmail.it

Nome

Email *

Messaggio *