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28 marzo 2013

L’obesità influenza i meccanismi ormonali e il metabolismo cellulare e per questo motivo si diventa infertili



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botero_adamo_ed_evaL'obesità può essere causa di infertilità, anche tra le persone che ricorrono alla fecondazione in vitro (IVF). Sulla rivista Human Reproduction è stato pubblicato dalla Commissione ESHRE "sulla Legge e sull’Etica" un dibattito che esamina il ruolo dell’obesità sia nei concepimenti naturali, che nella fecondazione assistita, e il loro impatto sulla progressione della gravidanza e sulla salute del nascituro.
L’obesità influenza i meccanismi ormonali e il metabolismo cellulare e per questo motivo può ridurre il potenziale riproduttivo. L’eccesso di peso porta, in primo luogo, ad una bassa frequenza di ovulazione e riduce le probabilità di concepimento. Per quanto riguarda l’uomo sono stati effettuati meno studi, però è chiaro che l’obesità porta anche in questo caso degli scompensi ormonali.
Nell’ambito della fecondazione in vitro ci sono evidenze che mostrano come le donne in sovrappeso o obese, che necessitano di una più alta dose di gonadotropine, hanno una più bassa probabilità di gravidanza e un aumentato tasso di aborti spontanei. La perdita di peso, oltre che a migliorare la fertilità, è importante anche per limitare l’insorgenza di complicazioni durante la gravidanza (come il diabete gestazionale, disordini ipertensivi, etc), ma soprattutto per ridurre il rischio di anomalie congenite e sindromi metaboliche nel nascituro.
Per questo è necessario condurre sempre uno stile di vita adeguato: ridurre le calorie con diete prescritte dal medico e fare moderata attività fisica. L'obesità non solo mette a rischio il sistema cardio-circolatorio, ma può ridurre considerevolmente la propria fertilità.
Tratto:http://www.vitachenasce.org/vita-che-nasce-riproduzione/fertilita-obesi-sovrappeso-ivf.html
SCRITTO D A C.VALERI S.PAPPALARDO

04 marzo 2013

I superdotati che si devono nascondere - IL SUPERDOTATO E LA SINAPSI DEI NEURONI -

I SUPERDOTATI  TRA NOI CHE SI DEVONO NASCONDERE 
IL SUPERDOTATO E LA SINAPSI DEI NEURONI 

LE VERITA' CHE NON POSSONO ESSERE DIVULGATE...

Per motivi di ordine mondiale, geni e cervelloni non potranno mai occupare posizioni di comando.



Mio figlio non  vuole studiare e non sarà mai  nessuno !!!

Perchè mi devo far comandare da perfette teste vuote ?


Perchè i grandi genii non hanno mai avuto una vita facile ?

Per quanti secoli ancora ci vogliono nascondere la verità ?

Perchè in questa sociètà i governi vogliono creare dei robot ? che rispondono a comando senza porsi domande e senza avere emozioni ? 


Gli-uomini-robot-esistono-tra-noi.html


Ricordatevi che la natura premia i superdotati Psicofisici pronti alla creazione e alla riproduzione...

Invece chi governa da molto in alto... 
Sta creando  degli stupidi e impotenti robot..



Ecco come istruire da piccoli quelli già predisposti... (i servi minorati celebrali )

Tutto comincia dalla scuola...



L'accademia di quelli che comanderanno gli altri senza coscienza... e senza scrupoli...

Quelli che hanno preso alla lettera ciò che gli hanno insegnato.. senza interconnessioni  neurali ... immaginate il loro emisfero destro e la ghiandola pineale come deserti bui senza lampi elettrici...








LINK: TUTTO SULLA GHIANDOLA PINEALE

Da grandi avranno un bel curriculum per svolgere ruoli di comando... e decidere chi andrà avanti...

Il grande curriculum del super uomo ci dice veramente chi è ?

Le domande di lavoro  ...
Sono quelle  informazioni che il  sistema di educazione convenzionale ci impone come presentazione .. Ma tutti sappiamo che non rispecchiano mai a fondo ciò che è veramente un l'individuo ...   
Molte volte informazioni sono basate su  meritocrazie istituzionali , raccomandazioni e anche di meriti conquistati in cambio di denaro.. Non parlando di molti casi in cui la persona ha conseguito titoli di studio non per proprio volere o per predisposizione.

 Esse non tengono conto delle vere potenzialità di un individuo, del suo vissuto, delle sue doti e di quello che è .......  e  cosa saprà fare veramente..

Cos'è La genialità  
La genialità non si compra ....  
Studiare e capire sono due cose molto diverse...
( Ecco cosa non fa comodo divulgare... Lo studio del cervello umano ci insegna che: "Per studiare cioè imparare a memoria per poi ripetere a pappagallo serve  mediamente un sinapsi neurale da 50 a  1000 neuroni al secondo".)

Mentre per studiare e capire con logica ,  cioè inserendo a ciò che si sta studiando  associazioni di ricordi vissuti , sentimenti , emozioni, e collegamenti logici con altre materie già studiate si attiva  un trasmissione neurale di  sinapsi di oltre 100.000 neuroni al secondo... 
La differenza è enorme !!!
L'immenso interscambio elettrochimico tra questi neuroni  crea nell'individuo  " Il vero bagaglio culturale,  in poche parole....  ciò che legge ,ascolta e osserva gli  gli apre un nuovo mondo.....  migliaia di domande conscie e subconsce .....  quelle domande rimarranno nel nostro database come delle cartelle in un computer e riempite in futuro ... con ciò nulla sparisce nel tempo, anzi nel futuro prolifereranno  facendo nascere idee e teorie geniali  ... 

Adesso i perspicaci avranno capito che sia per lo studio che per la comprensione o consapevolezza di ciò che impariamo ci vogliono diverse doti genetiche...

La legge della dualità  o della compensazione ci insegna che è impossibile possedere i due opposti contemporaneamente...

Avrete capito anche perche il vostro bambino o ragazzo vivace non riesce a concentrarsi nello studio... 
Quando vi diranno che è iperattivo .... rispondete se s'anno cosa vuol dire...
e se s'anno che l'iperattività non è solo fisica ma anche celebrale....

Cioè una mostruosa sinapsi celebrale non può mantenere costante l'attenzione per ore... per una quantità  enorme di informazioni che provengono dall'esterno..

Forse adesso il vostro cervello  .... vi chiederà...   Ma una persona geniale, superdotata di un'enorme capacità celebrale riuscirebbe a studiare a pappagallo per ore ?  senza porsi milioni di domande ? e senza farsi distrarre dall'ambiente esterno?  e magari sforzarsi a capire ciò che non ritiene giusto ?

Questo vi farà capire di non forzare mai i vostri ragazzi a fare ciò per cui non sono predisposti geneticamente ... e invece far leva sulle loro immense possibilità si successo, per quello che s'anno fare meglio degli altri....

Non pretendo che nessuno capisca proprio adesso ....
Capisco, ormai sono secoli che le false convinzioni e false verità vi spingono ad educare robot e non figli...
Ma ciò che ho scritto vi avrà sicuramente elettrizzato e svegliato qualcosa che da domani creerà nuove strade verso il sapere...





http://www.raymondbard.com/p/chi-e-raymond-bard.html


http://www.raymondbard.com/p/cosa-dicono-di-raymond-bard.html



Disponibile per qualsiasi vostra domanda costruttiva...
Raymond bard

03 marzo 2013

Tutti i segreti dello sbadigliare impossibile non saperlo


Tutti i segreti dello sbadigliare...  Impossibile non saperlo...


Parecchi studi recenti si sono avvalsi di tecniche di neuroimmagine per dimostrare che lo sbadiglio suscita una specifica attività neurale nelle aree direttamente coinvolte nella produzione della consapevolezza sociale e nella formazione di vissuti empatici. Una di queste aree è il precuneo, una minuscola struttura nascosta tra le pieghe del lobo parietale. Secondo i ricercatori dell’Institute of Neurology di Londra, il precuneo sembra svolgere un ruolo centrale nei processi riguardanti la coscienza, l’introspezione e il recupero mnestico. Il precuneo è inoltre stimolato dalla respirazione yoga, il che ci aiuta a comprendere perché diverse forme di meditazione contribuiscono a un aumento del senso di autoconsapevolezza. È oltretutto una delle aree più fortemente colpite dalle patologie legate all’invecchiamento e dai problemi da deficit dell’attenzione. È dunque possibile che sbadigliare deliberatamente possa rafforzare questa parte importante del nostro cervello.
È per queste ragioni che ritengo che lo sbadiglio dovrebbe essere integrato nei programmi di riduzione dello stress, nei training cognitivi e di rafforzamento della memoria, in psicoterapia e nelle pratiche spirituali contemplative. Inoltre, siccome il precuneo è stato recentemente associato con il sistema cerebrale dei neuroni-specchio (che ci permette di risuonare con le emozioni e i comportamenti altrui), sbadigliare potrebbe addirittura aiutarci a migliorare le nostre competenze sociali, la compassione e la comunicazione efficace con gli altri.
Perché insisto così tanto? Perché se vi chiedessi di interrompere immediatamente la lettura di questo articolo e di sbadigliare 10 volte per sperimentare questa favolosa tecnica, probabilmente non lo fareste. Anche ai seminari, dopo aver illustrato le prove schiaccianti dei suoi effetti positivi, quando chiedo ai partecipanti di sbadigliare, la metà non lo fa. È necessario insistere affinché sperimentino i suoi immediati effetti rilassanti. Nella nostra società sbadigliare è ritenuto un gesto sgarbato, idea ci viene trasmessa fin da piccoli.
Quando ero un giovane studente di medicina, sono stato “beccato” a sbadigliare dal mio professore, il quale mi ha rimproverato duramente. Disse che era inopportuno apparire stanco di fronte ai pazienti, anche se in realtà mi trovavo in un atrio, ben lontano dalla stanza del paziente. Effettivamente gli sbadigli aumentano quando siamo stanchi, e forse questo è un modo carino del cervello per dirci che abbiamo bisogno di un buon sonno ristoratore.
Allo stesso tempo, però, anche l’esposizione alla luce ci fa sbadigliare, il che suggerisce che è parte del processo di risveglio.
Sbadigliare non solo ci rilassa, ma ci conduce anche rapidamente verso uno stato di accentuata consapevolezza cognitiva. Gli studenti sbadigliano in classe non perché l’insegnante è noioso (anche se stare concentrati sul suo eloquio monotono vi farà certamente sbadigliare), ma perché libera i loro cervelli dalla sonnolenza, aiutandoli così a stare concentrati su concetti e idee importanti. Sbadigliare regola la coscienza e il senso di sé e aiuta a diventare più introspettivi. Ovviamente se vi capita di trovarvi intrappolati in un’aula con un insegnante apatico, noioso e monotono, qualche sbadiglio vi aiuterà a rimanere svegli.
Sbadigliare vi permetterà di rilassarvi e indurrà in voi uno stato di vigilanza più velocemente di qualunque tecnica di meditazione che io conosca, e, dal momento che è molto contagioso, è particolarmente facile da insegnare in contesti di gruppo. Una delle mie ex allieve utilizzava lo sbadiglio per riportare all’ordine il suo polemico consiglio di amministrazione in meno di 60 secondi. Perché? Perché sbadigliare aiuta le persone a sincronizzare il proprio comportamento con quello degli altri.
Lo sbadiglio, come meccanismo che favorisce la vigilanza, inizia entro le 20 settimane dal concepimento. Aiuta a regolare i ritmi circadiani dei neonati, il che conferma il coinvolgimento dello sbadiglio nella regolazione del ciclo sonno-veglia. Poiché i ritmi circadiani si sballano quando il normale ciclo sonno-veglia di una persona viene disturbato, sbadigliare potrebbe aiutare i festaioli nottambuli a resettare l’orologio interno del loro cervello. Sbadigliare potrebbe inoltre scongiurare gli effetti del jet-lag e attenuare il malessere causato dalle elevate altitudini.
Qual è dunque il meccanismo cerebrale che rende lo sbadiglio uno strumento essenziale? Oltre all’attivazione del precuneo, regola la temperatura e il metabolismo del cervello. È necessaria molta energia neurale per rimanere coscientemente vigili e man mano che saliamo nella scala evolutiva, i nostri cervelli diventano sempre meno efficienti da un punto di vista energetico. Lo sbadiglio si è evoluto probabilmente come un modo per calmare il cervello troppo attivo dei mammiferi, specialmente nelle aree frontali. Alcuni hanno addirittura sostenuto che si trattasse di una primitiva forma di empatia. La maggior parte dei vertebrati sbadiglia, ma è contagioso solamente per uomini, grandi primati, macachi e scimpanzé. In effetti è così contagioso per noi umani che basta leggere la parola per ritrovarsi a sbadigliare.
I cani sbadigliano prima dell’attacco, gli atleti olimpici sbadigliano prima della prestazione, i pesci sbadigliano prima di cambiare attività. Prove scientifiche dimostrano addirittura che sbadigliare aiuta i militari a svolgere i loro incarichi con maggiore accuratezza e facilità. Di fatto sbadigliare potrebbe essere uno dei meccanismi più importanti nei mammiferi per la regolazione dei comportamenti legati alla sopravvivenza. Se vogliamo dunque conservare un cervello in ottima salute, sbadigliare è essenziale. È vero che l’eccessivo sbadigliare può essere un segno di un sottostante disturbo neurologico (come emicrania, sclerosi multipla, ictus, o reazioni da farmaci). Tuttavia io e altri ricercatori sospettiamo che sbadigliare in questi casi possa essere un tentativo del cervello di eliminare i sintomi correggendo il funzionamento neurale.
Sono molti i neurotrasmettitori coinvolti nell’esperienza dello sbadiglio, inclusa la dopamina, che attiva la produzione di ossitocina nell’ipotalamo e nell’ippocampo, aree essenziali per il recupero mnestico, il controllo volontario e la regolazione della temperatura. Questi neurotrasmettitori regolano il piacere, il desiderio e i legami tra gli individui, quindi se volete migliorare la vostra intimità e le vostre relazioni con gli altri, sbadigliate con loro. Altri neurotrasmettitori e molecole coinvolti nello sbadiglio sono l’acetilcolina, il monossido di azoto, il glutammato, il GABA, la serotonina, l’ACTH (ormone adrenocorticotropo), l’MSH (ormone melanotropo), gli ormoni sessuali e gli oppioidi endogeni. Di fatto è molto difficile trovare un’altra attività che influenzi così positivamente tutte queste funzioni cerebrali.
Il mio consiglio è semplice. Sbadigliate ogni volta che potete: quando vi alzate, quando affrontate un difficile problema sul lavoro, quando vi preparate per andare a dormire, e ogni qualvolta vi sentiate arrabbiati, preoccupati o stressati. Sbadigliate prima di un discorso importante, prima di un esame, e anche mentre meditate o pregate, poiché intensificherà la vostra esperienza spirituale.
Sbadigliare volontariamente richiede un po’ di allenamento e disciplina per superare le inibizioni sociali inconsce, ma le persone spesso avanzano altre tre scuse per non sbadigliare: “Non mi va”, “Non mi sento stanco” e, la mia preferita, “Non sono capace”. Tutti sono capaci. Prima di ottenere uno sbadiglio profondo, dovrete farne sei o sette per finta. Provate subito e scoprirete che attorno al quinto falso sbadiglio, comincerà ad emergerne uno vero. Ma non fermatevi qui perché verso il decimo, dodicesimo, sentirete la forza di questo piccolo ma affascinante trucco. È possibile che i vostri occhi comincino a lacrimare e che il naso coli, ma vi sentirete totalmente presenti, incredibilmente rilassati e decisamente vigili. Niente male per qualcosa che possiamo fare in meno di un minuto. E se vi scoprirete incapaci di smettere di sbadigliare – ho visto persone sbadigliare per mezzora – vi renderete conto di quale importante squisitezza neurologica vi siate per lungo tempo negati.
Alcuni sostengono che sbadigliamo quando il nostro cervello ha bisogno di più azione.
Uno degli effetti più evidenti che uno sbadiglio ha su di noi è proprio di cercare di svegliarci.
Perché sbadigliamo quando siamo stanchi? È il nostro cervello che ravviva alcune sue aree che si sono un po’ rallentate per mancanza di sonno.
Le scansioni del cervello rivelano che un solo sbadiglio riesce ad attivare, a livello neurologico, l’area del cervello chiamata precuneus. E la corteccia cerebrale insieme al precuneus è adibita a gestire i ricordi di noi stessi e le percezioni che abbiamo di noi. Le due funzioni lavorano in armonia tra loro. Pertanto, l’attivazione del precuneus sembra serva anche per la memorizzazione dei ricordi che abbiamo accumulato nell’arco del giorno.
D’altronde, molti dei nostri sogni, come abbiamo visto qualche tempo fa, non sono altro che una riproduzione di tante attività che abbiamo compiuto durante la giornata.
Unendo tutto ciò all’aspettativa di dormire,  potrebbe benissimo essere un metodo adottato dal nostro cervello per preparare il corpo ad entrare in una fase di sonno.
Così ci spieghiamo perchè uno sbadiglio precorre l’esperienza del dormire.
Un’altra ipotesi sul significato di sbadigliare è che serva a rilassarci.
Se ci prendessimo il tempo, anche ora, di eseguire dieci sbadigli di fila, subito dopo, ci sentiremmo immediatamente meglio.
È per questo lo sbadiglio è contagioso?
Nessuno ha ancora dato una risposta scientifica ed attendibile al riguardo, ma, di fatto,  spesso anche solo sentire parlare di sbadigli ci induce a sbadigliare.
Una curiosità è che lo sbadiglio è solo contagioso tra gli esseri umani e le scimmie.
Si dice, poi, che sbadigliare ci serve per essere più vigili.
È un’affermazione indiscutibile quando lo sbadiglio è reale, dato che è un modo per ossigenare maggiormente il nostro cervello e, quindi, per  ravvivarlo.
Per alcuni, i due obiettivi dello sbadigliare, ossia di rilassarci e di ravvivare il cervello, non si escludono reciprocamente, ma anzi si compensano.
È stato osservato scientificamente che sbadigliando aumenta la nostra attenzione.
Tutti abbiamo notato che quando ci stiamo annoiando ci concediamo uno o due sbadigli. Questo per rimanere svegli, naturalmente, ma anche per focalizzarci di più sull’attività che stiamo svolgendo.
Altri ancora sostengono che sbadigliare sia un ottimo modo per meditare, dal momento che la meditazione, a sua volta, ci serve ad aumentare la nostra attenzione.
Lo sbadiglio regola la temperatura del cervello. Pertanto, se siamo delle teste calde (fisicamente parlando), una buona soluzione per stare meglio è di sbadigliare un paio di volte.
Ma sbadigliare può anche contribuire a facilitare il funzionamento stesso del nostro cervello.
Il corpo (come le macchine) brucia energia ed è più efficiente quando opera ad una temperatura leggermente più fredda rispetto all’ambiente circostante.
Uno sbadiglio, dando più ossigeno al cervello, può, dunque, rendere i nostri ragionamenti ed i nostri pensieri più rapidi e brillanti così da risparmiare tempo per altro.
L’ossitocina è una sostanza collegata agli sbadigli. Essa viene sintetizzata dalle donne nel periodo immediatamente precedente e durante il parto in quanto aiuta ad indurre il travaglio.
Così, se siamo incinta e vogliamo avere un parto naturale, possiamo scordarci medicinali o altre sostanze chimiche e sbadigliare un paio di volte durante il parto stesso.
Sbadigliare può anche aumentare o diminuire i nostri meccanismi di difesa.
Sempre l’ossitocina regola le nostre reazioni aggressive o di fuga. E, la socializzazione, come lo sbadigliare ci induce a produrre ossitocina. Ne consegue che le persone socievoli hanno meno probabilità di essere violente ed, invece, imparano a sintonizzarsi sugli altri. Sbadigliare può aiutarci anche in questo.
Poi è interessante proprio il fatto che, come abbiamo accennato prima, lo sbadiglio sia contagioso.
Quindi alcuni sostengono che i gruppi di sbadiglio possano essere un ottimo modo per iniziare una terapia di gruppo.
Un’altra proprietà dello sbadigliare è che può aiutarci a controllare le emozioni.
La dopamina serve al cervello per controllare i movimenti del corpo e la ghiandola pituitaria. Quest’ultima governa tutte le altre ghiandole ormonali nel corpo. Allora se ci sentiamo un po’ troppo in balia dei nostri ormoni, proviamo a sbadigliare, così ci calmiamo.
Ed, ancora, tenendo presente il potere di comunicazione non verbale dello sbadiglio non possiamo trascurarne alcuni effetti collaterali.
Per esempio possiamo usarlo per fermare o per disinnescare una discussione.
Sbadigliare può anche aumentare la sensazione di vicinanza, in modo che possiamo dire con certezza che le coppie che sbadigliano insieme, sono più sintonizzate.
Da ultimo, sbadigliare aumenta le nostre esperienze spirituali.
Così gli esperti consigliano di includere almeno uno sbadiglio mentre preghiamo o meditiamo.
Concludendo, sbadigliare sembra possa essere un metodo per vivere in modo più intenso la nostra quotidianità.
l primo sbadiglio avviene intorno ai 5 mesi di vita intrauterina, aiuta a regolare i ritmi circadiani dei neonati e la regolazione della veglia e del sonno. 
Ma non solo, numerose sostanze neurochimiche sono coinvolte nel meccanismo dello sbadiglio, tra cui la dopamina che attiva la produzione dell'ossitocina nell'ipotalamo e l'ipocampo, settori fondamentali per il richiamo della memoria, controllo volontario e regolazione della temperatura. Questi neurotrasmettitori regolano il piacere, la sensualità, il legame intimo tra due persone, quindi se volete migliorare la vostra intimità, SBADIGLIATE INSIEME !!! Altre sostanze neurochimiche e molecole coinvolte nello sbadiglio sono: acetilcolina, l'ossido d'azoto, glutammato, GABA, serotonina, ACTH, ormoni sessuali e peptidi derivati dall'oppio. Ecco perché dopo aver sbadigliato più volte uno si sente bene e più energico. 
E' difficile trovare un'altra attività che sviluppi tante sostanze positive per il funzionamento del cervello. 
La maggior parte dei vertebrati sbadiglia ma è contagioso solo tra gli esseri umani, grandi scimmie, macachi e scimpanzé ... dite la verità, non state già sbadigliando ? A me è successo per N volte, non vi dico il numero per non spaventarvi  
ma mi sono trovata alla fine più presente a me stessa e a quello che stavo facendo, più consapevole, la vista più luminosa ed i colori più brillanti !!! 
In effetti, sbadigliare porta questi benefici, secondo gli studi scientifici, attiva delle aree del cervello che sono direttamente coinvolte nella creazione della consapevolezza sociale e dei sentimenti di empatia. 
Ultimamente sbadigliare è stato introdotto nei programmi di riduzione dello stress, negli esercizi fisici, nell'allenamento della memoria, nella psicoterapia, nella terapia della voce, come un mezzo efficace per ridurre l'ansia da prestazione, etc. 
Quindi avanti, non abbiate vergogna, sbadigliate tutte le volte che avete un problema da risolvere, quando siete in preda alla rabbia, allo stress, quando dovete tenere un discorso davanti al pubblico... sbadigliate più volte al giorno, all'inizio anche forzatamente, poi vedrete che arriveranno anche gli sbadigli veri !!! 
Quante volte avete sbadigliato leggendo ? 
Va bene, se vi vergognate non lo voglio sapere ... però ricordate che è così semplice ma porta molti benefici ! 
Buona serata 




10 ottobre 2012

SMETTI DI PRENDERE LA PILLOLA ANTICONCEZIONALE , E LA MASSA MUSCOLARE ?

Le donne che utilizzano la pillola anticoncezionale per più di cinque anni non hanno livelli sufficientemente alti di testosterone libero che consenta loro di aumentare di massa muscolare.

In questo modo diventa molto difficile, spesso impossibile, per una donna avere dei buoni risultati in termini di aumento di massa muscolare a meno che non decida di passare dal doping legale ( la pillola ) a quello illegale ( ormoni anabolizzanti ). 

In un sondaggio fatto negli Stati Uniti si è evidenziato come quel 30% di donne americane che non sono in sovrappeso, nella maggior parte dei casi, erroneamente, si vedano grasse, quando in realtà sono semplicemente prive di una muscolatura ottimale necessaria a dar forma ai loro corpi, queste donne sono quindi si magre, ma non armoniose. 

A mio avviso, la donna di oggi, ha un'immagine distorta del suo corpo e di se stessa in generale che determina un’ansia continua legata alla sensazione di essere in sovrappeso.

Inoltre, è diventato sempre più difficile, per la maggior parte delle donne, perdere peso senza perdere eccessive quantità di muscolo.
Spesso alla fine di una dieta associata ai classici programmi “aerobici” il peso è si sceso, ma non il grasso.

27 settembre 2012

Insulina e Glucagone se non conosci come funzionano non dimagrirai mai


Hai mai sentito parlare di Insulina e di Glucagone
probabilmente del primo il secondo un po meno.
Ma Sai che questi due ormoni sono preposti a renderci GRASSI o MAGRI??? leggi l’articolo seguente e capirai come dimagrire definitivamente
Una cosa che capita sempre più frequente è constatare che tante persone mangiano poco ed ingrassano comunque tanto; mentre ci sono pochi che  si abbuffano e dimagriscono.  Ti è mai capitato di constatare una cosa simile?
Tutto ciò ha una spiegazione, è dato da un circolo perverso che il nostro organismo innesca, utilizzando Insulina o Glucagone.
Sapere come funziona il ciclo, aiuta a dimagrire  in modo più semplice, veloce e definitivo. Prima è meglio sapere come funziona il nostro organismo dal punto di vista del suo nutrimento. Possiamo immaginare l’ organismo come un’automobile perfetta con mille funzioni che fanno si che tutto proceda per il meglio, quando acceleri o cambi marcia per te è un semplice movimento ma alla base c’è un insieme di meccanismi che faranno muovere l’auto quindi bruciare benzina, far ruotare il motore, raffreddarlo, muovere le ruote ecc ….
Anche i muscoli e il fegato hanno un serbatoio che contiene la benzina che il nostro corpo usa per muoversi, il Glicogeno, cioè uno zucchero che l’organismo usa come nutrimento per svolgere i compiti.
Ad esempio se alzo un braccio le cellule dei muscoli interessati useranno la loro scorta di glicogeno per nutrirsi, quindi contrarsi e rilasciarsi per svolgere il compito a cui sono chiamate, questo non vale per il cervello, che non ha un suo serbatoio, ma attinge dal glucosio nel sangue, se il cervello resta senza nutrimento per qualche minuto, le cellule cerebrali muoiono, è quindi importante mantenere un equilibrio importantissimo di zucchero nel sangue, e questo lo svolge un nostreo sistema di controllo che mantiene il glucosio presente nel sangue sempre attorno ad un valore prefisso tra i 70 e i 100 milligrammi per decilitro di sangue. Quando noi mangiamo, i processi digestivi trasformano i carboidrati il grasso e le proteine in glucosio, il glucosio è uno zucchero ed il controllo della quantità di glucosio nel sangue è dato dalla glicemia.
Facendo un esame della glicemia sappiamo sempre quanto zucchero gira nel sangue (questo esame lo fanno sempre i diabetici dopo mangiato con un apparecchietto portatile)
Ogni alimento ha una sua differente capacità sua di aumentare la quantità della glicemia nel sangue, quindi il glucosio, questa capacità viene detta Indice Glicemico.
Un cucchiaio di zucchero aumenta maggiormente e più velocemente la glicemia nel sangue rispetto a 100 grammi di petto di pollo
Infatti un alimento a basso indice glicemico è un alimento che ha bassa capacità di aumentare lo zucchero, il glucosio,  la glicemia nel sangue (come il petto di pollo), mentre un alimento ad alto indice glicemico ha la capacità di aumentare lo zucchero nel sangue (il cucchiaio di zucchero)
Lo zucchero nel sangue deve sempre aggirarsi attorno a 70/100 mg per dl di sangue. Questo per fare in modo che il cervello abbia costante nutrimento a cui attingere, dato che il cervello non è in grado di stipare glicogeno (non ha un suo serbatoio di riserva) ma usa il glucosio sempre presente nel sangue. Infatti quando viene mal di testa, e giramenti è perchè nel sangue c’è poco zucchero e quindi ha bisogno di nutrimento, associato prima a forti desideri e passando poi ai crampi, sono campanelli che ti spingono a mangiare perchè lo zucchero nel sangue è poco
L’organismo fa sempre in modo ti mantenere il livello di zuccheri nel sangue, tra 70 e 100 mg per dl di sangue.

Ora vediamo come fa:

Quando mangiamo, gli alimenti che aumentano gli zuccheri nel sangue (per vedere quali sono gli alimenti puoi consultare la tabella indice glicemico)innalzano il glucosio oltre la soglia di 100 mg per dl di sangue. Questo fa si che il pancreas produca Inulina, un ormone che serve per usare il glucosio nel nostro corpo.
L’insulina nel sangue prende il glucosio e lo trasforma in glicogeno portandolo ai muscoli e al fegato ( nei serbatoi della benzina del corpo.
Una volta però riempiti i serbatoi trasformerà il glucosio in eccesso in Trigliceridi, cioè grasso di deposito.  Maggiore sarà il glucosio nel sangue maggiore sarà il lavoro dell’insulina e quindi la trasformazione in grasso di deposito.
Invece quando l’organismo avverte un calo glicemico (glicemia bassa, pochi zuccheri nel sangue) sotto i 70 mg/dl, spinge il pancreas a produrre Glucagone, un ormone che mantiene stabile il glucosio nel sangue (come l’insulina), questo ormone ha la capacità di spingere il fegato ed i muscoli a rilasciare la riserva nei propri serbatoi, trasformandolo poi in glucosio. Quando le riserve sono consumate spinge all’utilizzo dei grassi di deposito e alla loro trasformazione in grasso.
Ma quali sono gli effetti di Glucagone e Insulina? Hanno l’uno l’effetto contrario dell’altro.

Insulina:

  • Aumenta la stanchezza
  • Spinge le cellule all’uso dei Carboidrati a discapito di Grassi e Proteine, quindi le cellule nn bruciano grassi ma carboidrati
  • Favorisce la trasformazione del Glucosio in glicogeno e quindi del suo abbassamento nel sangue
  • Favorisce l’accumulo di Glicogeno (benzina dell’organismo) nei serbatoi dei muscoli e del fegato
  • Favorisce la produzione di radicali liberi, invecchiando il corpo
  • Favorisce la trasformazione del Glucosio nel sangue in Trigliceridi, quindi in grasso di deposito

Glucagone:

  • Spinge le cellule ad usare proteine e grassi a discapito dei carboidrati, quindi le cellule bruciano il grasso di deposito
  • Favorisce l’uso di Glicogeno (benzina dell’organismo) di riserva in fegato e muscoli
  • Favorisce la trasformazione del glicogeno di riserva in Glucosio che verrà introdotto nel sangue
  • Favorisce la trasformazione dei Trigliceridi (grasso di deposito) in glucosio che verrà introdotto nel sangue

Indice Glicemico

Ma non tutti gli alimenti aumentano lo zucchero nel sangue allo stesso modo,  è oltremodo importante sapere che gli alimenti ad alto indice glicemico portano con se altri problemi. Un alimento ad alto indice glicemico stimolerà la produzione dell’insulina in breve tempo, e maggiore sarà il glucosio nel sangue maggiore sarà l’insulina che il pancreas produrrà, creando un effetto paradossale, cioè trasformando in grasso lo zucchero presente, creando dopo poco un senso di fame e di desiderio (si definisce questo stato dipendenza da zucchero).

La Fame smodata e come controllarla

Quando mangiamo, il cibo viene trasformato in glucosio e manda segnali al pancreas di produrre insulina per distribuirlo ed eventualmente metterlo in deposito sotto forma di grasso. Maggiore sarà il glucosio e la velocità con cui arriva, maggiore sarà la produzione di Insulina per contrastarlo ed usarlo.

Qualcosa in più sull'insulina 
 
L'insulina è un ormone polipeptidico che è indispensabile per l'assorbimento del glucosio all'interno delle cellule, esso si lega a un recettore proteico che si trova nella membrana cellulare, questo legame causa a sua volta tutta una serie di eventi metabolici (una via di trasduzione del segnale) che da ultimo, attraverso le proteina IRS, causa l'ingresso del glucosio all'interno della cellula.
Va detto che molti ormoni (cortisolo e glucocorticoidi, ma anche GH, glucagone, adrenalina), antagonizzano l'azione insulinica, perché se questa non fosse limitata si andrebbe incontro ad un eccessivo assorbimento cellulare di glucosio, con conseguente ipoglicemia e morte (come accade ad esempio nei casi più gravi della sindrome di Addison). Questi ormoni antagonizzano l'azione insulina in vari modi, ad esempio i glucocorticoidi diminuiscono l'affinità dei recettori insulinici con l'insulina stessa abbassando quindi la capacità legante del'insulina con il suo recettore, in più inibiscono la sintesi della proteina IRS-I, il GH diminuisce il numero dei recettori insulinici.
Ovviamente l'equilibrio di questi sostanze è indispensabile per una corretta azione insulinica, tuttavia quando gli ormoni che antagonizzano l'insulina sono in eccesso (come nel caso di malattie endocrine quali la sindrome di Cushing, l'acromegalia, glucagonoma, feocromocitoma) si instaura l'insulinoresistenza.
Va detto che sempre più scienziati credono che la sindrome metabolica (e quindi l'insulinoresistenza) sia un sintomo della sindrome di Cushing clinica o sublinica.
È stato anche visto che bassi livelli di testosterone (ipoandrogenismo) e IGF-I possono aggravare l'insulinoresistenza, in quanto a sua volta questa sostanza diminuisce l'azione diabetizzante del cortisolo.

Come stimolare il testosterone naturalmente senza farmaci inutili


Principi attivi ad attività stimolante la secrezione  del testosterone
In natura esistone alcune sostanze capaci di agire nel nostro organismo stimolando e ottimizzando la produzione di testosterone.
In maniera perfettamente naturale grazie alle sostanze che tra poco vi spiegherò si potrà ottenere svariati vantaggi sia per quanto riguarda la costruzione muscolare e la performance fisica, non chè particolari vantaggi dal punto di vista sessuale…………
Tribulus Terrestris
Il Tribulus Terrestris è un estratto vegetale utilizzato fin dall’antichità per le sue  proprietà afrodisiache, sia per l’uomo che per la donna.
Il principio attivo di questo vegetale si chiama protodioscina, una saponina steroidea di tipo furostanolico, che viene  convertito nell’organismo in DHEA (dehydro-epi-androsterone)
I principali effetti sono rappresentati dall’importante incremento nella produzione endocrina di alcuni ormoni strategici ai fini dell’aumento della massa muscolare e del desiderio sessuale: l’ormone luteinizzante (LH) ed il testosterone. L’LH ha la caratteristica di incrementare direttamente i livelli endogeni sia del testosterone che dell’ormone della crescita (GH).
Naturalmente questa aumentata produzione endogena, realizzata in maniera naturale, degli ormoni non ha lo stesso effetto di una loro supplementazione farmacologica, ed è totalmente priva dei loro pericolosi effetti collaterali.

Sintetizzando brevemente le proprietà del Tribulus Terrestris , si sono notati sperimentalmente i seguenti effetti:

  • aumento della produzione di spermatozoi
  • aumento dei numero delle cellule del Sertoli
  • aumento dei tempo di sopravvivenza degli spermatozoi
  • aumento della libido
  • aumento dell’LH
  • aumento del testosterone

Per potenziare l’effetto positivo sul testosterone è certamente utile proporre una sinergia tra vari elementi che ne stimolino sia la secrezione sia il veicolamento.
Perciò ci aspetteremo i migliori risultati se insieme con il Tribulus Terrestriscureremo l’alimentazione e forniremo al corpo gli altri strumenti del metabolismo, come ad esempio lo zinco, il fieno greco, estratti vasoattivi ed arginina.

     Acetil l-carnitina (ALC)
 E’ il derivato acetilato dell’aminoacido L-Carnitina.
E’ una forma di carnitina più attiva, è assorbita più efficacemente. Passa più facilmente attraverso le membrane cellulari ed è utilizzata nei mitocondri in modo più efficiente.
  • Mantiene efficace il metabolismo cellulare
  • Migliora le capacità cognitive
  • Riduce i sintomi da depressione
  • Ritarda la degenerazione cognitiva in pazienti malati di Alzheimer
  • Migliora la circolazione cerebrale
  • Ottimizza la produzione naturale di testosterone
  • Ha proprietà anticataboliche 
Se ALC viene assunta insieme all’acido R-lipoico, secondo tre studi recentemente pubblicati dal Dr Ames e una équipe di ricercatori dell’università di California-Berkeley, questa combinazione ringiovanisce i ratti anziani e potrebbe avere gli stessi effetti su gli esseri umani che invecchiano. Dopo un mese di supplementazione, i vecchi ratti letargici erano divenuti pieni di brio. Questo equivale a fare sì che una persona dai 75 agli 80 anni agisca come una persona di età inferiore.

Diversi studi hanno dimostrato che l’ALC ha incrementato la concentrazione di GnRH nell’ipotalamo (l’ormone rilasciante le gonadotropine) di ratti in vivo, ma non in vitro, incrementando conseguentemente il rilascio di LH (ormone luteinizzante) . Uno studio in particolare ha investigato questo meccanismo di azione neuroattiva sottoponendo alcuni ratti a 2 diversi tipi di stress per un periodo di 10 giorni integrando la loro alimentazione con 10mg/day di ALC; al termine sono stati analizzati i valori di GnRH, beta-endorfina e testosterone. Nei ratti che avevano assunto l’ALC si è riscontrato un minor calo di testosterone che di GnRH e una diminuzione dei livelli di beta-endorfina ipotalamica, prevenendo l’effetto antiriproduttivo di entrambi gli stressor 11 . Il meccanismo è presumibilmente attivato dal gruppo acetilico che, una volta staccatosi dalla L-carnitina, va a legarsi agli oppiodi endogeni (betaendorfina e simili) inattivandoli. È noto che alti livelli di betaendorfina inibiscono il rilascio di GnRH. Gli oppiodi sono però essenziali da un lato a contenere a livello celebrale il senso di appagamento, resistenza alla fatica e il dolore, dall’altro un loro eccesso induce senso di frustrazione e ottundimento (e quindi minor resa cerebrale e quindi anche sportiva, nel senso di “determinazione”).
Da un altro studio è emerso che la somministrazione di ALC (2 g/day) per 6 settimane a pazienti affetti da amenorrea ipotalamica ha indotto un considerevole aumento della secrezione di LH; 20 soggetti sono stati inizialmente suddivisi in due gruppi a seconda dei loro valori di LH plasmatici, 10 ipogonadotropici, LH < 3mIU/ml e 10 normogonadotropici LH > 3mIU/ml. Al termine dello studio i pazienti ipogonadotropici hanno mostrato un significante incremento dei livelli di LH, da un minimo di 0.9mIU/ml ad un massimo di 3.5mIU/ml, insieme ad un incremento dei valori di estradiolo e PRL (prolattina, un altro ormone ipotalamico). Meno marcate invece, per non dire nulle, le differenze riscontrate nei pazienti normogonadotropici, che dopo 6 settimane di somministrazione di ALC non hanno ottenuto alcuna variazione della concentrazione plasmatica di ormone luteinizzante.
Questi studi sembrano dare un senso ancora diverso all’utilità dell’ALC in quanto è noto che allenamenti molti intensi generino inequivocabilmente alti livelli di cortisolo e quindi possibili cali del rapporto testosterone/cortisolo; tengo a precisare che il rapporto tra questi due ormoni (T/C) è di fondamentale importanza per valutare lo stato di un atleta proprio nei periodi più duri d’allenamento dove lo stress psicofisico è al massimo: in questi frangenti l’ALC potrebbe metterci una pezza, assicurando un pieno recupero nei tempi previsti e un vantaggio, come detto poco sopra, anche di tipo “mentale”.

Zinco
 Lo zinco è un minerale essenziale presente in tracce nel nostro organismo; si trova in tutti i tessuti, ma la maggior parte dello zinco presente nel nostro corpo è localizzata nelle ossa e nei muscoli. Svolge diversi ruoli, infatti, oltre 60 enzimi richiedono lo zinco per essere attivati.
Le fonti principali di questo elemento sono i frutti di mare (in particolar modo le ostriche), carne, pesce, funghi, cacao e il tuorlo d’uovo; l’assorbimento intestinale mediamente non supera il 30%, ma alcune sostanze (presenti in particolar modo negli alimenti ricchi di fibre) possono addirittura impedirlo.
La presunta efficacia della supplementazione di zinco per gli sportivi parte dal presupposto che lo stress può alterare il suo metabolismo e quindi indurne carenza. È anche utilizzato per l’attività immunostimolante . La carenza di zinco si manifesta con diminuzione dei linfociti e lesioni della pelle con infezioni secondarie. Se poi la carenza diventa cronica, si hanno disturbi dell’accrescimento e della sessualità.

È coinvolto in diverse funzioni corporee:

  • Aumenta la fertilità
  • Promuove la salute della prostata
  • Ritarda l’invecchiamento
  • È efficace contro il diabete.
  • Aumenta l’energia sessuale
  • Migliora le difese immunitarie

Lo zinco gioca un ruolo fondamentale per l’apparato riproduttore; basti pensare che l’uomo perde circa il 20% del contenuto totale di zinco nell’organismo con il liquido seminale.
In alcune indagini condotte per identificare le cause di infertilità maschile, tra i fattori considerati è stata evidenziata la carenza di specifici micronutrienti, tra i quali lo zinco.
Tra i sintomi clinici di carenza di zinco sono stati osservati la riduzione della spermatogenesi e distrubi della fertlità.
Studi clinici:

In alcuni studi condotti la supplementazione di zinco ha mostrato la capacità di incrementare la conta e la motilità spermatica nei soggetti trattati.
Gli effetti della carenza di zinco, furono testati in otto soggetti maschi.
Questo studio ha dimostrato che la resistenza muscolare e la totale capacità di lavoro, declinano rapidamente con una carenza di zinco ed il grado di declino è correlato alla riduzione della concentrazione plasmatica di questo minerale.
Altri studi hanno dimostrato invece che:
Esami ed analisi effettuate su un campione significativo di persone, hanno rilevato che solitamente l’organismo (soprattutto negli atleti), ha scarse quantità di zinco e che la supplementazione di zinco può elevare del 30% il livello del testosterone.


Andropique  (Fieno greco)

Nella tradizione indiana il Fieno Greco è utilizzato, oltre che come alimento e come spezia, anche a scopo curativo; la pianta, infatti, è nutriente, ricostituente e stimola la digestione.
A tutto ciò si aggiungono oggi anche altri impieghi nel campo più specificamente fitoterapico.
Le proprietà biologiche delle saponine furostanoliche contenute nei semi del Fieno Greco ne fanno un ottimo adattogeno e anabolizzante naturale. I suoi componenti possono essere particolarmente utili nei momenti in cui l’organismo va incontro a cambiamenti anche profondi, come ad esempio la menopausa, l’andropausa e la convalescenza.
Il fieno  greco e’ costituito da saponine che sono dei complessi glicosidici presenti in diversi tipi di piante commestibili e non commestibili.
Ogni saponina è costituita da uno zucchero e da una parte chiamata sapogenina,che rappresenta l’aglicone.
La sapogenina può essere uno steroide o un triterpene e la parte zuccherina può essere glucosio, galattosio, un pentoso o un metilpentoso.
La presenza di particolari sostanze steroliche nei semi di Fieno greco fu evidenziata per la prima volta nel 1919 e successivamente confermata da diversi studi successivi, che misero in luce la presenza di diosgenina, gitogenina, e di tracce di tigogenina.

Le saponine furostanoliche:

  • Sono potenzialmente utili nell’aumento della massa magra durante l’accrescimento,
  • Possono fornire un valido supporto nutritivo nell’alimentazione dei pazienti diabetici,
  • Gli effetti anabolici delle saponine furostanoliche possono essere sfruttati per aumentare la massa e la forza muscolare, con conseguente miglioramento della performance.
  • Le saponine titolate contenute nel Andropique esercitano un effetto rinvigorente e stimolante la secrezione del testosterone

In uno studio clinico una preparazione ricca in saponine furostanoliche ha dimostrato proprietà immunostimolanti e stimolatoria dell’ormone luteinizzante (Luteinizing Hormone LH), con aumento dei livelli di testosterone e della spermatogenesi.

Maca Andina (Lepidium Meyenii)

La maca (Lepidium meyenii) è un tubero originario della regione delle Ande Peruviane. Grazie alle sue carattestiche nutrizionali ( ricchezza di aminoacidi e vitamine) e alla sua capacità di crescere alle altitudini, lo hanno reso una fonte molto importante di sostentamento per le popolazioni andine.
Inoltre fin dall’antichità è stata utilizzata come rimedio fitoterapico a numerose patologie.
Nel maca, inoltre, sono contenute altre sostanze, di tipo alcaloide, che sono in grado di agire a livello dell’asse ipotalamo-ipofisi. Questo giustificherebbe l’azione stimolante sulle ghiandole surrenali attribuita al maca ed il relativo effetto energizzante e stimolante.
Secondo alcuni recenti studi sembra che il maca sia inoltre in grado di stimolare nelle gonadi ( ghiandole sessuali) ed in altre ghiandole la produzione di ormoni, oltre ad esercitare un effetto regolatore sugli organi interni di secrezione, quali il pancreas, l’ipofisi, ed appunto, le ghiandole surrenali. Le popolazioni andine, hanno da sempre attribuito al maca proprietà da noi oggi definite come “adaptogene“, vale a dire migliorative nei confronti dell’adattabilità del nostro corpo nei confronti delle differenti situazioni di stress. A tal proposito, il maca può venire in aiuto del nostro organismo nei momenti di difficoltà, al fine di ripristinare quella condizione di equilibrio tipicamente definibile col termine di “omeostasi”.
Le proprietà che hanno di recente reso famoso il maca anche nel mondo occidentale rimangono comunque quelle rivolte all’incremento della resa durante la prestazione sessuale. Queste sembrano derivare dalla capacità degli steroidi contenuti nel maca di normalizzare la presenza degli ormoni steroidei prodotti naturalmente dal nostro corpo (testosterone, progesterone) ed anche degli estrogeni, prevenendo in tal modo tutti i graduali cambiamenti e gli squilibri che intercorrono con il progredire dell’età.
Tali proprietà furono per la prima volta empiricamente osservate dai colonizzatori spagnoli quando, in epoca successiva al loro sbarco, venne notato un decremento della fertilità dei cavalli purosangue importati dall’Europa. Questo problema fu ottimamente risolto somministrando agli animali, assieme alla normale razione giornaliera, anche delle radici di maca.
Sperimentazioni cliniche condotte su animali in epoca recente hanno più volte dimostrato come nei ratti, nelle cavie, nei maiali, negli ovini e nei bovini la somministrazione di maca si accompagni ad un miglioramento della fertilità nonché ad un incremento del volume di sperma prodotto e del numero di spermatozoi in esso contenuto. Sono attualmente in corso numerosi studi per verificarne il meccanismo d’azione e per attestare se l’effetto sull’uomo sia da considerarsi conseguenza dell’azione degli steroli, degli isotiocianati o dei glucosinolati. Un’ipotesi possibile, ma ancora da dimostrare, potrebbe comprendere un’azione rivolta al miglioramento della circolazione a livello dei vasi responsabili della risposta erettile. Più semplicemente, l’effetto potrebbe essere dovuto ad un generale incremento dell’energia, della vitalità non accompagnato da un parallelo aumento di nervosismo (nel maca non sono presenti, ad esempio, sostanze quali la caffeina), aspetto questo che potrebbe avere una certa influenza sulla libido e sul livello delle prestazioni sessuali.

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