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16 dicembre 2012

L'idiota - cretino - scemo - stupido - asino - babbione - besùgo - e altri modi di dire per l'italia e i loro signifivati...

Ambroeus

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino, di provenienza lombarda.

Àsino

Dal latino asinum.
Equino domestico di piccole dimensioni, usato per la soma. In senso figurato significa persona ignorante e zotica.

Babbèo

Dalla radice onomatopeica bab-, che indica il balbettio, con suffisso spregiativo.
Sciocco, sempliciotto, tonto, che parla senza sapere ciò che dice. Si sa che i babbei non hanno memoria (Sciascia).

Bàbbio

Dal latino babulu(m) 'sciocco, stolto', voce onomatopeica per indicare il balbettio.
Stolto, sciocco.

Babbióne

Accrescitivo di babbio.
Aggettivo e sostantivo maschile (femminile babbiona).
In Toscana: stupido, scioccone.

Babbalèo

Da babbeo.
In Toscana: babbeo.

Baggèo

Incrocio di babbeo con baggiano.
Sostantivo maschile.
Sciocco, babbeo, semplicione.

Baggiàno

Da baggiana attraverso il significato osceno di fava.
1. Sciocco, grullo.
2. Soprannome dato un tempo ai contadini milanesi, nel Bergamasco soggetto a Venezia.

Balórdo

Di etimo incerto, forse dal francese balourd, dal francese antico beslourd, composto del prefisso di aumento bis- e del latino luridus 'pallido', e quindi 'sbalordito'.
Significa tardo di mente, sciocco, stolido, intontito, stordito o smemorato.
Vale anche, come aggettivo, per cosa sciocca, senza alcun senso: ragionamenti balordi.
Mal fatto, mal riuscito: un lavoro balordo.
Che non dà affidamento: tempo balordo.
Si usa infine, come sostantivo, per indicare un delinquente o un malavitoso.

Bartolomèo

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino.

Basìto

Participio passato di basire, dal gallico basire, la cui radice è ba- 'morire'; forse attraverso il francese..
È un insulto letterario, sta per attonito, sbalordito: restare, rimanere basito.

Beòta

Dal latino Boeotu(m), dal greco Boiotós 'della Beozia', poiché gli abitanti avevano fama di stupidità e rozzezza presso gli ateniesi.
Persona ottusa.

Béstia

Dal latino bestia(m), di etimologia incerta. In senso figurato significa persona rozza, ignorante e stupida; anche, persona violenta e brutale.

Besùgo

È il nome genovese dell'occhialone, un pesce commestibile di acqua salata. L'insulto in Liguria ha il significato di idiota.

Bietolóne

Propriamente accrescitivo di bietola, poi in senso figurato credulone, sempliciotto.

Boccalóne

Si tratta del persico trota, vive nell'acqua dolce, e sembra che sia un pesce particolarmente portato ad abboccare a qualsiasi esca. Significa credulone ma anche chiacchierone, maldicente.

Bùe

Bovino domestico maschio adulto castrato.
Uomo ottuso, ignorante e grossolano.

Carlòtta

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino.

Castróne

Derivato di castrare.
1. Il maschio castrato degli animali, specialmente l'agnello o il puledro.
2. Cavallo evirato per adattarlo meglio a certi tipi di corse, specialmente allo steeple-chase.
3. (figurato, popolare) Uomo stupido o di grossolana ignoranza.

Cèfalo

È un pesce commestibile d'acqua salata, anche chiamato muggine. Tonto. Ha provenienza ligure.

Ciòcco

Etimo incerto, forse dal francese antico choque, chouquet 'tronco', da cui il verbo choquer 'urtare'.
Anche, raramente, ciocca.
1. Grosso pezzo di legno, ceppo da ardere.
2. (figurato) Uomo balordo, stupido, insensibile.

Cìro

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino, di provenienza piemontese.

Citrùllo

Voce di origine napoletana, corrispondente a cetriolo.
Sciocco, babbeo.

Ciùco

Voce di origine espressiva. Al femminile ciuca.
Significa asino e, in senso figurato, persona ignorante o poco intelligente.

Cocùzza

Dal latino tardo cucutia(m) col significato di zucca, poi in senso figurato persona sciocca, testone.

Coglióne

Latino tardo coleone(m).
Sostantivo maschile.
1. (volgare) Testicolo.
Rompere, far girare i coglioni: (figurato) infastidire, irritare, annoiare.
Levarsi dai coglioni: (figurato) smettere di importunare; togliersi dai piedi, andarsene.
Avere i coglioni: (figurato) essere di carattere forte, risoluto, tenace.
2. [femminile cogliona] (figurato) Persona imbecille, minchione: fare la figura del coglione.

Cretìno

Dal franco-provenzale crétin, propriamente 'cristiano', che, usato dapprima nel significato di 'povero cristiano, poveraccio', ha poi assunto valore spregiativo.
Stupido, imbecille: comportarsi come un cretino, discorso cretino.
In medicina è chi è affetto da cretinismo, una malattia causata da insufficienza tiroidea e caratterizzata da arresto di sviluppo somatico e psichico.

Crùcco

Nome dato dai soldati italiani a quelli tedeschi durante la seconda guerra mondiale; all'origine era appellativo dato agli slavi, derivato dalla voce serbo-croata kruh 'pane'.
Per estensione ha assunto il significato di stupido.

Èbete

Dal latino hebete(m), da hebere 'essere spuntato, ottuso', quindi 'sciocco'.
Che, chi mostra ottusità o deficienza di mente; idiota: uno sguardo, un sorriso (da) ebete.

Farlòcco

Etimologia dubbia, forse dalla locuzione inglese far look, usata dagli scippatori romani degli anni '60 per indicare i turisti sprovveduti, che guardano lontano e non si rendono conto di cosa accade vicino a loro.
Sostantivo e aggettivo maschile.
1. Ingenuo, babbeo, sprovveduto.
2. (estensione) Oggetto falso: fu congedato con un assegno farlocco, tanto non avrebbe protestato (De Cataldo).
Inetto, incapace, che non vale nulla, nonostante le apparenze.
3. (estensione) Poco serio, poco importante.

Fregnóne

Da fregna: vulva.
Sciocco, stupido, minchione: Sentissi lei come lo tratta, «fregnone» è la parola più bella (Palazzeschi).

Frescóne

Forma eufemistica per fregnone: stupido, minchione.

Gàggio

Termine di provenienza zingara.
1. Stupido, sprovveduto, balordo.
Persona che si crede furba, sbruffone.
2. Tipo in gamba, tosto.
3. Ragazzo, membro della compagnia.

Gìno

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino, di provenienza lombarda e in generale settentrionale, significa anche ragazzo di periferia. Sono anche utilizzate le espressioni rafforzative gino di legno e gino di ferro.

Gónzo

Etimo discusso, forse dal latino verecundiu(m) 'verecondo, vergognoso' con caduta della prima parte vere-.
Che, chi è credulone e si fa imbrogliare facilmente: gabbare i gonzi è facile.

Grùllo

Di etimo incerto. Al femminile: grulla.
Significa di scarsa intelligenza, che si lascia facilmente ingannare; sciocco, semplicione.
In toscano: istupidito, stordito, lento nel movimento e nel comprendere.

Idiòta

Dal latino idiota(m) 'ignorante', che è dal greco idiótìs, derivato di ídios, nel significato di '(uomo) privato', che come tale è considerato 'incompetente, inesperto' rispetto a chi riveste incarichi pubblici, successivamente col significato di 'popolare, plebeo' e poi 'ignorante'. Anche, anticamente, idiòto.
Sostantivo maschile e femminile [plurale maschile idioti, femminile idiote].
In medicina chi è affetto da idiozia.
Nell'uso comune, persona stupida e insensata ma anche, anticamente, rozza e incolta.

Imbecìlle

Dal latino imbecille(m) 'debole fisicamente o mentalmente', forse da in- negativo e baculum 'bastone'.
In psicologia, chi è affetto da imbecillità.
Nell'uso comune, persona che si rivela poco intelligente negli atti o nelle parole, che si comporta scioccamente o commette stupidaggini. Anche cosa poco intelligente: discorso imbecille.

Insipiènte

Dal latino insipiente(m), composto di in- prefisso negativo, e sapiens -entis 'sapiente, assennato'.
(letterario) Ignorante, stolto, sciocco: una persona insipiente.

Mardochèo

Da Mardocheo, personaggio biblico, accostato per etimologia popolare a merda.
Nel settentrione: uomo sciocco, che vale poco.

Midollóne

Derivato di midolla, in quanto di sostanza tenera.
Persona lenta e scarsamente intelligente.

Móna

Voce di area veneta, forse di origine greca.
Al femminile: vulva.
Al maschile: stupido, minchione.

Mùlo

Dal latino mulu(m), di origine non indoeuropea. Al femminile mula.
È l'equino ottenuto dall'incrocio dell'asino con la cavalla, e significa in senso figurato persona cocciuta e ignorante, insomma, idiota. E anche bastardo.

Nasèllo

È un pesce commestibile d'acqua salata simile al merluzzo. Tonto. Ha provenienza ligure.

Òca

Latino tardo auca(m), da un precedente avica(m), derivato di avis 'uccello'.
1. Grosso uccello con piedi palmati, collo lungo e becco robusto dall'apice arrotondato; viene allevato per le carni e le piume.
2. (figurato) Si dice di persona, specialmente donna, di scarsa intelligenza, insulsa, vuota: quella ragazza è un'oca.

Pippióne

Latino tardo pipione(m), di origine onomatopeica.
Significava anticamente giovane piccione, poi diventato in senso figurato la persona sciocca, il credulone.

Pìrla

Voce milanese, forse da pirlare, variante di prillare 'girare su sé stesso, come una trottola'.
Sostantivo maschile invariabile (settentrionale).
1. (volgare) Pene.
2. (popolare) Uomo tonto e goffo, facile da raggirare e imbrogliare, sciocco: fare una figura da pirla (o la figura del pirla); Prima di chiudere gli occhi mi hai detto pirla, / una parola gergale non traducibile (Montale).

Pistola

Dal francese pistole, dal tedesco Pistole, a sua volta dal ceco pistal 'canna, tubo'.
In vari dialetti settentrionali, persona sciocca e ingenua, che si lascia facilmente ingannare, con un chiaro riferimento sessuale.

Póllo

Nome generico del gallo e della gallina giovani. In senso figurato: persona inesperta e credulona, che si può facilmente raggirare.

Ràpa

Latino rapa, propriamente neutro plurale di rapum 'rapa', poi considerato come femminile singolare.
1. Pianta erbacea con fiori dorati, coltivata per la grossa radice commestibile carnosa.
2. (figurato scherzoso) Testa rapata o calva.
(estensione) Testa, cervello: ma che cos'hai nella rapa?
3. (figurato) Persona di scarsa intelligenza, sciocca: quel ragazzo è una rapa.
Testa di rapa: (figurato) persona ottusa, sciocca.

Sbalordìto

Participio passato di sbalordire, stupire.
Molto sorpreso, pieno di stupore, poi, meno comune, sciocco, tonto.

Scémo

Derivato di scemare.
1. Persona sciocca, povera di giudizio.
Scemo del villaggio: persona derisa, fatta oggetto di scherno collettivo per il suo comportamento.
2. (antico) Limitazione, incompletezza.

Scémpio

Latino tardo simplu(m), variante del classico simplex -plicis 'semplice'.
Significa semplice, non doppio: Prima era scempio, e ora è fatto doppio (Dante).
Anticamente, in centro Italia, significava privo di senno, sciocco.

Scervellàto

Participio passato di scervellare.
Che, chi è senza cervello, privo di senno, di criterio, sbadato: un ragazzo scervellato.

Sciabigotto

Da Luciano Gabrielli.
--- In lucchesia, ed in particolare nella sua regione costiera, si usa anche il termine sciabigotto.
Sciabigotto è quasi intraducibile a metà tra il bischero e il co...one (in senso affettuoso però), lo usano i genitori (ma ora di più i nonni) per dire ai ragazzetti che hanno fatto qualche bischerata o che non sono stati molto svegli. È una caratteristica parola lucchese di etimo incerto, ma potrebbe derivare da sciapito e bigotto. Alcuni dicono però che derivi da sciabica che è una rete da pesca utilizzata per pescare dalla riva in quanto impiegata da persone anche molto anziane, non più in grado di andare per mare, e qualche volta non più particolarmente lucide. ---

Sciabordìto, sciòrno

Da Frustalampi.
--- Come dare dell'idiota a quacuno? A parte il bischero fiorentino, ti segnalo lo "sciabordito"  e lo "sciorno" senesi, che non compaiono nei dizionari.  Sciabordito deriva da sciabordare o sciacquattare, agitare, rimescolare un liquido. Non credo esista nessun legane fra "storno" (relativo al cavallo con mantello grigio scuro macchiettato di bianco) e "sciorno", salvo che da bambini, quando eravamo specialisti nel rovinar poesie, si diceva: "Oh cavallina, cavallina sciorna...".
Un amico visitatore del sito ci dice che il termine sciorno è utilizzato, più che a Siena, nella zona di Chiusi-Città della Pieve e nella provincia di Grosseto. Inoltre viene utilizzato a Roma col significato di balordo.

Stordìto

Participio passato di stordire.
1. Privo di sensi, tramortito: cadde a terra stordito.
(figurato) Sbalordito, intontito, frastornato: rimase là tutto stordito.
2. Distratto, sbadato, sventato: che stordito sono: ho dimenticato le chiavi.
Come sostantivo: persona sventata, inconsiderata.

Séppia

Mollusco commestibile di mare. Stupido. Si utilizza in Liguria.

Somàro

Dal latino volgare saumariu(m), attraverso il tardo sagmarius, da sagma 'basto'; propriamente '(bestia) da soma'. Femminile somara.
Significa asino o ciuco intese come bestie da soma, e in senso figurato persona ignorante, stupida, e anche scolaro dallo scarso rendimento scolastico.

Tìnca

Pesce commestibile d'acqua dolce. Tonto, credulone. È un insulto ligure.

Tòni

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino.

Tónno

Pesce commestibile di acqua salata. Tonto, credulone. È un insulto ligure.

Vincènzo

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino, nel gergo della mala, è anche il tonto da truffare.

Zùcca

Latino tardo cucutia(m), con metatesi e aferesi della sillaba iniziale.
Pianta e frutto, diventato in senso figurato persona tarda di mente, sciocca o testarda.

Zuccóne

Accrescitivo di zucca, e in senso figurato pesona lenta a capire, di scarsa intelligenza e anche persona testarda, cocciuta.

01 novembre 2012

I DIECI COMANDAMENTI SICILIANI - PER VIVERE CENT 'ANNI

Regole Un pò grossolane..... ma vi assicuro molto chiare e senza giri di parole interpretabili a convenienza politica !!!

29 ottobre 2012

GLICOGENOSI - SI MANGIA SEMPRE, DATO CHE IL CORPO NON SCOMPONE IL GLICOGENO IN GLUCOSI, STANCHEZZA CRONICA, DOLORI MUSCOLARI


Le glicogenosi sono un gruppo di malattie metaboliche rare che colpiscono un bambino su 100.000 nati, e può manifestarsi  anche in età avanzata.

Sintomi
Le diverse forme di glicogenosi sono accomunate sul piano clinico dal fatto di presentare sintomi a carico dell'apparato muscolare (affaticabilità, ipotonia, ipotrofia, dolore ecc.) soprattutto durante l'esercizio fisico prolungato ma, talora, anche nella normale vita quotidiana. Accanto ai sintomi muscolari, se ne descrivono molti altri, a seconda degli organi danneggiati in quel tipo specifico di glicogenosi: sintomi da insufficienza cardiaca, epatica, respiratoria ecc.
 Sono dovute alla carenza o al deficit funzionale di uno degli enzimi coinvolti nel metabolismo del glicogeno, il polisaccaride che funge da deposito e da riserva per le molecole di glucosio, che l'organismo utilizza prontamente in caso di bisogno di energia. 

Un accumulo di glicogeno nei tessuti (fegatomuscolirenecervello) provoca gravi alterazioni organiche. Le persone affette da glicogenosi, non potendo utilizzare i propri depositi di zuccheri, sono costrette a mangiare continuamente sia di giorno che di notte per evitare di cadere in ipoglicemia, con possibile insorgenza di convulsioni e coma, pertanto richiedono una continua e attenta sorveglianza.
I difetti enzimatici alla base delle glicogenosi sono causati da errori del genoma, che si trasmettono per via ereditaria come fenotipo autosomico recessivo, tranne il tipo VIII, che si eredita come fenotipo recessivo legato al cromosoma X.
Attualmente si conoscono 8 forme di glicogenosi:
  • GSD tipo I: è una forma severa che colpisce 1/centomila abitanti, l'enzima mancante è il G6P-fosfatasi presente solo nel fegato; i soggetti affetti da questa patologia non possono resistere al digiuno, andando incontro velocemente ad una crisi ipoglicemica. il G6P-fosfatasi è l'unico enzima in grado di convertire il glicogeno in glucoso, è l'unico enzima del glicogeno all'interno del reticolo endoplasmatico, è presente solo nel fegato e in piccole percentuali nel rene, idrolizza anche il carbamil fosfato e il pirofosfato, si forma nel citosol e un trasportatore lo veicola al RE. Tuttavia in alcune glicogenosi di tipo I il G6P-fosfatasi può essere presente ma viene a mancare il trasportatore di questo che lo veicola al RE. I sintomi che caratterizzano questo tipo di glicogenosi sono: ipoglicemia a digiuno, epatomegalia (dovuta ad un aumento del glicogeno nel fegato), ritardata crescita nell'adolescenza, iperlipidemia con possibile steatosi, aumento dei corpi chetonici e un aumento degli acidi grassi in circolo (perché l'ipoglicemia induce iperinsulinemia). Esistono forme diverse di glicogenosi di tipo I:
    • Ia dove è assente l'unità catalitica di G6P-fosfatasi;
    • IaSP dove manca una proteina che stabilizza l'enzima;
    • Ib manca il trasportatore per il RE;
    • Ic manca il trasportatore di Pi e PP;
    • Id manca il trasportatore del glucoso dal citosol al reticolo.
  • GSD tipo II: l'enzima mancante è l'alpha1-4glucosidasi, questo enzima non è specifico per il glicogeno ma idrolizza anche i legami del maltoso (disaccaride costituito da due molecole di glucoso con legame alpha1-4glucosidico) e tutti gli altri materiali aventi questo tipo di legame. l'accumulo si presenta a carico di tutti i tessuti ma soprattutto a livello del fegato e del muscolo scheletrico. Non si riscontrano alterazioni dell'omeostasi glicemica. Esiste una forma infantile severa caratterizzata da cardiomegalia, ipotonia muscolare ed epatomegalia, in questo caso il decesso del paziente si riscontrerà entro i primi 2-3 anni di vita.
  • GSD tipo III: riproduce anche se in forma più lieve i sintomi di quella di tipo I. L'enzima mancante è l'enzima deramificante, quindi il glicogeno riesce ad essere degradato solo parzialmente e il quantitativo di glucoso liberato sarà ridotto. Si instaura un aumento di glicogeno epatico e muscolare, caratterizzato da numerose ramificazioni e catene laterali molto corte. È necessario seguire una dieta controllata.
  • GSD tipo IV: è tra le più rare di tutte le glicogenosi, l'enzima mancante è l'enzima ramificante (glucosil4-6transferasi), l'assenza i questo comporta una sintesi anomala di glicogeno con scarse ramificazioni e quindi poco solubile. Le manifestazioni cliniche sono: epatomegalia, cirrosi con ipertensione portale, ipotono muscolare e morte nei primi 2-3 anni di vita. È una patologia multi sistemica, quindi, il trapianto di fegato a lungo termine non è ancora noto.
  • GSD tipo V: deficit di fosforilasi muscolaremalattia di McArdle si manifesta in individui nella seconda-terza decade, in soggetti che presentano una storia di mioglobinuria, dolori e crampi muscolari.
X-Linked: con un deficit dell'attività fosforil.chinasica del fegato;
Autosomica: o con deficit dell'attività fosforil-chinasica a carico di fegato e muscolo o con deficit dell'attività fosforilasica del fegato.
  • GSD tipo VII: deficit di fosfofruttochinasi muscolaremalattia di Tarui, il compito di questo enzima è quello di convertire il F6P in F1,6BP. È un enzima chiave nella regolazione della glicolisi. Manifestazioni cliniche sono: affaticamento muscolare e intolleranza all'esercizio fisico.
  • GSD tipo VIII: caratterizzata dalla presenza dell'enzima fosforilasi epatica ma in forma inattiva. Manifestazioni cliniche sono: epatomegalia presente dalla prima infanzia e progressiva cerebropatia degenerativa.
I tipi I, II, III sono le forme più frequenti, coprendo più del 90% dei casi. I soggetti affetti da glicogenosi devono alimentarsi almeno due volte durante la notte. Ciò comporta un sonno non sereno né per loro né per i loro genitori o chi gli sta accanto. Per ovviare a ciò può essere utilizzata la nutrizione enterale notturna, che consente al piccolo di riposare serenamente. Ciò richiede l'applicazione di un sondino naso-gastrico, cioè un tubicino che attraverso la narice raggiunge lo stomaco del paziente. Il sondino va poi collegato con un raccordo a una pompa che spinge per tutta la notte una miscela di latti speciali, evitando in questo modo l'ipoglicemia.

Terapia 

Per curare la glicogenosi bisognerebbe correggere il difetto enzimatico della persona affetta da questa malattia. 

Terapia consigliataRallentare l'attività fisica e adottare una dieta iperproteica.

Collegamenti esterni 

L'Associazione Italiana Glicogenosi (A.I.G.), con sede ad Assago (Milano), sta cercando di reperire dei fondi per la ricerca anche grazie all'aiuto di alcuni benefattori.

21 aprile 2012

RIDI E PENSA POSITIVO

  1. Lui: Cara, se tu imparassi a far bene da mangiare, potremmo licenziare la colf e sarebbe un bel risparmio!
    Lei: Certo, ma se tu imparassi a far bene l’amore, potremmo risparmiare sull’idraulico e sul giardiniere!!



     *********************************


  2. Due amici si incontrano per parlare del più e del meno:
    “Ciao Massimo, cosa mi racconti di nuovo?”
    “Niente di buono… purtroppo ho scoperto che mia moglie mi tradisce con un altro…”
    “Ho capito, ma veramente io ti ho chiesto… cosa c’è di nuovo!”

BARZELLETTE SPORCHE O STORIE VERE ?

Due amici vanno dalla stessa prostituta, commentando la prestazione della donna uno di loro dice all’altro: “Questa qui non sa fare all’amore, lo sa fare meglio mia moglie”.
Risponde l’altro: “Questo lo puoi dire ad alta voce!!”…



 ********************


Un ragazzo la sera deve andare dalla fidanzata a cena. Pensando che la sera avrebero fatto sesso passa in farmacia a prendere i preservativi:
“Vorrei 1 preservativo per la mia ragazza” dice felice lui.
Esce e poi rientra e dice “Anzi ne vorrei 2 anche la sorella mi guarda con occhi dolci, non vorrei deluderla” dice ancora piu contento e poi esce…
Poi rientra una terza volta e dice “Anzi me ne dia un altro perché forse stasera mi scopo pure la mamma” ed esce…
Poi rientra ancora e dice “Dai stasera mi scopo pure il padre, me dia un altro” replica con un sogghigno.
La sera durante la cena la ragazza vede il ragazzo pregare e dice “Non sapevo che fossi un religioso” e lui risponde impaurito “Non sapevo che tuo padre faceva il farmacista!!!”

Una sera due amici si trovano con lo scemo della compagnia che non lo ha mai fatto e allora tutti e tre decidono di andare a casa di una prostituta.
Il primo ad entrare è il capo, e una volta dentro gli altri due in corridoio sentono sospiri di piacere. Quando esce, allacciandosi i pantaloni, esclama: “L’HO APERTA A META’!!!”
Stessa scena per il secondo, urla di godimento, e quando esce esclama: “GLI HO SFONDATO TUTTO!!!”
Tocca al terzo, lo scemo, i due che rimangono in corridoio sentono un baccano infernale, mobili che si spostano, tonfi, urla disumane!!! Esce tutto sudato e soddisfatto ed esclama: “Le ho spaccato un BRACCIO!!!”

BARZELLETTE SPINTE...

Io pratico da sempre il sesso sicuro: cioè esco con una solo se ho la certezza di farmela.


 ******************


Una signora va dal dottore: “Scusi dottore, mio marito non mi basta più”
“Ma perché lo dice a me? Se proprio non resiste si trovi un amante”
“Ma veramente ce l’avrei già, ma non mi basta più”
“Ma cosa le devo dire, se ne faccia due, o tre”
“Ma sì, ne ho già, anche di più, ma non bastano mai… ”
“Signora, ma lei è malata!!!”
“Bravo dottore, lo metta per iscritto, che mio marito dice che sono una troia!!”

 ***************************

Un nano su un tram si sente pestare un piede: “Ehi brunetta! Stai attenta”
Lei: “Ma io sono bionda!”
Lui: “Da qui non si direbbe…”

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Moglie e amante stanno a letto dopo un po’. All’improvviso entra in casa il marito!
Lei: – Su dai buttati dalla finestra!
E lui: – Ma che sei matta? Siamo al tredicesimo piano!
- E allora? Che sei superstizioso??

BARZELLETTE - VINO - MANIACO - AMORE

- “Signorina, gradisce un po’ di vino?”
- “No grazie, mi crea problemi alle gambe…”
- “Gliele fa gonfiare?”
- “No, me le fa aprire!!!”



In hotel un uomo urta il seno d’una signora.
Lui: “Se il suo cuore è morbido come il suo seno saprà perdonarmi.“
Lei: “Se il suo uccello è duro come il suo gomito, stanza 241!!!”



“L’altro giorno ho salvato una vecchietta da un maniaco che voleva violentarla, e ho preso un sacco di botte”.
“Dal maniaco naturalmente?”.
“No dalla vecchietta. Gridava: Fatti i fatti tuoi! Fatti i fatti tuoi!!”.

BARZELLETTE TRA AMICHE

Fra amiche: “Fammi una confidenza: ma tu quando fai l´amore con tuo marito ci parli?”
“Be´… se mi telefona…”

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Lui: Cambiamo posizione?
Lei: Si quale?
Lui: All’orecchio.
Lei: E se divento sorda?
Lui: Non mi sembra che tu sia diventata muta!!

BARZELLETTE - CORNA E AMANTI

Differenza tra amante, fidanzata e moglie: dopo l’orgasmo:
la prima ti dice “Sei grande”
la seconda “Ti amo”
la terza… “Beige… Il soffitto lo farei beige!”






- Sa dottore, non è per me, ma per mio marito, sembra che perda colpi, non riesce più a concludere niente. Mi aiuti… non so più cosa fare!
- Si spogli signora.
- Ma… è per mio marito, non per me!
- Non si preoccupi signora… farò diventare suo marito un TORO!!!
- Mi fa molto piacere dottore… ma… perché mi devo spogliare io?
- Signora cara… lo vuole far diventare un toro? E allora tanto per cominciare gli facciamo le corna…

BARZELLETTE EROTICHE

La moglie trascurata dice al marito togliendosi gli slip. “La vedi questa? Si chiama lumachina. Se la tocchi fa la bava se non la tocchi fa le corna!”



- Tu lo sai che cos’é l’orgasmo?
- No e tu?
- Io nemmeno. Però deve essere qualcosa che corre perché ho sentito dire a mia madre che non lo raggiunge mai…

TRADIMENTI - UOMINI E DONNE

Un uomo ed una donna sono a letto che fanno l’amore come dannati, nel mentre suona un cellulare. La tipa risponde:
- Si? Pronto? Ah… si, si… non ti preoccupare amore, un bacione, buona serata…
Il tipo chiede:
- Scusa, ma chi era?
- Niente, era mio marito che mi avvisava che farà un po’ più tardi del solito perché si sta bevendo un paio di birre con te!!

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